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    il 2014-11-01 23:17:09.0 alle 2014-11-01 23:17:09.0
    Trollate totali: 12321
    OpenBSD 5.6
    s2> openssl version
    LibreSSL 2.0
    s2> uname -a
    OpenBSD s2.[redacted].com 5.6 GENERIC#2 i386
    s2> nginx -v
    nginx version: nginx/1.6.0
    s2> node -v
    v0.10.28
    s2> coffee -v
    CoffeeScript version 1.7.1
    s2> redis-server -v
    Redis server v=2.8.12 sha=00000000:0 malloc=libc bits=32 build=ef22ad39d399e42f
    

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      il 2014-11-02 07:51:53.0 alle 2014-11-02 07:51:53.0
      Trollate totali: 42885
      Re: OpenBSD 5.6
      Convincimi che per un server Web/PHP/Mail/Java sia meglio di Linux.
      `"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo
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        il 2014-11-02 12:14:05.0 alle 2014-11-02 12:14:05.0
        Trollate totali: 12321
        Re: OpenBSD 5.6
        Scritto da: Giambo
        > Convincimi che per un server Web/PHP/Mail/Java sia meglio di Linux.

        Dipende dall'uso del server.
        È più aggiornato di debian (via openup di mtier), più sicuro, e sul server-side va alla pari come disponibilità di software.
        Inoltre sysmerge non mi ha mai spaccato il sistema, invece un dist-upgrade va fatto coi santini vicino al monitor (se vuoi approfondisco visto che ho fatto entrambi nell'ultima settimana).
        Ha degli aspetti negativi: coreutils meno complete perché posix e soltanto posix (ma puoi installare le gnu coreutils se proprio vuoi), package manager appena abbozzato rispetto a tutti quelli che esistono per linux, separazione tra sistema e ports (due modi di fare le cose a seconda di dove sta il software); infine l'init è sysv, con i difetti che hanno reso systemd il padrone del campo in ambito linux.
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        il 2014-11-02 12:42:00.0 alle 2014-11-02 12:42:00.0
        Re: OpenBSD 5.6
        Scritto da: Giambo
        > Convincimi che per un server Web/PHP/Mail/Java sia meglio di Linux.

        Oramai quasi tutte le distro Linux montano Systemd.
        Systemd si sta espandendo fino ad inglobare praticamente ogni singola vite e bullone di Linux in barba al principio Unix "fai una cosa e falla bene".

        Questo a sua volta crea due problemi:
        1) più un sistema è grosso più è facile che fallisca per via di bug e problemi non previsti (diventando il "single point of failure" di Linux, una cosa davvero pessima)
        2) ogni aggiornamento a Systemd richiede un riavvio mentre prima solo rari aggiornamenti del Kernel richiedevano un riavvio

        D'altro canto i vari *bsd hanno rifiutato Systemd perciò continuano ad essere il più possibile stabili, sicuri e al contempo non richiedono riavvii inutili che, per un server, è qualcosa da evitare.

        Personalmente non ho mai usato *bsd, anzi, sono sempre stato contrario alla loro licenza troppo permissiva... ma devo dire che dopo le recenti scelte delle varie distro Linux sto riconsiderando la mia posizione. Linux sta facendo una cazzata... una grossa... i vantaggi di Systemd sono quasi inesistenti, i potenziali svantaggi invece sono disastrosi, senza contare che stanno spingendo Systemd -lato server- prima ancora che sia correttamente testato e collaudato.
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          il 2014-11-02 13:07:02.0 alle 2014-11-02 13:07:02.0
          Trollate totali: 12321
          Re: OpenBSD 5.6
          Scritto da:
          > Scritto da: Giambo
          > > Convincimi che per un server Web/PHP/Mail/Java sia meglio di Linux.
          >
          > Oramai quasi tutte le distro Linux montano Systemd.
          > Systemd si sta espandendo fino ad inglobare praticamente ogni singola vite e bullone di Linux in barba al principio Unix "fai una cosa e falla bene".
          >
          > Questo a sua volta crea due problemi:
          > 1) più un sistema è grosso più è facile che fallisca per via di bug e problemi non previsti (diventando il "single point of failure" di Linux, una cosa davvero pessima)
          > 2) ogni aggiornamento a Systemd richiede un riavvio mentre prima solo rari aggiornamenti del Kernel richiedevano un riavvio
          >
          > D'altro canto i vari *bsd hanno rifiutato Systemd perciò continuano ad essere il più possibile stabili, sicuri e al contempo non richiedono riavvii inutili che, per un server, è qualcosa da evitare.
          >
          > Personalmente non ho mai usato *bsd, anzi, sono sempre stato contrario alla loro licenza troppo permissiva... ma devo dire che dopo le recenti scelte delle varie distro Linux sto riconsiderando la mia posizione. Linux sta facendo una cazzata... una grossa... i vantaggi di Systemd sono quasi inesistenti, i potenziali svantaggi invece sono disastrosi, senza contare che stanno spingendo Systemd -lato server- prima ancora che sia correttamente testato e collaudato.

