Mostra notizie nelle discussioni
  • Avatar
    Proc di Catania
    Scritto da
    Non Autenticato
    il 2013-05-02 13:36:09.0 alle 2013-05-02 13:36:09.0
    Gruppo P - Corriere dei pedofili
    • Avatar
      Proc di Catania
      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2013-05-02 14:16:01.0 alle 2013-05-02 14:16:01.0
      Re: Gruppo P - Corriere dei pedofili
      E' spiegato nel libro di Luther Blissett "Lasciate che i bimbi".
      Copio:

      Cambio di continente
      In Italia e in Europa sta accadendo più o meno ciò che in America è accaduto negli anni ottanta. In particolare il caso Dimitri presenta somiglianze impressionanti coi casi trattati da Nathan & Snedeker, cosa che mi ha fatto scrivere:

      Capisco perfettamente ciò che prova Solo (Diego Abatantuono) quando si scopre prigioniero nel videogame di Nirvana: come comunicare questa nauseante sensazione di dejà vu? Cazzo,tutto questo è già successo, questo processo è la fotocopia di quelli svoltisi negli USA negli anni ‘80, stesse cazzate, stesse testimonianze, stessi errori da parte di psichiatri, preti e assistenti sociali, stessa cecità di inquirenti e giornalisti. Ognuno di quei casi ebbe origine dalla mentalità disturbata di una “Simonetta” e dal fraintendimento dei farfugliamenti pre-verbali di un “Federico” (i “dadi cativi”, i “fachi”, il “fucare”...), fu trasformato dalla “Lucia Musti” di turno in una crociata contro i fantasmi, strumentalizzato da organizzazioni simili al “nostro” GRIS e gonfiato da corrispettivi anglosassoni del “Carlino”. Nonostante l’assoluta mancanza di riscontri oggettivi, e l’evidenza dell’impalcatura di paranoie, conformismo e sessuofobia che reggeva il macro-teorema del Satanic Ritual Abuse (SRA), quei processi si conclusero con verdetti di colpevolezza e pene pesantissime (centinaia e centinaia di anni di galera).
      - L. Blissett, "Un acre odore di zolfo", Zero in condotta, Bologna, 21/2/1997


      Eppure, prima delle vicende belghe, le autorità di alcuni paesi europei erano quasi riuscite a mantenersi lucide. Addirittura, nel 1994 il Department of Health britannico aveva commissionato a Joan La Fontaine, docente di antropologia sociale alla London School of Economics, una ricerca su 84 presunti casi di SRA, verificatisi nel periodo 1988-91. Il rapporto finale, intitolato A Study of Organised and Ritual Abuse: Research and Findings, dimostrava che l'SRA era poco più che una leggenda urbana: solo in 3 dei casi esaminati c'era stata violenza sessuale con elementi vagamente ritualistici, ma non si trattava di satanismo né di stregoneria. Virginia Bottomley, ministro britannico della sanità, aveva commentato:

      La professoressa La Fontaine ha svelato il mito dell'abuso satanico. Ho commissionato quest'indagine per mettere le cose in chiaro sugli abusi rituali e distinguere i fatti da ogni fantasia che li circonda. Finora si erano condotti pochi studi su un argomento tanto delicato, che per molti anni è stato oggetto di speculazioni e paure. Spero che con la pubblicazione di questo rapporto si possa iniziare a sbrogliare la matassa dei presunti abusi rituali e satanici. Questo documento è una lettura indispensabile per chiunque si occupi di bambini che potrebbero essere stati violentati, e spero che gli operatori lo studino approfonditamente e ne traggano lezioni...
      - Comunicato stampa del Department of Health, 02/06/1994


