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"Ho studiato a Yale !"Sei un pezzente, io ho studiato all'ETHZ


https://www.timeshighereducation.com/world-univers...
PS: La prima universita' italiana (Scuola Normale Superiore di Pisa) la troviamo in posizione 122
`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo-
Re: "Ho studiato a Yale !"Scritto daNon Autenticatoil 2015-10-01 08:58:07.0 alle 2015-10-01 08:58:07.0Scritto da: Giambo
> Sei un pezzente, io ho studiato all'ETHZ

> https://www.timeshighereducation.com/world-univers...
>
> PS: La prima universita' italiana (Scuola Normale Superiore di Pisa) la troviamo in posizione 122
Se ci fosse anche una sola università italiana nei primi 10 posti ci sarebbe da ridere parecchio.
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Re: "Ho studiato a Yale !"Scritto da:
> > Sei un pezzente, io ho studiato all'ETHZ

> > https://www.timeshighereducation.com/world-univers...
> >
> > PS: La prima universita' italiana (Scuola Normale Superiore di Pisa) la troviamo in posizione 122
>
> Se ci fosse anche una sola università italiana nei primi 10 posti ci sarebbe da ridere parecchio.
Da quant'e' che provo a scatenare (Senza successo) un flame "Svizzera Vs. Italia"
?
`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo
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Re: "Ho studiato a Yale !"Scritto daNon Autenticatoil 2015-10-01 14:06:42.0 alle 2015-10-01 14:06:42.0Scritto da: Giambo
> Sei un pezzente, io ho studiato all'ETHZ

> https://www.timeshighereducation.com/world-univers...
>
> PS: La prima universita' italiana (Scuola Normale Superiore di Pisa) la troviamo in posizione 122
Mi piacerebbe sapere in base a quali criteri compilano queste graduatorie.-
Re: "Ho studiato a Yale !"Scritto daNon Autenticatoil 2015-10-01 14:09:29.0 alle 2015-10-01 14:09:29.0Scritto da:
> Scritto da: Giambo
> > Sei un pezzente, io ho studiato all'ETHZ

> > https://www.timeshighereducation.com/world-univers...
> >
> > PS: La prima universita' italiana (Scuola Normale Superiore di Pisa) la troviamo in posizione 122
>
> Mi piacerebbe sapere in base a quali criteri compilano queste graduatorie.
Io lo farei con le studentesse che lo sucano meglio.
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Re: "Ho studiato a Yale !"Scritto da:
> > Sei un pezzente, io ho studiato all'ETHZ

> > https://www.timeshighereducation.com/world-univers...
> >
> > PS: La prima universita' italiana (Scuola Normale Superiore di Pisa) la troviamo in posizione 122
>
> Mi piacerebbe sapere in base a quali criteri compilano queste graduatorie.
https://www.timeshighereducation.com/news/ranking-...
`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo-
Re: "Ho studiato a Yale !"Scritto daNon Autenticatoil 2015-10-01 14:46:00.0 alle 2015-10-01 14:46:00.0Scritto da: Giambo
> Scritto da:
>
> > > Sei un pezzente, io ho studiato all'ETHZ

> > > https://www.timeshighereducation.com/world-univers...
> > >
> > > PS: La prima universita' italiana (Scuola Normale Superiore di Pisa) la troviamo in posizione 122
> >
> > Mi piacerebbe sapere in base a quali criteri compilano queste graduatorie.
>
> https://www.timeshighereducation.com/news/ranking-...
Universities are excluded from the World University Rankings [...] if their research output amounted to fewer than 1,000 articles between 2010 and 2014 (200 a year).
Ad esempio. Logico che un'università più grossa produce più articoli.
Comunque me lo chiedevo perché l'università di Torino si è sempre presentata come un centro d'eccellenza (parola attualmente di moda nell'ambito della regione Piemonte), ma con me non lo è stata. Tuttavia, i problemi che avevo riscontrato sussistono paro paro in qualsiasi altra università a livello mondiale. In qualsiasi università si segue il metodo degli esami (migliaia di pagine e centinaia di dimostrazioni, ciascuna col suo "trucco" da mandare a memoria per un'unica interrogazione) invece delle continue interrogazioni grazie a cui un liceo prende una classe di venticinque persone e bene o male le fa arrivare quasi tutte fino in quinta; anche nei video del MIT su Youtube vedo professori gigioneggiare come su un palcoscenico (allora perché non Beppe Grillo?) invece di soffermarsi sui calcoli, i passaggi, i nessi logici.
Suppongo allora che la differenza la facciano altri aspetti, ma il solo che mi viene in mente è la disponibilità di laboratori d'avanguardia per la ricerca, che forse in Italia è sottodimensionata, e soprattuto il collegamento con un sistema che raccoglie e sviluppa le tecnologie abbozzate dalla ricerca.-
Re: "Ho studiato a Yale !"Scritto da:
> anche nei video del MIT su Youtube vedo professori gigioneggiare come su un palcoscenico (allora perché non Beppe Grillo?) invece di soffermarsi sui calcoli, i passaggi, i nessi logici.
I professori dovrebbero darti la "traccia", indicarti la luna.
C'e' chi guarda il dito, chi guarda la luna e chi cerca di capire come arrivarci.`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo-
Re: "Ho studiato a Yale !"Scritto daNon Autenticatoil 2015-10-01 16:45:42.0 alle 2015-10-01 16:45:42.0Scritto da: Giambo
> Scritto da:
>
> > anche nei video del MIT su Youtube vedo professori gigioneggiare come su un palcoscenico (allora perché non Beppe Grillo?) invece di soffermarsi sui calcoli, i passaggi, i nessi logici.
