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SconvolgenteScritto daNon Autenticatoil 2015-10-28 08:29:46.0 alle 2015-10-28 08:29:46.0C’era una volta Bruce
La drammatica storia di David Reimer sembra smentire qualsiasi teoria “educativa” della sessualità.
David Reimer nacque il 22 agosto del 1965 a Winnipeg, in Canada. Allora non si chiamava David, bensì Bruce. Nacque con un fratello gemello omozigote, Brian. I due gemelli presentavano una fimosi piuttosto marcata, e i genitori decisero di sottoporrli a un intervento di circoncisione. Un’operazione routinaria e banale, che tuttavia cambiò la vita della famiglia Reimer e soprattutto di Bruce.
Il 27 aprile 1967 la madre, Janet Reimer, portò i suoi bambini all’ospedale di Winnipeg come programmato, nonostante sulla cittadina si fosse scatenata una tempesta di neve. Il medico che solitamente operava le fimosi era assente. Il suo sostituto decise di non effettuare l’operazione con un bisturi, ma con una macchina per cauterizzare. Nel corso di un primo tentativo non riuscì ad incidere la pelle. Aumentò il voltaggio. Secondo fallimento. Il voltaggio fu aumentato di nuovo. Il cauterizzatore bruciò il pene di Bruce. Non ci fu un tentativo su Brian. La sua fimosi si sarebbe risolta spontaneamente dopo qualche mese.
Ron e Janet, i genitori di Bruce, si chiusero in un isolamento assoluto, per la vergogna e il rimorso. Una domenica sera, tuttavia, un uomo carismatico, suadente, ben vestito e dall’eloquio forbito fece loro credere che tutto si sarebbe risolto. Che si sarebbero risvegliati dall’incubo e che la loro vita sarebbe stata quella che avevano sempre sognato. Quell’uomo era il dottor John Money, chirurgo del Johns Hopkins Hospital di Baltimora; stava illustrando in televisione i suoi successi nel campo del cambio di sesso. Durante la trasmissione il dottor Money chiese a una donna, decisamente affascinante e femminile, di entrare nello studio e di sedersi accanto a lui. Dopodiché spiegò che quella donna quattro anni prima si chiamava Richard.
Qualche giorno dopo il dottor Money incontrò Ron e Janet. Mantenne la sua imperturbabilità professionale, ma l’occasione era ghiotta. Fino a quel momento aveva operato persone con problemi di ermafroditismo, ossia che presentavano organi genitali appena abbozzati, oppure sia maschili che femminili; si trattava di casi estremi, con una sessualità indefinita. Ora, invece, non soltanto aveva la possibilità di trasformare chirurgicamente un bambino nato con organi genitali normali in una bambina; ma c’era pure un gemello con lo stesso patrimonio genetico. Era l’esperimento perfetto e gli veniva offerto su un piatto d’argento. Avrebbe dimostrato in maniera definitiva che l’identità di genere è socialmente costruita e assolutamente indipendente dal sesso genetico. Una piccola operazione, bambole e nastrini, qualche dose ormonale: questo è tutto ciò che serve per trasformare una persona da maschio in femmina. E per dimostrare che non esiste alcuna natura maschile o femminile, alcun progetto divino, alcun ordine naturale eterno e immutabile.
La pipì in piedi
Il 3 luglio 1967 il dottor Money asportò i testicoli di “Brenda” Reimer e modellò lo scroto dandogli la forma delle grandi labbra. Ordinò a Ron e a Janet di vestirla come una bambina, trattarla da bambina, parlarle come si parla a una bambina. Una volta all’anno lui avrebbe effettuato una visita di controllo. E tutto sarebbe andato bene.
Ma l’esperimento del dottor Money incontrò un ostacolo imprevisto: Brenda. Brenda (cioè Bruce, che nulla sapeva della sua nascita) si muoveva, parlava e camminava come un maschietto; interveniva a difendere il fratello facendo a botte con i compagni di classe; rubava a Brian i giocattoli “da maschio” e i suoi vestiti; faceva la pipì in piedi. Le insegnanti, preoccupate per gli atteggiamenti poco femminili di Brenda, convocavano continuamente i genitori e, insieme a loro, facevano pressione su Brenda perché si decidesse a comportarsi come avrebbe dovuto. Brenda, dal canto suo, tentava in ogni modo di comportarsi come una brava bambina per far felici genitori e insegnanti; ma gli esiti erano sconfortanti.
