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    i robot che ci ruberanno il lavoro
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    Impiegati negli uffici postali: 95,4%.




    Avve che fine farà?In lacrimeIn lacrime

    se spariranno i lavori non specializzati o sempre meno specializzati o instituiranno un reddito di cittadinanza o ci si dovrà organizzare con rivolte luddiste
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      Re: i robot che ci ruberanno il lavoro
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        Re: i robot che ci ruberanno il lavoro
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        Speriamo sia vero.
        Quelli nel mio ufficio postale sono dei fancazzisti di primo pelo.

        "I commercialisti hanno il 98,7% di possibilità di esser rimpiazzati."

        Non vedo l'ora... mi sono sempre chiesto a che razzo servono i commercialisti. Oggi non hanno più senso d'esistere. A fare i calcoli dovrebbe essere il software per la dichiarazione dei redditi, non un essere umano che si fa pagare in dobloni d'oro per fare quello che una macchina sa fare meglio, più velocemente e gratis.

        "Operai addetti all'assemblaggio di circuiti elettrici ed elettronici: 95,1%"

        Io sono stupito che esistano ancora visto quello che riescono a fare i robot...




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          ☺
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          Alessandrox
          (XYZ)Troll
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          Trollate totali: 11555
          Re: i robot che ci ruberanno il lavoro
          almeno un 25% delle ipotsi sono cazzate

          intanto il futuro del commercialista sarà l' AVVOCATO-commercialista e quello NON o automatizzi,

          poi la csulenza sul lavoro, i consigli su come iniziare o proseguire la propria attività ti ci voglio vedere una macchina a darteli.... se riuscisse a farlo allora si potrebbero sostiture gli esseri umani IN TUTTO.


          La riparazione degli elettrodomestici? E che viene il Robot casa per casa? Pura fantasia. Da ridere....

          Il barbiere? E con chi fai le battute sporche? Con un ROBOT? Ciè bisogna essere davvero idioti.

          I custodi e i tuttofare non eseguono solo compiti tecnici (oggettivamente sostituibili)...

          mettono gli stenografi dei tribunali al 50% quando invece potrebbe essere al 100%

          sugli economisti e i giudici sono daccordo, tanto per quel che servono....


          i ballerini..... cioè ma pure l' infilano in classifica? ma anche se fosse possibile e fossero migliori chi andrebbe a vedere dei robot ballare?

          Clero e assistenti sociali (cioè tra quelle categorie di persoe che fanno più danni) stanno tranquillissimi eh

          insomma va... mezza fuffa a esser buoni

          **Modificato dall'autore il 03.06.2015 12:19**
          Ma smettila di secernere cazzate!
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        il 2015-06-03 09:21:40.0 alle 2015-06-03 09:21:40.0
        Re: i robot che ci ruberanno il lavoro
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        Oppure specializzarsi.

        ex
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          il 2015-06-03 11:26:47.0 alle 2015-06-03 11:26:47.0
          Re: i robot che ci ruberanno il lavoro
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          ci sarà bisogno di un nuovo socialismo nazionale non democratico perchè la famiglia non funziona per tutti
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            il 2015-06-03 13:21:17.0 alle 2015-06-03 13:21:17.0
            Re: i robot che ci ruberanno il lavoro
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            > ci sarà bisogno di un nuovo socialismo nazionale non democratico perchè la famiglia non funziona per tutti

            Le cose si metteranno apposto da sole con il tempo, a grande beneficio di tutti. Si va verso una società senza il concetto di denaro o meglio di "valore economico" sostituito da una società basata sulle risorse.

            È piuttosto evidente che i robot sostituiranno l'uomo praticamente ovunque, fatti salvi i lavori creativi e altamente specializzati che rimarranno di dominio dell'uomo almeno fino alla nascita della così detta "IA forte" ovvero una IA in grado di ragionare e avere una coscienza di sé proprio come noi... ma IMO siamo ancora molto lontani da questa IA forte e non è detto che voglia lavorare per noi una volta creata (anzi, essendo una forma di intelligenza reale dovrà avere gli stessi diritti degli esseri umani).

            Una volta compiuto il passaggio, in cui le macchine avranno sostituito l'uomo nella gran parte dei mestieri, ogni cosa da loro fabbricata a costo zero avrà anche un valore economico pari a zero... ciò significa che si potranno "acquistare" le cose senza soldi, una sorta di "reddito di cittadinanza" ma senza reddito e senza cittadinanza... ovvero "hai diritto a questa parte di risorse disponibili in quanto essere umano".

            La cosa è cominciata molto tempo fa, con la rivoluzione industriale. Piano piano questi cambiamenti che, al momento, erano sembrati devastanti per l'uomo (uomo rinchiuso nelle fabbriche per buona parte della sua esistenza) hanno in realtà innescato un circolo virtuoso che ha portato ad incrementare notevolmente la qualità della nostra vita (abbondanza, vita più lunga, lavori meno duri) [e purtroppo hanno arricchito qualcuno ben oltre misura quando quei soldi in surplus sarebbero potuti andare a vantaggio di tutti]... sarà la stessa cosa in questa nuova rivoluzione, solo con risultati sul lungo periodo notevolmente migliori.

