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    Non Autenticato
    il 2014-12-16 15:00:33.0 alle 2014-12-16 15:00:33.0
    Lobby pedofila
    Abusò di una bimba ma lo Stato lo assume come prof alle medie

    Da IL Giornale
    Con tanto di contratto a tempo indeterminato. Docente di ruolo, professore di matematica. Così da tre anni, a partire dal settembre 2011. Sembra incredibile ma la condanna definitiva non ha scalfito la sua carriera. Peggio ancora: l'uomo non ha nemmeno pagato la provvisionale a suo tempo stabilita dai giudici: 27 mila euro. E cosi i familiari di Francesca, nome di fantasia, sono stati costretti a pignorare lo stipendio. Una vicenda dolorosa e straziante che mostra tutte le falle del nostro sistema giudiziario e la debolezza dei meccanismi disciplinari.

    Si, perché, invece di essere licenziato per quello che aveva fatto, a lui è arrivata addirittura la promozione, sotto forma di assunzione. Professore di matematica, a Torino: prima nella media di via Valenza, oggi alla Fermi. La storia, che si è trascinata per sedici anni, comincia nell'estate 98 quando la mamma manda Francesca in vacanza in un kinderheim di Lignano Sabbiadoro. Qui entra in azione l'animatore che le mette ripetutamente le mani addosso. Toccamenti e sfregamenti nelle parti intime, approfittando dei momenti dedicati all'igiene. Francesca torna a casa, in Piemonte, e racconta tutto. La violenza viene denunciata subito, non a distanza di mesi o di anni come capita purtroppo in molti casi per la difficoltà delle vittime oppresse dalla vergogna o per un senso di colpa. La giustizia pero ha i suoi tempi, lenti, anzi vergognosi. Risultato: la condanna arriva solo nel 2004. Tre anni e 6 mesi di carcere. In appello, ormai nel 2007, la pena scende e viene quasi dimezzata ricorrendo al patteggiamento: 1 anno e 8 mesi. Insomma, l'animatore che ha abusato di una bambina indifesa va avanti come se niente fosse. «È per questo - spiega l' avvocato Roberto Ponzio - che abbiamo deciso di rendere pubblica la storia. Perché questa è una vergogna durata troppo a lungo ed è scandaloso che questo signore abbia trovato un posto di lavoro a carico del contribuente, per di più nel delicatissimo mondo dell'educazione. Il comportamento dell'imputato è stato inqualificabile dall'inizio alla fine». Dopo la condanna, e senza nemmeno un giorno di carcere, resta all'educatore - parola nobile che in questo contesto mette a disagio - un solo obbligo: pagare la provvisionale destinata alla vittima. Ventimila euro, saliti piano piano per gli interessi. Ma il versamento rimane un miraggio. Zero.

