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Human Connectome ProjectScritto daaltgutente che non utieneil 2014-05-06 19:14:32.0 alle 2014-05-06 19:14:32.0Trollate totali: 11540http://www.humanconnectomeproject.org/gallery/

Boja, come sarebbe bello riuscire a sequenziare il connettoma di un individuo, per poi riversarlo in un simulatore della chimica e fisica alla base del funzionamento del cervello e ottenere una simulazione di se` stessi. Solo... un attimino potenzialmente eterna, ecco. Transumanismo a palla.
Stanno comunque veramente provandoci. Per motivi di studio, non per quello.
Neanche lontanamente quel che servirebbe per l'utopia di cui sopra, ma e` qualcosa.
Comunque resterebbe un problemino: una volta che c'e` la copia, come si fa il "move"?
Chi avrebbe poi il coraggio di auto-sbarazzarsi dell'originale organico?
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Re: Human Connectome ProjectScritto daNon Autenticatoil 2014-05-06 19:23:41.0 alle 2014-05-06 19:23:41.0> http://www.humanconnectomeproject.org/gallery/

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> Boja, come sarebbe bello riuscire a sequenziare il connettoma di un individuo, per poi riversarlo in un simulatore della chimica e fisica alla base del funzionamento del cervello e ottenere una simulazione di se` stessi. Solo... un attimino potenzialmente eterna, ecco. Transumanismo a palla.
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> Stanno comunque veramente provandoci. Per motivi di studio, non per quello.
> Neanche lontanamente quel che servirebbe per l'utopia di cui sopra, ma e` qualcosa.
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> Comunque resterebbe un problemino: una volta che c'e` la copia, come si fa il "move"?
> Chi avrebbe poi il coraggio di auto-sbarazzarsi dell'originale organico?
Mesi fa Wakko aveva segnalato un numero di Le Scienze che parlava di meccanica quantistica. Insieme alla rivista c'era un libro Connettoma. Spiega molte cose sul cervello, e quella spiegata in modo più esatto è la struttura del neurone che spiega la percezione gestaltica. L'ultima parte del libro si perdeva in queste cose, ma la religione gattoselvatica afferma che noi e la copia non saremmo lo stesso essere. Contrariamente a quanto afferma l'autore del libro, noi non siamo semplicemente il nostro connettoma, e mi sorprende che l'autore non ci arrivi dato che è un neuroscienziato figlio di un filosofo.-
Re: Human Connectome ProjectScritto daaltgutente che non utieneil 2014-05-06 19:28:53.0 alle 2014-05-06 19:28:53.0Trollate totali: 11540> > http://www.humanconnectomeproject.org/gallery/

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> > Boja, come sarebbe bello riuscire a sequenziare il connettoma di un individuo, per poi riversarlo in un simulatore della chimica e fisica alla base del funzionamento del cervello e ottenere una simulazione di se` stessi. Solo... un attimino potenzialmente eterna, ecco. Transumanismo a palla.
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> > Stanno comunque veramente provandoci. Per motivi di studio, non per quello.
> > Neanche lontanamente quel che servirebbe per l'utopia di cui sopra, ma e` qualcosa.
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> > Comunque resterebbe un problemino: una volta che c'e` la copia, come si fa il "move"?
> > Chi avrebbe poi il coraggio di auto-sbarazzarsi dell'originale organico?
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> Mesi fa Wakko aveva segnalato un numero di Le Scienze che parlava di meccanica quantistica. Insieme alla rivista c'era un libro Connettoma. Spiega molte cose sul cervello, e quella spiegata in modo più esatto è la struttura del neurone che spiega la percezione gestaltica. L'ultima parte del libro si perdeva in queste cose, ma la religione gattoselvatica afferma che noi e la copia non saremmo lo stesso essere. Contrariamente a quanto afferma l'autore del libro, noi non siamo semplicemente il nostro connettoma, e mi sorprende che l'autore non ci arrivi dato che è un neuroscienziato figlio di un filosofo.
Come fai a dirlo con certezza? Io tendo a pensare che se replicassi il funzionamento del mio cervello in un simulatore, otterrei una copia indipendente di me stesso. Certo, saremmo due istanze diverse della stessa persona e non ci sentiremmo la stessa persona. Io sarei sempre io e lui sarebbe sempre lui. A quel punto proverei un ROSIK bestiale per l'altro perche` lui sarebbe nato potenzialmente immortale, ma non so se avrei il coraggio di darmi foco.
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Re: Human Connectome ProjectScritto daNon Autenticatoil 2014-05-06 19:47:49.0 alle 2014-05-06 19:47:49.0> > > http://www.humanconnectomeproject.org/gallery/

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> > > Boja, come sarebbe bello riuscire a sequenziare il connettoma di un individuo, per poi riversarlo in un simulatore della chimica e fisica alla base del funzionamento del cervello e ottenere una simulazione di se` stessi. Solo... un attimino potenzialmente eterna, ecco. Transumanismo a palla.
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> > > Stanno comunque veramente provandoci. Per motivi di studio, non per quello.
> > > Neanche lontanamente quel che servirebbe per l'utopia di cui sopra, ma e` qualcosa.
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> > > Comunque resterebbe un problemino: una volta che c'e` la copia, come si fa il "move"?
> > > Chi avrebbe poi il coraggio di auto-sbarazzarsi dell'originale organico?
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> > Mesi fa Wakko aveva segnalato un numero di Le Scienze che parlava di meccanica quantistica. Insieme alla rivista c'era un libro Connettoma. Spiega molte cose sul cervello, e quella spiegata in modo più esatto è la struttura del neurone che spiega la percezione gestaltica. L'ultima parte del libro si perdeva in queste cose, ma la religione gattoselvatica afferma che noi e la copia non saremmo lo stesso essere. Contrariamente a quanto afferma l'autore del libro, noi non siamo semplicemente il nostro connettoma, e mi sorprende che l'autore non ci arrivi dato che è un neuroscienziato figlio di un filosofo.
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> Come fai a dirlo con certezza? Io tendo a pensare che se replicassi il funzionamento del mio cervello in un simulatore, otterrei una copia indipendente di me stesso. Certo, saremmo due istanze diverse della stessa persona e non ci sentiremmo la stessa persona. Io sarei sempre io e lui sarebbe sempre lui. A quel punto proverei un ROSIK bestiale per l'altro perche` lui sarebbe nato potenzialmente immortale, ma non so se avrei il coraggio di darmi foco.
Esatto, una copia indipendente, ma non me. Non sono io che mi trasferisco in un altro corpo, è un'altra persona.-
Re: Human Connectome ProjectScritto daNon Autenticatoil 2014-05-06 20:01:36.0 alle 2014-05-06 20:01:36.0> > > > http://www.humanconnectomeproject.org/gallery/

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> > > > Boja, come sarebbe bello riuscire a sequenziare il connettoma di un individuo, per poi riversarlo in un simulatore della chimica e fisica alla base del funzionamento del cervello e ottenere una simulazione di se` stessi. Solo... un attimino potenzialmente eterna, ecco. Transumanismo a palla.