>
> I professori dovrebbero darti la "traccia", indicarti la luna.
> C'e' chi guarda il dito, chi guarda la luna e chi cerca di capire come arrivarci.
Non funziona così. O meglio, funziona se il programma da portare all'esame si basa su un libro di testo preciso. Oggi in genere i corsi si basano su un testo scritto dal docente in LaTeX, più volte rivisto anche con il contributo degli studenti, ma all'epoca avevamo lacunose dispense ciclostilate.
Se dopo aver seguito le lezioni al mattino devo redigere gli appunti in bella, ricostruendo da me nessi e concetti che a lezione sono stati appena abbozzati, arrivo a notte che ho elaborato il materiale di un solo esame, perché è come se dovessi scrivere io il libro. Posso quindi preparare due esami all'anno invece dei 4-5 previsti, tre se sacrifico le vacanze.
Alcuni fra i problemi da me allora riscontrati sono, a parte il già lamentato fenomeno dei corsoni mangia e bevi con esamone finale:
- Lezioni confusionarie, professore che non se ne accorge o se ne frega, organi di rappresentanza degli studenti che banfano sulla politica ma su questo tacciono - perdura tuttora.
- Assenza di persone a cui fare domande - oggi almeno c'è il tutor, uno studente senior che ti viene assegnato.
- Esame eccessivamente pesante se vuoi capire e sapere (e di conseguenza prendere un voto alto) e erciò passi molto tempo a elaborare materiale grezzo.
- Esame non abbastanza severo se ti accontenti di 28 - oggi però la prassi di regalare 27 e 28 sembra ridimensionata.
- Valutazione basata solo sul colloquio orale e talvolta compiti scritti - invece negli USA gli studenti devono scrivere saggi e tesine.
- Divieto di usare il libro nei compiti scritti. Per confronto, il mio professore di matematica del liceo incoraggiava l'uso del libro e della calcolatrice, perché quando devi affrontare un problema in unasituazione reale quelli sono gli strumenti che hai a disposizione.
- Ricorso agli studenti inesistente - ho ad esempio ho un recente PDF di Metodi matematici per la fisica scritto in collaborazione con degli studenti... vent'anni troppo tardi pe me: all'epoca gran parte dei miei compagni studiò sui miei appunti almeno due corsi, senza che i professori si interessassero minimamente della cosa, sia dal punto di vista "è grave se manca un testo e gli studenti devono studiare sugli appunti presi da uno di loro" che da quello "toh, uno studente ha fatto il lavoro che avrei dovuto fare io, contattiamolo per una collaborazione".
- Difficoltà meramente tecniche: se chiami gli indici i e j almeno scrivili in modo diverso, o dalle ultime file non si legge; se hai la erre moscia non chiamarli r e l; se li chiami m e n la spiegazione diventa uno scioglilingua e ti confonderai spesso; se disegni un grafico disegnalo giusto invece di correggerlo quando gli studnti l'hanno già ricopiato; se spieghi una situazione con una serie di grafici disegnali tutti invece di disegnarne uno solo e modificarlo man mano, perché chi deve prendere appunti li dovrà disegnare tutti; etc. etc.
Oggi alcuni problemi sono stati risolti, ma ne sono stati creati altri. Ad esempio ogni corsone del vecchio ordinamento è stato spezzato in almeno due corsi, perché ci si dev'essere accorti che la dimensione del materiale da portare all'esame era un problema: però poi si è ceduto alla tentazione di rimpolpare ciascuna parte con argomenti secondari e superflui, ottenendo un corso quasi uguale al corsone di partenza.
Inoltre l'università attuale l'ho trovata fiscale e piena di regole e regolette, sembra la burocrazia italiana: ad esempio ai vecchi tempi che si dovesse conoscere l'inglese era ovvio, ma ora c'è un esametto obbligatorio, basato però sulla conoscenza nozionistica della grammatica (districarsi fra frasi appositamente complicate manco si dovesse studiare la sintassi latina, dire quale è la forma "corretta" tra due che cercando con Google risultano usate entrambe, e così via).
In conclusione: in confronto alla razionalità didattica del liceo l'università è stata un pasticcio; non mi pare sia migliorata abbastanza, e neppure le prestigiose università estere mi sembrano tanto migliori.-
Re: "Ho studiato a Yale !"Scritto da:
> In conclusione: in confronto alla razionalità didattica del liceo l'università è stata un pasticcio; non mi pare sia migliorata abbastanza, e neppure le prestigiose università estere mi sembrano tanto migliori.
Stai applicando la tua esperienza personale a tutta la tua universita' e poi a tutte le universita'.`"la realta' non e' cosi' terrificante come vogliono farti credere" - Giambo ` - Wakko che cita Giambo-
Re: "Ho studiato a Yale !"Scritto daNon Autenticatoil 2015-10-01 17:08:39.0 alle 2015-10-01 17:08:39.0Scritto da: Giambo
> Scritto da:
>
> > In conclusione: in confronto alla razionalità didattica del liceo l'università è stata un pasticcio; non mi pare sia migliorata abbastanza, e neppure le prestigiose università estere mi sembrano tanto migliori.