    Lui trova lavoro nella scuola di via Valenza, a Torino, ma non si preoccupa minimamente di dare un solo euro alla parte civile che chiede solo il rispetto del verdetto. Poi si trasferisce alla Fermi, ma non cambia niente. La bambina è ormai una donna di 22 anni, la storia non trova una fine, la ferita resta aperta. «Il trauma subito in quell'estate è stato superato, ma c'è voluto molto tempo e molta fatica - aggiunge Ponzio - e troviamo inaccettabile tutto quello che è successo e tutte le umiliazioni cui la famiglia di Francesca è stata sottoposta. La mamma della ragazza è venuta tante volte nel mio studio di Alba per chiedermi conto dei troppi perché senza risposta che l'hanno mortificata: perché questo signore non abbia fatto un giorno di galera, perché la sentenza sia arrivata così tardi, perché lui non si sia mai occupato del processo e delle nostre richieste». Pare impossibile ma per ottenere il pagamento della cifra stabilita dai giudici, l' avvocato Ponzio è stato costretto a pignorare lo stipendio dell'ex animatore, oggi a contatto con i ragazzi dopo aver carpito l'innocenza di una bambina. Un quinto della retribuzione, mese dopo mese. Finche, qualche settimana fa, l'uomo ha finalmente deciso di saldare il suo debito. E la storia è andata in archivio. Troppo tardi anche per la famiglia di Francesca. «La giustizia non ci ha tutelato -conclude Ponzio- e allora rompiamo il riserbo per tutelare come possiamo l'opinione pubblica».
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      Non Autenticato
      il 2014-12-16 15:13:17.0 alle 2014-12-16 15:13:17.0
      Re: Lobby pedofila
      Scritto da:
      > Abusò di una bimba ma lo Stato lo assume come prof alle medie
      >
      > Da IL Giornale
      > Con tanto di contratto a tempo indeterminato. Docente di ruolo, professore di matematica. Così da tre anni, a partire dal settembre 2011. Sembra incredibile ma la condanna definitiva non ha scalfito la sua carriera. Peggio ancora: l'uomo non ha nemmeno pagato la provvisionale a suo tempo stabilita dai giudici: 27 mila euro. E cosi i familiari di Francesca, nome di fantasia, sono stati costretti a pignorare lo stipendio. Una vicenda dolorosa e straziante che mostra tutte le falle del nostro sistema giudiziario e la debolezza dei meccanismi disciplinari.
      >
      > Si, perché, invece di essere licenziato per quello che aveva fatto, a lui è arrivata addirittura la promozione, sotto forma di assunzione. Professore di matematica, a Torino: prima nella media di via Valenza, oggi alla Fermi. La storia, che si è trascinata per sedici anni, comincia nell'estate 98 quando la mamma manda Francesca in vacanza in un kinderheim di Lignano Sabbiadoro. Qui entra in azione l'animatore che le mette ripetutamente le mani addosso. Toccamenti e sfregamenti nelle parti intime, approfittando dei momenti dedicati all'igiene. Francesca torna a casa, in Piemonte, e racconta tutto. La violenza viene denunciata subito, non a distanza di mesi o di anni come capita purtroppo in molti casi per la difficoltà delle vittime oppresse dalla vergogna o per un senso di colpa. La giustizia pero ha i suoi tempi, lenti, anzi vergognosi. Risultato: la condanna arriva solo nel 2004. Tre anni e 6 mesi di carcere. In appello, ormai nel 2007, la pena scende e viene quasi dimezzata ricorrendo al patteggiamento: 1 anno e 8 mesi. Insomma, l'animatore che ha abusato di una bambina indifesa va avanti come se niente fosse. «È per questo - spiega l' avvocato Roberto Ponzio - che abbiamo deciso di rendere pubblica la storia. Perché questa è una vergogna durata troppo a lungo ed è scandaloso che questo signore abbia trovato un posto di lavoro a carico del contribuente, per di più nel delicatissimo mondo dell'educazione. Il comportamento dell'imputato è stato inqualificabile dall'inizio alla fine». Dopo la condanna, e senza nemmeno un giorno di carcere, resta all'educatore - parola nobile che in questo contesto mette a disagio - un solo obbligo: pagare la provvisionale destinata alla vittima. Ventimila euro, saliti piano piano per gli interessi. Ma il versamento rimane un miraggio. Zero.
      >
      > Lui trova lavoro nella scuola di via Valenza, a Torino, ma non si preoccupa minimamente di dare un solo euro alla parte civile che chiede solo il rispetto del verdetto. Poi si trasferisce alla Fermi, ma non cambia niente. La bambina è ormai una donna di 22 anni, la storia non trova una fine, la ferita resta aperta. «Il trauma subito in quell'estate è stato superato, ma c'è voluto molto tempo e molta fatica - aggiunge Ponzio - e troviamo inaccettabile tutto quello che è successo e tutte le umiliazioni cui la famiglia di Francesca è stata sottoposta. La mamma della ragazza è venuta tante volte nel mio studio di Alba per chiedermi conto dei troppi perché senza risposta che l'hanno mortificata: perché questo signore non abbia fatto un giorno di galera, perché la sentenza sia arrivata così tardi, perché lui non si sia mai occupato del processo e delle nostre richieste». Pare impossibile ma per ottenere il pagamento della cifra stabilita dai giudici, l' avvocato Ponzio è stato costretto a pignorare lo stipendio dell'ex animatore, oggi a contatto con i ragazzi dopo aver carpito l'innocenza di una bambina. Un quinto della retribuzione, mese dopo mese. Finche, qualche settimana fa, l'uomo ha finalmente deciso di saldare il suo debito. E la storia è andata in archivio. Troppo tardi anche per la famiglia di Francesca. «La giustizia non ci ha tutelato -conclude Ponzio- e allora rompiamo il riserbo per tutelare come possiamo l'opinione pubblica».