      Dopo gli scempi compiuti da Marc Dutroux a Marcinelle (e in Italia dopo l'arresto di Dimitri e confratelli), oltre alle accuse più generiche di violenza sessuale sui minori, è tornato agli onori delle cronache il mix di "pedofilia" e satanismo. Mentre i media favoleggiavano di contatti via Internet tra Dutroux e alcune sette sataniche, a Bologna il duo Canditi-Musti cercava di far passare il suo teorema, quello di una rete internaziale di pervertiti dediti ad SRA e al traffico di pornografia infantile, con la città delle Due Torri come snodo principale.
      Le basi di tale bislacca teoria erano state poste quasi dieci anni prima, con l'arresto e la condanna di William Andraghetti et alii. Quella narrata nel libro di Andraghetti Diario di un pedofilo (Stampa Alternativa, Roma 1996) è una vicenda "seminale", la madre di tutte le montature, dalla retata contro il Gruppo P di Milano (1993) all'arresto dei Bambini di Satana. Riporto la breve ma azzeccata recensione apparsa su Pulp n.3 (settembre-ottobre '96) a firma Piersandro Pallavicini:

      Nel 1987, a Bologna, un gruppo di omosessuali fu arrestato e processao con l'accusa di violenza su minori, commercio di materiale pornografico (con minori protagonisti) e gestione di un giro di prostituzione minorile. Andraghetti, uno di quel gruppo, racconta qui la sua verità. Con taglio giornalistico e con una flemma dovuta, riporta i fatti, con tutti i dettagli necessari (dunque anche quelli più scabrosi), riuscendo quasi sempre ad evitare di cadere nel gratuito o nell'apologia e soffermandosi in particolare sui danni prodotti dalla stampa (che amplificò e distorse verso il mostruoso la vicenda), sulle diffamazioni ed angherie subite, sulla sproporzione tra ciò che davvero successe e le conseguenze patite. Il punto di vista, comunque, è quello di un pedofilo non pentito, cosa che ha spinto Ernesto Caffo (il presidente del Telefono Azzurro) a rifiutarsi di presenziare alla presentazione del Diario all'ultimo Salone dei Piccoli Editori di Belgioioso. Tuttavia, il testo ha il merito di far conoscere opinioni radicalmente diverse da quelle ritenute "comuni" su temi volutamente ignorati da una società sessualmente bigotta come quella italiana. L'operazione di Stampa Altrnativa tenta, senz'altro provocatoriamente, di accendere la discussione sulla sessualità dei minori, l'età del consenso, i rapporti tra adulti e ragazzi [...]

      In effetti il libro non è roba per palati fini, vi sono descritti amplessi con "orgasmi secchi" tra l'autore (membro del gruppo libertario Sexpol, d'ispirazione reichiana) e diversi ragazzini (alcuni dei quali pre-puberi, comunque tutti consenzienti se non entusiasti, spesso addirittura propositivi), ma i passaggi davvero scabrosi sono quelli dell'arresto e della montatura giornalistico-giudiziaria, introdotti da una citazione dello scrittore Tony Duvert:

      In cinque minuti d'interrogatorio, il giudice davanti, i poliziotti ai fianchi, i genitori dietro la porta e un medico appiccicato alle chiappe, il bambino che vi amava riconoscerà di essere stato violentato. Al punto in cui si trova, riconoscerebbe perfino di essere morto, se gli suggerissero che lo avete ucciso.

