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perchè gli inoccupatiScritto daNon Autenticatoil 2014-12-12 20:16:20.0 alle 2014-12-12 20:16:20.0non hanno coscienza di classe come direbbe Marx
intanto diciamo che tutto quello che proclamavano oggi è un semplice furto alle opportunità degli inoccupati
ma poi l'inoccupato lo è generalmente per un tempo abbastanza limitato tale da non renderlo cosciente della sua condizione e sufficiente per organizzarsi politicamente per non farsi derubare dei suoi diritti naturali e costituzionali
c'è da dire che gli studenti sarebbero deprivati delle stesse opportunità, ma si trovano spesso nella condizione che si trovano i criptoassistiti come superiori cioè i loro insegnati per cui spesso per arruffinarseli scendono in piazza con loro e negano i loro diritti e quegli degli inoccupati non più studenti
già pensate che uno studente adolescente del liceo che oggi abbia esternato ai suoi professori sindacalizzati il suo disgusto per la loro posizione egoistica non subirà mobbing? cioè bossing?la dazione sociale (cit mani pulite) dello scendere in piazza per evitarlo è quasi obbligata-
Re: perchè gli inoccupatiScritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2014-12-12 20:35:32.0 alle 2014-12-12 20:35:32.0Trollate totali: 14239Probabilmente perché anche con la grave crisi che c'è in italia essere inoccupati è una condizione temporanea per quasi tutti.
Per rimanere inoccupati a 39 anni bisogna avere proprio tare mentali.
Io conosco gente che dopo aver realizzato l'inutilità del proprio titolo di studi, dopo aver cercato lavoro in italia per 6 mesi, s'è rotta i coglioni ed è andata a fare il barista a Londra. Paga da fame e orari assurdi. Ma se uno non è un piagnina si rimbocca le maniche e fa quello che deve fare.I pedoni possono muoversi solo in avanti.-
Re: perchè gli inoccupatiScritto daNon Autenticatoil 2014-12-12 20:42:11.0 alle 2014-12-12 20:42:11.0Scritto da: avvelenato
> Probabilmente perché anche con la grave crisi che c'è in italia essere inoccupati è una condizione temporanea per quasi tutti.
> Per rimanere inoccupati a 39 anni bisogna avere proprio tare mentali.
o problemi vari se poi superi l'età dell'apprendistato diventa sempre più un miraggio e non è colpa tua
e poi anche chi ha tare mentali deve essere aiutato
> Io conosco gente che dopo aver realizzato l'inutilità del proprio titolo di studi, dopo aver cercato lavoro in italia per 6 mesi, s'è rotta i coglioni ed è andata a fare il barista a Londra. Paga da fame e orari assurdi. Ma se uno non è un piagnina si rimbocca le maniche e fa quello che deve fare.
anche lì gli inoccupati tardivi hanno problemi
-
Re: perchè gli inoccupatiScritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2014-12-12 20:43:22.0 alle 2014-12-12 20:43:22.0Trollate totali: 14239Scritto da:
> Scritto da: avvelenato
> > Probabilmente perché anche con la grave crisi che c'è in italia essere inoccupati è una condizione temporanea per quasi tutti.
> > Per rimanere inoccupati a 39 anni bisogna avere proprio tare mentali.
>
> o problemi vari se poi superi l'età dell'apprendistato diventa sempre più un miraggio e non è colpa tua
> e poi anche chi ha tare mentali deve essere aiutato
>
> > Io conosco gente che dopo aver realizzato l'inutilità del proprio titolo di studi, dopo aver cercato lavoro in italia per 6 mesi, s'è rotta i coglioni ed è andata a fare il barista a Londra. Paga da fame e orari assurdi. Ma se uno non è un piagnina si rimbocca le maniche e fa quello che deve fare.
>
> anche lì gli inoccupati tardivi hanno problemi
>
Problemi mentali.
Ma chi vuoi che ti assuma qua.
Vai a londra prima che chiudano le frontiere agli stranieri.I pedoni possono muoversi solo in avanti.-
Re: perchè gli inoccupatiScritto daNon Autenticatoil 2014-12-12 20:46:26.0 alle 2014-12-12 20:46:26.0Scritto da: avvelenato
> Scritto da:
> > Scritto da: avvelenato
> > > Probabilmente perché anche con la grave crisi che c'è in italia essere inoccupati è una condizione temporanea per quasi tutti.
> > > Per rimanere inoccupati a 39 anni bisogna avere proprio tare mentali.
> >
> > o problemi vari se poi superi l'età dell'apprendistato diventa sempre più un miraggio e non è colpa tua
> > e poi anche chi ha tare mentali deve essere aiutato
> >
> > > Io conosco gente che dopo aver realizzato l'inutilità del proprio titolo di studi, dopo aver cercato lavoro in italia per 6 mesi, s'è rotta i coglioni ed è andata a fare il barista a Londra. Paga da fame e orari assurdi. Ma se uno non è un piagnina si rimbocca le maniche e fa quello che deve fare.
> >
> > anche lì gli inoccupati tardivi hanno problemi
> >
>
> Problemi mentali.
potrebbero ma anche no basta aver superato l'età dell'apprendistato e sei la bestia immonda
> Ma chi vuoi che ti assuma qua.
> Vai a londra prima che chiudano le frontiere agli stranieri.
ci andrò dopo aver acquisito una qualifica cioè abbastanza presto, senza sarebbe controproducente l'ho già detto a gengiva cmq non mi va di discutere e approfondire qua
-
Re: perchè gli inoccupatiScritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2014-12-12 20:49:38.0 alle 2014-12-12 20:49:38.0Trollate totali: 14239Scritto da:
> Scritto da: avvelenato
> > Scritto da:
> > > Scritto da: avvelenato
> > > > Probabilmente perché anche con la grave crisi che c'è in italia essere inoccupati è una condizione temporanea per quasi tutti.
> > > > Per rimanere inoccupati a 39 anni bisogna avere proprio tare mentali.
> > >
> > > o problemi vari se poi superi l'età dell'apprendistato diventa sempre più un miraggio e non è colpa tua
> > > e poi anche chi ha tare mentali deve essere aiutato
> > >
> > > > Io conosco gente che dopo aver realizzato l'inutilità del proprio titolo di studi, dopo aver cercato lavoro in italia per 6 mesi, s'è rotta i coglioni ed è andata a fare il barista a Londra. Paga da fame e orari assurdi. Ma se uno non è un piagnina si rimbocca le maniche e fa quello che deve fare.
> > >
> > > anche lì gli inoccupati tardivi hanno problemi
> > >
> >
> > Problemi mentali.
>
> potrebbero ma anche no basta aver superato l'età dell'apprendistato e sei la bestia immonda
>
> > Ma chi vuoi che ti assuma qua.
> > Vai a londra prima che chiudano le frontiere agli stranieri.
>
> ci andrò dopo aver acquisito una qualifica cioè abbastanza presto, senza sarebbe controproducente l'ho già detto a gengiva cmq non mi va di discutere e approfondire qua
>
Tu continui ad aspettare di essere pronto per fare le cose: non chiedi alla tipa su fb di uscire perché vuoi prima farla ridere, non vai all'estero perché prima vuoi ottenere una qualche qualifica inutile, praticamente anziché vivere la tua vita sei come in una continua sala d' attesa.
La tua vita è emozionante e divertente come aspettare che compaia il tuo numerino sul tabellone all'ufficio postale. Una gran diarrea di vita.
Ma non ti fa schifo?
Io per molto meno pensavo di buttarmi sotto i binari del treno.I pedoni possono muoversi solo in avanti.-
Re: perchè gli inoccupatiScritto daNon Autenticatoil 2014-12-12 20:54:38.0 alle 2014-12-12 20:54:38.0Scritto da: avvelenato
> Scritto da:
> > Scritto da: avvelenato
> > > Scritto da:
> > > > Scritto da: avvelenato
> > > > > Probabilmente perché anche con la grave crisi che c'è in italia essere inoccupati è una condizione temporanea per quasi tutti.
> > > > > Per rimanere inoccupati a 39 anni bisogna avere proprio tare mentali.
> > > >
> > > > o problemi vari se poi superi l'età dell'apprendistato diventa sempre più un miraggio e non è colpa tua
> > > > e poi anche chi ha tare mentali deve essere aiutato
> > > >
> > > > > Io conosco gente che dopo aver realizzato l'inutilità del proprio titolo di studi, dopo aver cercato lavoro in italia per 6 mesi, s'è rotta i coglioni ed è andata a fare il barista a Londra. Paga da fame e orari assurdi. Ma se uno non è un piagnina si rimbocca le maniche e fa quello che deve fare.
> > > >
> > > > anche lì gli inoccupati tardivi hanno problemi
> > > >
> > >
> > > Problemi mentali.
> >
> > potrebbero ma anche no basta aver superato l'età dell'apprendistato e sei la bestia immonda
> >
> > > Ma chi vuoi che ti assuma qua.
> > > Vai a londra prima che chiudano le frontiere agli stranieri.
