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    Non Autenticato
    il 2015-07-20 00:32:43.0 alle 2015-07-20 00:32:43.0
    PENTITEVI
    Il caso di una Serva di Dio: Josepha Menendez, vissuta in questo secolo.

    Ascoltiamo dalla stessa Menendez la narrazione di qualche sua visita all'inferno.

    "In un istante mi trovai nell'inferno, ma senza esservi trascinata come le altre volte, e proprio come vi devono cadere i dannati. L'anima vi si precipita da se stessa, vi si getta come se desiderasse sparire dalla vista di Dio, per poterlo odiare e maledire.

    L'anima mia si lasciò cadere in un abisso di cui non si poteva vedere il fondo, perché immenso... Ho visto l'inferno come sempre: antri e fuoco. Benché non si vedano forme corporali, i tormenti straziano le anime dannate (che tra loro si conoscono) come se i loro corpi fossero presenti.

    Fui spinta in una nicchia di fuoco e schiacciata come tra piastre roventi e come se dei ferri e delle punte aguzze arroventate si infiggessero nel mio corpo.

    Ho sentito come se, pur senza riuscirci, si volesse strapparmi la lingua, cosa che mi riduceva agli estremi, con un atroce dolore. Gli occhi mi sembrava che uscissero dall'orbita, credo a causa del fuoco che li bruciava orrendamente.

    Non si può né muovere un dito per cercare sollievo, né cambiare posizione; il corpo è come compresso. Gli orecchi sono come storditi dalle grida orrende e confuse che non cessano un solo istante.

    Un odore nauseabondo e una ripugnante asfissia invade tutti, come se bruciasse carne in putrefazione con pece e zolfo.

    Tutto questo l'ho provato come nelle altre occasioni e, sebbene questi tormenti siano terribili, sarebbero un nulla se l'anima non soffrisse; ma essa soffre in modo indicibile per la privazione di Dio.

    Vedevo e sentivo alcune di queste anime dannate ruggire per l'eterno supplizio che sanno di dover sopportare, specialmente alle mani. Penso che durante la vita abbiano rubato, poiché gridavano: 'Maledette mani, dov'è ora quello che avete preso?'...

    Altre anime, urlando, accusavano la propria lingua, o gli occhi... ognuna ciò che è stato la causa del suo peccato: 'Ora paghi atrocemente le delizie che ti concedevi, o mio corpo!... E sei tu, o corpo, che l'hai voluto!... Per un istante di piacere, un'eternità di dolore!:..

    Mi sembra che all'inferno le anime si accusino specialmente di peccati di impurità.

    Mentre ero in quell'abisso, ho visto precipitare delle persone impure e non si possono dire né comprendere gli orrendi ruggiti che uscivano dalle loro bocche: 'Maledizione eterna!... Mi sono ingannata!... Mi sono perduta!... Sarò qui per sempre!... per sempre!!... per sempre!!!... e non ci sarà più rimedio... Maledetta me!:..

    Una ragazzina urlava disperatamente, imprecando contro le cattive soddisfazioni che ha concesso in vita al suo corpo e maledicendo i genitori che le avevano dato troppa libertà nel seguire la moda e i divertimenti mondani. Era dannata da tre mesi.

