Il Consiglio d’Europa rimanda il giudizio sull'Italia, per le carceri. E la salva, per il momento, anche se non è una promozione a pieni voti: verificherà la sua posizione nel 2015. A più di un anno dalla sentenza della Corte europea per i diritti dell’uomo ha apprezzato “l’impegno delle autorità a risolvere il problema del sovraffollamento carcerario in Italia” e i “risultati significativi ottenuti in questo campo grazie alle diverse misure strutturali adottate per conformarsi alle sentenze” della Corte, compreso il “calo importante e continuo della popolazione carceraria” e l’aumento dello spazio vitale ad almeno 3 metri quadrati per detenuto. Si allontana, dunque, l’ipotesi - già remota – di un provvedimento di clemenza per risolvere la grave situazione italiana. L’organismo di Strasburgo cui fa riferimento al Cedu ha accolto con favore la “creazione di un ricorso preventivo nei tempi fissati dalla sentenza pilota sul caso Torreggiani” e, per consentirne una piena valutazione, invitano “le autorità a fornire informazioni complementari sulla sua attuazione”.

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