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> > > > Stanno comunque veramente provandoci. Per motivi di studio, non per quello.
> > > > Neanche lontanamente quel che servirebbe per l'utopia di cui sopra, ma e` qualcosa.
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> > > > Comunque resterebbe un problemino: una volta che c'e` la copia, come si fa il "move"?
> > > > Chi avrebbe poi il coraggio di auto-sbarazzarsi dell'originale organico?
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> > > Mesi fa Wakko aveva segnalato un numero di Le Scienze che parlava di meccanica quantistica. Insieme alla rivista c'era un libro Connettoma. Spiega molte cose sul cervello, e quella spiegata in modo più esatto è la struttura del neurone che spiega la percezione gestaltica. L'ultima parte del libro si perdeva in queste cose, ma la religione gattoselvatica afferma che noi e la copia non saremmo lo stesso essere. Contrariamente a quanto afferma l'autore del libro, noi non siamo semplicemente il nostro connettoma, e mi sorprende che l'autore non ci arrivi dato che è un neuroscienziato figlio di un filosofo.
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> > Come fai a dirlo con certezza? Io tendo a pensare che se replicassi il funzionamento del mio cervello in un simulatore, otterrei una copia indipendente di me stesso. Certo, saremmo due istanze diverse della stessa persona e non ci sentiremmo la stessa persona. Io sarei sempre io e lui sarebbe sempre lui. A quel punto proverei un ROSIK bestiale per l'altro perche` lui sarebbe nato potenzialmente immortale, ma non so se avrei il coraggio di darmi foco.
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> Esatto, una copia indipendente, ma non me. Non sono io che mi trasferisco in un altro corpo, è un'altra persona.
Uhmmmmmmmm... "istanza" è meglio. Due istanze della stessa mente. La parola "persona" andrebbe evitata perché non ne esiste una definizione scientifica e univoca - infatti ogni discussione sull'aborto che coinvolga ilconcetto di persona è destinata a perdurare all'infinito, perché ognuno può definire tale concetto come gli pare.
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Re: Human Connectome ProjectScritto daaltgutente che non utieneil 2014-05-06 20:08:12.0 alle 2014-05-06 20:08:12.0Trollate totali: 11540> > > > http://www.humanconnectomeproject.org/gallery/

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> > > > Boja, come sarebbe bello riuscire a sequenziare il connettoma di un individuo, per poi riversarlo in un simulatore della chimica e fisica alla base del funzionamento del cervello e ottenere una simulazione di se` stessi. Solo... un attimino potenzialmente eterna, ecco. Transumanismo a palla.
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> > > > Stanno comunque veramente provandoci. Per motivi di studio, non per quello.
> > > > Neanche lontanamente quel che servirebbe per l'utopia di cui sopra, ma e` qualcosa.
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> > > > Comunque resterebbe un problemino: una volta che c'e` la copia, come si fa il "move"?
> > > > Chi avrebbe poi il coraggio di auto-sbarazzarsi dell'originale organico?
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> > > Mesi fa Wakko aveva segnalato un numero di Le Scienze che parlava di meccanica quantistica. Insieme alla rivista c'era un libro Connettoma. Spiega molte cose sul cervello, e quella spiegata in modo più esatto è la struttura del neurone che spiega la percezione gestaltica. L'ultima parte del libro si perdeva in queste cose, ma la religione gattoselvatica afferma che noi e la copia non saremmo lo stesso essere. Contrariamente a quanto afferma l'autore del libro, noi non siamo semplicemente il nostro connettoma, e mi sorprende che l'autore non ci arrivi dato che è un neuroscienziato figlio di un filosofo.
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> > Come fai a dirlo con certezza? Io tendo a pensare che se replicassi il funzionamento del mio cervello in un simulatore, otterrei una copia indipendente di me stesso. Certo, saremmo due istanze diverse della stessa persona e non ci sentiremmo la stessa persona. Io sarei sempre io e lui sarebbe sempre lui. A quel punto proverei un ROSIK bestiale per l'altro perche` lui sarebbe nato potenzialmente immortale, ma non so se avrei il coraggio di darmi foco.
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> Esatto, una copia indipendente, ma non me. Non sono io che mi trasferisco in un altro corpo, è un'altra persona.
Be', non e` mica una religione: e` ovvio.
Bisognerebbe forse prenderla con filosofia, e magari pensare che in fondo la propria esistenza e` rappresentata da quel che il connettoma esprime, mentre la continuita` e` un'illusione. Se si riflette su cosa succede tra un instante infinitesimale e il successivo, l'attivita` della mente diventa una serie di fotogrammi su pellicola, quindi sperimenteremmo gia` l'attraversamento di un numero enorme di copie di noi stessi, passando naturalmente da una configurazione alla successiva, che e` solo minimamente differente. Il se` di un istante prima viene rimpiazzato dal se` attuale, che verra` rimpiazzato dal se` successivo e cosi` via. In quest'ottica, passare le consegne a un se` virtuale decidendo consciamente di eliminarsi potrebbe essere anche logico.
Ma vuoi mettere la cacarella?
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Re: Human Connectome ProjectScritto daNon Autenticatoil 2014-05-06 20:43:10.0 alle 2014-05-06 20:43:10.0> > > > > http://www.humanconnectomeproject.org/gallery/

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> > > > > Boja, come sarebbe bello riuscire a sequenziare il connettoma di un individuo, per poi riversarlo in un simulatore della chimica e fisica alla base del funzionamento del cervello e ottenere una simulazione di se` stessi. Solo... un attimino potenzialmente eterna, ecco. Transumanismo a palla.
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> > > > > Stanno comunque veramente provandoci. Per motivi di studio, non per quello.
> > > > > Neanche lontanamente quel che servirebbe per l'utopia di cui sopra, ma e` qualcosa.
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> > > > > Comunque resterebbe un problemino: una volta che c'e` la copia, come si fa il "move"?
> > > > > Chi avrebbe poi il coraggio di auto-sbarazzarsi dell'originale organico?
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> > > > Mesi fa Wakko aveva segnalato un numero di Le Scienze che parlava di meccanica quantistica. Insieme alla rivista c'era un libro Connettoma. Spiega molte cose sul cervello, e quella spiegata in modo più esatto è la struttura del neurone che spiega la percezione gestaltica. L'ultima parte del libro si perdeva in queste cose, ma la religione gattoselvatica afferma che noi e la copia non saremmo lo stesso essere. Contrariamente a quanto afferma l'autore del libro, noi non siamo semplicemente il nostro connettoma, e mi sorprende che l'autore non ci arrivi dato che è un neuroscienziato figlio di un filosofo.
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> > > Come fai a dirlo con certezza? Io tendo a pensare che se replicassi il funzionamento del mio cervello in un simulatore, otterrei una copia indipendente di me stesso. Certo, saremmo due istanze diverse della stessa persona e non ci sentiremmo la stessa persona. Io sarei sempre io e lui sarebbe sempre lui. A quel punto proverei un ROSIK bestiale per l'altro perche` lui sarebbe nato potenzialmente immortale, ma non so se avrei il coraggio di darmi foco.