            Ovviamente prima di arrivare lì c'è la fase del pianto e stridore di denti. Moltissima gente si troverà (quasi) improvvisamente senza un lavoro e senza i mezzi per sostenere sé stessi e la loro famiglia. Per questo è fondamentale che i nostri figli imparino lavori creativi, difficilmente automatizzabili, perché sarà proprio la loro generazione quella che vivrà durante questa fase (fase che potrà durare per molto tempo). Se oggi lasciare prematuramente la scuola (o meglio, un'istruzione, non necessariamene la scuola) è ancora un'opzione perché "vabbé, andrai a fare l'operaio", domani non sarà più così. Chi non avrà un'istruzione adatta al periodo storico che stiamo vivendo sarà il primo a trovarsi senza uno stipendio.

            Bisognerà quindi affrontare riforme sociali di vario tipo soprattutto che riguardino una più equa distribuzione della ricchezza (chi accumula per sé somme spropositate va fortemente scoraggiato a farlo) perché si tratta di una fase molto pericolosa, sia per chi perde il lavoro che per chi invece ha un lavoro non immediatamente automatizzabile. Un disperato è molto più incline ai furti e alla violenza di uno che invece vive abbastanza agiatamente. Gli Stati dovrebbero cominciare a studiare il problema anziché stare lì a discutere di fesserie come l'immigrazione e altri non-problemi del tutto marginali ed insignificanti solo perché portano voti in barca. Se la cosa non viene affrontata con le dovute riforme (che devono essere radicali) c'è anche la possibilità che la società imploda su sé stessa in questa fase... tuttavia si tratta di un passo inevitabile e, come ho detto, buono sul lungo termine... sarebbe stupido e miope remare contro anche perché non servirebbe a nulla.
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              Re: i robot che ci ruberanno il lavoro
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              > Le cose si metteranno apposto da sole con il tempo, a grande beneficio di tutti. Si va verso una società senza il concetto di denaro o meglio di "valore economico" sostituito da una società basata sulle risorse.
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              > È piuttosto evidente che i robot sostituiranno l'uomo praticamente ovunque, fatti salvi i lavori creativi e altamente specializzati che rimarranno di dominio dell'uomo almeno fino alla nascita della così detta "IA forte" ovvero una IA in grado di ragionare e avere una coscienza di sé proprio come noi... ma IMO siamo ancora molto lontani da questa IA forte e non è detto che voglia lavorare per noi una volta creata (anzi, essendo una forma di intelligenza reale dovrà avere gli stessi diritti degli esseri umani).
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              > Una volta compiuto il passaggio, in cui le macchine avranno sostituito l'uomo nella gran parte dei mestieri, ogni cosa da loro fabbricata a costo zero avrà anche un valore economico pari a zero... ciò significa che si potranno "acquistare" le cose senza soldi, una sorta di "reddito di cittadinanza" ma senza reddito e senza cittadinanza... ovvero "hai diritto a questa parte di risorse disponibili in quanto essere umano".
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              > La cosa è cominciata molto tempo fa, con la rivoluzione industriale. Piano piano questi cambiamenti che, al momento, erano sembrati devastanti per l'uomo (uomo rinchiuso nelle fabbriche per buona parte della sua esistenza) hanno in realtà innescato un circolo virtuoso che ha portato ad incrementare notevolmente la qualità della nostra vita (abbondanza, vita più lunga, lavori meno duri) [e purtroppo hanno arricchito qualcuno ben oltre misura quando quei soldi in surplus sarebbero potuti andare a vantaggio di tutti]... sarà la stessa cosa in questa nuova rivoluzione, solo con risultati sul lungo periodo notevolmente migliori.
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              > Ovviamente prima di arrivare lì c'è la fase del pianto e stridore di denti. Moltissima gente si troverà (quasi) improvvisamente senza un lavoro e senza i mezzi per sostenere sé stessi e la loro famiglia. Per questo è fondamentale che i nostri figli imparino lavori creativi, difficilmente automatizzabili, perché sarà proprio la loro generazione quella che vivrà durante questa fase (fase che potrà durare per molto tempo). Se oggi lasciare prematuramente la scuola (o meglio, un'istruzione, non necessariamene la scuola) è ancora un'opzione perché "vabbé, andrai a fare l'operaio", domani non sarà più così. Chi non avrà un'istruzione adatta al periodo storico che stiamo vivendo sarà il primo a trovarsi senza uno stipendio.
