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Scritto da
Mitzky
La castratrice di troll
il 2015-06-22 14:16:40.0 alle 2015-06-22 14:16:40.0
Trollate totali: 1072
La foresta incantata
È un luogo dove tutto ha un suo perché, l'esplorazione e l'osservazione prolunungata o breve dipende da quanto la fauna e la flora si lascino osservare e del tempo che uno può attendere le risposte ai quesiti che si ha.
Il fascino e la gentile atrocità della vita che si fondono per donare un panorama della realtà completamente diverso.
Fin da subito il percorso è la foresta incantarono la piccola bambina che ha quattro anni con solo averne udito la descrizione volle a tutti i costi accompagnare suo padre.
Il viaggio era lungo, si partiva la mattina in bici fino al paesello dove fare rifornimento di cibo, poi si tornava qualche chilometro indietro e si prendeva una strada laterale verso i monti, si pedalava fin che si poteva e dopo si spingeva la bici. Il padre guidava la bici è la bambina dormiva seduta sulla canna della bici che era avvolta da dei teli per renderlo un sedile comodo. Nelle salite non troppo ripide la bambina se sveglia incentivava il padre nella pedalata con un ritornello di - Dale, dale,dale.- (dai, dai, dai). La sera si arrivava al paesino tra i monti e si dormiva in casa di qualche vicino amico. Il padre fino a tarda notte chiaccherava con gli amici masticando foglie di coca mentre la bambina stava a guardare le stelle sdraiata o seduta su un telo. Spesso le signore di casa la coccolavano e gli davano cibo, e sgridavano il padre per portare una bambina così piccola per un viaggio così lungo, - se la mangeranno gl'insetti- dicevano.
Il padre dal canto suo rispondeva - Cosa posso farci, lei vuole venire a tutti i costi-.
Si lasciava la bici dai vicini è la mattina presto si ripartiva a piedi per altri sedici chilometri di sali e scendi tra i monti, a volte la bambina ne approfittava per farsi un bel bagno nei fiume. La foresta avvolgeva il sentiero che attraversa i fiumi che avevano nomi a secondo delle loro caratteristiche, il fiume Salato, il fiume Nero, il fiume del Combattimento e infine il fiume Colorato, passato il fiume Colorato ci si sentiva un po' a casa qualche salita ancora e finalmente lo scenario della magica foresta di proprietà.
La strada comunitaria squarciava il terreno in due, scoprendo un'ettaro e mezzo di piante da frutto di banane di ogni varietà, agrumi e caffè.
Una piccola capanna li aspettava e li accoglieva sotto la sua ombra, ci si riposava dal lungo cammino e poi si iniziava a raccogliere foglie di banane secche per fare il materasso dove quella notte avrebbero dormito.
Una donna senza un uomo e' come un pesce senza bici.