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    Non Autenticato
    il 2015-08-20 03:49:05.0 alle 2015-08-20 03:49:05.0
    l'idyoda di Dostoèvskij
    Secondo me l'appellativo di idiota a yoda non è casuale e ricorda esattamente quello che Dostoèvskij attribuiva al suo personaggio dell'omonimo romanzo





    Quest’idea è raffigurare un uomo assolutamente buono. Niente, secondo me, può essere più difficile di questo, al giorno d’oggi soprattutto.

    il principe Myskin, uno spirito puro, incapace di adeguarsi al cinismo, alla meschinità che dominano intorno a lui: con la sua disarmante bontà, la sua innocenza assoluta, egli aspira all'armonia totale. Myskin s'innamora della bellissima Nastas'ja (oltretutto minorenne)

    l'Idiota era un personaggio talmente buono da risultare incomprensibile alla materialità della gente e per questo i suoi atteggiamenti erano considerati da "idiota".

    Lev’ Nicolaic Myskin è un "idiota", nel senso che, non solo è affetto da una malattia mentale, ma perché è buono, ingenuo, solidale, nonostante sia un discendente aristocratico, non ha problemi a discutere con i servi, con uno dei quali intraprenderà un lungo discorso contro la pena di morte, ritenendola addirittura, paradossalmente, peggio di una tortura: almeno sotto tortura puoi sempre sperare di salvarti, hai tempo per pentirti. Con la pena di morte invece, la morte è certa, non puoi scappare (salvo la grazia) e tu lo sai. Parla del caso di un uomo che è stato graziato (probabilmente parla dello stesso Dostoevskij, poiché anche lui era stato condannato a morte e poi graziato) e che potrebbe raccontare ciò che si prova a essere condannati.
    Il principe è considerato, per la sua bontà, una specie di santo, un angelo, un “frammento del Cristo”, ama i bambini, dice addirittura che gli adulti hanno molto da imparare da essi, ma ama anche le persone che soffrono, ragion per cui, quando era in Europa, è stato costretto ad alzare le mani sui bambini che deridevano e umiliavano una povera ragazza tisica.
    Nonostante sia considerato un idiota, dimostra una sapienza e un’intelligenza addirittura superiore a tutti quelli che lo circondano, poiché egli ama riflettere e sa di essere ritenuto un idiota.
    "Che razza di idiota sono" dice "se so che mi si considera un idiota?". E’ un personaggio al quale, non meno di Raskolnikov in "Delitto e Castigo", ci si affeziona. Si provano le sue stesse sofferenze, le stesse passioni, le stesse emozioni, come se le vivessimo insieme a lui. Un romanzo dai messaggi profondi, con un finale commovente, forse inaspettato... o forse no.
    http://www.sololibri.net/L-Idiota-di-Fedor-M-Dosto...

    Non ricorda appunto idyoda?
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