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              > Bisognerà quindi affrontare riforme sociali di vario tipo soprattutto che riguardino una più equa distribuzione della ricchezza (chi accumula per sé somme spropositate va fortemente scoraggiato a farlo) perché si tratta di una fase molto pericolosa, sia per chi perde il lavoro che per chi invece ha un lavoro non immediatamente automatizzabile. Un disperato è molto più incline ai furti e alla violenza di uno che invece vive abbastanza agiatamente. Gli Stati dovrebbero cominciare a studiare il problema anziché stare lì a discutere di fesserie come l'immigrazione e altri non-problemi del tutto marginali ed insignificanti solo perché portano voti in barca. Se la cosa non viene affrontata con le dovute riforme (che devono essere radicali) c'è anche la possibilità che la società imploda su sé stessa in questa fase... tuttavia si tratta di un passo inevitabile e, come ho detto, buono sul lungo termine... sarebbe stupido e miope remare contro anche perché non servirebbe a nulla.
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              ma tu qualche volta ti rendi conto delle boiate che scrivi e in cui credi forsennatamente?
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                Non Autenticato
                il 2015-06-03 18:04:24.0 alle 2015-06-03 18:04:24.0
                Re: i robot che ci ruberanno il lavoro
                Scritto da:
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                > > > > > > se spariranno i lavori non specializzati o sempre meno specializzati o instituiranno un reddito di cittadinanza o ci si dovrà organizzare con rivolte luddiste
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                > > Le cose si metteranno apposto da sole con il tempo, a grande beneficio di tutti. Si va verso una società senza il concetto di denaro o meglio di "valore economico" sostituito da una società basata sulle risorse.
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                > > È piuttosto evidente che i robot sostituiranno l'uomo praticamente ovunque, fatti salvi i lavori creativi e altamente specializzati che rimarranno di dominio dell'uomo almeno fino alla nascita della così detta "IA forte" ovvero una IA in grado di ragionare e avere una coscienza di sé proprio come noi... ma IMO siamo ancora molto lontani da questa IA forte e non è detto che voglia lavorare per noi una volta creata (anzi, essendo una forma di intelligenza reale dovrà avere gli stessi diritti degli esseri umani).
                > >
                > > Una volta compiuto il passaggio, in cui le macchine avranno sostituito l'uomo nella gran parte dei mestieri, ogni cosa da loro fabbricata a costo zero avrà anche un valore economico pari a zero... ciò significa che si potranno "acquistare" le cose senza soldi, una sorta di "reddito di cittadinanza" ma senza reddito e senza cittadinanza... ovvero "hai diritto a questa parte di risorse disponibili in quanto essere umano".
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                > > La cosa è cominciata molto tempo fa, con la rivoluzione industriale. Piano piano questi cambiamenti che, al momento, erano sembrati devastanti per l'uomo (uomo rinchiuso nelle fabbriche per buona parte della sua esistenza) hanno in realtà innescato un circolo virtuoso che ha portato ad incrementare notevolmente la qualità della nostra vita (abbondanza, vita più lunga, lavori meno duri) [e purtroppo hanno arricchito qualcuno ben oltre misura quando quei soldi in surplus sarebbero potuti andare a vantaggio di tutti]... sarà la stessa cosa in questa nuova rivoluzione, solo con risultati sul lungo periodo notevolmente migliori.
                > >
                > > Ovviamente prima di arrivare lì c'è la fase del pianto e stridore di denti. Moltissima gente si troverà (quasi) improvvisamente senza un lavoro e senza i mezzi per sostenere sé stessi e la loro famiglia. Per questo è fondamentale che i nostri figli imparino lavori creativi, difficilmente automatizzabili, perché sarà proprio la loro generazione quella che vivrà durante questa fase (fase che potrà durare per molto tempo). Se oggi lasciare prematuramente la scuola (o meglio, un'istruzione, non necessariamene la scuola) è ancora un'opzione perché "vabbé, andrai a fare l'operaio", domani non sarà più così. Chi non avrà un'istruzione adatta al periodo storico che stiamo vivendo sarà il primo a trovarsi senza uno stipendio.
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                > > Bisognerà quindi affrontare riforme sociali di vario tipo soprattutto che riguardino una più equa distribuzione della ricchezza (chi accumula per sé somme spropositate va fortemente scoraggiato a farlo) perché si tratta di una fase molto pericolosa, sia per chi perde il lavoro che per chi invece ha un lavoro non immediatamente automatizzabile. Un disperato è molto più incline ai furti e alla violenza di uno che invece vive abbastanza agiatamente. Gli Stati dovrebbero cominciare a studiare il problema anziché stare lì a discutere di fesserie come l'immigrazione e altri non-problemi del tutto marginali ed insignificanti solo perché portano voti in barca. Se la cosa non viene affrontata con le dovute riforme (che devono essere radicali) c'è anche la possibilità che la società imploda su sé stessa in questa fase... tuttavia si tratta di un passo inevitabile e, come ho detto, buono sul lungo termine... sarebbe stupido e miope remare contro anche perché non servirebbe a nulla.
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                > ma tu qualche volta ti rendi conto delle boiate che scrivi e in cui credi forsennatamente?