Nel frattempo il rendimento scolastico della bambina peggiorava; Brenda era sempre più chiusa e taciturna. Le insegnanti cominciarono ad accennare ai genitori il timore che Brenda fosse lesbica; suggerirono di portare la bambina da uno psicoterapeuta, per indagare i sempre più evidenti sintomi depressivi che la bimba mostrava. Il dottor Money consigliò invece ai genitori di girare per casa nudi e di frequentare spiagge per nudisti. Sempre su suggerimento del dottor Money, Ron e Janet vendettero ogni cosa, lasciarono il lavoro e andarono a vivere in un camper, in una località montana, isolata e scarsamente abitata. Ma Brenda continuò a peggiorare. Il fratello Brian mostrava atteggiamenti aggressivi nei confronti degli altri ragazzi; Ron cominciò a bere smodatamente. Janet evidenziò disturbi psicologici e tentò il suicidio. Chiese il divorzio. Infine, un incendio distrusse il camper e con esso la maggior parte delle loro cose.
I Reimer tornarono a Winnipeg nel novembre del 1976, nel tentativo di ricostruirsi una vita; Brenda fu infine portata da uno psicoterapeuta.
Ron e Janet avevano sempre portato i bambini dal dottor Money, come concordato, una volta all’anno. Ma i gemelli, Brenda in particolare, mostravano resistenze sempre più violente. I genitori non capivano: il dottor Money era sempre dolce e gentile. Non potevano immaginare ciò che accadeva nello studio mentre loro aspettavano in sala o in albergo. Non potevano sapere che Money esercitava su Brenda e Brian violenze psicologiche, che mostrava loro fotografie e filmini pornografici, che chiedeva loro di mimare rapporti sessuali scattando fotografie. Intanto Money insisteva perché Brenda fosse sottoposta a un’operazione definitiva di scavo della vagina, ma Brenda non ne voleva parlare; finse di accettare la terapia ormonale, ma nella maggior parte dei casi riusciva a sputare le pillole. Per nascondere il seno e i fianchi cominciò a mangiare a dismisura. Quando Money, nel corso della visita del 1978, la fece accogliere da un transessuale, Brenda fuggì terrorizzata e disse ai genitori che si sarebbe suicidata piuttosto che tornare in quello studio. Da quel momento decise di smettere la commedia della brava ragazza; rifiutò l’identità femminile e cominciò a comportarsi da maschiaccio.
Due anni più tardi Ron chiese a Brenda di accompagnarlo a prendere un gelato. Le raccontò tutto: la circoncisione e quel che era seguito. Brenda chiese semplicemente: «Qual era il mio nome?».
Decise di farsi amputare il seno e cominciò a farsi chiamare David. David Reimer tentò il suicidio ingerendo un flacone di antidepressivi della madre; in seguito comprò una pistola ed entrò nello studio del medico che, quindici anni prima, gli aveva bruciato la vita. Non lo uccise; uscì dallo studio e gettò la pistola nel fiume. Nel 1981 si sottopose a un intervento per la costruzione di un rudimentale pene; cominciò a farsi degli amici e a frequentare le ragazze. Nel 1986 si sottopose a un altro intervento di ricostruzione del pene e nel 1989 sposò Mary, una giovane donna con tre figli avuti da tre uomini diversi. Decise di raccontare la sua storia al giornalista John Colapinto; voleva denunciare gli esperimenti ai quali era stato sottoposto ed evitare ad altre persone le sue sofferenze. L’esito di quell’incontro è il toccante libro As Nature Made Him: the Boy Who was Raised as a Girl (2000), entrato fra i best seller del New York Times e insignito di vari premi (ma mai tradotto in Italia).