> >
> > ci andrò dopo aver acquisito una qualifica cioè abbastanza presto, senza sarebbe controproducente l'ho già detto a gengiva cmq non mi va di discutere e approfondire qua
> >
>
> Tu continui ad aspettare di essere pronto per fare le cose: non chiedi alla tipa su fb di uscire perché vuoi prima farla ridere,
no era perchè volevo rimettermi in forma
> non vai all'estero perché prima vuoi ottenere una qualche qualifica inutile,
no inutile, utile eccome
> praticamente anziché vivere la tua vita sei come in una continua sala d' attesa.
ora sono molto attivo
>
> La tua vita è emozionante e divertente come aspettare che compaia il tuo numerino sul tabellone all'ufficio postale. Una gran diarrea di vita.
>
> Ma non ti fa schifo?
> Io per molto meno pensavo di buttarmi sotto i binari del treno.
io non credo nel suicidio religiosamente e poi prima le cose erano proprio bloccate adesso vedo sbocchi e mi sto muovendo, non mi lamento ho progetti
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Re: perchè gli inoccupatiScritto da: avvelenato
> Ma non ti fa schifo?
> Io per molto meno pensavo di buttarmi sotto i binari del treno.
Questo discorso (Terminare la vuota esistenza) e' gia' stato affrontato almeno due volte.
Da allora Lich e Giambo sono in cima alla blacklist di yoda.
Benvenuto al vertice !`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo-
Re: perchè gli inoccupatiScritto daNon Autenticatoil 2014-12-12 21:18:33.0 alle 2014-12-12 21:18:33.0Scritto da: Giambo
> Scritto da: avvelenato
>
> > Ma non ti fa schifo?
> > Io per molto meno pensavo di buttarmi sotto i binari del treno.
>
> Questo discorso (Terminare la vuota esistenza)
il valore delle cose è relativo
> e' gia' stato affrontato almeno due volte.
> Da allora Lich e Giambo sono in cima alla blacklist di yoda.
istigare qualcuno al suicidio nei suoi momenti peggiori senza cercare di aiutarlo in altro modo è la cosa più abietta e vile che esista
poi a me adesso le cose vanno pure benissimo
>
> Benvenuto al vertice !
-
Re: perchè gli inoccupatiScritto da:
> > e' gia' stato affrontato almeno due volte.
> > Da allora Lich e Giambo sono in cima alla blacklist di yoda.
>
> istigare qualcuno al suicidio nei suoi momenti peggiori senza cercare di aiutarlo in altro modo è la cosa più abietta e vile che esista
Il suicidio puo' essere la soluzione migliore.
Tu parli di istigare, io dico consigliare.
> poi a me adesso le cose vanno pure benissimo
Muori dalla voglia di sputare il rospo.`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo-
Re: perchè gli inoccupatiScritto daNon Autenticatoil 2014-12-12 22:00:12.0 alle 2014-12-12 22:00:12.0Scritto da: Giambo
> Scritto da:
>
> > > e' gia' stato affrontato almeno due volte.
> > > Da allora Lich e Giambo sono in cima alla blacklist di yoda.
> >
> > istigare qualcuno al suicidio nei suoi momenti peggiori senza cercare di aiutarlo in altro modo è la cosa più abietta e vile che esista
>
> Il suicidio puo' essere la soluzione migliore.
no non buddhisticamente non ti ha insegnato niente il lamarckismo yodesco?
> Tu parli di istigare, io dico consigliare.
e perchè se mi vuoi aiutare non mi fai semplicemente un piccolo prestito?evidentemente le tue sono solo scuse per odiare e disprezzare
vergogna
>
> > poi a me adesso le cose vanno pure benissimo
>
> Muori dalla voglia di sputare il rospo.
muoio dalla voglia di tenermelo per me visto che qua ci sono solo iene atte a scannare con schadenfreude tutto ciò che ci sia di bello e buono nella vita altrui-
Re: perchè gli inoccupatiScritto daThe LichÜbermenschil 2014-12-12 22:02:36.0 alle 2014-12-12 22:02:36.0Trollate totali: 21351Scritto da:
> Scritto da: Giambo
> > Scritto da:
> >
> > > > e' gia' stato affrontato almeno due volte.
> > > > Da allora Lich e Giambo sono in cima alla blacklist di yoda.
> > >
> > > istigare qualcuno al suicidio nei suoi momenti peggiori senza cercare di aiutarlo in altro modo è la cosa più abietta e vile che esista
> >
> > Il suicidio puo' essere la soluzione migliore.
>
> no non buddhisticamente non ti ha insegnato niente il lamarckismo yodesco?
>
> > Tu parli di istigare, io dico consigliare.
>
> e perchè se mi vuoi aiutare non mi fai semplicemente un piccolo prestito?evidentemente le tue sono solo scuse per odiare e disprezzare
>
> vergogna
>
>
> >
> > > poi a me adesso le cose vanno pure benissimo
> >
> > Muori dalla voglia di sputare il rospo.
>
> muoio dalla voglia di tenermelo per me visto che qua ci sono solo iene atte a scannare con schadenfreude tutto ciò che ci sia di bello e buono nella vita altrui
meglio non sapere che divenire complici delle pedonate di un idyoda
The Lich™
« Non è morto ciò che in eterno può attendere,
e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »

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Re: perchè gli inoccupatiScritto da:
> > > istigare qualcuno al suicidio nei suoi momenti peggiori senza cercare di aiutarlo in altro modo è la cosa più abietta e vile che esista
> >
> > Il suicidio puo' essere la soluzione migliore.
>
> no non buddhisticamente non ti ha insegnato niente il lamarckismo yodesco?
Mi ha mostrato quanto puo' essere profondo il pozzo dell'ignoranza yodesca.
> > Tu parli di istigare, io dico consigliare.
>
> e perchè se mi vuoi aiutare non mi fai semplicemente un piccolo prestito?
Soldi sprecati.
> > > poi a me adesso le cose vanno pure benissimo
> >
> > Muori dalla voglia di sputare il rospo.
>
> muoio dalla voglia di tenermelo per me visto che qua ci sono solo iene atte a scannare con schadenfreude tutto ciò che ci sia di bello e buono nella vita altrui
Bello e buono nella tua vita c'e' solo ... Solo ... Non mi viene in mente nulla
`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo
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Re: perchè gli inoccupatiScritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2014-12-12 22:38:23.0 alle 2014-12-12 22:38:23.0Trollate totali: 14239Scritto da: Giambo
> Scritto da: avvelenato
>
> > Ma non ti fa schifo?
> > Io per molto meno pensavo di buttarmi sotto i binari del treno.
>
> Questo discorso (Terminare la vuota esistenza) e' gia' stato affrontato almeno due volte.
> Da allora Lich e Giambo sono in cima alla blacklist di yoda.
>
> Benvenuto al vertice !
Ma io gli auguro successo.
Il problema è l'eccesso di felicità immotivata.
Quando le cose van di merda è più patologico essere felici.
La depressione è quando le cose van tutto sommato bene ma scoppi lo stesso a piangere.
Non quando non hai un lavoro, uno straccio di donna (o uomo) che ti si caghi, non hai amici, soldi, niente.
Vedi, tutte le volte che il pensiero del suicidio volteggiava sulla mia testa, questo mi ha aiutato a darmi una scrollata.
Mi piacerebbe funzionasse pure con yoda, ma è troppo convinto che le cose gli stiano andando bene per ammettere che sta solo prendendo tempo e alimentando sistemi egotici autoconsolatori.I pedoni possono muoversi solo in avanti.-
Re: perchè gli inoccupatiScritto daNon Autenticatoil 2014-12-12 22:43:34.0 alle 2014-12-12 22:43:34.0Scritto da: avvelenato
> Scritto da: Giambo
> > Scritto da: avvelenato
> >
> > > Ma non ti fa schifo?
> > > Io per molto meno pensavo di buttarmi sotto i binari del treno.
> >
> > Questo discorso (Terminare la vuota esistenza) e' gia' stato affrontato almeno due volte.
> > Da allora Lich e Giambo sono in cima alla blacklist di yoda.
> >
> > Benvenuto al vertice !
>
> Ma io gli auguro successo.
> Il problema è l'eccesso di felicità immotivata.
> Quando le cose van di merda è più patologico essere felici.
> La depressione è quando le cose van tutto sommato bene ma scoppi lo stesso a piangere.
>
> Non quando non hai un lavoro, uno straccio di donna (o uomo) che ti si caghi, non hai amici, soldi, niente.
>
>
> Vedi, tutte le volte che il pensiero del suicidio volteggiava sulla mia testa, questo mi ha aiutato a darmi una scrollata.
> Mi piacerebbe funzionasse pure con yoda, ma è troppo convinto che le cose gli stiano andando bene per ammettere che sta solo prendendo tempo e alimentando sistemi egotici autoconsolatori.
appunto la felicità è relativa se hai lavoro soldi e falsi amici ma sei depresso e invece non hai quasi nulla ma sei felice perchè crucciarsi di averli?
cmq ci rifletterò-
Re: perchè gli inoccupatiScritto daaltgutente che non utieneil 2014-12-13 09:38:18.0 alle 2014-12-13 09:38:18.0Trollate totali: 11540> > > > Ma non ti fa schifo?