                E tu, qualche volta, ti rendi conto che della tua opinione non me ne frega assolutamente nulla?
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                  Re: i robot che ci ruberanno il lavoro
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                  > > > > > > > se spariranno i lavori non specializzati o sempre meno specializzati o instituiranno un reddito di cittadinanza o ci si dovrà organizzare con rivolte luddiste
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                  > > > > ci sarà bisogno di un nuovo socialismo nazionale non democratico perchè la famiglia non funziona per tutti
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                  > > > Le cose si metteranno apposto da sole con il tempo, a grande beneficio di tutti. Si va verso una società senza il concetto di denaro o meglio di "valore economico" sostituito da una società basata sulle risorse.
                  > > >
                  > > > È piuttosto evidente che i robot sostituiranno l'uomo praticamente ovunque, fatti salvi i lavori creativi e altamente specializzati che rimarranno di dominio dell'uomo almeno fino alla nascita della così detta "IA forte" ovvero una IA in grado di ragionare e avere una coscienza di sé proprio come noi... ma IMO siamo ancora molto lontani da questa IA forte e non è detto che voglia lavorare per noi una volta creata (anzi, essendo una forma di intelligenza reale dovrà avere gli stessi diritti degli esseri umani).
                  > > >
                  > > > Una volta compiuto il passaggio, in cui le macchine avranno sostituito l'uomo nella gran parte dei mestieri, ogni cosa da loro fabbricata a costo zero avrà anche un valore economico pari a zero... ciò significa che si potranno "acquistare" le cose senza soldi, una sorta di "reddito di cittadinanza" ma senza reddito e senza cittadinanza... ovvero "hai diritto a questa parte di risorse disponibili in quanto essere umano".
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                  > > > La cosa è cominciata molto tempo fa, con la rivoluzione industriale. Piano piano questi cambiamenti che, al momento, erano sembrati devastanti per l'uomo (uomo rinchiuso nelle fabbriche per buona parte della sua esistenza) hanno in realtà innescato un circolo virtuoso che ha portato ad incrementare notevolmente la qualità della nostra vita (abbondanza, vita più lunga, lavori meno duri) [e purtroppo hanno arricchito qualcuno ben oltre misura quando quei soldi in surplus sarebbero potuti andare a vantaggio di tutti]... sarà la stessa cosa in questa nuova rivoluzione, solo con risultati sul lungo periodo notevolmente migliori.
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                  > > > Ovviamente prima di arrivare lì c'è la fase del pianto e stridore di denti. Moltissima gente si troverà (quasi) improvvisamente senza un lavoro e senza i mezzi per sostenere sé stessi e la loro famiglia. Per questo è fondamentale che i nostri figli imparino lavori creativi, difficilmente automatizzabili, perché sarà proprio la loro generazione quella che vivrà durante questa fase (fase che potrà durare per molto tempo). Se oggi lasciare prematuramente la scuola (o meglio, un'istruzione, non necessariamene la scuola) è ancora un'opzione perché "vabbé, andrai a fare l'operaio", domani non sarà più così. Chi non avrà un'istruzione adatta al periodo storico che stiamo vivendo sarà il primo a trovarsi senza uno stipendio.
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                  > > > Bisognerà quindi affrontare riforme sociali di vario tipo soprattutto che riguardino una più equa distribuzione della ricchezza (chi accumula per sé somme spropositate va fortemente scoraggiato a farlo) perché si tratta di una fase molto pericolosa, sia per chi perde il lavoro che per chi invece ha un lavoro non immediatamente automatizzabile. Un disperato è molto più incline ai furti e alla violenza di uno che invece vive abbastanza agiatamente. Gli Stati dovrebbero cominciare a studiare il problema anziché stare lì a discutere di fesserie come l'immigrazione e altri non-problemi del tutto marginali ed insignificanti solo perché portano voti in barca. Se la cosa non viene affrontata con le dovute riforme (che devono essere radicali) c'è anche la possibilità che la società imploda su sé stessa in questa fase... tuttavia si tratta di un passo inevitabile e, come ho detto, buono sul lungo termine... sarebbe stupido e miope remare contro anche perché non servirebbe a nulla.
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                  > > ma tu qualche volta ti rendi conto delle boiate che scrivi e in cui credi forsennatamente?
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                  > E tu, qualche volta, ti rendi conto che della tua opinione non me ne frega assolutamente nulla?

