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    Proc di Catania
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    Non Autenticato
    il 2015-04-19 16:55:03.0 alle 2015-04-19 16:55:03.0
    Cella e terapia per "guarire" pedofili
    Un libro difficile da scrivere, "La quercia e il tarlo" (edizioni Psiconline: oggi alle 18,30 sarà presentato a Palazzo Vermexio a Siracusa), per renderlo fruibile a tutti. Difficile perché racconta un percorso arduo da effettuare: il trattamento che, dal 2009, viene portato avanti nella casa circondariale di Siracusa dalla psicologa Teresa Tringali e dall'educatrice Felicia Cataldi nei confronti di 68 pedofili. Un lavoro che però ha dato frutti, portando persone refrattarie al riconoscimento della carica distruttiva dei propri atti a prenderne coscienza e a crescere in un rapporto più empatico con gli altri. Forse, quindi, a guarire dalla pedofilia?
    «Il libro - spiega la psicologa Teresa Tringali - racconta un lavoro cominciato nel 2009 per rispondere all'esigenza di osservazione della personalità, così come richiesto per tutti i detenuti. Abbiamo scelto la modalità dei piccoli gruppi per raggiungere quante più persone possibili ai fini dell'osservazione, visto che le ore a disposizione dell'esperto sono appena 32 al mese». Un percorso importante, visto che il messaggio del libro è che «la cura, il trattamento del pedofilo è possibile e quindi bisogna percorrere questa strada per ridurre o eliminare la recidiva». Lungo il percorso, il pedofilo, che «utilizza una serie di meccanismi di difesa - il diniego, la negazione del reato o la minimizzazione dell'impatto sulla vittima, con una posizione egoistica ed egocentrica inizialmente incapace di empatia -, prende consapevolezza della gravità della propria condotta deviante, del comportamento di abuso». Il pedofilo va quindi punito, ma soprattutto curato? «Nel testo - sottolinea la dottoressa Tringali - diciamo proprio questo: il carcere è fondamentale, perché serve a bloccare un comportamento di abuso, però unitamente alla pena è fondamentale il trattamento, perché la pedofilia è una devianza, un reato, ma è anche espressione di un disturbo mentale». Un libro rivolto a tutti e «non solo agli addetti ai lavori: abbiamo utilizzato un linguaggio molto semplice, descrittivo per rendere concetti complessi. Un lavoro difficile cui si aggiunge la fatica di metterci nei panni dei pedofili: le reazioni di disgusto e ribrezzo che queste persone suscitano sono presenti anche negli operatori. Ma è anche vero che, a un certo punto del trattamento, quando lo stesso pedofilo entra in contatto con le proprie emozioni, anche da parte dell'operatore c'è una maggiore disponibilità».
    "La quercia e il tarlo": perché questo titolo? «Il pedofilo ci ha dato l'idea della quercia, perché si è costruito nel tempo una corazza quasi impenetrabile, costituita dalle sue difese. Il tarlo lo abbiamo invece inteso in una duplice accezione: rappresenta prima le fantasie sessuali sul minore e poi diventa la coscienza, nel momento in cui emerge l'empatia e quindi la capacità di immedesimarsi nell'altro. Solo in quel momento il pedofilo diventa consapevole del danno procurato alla vittima».