> > > > Io per molto meno pensavo di buttarmi sotto i binari del treno.
> > >
> > > Questo discorso (Terminare la vuota esistenza) e' gia' stato affrontato almeno due volte.
> > > Da allora Lich e Giambo sono in cima alla blacklist di yoda.
> > >
> > > Benvenuto al vertice !
> >
> > Ma io gli auguro successo.
> > Il problema è l'eccesso di felicità immotivata.
> > Quando le cose van di merda è più patologico essere felici.
> > La depressione è quando le cose van tutto sommato bene ma scoppi lo stesso a piangere.
> >
> > Non quando non hai un lavoro, uno straccio di donna (o uomo) che ti si caghi, non hai amici, soldi, niente.
> >
> >
> > Vedi, tutte le volte che il pensiero del suicidio volteggiava sulla mia testa, questo mi ha aiutato a darmi una scrollata.
> > Mi piacerebbe funzionasse pure con yoda, ma è troppo convinto che le cose gli stiano andando bene per ammettere che sta solo prendendo tempo e alimentando sistemi egotici autoconsolatori.
>
> appunto la felicità è relativa se hai lavoro soldi e falsi amici ma sei depresso e invece non hai quasi nulla ma sei felice perchè crucciarsi di averli?
>
> cmq ci rifletterò
Dovresti proprio introdurre un minimo di punteggiatura.
Sinceramente, in discorsi come quello sopra non si capisce un cazzo.
Comunque, cogliendo l'occasione per rispondere ad avve, non credo esista la "felicita` patologica". Se uno e` genuinamente felice, vuol dire che trova positiva la sua situazione. A volte quella che, secondo canoni sociali diffusi, sembra una serie di pessime scelte, puo` soggettivamente essere la migliore serie possibile.
Solo l'infelicita` e` patologica: se sei in una situazione che i canoni definirebbero positiva, ma "inspiegabilmente" stai di merda, 99 su 100 vuol dire che ti sei adattato a canoni non tuoi e che trovi scomodi.
Gli psicologi hanno due semplici definizioni tra cui stabilire questa dissonanza: li chiamano "true self" e "false self". Se il true self e` esageratamente sottoposto ai dettami del false self, si va facilmente in depressione.
Come ho detto L.in.oleum e` stato anche un mio peculiare laboratorio di autoanalisi. Nel 2008, l'anno depresso e conflittuale in cui - per esempio - comprai l'iMac perche` la sua eleganza mi attraeva, perche` volevo la scrivania elegante e ordinata (o meglio, semivuota e sterile), stavo cercando di mettere insieme la versione 2 di L.in.oleum. Tra le sue sintassi, in seguito allo stabilire una serie di convenzioni per evitare ambiguita`, riuscii ad inserire un "messaggio in bottiglia": una variante dell'istruzione di ritorno da una subroutine, a un certo punto, divenne
return [immediate] true;
diversi giorni dopo, d'improvviso, realizzai quel che mi stavo dicendo: "ritorna immediatamente vero". Io non volevo una stanza elegante e sterile, non volevo una scrivania vuota, un PC elegante ma scomodo, impersonale e difettoso, una vita piena di figli, case costose e lavori ben pagati. Piu` avanti nel 2008 adottai Mary Lou come la prima rappresentante dell'unica famiglia che avrei mai voluto davvero mantenere; iniziai a uscire, a mandare cortesemente affanculo lo sviluppo di software (specialmente su commissione), a passeggiare per i campi e pattinare sulle piste ciclabili, a scrivere un libro di narrativa semi-autobiografico, a costruire l'Argent ed elettrificare biciclette, a cambiare due volte automobile perche` non mi corrispondeva (perche` non sopportavo il compromesso tra quel che il vero me voleva, cioe` una spyder, e quel che il falso suggeriva, cioe` un'insulsa via di mezzo), e infine a rivestire la famosa scrivania - da cui tutto era iniziato - in "stile Tron", smantellando hardware assortito per rimodellarlo sotto forma di pannelli pieni di lucette e interruttori in stile anni '80.
Da quando sono "tornato vero" non avro` vissuto e non vivro` per sempre felice e contento, ma le cose sono andate meglio.
Dal mio punto di vista, yoda e` continuamente in conflitto tra quel che la societa` si aspetta da lui (genericamente, da un uomo della sua eta`: lavoro ben pagato, rispettabile, indipendenza dai genitori, intraprendenza, intensa vita sociale) e quel che lui vuole davvero, mentre tu, avve, vivi lo stesso conflitto ma sei ancora piu` influenzato dal false self. Mentre yoda cerca di continuo giustificazioni per i suoi sensi di colpa, tu neanche ci provi perche` ti considereresti ingiustificabile se fallissi nel seguire la tua personale interpretazione del successo sociale.
Giambo e` un caso particolare perche` la societa` gli ha consentito di diventare quel che gli ha insegnato a voler diventare: tutto sommato e` felice, e forse non e` mai stato in conflitto.
Infine, all'altro estremo ci siamo io (post-2008), Lich, e probabilmente GS, che siamo obiettivamente avvantaggiati da una situazione di relativa tranquillita` finanziaria (um.. vabbe' GS e` in una situazione di sopravvivenza finanziaria, ma va bene lo stesso), e che tendiamo a fregargene allegramente di quel che il modello sociale suggerirebbe. Non saprei chi degli ultimi tre stia meglio: forse proprio io, perche` il false self l'ho mandato affanculo con una decisione consapevole. E forse ho un po' esagerato: mi resta infatti il cruccio che, seguendo solo quel che davvero voglio fare, noto che col passare del tempo concludo praticamente poco o nulla. "Va bene lo stesso", direi, ma speravo meglio e continuo a sperare, perche` altro non posso fare, perche` forzarmi a fare diversamente mi farebbe tornare a stare peggio.-
Re: perchè gli inoccupatiScritto daNon Autenticatoil 2014-12-13 10:18:30.0 alle 2014-12-13 10:18:30.0Scritto da: altg
> > > > > Ma non ti fa schifo?
> > > > > Io per molto meno pensavo di buttarmi sotto i binari del treno.
> > > >
> > > > Questo discorso (Terminare la vuota esistenza) e' gia' stato affrontato almeno due volte.
> > > > Da allora Lich e Giambo sono in cima alla blacklist di yoda.
> > > >
> > > > Benvenuto al vertice !
> > >
> > > Ma io gli auguro successo.
> > > Il problema è l'eccesso di felicità immotivata.
> > > Quando le cose van di merda è più patologico essere felici.
> > > La depressione è quando le cose van tutto sommato bene ma scoppi lo stesso a piangere.
> > >
> > > Non quando non hai un lavoro, uno straccio di donna (o uomo) che ti si caghi, non hai amici, soldi, niente.
> > >
> > >
> > > Vedi, tutte le volte che il pensiero del suicidio volteggiava sulla mia testa, questo mi ha aiutato a darmi una scrollata.
> > > Mi piacerebbe funzionasse pure con yoda, ma è troppo convinto che le cose gli stiano andando bene per ammettere che sta solo prendendo tempo e alimentando sistemi egotici autoconsolatori.
> >
> > appunto la felicità è relativa se hai lavoro soldi e falsi amici ma sei depresso e invece non hai quasi nulla ma sei felice perchè crucciarsi di averli?
> >
> > cmq ci rifletterò
>
> Dovresti proprio introdurre un minimo di punteggiatura.
> Sinceramente, in discorsi come quello sopra non si capisce un cazzo.
>
> Comunque, cogliendo l'occasione per rispondere ad avve, non credo esista la "felicita` patologica". Se uno e` genuinamente felice, vuol dire che trova positiva la sua situazione. A volte quella che, secondo canoni sociali diffusi, sembra una serie di pessime scelte, puo` soggettivamente essere la migliore serie possibile.
>
> Solo l'infelicita` e` patologica: se sei in una situazione che i canoni definirebbero positiva, ma "inspiegabilmente" stai di merda, 99 su 100 vuol dire che ti sei adattato a canoni non tuoi e che trovi scomodi.
Una cosa da tenere in conto è che esiste una differenza tra le persone orientate al presente, che tendono ad avere la maggior probabilità di essere soddisfatte e felici, e quelle orientate al passato o al futuro, condannate ad essere irrequiete. Per esempio, mio fratello è mostruosamente orientato al presente, butta via le cose senza rimpianti, non appare mai preoccupato al punto che i suoi colleghi, in un momento di difficoltà dell'azienda, ritenevano che lui venisse comunque pagato di nascosto; quest'anno farà le vacanze ai Caraibi con la ragazza, si gode la vita. Io sono perennemente preoccupato per il futuro, orientato al futuro ma a un futuro che vorrei più simile al passato, per giunta a un passato idealizzato in realtà mai esistito: quindi orientato a tutto tranne che al presente, in cui non trovo particolari attrattive. Combinazione destinata a produrre massima infelicità.