                  e tu, qualche volta, potresti smettere di sookare, schifoso?
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                    Re: i robot che ci ruberanno il lavoro
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                    > > > > Le cose si metteranno apposto da sole con il tempo, a grande beneficio di tutti. Si va verso una società senza il concetto di denaro o meglio di "valore economico" sostituito da una società basata sulle risorse.
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                    > > > > È piuttosto evidente che i robot sostituiranno l'uomo praticamente ovunque, fatti salvi i lavori creativi e altamente specializzati che rimarranno di dominio dell'uomo almeno fino alla nascita della così detta "IA forte" ovvero una IA in grado di ragionare e avere una coscienza di sé proprio come noi... ma IMO siamo ancora molto lontani da questa IA forte e non è detto che voglia lavorare per noi una volta creata (anzi, essendo una forma di intelligenza reale dovrà avere gli stessi diritti degli esseri umani).
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                    > > > > Una volta compiuto il passaggio, in cui le macchine avranno sostituito l'uomo nella gran parte dei mestieri, ogni cosa da loro fabbricata a costo zero avrà anche un valore economico pari a zero... ciò significa che si potranno "acquistare" le cose senza soldi, una sorta di "reddito di cittadinanza" ma senza reddito e senza cittadinanza... ovvero "hai diritto a questa parte di risorse disponibili in quanto essere umano".
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                    > > > > La cosa è cominciata molto tempo fa, con la rivoluzione industriale. Piano piano questi cambiamenti che, al momento, erano sembrati devastanti per l'uomo (uomo rinchiuso nelle fabbriche per buona parte della sua esistenza) hanno in realtà innescato un circolo virtuoso che ha portato ad incrementare notevolmente la qualità della nostra vita (abbondanza, vita più lunga, lavori meno duri) [e purtroppo hanno arricchito qualcuno ben oltre misura quando quei soldi in surplus sarebbero potuti andare a vantaggio di tutti]... sarà la stessa cosa in questa nuova rivoluzione, solo con risultati sul lungo periodo notevolmente migliori.
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                    > > > > Ovviamente prima di arrivare lì c'è la fase del pianto e stridore di denti. Moltissima gente si troverà (quasi) improvvisamente senza un lavoro e senza i mezzi per sostenere sé stessi e la loro famiglia. Per questo è fondamentale che i nostri figli imparino lavori creativi, difficilmente automatizzabili, perché sarà proprio la loro generazione quella che vivrà durante questa fase (fase che potrà durare per molto tempo). Se oggi lasciare prematuramente la scuola (o meglio, un'istruzione, non necessariamene la scuola) è ancora un'opzione perché "vabbé, andrai a fare l'operaio", domani non sarà più così. Chi non avrà un'istruzione adatta al periodo storico che stiamo vivendo sarà il primo a trovarsi senza uno stipendio.
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                    > > > > Bisognerà quindi affrontare riforme sociali di vario tipo soprattutto che riguardino una più equa distribuzione della ricchezza (chi accumula per sé somme spropositate va fortemente scoraggiato a farlo) perché si tratta di una fase molto pericolosa, sia per chi perde il lavoro che per chi invece ha un lavoro non immediatamente automatizzabile. Un disperato è molto più incline ai furti e alla violenza di uno che invece vive abbastanza agiatamente. Gli Stati dovrebbero cominciare a studiare il problema anziché stare lì a discutere di fesserie come l'immigrazione e altri non-problemi del tutto marginali ed insignificanti solo perché portano voti in barca. Se la cosa non viene affrontata con le dovute riforme (che devono essere radicali) c'è anche la possibilità che la società imploda su sé stessa in questa fase... tuttavia si tratta di un passo inevitabile e, come ho detto, buono sul lungo termine... sarebbe stupido e miope remare contro anche perché non servirebbe a nulla.
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                    > > E tu, qualche volta, ti rendi conto che della tua opinione non me ne frega assolutamente nulla?
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                    > e tu, qualche volta, potresti smettere di sookare, schifoso?