      Insomma accuse non sostenute da alcuna prova, provenienti da gente assetata di denaro.
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        Non Autenticato
        il 2014-12-16 15:28:19.0 alle 2014-12-16 15:28:19.0
        Re: Lobby pedofila
        Scritto da:
        >
        > Insomma accuse non sostenute da alcuna prova, provenienti da gente assetata di denaro.

        Forse ma la sentenza esiste ed è definitiva. Dici che la scuola può scegliere se credere o non credere alle sentenze?
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          Scritto da
          Non Autenticato
          il 2014-12-16 16:26:00.0 alle 2014-12-16 16:26:00.0
          Re: Lobby pedofila
          Scritto da:
          > Scritto da:
          > >
          > > Insomma accuse non sostenute da alcuna prova, provenienti da gente assetata di denaro.
          >
          > Forse ma la sentenza esiste ed è definitiva. Dici che la scuola può scegliere se credere o non credere alle sentenze?
          >

          No, dico che a quella gente importano solo i soldi, come a gran parte di chi si inventa queste accuse. Se la sentenza è definitiva mi sembra strano che la scuola non la tenga in considerazione ma bisognerebbe conoscere tutti i dettagli del caso e vedere se quello che hai riportato è vero oppure no.
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            ☺
            Scritto da
            SAMURAI
            L'Ostinato
            il 2014-12-16 19:55:20.0 alle 2014-12-16 19:55:20.0
            Trollate totali: 6492
            Re: Lobby pedofila
            Spesso le denunce per molestie sessuali sono inventate solo per avere dei soldi. Ne sa qualcosa Michael Jackson quando nel 1994 venne denunciato per molestie e dovette sborsare milioni di dollari al ragazzino per poi scoprire che era tutto falso. Il ragazzino diventato adulto aveva confessato che era stato il padre a inventare la cosa. Quindi: denunce false per ottenere veri risarcimenti esistono. Ma di questo gli antipedofili si guardano bene dal dirlo..... Arrabbiato
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              Scritto da
              Non Autenticato
              il 2014-12-16 20:28:18.0 alle 2014-12-16 20:28:18.0
              Re: Lobby pedofila
              Scritto da: SAMURAI
              > Spesso le denunce per molestie sessuali sono inventate solo per avere dei soldi. Ne sa qualcosa Michael Jackson quando nel 1994 venne denunciato per molestie e dovette sborsare milioni di dollari al ragazzino per poi scoprire che era tutto falso. Il ragazzino diventato adulto aveva confessato che era stato il padre a inventare la cosa. Quindi: denunce false per ottenere veri risarcimenti esistono. Ma di questo gli antipedofili si guardano bene dal dirlo..... Arrabbiato

              No no, io sono come tu dici un antipedofilo ma quoto il fatto che molte delle denunce sono false, specialmente nei confronti di persone ricche ed in vista.

              Questo però era un morto di fame precario.

              ah già cazzo! me n'ero andato da 'sto forum. Me ne ero dimenticato. Imbarazzato
<softv>

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