          Io sono dell'opinione opposta, systemd ha grossi vantaggi proprio per i sysadmin; è chiaro che deve ancora dimostrare di essere affidabile e stabile per anni e anni e anni, ma c'è da dire che le features di base (unit file, process monitor, journald) non hanno problemi, tant'è che i server centos/redhat non esplodono e sono ancora considerati rock-solid.
          L'unico appunto sono forse i binary log, ma basta cambiare un flag e tornano testuali.
          Per quanto riguarda la filosofia unix, sono tutte minchiate davanti ai problemi da risolvere, e sysv ha un approccio peggiore al problema di gestire i demoni.
          Il problema di systemd è l'integrazione di gnome e come sia diventato una sua dipendenza, rendendo necessario anche solo installare systemd (senza che sia l'init di sistema) per poter usare il desktop.
          Il problema degli aggiornamenti di systemd invece non esiste, finora sono stati retrocompatibili dal punto di vista di interfacce binarie (dbus), rendendo possibile l'uso del sistema dopo un update senza "urgenza" di riavviare (systemctl & co. continuano a funzionare).
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            il 2014-11-02 14:26:47.0 alle 2014-11-02 14:26:47.0
            Re: OpenBSD 5.6
            Scritto da: ::1
            > Io sono dell'opinione opposta, systemd ha grossi vantaggi proprio per i sysadmin;

            Onestamente non ne vedo. Non sono un sysadmin ma tutti i sysadmin che conosco sono, in genere, fortemente contrari a Systemd con qualche voce fuori dal coro.

            > è chiaro che deve ancora dimostrare di essere affidabile e stabile per anni e anni e anni,

            Quindi sei d'accordo che è sbagliato metterlo in produzione già da subito. Se l'avessero messo _come opzione_ non ci sarebbero stati problemi, invece non solo per molte distro non è affatto un'opzione, ma è addirittura richiesto se vuoi usare determinati componenti (come Gnome)... e sarà sempre peggio perché Systemd è _progettato_ per essere usato quasi come libreria e quindi per diventare una dipendenza fondamentale per sempre più sistemi.

            > ma c'è da dire che le features di base (unit file, process monitor, journald) non hanno problemi, tant'è che i server centos/redhat non esplodono e sono ancora considerati rock-solid.

            Non ne sono sicuro. Su cosa basi questa tua affermazione? Sul mero (presunto) fatto che ancora nessuno ha ownato un server CentOS/redhat? Magari hai anche ragione, ma la mia esperienza mi dice che un sistema complesso è in genere il primo motivo per cui un sistema finisce per fallire.

            > L'unico appunto sono forse i binary log, ma basta cambiare un flag e tornano testuali.

            Finché non decideranno che quella flag non serve più per via degli "innegabili vantaggi dei binary log". Magari ti faranno sparire l'opzione da una release all'altra e tu potrai solo inghiottire e chiudere la bocca... tanto è più o meno stata questa la politica adottata fin'ora circa Systemd.
            "Non ti piace? Cazzi tuoi. Noi andiamo avanti per questa strada, se vuoi forka... ah... e good luck with that... visto che ora Gnome dipende da noi e in futuro sempre più sistemi e sottosistemi dipenderanno da noi".