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                      Re: i robot che ci ruberanno il lavoro
                      Scritto da:
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                      > > > > > È piuttosto evidente che i robot sostituiranno l'uomo praticamente ovunque, fatti salvi i lavori creativi e altamente specializzati che rimarranno di dominio dell'uomo almeno fino alla nascita della così detta "IA forte" ovvero una IA in grado di ragionare e avere una coscienza di sé proprio come noi... ma IMO siamo ancora molto lontani da questa IA forte e non è detto che voglia lavorare per noi una volta creata (anzi, essendo una forma di intelligenza reale dovrà avere gli stessi diritti degli esseri umani).
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                      > > > > > Una volta compiuto il passaggio, in cui le macchine avranno sostituito l'uomo nella gran parte dei mestieri, ogni cosa da loro fabbricata a costo zero avrà anche un valore economico pari a zero... ciò significa che si potranno "acquistare" le cose senza soldi, una sorta di "reddito di cittadinanza" ma senza reddito e senza cittadinanza... ovvero "hai diritto a questa parte di risorse disponibili in quanto essere umano".
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                      > > > > > La cosa è cominciata molto tempo fa, con la rivoluzione industriale. Piano piano questi cambiamenti che, al momento, erano sembrati devastanti per l'uomo (uomo rinchiuso nelle fabbriche per buona parte della sua esistenza) hanno in realtà innescato un circolo virtuoso che ha portato ad incrementare notevolmente la qualità della nostra vita (abbondanza, vita più lunga, lavori meno duri) [e purtroppo hanno arricchito qualcuno ben oltre misura quando quei soldi in surplus sarebbero potuti andare a vantaggio di tutti]... sarà la stessa cosa in questa nuova rivoluzione, solo con risultati sul lungo periodo notevolmente migliori.
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                      > > > > > Ovviamente prima di arrivare lì c'è la fase del pianto e stridore di denti. Moltissima gente si troverà (quasi) improvvisamente senza un lavoro e senza i mezzi per sostenere sé stessi e la loro famiglia. Per questo è fondamentale che i nostri figli imparino lavori creativi, difficilmente automatizzabili, perché sarà proprio la loro generazione quella che vivrà durante questa fase (fase che potrà durare per molto tempo). Se oggi lasciare prematuramente la scuola (o meglio, un'istruzione, non necessariamene la scuola) è ancora un'opzione perché "vabbé, andrai a fare l'operaio", domani non sarà più così. Chi non avrà un'istruzione adatta al periodo storico che stiamo vivendo sarà il primo a trovarsi senza uno stipendio.
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                      > > > > > Bisognerà quindi affrontare riforme sociali di vario tipo soprattutto che riguardino una più equa distribuzione della ricchezza (chi accumula per sé somme spropositate va fortemente scoraggiato a farlo) perché si tratta di una fase molto pericolosa, sia per chi perde il lavoro che per chi invece ha un lavoro non immediatamente automatizzabile. Un disperato è molto più incline ai furti e alla violenza di uno che invece vive abbastanza agiatamente. Gli Stati dovrebbero cominciare a studiare il problema anziché stare lì a discutere di fesserie come l'immigrazione e altri non-problemi del tutto marginali ed insignificanti solo perché portano voti in barca. Se la cosa non viene affrontata con le dovute riforme (che devono essere radicali) c'è anche la possibilità che la società imploda su sé stessa in questa fase... tuttavia si tratta di un passo inevitabile e, come ho detto, buono sul lungo termine... sarebbe stupido e miope remare contro anche perché non servirebbe a nulla.
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                      Non mi ricordo più com'è nata questa guerra wakkionica.
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                      Re: i robot che ci ruberanno il lavoro
                      Scritto da:
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                      > > > > > > > > > Impiegati negli uffici postali: 95,4%.
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                      > > > > > > ci sarà bisogno di un nuovo socialismo nazionale non democratico perchè la famiglia non funziona per tutti
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                      > > > > > Le cose si metteranno apposto da sole con il tempo, a grande beneficio di tutti. Si va verso una società senza il concetto di denaro o meglio di "valore economico" sostituito da una società basata sulle risorse.
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                      > > > > > È piuttosto evidente che i robot sostituiranno l'uomo praticamente ovunque, fatti salvi i lavori creativi e altamente specializzati che rimarranno di dominio dell'uomo almeno fino alla nascita della così detta "IA forte" ovvero una IA in grado di ragionare e avere una coscienza di sé proprio come noi... ma IMO siamo ancora molto lontani da questa IA forte e non è detto che voglia lavorare per noi una volta creata (anzi, essendo una forma di intelligenza reale dovrà avere gli stessi diritti degli esseri umani).
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                      > > > > > Una volta compiuto il passaggio, in cui le macchine avranno sostituito l'uomo nella gran parte dei mestieri, ogni cosa da loro fabbricata a costo zero avrà anche un valore economico pari a zero... ciò significa che si potranno "acquistare" le cose senza soldi, una sorta di "reddito di cittadinanza" ma senza reddito e senza cittadinanza... ovvero "hai diritto a questa parte di risorse disponibili in quanto essere umano".
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                      > > > > > La cosa è cominciata molto tempo fa, con la rivoluzione industriale. Piano piano questi cambiamenti che, al momento, erano sembrati devastanti per l'uomo (uomo rinchiuso nelle fabbriche per buona parte della sua esistenza) hanno in realtà innescato un circolo virtuoso che ha portato ad incrementare notevolmente la qualità della nostra vita (abbondanza, vita più lunga, lavori meno duri) [e purtroppo hanno arricchito qualcuno ben oltre misura quando quei soldi in surplus sarebbero potuti andare a vantaggio di tutti]... sarà la stessa cosa in questa nuova rivoluzione, solo con risultati sul lungo periodo notevolmente migliori.
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                      > > > > > Ovviamente prima di arrivare lì c'è la fase del pianto e stridore di denti. Moltissima gente si troverà (quasi) improvvisamente senza un lavoro e senza i mezzi per sostenere sé stessi e la loro famiglia. Per questo è fondamentale che i nostri figli imparino lavori creativi, difficilmente automatizzabili, perché sarà proprio la loro generazione quella che vivrà durante questa fase (fase che potrà durare per molto tempo). Se oggi lasciare prematuramente la scuola (o meglio, un'istruzione, non necessariamene la scuola) è ancora un'opzione perché "vabbé, andrai a fare l'operaio", domani non sarà più così. Chi non avrà un'istruzione adatta al periodo storico che stiamo vivendo sarà il primo a trovarsi senza uno stipendio.
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                      > > > > > Bisognerà quindi affrontare riforme sociali di vario tipo soprattutto che riguardino una più equa distribuzione della ricchezza (chi accumula per sé somme spropositate va fortemente scoraggiato a farlo) perché si tratta di una fase molto pericolosa, sia per chi perde il lavoro che per chi invece ha un lavoro non immediatamente automatizzabile. Un disperato è molto più incline ai furti e alla violenza di uno che invece vive abbastanza agiatamente. Gli Stati dovrebbero cominciare a studiare il problema anziché stare lì a discutere di fesserie come l'immigrazione e altri non-problemi del tutto marginali ed insignificanti solo perché portano voti in barca. Se la cosa non viene affrontata con le dovute riforme (che devono essere radicali) c'è anche la possibilità che la società imploda su sé stessa in questa fase... tuttavia si tratta di un passo inevitabile e, come ho detto, buono sul lungo termine... sarebbe stupido e miope remare contro anche perché non servirebbe a nulla.
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                      > > > > ma tu qualche volta ti rendi conto delle boiate che scrivi e in cui credi forsennatamente?
                      > > >
                      > > > E tu, qualche volta, ti rendi conto che della tua opinione non me ne frega assolutamente nulla?
                      > >
                      > > e tu, qualche volta, potresti smettere di sookare, schifoso?
                      >
                      > Sogna pure. Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere