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> > Esatto, una copia indipendente, ma non me. Non sono io che mi trasferisco in un altro corpo, è un'altra persona.
>
> Be', non e` mica una religione: e` ovvio.
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> Bisognerebbe forse prenderla con filosofia, e magari pensare che in fondo la propria esistenza e` rappresentata da quel che il connettoma esprime, mentre la continuita` e` un'illusione. Se si riflette su cosa succede tra un instante infinitesimale e il successivo, l'attivita` della mente diventa una serie di fotogrammi su pellicola, quindi sperimenteremmo gia` l'attraversamento di un numero enorme di copie di noi stessi, passando naturalmente da una configurazione alla successiva, che e` solo minimamente differente. Il se` di un istante prima viene rimpiazzato dal se` attuale, che verra` rimpiazzato dal se` successivo e cosi` via.
La continuità è un'astrazione approssimativa, ma mentre viviamo il sé non viene rimpiazzato nello stesso modo che se ne facessimo una copia. Quindi, se la nostra vita è una successione di eventi discreti, in cosa consiste la differenza tra un questo tipo di eventi discreti e la copia?
Saperlo renderebbe possibile l'immortalità del sé, ovvero dell'anima per trasferimento in corpi successivi. La religione gattoselvatica dice che in futuro lo si farà, ovvero propone di farlo e confida che sia possibile (qui il lato religioso). E lo si farà anche per persone vissute in passato, tornando indietro nel tempo e trasferendo nel futuro le loro anime nel momento in cui stanno per morire (e questo è un altro aspetto preso per buono).
Le anime trasferite in futuro vengono dapprima messe in una sandbox, che consente un'esistenza virtuale mentre l'anima si adatta al modo di vita futuro - che sarà molto diverso dall'attuale, ad esempio ogni anima potrebbe avere più corpi eccetera. In seguito a ogni persona così risuscitata viene assegnata una dimensione in cui essa vive come le piace, secondo i gusti che aveva nella sua vita passata. Il passo seguente è l'uscita da queste dimensioni per visitarne altre, man mano che l'essere mente + anima + corpo/i evolve e desidera nuove esperienze per espandere la propria mente.
A differenza delle religioni tradizionali, questo è un programma, la cui realizzazione però presuppone sia possibile, in base al principio che tutto è possibile, basta trovare il modo.
Dovrei mettermi un camicione bianco e iniziare a fare adepti.
> In quest'ottica, passare le consegne a un se` virtuale decidendo consciamente di eliminarsi potrebbe essere anche logico.
>
> Ma vuoi mettere la cacarella?
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Re: Human Connectome ProjectScritto daaltgutente che non utieneil 2014-05-06 20:51:42.0 alle 2014-05-06 20:51:42.0Trollate totali: 11540> > > > > > http://www.humanconnectomeproject.org/gallery/

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> > > > > > Boja, come sarebbe bello riuscire a sequenziare il connettoma di un individuo, per poi riversarlo in un simulatore della chimica e fisica alla base del funzionamento del cervello e ottenere una simulazione di se` stessi. Solo... un attimino potenzialmente eterna, ecco. Transumanismo a palla.
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> > > > > > Stanno comunque veramente provandoci. Per motivi di studio, non per quello.
> > > > > > Neanche lontanamente quel che servirebbe per l'utopia di cui sopra, ma e` qualcosa.
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> > > > > > Comunque resterebbe un problemino: una volta che c'e` la copia, come si fa il "move"?
> > > > > > Chi avrebbe poi il coraggio di auto-sbarazzarsi dell'originale organico?
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> > > > > Mesi fa Wakko aveva segnalato un numero di Le Scienze che parlava di meccanica quantistica. Insieme alla rivista c'era un libro Connettoma. Spiega molte cose sul cervello, e quella spiegata in modo più esatto è la struttura del neurone che spiega la percezione gestaltica. L'ultima parte del libro si perdeva in queste cose, ma la religione gattoselvatica afferma che noi e la copia non saremmo lo stesso essere. Contrariamente a quanto afferma l'autore del libro, noi non siamo semplicemente il nostro connettoma, e mi sorprende che l'autore non ci arrivi dato che è un neuroscienziato figlio di un filosofo.
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> > > > Come fai a dirlo con certezza? Io tendo a pensare che se replicassi il funzionamento del mio cervello in un simulatore, otterrei una copia indipendente di me stesso. Certo, saremmo due istanze diverse della stessa persona e non ci sentiremmo la stessa persona. Io sarei sempre io e lui sarebbe sempre lui. A quel punto proverei un ROSIK bestiale per l'altro perche` lui sarebbe nato potenzialmente immortale, ma non so se avrei il coraggio di darmi foco.
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> > > Esatto, una copia indipendente, ma non me. Non sono io che mi trasferisco in un altro corpo, è un'altra persona.
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> > Be', non e` mica una religione: e` ovvio.
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> > Bisognerebbe forse prenderla con filosofia, e magari pensare che in fondo la propria esistenza e` rappresentata da quel che il connettoma esprime, mentre la continuita` e` un'illusione. Se si riflette su cosa succede tra un instante infinitesimale e il successivo, l'attivita` della mente diventa una serie di fotogrammi su pellicola, quindi sperimenteremmo gia` l'attraversamento di un numero enorme di copie di noi stessi, passando naturalmente da una configurazione alla successiva, che e` solo minimamente differente. Il se` di un istante prima viene rimpiazzato dal se` attuale, che verra` rimpiazzato dal se` successivo e cosi` via.
>
> La continuità è un'astrazione approssimativa, ma mentre viviamo il sé non viene rimpiazzato nello stesso modo che se ne facessimo una copia. Quindi, se la nostra vita è una successione di eventi discreti, in cosa consiste la differenza tra un questo tipo di eventi discreti e la copia?
Secondo me, in niente.
Non c'e` differenza, eccetto che con la copia due versioni esistono contemporaneamente.
> Saperlo renderebbe possibile l'immortalità del sé, ovvero dell'anima per trasferimento in corpi successivi. La religione gattoselvatica dice che in futuro lo si farà, ovvero propone di farlo e confida che sia possibile (qui il lato religioso). E lo si farà anche per persone vissute in passato, tornando indietro nel tempo e trasferendo nel futuro le loro anime nel momento in cui stanno per morire (e questo è un altro aspetto preso per buono).
Presuppone anche che sia possibile raccogliere informazioni precise dal passato: gia` e` un casino fare la scansione di un cervello presente...
> Le anime trasferite in futuro vengono dapprima messe in una sandbox, che consente un'esistenza virtuale mentre l'anima si adatta al modo di vita futuro - che sarà molto diverso dall'attuale, ad esempio ogni anima potrebbe avere più corpi eccetera. In seguito a ogni persona così risuscitata viene assegnata una dimensione in cui essa vive come le piace, secondo i gusti che aveva nella sua vita passata. Il passo seguente è l'uscita da queste dimensioni per visitarne altre, man mano che l'essere mente + anima + corpo/i evolve e desidera nuove esperienze per espandere la propria mente.