      Le pressioni sui ragazzini da parte di genitori ed inquirenti produssero un corto-circuito tra media e magistratura, che a sua volta produsse accuse campate in aria (violenza carnale, associazione a delinquere finalizzata induzione di minori alla prostituzione e al commercio di materiale pornografico illegale...). Vennero stabiliti collegamenti arbitrari con altri casi. Le indagini si estesero a tutta Italia e si iniziò a parlare di un circuito internazionale di "mostri", "pedofili" e "mercanti di bambini". Il solito Resto del Carlino pubblicò gli indirizzi di alcuni imputati con tanto di foto delle loro case, invitando implicitamente alla rappresaglia contro i familiari (l'anziana madre di Andraghetti ricevette una caterva di telefonate minatorie). Alla Dozza, gli imputati subirono aggressioni da parte degli altri detenuti e pestaggi e insulti da parte delle guardie (la Dozza è famosa per certi strani "suicidi" modello Stammheim 18/10/77). In quei giorni a Bologna non si parlava d'altro.
      Nonostante l'incongruenza delle testimonianze e l'inanità dei capi d'accusa, il processo di primo grado si concluse con condanne dai 7 ai 10 anni di reclusione più il risarcimento dei danni alle parti civili (in tutto un centinaio di milioni). La sentenza d'appello ridusse le pene di 2-3 anni.
      Si può dire che il caso Andraghetti fu un vero e proprio banco di prova della teoria del "complotto pedofilo". Una vicenda altrettanto clamorosa fu quella del milanese Francesco Vallini e del Gruppo P.
      Vallini era - ed è - un redattore della rivista gay Babilonia. Nei primi anni novanta, benché non fosse un pedofilo, Vallini partecipò alla fondazione del Gruppo P, che dibatteva e promuoveva rapporti consensuali tra adulti e ragazzi. Vallini ne curava il bollettino.
      Nell'aprile '93 la polizia perquisì la casa di Vallini e la sede di Babilonia., e tre mesi dopo arrestò Vallini e gli altri membri del Gruppo P per "associazione a delinquere" e per presunti rapporti sessuali con minori. D'un colpo riemersero tutti i collegamenti arbitrari stabiliti anni prima per la montatura Andraghetti.
      La redazione di Babilonia protestò vivamente e definì Vallini un "prigioniero politico". Dopo più di un anno di custodia cautelare a S.Vittore, in condizioni di malsanìa e sovraffollamento, Vallini intraprese uno sciopero della fame e dovette essere ricoverato in ospedale. Finalmente, dopo quasi due anni di carcere preventivo, vi fu un rinvio a giudizio. Vallini fu prosciolto dalle accuse di violenza sessuale ma condannato per l'accusa di associazione a delinquere, sulla base della sua attività di coordinamento del Gruppo P. Nell'estate '95 ottenne la libertà vigilata, e tornò a lavorare a Babilonia.
      A conti fatti, quando è esploso il caso Dutroux, l'opinione pubblica italiana era già predisposta al linciaggio.
    • Avatar
      ☺
      Proc di Catania
      Scritto da
      SAMURAI
      L'Ostinato
      il 2013-05-02 18:48:01.0 alle 2013-05-02 18:48:01.0
      Trollate totali: 6492
      Re: Gruppo P - Corriere dei pedofili
      Del 'Gruppo P' era fondatore e presidente Vallini che fu condannato -mi pare- a 3 anni e mezzo per "concorso" negli adescamenti di minori in quanto lui era responsabile del movimento. Ma in realtà Vallini non ha mai abusato nessuno. Sicuramente alcuni associati del Gruppo P (mi pare un centinaio) si scambiavano informazioni, materiale (all'epoca legale) e progettavano viaggi insieme. La Magistratura prese a pretesto delle presunte violenze a dei minori da parte di alcuni del Gruppo per far chiudere l'Associazione che era considerata "blasfema" essendo l'unico gruppo ufficialmente registrato di pedofili.
      Luther Blisset nel suo libro "Lasciate che i bimbi, pedofilia, un pretesto per la caccia alle streghe" ha messo in evidenza la caccia alle streghe nel caso dei "Bambini di Satana" che poi si rivelò una bufala totale: assoluzione piena e risarcimento danni a Dimitri. In tutti e due i casi è macroscopica la volontà non di ricercare la verità su eventuali abusi ma di "creare a tavolino" dei mostri per placare le paranoie di questa società pedofobica.
      Ma anche nel caso del "pedofili di Bologna" risalente al 1987 fu attuata la medesima strategia e anche su quel caso Luther Blisset parlo di "una distorsione verso il mostruoso" delle notizie date dai mass-media. A bocca storta
<softv>

Pagina generata in 32 millisecondi

Utenti attivi: 11 nell'ultimo minuto, 23 negli ultimi cinque minuti, 39 negli ultimi 15 minuti