    Co-autrice del libro e dell'esperienza trattamentale in carcere è l'educatrice della casa circondariale di Siracusa, Felicia Cataldi: «Portiamo avanti questa esperienza da quando è stata aperta nel carcere di Siracusa la sezione di detenuti sex offender, tra cui quelli per reati di pedofilia, in risposta alla normativa che prevede l'osservazione de detenuti per almeno un anno con l'ausilio dell'esperto. Nato quindi come strumento di osservazione, nel corso del tempo si è trasformato in trattamento vero e proprio con gruppi di psicoterapia. Esperienza unica in Sicilia, a parte una brevissima a Palermo. Il trattamento è lungo e dovrebbe proseguire all'esterno mentre purtroppo nulla c'è sul territorio. Quando usciranno, queste persone si troveranno abbandonate. Proprio in questi giorni pensavamo con don Fortunato di Noto di realizzare una linea telefonica dedicata a loro perché avranno dei momenti in cui avranno bisogno di sostegno. Speriamo col libro di sensibilizzare un po' il territorio, le strutture, l'Asp».
    Qual è il messaggio del libro? «Di fronte ai cambiamenti di queste persone, abbiamo pensato che sarebbe stato un peccato non fissare l'esperienza su carta. È stato difficile, perché ci ha costrette a metterci nei loro panni. In questo i detenuti ci hanno aiutato, con una sorta di gara di introspezione per cercare di comprendere loro stessi e di fare capire agli altri cosa avviene nella mente, quale è disturbo e quali sono i meccanismi che sostengono il disturbo. Abbiamo fatto il possibile per renderlo accessibile anche ai non addetti ai lavori, seminando un po' di speranza anche nell'uomo della strada che considera queste persone irrecuperabili e stimolando gli operatori perché siano incoraggiati a lavorare su queste persone in vista di un recupero».
    Un recupero che passa sempre attraverso la pena: «Il pedofilo va sicuramente punito: lo dicono loro stessi. La punizione è essenziale perché è l'evento che blocca il comportamento. Ma senza terapia queste persone rimarranno chiuse, intrappolate nel castello di bugie che inevitabilmente devono costruirsi per se stessi, per non perdere gli affetti, per difendersi dall'ambiente. E quando usciranno, si ripresenteranno le stesse condizioni che favoriscono il comportamento e niente li fermerà. Il trattamento dà la speranza di ridurre la recidiva».
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      Proc di Catania
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      Non Autenticato
      il 2015-04-19 17:04:23.0 alle 2015-04-19 17:04:23.0
      Re: Cella e terapia per "guarire" pedofili
      YAWN. Annoiato
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        Proc di Catania
        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2015-04-19 17:05:11.0 alle 2015-04-19 17:05:11.0
        Re: Cella e terapia per "guarire" pedofili
        Scritto da:
        > YAWN. Annoiato