    Tutto ciò che ho scritto - conclude la Menendez - è soltanto una pallida ombra al confronto con ciò che si soffre veramente all'inferno."
    http://digilander.libero.it/monast/inferno/visione...
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      Non Autenticato
      il 2015-07-20 01:07:52.0 alle 2015-07-20 01:07:52.0
      Re: PENTITEVI
      Scritto da:
      > Il caso di una Serva di Dio: Josepha Menendez, vissuta in questo secolo.
      >
      > Ascoltiamo dalla stessa Menendez la narrazione di qualche sua visita all'inferno.
      >
      > "In un istante mi trovai nell'inferno, ma senza esservi trascinata come le altre volte, e proprio come vi devono cadere i dannati. L'anima vi si precipita da se stessa, vi si getta come se desiderasse sparire dalla vista di Dio, per poterlo odiare e maledire.
      >
      > L'anima mia si lasciò cadere in un abisso di cui non si poteva vedere il fondo, perché immenso... Ho visto l'inferno come sempre: antri e fuoco. Benché non si vedano forme corporali, i tormenti straziano le anime dannate (che tra loro si conoscono) come se i loro corpi fossero presenti.
      >
      > Fui spinta in una nicchia di fuoco e schiacciata come tra piastre roventi e come se dei ferri e delle punte aguzze arroventate si infiggessero nel mio corpo.
      >
      > Ho sentito come se, pur senza riuscirci, si volesse strapparmi la lingua, cosa che mi riduceva agli estremi, con un atroce dolore. Gli occhi mi sembrava che uscissero dall'orbita, credo a causa del fuoco che li bruciava orrendamente.
      >
      > Non si può né muovere un dito per cercare sollievo, né cambiare posizione; il corpo è come compresso. Gli orecchi sono come storditi dalle grida orrende e confuse che non cessano un solo istante.
      >
      > Un odore nauseabondo e una ripugnante asfissia invade tutti, come se bruciasse carne in putrefazione con pece e zolfo.
      >
      > Tutto questo l'ho provato come nelle altre occasioni e, sebbene questi tormenti siano terribili, sarebbero un nulla se l'anima non soffrisse; ma essa soffre in modo indicibile per la privazione di Dio.
      >
      > Vedevo e sentivo alcune di queste anime dannate ruggire per l'eterno supplizio che sanno di dover sopportare, specialmente alle mani. Penso che durante la vita abbiano rubato, poiché gridavano: 'Maledette mani, dov'è ora quello che avete preso?'...
      >
      > Altre anime, urlando, accusavano la propria lingua, o gli occhi... ognuna ciò che è stato la causa del suo peccato: 'Ora paghi atrocemente le delizie che ti concedevi, o mio corpo!... E sei tu, o corpo, che l'hai voluto!... Per un istante di piacere, un'eternità di dolore!:..
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      > Mi sembra che all'inferno le anime si accusino specialmente di peccati di impurità.
      >
      > Mentre ero in quell'abisso, ho visto precipitare delle persone impure e non si possono dire né comprendere gli orrendi ruggiti che uscivano dalle loro bocche: 'Maledizione eterna!... Mi sono ingannata!... Mi sono perduta!... Sarò qui per sempre!... per sempre!!... per sempre!!!... e non ci sarà più rimedio... Maledetta me!:..
      >
      > Una ragazzina urlava disperatamente, imprecando contro le cattive soddisfazioni che ha concesso in vita al suo corpo e maledicendo i genitori che le avevano dato troppa libertà nel seguire la moda e i divertimenti mondani. Era dannata da tre mesi.

      per dei ditalini? Perplesso

      > Tutto ciò che ho scritto - conclude la Menendez - è soltanto una pallida ombra al confronto con ciò che si soffre veramente all'inferno."
      > http://digilander.libero.it/monast/inferno/visione...
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      ☺
      Scritto da
      il 2015-07-20 08:13:13.0 alle 2015-07-20 08:13:13.0
      Trollate totali: 42885
      Re: PENTITEVI
      Scritto da:

      > Tutto ciò che ho scritto - conclude la Menendez - è soltanto una pallida ombra al confronto con ciò che si soffre veramente all'inferno."

      Quando perdevo la connessione ogni 3 minuti, quello era l'inferno A bocca storta ...
      `"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo
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      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2015-07-20 10:43:27.0 alle 2015-07-20 10:43:27.0
      Re: CURATEVI
      brutta cosa le psicosi
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        ☺
        Scritto da
        SAMURAI
        L'Ostinato
        il 2015-07-20 18:16:46.0 alle 2015-07-20 18:16:46.0
        Trollate totali: 6492
        Re: CURATEVI
        Chi crede a un inferno eterno di fuoco è un povero scemo. Nessun Dio farebbe soffrire suo figlio eternamente come viene descritto da Josepha; ovviamente in una dimensione ultraterrena non si ha il corpo fisico e quindi le fiamme non ci potrebbero bruciare; inoltre non abbiamo terminazioni nervose e quindi nessun tormento ci potrebbe far male. In realtà, nella religione musulmana, c'è l'inferno ma non è eterno. Dopo un tot di anni di sofferenze e tormenti ecco che i dannati sono perdonati e tornano in Paradiso dove si consoleranno con le 72 vergini... Occhiolino
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