Fa riflettere leggere che i pedofili sono o "malati" o "mostri"; non esiste nessuna altra qualifica. Chissà che ne penserebbero gli antichi greci (da Socrate in poi) su questa definizione per chi desidera amare sessualmente dei fanciulli. Penso che vari filosofi e sociologi abbiano già ampiamente spiegato che la pedofilia non rientra nella "malattia" o nella "mostruosità"; è una tendenza NATURALE dell'essere umano (ma esiste anche in natura fra gli animali); questi che ce l'hanno tanto coi pedofili dimenticano spesso che:
"l'amore non ha sesso e non ha età"; le persone si possono innamorare della bellezza di un/una ragazzino/a e spesso questi rapporti sono platonici e raramente scadono nella violenza. Ovvio che nessuno è perfetto. Ma questo accade anche nei rapporti eterosessuali. Ma se io penso a quanto mi hanno detto dei miei amici psicologi giungo a questa conclusione:
TANTO PIU' SI E' OMOFOBI E TANTO PIU' SI DESIDERA AVERE RAPPORTI OMOSESSUALI
TANTO PIU' SI E' CONTRO I PEDOFILI E TANTO PIU' SI DESIDERA AVERE RAPPORTI CON MINORI. Si chiama
"meccanismo di proiezione": ma non accade solo in questi ambiti. Per esempio se una persona ci sta molto antipatica è perchè ha qualcosa che ci risuona dentro. Una specie di eco di qualcosa che noi reprimiamo ed è per questo che bisogna lodare le persone che ci sono antipatiche perchè esse ci smuovono qualcosa che inconsciamente abbiamo rimosso o seppellito dentro di noi. E tutto questo inorridire contro i pedofili mi da la conferma che nel profondo delle persone c'è una grande attrazione sessuale per i ragazzini o ragazzine ma se la negano e questo fa si che quando si parla di pedofili ecco che viene a galla il nervo scoperto. Strano che gli psicologi non lo dicano, eppure è un meccanismo conosciuto: tanto più siamo contro qualcosa e tanto più ne siamo attratti (consciamente o inconsciamente..).