Mostra notizie nelle discussioni
  • Avatar
    ☺
    Scritto da
    Alienazione
    Alcune galline sono felici.
    il 2016-01-23 01:51:39.0 alle 2016-01-23 01:51:39.0
    Trollate totali: 3508
    Una notte di luna piena
    Una notte di luna piena

    Erano le undici di notte e un suono mai udito prima la svegliò di soprassalto.
    Quel giorno era iniziato alle quattro del mattino; dopo aver sistemato lo zaino per la gita nella foresta, che anche se s'impegno a prendere il minimo indispensabile era comunque pesante come al solito, nemmeno stavolta era stata in grado di rinunciare al libro.
    Alle cinque am era sul taxi che l'avrebbe portata alla fermata delle macchine che partivano verso nord, la macchina partì alle sei, alle otto arrivò al paesotto dove avrebbe comprato le ultime cose prima di prendere un mototaxi che l'avrebbe lasciata alla radura dove poi a piedi avrebbe proseguito per sei chilometri fino a raggiungere la sede della comunità dove una riunione l'attendeva.
    Le riunioni comunitarie erano una specie di riunioni condominiali, solo che si parlava spesso in quechua, gl'argomenti erano di terre, fiumi, strade e le incompabilita umane, le scene da telenovela erano al ordine del giorno. Quel giorno si aggiungeva l'elezione dei dirigenti e vari segretari comunitari che avrebbero diretto il progresso della comunità per l'anno in corso.
    Otto ore di riunione era il minimo, nel quale a turno i comunitari ciondolavano dal sonno, inoltre quel giorno il prete fece una visita sorpresa per rapire un po' di pecorelle smarrite e invitarli a messa, avrebbe anche regalato giocattoli ai bambini; cineserie di plastica, come pistole, soldatini, bombe, manette, un po' un controsenso, ma oggi giorno forse le religioni hanno bisogno d'armarsi per espandere il volere divino.
    Dopo la lista di presenze alcuni comunitari si dirigevano in chiesa più per divertimento che per fede. Quando il prete s'affaccio per l'invito i comunitari nemmeno lo salutarono, erano presi dalla lista presnze e dalle multe, il prete fece capolino, conto le pecorelle smarrite e dopo aver visto il malloppo di multe sul tavolo esclamò entusiasta - quanti soldi!- un comunitario ridendo disse - padre qui sono tutti pilcheros - (letto "pilceros", ovvero persone che si dedicano alla produzione di cocaina), per alcuni comunitari si vociferava fosse la verità ma erano in maggioranza contadini, agricoltori e allevatori di mucche, alcuni non disdegnavano seminare piante di coca da cui ricavare le foglie e poi venderle achissachi, 50 libre di foglie valevano mille pesos, circa 150 dollari, potevano trarre anche 20 pacchi da un raccolto, un pacco era composto da 50 libre. Ovviamente era illegale in quella zona, ma in quelle lande di foresta, monti e pascoli la giustizia militare chiudeva un occhio.
    Queste informazioni erano facili d'avere, chiaccherando con i comunitari del più e del meno mentre aggrappati e sballottati ad un camion si guardavano le ultime luci del giorno che disegnavano scenari da favola sui monti forestosi.
    Quella notte la camminata verso la terra di proprietà fu breve, grazie al passaggio del camion si arrivò alla capanna senza dover camminare 16km ma solo uno.
    L'unica pietanza per i prossimi giorni; manghi, panettone e banane.
    Dopo aver montato la mini tenda e aver chiamato i cari per avvisare che si era sani e salvi si poté avvolgere nella sua coperta di pile e finalmente abbandonarsi alla notte e alla sua luna splendente.
    Il verso del Puma risuonava forte nelle vicinanze, un suono mai udito prima - jjjjjrrrauuu jjjraaauuu- ma lei lo sapeva era il Puma, il richiamo del puma si rivolgeva ad un'altro puma in lontananza che rispondeva col medesimo suono, il suono s'avvicinava, i due amanti della notte comunicavano a distanza.
    Un brivido, un po' di paura, una grande emozione, il puma è vicino, i racconti e la paura di venir sbranati vivi dal felino più grande della foresta tropicale erano fantasie che non poteva non ponderare, poi un dubbio -che il profumo di panettone fosse un afrodisiaco per il puma??-
    S'affretto a chiudere la fonte di tale profumo, il richiamo del puma smise, impossibilitata dal poter chiamare una voce amica per la mancanza di rete, dopo aver immaginato il puma saltare sulla tenda e giocarci come il gatto fa con la lucertola decise d'accendere lo smartphone e scrivere per distrarsi da fantasie macabre, inoltre mise play alla prima canzone che gli venne in mente, "bole chudiyan" e ne segui un reparto di musica Bollywoodiana, perché qualsiasi essere non predisposto sarebbe fuggito orrorizzato ai primi gridolii stridenti delle cantanti hindú, forse per quello il cugino del puma, ta Tigre indiana sbranava gl'indiani sventurati. I tamburi, il tintinnio dei braccialetti e la voce stridente risonavano nella foresta portando con sé la sicurezza e la tranquillità.
    Le parole cantavano in hindi: - portami via, portami via, tesoro portami via-.
    Davanti ad una simile dichiarazione anche un Puma sarebbe fuggito a gambe levate, le canzoni che ne seguivano non erano di meno, parlavano dell'ombra dell'amore e di quanto fosse terribile amare per il cuore.