Il 5 maggio 2004 David Reimer si è suicidato. E John Money è acclamato come uno dei più autorevoli psicosessuologi americani. Ora è il portabandiera della teoria secondo la quale la pedofilia non sarebbe sinonimo di violenza sui bambini.
http://www.promiseland.it/2005/12/08/storia-del-ba...
Questo medico andrebbe internato a vita e invece da quello che ho capito è ancora a piede libero a sparare le sue cagate-
Re: SconvolgenteScritto daNon Autenticatoil 2015-10-28 08:47:32.0 alle 2015-10-28 08:47:32.0a proposito di teorie del gender...
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Re: SconvolgenteScritto daAlessandrox(XYZ)Trollil 2015-10-28 12:01:43.0 alle 2015-10-28 12:01:43.0Trollate totali: 11555"Avrebbe dimostrato in maniera definitiva che l’identità di genere è socialmente costruita e assolutamente indipendente dal sesso genetico. Una piccola operazione, bambole e nastrini, qualche dose ormonale: questo è tutto ciò che serve per trasformare una persona da maschio in femmina. E per dimostrare che non esiste alcuna natura maschile o femminile, alcun progetto divino, alcun ordine naturale eterno e immutabile."
John Money è morto 7 luglio 2006 ma è durato ma anche troppo e solo per l'intenzione dichiarata gente come questa andrebbe davvero fermata, messa in galera
solo un paio di precisazioni:
l' identità di genere è quella che ognuno si sente dentro e una volta definita NON è mutabile; solitamente si definisce nel corso dei primissimi anni sviluppo (in realtà io credo sia già determinata alla nascita ma è il processo di acqusizione di consapevolezza che può richiedere più tempo) e NON può essere imposta, talvolta può capitare che questo processo naturale possa subire interferenze (generalmente da parte di altre persone, più raramente da vari traumi accidentali) e quindi ingenerare confusione.
E' vero che non necessariamente è collegata all' espressione genetica esterna: sono numerosi i casi di persone con genitali di un genere, completi e non equivocabili, che spontaneamente desiderano trasformarsi in un altro, questi sono casi in cui l' acquisizione della consapevolezza della propria identità può richiedere più tempo.
In ogni caso questa NON può essere imposta, non si può far cambiare artificialmente l' identità ad una persona, rimane sempre una costrizione, un indebita interferenza con conseguenze psicologiche disastrose
**Modificato dall'autore il 28.10.2015 12:08**Ma smettila di secernere cazzate!-
IL VERO PROBLEMA GENDERScritto daAlessandrox(XYZ)Trollil 2015-10-29 12:57:08.0 alle 2015-10-29 12:57:08.0Trollate totali: 11555Quella è stata davvero una brutta storia e al momento non ci è dato di sapere se di storie simili ce ne siano altre ma presumo di si.
Il filo conduttore di tutte queste vicende simili è la forzaura esterna verso un processo che è meramente interno-interiore
In tutti i casi che ho potuto osservare (essenzialmente dei racconti fatti da terzi o dallo stesso soggetto coinvolto, fatti di cronaca ecc.) il filo conduttore che li unisce è la predominanza dell' interiore sul' esteriore, ovvero: non ho mai visto un solo caso in cui ad una apparenza estereiore l'individuo volesse cambiare la propria percezione interiore ma sempre invariabilmente è l'individuo che cerca di adattare la propria esteriorità alla propria interiorità; INVECE spesso accade che sulla base di una apparenza esteriore di un individuo qualcun'altro voglia interferire sul suo comportamento e sulla sua percezione interiore, credendo che debba essere per forza conforme a quella esteriore, secondo determinati canoni comunemente accettati all'interno di un determinato abitus culturale, di solito appartenente alla maggioranza di una comunità di persone, nella quale c'è una minoranza che non sente questo abitus come propri.