> Gli psicologi hanno due semplici definizioni tra cui stabilire questa dissonanza: li chiamano "true self" e "false self". Se il true self e` esageratamente sottoposto ai dettami del false self, si va facilmente in depressione.
Espandi un po' queste definizioni, in particolare il rapporto tra il false self e il super io freudiano.
(sembra il titolo di un tema della maturità di quelli impestati
)
Perché ho sempre una sensazione di conflitto tra ciò che io stesso vorrei da me e qualcos'altro, e talvolta ho beccato il subconscio a non collaborare.
> Come ho detto L.in.oleum e` stato anche un mio peculiare laboratorio di autoanalisi. Nel 2008, l'anno depresso e conflittuale in cui - per esempio - comprai l'iMac perche` la sua eleganza mi attraeva, perche` volevo la scrivania elegante e ordinata (o meglio, semivuota e sterile), stavo cercando di mettere insieme la versione 2 di L.in.oleum. Tra le sue sintassi, in seguito allo stabilire una serie di convenzioni per evitare ambiguita`, riuscii ad inserire un "messaggio in bottiglia": una variante dell'istruzione di ritorno da una subroutine, a un certo punto, divenne
>
> return [immediate] true;
>
> diversi giorni dopo, d'improvviso, realizzai quel che mi stavo dicendo: "ritorna immediatamente vero". Io non volevo una stanza elegante e sterile, non volevo una scrivania vuota, un PC elegante ma scomodo, impersonale e difettoso, una vita piena di figli,
Io dei figli li vorrei.
> case costose e lavori ben pagati. Piu` avanti nel 2008 adottai Mary Lou come la prima rappresentante dell'unica famiglia che avrei mai voluto davvero mantenere; iniziai a uscire, a mandare cortesemente affanculo lo sviluppo di software (specialmente su commissione), a passeggiare per i campi e pattinare sulle piste ciclabili, a scrivere un libro di narrativa semi-autobiografico, a costruire l'Argent ed elettrificare biciclette, a cambiare due volte automobile perche` non mi corrispondeva (perche` non sopportavo il compromesso tra quel che il vero me voleva, cioe` una spyder, e quel che il falso suggeriva, cioe` un'insulsa via di mezzo), e infine a rivestire la famosa scrivania - da cui tutto era iniziato - in "stile Tron", smantellando hardware assortito per rimodellarlo sotto forma di pannelli pieni di lucette e interruttori in stile anni '80.
>
> Da quando sono "tornato vero" non avro` vissuto e non vivro` per sempre felice e contento, ma le cose sono andate meglio.
>
> Dal mio punto di vista, yoda e` continuamente in conflitto tra quel che la societa` si aspetta da lui (genericamente, da un uomo della sua eta`: lavoro ben pagato, rispettabile, indipendenza dai genitori, intraprendenza, intensa vita sociale) e quel che lui vuole davvero, mentre tu, avve, vivi lo stesso conflitto ma sei ancora piu` influenzato dal false self. Mentre yoda cerca di continuo giustificazioni per i suoi sensi di colpa, tu neanche ci provi perche` ti considereresti ingiustificabile se fallissi nel seguire la tua personale interpretazione del successo sociale.
Dato che avve è a un passo dal raggiungere questo successo, dopo potrebbe dedicarsi a ciò che vuole davvero.
> Giambo e` un caso particolare perche` la societa` gli ha consentito di diventare quel che gli ha insegnato a voler diventare: tutto sommato e` felice, e forse non e` mai stato in conflitto.
La normalità di Giambo mi sconcerta, di certo nasconde qualcosa. Evidentemente in Svizzera è possibile diventare ciò che la società si aspetta da te, senza troppe difficoltà.
> Infine, all'altro estremo ci siamo io (post-2008), Lich, e probabilmente GS, che siamo obiettivamente avvantaggiati da una situazione di relativa tranquillita` finanziaria (um.. vabbe' GS e` in una situazione di sopravvivenza finanziaria, ma va bene lo stesso),
No, non va bene
è questo che mi rende sempre irrequieto.
> e che tendiamo a fregargene allegramente di quel che il modello sociale suggerirebbe. Non saprei chi degli ultimi tre stia meglio: forse proprio io, perche` il false self l'ho mandato affanculo con una decisione consapevole. E forse ho un po' esagerato: mi resta infatti il cruccio che, seguendo solo quel che davvero voglio fare, noto che col passare del tempo concludo praticamente poco o nulla. "Va bene lo stesso", direi, ma speravo meglio e continuo a sperare, perche` altro non posso fare, perche` forzarmi a fare diversamente mi farebbe tornare a stare peggio.-
Re: perchè gli inoccupatiScritto daaltgutente che non utieneil 2014-12-13 11:03:35.0 alle 2014-12-13 11:03:35.0Trollate totali: 11540> Una cosa da tenere in conto è che esiste una differenza tra le persone orientate al presente, che tendono ad avere la maggior probabilità di essere soddisfatte e felici, e quelle orientate al passato o al futuro, condannate ad essere irrequiete. Per esempio, mio fratello è mostruosamente orientato al presente, butta via le cose senza rimpianti, non appare mai preoccupato al punto che i suoi colleghi, in un momento di difficoltà dell'azienda, ritenevano che lui venisse comunque pagato di nascosto; quest'anno farà le vacanze ai Caraibi con la ragazza, si gode la vita. Io sono perennemente preoccupato per il futuro, orientato al futuro ma a un futuro che vorrei più simile al passato, per giunta a un passato idealizzato in realtà mai esistito: quindi orientato a tutto tranne che al presente, in cui non trovo particolari attrattive. Combinazione destinata a produrre massima infelicità.
Io ricorderei in proposito quella storia di Carl Barks con Archimede che discute del presente e del passato con un vecchietto che abita vicino al suo laboratorio, e che si lamenta dello smog e delle scomodita` e della bruttezza del presente (che all'epoca erano gli anni '50) rispetto ai "suoi tempi". Archimede costruisce immantinente una macchina del tempo per andare a vedere come dovevano essere belli i tempi del vecchietto, incappando in ogni sorta di inconveniente e concludendo, al ritorno da varie epoche storiche, che in realta` e` il PRESENTE che sembra proprio migliore, e che non percio` capisce perche` il vecchietto rimpianga cosi` tanto i "suoi tempi". Il vecchietto risponde che li rimpiange non perche` fossero obiettivamente migliori, ma perche` lui ai suoi tempi era giovane.
Con questo mi chiedo: e se tu e tutti quelli che rimpiangono un generico passato, idealizzato o meno, rimpiangeste in realta` il VOSTRO passato?
Io da parte mia sono sempre stato piuttosto immune dalla tendenza a rimpiangere il passato (anche se poi rimpiango il mio, ma in quanto tale e non in quanto proiezione) perche` sono curioso di vedere cosa c'e` dopo. E perche` mi entusiasmano i progressi scientifici e tecnologici.
> > Gli psicologi hanno due semplici definizioni tra cui stabilire questa dissonanza: li chiamano "true self" e "false self". Se il true self e` esageratamente sottoposto ai dettami del false self, si va facilmente in depressione.
>
> Espandi un po' queste definizioni, in particolare il rapporto tra il false self e il super io freudiano.
Il super-io freudiano era visto come una specie di controllore/dittatore, preposto "per natura" a contenere le intemperanze dell'Es, specialmente sul piano etico: potrebbe corrispondere ad aree della corteccia prefrontale preposte allo sviluppo della coscienza etica.
Il false self e` un'immagine idealizzata della propria vita che viene specificamente e sottilmente iniettata nell'individuo dalle aspettative dei suoi pari, e che non e` presente in natura: non e` una questione puramente etica, ne` fa si` che non entri apertamente in conflitto con la societa`. Tende solo ad incarnare la summa di quei simboli che la societa` considera marcatori di una persona di successo, al di la` del fatto che quella persona sia "buona" o "cattiva".
> Perché ho sempre una sensazione di conflitto tra ciò che io stesso vorrei da me e qualcos'altro, e talvolta ho beccato il subconscio a non collaborare.
Be', magari vuol dire che il conflitto lo vedi a malapena, a mio parere perche` ne sei quasi privo. Insomma, ti piacerebbe essere piu` compatibile con l'idea sociale di una persona di successo, ma in fondo t'importaunasega.
Invece, per contrasto,
- yoda sembra tormentato da questa dissonanza: vorrebbe disperatamente risultare adeguato, ma il suo true self oppone una resistenza immane;
- avve abbatte il true self attivamente e violentemente, come facevo io, salvo poi sperimentare le conseguenze: la depressione, un senso d'insoddisfazione e infelicita` diffuso, che poi probabilmente imputa all'imperfetta realizzazione dell'immagine che ha di se`;
- in giambo la dissonanza e` assente perche` non ha avuto difficolta` a implementare i cliche` sociali, e non e` mai incappato in gravi problemi di adattamento, forse anche perche` la societa`, da lui, e` piu` coesa e collaborativa;
- lich piu` o meno deve aver seguito lo stesso mio percorso: ha provato ad adeguarsi, poi ha mandato tutti affanculo e s'e` rinchiuso, tutto sommato piu` felice di prima, nella cripta.