            Non so... a te sembra una politica/modo di fare accettabile nel mondo opensource? A me sembra una politica piuttosto aggressiva e poco "user-friendly". E, nota, è stata più o meno la stessa politica usata con pulseaudio... guardacaso l'autore è lo stesso.

            > Per quanto riguarda la filosofia unix, sono tutte minchiate davanti ai problemi da risolvere,

            Continui a parlare di "problemi da risolvere"... io ripeto... non ne vedo (forse perché non sono un sysadmin) e non capisco perché non si possano risolvere con delle modifiche all'init attuale anziché buttare via tutto per passare ad un sistema monolitico che includerà un po' tutto quello che ora invece è delegato a vari sottosistemi indipendenti e testati da decenni di uso in ambiente ostile.

            La filosofia unix non è una minchiata, deriva da decenni di esperienza e ha dimostrato di essere ottimale in termini di modularità e sicurezza. Se per esempio wget si rompe... basta aggiustare wget. Nessun riavvio necessario, nessuna necessità di ricompilazione di niente a parte wget, tutti i programmi che usano wget in background ora automagicamente useranno quello nuovo. Se poi wget non ti piace puoi facilmente crearne un sostituto senza dover cambiare niente altro nel tuo sistema.

            Da un punto di vista della sicurezza di un sistema... più piccolo e semplice è e meno problemi provoca... e la sicurezza in un SO dovrebbe essere prioritaria rispetto a tutte le altre considerazioni, soprattutto se si tratta di server (ma anche a casa mia pretendo che i miei computer siano il più possibile sicuri, di quello che succede a casa altrui non mi interessa nulla).

            Quando hai a che fare con un minestrone di migliaia di righe di codice, magari scritte in un linguaggio error-prone come C/C++, scritte da decine di persone diverse con altrettanti stili di programmazione diversi finisce quasi certamente nel disastro.

            > e sysv ha un approccio peggiore al problema di gestire i demoni.

            Mah, sarà anche peggiore, ma ha funzionato per decenni... ed essendo pure semplice i bugfix che ha necessitato negli anni si contano sulle dita di una mano.
            Possiamo fare le stesse considerazioni su Systemd? No.
            Possiamo ragionevolmente prevedere che Systemd si comporterà altrettanto bene? No, anzi, tutte le premesse fanno pensare che non sarà così.

            > Il problema di systemd è l'integrazione di gnome e come sia diventato una sua dipendenza, rendendo necessario anche solo installare systemd (senza che sia l'init di sistema) per poter usare il desktop.

            Questo in realtà non riguarda solo Gnome. Systemd vuole essere un po' tutto e perciò è normale che gli altri sistemi comincino a richiederlo come dipendenza. Systemd sembra più una sorta di trojan che piano piano si espande all'intero sistema rendendoti impossibile far funzionare il tuo sistema in modo indipendente da esso che un init-system.

            Negli anni vedrai che sempre più sistemi e sottosistemi DOVRANNO avere Systemd come dipendenza... prova a quel punto a proporre qualcosa di diverso... come potresti fare? Immagina che Systemd si riveli essere una cattiva scelta... come lo sostituisci se tutto il resto di Linux dipenderà da esso?

            Cambiare init oggi è facile... domani, con Systemd, potrebbe non essere così semplice.

            > Il problema degli aggiornamenti di systemd invece non esiste, finora sono stati retrocompatibili dal punto di vista di interfacce binarie (dbus), rendendo possibile l'uso del sistema dopo un update senza "urgenza" di riavviare (systemctl & co. continuano a funzionare).

            Bé, speriamo tu abbia ragione, i miei server non li voglio riavviare ogni volta che qualcuno a RedHat starnutisce.
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              Scritto da
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              il 2014-11-02 15:16:17.0 alle 2014-11-02 15:16:17.0
              Trollate totali: 12321
              Re: OpenBSD 5.6
              Scritto da:
              > Scritto da: ::1
              > > Io sono dell'opinione opposta, systemd ha grossi vantaggi proprio per i sysadmin;
              >
              > Onestamente non ne vedo. Non sono un sysadmin ma tutti i sysadmin che conosco sono, in genere, fortemente contrari a Systemd con qualche voce fuori dal coro.