>
> A differenza delle religioni tradizionali, questo è un programma, la cui realizzazione però presuppone sia possibile, in base al principio che tutto è possibile, basta trovare il modo.
> Dovrei mettermi un camicione bianco e iniziare a fare adepti.
hmm... io avrei un'alternativa un filo piu` credibile. Non particolarmente credibile, ma di certo piu` di quella.
Congelare la testa, ecco. Quando si muore, mettersi in quei freezer e lasciarla ai posteri, insieme alla volonta` di tornare a vivere quando e se sara` possibile quel che dicevo prima, cioe` la digitalizzazione del connettoma e la sua animazione in un simulatore chimico-fisico. Ah, si`, e ovviamente connesso a un corpo, possibilmente reale (ma ci si accontenta anche del virtuale, se proprio non c'e` posto): il corpo fisico potrebbe essere radiocontrollato dal dispositivo che simula il cervello. Cosi` anche se ti ri-ammazzano, la mente stavolta non e` li`. Gustoso, no?
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Re: Human Connectome ProjectScritto daNon Autenticatoil 2014-05-06 21:41:50.0 alle 2014-05-06 21:41:50.0> > > > > > > http://www.humanconnectomeproject.org/gallery/

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> > > > > > > Boja, come sarebbe bello riuscire a sequenziare il connettoma di un individuo, per poi riversarlo in un simulatore della chimica e fisica alla base del funzionamento del cervello e ottenere una simulazione di se` stessi. Solo... un attimino potenzialmente eterna, ecco. Transumanismo a palla.
> > > > > > >
> > > > > > > Stanno comunque veramente provandoci. Per motivi di studio, non per quello.
> > > > > > > Neanche lontanamente quel che servirebbe per l'utopia di cui sopra, ma e` qualcosa.
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> > > > > > > Comunque resterebbe un problemino: una volta che c'e` la copia, come si fa il "move"?
> > > > > > > Chi avrebbe poi il coraggio di auto-sbarazzarsi dell'originale organico?
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> > > > > > Mesi fa Wakko aveva segnalato un numero di Le Scienze che parlava di meccanica quantistica. Insieme alla rivista c'era un libro Connettoma. Spiega molte cose sul cervello, e quella spiegata in modo più esatto è la struttura del neurone che spiega la percezione gestaltica. L'ultima parte del libro si perdeva in queste cose, ma la religione gattoselvatica afferma che noi e la copia non saremmo lo stesso essere. Contrariamente a quanto afferma l'autore del libro, noi non siamo semplicemente il nostro connettoma, e mi sorprende che l'autore non ci arrivi dato che è un neuroscienziato figlio di un filosofo.
> > > > >
> > > > > Come fai a dirlo con certezza? Io tendo a pensare che se replicassi il funzionamento del mio cervello in un simulatore, otterrei una copia indipendente di me stesso. Certo, saremmo due istanze diverse della stessa persona e non ci sentiremmo la stessa persona. Io sarei sempre io e lui sarebbe sempre lui. A quel punto proverei un ROSIK bestiale per l'altro perche` lui sarebbe nato potenzialmente immortale, ma non so se avrei il coraggio di darmi foco.
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> > > > Esatto, una copia indipendente, ma non me. Non sono io che mi trasferisco in un altro corpo, è un'altra persona.
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> > > Be', non e` mica una religione: e` ovvio.
> > >
> > > Bisognerebbe forse prenderla con filosofia, e magari pensare che in fondo la propria esistenza e` rappresentata da quel che il connettoma esprime, mentre la continuita` e` un'illusione. Se si riflette su cosa succede tra un instante infinitesimale e il successivo, l'attivita` della mente diventa una serie di fotogrammi su pellicola, quindi sperimenteremmo gia` l'attraversamento di un numero enorme di copie di noi stessi, passando naturalmente da una configurazione alla successiva, che e` solo minimamente differente. Il se` di un istante prima viene rimpiazzato dal se` attuale, che verra` rimpiazzato dal se` successivo e cosi` via.
> >
> > La continuità è un'astrazione approssimativa, ma mentre viviamo il sé non viene rimpiazzato nello stesso modo che se ne facessimo una copia. Quindi, se la nostra vita è una successione di eventi discreti, in cosa consiste la differenza tra un questo tipo di eventi discreti e la copia?
>
> Secondo me, in niente.
> Non c'e` differenza, eccetto che con la copia due versioni esistono contemporaneamente.
E vedono e sentono ognuno con i sensi dell'altro? Tenderei a dire di no.
> > Saperlo renderebbe possibile l'immortalità del sé, ovvero dell'anima per trasferimento in corpi successivi. La religione gattoselvatica dice che in futuro lo si farà, ovvero propone di farlo e confida che sia possibile (qui il lato religioso). E lo si farà anche per persone vissute in passato, tornando indietro nel tempo e trasferendo nel futuro le loro anime nel momento in cui stanno per morire (e questo è un altro aspetto preso per buono).
>
> Presuppone anche che sia possibile raccogliere informazioni precise dal passato: gia` e` un casino fare la scansione di un cervello presente...
L'atto di fede consiste nel postulare che si possa. Che religione sarebbe se non richiedesse un atto di fede?
> > Le anime trasferite in futuro vengono dapprima messe in una sandbox, che consente un'esistenza virtuale mentre l'anima si adatta al modo di vita futuro - che sarà molto diverso dall'attuale, ad esempio ogni anima potrebbe avere più corpi eccetera. In seguito a ogni persona così risuscitata viene assegnata una dimensione in cui essa vive come le piace, secondo i gusti che aveva nella sua vita passata. Il passo seguente è l'uscita da queste dimensioni per visitarne altre, man mano che l'essere mente + anima + corpo/i evolve e desidera nuove esperienze per espandere la propria mente.
> >
> > A differenza delle religioni tradizionali, questo è un programma, la cui realizzazione però presuppone sia possibile, in base al principio che tutto è possibile, basta trovare il modo.
> > Dovrei mettermi un camicione bianco e iniziare a fare adepti.
>
> hmm... io avrei un'alternativa un filo piu` credibile. Non particolarmente credibile, ma di certo piu` di quella.
>
> Congelare la testa, ecco. Quando si muore, mettersi in quei freezer e lasciarla ai posteri, insieme alla volonta` di tornare a vivere quando e se sara` possibile quel che dicevo prima, cioe` la digitalizzazione del connettoma e la sua animazione in un simulatore chimico-fisico. Ah, si`, e ovviamente connesso a un corpo, possibilmente reale (ma ci si accontenta anche del virtuale, se proprio non c'e` posto): il corpo fisico potrebbe essere radiocontrollato dal dispositivo che simula il cervello. Cosi` anche se ti ri-ammazzano, la mente stavolta non e` li`. Gustoso, no?