Queste situazioni derivano anche dalla totale separazione delle singole esperienze individuali, in base alla quale ognuno tende a generalizzare la propria e a riconoscersi con chi ha un esperienza simile, mentre difficilmente riesce a comprendere chi ha esperienze diverse, questi ultimi diventano quindi appartenenti ad "sottoinsieme anomalo" che difficilmente riesce ad integrarsi con il primo, da cui si generano i comportamenti discriminatori dei priomio verso i secondi che essendo una minoranza subiscono la "dittatura della maggioranza", poichè di solito (possono esserci eccezioni ma sono rare e molto limitate) l'abiutus culturale dei primi NON comprende meccanismi di garanzia, di tutela di pari raprpesentanza e dignità, per chi si trova in minoranza, questo perchè tutto cià che NON è compreso è generalmente rifiutato poiché considerato potenzialmente minaccioso.
A questo che è un comportamento dettato da un ABITUS-abitudine determnata da fattori socio-culturali legati tra loro da una tradizione, si somma una questione di semplice GUSTO personale innato, una preferenza che è allo stesso tempo interiore e fisica e che contribuisce a determinare l' orientamento di ciascuno.
Poi c'è un terzo caso: una situazione intermedia tra queste 2 estremi, un insieme che interseca i 2, fatto da quelle persone del primo insieme che però hanno o sviluppano una comprensione verso gli individui dell' insieme minore, non sto qua a speculare sui meccanismi perchè esulano dalle mie conoscenze, mi basta solo prenderne atto della loro esistenza: questi 2 insiemi minori spesso entrano in conflitto con l' insieme maggire, a volte la somma dei 2 può diventare a sua volta l' insieme maggioritario.
Le dinamiche di interazione che si sviluppano tra questi insieme di persone, come possiamo notare sono molto complesse (anche perchè a ben vedere nei dettagli, nell' insieme "di mezzo" possono esserci ulteriori differenti sfumature di percezione) sovente conflittusali, per cui la situqazione complessiva si puà fare particolarmente complicata. Ma tant'è... che ci conviene semplicemente prenderne atto.
In sostanza cosa chiedono i "diversi" dal mainstream generico? OMO, Trans ecc. vorrebbero riconosciuta la propria dignità, la propria parità di diritti rispetto all' isieme classico etero: una lotta per essere "riconosciuti" e rispettati dai non etero e non subire più la dittatura della maggioranza e la conseguente discriminazione anche verso un collocamento nella società in determinate possibilità che gli erano e in parte ancora gli sono precluse.
Alcuni interessanti articoli sul tema che escono un po' dal pensiero e dalle convinzioni più diffuse:
Gender-non-solo-ideologia-Riappropriamoci-del-genere-
http://www.avvenire.it/Dossier/La
questione gender/I commenti/Pagine/Gender-non-solo-ideologia-Riappropriamoci-del-genere-.aspx
L'inesistenza della Teoria del Gender - La circolare del Ministero dell'Istruzione alle scuole
http://www.omphalospg.it/component/content/article...
**Modificato dall'autore il 29.10.2015 13:00**Ma smettila di secernere cazzate!-
Re: IL VERO PROBLEMA GENDERScritto daAlessandrox(XYZ)Trollil 2015-10-29 13:16:14.0 alle 2015-10-29 13:16:14.0Trollate totali: 11555Un ulteriore problema poi deriva poi dalla definizione su cosa sia un diritto... e si arriva al punto cruciale, quello pià controverso e discusso: ovverosia il diritto per l'insieme NON-etero a contrarre matrimonio, metter su famiglia e avere figli, esattamente come naturalmente e spontaneamente possono fare gli etero, i quali possono decidere di ricorrere a degli artifici solo nei casi in cui le loro funzionialità riproduttive siano in qualche modo danneggiate, situazione che riguarda solo una minoranza di essi.
In questo processo di conquista del riconoscimento, i NON-etero percepiscono come necessaria l'imitazione della principale facoltà che normalmente hanno gli etero: la facoltà riproduttiva, surrogandola con le tecniche di riproduzione artificiali e/o con l'adozione.
In realtà NON tutti i NON-etero sentono questa esigenza ma anche in questo caso chi non la sente è una minoranza, la maggioranza ne fa proprio una battaglia e questo diventa il motivo maggiore di conflitto con gli etero.