              Non so che sysadmin conosci tu, io lavoro per una azienda piena di sysadmin, a contatto con sysadmin di altre aziende. Avere un process supervisor come init è un vantaggio e basta, non ha contro, solo pro; infatti upstart era inizialmente stato adottato come init di rhel (ci lavoro, lo uso).
              Ti dico pure che iniziano a sperimentare l'user mode di systemd, dove un utente ha i suoi demoni, che girano unprivileged, coi suoi unit file, per usare systemd per lanciare le procedure di business del cliente senza avere prodotti esterni (usano ancora orsyp dollar universe su aix, stanno migrando alcune cose verso rhel).

              > > è chiaro che deve ancora dimostrare di essere affidabile e stabile per anni e anni e anni,
              >
              > Quindi sei d'accordo che è sbagliato metterlo in produzione già da subito. Se l'avessero messo _come opzione_ non ci sarebbero stati problemi, invece non solo per molte distro non è affatto un'opzione, ma è addirittura richiesto se vuoi usare determinati componenti (come Gnome)... e sarà sempre peggio perché Systemd è _progettato_ per essere usato quasi come libreria e quindi per diventare una dipendenza fondamentale per sempre più sistemi.

              gnome <> server

              > > ma c'è da dire che le features di base (unit file, process monitor, journald) non hanno problemi, tant'è che i server centos/redhat non esplodono e sono ancora considerati rock-solid.
              >
              > Non ne sono sicuro. Su cosa basi questa tua affermazione? Sul mero (presunto) fatto che ancora nessuno ha ownato un server CentOS/redhat? Magari hai anche ragione, ma la mia esperienza mi dice che un sistema complesso è in genere il primo motivo per cui un sistema finisce per fallire.

              Ne sono sicuro.

              > > L'unico appunto sono forse i binary log, ma basta cambiare un flag e tornano testuali.
              >
              > Finché non decideranno che quella flag non serve più per via degli "innegabili vantaggi dei binary log". Magari ti faranno sparire l'opzione da una release all'altra e tu potrai solo inghiottire e chiudere la bocca... tanto è più o meno stata questa la politica adottata fin'ora circa Systemd.
              > "Non ti piace? Cazzi tuoi. Noi andiamo avanti per questa strada, se vuoi forka... ah... e good luck with that... visto che ora Gnome dipende da noi e in futuro sempre più sistemi e sottosistemi dipenderanno da noi".

              Avrei un elenco di fallacie da proporti, visto che stai ragionando sui se e sui ma.

              > Non so... a te sembra una politica/modo di fare accettabile nel mondo opensource? A me sembra una politica piuttosto aggressiva e poco "user-friendly". E, nota, è stata più o meno la stessa politica usata con pulseaudio... guardacaso l'autore è lo stesso.

              E guardacaso pulseaudio era una merda all'inizio, ma basato su una idea buona, e oggi è un buon software che risolve un problema che linus non ha voluto risolvere nel kernel (la parentesi audio su linux non sta nel margine della pagina).

              > > Per quanto riguarda la filosofia unix, sono tutte minchiate davanti ai problemi da risolvere,
              >
              > Continui a parlare di "problemi da risolvere"... io ripeto... non ne vedo (forse perché non sono un sysadmin) e non capisco perché non si possano risolvere con delle modifiche all'init attuale anziché buttare via tutto per passare ad un sistema monolitico che includerà un po' tutto quello che ora invece è delegato a vari sottosistemi indipendenti e testati da decenni di uso in ambiente ostile.

              Ti racconto il mio problema da risolvere: hai mai letto il file /etc/init.d/tomcat6 di debian?
              Io sì, per quello so che problema vogliono risolvere: 295 righe di shellscript sul server del fdt, dove la cosa peggiore è che siccome java non forka da solo si manda il processo in background e si aspettano 5 secondi; Se il pid è ancora vivo allora considero il server startato; tutto questo non tiene conto che i pid vengono riusati dal sistema e potrei avere un nuovo processo che non è tomcat avviato con lo stesso pid, che il pidfile potrebbe essere rimasto là perché il sistema è crashato, che tomcat potrebbe crashare in avvio dopo oltre 5 secondi.
              Una bella ciofeca.
              Inoltre se lo script ha un bug è molto probabile che questo venga copincollato in molti rc di altri demoni basati su java (hai visto /etc/init.d/jetty? non ti sembra stranamente simile a quello di tomcat?).
              Questo senza entrare nel merito di come sia impossibile lanciare due tomcat su due porte diverse e controllarli senza dover copincollare le 295 righe di cui sopra e adattarle a gestire parametri aggiuntivi.