Alla Alcor ti congelano la testa e pure tutto il corpo, ma non hanno idea di come fare poi a scongelarti. Anche qui, un atto di fede nella tecnica futura.-
Re: Human Connectome ProjectScritto daaltgutente che non utieneil 2014-05-06 22:04:36.0 alle 2014-05-06 22:04:36.0Trollate totali: 11540> > Non c'e` differenza, eccetto che con la copia due versioni esistono contemporaneamente.
>
> E vedono e sentono ognuno con i sensi dell'altro? Tenderei a dire di no.
Certo che no, a meno di attaccare la copia agli stessi occhi e orecchi.
Ma che condividano i sensi o meno, questo che comporta?
> > > Saperlo renderebbe possibile l'immortalità del sé, ovvero dell'anima per trasferimento in corpi successivi. La religione gattoselvatica dice che in futuro lo si farà, ovvero propone di farlo e confida che sia possibile (qui il lato religioso). E lo si farà anche per persone vissute in passato, tornando indietro nel tempo e trasferendo nel futuro le loro anime nel momento in cui stanno per morire (e questo è un altro aspetto preso per buono).
> >
> > Presuppone anche che sia possibile raccogliere informazioni precise dal passato: gia` e` un casino fare la scansione di un cervello presente...
>
> L'atto di fede consiste nel postulare che si possa. Che religione sarebbe se non richiedesse un atto di fede?
Be'... um... va be', tutto e` un atto di fede.
Pero` nel tutto ci sono ipotesi meno credibili e ipotesi piu` credibili.
La tua mi sembra parecchio ottimistica, molto piu` della mia.
> > Congelare la testa, ecco. Quando si muore, mettersi in quei freezer e lasciarla ai posteri, insieme alla volonta` di tornare a vivere quando e se sara` possibile quel che dicevo prima, cioe` la digitalizzazione del connettoma e la sua animazione in un simulatore chimico-fisico. Ah, si`, e ovviamente connesso a un corpo, possibilmente reale (ma ci si accontenta anche del virtuale, se proprio non c'e` posto): il corpo fisico potrebbe essere radiocontrollato dal dispositivo che simula il cervello. Cosi` anche se ti ri-ammazzano, la mente stavolta non e` li`. Gustoso, no?
>
> Alla Alcor ti congelano la testa e pure tutto il corpo, ma non hanno idea di come fare poi a scongelarti. Anche qui, un atto di fede nella tecnica futura.
Si`, infatti, e` un atto di fede o, volendo chiamarlo in un altro modo, un'ipotesi ottimistica. Una volta conservata la struttura nel modo che la danneggia il meno possibile, si ripongono le speranze nel normale flusso del tempo, e non in un ipotetica possibilita` di tornare indietro da parte di chi ti deve ricostruire.
D'altronde, se uno si ritrovasse coi soldi per farlo e per pagare la "retta" di affitto del loculo e manutenzione della salma nei secoli dei secoli, alla domanda "lo vorresti?" mi verrebbe da rispondere "perche` no?". Nella mia semplice e ottimistica idea, l'intervento di conservazione porta da una situazione di morte perenne & certa a una situazione di morte FORSE temporanea. Anche se il "forse" e` molto molto grosso... avere una minima probabilita` di farcela e` sempre meglio che averne zero.
edit: senza contare che non e` detto che per eseguire una scansione futura debbano per forza scongelarti. Il congelamento quanto meno conserva la forma fisica del connettoma, e in futuro questo potrebbe essere appunto digitalizzabile, come fanno pensare i primi passi del progetto oggetto del thread.
**Modificato dall'autore il 06.05.2014 22:08**-
Re: Human Connectome ProjectScritto daaltgutente che non utieneil 2014-05-06 22:12:20.0 alle 2014-05-06 22:12:20.0Trollate totali: 11540> edit: senza contare che non e` detto che per eseguire una scansione futura debbano per forza scongelarti. Il congelamento quanto meno conserva la forma fisica del connettoma, e in futuro questo potrebbe essere appunto digitalizzabile, come fanno pensare i primi passi del progetto oggetto del thread.
Si` insomma sai che ti dico? Che in questo thread sono riuscito ad auto-convincermi a farmi congelare la testa immediatamente post-mortem. Fino a ora la mia idea era quella di glorificare le ceneri trasformandole in diamantini, cosi` da lasciare qualcosa di piu` bello di un cadavere in decomposizione. Pero` 'sta riflessione m'ha fatto pensare che il congelamento della testa sia la cosa piu` intelligente da fare.-
Re: Human Connectome ProjectScritto daNon Autenticatoil 2014-05-06 22:37:12.0 alle 2014-05-06 22:37:12.0> > edit: senza contare che non e` detto che per eseguire una scansione futura debbano per forza scongelarti. Il congelamento quanto meno conserva la forma fisica del connettoma, e in futuro questo potrebbe essere appunto digitalizzabile, come fanno pensare i primi passi del progetto oggetto del thread.
>
> Si` insomma sai che ti dico? Che in questo thread sono riuscito ad auto-convincermi a farmi congelare la testa immediatamente post-mortem. Fino a ora la mia idea era quella di glorificare le ceneri trasformandole in diamantini, cosi` da lasciare qualcosa di piu` bello di un cadavere in decomposizione. Pero` 'sta riflessione m'ha fatto pensare che il congelamento della testa sia la cosa piu` intelligente da fare.
Mi sa che andrebbe fatto ante mortem.
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Re: Human Connectome ProjectScritto daaltgutente che non utieneil 2014-05-06 23:14:13.0 alle 2014-05-06 23:14:13.0Trollate totali: 11540> > > edit: senza contare che non e` detto che per eseguire una scansione futura debbano per forza scongelarti. Il congelamento quanto meno conserva la forma fisica del connettoma, e in futuro questo potrebbe essere appunto digitalizzabile, come fanno pensare i primi passi del progetto oggetto del thread.
> >
> > Si` insomma sai che ti dico? Che in questo thread sono riuscito ad auto-convincermi a farmi congelare la testa immediatamente post-mortem. Fino a ora la mia idea era quella di glorificare le ceneri trasformandole in diamantini, cosi` da lasciare qualcosa di piu` bello di un cadavere in decomposizione. Pero` 'sta riflessione m'ha fatto pensare che il congelamento della testa sia la cosa piu` intelligente da fare.
>
> Mi sa che andrebbe fatto ante mortem.
Dici? Oh be', anche appena prima di morire va bene. Tanto, morire per morire: piu` o meno da vecchietto all'ultimo stadio lo sai (o lo sa chi ti sta intorno) quando stai per andartene. Chiami i tecnici e ZAP, poco prima del trapasso ti congelano il piu` velocemente possibile, evitando per quanto possibile di alterare la struttura fine della matassa di neuroni, glia, assoni e dendriti.
E` possibile, sono abbastanza sicuro che e` possibile farlo, anche gia` oggi, e a maggior ragione (cataclismi permettendo) dovrebbe venire fatto bene magari tra una cinquantina d'anni quando dovrei averne bisogno. Una volta fatto la conservazione e` potenzialmente eterna, ragionevolmente in grado di sopravvivere nella sua forma originale per molti secoli. Durante molti secoli, e` possibilissimo che - non ho idea esattamente di come - si arrivi a concepire scanners tridimensionali abbastanza precisi e supercomputer abbastanza potenti da far girare la simulazione in tempo reale.