Personalmente NON ho una posizine definita in merito, da un lato penso che l' esperienza ci potrà dire se la preoccupazine degli etero sia giustificata o meno, dall' altro riconosco che in linea di principio anche una coppia OMO può essere in grado di accudire e allevare dei bambini, sta di fatto che in questa particolare situazione c'è un terzo soggetto, un individuo, un essere umano, il bambino, che NON ha possibilità di esprimersi se non a cose già fatte.
Inoltre l' accettazione di questo diritto comporterebbe le seguenti conseguenze:
1) eliminerebbe di fatto il riconoscimento della necessità delle figure materna e paterna le quali, importanti o meno che siano, sono comunque naturali in quanto derivanti da una capacità innata e NON da un modello culturale inventato.
2) Impedirebbe in molti casi (procreazione artificiale) l' allattamento al seno materno dei neonati (ritenuto biologicamente importante) aumentando il ricorso ad allattamenti artificiali che ovviamente NON potranno mai avere la stessa qualità e non potranno mai surrogare il contatto anche emotivo tra il bambino e la madre biologica.
3) l'individuo adottato non potrà per ragioni di privacy, conoscere la propria genealogia e consguentemente la possibilità di avere informazioni su determinate caratteristiche congenite rilevanti per la propria salute e quella di eventuale discendenza.
Tutto questo oggettivamente, al di la di ogni considerazione e pregiudizio di carattere culturale/religioso.
**Modificato dall'autore il 29.10.2015 13:23**Ma smettila di secernere cazzate!-
Re: IL VERO PROBLEMA GENDERScritto daNon Autenticatoil 2015-10-29 14:34:56.0 alle 2015-10-29 14:34:56.0Scritto da: Alessandrox
> Un ulteriore problema poi deriva poi dalla definizione su cosa sia un diritto... e si arriva al punto cruciale, quello pià controverso e discusso: ovverosia il diritto per l'insieme NON-etero a contrarre matrimonio, metter su famiglia e avere figli, esattamente come naturalmente e spontaneamente possono fare gli etero, i quali possono decidere di ricorrere a degli artifici solo nei casi in cui le loro funzionialità riproduttive siano in qualche modo danneggiate, situazione che riguarda solo una minoranza di essi.
>
> In questo processo di conquista del riconoscimento, i NON-etero percepiscono come necessaria l'imitazione della principale facoltà che normalmente hanno gli etero: la facoltà riproduttiva, surrogandola con le tecniche di riproduzione artificiali e/o con l'adozione.
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> In realtà NON tutti i NON-etero sentono questa esigenza ma anche in questo caso chi non la sente è una minoranza, la maggioranza ne fa proprio una battaglia e questo diventa il motivo maggiore di conflitto con gli etero.
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> Personalmente NON ho una posizine definita in merito, da un lato penso che l' esperienza ci potrà dire se la preoccupazine degli etero sia giustificata o meno, dall' altro riconosco che in linea di principio anche una coppia OMO può essere in grado di accudire e allevare dei bambini, sta di fatto che in questa particolare situazione c'è un terzo soggetto, un individuo, un essere umano, il bambino, che NON ha possibilità di esprimersi se non a cose già fatte.
>
> Inoltre l' accettazione di questo diritto comporterebbe le seguenti conseguenze:
>
> 1) eliminerebbe di fatto il riconoscimento della necessità delle figure materna e paterna le quali, importanti o meno che siano, sono comunque naturali in quanto derivanti da una capacità innata e NON da un modello culturale inventato.
>
> 2) Impedirebbe in molti casi (procreazione artificiale) l' allattamento al seno materno dei neonati (ritenuto biologicamente importante) aumentando il ricorso ad allattamenti artificiali che ovviamente NON potranno mai avere la stessa qualità e non potranno mai surrogare il contatto anche emotivo tra il bambino e la madre biologica.
>
> 3) l'individuo adottato non potrà per ragioni di privacy, conoscere la propria genealogia e consguentemente la possibilità di avere informazioni su determinate caratteristiche congenite rilevanti per la propria salute e quella di eventuale discendenza.
>
> Tutto questo oggettivamente, al di la di ogni considerazione e pregiudizio di carattere culturale/religioso.
Un diritto è una rivendcazione che riesce a farsi posto.
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