> > diversi giorni dopo, d'improvviso, realizzai quel che mi stavo dicendo: "ritorna immediatamente vero". Io non volevo una stanza elegante e sterile, non volevo una scrivania vuota, un PC elegante ma scomodo, impersonale e difettoso, una vita piena di figli,
>
> Io dei figli li vorrei.
Sono impegnativi, e poi non vengono quasi mai granche` simili ai padri.
> > Dal mio punto di vista, yoda e` continuamente in conflitto tra quel che la societa` si aspetta da lui (genericamente, da un uomo della sua eta`: lavoro ben pagato, rispettabile, indipendenza dai genitori, intraprendenza, intensa vita sociale) e quel che lui vuole davvero, mentre tu, avve, vivi lo stesso conflitto ma sei ancora piu` influenzato dal false self. Mentre yoda cerca di continuo giustificazioni per i suoi sensi di colpa, tu neanche ci provi perche` ti considereresti ingiustificabile se fallissi nel seguire la tua personale interpretazione del successo sociale.
>
> Dato che avve è a un passo dal raggiungere questo successo, dopo potrebbe dedicarsi a ciò che vuole davvero.
Le due cose non sarebbero compatibili: se io avessi scritto Noctis V e mi fossi messo a dirigere una mia software house con tanti profitti e dipendenti e boh, oggi sarei imbottito di tranquillanti per reggere il ritmo di qualcosa che non avrei sopportato. In altre parole, se arrivi al successo senza che questo corrisponda coi desideri del true self, poi per ritrovare la serenita` devi DISFARE le cause del successo. Hai visto cos'ha fatto il fondatore dei My Chemical Romance? all'apice del successo ha smantellato il gruppo e scritto un'ultima canzone, un'eulogia dal titolo "fake your death". Era l'unica cosa che potesse fare per tirarsi indietro da una vita che non gli corrispondeva e che non sopportava piu`: "fate finta che sia morto" e non rompete piu` i coglioni.
> > Giambo e` un caso particolare perche` la societa` gli ha consentito di diventare quel che gli ha insegnato a voler diventare: tutto sommato e` felice, e forse non e` mai stato in conflitto.
>
> La normalità di Giambo mi sconcerta, di certo nasconde qualcosa. Evidentemente in Svizzera è possibile diventare ciò che la società si aspetta da te, senza troppe difficoltà.
Infatti, e` proprio quel che dicevo. Li` il conflitto non esiste proprio perche` e` relativamente facile accontentare sia il true che il false self. Certo, un minimo di conflittualita` rimarra`, ma non a livello patologico.
> > Infine, all'altro estremo ci siamo io (post-2008), Lich, e probabilmente GS, che siamo obiettivamente avvantaggiati da una situazione di relativa tranquillita` finanziaria (um.. vabbe' GS e` in una situazione di sopravvivenza finanziaria, ma va bene lo stesso),
>
> No, non va bene
> è questo che mi rende sempre irrequieto.
Heh... probabile.
Rende inqueto anche me, che sotto sotto vorrei avere i soldi per trasferirmi altrove, ma che non sono abbastanza motivato da accettare di pagarne il prezzo.-
Re: perchè gli inoccupatiScritto daNon Autenticatoil 2014-12-13 14:24:04.0 alle 2014-12-13 14:24:04.0Scritto da: altg
> > Una cosa da tenere in conto è che esiste una differenza tra le persone orientate al presente, che tendono ad avere la maggior probabilità di essere soddisfatte e felici, e quelle orientate al passato o al futuro, condannate ad essere irrequiete. Per esempio, mio fratello è mostruosamente orientato al presente, butta via le cose senza rimpianti, non appare mai preoccupato al punto che i suoi colleghi, in un momento di difficoltà dell'azienda, ritenevano che lui venisse comunque pagato di nascosto; quest'anno farà le vacanze ai Caraibi con la ragazza, si gode la vita. Io sono perennemente preoccupato per il futuro, orientato al futuro ma a un futuro che vorrei più simile al passato, per giunta a un passato idealizzato in realtà mai esistito: quindi orientato a tutto tranne che al presente, in cui non trovo particolari attrattive. Combinazione destinata a produrre massima infelicità.
>
> Io ricorderei in proposito quella storia di Carl Barks con Archimede che discute del presente e del passato con un vecchietto che abita vicino al suo laboratorio, e che si lamenta dello smog e delle scomodita` e della bruttezza del presente (che all'epoca erano gli anni '50) rispetto ai "suoi tempi". Archimede costruisce immantinente una macchina del tempo per andare a vedere come dovevano essere belli i tempi del vecchietto, incappando in ogni sorta di inconveniente e concludendo, al ritorno da varie epoche storiche, che in realta` e` il PRESENTE che sembra proprio migliore, e che non percio` capisce perche` il vecchietto rimpianga cosi` tanto i "suoi tempi". Il vecchietto risponde che li rimpiange non perche` fossero obiettivamente migliori, ma perche` lui ai suoi tempi era giovane.
>
> Con questo mi chiedo: e se tu e tutti quelli che rimpiangono un generico passato, idealizzato o meno, rimpiangeste in realta` il VOSTRO passato?
Non essendo stato particolarmente felice e soddisfatto né da bambino né da adolescente (già alle medie me la prendevo con l'Italia, gli italiani, la DC eccetera; non sopportavo la sinistra ma capivo di non essere neppure di destra, allora rappresentata dall'MSI), né dopo, non saprei. Probabilmente per questo mi riferisco a un passato idealizzato: quello che avrebbe potuto essere, non quello che è stato.
> Io da parte mia sono sempre stato piuttosto immune dalla tendenza a rimpiangere il passato (anche se poi rimpiango il mio, ma in quanto tale e non in quanto proiezione) perche` sono curioso di vedere cosa c'e` dopo. E perche` mi entusiasmano i progressi scientifici e tecnologici.
Anno dopo anno mi entusiasmano sempre meno. Novità a cui dover stare al passo, molte delle quali insulse come la passione dei social network e dei telefonini, non condividere le quali fa di me un isolato, più di quanto già non fossi.
> > > Gli psicologi hanno due semplici definizioni tra cui stabilire questa dissonanza: li chiamano "true self" e "false self". Se il true self e` esageratamente sottoposto ai dettami del false self, si va facilmente in depressione.
> >
> > Espandi un po' queste definizioni, in particolare il rapporto tra il false self e il super io freudiano.
>
> Il super-io freudiano era visto come una specie di controllore/dittatore, preposto "per natura" a contenere le intemperanze dell'Es, specialmente sul piano etico: potrebbe corrispondere ad aree della corteccia prefrontale preposte allo sviluppo della coscienza etica.
>
> Il false self e` un'immagine idealizzata della propria vita che viene specificamente e sottilmente iniettata nell'individuo dalle aspettative dei suoi pari, e che non e` presente in natura: non e` una questione puramente etica, ne` fa si` che non entri apertamente in conflitto con la societa`. Tende solo ad incarnare la summa di quei simboli che la societa` considera marcatori di una persona di successo, al di la` del fatto che quella persona sia "buona" o "cattiva".
>
> > Perché ho sempre una sensazione di conflitto tra ciò che io stesso vorrei da me e qualcos'altro, e talvolta ho beccato il subconscio a non collaborare.
>
> Be', magari vuol dire che il conflitto lo vedi a malapena, a mio parere perche` ne sei quasi privo. Insomma, ti piacerebbe essere piu` compatibile con l'idea sociale di una persona di successo, ma in fondo t'importaunasega.
Vorrei essere più simile al mio ideale di una persona di successo, di quello degli altri non me ne importa.
> Invece, per contrasto,
>
> - yoda sembra tormentato da questa dissonanza: vorrebbe disperatamente risultare adeguato, ma il suo true self oppone una resistenza immane;
Quoto.
> - avve abbatte il true self attivamente e violentemente, come facevo io, salvo poi sperimentare le conseguenze: la depressione, un senso d'insoddisfazione e infelicita` diffuso, che poi probabilmente imputa all'imperfetta realizzazione dell'immagine che ha di se`;
>
> - in giambo la dissonanza e` assente perche` non ha avuto difficolta` a implementare i cliche` sociali, e non e` mai incappato in gravi problemi di adattamento, forse anche perche` la societa`, da lui, e` piu` coesa e collaborativa;
>
> - lich piu` o meno deve aver seguito lo stesso mio percorso: ha provato ad adeguarsi, poi ha mandato tutti affanculo e s'e` rinchiuso, tutto sommato piu` felice di prima, nella cripta.
Da cui però esce per andare al lavoro. Fa un lavoro che bene o male lo soddisfa e provvede denaro. Manca solo una ragazza.
> > > diversi giorni dopo, d'improvviso, realizzai quel che mi stavo dicendo: "ritorna immediatamente vero". Io non volevo una stanza elegante e sterile, non volevo una scrivania vuota, un PC elegante ma scomodo, impersonale e difettoso, una vita piena di figli,
> >
> > Io dei figli li vorrei.
>
> Sono impegnativi, e poi non vengono quasi mai granche` simili ai padri.