>
> Stai applicando la tua esperienza personale a tutta la tua universita' e poi a tutte le universita'.
Probabile, ma i corsi del MIT che ho visto su YT mi fanno ipotizzare che chi si laurea debba anche lì imparare da solo.-
Re: "Ho studiato a Yale !"Scritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2015-10-01 17:41:55.0 alle 2015-10-01 17:41:55.0Trollate totali: 14239Scritto da:
>
> Probabile, ma i corsi del MIT che ho visto su YT mi fanno ipotizzare che chi si laurea debba anche lì imparare da solo.
E che vuoi, che ti imparino gli altri?
I pedoni possono muoversi solo in avanti.-
Re: "Ho studiato a Yale !"Scritto daNon Autenticatoil 2015-10-01 18:20:10.0 alle 2015-10-01 18:20:10.0Scritto da: avvelenato
> Scritto da:
> >
> > Probabile, ma i corsi del MIT che ho visto su YT mi fanno ipotizzare che chi si laurea debba anche lì imparare da solo.
>
> E che vuoi, che ti impalino gli altri?
Si
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Re: "Ho studiato a Yale !"Scritto daNon Autenticatoil 2015-10-01 15:26:28.0 alle 2015-10-01 15:26:28.0Scritto da:
> Scritto da: Giambo
> > Scritto da:
> >
> > > > Sei un pezzente, io ho studiato all'ETHZ

> > > > https://www.timeshighereducation.com/world-univers...
> > > >
> > > > PS: La prima universita' italiana (Scuola Normale Superiore di Pisa) la troviamo in posizione 122
> > >
> > > Mi piacerebbe sapere in base a quali criteri compilano queste graduatorie.
> >
> > https://www.timeshighereducation.com/news/ranking-...
>
> Universities are excluded from the World University Rankings [...] if their research output amounted to fewer than 1,000 articles between 2010 and 2014 (200 a year).
>
> Ad esempio. Logico che un'università più grossa produce più articoli.
Il numero di articoli pubblicato non è un buon metro per stabilire la qualità delle ricerche effettuate.
> Comunque me lo chiedevo perché l'università di Torino si è sempre presentata come un centro d'eccellenza (parola attualmente di moda nell'ambito della regione Piemonte), ma con me non lo è stata. Tuttavia, i problemi che avevo riscontrato sussistono paro paro in qualsiasi altra università a livello mondiale. In qualsiasi università si segue il metodo degli esami (migliaia di pagine e centinaia di dimostrazioni, ciascuna col suo "trucco" da mandare a memoria per un'unica interrogazione) invece delle continue interrogazioni grazie a cui un liceo prende una classe di venticinque persone e bene o male le fa arrivare quasi tutte fino in quinta; anche nei video del MIT su Youtube vedo professori gigioneggiare come su un palcoscenico (allora perché non Beppe Grillo?) invece di soffermarsi sui calcoli, i passaggi, i nessi logici.
>
> Suppongo allora che la differenza la facciano altri aspetti, ma il solo che mi viene in mente è la disponibilità di laboratori d'avanguardia per la ricerca, che forse in Italia è sottodimensionata, e soprattuto il collegamento con un sistema che raccoglie e sviluppa le tecnologie abbozzate dalla ricerca.
Ci mancherebbe solo di trasformare le università in licei.
All'università ci vai da adulto, dove si da per scontato che tu sia abbastanza maturo da prendere in mano la tua istruzione. I professori fanno la loro lezione a centinaia di persone per volta, se non hai capito qualcosa puoi chiedere che ti venga spiegata in un altro modo... ma non è pensabile che il professore debba stare a trascinarsi dietro un mucchio di capre come avviene nelle scuole inferiori.
Se vai all'università e ti va di imparare hai a disposizione libri, le lezioni, il professore in privato nel suo ufficio, i libri, oggi anche le registrazioni di lezioni precedenti... se invece vuoi che siano i professori a trascinarti a peso morto come facevano al liceo sei proprio nel posto sbagliato.
Anzi, secondo me dovrebbero farlo anche nelle scuole superiori. Vuoi imparare? Ti impegni e lo fai. La materia non ti interessa? Vai a fare altro, per esempio vendere orologi su una spiaggia, non stai lì a rallentare tutti gli altri e penalizzare chi vuole imparare.-
Re: "Ho studiato a Yale !"Scritto daNon Autenticatoil 2015-10-01 17:07:00.0 alle 2015-10-01 17:07:00.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da: Giambo
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> > > > > Sei un pezzente, io ho studiato all'ETHZ

> > > > > https://www.timeshighereducation.com/world-univers...
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> > > > > PS: La prima universita' italiana (Scuola Normale Superiore di Pisa) la troviamo in posizione 122
> > > >
> > > > Mi piacerebbe sapere in base a quali criteri compilano queste graduatorie.
> > >
> > > https://www.timeshighereducation.com/news/ranking-...
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> > Universities are excluded from the World University Rankings [...] if their research output amounted to fewer than 1,000 articles between 2010 and 2014 (200 a year).
> >
> > Ad esempio. Logico che un'università più grossa produce più articoli.
>
> Il numero di articoli pubblicato non è un buon metro per stabilire la qualità delle ricerche effettuate.
Ovvio, ma è implicitamente assunto come criterio dal sito.