                      infatti, sarebbe come togliere la tetta a un neonato, che schifo
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          il 2015-06-03 14:07:46.0 alle 2015-06-03 14:07:46.0
          Re: i robot che ci ruberanno il lavoro
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          > > > se spariranno i lavori non specializzati o sempre meno specializzati o instituiranno un reddito di cittadinanza o ci si dovrà organizzare con rivolte luddiste
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          > Oppure specializzarsi.
          >
          > ex

          Specializzarsi è un'arma a doppio taglio. Non puoi specializzarti e rispecializzarti man mano che il mondo ti cambia intorno. Ad un certo punto non ce la fai più a starci dietro e quel punto arriva molto prima dell'età pensionabile.
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            il 2015-06-03 15:37:52.0 alle 2015-06-03 15:37:52.0
            Re: i robot che ci ruberanno il lavoro
            Scritto da:
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            > Specializzarsi è un'arma a doppio taglio. Non puoi specializzarti e rispecializzarti man mano che il mondo ti cambia intorno. Ad un certo punto non ce la fai più a starci dietro e quel punto arriva molto prima dell'età pensionabile.

            Balle!
            Io ho fatto l'elettricista, il riparatore di radio e Tv (quando erano a valvole fino al 1966) poi il progettista di impianti prove di ricerca applicata di elettrotecnica, poi sistemi di automazione e controllo, poi progettista di camere sterili e impianti per farmaceutica, ora progetto sistemi speciali di condizionamento e faccio calcoli di termodinamica. Forse cambierò ancora, e non per necessità ma perchè mi diverte.

            ex
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              il 2015-06-03 21:28:09.0 alle 2015-06-03 21:28:09.0
              Re: i robot che ci ruberanno il lavoro
              Scritto da:
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              > > > ex
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              > > Specializzarsi è un'arma a doppio taglio. Non puoi specializzarti e rispecializzarti man mano che il mondo ti cambia intorno. Ad un certo punto non ce la fai più a starci dietro e quel punto arriva molto prima dell'età pensionabile.
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              > Balle!
              > Io ho fatto l'elettricista, il riparatore di radio e Tv (quando erano a valvole fino al 1966) poi il progettista di impianti prove di ricerca applicata di elettrotecnica, poi sistemi di automazione e controllo, poi progettista di camere sterili e impianti per farmaceutica, ora progetto sistemi speciali di condizionamento e faccio calcoli di termodinamica. Forse cambierò ancora, e non per necessità ma perchè mi diverte.
              >
              > ex

              Sempre specializzazioni tecniche, le nozioni e la mentalità acquisite nell'una tirano l'altra. Ora accade che i mestieri tecnici son quelli che soffrono meno la crisi, quindi sei al sicuro, ma se per qualche oscura ragione per avere successo occorresse una mentalità filosofica, ti accorgeresti di essere inadeguato e che non riesci a svilupparla.

              Ovvio che invece in pratica accade il contrario. Chi si è specializzato in studi filosofici pensando che sarebbe riuscito a fare l'insegnante o l'intellettuale, nonostante s'accorga che i lavori più sicuri siano quelli tecnici non riesce a sviluppare una mentalità tecnica. A parte eccezioni, ma in giro c'è gente a cui se cerchi di insegnare un po' di HTML gli fuma la testa, per loro è la cosa più astrusa del mondo.
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                il 2015-06-03 21:38:32.0 alle 2015-06-03 21:38:32.0
                Re: i robot che ci ruberanno il lavoro
                Scritto da:
                >
                > Sempre specializzazioni tecniche, le nozioni e la mentalità acquisite nell'una tirano l'altra. Ora accade che i mestieri tecnici son quelli che soffrono meno la crisi, quindi sei al sicuro, ma se per qualche oscura ragione per avere successo occorresse una mentalità filosofica, ti accorgeresti di essere inadeguato e che non riesci a svilupparla.

                Tu non hai una idea di quanta filosofia ci possa essere in un progetto.

                > Ovvio che invece in pratica accade il contrario. Chi si è specializzato in studi filosofici pensando che sarebbe riuscito a fare l'insegnante o l'intellettuale, nonostante s'accorga che i lavori più sicuri siano quelli tecnici non riesce a sviluppare una mentalità tecnica. A parte eccezioni, ma in giro c'è gente a cui se cerchi di insegnare un po' di HTML gli fuma la testa, per loro è la cosa più astrusa del mondo.

