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MalattiaProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2013-06-14 11:35:54.0 alle 2013-06-14 11:35:54.0
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Re: MalattiaProc di CataniaScritto daSAMURAIL'Ostinatoil 2013-06-14 15:34:31.0 alle 2013-06-14 15:34:31.0Trollate totali: 6492Le sezioni "speciali" esistono anche nelle carceri italiane e non solo per i pedofili; esistono per "gli infami" (collaboratori di giustizia) e per chi ha divieti di incontro con altri detenuti. Per chi fa sfruttamento della prostituzione anche con donne maggiorenni. In queste sezioni in genere vengono collocati i pedofili o chi ha reati di "violenza sessuale" (vera o presunta..). Che dire? E' un ghetto nel ghetto come il carcere è un ghetto della società dove vengono "reclusi" i reietti della società. E' vero che i detenuti non vogliono avere rapporti coi pedofili o violentatori -anche quelli che hanno accuse di violenza sessuale contro persone adulte- col pretesto che loro hanno figli piccoli e che disprezzano quelli che fanno sesso con loro, dimenticano però che anche i reati che loro compiono danneggiano i bambini: una rapina in banca, un omicidio, un sequestro di persona sono reati in cui un padre di famiglia rimane vittima di una violenza che si ripercuote anche sui suoi figli; e chi viene ammazzato? I figli che rimangono orfani??? Comodo dare la colpa solo ai pedofili. Il piano di "trattamento" del carcere di Stampa è come uno "pseudo-isolamento"; il problema è che li il pedofilo si comporta bene perché non ha rapporti con minori ma quando esce ecco che ricomincia. Un po' come quei tossici che incontravo in galera i quali giuravano e spergiuravano che avevano smesso con la droga salvo poi apprendere che una volta usciti avevano ripreso a spacciare e a drogarsi. Il carcere non cambia le tendenze sessuali.
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Re: MalattiaProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2013-06-15 18:02:44.0 alle 2013-06-15 18:02:44.0Fottiti
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Re: MalattiaProc di CataniaScritto daSAMURAIL'Ostinatoil 2013-06-17 15:47:20.0 alle 2013-06-17 15:47:20.0Trollate totali: 6492Difficile farlo da soli: preferisco essere "fottuto" da un ragazzino.
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