> > Comunque me lo chiedevo perché l'università di Torino si è sempre presentata come un centro d'eccellenza (parola attualmente di moda nell'ambito della regione Piemonte), ma con me non lo è stata. Tuttavia, i problemi che avevo riscontrato sussistono paro paro in qualsiasi altra università a livello mondiale. In qualsiasi università si segue il metodo degli esami (migliaia di pagine e centinaia di dimostrazioni, ciascuna col suo "trucco" da mandare a memoria per un'unica interrogazione) invece delle continue interrogazioni grazie a cui un liceo prende una classe di venticinque persone e bene o male le fa arrivare quasi tutte fino in quinta; anche nei video del MIT su Youtube vedo professori gigioneggiare come su un palcoscenico (allora perché non Beppe Grillo?) invece di soffermarsi sui calcoli, i passaggi, i nessi logici.
> >
> > Suppongo allora che la differenza la facciano altri aspetti, ma il solo che mi viene in mente è la disponibilità di laboratori d'avanguardia per la ricerca, che forse in Italia è sottodimensionata, e soprattuto il collegamento con un sistema che raccoglie e sviluppa le tecnologie abbozzate dalla ricerca.
>
> Ci mancherebbe solo di trasformare le università in licei.
La scuola media superiore è didatticamente efficiente...
> All'università ci vai da adulto, dove si da per scontato che tu sia abbastanza maturo da prendere in mano la tua istruzione. I professori fanno la loro lezione a centinaia di persone per volta, se non hai capito qualcosa puoi chiedere che ti venga spiegata in un altro modo... ma non è pensabile che il professore debba stare a trascinarsi dietro un mucchio di capre come avviene nelle scuole inferiori.
... appunto perché porta al termine tutti, tranne proprio i più caprini. L'università è inefficiente perché miete inutilmente vittime fra persone che al liceo prendevano buoni voti - perché se non hai buoni voti in fisica o in matematica non ti passa per la testa di iscriverti a tali facoltà.
Non c'è da stupirsi che molte persone di successo siano dei fuoriusciti. Quello che distingue una persona di successo è essere sveglio, saper dire a se stesso "oh, ma qui è uno schifo!", capire che occorre mollare e fare altro invece di dare retta al super-io. È per questo che Bezos è miliardario e io non ho un soldo.
> Se vai all'università e ti va di imparare hai a disposizione libri,
(scritti da te)
> le lezioni,
(confusionarie)
> il professore in privato nel suo ufficio,
Una volta ho portato una dozzina di domande per iscritto al professore, ha risposto a due con frasi fatte... ciò non mi ha incoraggiato a ripetere la cosa. Una volta ho chiesto al professore in classe una spiegazione su un'incongruenza, mi ha risposto "è nello spirito del calcolo" (sul quaderno ho disegnato un fantasmino). Ammetto che ora è diverso: ci sono i tutor, e soprattutto c'è internet piena di forum. Nei forum ti devi sorbire gli spocchiosi, ma talvolta anche le loro risposte sono utili.
> i libri, oggi anche le registrazioni di lezioni precedenti...
Mentre stavo cercando online materiali per Introduzione alla fisica nucleare, avevo trovato un sito di Tiscali di uno che aveva messo online i suoi appunti tratti dalle registrazioni: c'erano tragici farfugli senza senso, seguiti dalla spiegazione "così come trascritto dalla registrazione". Troppe volte i prof farfugliano quando non sanno spiegare.
> se invece vuoi che siano i professori a trascinarti a peso morto come facevano al liceo sei proprio nel posto sbagliato.
Ripeto: il liceo è efficiente perché segue il metodo giusto, l'università fa schifo e non offre nulla di stimolante.
> Anzi, secondo me dovrebbero farlo anche nelle scuole superiori. Vuoi imparare? Ti impegni e lo fai. La materia non ti interessa? Vai a fare altro, per esempio vendere orologi su una spiaggia, non stai lì a rallentare tutti gli altri e penalizzare chi vuole imparare.
Come al solito capisci quello che vuoi capire tu.-
Re: "Ho studiato a Yale !"Scritto daNon Autenticatoil 2015-10-01 18:42:57.0 alle 2015-10-01 18:42:57.0Scritto da:
> Scritto da:
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> > > > > > Sei un pezzente, io ho studiato all'ETHZ

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> > > > > > PS: La prima universita' italiana (Scuola Normale Superiore di Pisa) la troviamo in posizione 122
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> > > > > Mi piacerebbe sapere in base a quali criteri compilano queste graduatorie.
> > > >
> > > > https://www.timeshighereducation.com/news/ranking-...
> > >
> > > Universities are excluded from the World University Rankings [...] if their research output amounted to fewer than 1,000 articles between 2010 and 2014 (200 a year).
> > >
> > > Ad esempio. Logico che un'università più grossa produce più articoli.
> >
> > Il numero di articoli pubblicato non è un buon metro per stabilire la qualità delle ricerche effettuate.
>
> Ovvio, ma è implicitamente assunto come criterio dal sito.
Già, ma è sbagliato. Non solo perché quantità != qualità, ma anche perché così spingi la gente a fare ricerche sul sesso degli angeli che non serve a niente e a nessuno. Ricerche fatto solo per fare numero (perché a quel punto i ricercatori hanno paura di perdere il posto). Anziché usare quelle menti per fare ricerche serie.
> > Ci mancherebbe solo di trasformare le università in licei.
>
> La scuola media superiore è didatticamente efficiente...
Certo, come no. E i maiali nel tuo mondo volano.
> ... appunto perché porta al termine tutti, tranne proprio i più caprini.