        Tu sei ancora fermo alla prima fase
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          ☺
          Proc di Catania
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          SAMURAI
          L'Ostinato
          il 2015-04-24 15:40:38.0 alle 2015-04-24 15:40:38.0
          Trollate totali: 6492
          Re: Cella e terapia per "guarire" pedofili
          "Nato quindi come strumento di osservazione, nel corso del tempo si è trasformato in trattamento vero e proprio con gruppi di psicoterapia. Esperienza unica in Sicilia, a parte una brevissima a Palermo. Il trattamento è lungo e dovrebbe proseguire all'esterno mentre purtroppo nulla c'è sul territorio. Quando usciranno, queste persone si troveranno abbandonate. Proprio in questi giorni pensavamo con don Fortunato di Noto di realizzare una linea telefonica dedicata a loro perché avranno dei momenti in cui avranno bisogno di sostegno."

          Il problema è qui. Quale sostegno da questa società sessuofobica-perbenista-bigotta-puritana ai pedofili? NESSUNO! Praticamente, in modo ipocrita, cerca di "venire incontro ai pedofili" SOLO DOPO che sono entrati in carcere. Troppo comodo. Troppo facile. Io ho parlato con tanti psicologi sia dentro che fuori dal carcere e mi sono accorto che tutti partono da un falso presupposto ideologico: che la pedofilia sia una malattia (come lo credevano 100 anni fa dell'omosessualità) e, da questo pretestuoso presupposto, vogliono "curare" il pedofilo. Ecco perchè quando il pedofilo esce dal carcere ripete i suoi atti sessuali con bambini. In carcere era in uno stato di "anestesia" psicologica: non vedeva bambini attorno a lui, parla solo con psicologi e si autoconvince di potersi "curare" e "guarire", ma poi, uscito dal carcere e vedendo sempre ragazzini attorno a lui sente la sua natura che prende il sopravvento, sente che non può vivere tutta la vita senza amare un bambino, sente che senza bambini la sua esistenza non avrebbe un senso. E così riprende le sue attività. Semplice ma terribilmente complicato....... A bocca aperta
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            Proc di Catania
            Scritto da
            Non Autenticato
            il 2015-04-24 18:41:37.0 alle 2015-04-24 18:41:37.0
            Re: Cella e terapia per "guarire" pedofili
            Scritto da: SAMURAI
            > "Nato quindi come strumento di osservazione, nel corso del tempo si è trasformato in trattamento vero e proprio con gruppi di psicoterapia. Esperienza unica in Sicilia, a parte una brevissima a Palermo. Il trattamento è lungo e dovrebbe proseguire all'esterno mentre purtroppo nulla c'è sul territorio. Quando usciranno, queste persone si troveranno abbandonate. Proprio in questi giorni pensavamo con don Fortunato di Noto di realizzare una linea telefonica dedicata a loro perché avranno dei momenti in cui avranno bisogno di sostegno."
            >
            > Il problema è qui. Quale sostegno da questa società sessuofobica-perbenista-bigotta-puritana ai pedofili? NESSUNO!

            Basta che vai in analisi prima di stuprare un bambino.
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      Proc di Catania
      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2015-04-24 16:07:10.0 alle 2015-04-24 16:07:10.0
      Re: Cella e terapia per "guarire" pedofili
      Immagine postata dall'utente

      c'est plus facile.. Ficoso
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        Proc di Catania
        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2015-04-24 18:20:35.0 alle 2015-04-24 18:20:35.0
        Re: Cella e terapia per "guarire" pedofili
        Scritto da:
        > Immagine postata dall'utente
        >
        > c'est plus facile.. Ficoso

        Vedi di non finirci tu lì, imbecille.
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          ☺
          Proc di Catania
          Scritto da
          SAMURAI
          L'Ostinato
          il 2015-04-28 18:57:31.0 alle 2015-04-28 18:57:31.0
          Trollate totali: 6492
          Re: Cella e terapia per "guarire" pedofili
          Ma in genere chi da giudizi sommari è un imbecille. Erano imbecilli:
          1- gli inquisitori che cacciavano le streghe
          2- i puritani che bruciavano le streghe
          3- i crociati che massacravano i non-cristiani
          4- i nazisti che si credevano la razza eletta
          5- i comunisti che credevano di mettere tutto in comune
          6- i fascisti che mettevano in galera chi non la pensava come loro
          7- gli integralisti che vogliono che tutti siano come loro
          8- gli omofobi che pensano che la sola sessualità "giusta" sia la loro
          9- i pedofobi che pensano che i pedofili siano malati a prescindere e che i bambini siano sempre delle vittime
          10- gli imbecilli sono come gli scarafaggi: più cerchi di zittirli e più urlano.
          Purtroppo, se il mondo va male, è pieno di guerre, razzismi, genocidi, fame, distruzione delle risorse ambientali è perchè siamo attorniati da imbecilli che si credono i detentori della verità assoluta. L'imbecillità è una malattia che può colpire chiunque ed è peggio di un virus. Dilaga a velocità impressionante e trova terreno fertile in:
          1- persone ignoranti
          2- persone arroganti
          3- persone stupide e superficiali
          4- persone moraliste
          5- persone che non vogliono mai ascoltare gli altri
          6- persone che sono individualiste (prima IO e poi chi se ne frega degli altri..)
          7- persone impressionabili
          8- persone che vogliono leggi forti, vogliono menare tutti.
          Ecco che allora la stupidità umana è dilagante.
          Come un virus pericoloso è molto difficile da curare. Einstein diceva: "è più facile spaccare un atomo che spezzare la stupidità umana". Aveva ragione. A bocca storta
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