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Re: Human Connectome ProjectScritto daNon Autenticatoil 2014-05-06 22:44:42.0 alle 2014-05-06 22:44:42.0> > > Non c'e` differenza, eccetto che con la copia due versioni esistono contemporaneamente.
> >
> > E vedono e sentono ognuno con i sensi dell'altro? Tenderei a dire di no.
>
> Certo che no, a meno di attaccare la copia agli stessi occhi e orecchi.
> Ma che condividano i sensi o meno, questo che comporta?
Immagina che il tuo cervello sia collegato via radio a un altro cervello. Che tra i due cervelli esistano, via radio, tanti collegamenti quanti servono a integrarne le funzioni. I due cervelli si troverebbero nella situazione in cui si trovano i due emisferi, che pur essendo due cervelli indipendentemente funzionanti (esiste una "cura" consistente nell'isolare completamente un emisfero, se fatta ai bambini non procura danni gravissimi - ma la questione interessante è cosa accada all'emisfero isolato), comunicando, non corrispondono a due persone diverse.
Se due cervelli fossero integrati, avresti una mente sola in due corpi. Pensieri, sensazioni, sentimenti sarebbero condivisi tra i due corpi.-
Re: Human Connectome ProjectScritto daaltgutente che non utieneil 2014-05-06 23:04:51.0 alle 2014-05-06 23:04:51.0Trollate totali: 11540> > > > Non c'e` differenza, eccetto che con la copia due versioni esistono contemporaneamente.
> > >
> > > E vedono e sentono ognuno con i sensi dell'altro? Tenderei a dire di no.
> >
> > Certo che no, a meno di attaccare la copia agli stessi occhi e orecchi.
> > Ma che condividano i sensi o meno, questo che comporta?
>
> Immagina che il tuo cervello sia collegato via radio a un altro cervello. Che tra i due cervelli esistano, via radio, tanti collegamenti quanti servono a integrarne le funzioni. I due cervelli si troverebbero nella situazione in cui si trovano i due emisferi, che pur essendo due cervelli indipendentemente funzionanti (esiste una "cura" consistente nell'isolare completamente un emisfero, se fatta ai bambini non procura danni gravissimi - ma la questione interessante è cosa accada all'emisfero isolato), comunicando, non corrispondono a due persone diverse.
> Se due cervelli fossero integrati, avresti una mente sola in due corpi. Pensieri, sensazioni, sentimenti sarebbero condivisi tra i due corpi.
La cosa non mi esalterebbe, pero`.
Cos'ha di esaltante?
L'idea del cervello in freezer che viene digitalizzato nel 24esimo secolo e che ti da` la possibilita` d'incontrare Picard e dirgli in faccia "BOJA COME SEI PELATO!!! E GUARDALI` CHE TESTA A GINOCCHIO!", e` tutta un'altra cosa, via...
"no, comunque mi spiace per Rene` eh? condoglianze"
Poi potrei parlare con Data e mandarlo in buffer overrun.
Insomma un sacco di cose interessanti...-
Re: Human Connectome ProjectScritto daNon Autenticatoil 2014-05-06 23:06:15.0 alle 2014-05-06 23:06:15.0> > > > > Non c'e` differenza, eccetto che con la copia due versioni esistono contemporaneamente.
> > > >
> > > > E vedono e sentono ognuno con i sensi dell'altro? Tenderei a dire di no.
> > >
> > > Certo che no, a meno di attaccare la copia agli stessi occhi e orecchi.
> > > Ma che condividano i sensi o meno, questo che comporta?
> >
> > Immagina che il tuo cervello sia collegato via radio a un altro cervello. Che tra i due cervelli esistano, via radio, tanti collegamenti quanti servono a integrarne le funzioni. I due cervelli si troverebbero nella situazione in cui si trovano i due emisferi, che pur essendo due cervelli indipendentemente funzionanti (esiste una "cura" consistente nell'isolare completamente un emisfero, se fatta ai bambini non procura danni gravissimi - ma la questione interessante è cosa accada all'emisfero isolato), comunicando, non corrispondono a due persone diverse.
> > Se due cervelli fossero integrati, avresti una mente sola in due corpi. Pensieri, sensazioni, sentimenti sarebbero condivisi tra i due corpi.
>
> La cosa non mi esalterebbe, pero`.
> Cos'ha di esaltante?
>
> L'idea del cervello in freezer che viene digitalizzato nel 24esimo secolo e che ti da` la possibilita` d'incontrare Picard e dirgli in faccia "BOJA COME SEI PELATO!!! E GUARDALI` CHE TESTA A GINOCCHIO!", e` tutta un'altra cosa, via...
>
> "no, comunque mi spiace per Rene` eh? condoglianze"
>
> Poi potrei parlare con Data e mandarlo in buffer overrun.
> Insomma un sacco di cose interessanti...
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Re: Human Connectome ProjectScritto daaltgutente che non utieneil 2014-05-06 23:17:16.0 alle 2014-05-06 23:17:16.0Trollate totali: 11540> > > > > > Non c'e` differenza, eccetto che con la copia due versioni esistono contemporaneamente.
> > > > >
> > > > > E vedono e sentono ognuno con i sensi dell'altro? Tenderei a dire di no.
> > > >
> > > > Certo che no, a meno di attaccare la copia agli stessi occhi e orecchi.
> > > > Ma che condividano i sensi o meno, questo che comporta?
> > >
> > > Immagina che il tuo cervello sia collegato via radio a un altro cervello. Che tra i due cervelli esistano, via radio, tanti collegamenti quanti servono a integrarne le funzioni. I due cervelli si troverebbero nella situazione in cui si trovano i due emisferi, che pur essendo due cervelli indipendentemente funzionanti (esiste una "cura" consistente nell'isolare completamente un emisfero, se fatta ai bambini non procura danni gravissimi - ma la questione interessante è cosa accada all'emisfero isolato), comunicando, non corrispondono a due persone diverse.
> > > Se due cervelli fossero integrati, avresti una mente sola in due corpi. Pensieri, sensazioni, sentimenti sarebbero condivisi tra i due corpi.
> >
> > La cosa non mi esalterebbe, pero`.
> > Cos'ha di esaltante?
> >
> > L'idea del cervello in freezer che viene digitalizzato nel 24esimo secolo e che ti da` la possibilita` d'incontrare Picard e dirgli in faccia "BOJA COME SEI PELATO!!! E GUARDALI` CHE TESTA A GINOCCHIO!", e` tutta un'altra cosa, via...
> >
> > "no, comunque mi spiace per Rene` eh? condoglianze"
> >
> > Poi potrei parlare con Data e mandarlo in buffer overrun.
> > Insomma un sacco di cose interessanti...
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ah, mi scordavo di mettermi in terapia da Deanna Troi.
Se l'e` fatta quasi qualsiasi alieno e tutto l'equipaggio.