E così facendo penalizza, rallenta e annoia chi invece ha un cervello e lo sa usare. SE si facessero classi SEPARATE in base agli interessi e all'intelligenza/capacità dei singoli studenti ALLORA andrebbe bene. Invece oggi per tirare avanti cretini senza il minimo interesse in quello che stai insegnando si finisce per penalizzare proprio le persone più capaci che si ritrovano ad odiare la scuola e lo studio anziché amarli.
> L'università è inefficiente perché miete inutilmente vittime fra persone che al liceo prendevano buoni voti
Il che dovrebbe farti capire che chi prendeva buoni voti al liceo non se li meritava... li prendeva solo perché c'era dietro a lui/lei la maestrina con la bacchetta.
> - perché se non hai buoni voti in fisica o in matematica non ti passa per la testa di iscriverti a tali facoltà.
Ho visto cose che voi umani...
>
> Non c'è da stupirsi che molte persone di successo siano dei fuoriusciti.
Quello è un altro discorso e riguarda il fatto che l'università è quasi sempre troppo teorica... finendo per penalizzare le persone a cui invece piacciono le cose pratiche (che sono poi anche quelle che hanno piacere ad imparare per fare le cose, non solo per il solo gusto di impararle).
> Quello che distingue una persona di successo è essere sveglio, saper dire a se stesso "oh, ma qui è uno schifo!", capire che occorre mollare e fare altro invece di dare retta al super-io. È per questo che Bezos è miliardario e io non ho un soldo.
Tieni conto che le persone di successo sono solo una minima parte delle persone che meritano di avere successo. In molti casi si tratta di colpi di culo... essere la persona giusta nel posto giusto e nel momento giusto. Prendi Gates... se fosse nato oggi sarebbe solo uno dei tanti nerd che hanno mollato l'università per andare a fare panini al McDonalds (lui aveva anche il vantaggio di appartenere ad una famiglia molto ricca).
Quando una persona di successo viene a raccontarti come devi fare per avere successo nella vita, quasi sempre ha a che fare con la sua auto-convinzione di essersi meritato quel posto e molto poco invece a che fare con la realtà di quello che è davvero successo. Avere successo è al 90% culo (posto giusto, conoscenze giuste, conoscenti giusti, momento giusto) e al 10% bravura in qualcosa.
> > Se vai all'università e ti va di imparare hai a disposizione libri,
>
> (scritti da te)
Scritti da chi vuoi. Se hai dei dubbi oggi c'è anche Internet, i forum specializzati, ecc. Oggi proprio non hai scuse.
> > le lezioni,
>
> (confusionarie)
Questo dipende dal professore. Io ho avuto professori molto bravi altrettanto di capre che era meglio se se ne stavano a casa.
Il mio prof. di fisica delle superiori era un fottuto genio nell'insegnare, non solo sapeva le cose, ma gli piacevano anche e sapeva trasmettere questo suo piacere a tutti noi (fumava in classe dicendoci che non glie ne fregava un cazzo se era illegale e non aveva problemi a chiamarci "merdine" ma era un ottimo professore, non lo cambierei con nessun altro) ma anche professori di merda come la prof di matematica che ho avuto nel biennio che mi ha fatto odiare la matematica per diversi anni a venire... era una capra del cazzo messa lì solo perché era parente del preside, non conosceva la sua materia e non glie ne fregava un cazzo di insegnarla. Idem all'università... c'erano professori (come quello di Matematica Discreta) che erano ottimi e da loro ho imparato parecchio... poi c'erano gli imbecilli come quello che ho avuto in Sistemi Operativi che non capiva un cazzo, tant'è che per l'esame ho preferito studiare tutto da solo.
> > il professore in privato nel suo ufficio,
>
> Una volta ho portato una dozzina di domande per iscritto al professore, ha risposto a due con frasi fatte... ciò non mi ha incoraggiato a ripetere la cosa. Una volta ho chiesto al professore in classe una spiegazione su un'incongruenza, mi ha risposto "è nello spirito del calcolo" (sul quaderno ho disegnato un fantasmino). Ammetto che ora è diverso: ci sono i tutor, e soprattutto c'è internet piena di forum. Nei forum ti devi sorbire gli spocchiosi, ma talvolta anche le loro risposte sono utili.
Ancora, dipende dal professore, non è un problema dell'università in sé.
Il mio professore di Fondamenti di Informatica e Teoria dell'Informazione era molto bravo... andavo da lui praticamente una volta a settimana e passava ore a farmi esempi e a rispondere alle mie domande... oramai lo conoscevo così bene che quando un giorno è entrato in classe e ci ha detto che sua figlia era morta all'asilo il giorno prima (soffocata da un giocattolo credo) e che non poteva fare lezione per qualche giorno mi è dispiaciuto come fosse morta mia figlia... non credo di essere mai stato così male per i fatti privati di un professore prima.
> > i libri, oggi anche le registrazioni di lezioni precedenti...
>
> Mentre stavo cercando online materiali per Introduzione alla fisica nucleare, avevo trovato un sito di Tiscali di uno che aveva messo online i suoi appunti tratti dalle registrazioni: c'erano tragici farfugli senza senso, seguiti dalla spiegazione "così come trascritto dalla registrazione". Troppe volte i prof farfugliano quando non sanno spiegare.
Ripeto, questo dipende dal professore. Non dal metodo che c'è all'università.