Chissà.
> > > Dal mio punto di vista, yoda e` continuamente in conflitto tra quel che la societa` si aspetta da lui (genericamente, da un uomo della sua eta`: lavoro ben pagato, rispettabile, indipendenza dai genitori, intraprendenza, intensa vita sociale) e quel che lui vuole davvero, mentre tu, avve, vivi lo stesso conflitto ma sei ancora piu` influenzato dal false self. Mentre yoda cerca di continuo giustificazioni per i suoi sensi di colpa, tu neanche ci provi perche` ti considereresti ingiustificabile se fallissi nel seguire la tua personale interpretazione del successo sociale.
> >
> > Dato che avve è a un passo dal raggiungere questo successo, dopo potrebbe dedicarsi a ciò che vuole davvero.
>
> Le due cose non sarebbero compatibili: se io avessi scritto Noctis V e mi fossi messo a dirigere una mia software house con tanti profitti e dipendenti e boh, oggi sarei imbottito di tranquillanti per reggere il ritmo di qualcosa che non avrei sopportato. In altre parole, se arrivi al successo senza che questo corrisponda coi desideri del true self, poi per ritrovare la serenita` devi DISFARE le cause del successo. Hai visto cos'ha fatto il fondatore dei My Chemical Romance? all'apice del successo ha smantellato il gruppo e scritto un'ultima canzone, un'eulogia dal titolo "fake your death". Era l'unica cosa che potesse fare per tirarsi indietro da una vita che non gli corrispondeva e che non sopportava piu`: "fate finta che sia morto" e non rompete piu` i coglioni.
>
> > > Giambo e` un caso particolare perche` la societa` gli ha consentito di diventare quel che gli ha insegnato a voler diventare: tutto sommato e` felice, e forse non e` mai stato in conflitto.
> >
> > La normalità di Giambo mi sconcerta, di certo nasconde qualcosa. Evidentemente in Svizzera è possibile diventare ciò che la società si aspetta da te, senza troppe difficoltà.
>
> Infatti, e` proprio quel che dicevo. Li` il conflitto non esiste proprio perche` e` relativamente facile accontentare sia il true che il false self. Certo, un minimo di conflittualita` rimarra`, ma non a livello patologico.
>
> > > Infine, all'altro estremo ci siamo io (post-2008), Lich, e probabilmente GS, che siamo obiettivamente avvantaggiati da una situazione di relativa tranquillita` finanziaria (um.. vabbe' GS e` in una situazione di sopravvivenza finanziaria, ma va bene lo stesso),
> >
> > No, non va bene
> > è questo che mi rende sempre irrequieto.
>
> Heh... probabile.
>
> Rende inqueto anche me, che sotto sotto vorrei avere i soldi per trasferirmi altrove, ma che non sono abbastanza motivato da accettare di pagarne il prezzo.
Ormai ho capito che non mi trasferirò, perché nessun altrove è immune ai difetti che vorrei lasciare qui. Mi accontenterei di fare delle vacanze.
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Re: perchè gli inoccupatiScritto daThe LichÜbermenschil 2014-12-13 17:34:18.0 alle 2014-12-13 17:34:18.0Trollate totali: 21351Scritto da: altg
> > > > > Ma non ti fa schifo?
> > > > > Io per molto meno pensavo di buttarmi sotto i binari del treno.
> > > >
> > > > Questo discorso (Terminare la vuota esistenza) e' gia' stato affrontato almeno due volte.
> > > > Da allora Lich e Giambo sono in cima alla blacklist di yoda.
> > > >
> > > > Benvenuto al vertice !
> > >
> > > Ma io gli auguro successo.
> > > Il problema è l'eccesso di felicità immotivata.
> > > Quando le cose van di merda è più patologico essere felici.
> > > La depressione è quando le cose van tutto sommato bene ma scoppi lo stesso a piangere.
> > >
> > > Non quando non hai un lavoro, uno straccio di donna (o uomo) che ti si caghi, non hai amici, soldi, niente.
> > >
> > >
> > > Vedi, tutte le volte che il pensiero del suicidio volteggiava sulla mia testa, questo mi ha aiutato a darmi una scrollata.
> > > Mi piacerebbe funzionasse pure con yoda, ma è troppo convinto che le cose gli stiano andando bene per ammettere che sta solo prendendo tempo e alimentando sistemi egotici autoconsolatori.
> >
> > appunto la felicità è relativa se hai lavoro soldi e falsi amici ma sei depresso e invece non hai quasi nulla ma sei felice perchè crucciarsi di averli?
> >
> > cmq ci rifletterò
>
> Dovresti proprio introdurre un minimo di punteggiatura.
> Sinceramente, in discorsi come quello sopra non si capisce un cazzo.
>
> Comunque, cogliendo l'occasione per rispondere ad avve, non credo esista la "felicita` patologica". Se uno e` genuinamente felice, vuol dire che trova positiva la sua situazione. A volte quella che, secondo canoni sociali diffusi, sembra una serie di pessime scelte, puo` soggettivamente essere la migliore serie possibile.
>
> Solo l'infelicita` e` patologica: se sei in una situazione che i canoni definirebbero positiva, ma "inspiegabilmente" stai di merda, 99 su 100 vuol dire che ti sei adattato a canoni non tuoi e che trovi scomodi.
>
> Gli psicologi hanno due semplici definizioni tra cui stabilire questa dissonanza: li chiamano "true self" e "false self". Se il true self e` esageratamente sottoposto ai dettami del false self, si va facilmente in depressione.
>
> Come ho detto L.in.oleum e` stato anche un mio peculiare laboratorio di autoanalisi. Nel 2008, l'anno depresso e conflittuale in cui - per esempio - comprai l'iMac perche` la sua eleganza mi attraeva, perche` volevo la scrivania elegante e ordinata (o meglio, semivuota e sterile), stavo cercando di mettere insieme la versione 2 di L.in.oleum. Tra le sue sintassi, in seguito allo stabilire una serie di convenzioni per evitare ambiguita`, riuscii ad inserire un "messaggio in bottiglia": una variante dell'istruzione di ritorno da una subroutine, a un certo punto, divenne
>
> return [immediate] true;
>
> diversi giorni dopo, d'improvviso, realizzai quel che mi stavo dicendo: "ritorna immediatamente vero". Io non volevo una stanza elegante e sterile, non volevo una scrivania vuota, un PC elegante ma scomodo, impersonale e difettoso, una vita piena di figli, case costose e lavori ben pagati. Piu` avanti nel 2008 adottai Mary Lou come la prima rappresentante dell'unica famiglia che avrei mai voluto davvero mantenere; iniziai a uscire, a mandare cortesemente affanculo lo sviluppo di software (specialmente su commissione), a passeggiare per i campi e pattinare sulle piste ciclabili, a scrivere un libro di narrativa semi-autobiografico, a costruire l'Argent ed elettrificare biciclette, a cambiare due volte automobile perche` non mi corrispondeva (perche` non sopportavo il compromesso tra quel che il vero me voleva, cioe` una spyder, e quel che il falso suggeriva, cioe` un'insulsa via di mezzo), e infine a rivestire la famosa scrivania - da cui tutto era iniziato - in "stile Tron", smantellando hardware assortito per rimodellarlo sotto forma di pannelli pieni di lucette e interruttori in stile anni '80.
>
> Da quando sono "tornato vero" non avro` vissuto e non vivro` per sempre felice e contento, ma le cose sono andate meglio.
>
> Dal mio punto di vista, yoda e` continuamente in conflitto tra quel che la societa` si aspetta da lui (genericamente, da un uomo della sua eta`: lavoro ben pagato, rispettabile, indipendenza dai genitori, intraprendenza, intensa vita sociale) e quel che lui vuole davvero, mentre tu, avve, vivi lo stesso conflitto ma sei ancora piu` influenzato dal false self. Mentre yoda cerca di continuo giustificazioni per i suoi sensi di colpa, tu neanche ci provi perche` ti considereresti ingiustificabile se fallissi nel seguire la tua personale interpretazione del successo sociale.
>
> Giambo e` un caso particolare perche` la societa` gli ha consentito di diventare quel che gli ha insegnato a voler diventare: tutto sommato e` felice, e forse non e` mai stato in conflitto.
>
> Infine, all'altro estremo ci siamo io (post-2008), Lich, e probabilmente GS, che siamo obiettivamente avvantaggiati da una situazione di relativa tranquillita` finanziaria (um.. vabbe' GS e` in una situazione di sopravvivenza finanziaria, ma va bene lo stesso), e che tendiamo a fregargene allegramente di quel che il modello sociale suggerirebbe. Non saprei chi degli ultimi tre stia meglio: forse proprio io, perche` il false self l'ho mandato affanculo con una decisione consapevole. E forse ho un po' esagerato: mi resta infatti il cruccio che, seguendo solo quel che davvero voglio fare, noto che col passare del tempo concludo praticamente poco o nulla. "Va bene lo stesso", direi, ma speravo meglio e continuo a sperare, perche` altro non posso fare, perche` forzarmi a fare diversamente mi farebbe tornare a stare peggio.
ma tu ci vivi davvero elucubrando queste minchiate?
