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    Scritto da
    Alessandrox
    (XYZ)Troll
    il 2014-08-13 14:34:52.0 alle 2014-08-13 14:34:52.0
    Trollate totali: 11555
    La questione del finanziamento pubblico ai giornali
    Il problema del finanziamento all' editoria... la scusa per mantenerlo sta nell' importanza dell' informazione, la realtà dei fatti è che questa viene poi monopolizzata da certi potentati politici ed economici i quali dicono solo una parte della verità.

    In un paese in cui il livello di tassazione è così elevato (specialmente in relazione ai benefici e alla qualità dei servizi che si ottengono in cambio, scarsi entrambi) il potere politico ha un ENORME riserva di denaro, derivante da queste tasse, da dirottare dove vuole e dove trova convenienza:

    il VOTO più potente ed efficace che si possa dare è al momento dell' acquisto, chi COMPRA in un certo senso VOTA, NON solo esprimendo una preferenza ma fornendo anche sostegno economico: in una sola volta, in un solo gesto, ne compie 2 di valore ELEVATISSIMO, moltiplicando questo per il numero delle volte che si compie e per il numero delle persone che quotidianamente lo compie... si capisce come alla fine dei conti possa anche valere molto di più del classico voto che si da nel segreto delle urne...

    ORA ai gruppi di potere economico-politico poteva sfuggire un tale serbatoio di risorse e di consensi? E come fare per monopolizzarlo e sfruttarlo? Togliendo la potestà di uso di questa risorsa ai loro legittimi proprietari: si tassano fino allo sfinimento (poi magari gli si creano anche problemi con servizi inefficenti e questo mantiene anche la capacità di fare promesse politiche per risolverli, da usare al momento del voto elettorale) li si privano quindi dello strumento di "VOTO" che verrà poi accumulato, dirottato e distribuito dal potere politico-finanziario, con varie scuse più o meno moraleggianti (tanto sappiamo che chi va al potere poi non sa rinunciare alle risorse che sfruttando la sua carica può accumulare e manipolare, formalmente e ufficialmente per il bene collettivo, di fatto diventa solo una scusa) ai soggetti che sostengono i centri di potere acquisito.

    In questo modo le persone, i singoli individui avendo già ceduto enormi quantità di risorse a chi amministra il potere centralizzato, ne avrà molto meno da dirigere secondo la propria volontà (che poi verrà distyorta e mal indirizzata da un informazione sbagliata finanziata con le loro stesse forze); tornando ai giornali una quota delle risorse di ogni infdividuo se l' è presa il monopolista di Stato che le darà ai giornali secondo criteri di "equità" che sono solo apparenti perchè poi i potenti, quelle cricche che hanno anche degli agganci specie se supportati da holding finanziarie ammanicate con la politica, avranno sempre delle "corsie preferenziali" ma in questo modo si finisce per sostenere a priori anche tutti quei soggetti che NON attraggono grande interesse di pubblico, quindi a prescindere dal reale *consenso* che riescono ad ottenere.

    INVECE: in un paese Veramente Democratico lo Stato si occupa solo di fornire servizi (specialmente quelli essenziali e difficili (se non impossibili, da sostenere con l' economia di mercato) è l' UTENTE FINALE, con la sua piena capacità di acquisto e facoltà di decisione, a fare la sua libera scelta e avendo più risorse potrà anche decidere più facilmente di spenderle, anche per quei giornali che altrimenti potrebbero beneficiare solo o sopattutto dei finanziamenti statali.

    I Giornali sono imprese private: se sono ONLUS, o cooperative e quindi NON fanno profitto, possono, come tutte le altre, ottenere delle agevolazioni (sconti, sgravi, detrazioni ecc.) ma SE lo fanno NON devono avere le stesse agevolazioni e nemmeno attingere a FINANZIAMENTI PUBBLICI e invece questo succede determinando nei FATTI dei PRIVILEGI

    dopodichè un impresa che NON riesce a sostenersi vendendo un prodotto (che per i giornali è non solo il giornale stesso ma anche lo spazio pubblicitario ivi incluso) nemmeno se ha un potente privato alle spalle o se da cooperativa e senza scopo di lucro riceve delle agevoloazioni...

    CHE SENSO HA CHE ESISTA? Per puppare soldi alla gente? Si ma soprattutto per ricevere questi soldi da un soggetto terzo che li userà per sostenere anche chi gli farà il favore di tacere... o di parlare a seconda della propria convenienza, sotto la velata minaccia della rimozione del finanziamento qualora dovesse disattendere le sue richieste.

    IL Signore degli Anelli,l'Occhio che tutto vede: il finanziamento pubblico è l' ANELLO che incatena molti ai benefici che il signore suo amministratore poi distribuisce, tutti coloro che ne beneficiano devono ubbidire, pena il ritiro del beneficio, a TUTTI non a uno solo... per questo sono TUTTI solidali tra loro.