>
> > se invece vuoi che siano i professori a trascinarti a peso morto come facevano al liceo sei proprio nel posto sbagliato.
>
> Ripeto: il liceo è efficiente perché segue il metodo giusto, l'università fa schifo e non offre nulla di stimolante.
Non condivido affatto questa tua pretesa di voler trascinare tutti...
In classe eravamo in 30 alle superiori. In 5 FORSE eravamo interessati a quello che si insegnava. Se chiedi ad uno qualsiasi dei rimanenti 25 cosa abbiamo fatto alle superiori ti dirà "boh". Quindi a cosa razzo è servito? Chi non vuole imparare non impara, sta solo lì a far perdere tempo a te, al professore e a rovinare la lezione a chi vuole imparare (oltre che al professore che sta cercando di spiegare qualcosa).
> > Anzi, secondo me dovrebbero farlo anche nelle scuole superiori. Vuoi imparare? Ti impegni e lo fai. La materia non ti interessa? Vai a fare altro, per esempio vendere orologi su una spiaggia, non stai lì a rallentare tutti gli altri e penalizzare chi vuole imparare.
>
> Come al solito capisci quello che vuoi capire tu.
A me sembra di aver capito molto bene quello che dicevi. Se non ho capito spiegati meglio.-
Re: "Ho studiato a Yale !"> Il mio prof. di fisica delle superiori era un fottuto genio nell'insegnare, non solo sapeva le cose, ma gli piacevano anche e sapeva trasmettere questo suo piacere a tutti noi (fumava in classe dicendoci che non glie ne fregava un cazzo se era illegale e non aveva problemi a chiamarci "merdine" .
>
Per la serie "la scuola ha un ruolo educativo"
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Re: "Ho studiato a Yale !"Scritto daNon Autenticatoil 2015-10-01 19:40:50.0 alle 2015-10-01 19:40:50.0Scritto da: Ordine Reich
> > Il mio prof. di fisica delle superiori era un fottuto genio nell'insegnare, non solo sapeva le cose, ma gli piacevano anche e sapeva trasmettere questo suo piacere a tutti noi (fumava in classe dicendoci che non glie ne fregava un cazzo se era illegale e non aveva problemi a chiamarci "merdine" .
> >
>
> Per la serie "la scuola ha un ruolo educativo"
Me ne sciacquo le palle di quello che un cretino come te crede dovrebbe essere la scuola.
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Re: "Ho studiato a Yale !"Scritto daNon Autenticatoil 2015-10-01 19:40:49.0 alle 2015-10-01 19:40:49.0Scritto da:
> Scritto da:
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> > > > >
> > > > > > > Sei un pezzente, io ho studiato all'ETHZ

> > > > > > > https://www.timeshighereducation.com/world-univers...
> > > > > > >
> > > > > > > PS: La prima universita' italiana (Scuola Normale Superiore di Pisa) la troviamo in posizione 122
> > > > > >
> > > > > > Mi piacerebbe sapere in base a quali criteri compilano queste graduatorie.
> > > > >
> > > > > https://www.timeshighereducation.com/news/ranking-...
> > > >
> > > > Universities are excluded from the World University Rankings [...] if their research output amounted to fewer than 1,000 articles between 2010 and 2014 (200 a year).
> > > >
> > > > Ad esempio. Logico che un'università più grossa produce più articoli.
> > >
> > > Il numero di articoli pubblicato non è un buon metro per stabilire la qualità delle ricerche effettuate.
> >
> > Ovvio, ma è implicitamente assunto come criterio dal sito.
>
> Già, ma è sbagliato. Non solo perché quantità != qualità, ma anche perché così spingi la gente a fare ricerche sul sesso degli angeli che non serve a niente e a nessuno. Ricerche fatto solo per fare numero (perché a quel punto i ricercatori hanno paura di perdere il posto). Anziché usare quelle menti per fare ricerche serie.
>
> > > Ci mancherebbe solo di trasformare le università in licei.
> >
> > La scuola media superiore è didatticamente efficiente...
>
> Certo, come no. E i maiali nel tuo mondo volano.
>
> > ... appunto perché porta al termine tutti, tranne proprio i più caprini.
>
> E così facendo penalizza, rallenta e annoia chi invece ha un cervello e lo sa usare. SE si facessero classi SEPARATE in base agli interessi e all'intelligenza/capacità dei singoli studenti ALLORA andrebbe bene. Invece oggi per tirare avanti cretini senza il minimo interesse in quello che stai insegnando si finisce per penalizzare proprio le persone più capaci che si ritrovano ad odiare la scuola e lo studio anziché amarli.
>
> > L'università è inefficiente perché miete inutilmente vittime fra persone che al liceo prendevano buoni voti
>
> Il che dovrebbe farti capire che chi prendeva buoni voti al liceo non se li meritava... li prendeva solo perché c'era dietro a lui/lei la maestrina con la bacchetta.
>
> > - perché se non hai buoni voti in fisica o in matematica non ti passa per la testa di iscriverti a tali facoltà.
>
> Ho visto cose che voi umani...
>
> >
> > Non c'è da stupirsi che molte persone di successo siano dei fuoriusciti.
>
> Quello è un altro discorso e riguarda il fatto che l'università è quasi sempre troppo teorica... finendo per penalizzare le persone a cui invece piacciono le cose pratiche (che sono poi anche quelle che hanno piacere ad imparare per fare le cose, non solo per il solo gusto di impararle).