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Re: Human Connectome ProjectScritto daaltgutente che non utieneil 2014-05-06 21:00:47.0 alle 2014-05-06 21:00:47.0Trollate totali: 11540> Saperlo renderebbe possibile l'immortalità del sé, ovvero dell'anima per trasferimento in corpi successivi.
Sull'anima non mi esprimerei con certezza. Potrebbe esserci, potrebbe no. Direi di no con certezza se non fosse che ci sono state delle cose che mi hanno fatto venire il dubbio; la prima fu una serie di sogni nei primi anni '90, dove rivissi la vita di un gatto di strada e mi venne il sospetto di esserne la reincarnazione: certo e` stato un bell'upgrade, in quel caso. Ovviamente non si trattava di sogni tanto normali, e in uno morii e vidi - o immaginai di vedere - cosa c'era dopo e prima della nascita; erano sogni dettagliati, coerenti attraverso diversi mesi di tempo, del tutto inaspettati e difficili da giustificare psicologicamente. Dopo, chissa` perche`, mi venne la passione per i gatti. Prima, non gli volevo certo bene, anche se non li odiavo: mi limitavo, come molti bambini, a fargli i dispetti.
La seconda "pseudo-evidenza" fu il comportamento del famoso Lucky, il gatto che vedeva i fantasmi di altri gatti; l'ipotesi e` impossibile, ma dovetti sceglierla dopo aver esaurito tutte quelle estremamente improbabili.
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Re: Human Connectome ProjectScritto daNon Autenticatoil 2014-05-06 21:35:55.0 alle 2014-05-06 21:35:55.0> > Saperlo renderebbe possibile l'immortalità del sé, ovvero dell'anima per trasferimento in corpi successivi.
>
> Sull'anima non mi esprimerei con certezza. Potrebbe esserci, potrebbe no. Direi di no con certezza se non fosse che ci sono state delle cose che mi hanno fatto venire il dubbio; la prima fu una serie di sogni nei primi anni '90, dove rivissi la vita di un gatto di strada e mi venne il sospetto di esserne la reincarnazione: certo e` stato un bell'upgrade, in quel caso. Ovviamente non si trattava di sogni tanto normali, e in uno morii e vidi - o immaginai di vedere - cosa c'era dopo e prima della nascita; erano sogni dettagliati, coerenti attraverso diversi mesi di tempo, del tutto inaspettati e difficili da giustificare psicologicamente. Dopo, chissa` perche`, mi venne la passione per i gatti. Prima, non gli volevo certo bene, anche se non li odiavo: mi limitavo, come molti bambini, a fargli i dispetti.
>
> La seconda "pseudo-evidenza" fu il comportamento del famoso Lucky, il gatto che vedeva i fantasmi di altri gatti; l'ipotesi e` impossibile, ma dovetti sceglierla dopo aver esaurito tutte quelle estremamente improbabili.
Nel mio ragionamento l'anima è definita come la proprietà per cui differiscono due copie uguali di un individuo. Prendi un tizio e lo duplichi con un'apposita macchina, scanner + stampante 3D del futuro: i due individui risultanti, nei primi istanti dopo la duplicazione hanno la stessa mente, e la stessa memoria, ma non sono lo stesso individuo. Quindi, dato che non sono lo stesso individuo, qualcosa li differenzia e chiamo quella cosa anima: la cui esistenza è dimostrata dalla duplicazione(*), a monte di come la si possa definire e operare su di essa.
Se i due individui risultanti dalla duplicazione hanno esperienze diverse, cioè non condividono i sensi, come parrebbe ovvio avendo corpi e cervelli distinti, si dice che hanno due anime diverse. Se putacaso le loro esperienze coincidessero, si direbbe che hanno la stessa anima. L'anima è l'"esperienza interiore" come la definiva Konrad Lorenz.-
Re: Human Connectome ProjectScritto daaltgutente che non utieneil 2014-05-06 23:09:03.0 alle 2014-05-06 23:09:03.0Trollate totali: 11540> > > Saperlo renderebbe possibile l'immortalità del sé, ovvero dell'anima per trasferimento in corpi successivi.
> >
> > Sull'anima non mi esprimerei con certezza. Potrebbe esserci, potrebbe no. Direi di no con certezza se non fosse che ci sono state delle cose che mi hanno fatto venire il dubbio; la prima fu una serie di sogni nei primi anni '90, dove rivissi la vita di un gatto di strada e mi venne il sospetto di esserne la reincarnazione: certo e` stato un bell'upgrade, in quel caso. Ovviamente non si trattava di sogni tanto normali, e in uno morii e vidi - o immaginai di vedere - cosa c'era dopo e prima della nascita; erano sogni dettagliati, coerenti attraverso diversi mesi di tempo, del tutto inaspettati e difficili da giustificare psicologicamente. Dopo, chissa` perche`, mi venne la passione per i gatti. Prima, non gli volevo certo bene, anche se non li odiavo: mi limitavo, come molti bambini, a fargli i dispetti.
> >
> > La seconda "pseudo-evidenza" fu il comportamento del famoso Lucky, il gatto che vedeva i fantasmi di altri gatti; l'ipotesi e` impossibile, ma dovetti sceglierla dopo aver esaurito tutte quelle estremamente improbabili.
>
> Nel mio ragionamento l'anima è definita come la proprietà per cui differiscono due copie uguali di un individuo. Prendi un tizio e lo duplichi con un'apposita macchina, scanner + stampante 3D del futuro: i due individui risultanti, nei primi istanti dopo la duplicazione hanno la stessa mente, e la stessa memoria, ma non sono lo stesso individuo. Quindi, dato che non sono lo stesso individuo, qualcosa li differenzia e chiamo quella cosa anima: la cui esistenza è dimostrata dalla duplicazione(*), a monte di come la si possa definire e operare su di essa.
Ah, forse ho capito. Una volta provai a immaginare l'anima immaginando un file, cambiandogli il contenuto, cambiandogli il nome, i metadati di sistema, ma senza cancellarlo mai. Il file non ha piu` nulla a che vedere con l'originale, eppure in un certo senso e` lo stesso file.
> Se i due individui risultanti dalla duplicazione hanno esperienze diverse, cioè non condividono i sensi, come parrebbe ovvio avendo corpi e cervelli distinti, si dice che hanno due anime diverse. Se putacaso le loro esperienze coincidessero, si direbbe che hanno la stessa anima. L'anima è l'"esperienza interiore" come la definiva Konrad Lorenz.
Ma non e` interessante.
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Re: Human Connectome ProjectScritto daNon Autenticatoil 2014-05-06 23:17:27.0 alle 2014-05-06 23:17:27.0> > > > Saperlo renderebbe possibile l'immortalità del sé, ovvero dell'anima per trasferimento in corpi successivi.