    **Modificato dall'autore il 13.08.2014 22:55**
    Ma smettila di secernere cazzate!
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      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2014-08-13 16:11:19.0 alle 2014-08-13 16:11:19.0
      Re: La questione del finanziamento pubblico ai giornali
      Scritto da: Alessandrox
      > Il problema del finanziamento all' editoria... la scusa per mantenerlo sta nell' importanza dell' informazione, la realtà dei fatti è che questa viene poi monopolizzata da certi potentati politici ed economici i quali dicono solo una parte della verità.
      >
      > In un paese in cui il livello di tassazione è così elevato (specialmente in relazione ai benefici e alla qualità dei servizi che si ottengono in cambio, scarsi entrambi) il potere politico ha un ENORME riserva di denaro, derivante da queste tasse, da dirottare dove vuole e dove trova convenienza:
      >
      > il VOTO più potente che si possa dare è al momento dell' acquisto, chi COMPRA in un certo senso VOTA,

      Per questo io non compro.

      > NON solo esprimendo una preferenza ma fornendo anche sostegno economico: in una sola volta, in un solo gesto, ne compie 2 di valore ELEVATISSIMO, moltiplicando questo per il numero delle volte che si compie e per il numero delle persone che quotidianamente lo compie... si capisce come alla fine dei conti possa anche valere molto di più del classico voto che si da nel segreto delle urne...
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      > ORA ai gruppi di potere economico-politico poteva sfuggire un tale serbatoio di risorse e di consensi? E come fare per monopolizzarlo e sfruttarlo? Togliendo la potestà di uso di questa risorsa ai legittimi proprietari: si tassano fino allo sfinimento (poi magari gli si creano anche problemi con servizi inefficenti e questo mantiene anche la capacità di fare promesse politiche per risolverli) li si privano quindi dello strumento di "VOTO" che verrà poi accumulato, dirottato e distribuito dal potere politico-finanziario, con varie scuse più o meno moraleggianti (tanto sappiamo che chi va al potere poi non sa rinunciare alle risorse che la sua carica puà accumulare e manipolare, formalmente e ufficialmente per il bene collettivo, di fatto diventa solo una scusa) ai soggetti che sostengono i centri di potere acquisito.
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      > In questo modo le persone, i singoli individui avendo già dato enormi quantità di risorse a chi amministra il potere centralizzato, ne avrà molto meno da dirigere secondo la propria volontà; tornando ai giornali una quota delle rirorse di ogni infdividuo se l' è presa il monopolista di Stato che le darà ai giornali secondo criteri di "equità" che è solo apparente perchè poi i potenti, quei soggetti che hanno anche degli agganci specie se supportati da holding finanziarie ammanicate con la politica, avranno sempre delle "corsie preferenziali" ma in questo modo si finisce per sostenere a priori anche tutti quei soggetti che NON atraggono grande interesse di pubblico, quindi a prescindere dal reale *consenso* che riescono ad ottenere.
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      > INVECE: in un paese Veramente Democratico lo Stato si occupa solo di fornire servizi (specialmente quelli essenziali e difficili (se non impossibili, da sostenere con l' economia di mercato) è l' UTENTE FINALE, con la sua piena capacità di acquisto e facoltà di decisione, a fare la sua libera scelta e avendo più risorse potrà anche decidere più facilmente di spenderle, anche per quei giornali che altgrimenti potrebbero beneficiare soloo sopattutto dei finanziamenti statali.
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      > I Giornali sono imprese private: se sono ONLUS, o cooperative e quindi NON fanno profitto, possono, come tutte le altre, ottenere delle agevolazioni (sconti, sgravi, detrazioni ecc.) ma SE lo fanno NON devono avere le stesse agevolazioni e nemmeno attingere a FINANZIAMENTI PUBBLICI e invece questo succede determinando nei FATTI dei PRIVILEGI
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      > dopodichè un impresa che NON riesce a sostenersi vendendo un prodotto (che per i giornali è non solo il giornale stesso ma anche lo spazio pubblicitario ivi incluso) nemmeno se ha un potente privato alle spalle o se da cooperativa e senza scopo di lucro riceve delle agevoloazioni...
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      > CHE SENSO HA CHE ESISTA? Per puppare soldi alla gente? Si ma soprattutto per ricevere questi soldi da un soggetto terzo che li userà per sostenere anche chi gli farà il favore di tacere... o di parlare a seconda della propria convenienza, sotto laminaccia della rimozione del finanziamento qualora dovesse disattendere le sue richieste.
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      > IL Signore degli Anelli,l'Occhio che tutto vede: il finanziamento pubblico è l' ANELLO che incatena molti ai benefici che il signore che lo amministra, poi distribuisce; tutti coloro che attingono ai benefici devono ubbidire, pena il ritoro delbeneficio a TUTTI non a uno solo... per questo sono TUTTI solidali tra loro.

      Sono sempre stato contrario ai finanziamenti, e proprio per questo motivo: soldi tolti a me per darli a soggetti scelti dal governo.

      P.S. Hai scritto tu tutto ciò o c'è un belink?
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