>
> > Quello che distingue una persona di successo è essere sveglio, saper dire a se stesso "oh, ma qui è uno schifo!", capire che occorre mollare e fare altro invece di dare retta al super-io. È per questo che Bezos è miliardario e io non ho un soldo.
>
> Tieni conto che le persone di successo sono solo una minima parte delle persone che meritano di avere successo. In molti casi si tratta di colpi di culo... essere la persona giusta nel posto giusto e nel momento giusto. Prendi Gates... se fosse nato oggi sarebbe solo uno dei tanti nerd che hanno mollato l'università per andare a fare panini al McDonalds (lui aveva anche il vantaggio di appartenere ad una famiglia molto ricca).
>
> Quando una persona di successo viene a raccontarti come devi fare per avere successo nella vita, quasi sempre ha a che fare con la sua auto-convinzione di essersi meritato quel posto e molto poco invece a che fare con la realtà di quello che è davvero successo. Avere successo è al 90% culo (posto giusto, conoscenze giuste, conoscenti giusti, momento giusto) e al 10% bravura in qualcosa.
>
> > > Se vai all'università e ti va di imparare hai a disposizione libri,
> >
> > (scritti da te)
>
> Scritti da chi vuoi. Se hai dei dubbi oggi c'è anche Internet, i forum specializzati, ecc. Oggi proprio non hai scuse.
>
> > > le lezioni,
> >
> > (confusionarie)
>
> Questo dipende dal professore. Io ho avuto professori molto bravi altrettanto di capre che era meglio se se ne stavano a casa.
>
> Il mio prof. di fisica delle superiori era un fottuto genio nell'insegnare,
Chi era, Tonzig?
> non solo sapeva le cose, ma gli piacevano anche e sapeva trasmettere questo suo piacere a tutti noi (fumava in classe dicendoci che non glie ne fregava un cazzo se era illegale e non aveva problemi a chiamarci "merdine" ma era un ottimo professore, non lo cambierei con nessun altro) ma anche professori di merda come la prof di matematica che ho avuto nel biennio che mi ha fatto odiare la matematica per diversi anni a venire... era una capra del cazzo messa lì solo perché era parente del preside, non conosceva la sua materia e non glie ne fregava un cazzo di insegnarla. Idem all'università... c'erano professori (come quello di Matematica Discreta) che erano ottimi e da loro ho imparato parecchio... poi c'erano gli imbecilli come quello che ho avuto in Sistemi Operativi che non capiva un cazzo, tant'è che per l'esame ho preferito studiare tutto da solo.
>
> > > il professore in privato nel suo ufficio,
> >
> > Una volta ho portato una dozzina di domande per iscritto al professore, ha risposto a due con frasi fatte... ciò non mi ha incoraggiato a ripetere la cosa. Una volta ho chiesto al professore in classe una spiegazione su un'incongruenza, mi ha risposto "è nello spirito del calcolo" (sul quaderno ho disegnato un fantasmino). Ammetto che ora è diverso: ci sono i tutor, e soprattutto c'è internet piena di forum. Nei forum ti devi sorbire gli spocchiosi, ma talvolta anche le loro risposte sono utili.
>
> Ancora, dipende dal professore, non è un problema dell'università in sé.
> Il mio professore di Fondamenti di Informatica e Teoria dell'Informazione era molto bravo... andavo da lui praticamente una volta a settimana e passava ore a farmi esempi e a rispondere alle mie domande... oramai lo conoscevo così bene che quando un giorno è entrato in classe e ci ha detto che sua figlia era morta all'asilo il giorno prima (soffocata da un giocattolo credo) e che non poteva fare lezione per qualche giorno mi è dispiaciuto come fosse morta mia figlia... non credo di essere mai stato così male per i fatti privati di un professore prima.
>
> > > i libri, oggi anche le registrazioni di lezioni precedenti...
> >
> > Mentre stavo cercando online materiali per Introduzione alla fisica nucleare, avevo trovato un sito di Tiscali di uno che aveva messo online i suoi appunti tratti dalle registrazioni: c'erano tragici farfugli senza senso, seguiti dalla spiegazione "così come trascritto dalla registrazione". Troppe volte i prof farfugliano quando non sanno spiegare.
>
> Ripeto, questo dipende dal professore. Non dal metodo che c'è all'università.
>
> >
> > > se invece vuoi che siano i professori a trascinarti a peso morto come facevano al liceo sei proprio nel posto sbagliato.
> >
> > Ripeto: il liceo è efficiente perché segue il metodo giusto, l'università fa schifo e non offre nulla di stimolante.
>
> Non condivido affatto questa tua pretesa di voler trascinare tutti...
> In classe eravamo in 30 alle superiori. In 5 FORSE eravamo interessati a quello che si insegnava. Se chiedi ad uno qualsiasi dei rimanenti 25 cosa abbiamo fatto alle superiori ti dirà "boh". Quindi a cosa razzo è servito? Chi non vuole imparare non impara, sta solo lì a far perdere tempo a te, al professore e a rovinare la lezione a chi vuole imparare (oltre che al professore che sta cercando di spiegare qualcosa).
>
> > > Anzi, secondo me dovrebbero farlo anche nelle scuole superiori. Vuoi imparare? Ti impegni e lo fai. La materia non ti interessa? Vai a fare altro, per esempio vendere orologi su una spiaggia, non stai lì a rallentare tutti gli altri e penalizzare chi vuole imparare.
> >
> > Come al solito capisci quello che vuoi capire tu.