              > La filosofia unix non è una minchiata, deriva da decenni di esperienza e ha dimostrato di essere ottimale in termini di modularità e sicurezza. Se per esempio wget si rompe... basta aggiustare wget. Nessun riavvio necessario, nessuna necessità di ricompilazione di niente a parte wget, tutti i programmi che usano wget in background ora automagicamente useranno quello nuovo. Se poi wget non ti piace puoi facilmente crearne un sostituto senza dover cambiare niente altro nel tuo sistema.

              La filosofia unix deriva dal fatto che il process spawning in unix costa poco e se ne è abusato, ma vedere un sistema bootato dopo aver lanciato 2000 volte exec molti dei quali sono sed/grep & co. infilati nei vari script è una vera porcata.
              Per la cronaca nel mio sistema dal boot al desktop aperto passano circa 300 pid.

              > Da un punto di vista della sicurezza di un sistema... più piccolo e semplice è e meno problemi provoca... e la sicurezza in un SO dovrebbe essere prioritaria rispetto a tutte le altre considerazioni, soprattutto se si tratta di server (ma anche a casa mia pretendo che i miei computer siano il più possibile sicuri, di quello che succede a casa altrui non mi interessa nulla).

              Il core di systemd (init e journald) sono piccoli, il resto sono utility che se sparissero non intaccherebbero l'init in nessun modo.

              > Quando hai a che fare con un minestrone di migliaia di righe di codice, magari scritte in un linguaggio error-prone come C/C++, scritte da decine di persone diverse con altrettanti stili di programmazione diversi finisce quasi certamente nel disastro.

              Shellscript non è error-prone?Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere

              > > e sysv ha un approccio peggiore al problema di gestire i demoni.
              >
              > Mah, sarà anche peggiore, ma ha funzionato per decenni... ed essendo pure semplice i bugfix che ha necessitato negli anni si contano sulle dita di una mano.
              > Possiamo fare le stesse considerazioni su Systemd? No.
              > Possiamo ragionevolmente prevedere che Systemd si comporterà altrettanto bene? No, anzi, tutte le premesse fanno pensare che non sarà così.

              [opinione]

              > > Il problema di systemd è l'integrazione di gnome e come sia diventato una sua dipendenza, rendendo necessario anche solo installare systemd (senza che sia l'init di sistema) per poter usare il desktop.
              >
              > Questo in realtà non riguarda solo Gnome. Systemd vuole essere un po' tutto e perciò è normale che gli altri sistemi comincino a richiederlo come dipendenza. Systemd sembra più una sorta di trojan che piano piano si espande all'intero sistema rendendoti impossibile far funzionare il tuo sistema in modo indipendente da esso che un init-system.
              >
              > Negli anni vedrai che sempre più sistemi e sottosistemi DOVRANNO avere Systemd come dipendenza... prova a quel punto a proporre qualcosa di diverso... come potresti fare? Immagina che Systemd si riveli essere una cattiva scelta... come lo sostituisci se tutto il resto di Linux dipenderà da esso?
              >
              > Cambiare init oggi è facile... domani, con Systemd, potrebbe non essere così semplice.

              Guarda che tutta la polemica è verte su logind, e ti ripeto che desktop e server sono due cose diverse.

              > > Il problema degli aggiornamenti di systemd invece non esiste, finora sono stati retrocompatibili dal punto di vista di interfacce binarie (dbus), rendendo possibile l'uso del sistema dopo un update senza "urgenza" di riavviare (systemctl & co. continuano a funzionare).
              >
              > Bé, speriamo tu abbia ragione, i miei server non li voglio riavviare ogni volta che qualcuno a RedHat starnutisce.

              È così già oggi, a 4 anni dalla nascita di systemd.
              Young professional woman and busy mom.
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