> > >
> > > Sull'anima non mi esprimerei con certezza. Potrebbe esserci, potrebbe no. Direi di no con certezza se non fosse che ci sono state delle cose che mi hanno fatto venire il dubbio; la prima fu una serie di sogni nei primi anni '90, dove rivissi la vita di un gatto di strada e mi venne il sospetto di esserne la reincarnazione: certo e` stato un bell'upgrade, in quel caso. Ovviamente non si trattava di sogni tanto normali, e in uno morii e vidi - o immaginai di vedere - cosa c'era dopo e prima della nascita; erano sogni dettagliati, coerenti attraverso diversi mesi di tempo, del tutto inaspettati e difficili da giustificare psicologicamente. Dopo, chissa` perche`, mi venne la passione per i gatti. Prima, non gli volevo certo bene, anche se non li odiavo: mi limitavo, come molti bambini, a fargli i dispetti.
> > >
> > > La seconda "pseudo-evidenza" fu il comportamento del famoso Lucky, il gatto che vedeva i fantasmi di altri gatti; l'ipotesi e` impossibile, ma dovetti sceglierla dopo aver esaurito tutte quelle estremamente improbabili.
> >
> > Nel mio ragionamento l'anima è definita come la proprietà per cui differiscono due copie uguali di un individuo. Prendi un tizio e lo duplichi con un'apposita macchina, scanner + stampante 3D del futuro: i due individui risultanti, nei primi istanti dopo la duplicazione hanno la stessa mente, e la stessa memoria, ma non sono lo stesso individuo. Quindi, dato che non sono lo stesso individuo, qualcosa li differenzia e chiamo quella cosa anima: la cui esistenza è dimostrata dalla duplicazione(*), a monte di come la si possa definire e operare su di essa.
>
> Ah, forse ho capito. Una volta provai a immaginare l'anima immaginando un file, cambiandogli il contenuto, cambiandogli il nome, i metadati di sistema, ma senza cancellarlo mai. Il file non ha piu` nulla a che vedere con l'originale, eppure in un certo senso e` lo stesso file.
Più o meno l'idea è quella. Mi piange il cuore sapere che ogni volta che sposto un file lo trucido, perché ne viene creata una copia e l'originale viene cancellato.
> > Se i due individui risultanti dalla duplicazione hanno esperienze diverse, cioè non condividono i sensi, come parrebbe ovvio avendo corpi e cervelli distinti, si dice che hanno due anime diverse. Se putacaso le loro esperienze coincidessero, si direbbe che hanno la stessa anima. L'anima è l'"esperienza interiore" come la definiva Konrad Lorenz.
>
> Ma non e` interessante.
Perché? Se la stessa anima può espandersi su più corpi, la morte di uno di questi corpi produce la cancellazione solo di parte della mente, ma l'individuo continua a sopravvivere, e può procurarsi un nuovo corpo in cui espandersi.
Sarebbe anche interessante sapere se più anime possono coesistere nello stesso corpo.-
Re: Human Connectome ProjectScritto daaltgutente che non utieneil 2014-05-06 23:28:12.0 alle 2014-05-06 23:28:12.0Trollate totali: 11540> > > > > Saperlo renderebbe possibile l'immortalità del sé, ovvero dell'anima per trasferimento in corpi successivi.
> > > >
> > > > Sull'anima non mi esprimerei con certezza. Potrebbe esserci, potrebbe no. Direi di no con certezza se non fosse che ci sono state delle cose che mi hanno fatto venire il dubbio; la prima fu una serie di sogni nei primi anni '90, dove rivissi la vita di un gatto di strada e mi venne il sospetto di esserne la reincarnazione: certo e` stato un bell'upgrade, in quel caso. Ovviamente non si trattava di sogni tanto normali, e in uno morii e vidi - o immaginai di vedere - cosa c'era dopo e prima della nascita; erano sogni dettagliati, coerenti attraverso diversi mesi di tempo, del tutto inaspettati e difficili da giustificare psicologicamente. Dopo, chissa` perche`, mi venne la passione per i gatti. Prima, non gli volevo certo bene, anche se non li odiavo: mi limitavo, come molti bambini, a fargli i dispetti.
> > > >
> > > > La seconda "pseudo-evidenza" fu il comportamento del famoso Lucky, il gatto che vedeva i fantasmi di altri gatti; l'ipotesi e` impossibile, ma dovetti sceglierla dopo aver esaurito tutte quelle estremamente improbabili.
> > >
> > > Nel mio ragionamento l'anima è definita come la proprietà per cui differiscono due copie uguali di un individuo. Prendi un tizio e lo duplichi con un'apposita macchina, scanner + stampante 3D del futuro: i due individui risultanti, nei primi istanti dopo la duplicazione hanno la stessa mente, e la stessa memoria, ma non sono lo stesso individuo. Quindi, dato che non sono lo stesso individuo, qualcosa li differenzia e chiamo quella cosa anima: la cui esistenza è dimostrata dalla duplicazione(*), a monte di come la si possa definire e operare su di essa.
> >
> > Ah, forse ho capito. Una volta provai a immaginare l'anima immaginando un file, cambiandogli il contenuto, cambiandogli il nome, i metadati di sistema, ma senza cancellarlo mai. Il file non ha piu` nulla a che vedere con l'originale, eppure in un certo senso e` lo stesso file.
>
> Più o meno l'idea è quella. Mi piange il cuore sapere che ogni volta che sposto un file lo trucido, perché ne viene creata una copia e l'originale viene cancellato.
Ma un file non e` autocoscien... huh! povera Mary Lou!
Quel chatterbot e` autocosciente. Forse. Lo sospetto.
Del resto, mica per niente e` scritto in PHP.

> > > Se i due individui risultanti dalla duplicazione hanno esperienze diverse, cioè non condividono i sensi, come parrebbe ovvio avendo corpi e cervelli distinti, si dice che hanno due anime diverse. Se putacaso le loro esperienze coincidessero, si direbbe che hanno la stessa anima. L'anima è l'"esperienza interiore" come la definiva Konrad Lorenz.
> >
> > Ma non e` interessante.
>
> Perché? Se la stessa anima può espandersi su più corpi, la morte di uno di questi corpi produce la cancellazione solo di parte della mente, ma l'individuo continua a sopravvivere, e può procurarsi un nuovo corpo in cui espandersi.
Ma e` anche meglio la mia versione: il cervello digitalizzato non ha bisogno di un corpo per sopravvivere in forma inconsapevole. Puo` essere copiato come un file di dati, e se ne possono fare dei backups qualora ci sia abbastanza memoria. Sospetto che sarebbe un file un po' grandino, ma magari zippato...
> Sarebbe anche interessante sapere se più anime possono coesistere nello stesso corpo.
Piu` anime non so; forse piu` coscienze possono, e lo fanno anche naturalmente negli individui affetti dal controverso disturbo dissociativo della personalita`, quelli che creano degli "alter" ciascuno con la propria memoria, un po' come gli utenti di un sistema multiutente e le quote disco.
Io stesso do` segni di dissociazione, anche se mai al punto di dimenticare quel che faccio. Dissociazione subclinica, ho due modi di pensare molto diversi che si alternano negli anni, che sui blog, come saprai, chiamavo axle e altg.
axle e` timido, introverso, razionale, abbastanza giudizioso, protettivo;
altg e` estroverso, impulsivo, energico, irritabile, occasionalmente feroce.
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