>
> A me sembra di aver capito molto bene quello che dicevi. Se non ho capito spiegati meglio.
Il liceo, e in generale la scuola superiore, è efficiente perché sei interrogato a caso sulla parte corrente del programma, e quindi devi studiarlo tutto (anche perché ti serve) ma aver presente con qualità mnemonica da esame solo la parte corrente. Interrogazioni programmate a parte, ma quando l'ho fatto io erano rare e mi sono sempre opposto.
La prova di questa efficienza è che porta alla fine dei 5 anni pure suini, ovini e caprini, sia pure con voti inferiori. Quindi pensa che faville farebbe con una classe di soli studenti interessati.
Ci sarebbe la questione dell'aleatorietà del voto di maturità, ma l'esame di maturità non fa parte del liceo in sé, è un "esame di stato" manco stessi studiando da notaio, che abolirei in quanto fonte di stress inutile. Il voto finale dovrebbe dipendere dai voti presi in precedenza.
L'università invece fa portare tutto il programma in un esame solo, come le interrogazioni programmate alle superiori. Questo genera stress analoghi a quello dell'esame di maturità, e difatti gli studenti universitari che prendono gli studi sul serio sono spesso nevrotici.
Riconosco che interrogare giorno per giorno all'università, con classi di 150 persone, sarebbe un problema. Però si potrebbe almeno spezzare il corso in numerose parti, ricorrere spesso a relazioni scritte per la valutazione, assumere docenti specializzati. Secondo me, che il professore sia un ricercatore che come attività marginale tiene lezione non fa bene alla didattica, infatti la maggior parte dei professori fa pena: non sa spiegare, non sa fare un disegno.
Lo stress è un problema che mi preme particolarmente, perché sono stato sempre vulnerabile e ogni episodio di stress mi ha portato problemi di salute che si sono poi trascinati per anni. Non capisco perché fare della scuola un'ordalia quando si può fare a meno dello stress.
Infine c'è la questione delle capre. Spesso la capra è solo uno studente che si troverebbe meglio con un altro professore. Ne ho l'esempio con due miei compagni delle medie, che prendevano voti alti, ma al liceo non si sono trovati bene con un professore di matematica che per me al contrario era ottimo. Al terzo anno c'era un altro professore e la mia media di matematica orale era piombata da otto a sei, mentre uno di questi compagni si trovava bene. Oppure, detestavo le lezioni di italiano ma una volta m'è capitato di sentire una lezione del professore di un'altra classe, e ho pensato che con lui sarei andato meglio. Di letteratura italiana avevo sei ma di quella inglese stranamente otto, per non parlare di ginnastica, eccetera.-
Re: "Ho studiato a Yale !"Scritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2015-10-01 21:16:06.0 alle 2015-10-01 21:16:06.0Trollate totali: 14239Scritto da:
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> Chi era, Tonzig?
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> Il liceo, e in generale la scuola superiore, è efficiente perché sei interrogato a caso sulla parte corrente del programma, e quindi devi studiarlo tutto (anche perché ti serve) ma aver presente con qualità mnemonica da esame solo la parte corrente. Interrogazioni programmate a parte, ma quando l'ho fatto io erano rare e mi sono sempre opposto.
> La prova di questa efficienza è che porta alla fine dei 5 anni pure suini, ovini e caprini, sia pure con voti inferiori. Quindi pensa che faville farebbe con una classe di soli studenti interessati.
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> Ci sarebbe la questione dell'aleatorietà del voto di maturità, ma l'esame di maturità non fa parte del liceo in sé, è un "esame di stato" manco stessi studiando da notaio, che abolirei in quanto fonte di stress inutile. Il voto finale dovrebbe dipendere dai voti presi in precedenza.
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> L'università invece fa portare tutto il programma in un esame solo, come le interrogazioni programmate alle superiori. Questo genera stress analoghi a quello dell'esame di maturità, e difatti gli studenti universitari che prendono gli studi sul serio sono spesso nevrotici.
> Riconosco che interrogare giorno per giorno all'università, con classi di 150 persone, sarebbe un problema. Però si potrebbe almeno spezzare il corso in numerose parti, ricorrere spesso a relazioni scritte per la valutazione, assumere docenti specializzati. Secondo me, che il professore sia un ricercatore che come attività marginale tiene lezione non fa bene alla didattica, infatti la maggior parte dei professori fa pena: non sa spiegare, non sa fare un disegno.
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> Lo stress è un problema che mi preme particolarmente, perché sono stato sempre vulnerabile e ogni episodio di stress mi ha portato problemi di salute che si sono poi trascinati per anni. Non capisco perché fare della scuola un'ordalia quando si può fare a meno dello stress.
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> Infine c'è la questione delle capre. Spesso la capra è solo uno studente che si troverebbe meglio con un altro professore. Ne ho l'esempio con due miei compagni delle medie, che prendevano voti alti, ma al liceo non si sono trovati bene con un professore di matematica che per me al contrario era ottimo. Al terzo anno c'era un altro professore e la mia media di matematica orale era piombata da otto a sei, mentre uno di questi compagni si trovava bene. Oppure, detestavo le lezioni di italiano ma una volta m'è capitato di sentire una lezione del professore di un'altra classe, e ho pensato che con lui sarei andato meglio. Di letteratura italiana avevo sei ma di quella inglese stranamente otto, per non parlare di ginnastica, eccetera.
C'è una soluzione per tutto questo:
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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