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                  il 2015-06-03 22:09:09.0 alle 2015-06-03 22:09:09.0
                  Re: i robot che ci ruberanno il lavoro
                  Scritto da:
                  > Scritto da:
                  > >
                  > > Sempre specializzazioni tecniche, le nozioni e la mentalità acquisite nell'una tirano l'altra. Ora accade che i mestieri tecnici son quelli che soffrono meno la crisi, quindi sei al sicuro, ma se per qualche oscura ragione per avere successo occorresse una mentalità filosofica, ti accorgeresti di essere inadeguato e che non riesci a svilupparla.
                  >
                  > Tu non hai una idea di quanta filosofia ci possa essere in un progetto.

                  Ad esempio?

                  > > Ovvio che invece in pratica accade il contrario. Chi si è specializzato in studi filosofici pensando che sarebbe riuscito a fare l'insegnante o l'intellettuale, nonostante s'accorga che i lavori più sicuri siano quelli tecnici non riesce a sviluppare una mentalità tecnica. A parte eccezioni, ma in giro c'è gente a cui se cerchi di insegnare un po' di HTML gli fuma la testa, per loro è la cosa più astrusa del mondo.
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                il 2015-06-03 21:39:43.0 alle 2015-06-03 21:39:43.0
                Re: i robot che ci ruberanno il lavoro
                Scritto da:
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                > > > Specializzarsi è un'arma a doppio taglio. Non puoi specializzarti e rispecializzarti man mano che il mondo ti cambia intorno. Ad un certo punto non ce la fai più a starci dietro e quel punto arriva molto prima dell'età pensionabile.
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                > > Io ho fatto l'elettricista, il riparatore di radio e Tv (quando erano a valvole fino al 1966) poi il progettista di impianti prove di ricerca applicata di elettrotecnica, poi sistemi di automazione e controllo, poi progettista di camere sterili e impianti per farmaceutica, ora progetto sistemi speciali di condizionamento e faccio calcoli di termodinamica. Forse cambierò ancora, e non per necessità ma perchè mi diverte.
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                > Sempre specializzazioni tecniche, le nozioni e la mentalità acquisite nell'una tirano l'altra. Ora accade che i mestieri tecnici son quelli che soffrono meno la crisi, quindi sei al sicuro, ma se per qualche oscura ragione per avere successo occorresse una mentalità filosofica, ti accorgeresti di essere inadeguato e che non riesci a svilupparla.

                È esattamente il contrario. Le materie tecniche cambiano continuamente, devi abituarti ad imparare sempre cose nuove e diverse e questo ti aiuta a sviluppare una mentalità elastica ed aperta alle novità.
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                  Re: i robot che ci ruberanno il lavoro
                  Scritto da:
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                  > > > > > > > Avve che fine farà?In lacrimeIn lacrime
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                  > > > > > > > se spariranno i lavori non specializzati o sempre meno specializzati o instituiranno un reddito di cittadinanza o ci si dovrà organizzare con rivolte luddiste
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                  > > > > > Oppure specializzarsi.
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                  > > > > > ex
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                  > > > > Specializzarsi è un'arma a doppio taglio. Non puoi specializzarti e rispecializzarti man mano che il mondo ti cambia intorno. Ad un certo punto non ce la fai più a starci dietro e quel punto arriva molto prima dell'età pensionabile.
                  > > >
                  > > > Balle!
                  > > > Io ho fatto l'elettricista, il riparatore di radio e Tv (quando erano a valvole fino al 1966) poi il progettista di impianti prove di ricerca applicata di elettrotecnica, poi sistemi di automazione e controllo, poi progettista di camere sterili e impianti per farmaceutica, ora progetto sistemi speciali di condizionamento e faccio calcoli di termodinamica. Forse cambierò ancora, e non per necessità ma perchè mi diverte.
                  > > >
                  > > > ex
                  > >
                  > > Sempre specializzazioni tecniche, le nozioni e la mentalità acquisite nell'una tirano l'altra. Ora accade che i mestieri tecnici son quelli che soffrono meno la crisi, quindi sei al sicuro, ma se per qualche oscura ragione per avere successo occorresse una mentalità filosofica, ti accorgeresti di essere inadeguato e che non riesci a svilupparla.
                  >
                  > È esattamente il contrario. Le materie tecniche cambiano continuamente, devi abituarti ad imparare sempre cose nuove e diverse e questo ti aiuta a sviluppare una mentalità elastica ed aperta alle novità.

                  La forma mentis acquisita però è sempre la stessa, ed è la forma mentis che determina le predisposizioni. Ad esempio, dopo aver capito un principio i dettagli descrittivi mi annoiano, e questo mi preclude mestieri come l'informatica, fatta di convenzioni, protocolli, RFC. Invece il tecnico è uno che i dettagli entusiasmano, l'hacker è uno che dopo aver fatto funzionare il router ne esplora tutte le caratteristiche, e poi non contento ci installa sopra una distribuzione Linux per averne altre da esplorare.
<softv>

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