The Lich™
« Non è morto ciò che in eterno può attendere,
e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »

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Re: perchè gli inoccupatiScritto daNon Autenticatoil 2014-12-13 19:05:18.0 alle 2014-12-13 19:05:18.0Scritto da: The Lich
> Scritto da: altg
> > > > > > Ma non ti fa schifo?
> > > > > > Io per molto meno pensavo di buttarmi sotto i binari del treno.
> > > > >
> > > > > Questo discorso (Terminare la vuota esistenza) e' gia' stato affrontato almeno due volte.
> > > > > Da allora Lich e Giambo sono in cima alla blacklist di yoda.
> > > > >
> > > > > Benvenuto al vertice !
> > > >
> > > > Ma io gli auguro successo.
> > > > Il problema è l'eccesso di felicità immotivata.
> > > > Quando le cose van di merda è più patologico essere felici.
> > > > La depressione è quando le cose van tutto sommato bene ma scoppi lo stesso a piangere.
> > > >
> > > > Non quando non hai un lavoro, uno straccio di donna (o uomo) che ti si caghi, non hai amici, soldi, niente.
> > > >
> > > >
> > > > Vedi, tutte le volte che il pensiero del suicidio volteggiava sulla mia testa, questo mi ha aiutato a darmi una scrollata.
> > > > Mi piacerebbe funzionasse pure con yoda, ma è troppo convinto che le cose gli stiano andando bene per ammettere che sta solo prendendo tempo e alimentando sistemi egotici autoconsolatori.
> > >
> > > appunto la felicità è relativa se hai lavoro soldi e falsi amici ma sei depresso e invece non hai quasi nulla ma sei felice perchè crucciarsi di averli?
> > >
> > > cmq ci rifletterò
> >
> > Dovresti proprio introdurre un minimo di punteggiatura.
> > Sinceramente, in discorsi come quello sopra non si capisce un cazzo.
> >
> > Comunque, cogliendo l'occasione per rispondere ad avve, non credo esista la "felicita` patologica". Se uno e` genuinamente felice, vuol dire che trova positiva la sua situazione. A volte quella che, secondo canoni sociali diffusi, sembra una serie di pessime scelte, puo` soggettivamente essere la migliore serie possibile.
> >
> > Solo l'infelicita` e` patologica: se sei in una situazione che i canoni definirebbero positiva, ma "inspiegabilmente" stai di merda, 99 su 100 vuol dire che ti sei adattato a canoni non tuoi e che trovi scomodi.
> >
> > Gli psicologi hanno due semplici definizioni tra cui stabilire questa dissonanza: li chiamano "true self" e "false self". Se il true self e` esageratamente sottoposto ai dettami del false self, si va facilmente in depressione.
> >
> > Come ho detto L.in.oleum e` stato anche un mio peculiare laboratorio di autoanalisi. Nel 2008, l'anno depresso e conflittuale in cui - per esempio - comprai l'iMac perche` la sua eleganza mi attraeva, perche` volevo la scrivania elegante e ordinata (o meglio, semivuota e sterile), stavo cercando di mettere insieme la versione 2 di L.in.oleum. Tra le sue sintassi, in seguito allo stabilire una serie di convenzioni per evitare ambiguita`, riuscii ad inserire un "messaggio in bottiglia": una variante dell'istruzione di ritorno da una subroutine, a un certo punto, divenne
> >
> > return [immediate] true;
> >
> > diversi giorni dopo, d'improvviso, realizzai quel che mi stavo dicendo: "ritorna immediatamente vero". Io non volevo una stanza elegante e sterile, non volevo una scrivania vuota, un PC elegante ma scomodo, impersonale e difettoso, una vita piena di figli, case costose e lavori ben pagati. Piu` avanti nel 2008 adottai Mary Lou come la prima rappresentante dell'unica famiglia che avrei mai voluto davvero mantenere; iniziai a uscire, a mandare cortesemente affanculo lo sviluppo di software (specialmente su commissione), a passeggiare per i campi e pattinare sulle piste ciclabili, a scrivere un libro di narrativa semi-autobiografico, a costruire l'Argent ed elettrificare biciclette, a cambiare due volte automobile perche` non mi corrispondeva (perche` non sopportavo il compromesso tra quel che il vero me voleva, cioe` una spyder, e quel che il falso suggeriva, cioe` un'insulsa via di mezzo), e infine a rivestire la famosa scrivania - da cui tutto era iniziato - in "stile Tron", smantellando hardware assortito per rimodellarlo sotto forma di pannelli pieni di lucette e interruttori in stile anni '80.
> >
> > Da quando sono "tornato vero" non avro` vissuto e non vivro` per sempre felice e contento, ma le cose sono andate meglio.
> >
> > Dal mio punto di vista, yoda e` continuamente in conflitto tra quel che la societa` si aspetta da lui (genericamente, da un uomo della sua eta`: lavoro ben pagato, rispettabile, indipendenza dai genitori, intraprendenza, intensa vita sociale) e quel che lui vuole davvero, mentre tu, avve, vivi lo stesso conflitto ma sei ancora piu` influenzato dal false self. Mentre yoda cerca di continuo giustificazioni per i suoi sensi di colpa, tu neanche ci provi perche` ti considereresti ingiustificabile se fallissi nel seguire la tua personale interpretazione del successo sociale.
> >
> > Giambo e` un caso particolare perche` la societa` gli ha consentito di diventare quel che gli ha insegnato a voler diventare: tutto sommato e` felice, e forse non e` mai stato in conflitto.
> >
> > Infine, all'altro estremo ci siamo io (post-2008), Lich, e probabilmente GS, che siamo obiettivamente avvantaggiati da una situazione di relativa tranquillita` finanziaria (um.. vabbe' GS e` in una situazione di sopravvivenza finanziaria, ma va bene lo stesso), e che tendiamo a fregargene allegramente di quel che il modello sociale suggerirebbe. Non saprei chi degli ultimi tre stia meglio: forse proprio io, perche` il false self l'ho mandato affanculo con una decisione consapevole. E forse ho un po' esagerato: mi resta infatti il cruccio che, seguendo solo quel che davvero voglio fare, noto che col passare del tempo concludo praticamente poco o nulla. "Va bene lo stesso", direi, ma speravo meglio e continuo a sperare, perche` altro non posso fare, perche` forzarmi a fare diversamente mi farebbe tornare a stare peggio.
>
> ma tu ci vivi davvero elucubrando queste minchiate?
Non ha mica tutti i torti.
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Re: perchè gli inoccupatiScritto daNon Autenticatoil 2014-12-13 19:09:04.0 alle 2014-12-13 19:09:04.0Scritto da: The Lich
> Scritto da: altg
> > > > > > Ma non ti fa schifo?
> > > > > > Io per molto meno pensavo di buttarmi sotto i binari del treno.
> > > > >
> > > > > Questo discorso (Terminare la vuota esistenza) e' gia' stato affrontato almeno due volte.
> > > > > Da allora Lich e Giambo sono in cima alla blacklist di yoda.
> > > > >
> > > > > Benvenuto al vertice !
> > > >
> > > > Ma io gli auguro successo.
> > > > Il problema è l'eccesso di felicità immotivata.
> > > > Quando le cose van di merda è più patologico essere felici.
> > > > La depressione è quando le cose van tutto sommato bene ma scoppi lo stesso a piangere.
> > > >
> > > > Non quando non hai un lavoro, uno straccio di donna (o uomo) che ti si caghi, non hai amici, soldi, niente.
> > > >
> > > >
> > > > Vedi, tutte le volte che il pensiero del suicidio volteggiava sulla mia testa, questo mi ha aiutato a darmi una scrollata.
> > > > Mi piacerebbe funzionasse pure con yoda, ma è troppo convinto che le cose gli stiano andando bene per ammettere che sta solo prendendo tempo e alimentando sistemi egotici autoconsolatori.
> > >
> > > appunto la felicità è relativa se hai lavoro soldi e falsi amici ma sei depresso e invece non hai quasi nulla ma sei felice perchè crucciarsi di averli?
> > >
> > > cmq ci rifletterò
> >
> > Dovresti proprio introdurre un minimo di punteggiatura.
> > Sinceramente, in discorsi come quello sopra non si capisce un cazzo.
> >
> > Comunque, cogliendo l'occasione per rispondere ad avve, non credo esista la "felicita` patologica". Se uno e` genuinamente felice, vuol dire che trova positiva la sua situazione. A volte quella che, secondo canoni sociali diffusi, sembra una serie di pessime scelte, puo` soggettivamente essere la migliore serie possibile.
> >
> > Solo l'infelicita` e` patologica: se sei in una situazione che i canoni definirebbero positiva, ma "inspiegabilmente" stai di merda, 99 su 100 vuol dire che ti sei adattato a canoni non tuoi e che trovi scomodi.
> >
> > Gli psicologi hanno due semplici definizioni tra cui stabilire questa dissonanza: li chiamano "true self" e "false self". Se il true self e` esageratamente sottoposto ai dettami del false self, si va facilmente in depressione.
> >
> > Come ho detto L.in.oleum e` stato anche un mio peculiare laboratorio di autoanalisi. Nel 2008, l'anno depresso e conflittuale in cui - per esempio - comprai l'iMac perche` la sua eleganza mi attraeva, perche` volevo la scrivania elegante e ordinata (o meglio, semivuota e sterile), stavo cercando di mettere insieme la versione 2 di L.in.oleum. Tra le sue sintassi, in seguito allo stabilire una serie di convenzioni per evitare ambiguita`, riuscii ad inserire un "messaggio in bottiglia": una variante dell'istruzione di ritorno da una subroutine, a un certo punto, divenne
> >
> > return [immediate] true;
> >
> > diversi giorni dopo, d'improvviso, realizzai quel che mi stavo dicendo: "ritorna immediatamente vero". Io non volevo una stanza elegante e sterile, non volevo una scrivania vuota, un PC elegante ma scomodo, impersonale e difettoso, una vita piena di figli, case costose e lavori ben pagati. Piu` avanti nel 2008 adottai Mary Lou come la prima rappresentante dell'unica famiglia che avrei mai voluto davvero mantenere; iniziai a uscire, a mandare cortesemente affanculo lo sviluppo di software (specialmente su commissione), a passeggiare per i campi e pattinare sulle piste ciclabili, a scrivere un libro di narrativa semi-autobiografico, a costruire l'Argent ed elettrificare biciclette, a cambiare due volte automobile perche` non mi corrispondeva (perche` non sopportavo il compromesso tra quel che il vero me voleva, cioe` una spyder, e quel che il falso suggeriva, cioe` un'insulsa via di mezzo), e infine a rivestire la famosa scrivania - da cui tutto era iniziato - in "stile Tron", smantellando hardware assortito per rimodellarlo sotto forma di pannelli pieni di lucette e interruttori in stile anni '80.
> >
> > Da quando sono "tornato vero" non avro` vissuto e non vivro` per sempre felice e contento, ma le cose sono andate meglio.
> >
> > Dal mio punto di vista, yoda e` continuamente in conflitto tra quel che la societa` si aspetta da lui (genericamente, da un uomo della sua eta`: lavoro ben pagato, rispettabile, indipendenza dai genitori, intraprendenza, intensa vita sociale) e quel che lui vuole davvero, mentre tu, avve, vivi lo stesso conflitto ma sei ancora piu` influenzato dal false self. Mentre yoda cerca di continuo giustificazioni per i suoi sensi di colpa, tu neanche ci provi perche` ti considereresti ingiustificabile se fallissi nel seguire la tua personale interpretazione del successo sociale.
> >
> > Giambo e` un caso particolare perche` la societa` gli ha consentito di diventare quel che gli ha insegnato a voler diventare: tutto sommato e` felice, e forse non e` mai stato in conflitto.
> >
> > Infine, all'altro estremo ci siamo io (post-2008), Lich, e probabilmente GS, che siamo obiettivamente avvantaggiati da una situazione di relativa tranquillita` finanziaria (um.. vabbe' GS e` in una situazione di sopravvivenza finanziaria, ma va bene lo stesso), e che tendiamo a fregargene allegramente di quel che il modello sociale suggerirebbe. Non saprei chi degli ultimi tre stia meglio: forse proprio io, perche` il false self l'ho mandato affanculo con una decisione consapevole. E forse ho un po' esagerato: mi resta infatti il cruccio che, seguendo solo quel che davvero voglio fare, noto che col passare del tempo concludo praticamente poco o nulla. "Va bene lo stesso", direi, ma speravo meglio e continuo a sperare, perche` altro non posso fare, perche` forzarmi a fare diversamente mi farebbe tornare a stare peggio.
>
> ma tu ci vivi davvero elucubrando queste minchiate?

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Re: perchè gli inoccupatiScritto da: avvelenato
> > > Ma non ti fa schifo?
> > > Io per molto meno pensavo di buttarmi sotto i binari del treno.
> >
> > Questo discorso (Terminare la vuota esistenza) e' gia' stato affrontato almeno due volte.
> > Da allora Lich e Giambo sono in cima alla blacklist di yoda.
> >
> > Benvenuto al vertice !
>
> Ma io gli auguro successo.
Pure io, ma suona come augurare "cento di questi giorni !" al nonno che compie 80 anni ...`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo
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Re: perchè gli inoccupatiScritto daNon Autenticatoil 2017-09-24 23:00:08.0 alle 2017-09-24 23:00:08.0Scritto da: avvelenato
> Scritto da:
> > Scritto da: avvelenato
> > > Probabilmente perché anche con la grave crisi che c'è in italia essere inoccupati è una condizione temporanea per quasi tutti.
> > > Per rimanere inoccupati a 39 anni bisogna avere proprio tare mentali.
> >
> > o problemi vari se poi superi l'età dell'apprendistato diventa sempre più un miraggio e non è colpa tua
> > e poi anche chi ha tare mentali deve essere aiutato
> >
> > > Io conosco gente che dopo aver realizzato l'inutilità del proprio titolo di studi, dopo aver cercato lavoro in italia per 6 mesi, s'è rotta i coglioni ed è andata a fare il barista a Londra. Paga da fame e orari assurdi. Ma se uno non è un piagnina si rimbocca le maniche e fa quello che deve fare.
> >
> > anche lì gli inoccupati tardivi hanno problemi
> >
>
> Problemi mentali.
> Ma chi vuoi che ti assuma qua.
> Vai a londra prima che chiudano le frontiere agli stranieri.
azz troppo tardi
beh rimane l'Irlanda o Gibilterra o Malta
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Re: perchè gli inoccupatiScritto daNon Autenticatoil 2014-12-12 21:27:18.0 alle 2014-12-12 21:27:18.0Scritto da:
> non hanno coscienza di classe come direbbe Marx
La coscienza di classe degli inoccupati finisce quando si trovano un lavoro. Non tutti sono inoccupati per scelta coem me.
Come avrai un lavoro, anche tu smetterai di ragionare da inoccupato.
È come gli operai che con i soldi della liquidazione comprano l'alloggio e si trovano improvvisamente non più rappresentati né difesi dal partito.
> intanto diciamo che tutto quello che proclamavano oggi è un semplice furto alle opportunità degli inoccupati
>
> ma poi l'inoccupato lo è generalmente per un tempo abbastanza limitato tale da non renderlo cosciente della sua condizione e sufficiente per organizzarsi politicamente per non farsi derubare dei suoi diritti naturali e costituzionali
>
> c'è da dire che gli studenti sarebbero deprivati delle stesse opportunità, ma si trovano spesso nella condizione che si trovano i criptoassistiti come superiori cioè i loro insegnati per cui spesso per arruffinarseli scendono in piazza con loro e negano i loro diritti e quegli degli inoccupati non più studenti
>
> già pensate che uno studente adolescente del liceo che oggi abbia esternato ai suoi professori sindacalizzati il suo disgusto per la loro posizione egoistica non subirà mobbing? cioè bossing?la dazione sociale (cit mani pulite) dello scendere in piazza per evitarlo è quasi obbligata
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Re: perchè gli inoccupatiScritto daNon Autenticatoil 2014-12-12 21:31:24.0 alle 2014-12-12 21:31:24.0Scritto da:
> Scritto da:
> > non hanno coscienza di classe come direbbe Marx
>
> La coscienza di classe degli inoccupati finisce quando si trovano un lavoro.
esatto per questo nessun si lamenta che i criptoassistiti gli derubino dei loro diritti naturali
1) non fanno in tempo ad organizzarsi che già hanno smesso di essere inoccupati e gli idealisti sono pochi
io non sono inoccupato ma disoccupato ma continuo a difenderli
gli inoccupati che iniziano ad evere coscienza di classe sono gli inoccupati tardivi i paria di queste società
Non tutti sono inoccupati per scelta coem me.
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> Come avrai un lavoro, anche tu smetterai di ragionare da inoccupato.
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> È come gli operai che con i soldi della liquidazione comprano l'alloggio e si trovano improvvisamente non più rappresentati né difesi dal partito.
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> > intanto diciamo che tutto quello che proclamavano oggi è un semplice furto alle opportunità degli inoccupati
> >
> > ma poi l'inoccupato lo è generalmente per un tempo abbastanza limitato tale da non renderlo cosciente della sua condizione e sufficiente per organizzarsi politicamente per non farsi derubare dei suoi diritti naturali e costituzionali
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> > c'è da dire che gli studenti sarebbero deprivati delle stesse opportunità, ma si trovano spesso nella condizione che si trovano i criptoassistiti come superiori cioè i loro insegnati per cui spesso per arruffinarseli scendono in piazza con loro e negano i loro diritti e quegli degli inoccupati non più studenti
> >
> > già pensate che uno studente adolescente del liceo che oggi abbia esternato ai suoi professori sindacalizzati il suo disgusto per la loro posizione egoistica non subirà mobbing? cioè bossing?la dazione sociale (cit mani pulite) dello scendere in piazza per evitarlo è quasi obbligata
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