    Si sà, il romanticismo stridente farebbe scappare qualunque animale in calore che vuole solo una notte di passione.
    Verso le due am riuscì a riconcigliare il sonno, dopo che le mucche dei vicini smisero di muggire alla notte. Sognò di capre e pecore zombi che si divoravano tra di loro, capretti strani che nascevano in posizione eretta con un corno solo e con una forza superiore che gli umani non potevano fermare. I cani avevano un attacco di rabbia zombizzante e gli umani dovevano ucciderli tutti e disperati correvano qua e la ad affillare coltelli, cercare dei guanti in latex e delle mascherine, infine la carneficina avveniva senza pietà, il sangue era ovunque.
    Un ruggito molto vicino la risvegliò alle cinque regalandogli un brivido di nervosismo, il Puma era lì vicino, stavolta era solo, nessuno rispondeva al suo richiamo. Ruggi ancora ma non ricevette risposta e il suono era sempre più vicino e tenebroso, stavolta era necessaria l'artigleria pesante, gli AC/DC dissuasero il Puma, il quale si zitti alle prime note di Hell Bells.
    Poi un senso di colpa e la consapevolezza che se il Puma fosse stato interessato ad azioni poco amichevoli, non avrebbe ruggito, forse era un piccolo di Puma triste e abbandonato, forse aveva bisogno di aiuto ma purtroppo il suo ruggito faceva gelare il sangue e rizzare i capelli, come se la memoria del DNA ricordasse qualcosa che lei aveva dimenticato.
    • Avatar
      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2016-01-23 17:12:03.0 alle 2016-01-23 17:12:03.0
      Re: Una notte di luna piena
      Scritto da: Alienazione
      > Una notte di luna piena
      >
      > Erano le undici di notte e un suono mai udito prima la svegliò di soprassalto.
      > Quel giorno era iniziato alle quattro del mattino; dopo aver sistemato lo zaino per la gita nella foresta, che anche se s'impegno a prendere il minimo indispensabile era comunque pesante come al solito, nemmeno stavolta era stata in grado di rinunciare al libro.
      > Alle cinque am era sul taxi che l'avrebbe portata alla fermata delle macchine che partivano verso nord, la macchina partì alle sei, alle otto arrivò al paesotto dove avrebbe comprato le ultime cose prima di prendere un mototaxi che l'avrebbe lasciata alla radura dove poi a piedi avrebbe proseguito per sei chilometri fino a raggiungere la sede della comunità dove una riunione l'attendeva.
      > Le riunioni comunitarie erano una specie di riunioni condominiali, solo che si parlava spesso in quechua, gl'argomenti erano di terre, fiumi, strade e le incompabilita umane, le scene da telenovela erano al ordine del giorno. Quel giorno si aggiungeva l'elezione dei dirigenti e vari segretari comunitari che avrebbero diretto il progresso della comunità per l'anno in corso.
      > Otto ore di riunione era il minimo, nel quale a turno i comunitari ciondolavano dal sonno, inoltre quel giorno il prete fece una visita sorpresa per rapire un po' di pecorelle smarrite e invitarli a messa, avrebbe anche regalato giocattoli ai bambini; cineserie di plastica, come pistole, soldatini, bombe, manette, un po' un controsenso, ma oggi giorno forse le religioni hanno bisogno d'armarsi per espandere il volere divino.
      > Dopo la lista di presenze alcuni comunitari si dirigevano in chiesa più per divertimento che per fede. Quando il prete s'affaccio per l'invito i comunitari nemmeno lo salutarono, erano presi dalla lista presnze e dalle multe, il prete fece capolino, conto le pecorelle smarrite e dopo aver visto il malloppo di multe sul tavolo esclamò entusiasta - quanti soldi!- un comunitario ridendo disse - padre qui sono tutti pilcheros - (letto "pilceros", ovvero persone che si dedicano alla produzione di cocaina), per alcuni comunitari si vociferava fosse la verità ma erano in maggioranza contadini, agricoltori e allevatori di mucche, alcuni non disdegnavano seminare piante di coca da cui ricavare le foglie e poi venderle achissachi, 50 libre di foglie valevano mille pesos, circa 150 dollari, potevano trarre anche 20 pacchi da un raccolto, un pacco era composto da 50 libre. Ovviamente era illegale in quella zona, ma in quelle lande di foresta, monti e pascoli la giustizia militare chiudeva un occhio.
      > Queste informazioni erano facili d'avere, chiaccherando con i comunitari del più e del meno mentre aggrappati e sballottati ad un camion si guardavano le ultime luci del giorno che disegnavano scenari da favola sui monti forestosi.
      > Quella notte la camminata verso la terra di proprietà fu breve, grazie al passaggio del camion si arrivò alla capanna senza dover camminare 16km ma solo uno.
      > L'unica pietanza per i prossimi giorni; manghi, panettone e banane.
      > Dopo aver montato la mini tenda e aver chiamato i cari per avvisare che si era sani e salvi si poté avvolgere nella sua coperta di pile e finalmente abbandonarsi alla notte e alla sua luna splendente.
      > Il verso del Puma risuonava forte nelle vicinanze, un suono mai udito prima - jjjjjrrrauuu jjjraaauuu- ma lei lo sapeva era il Puma, il richiamo del puma si rivolgeva ad un'altro puma in lontananza che rispondeva col medesimo suono, il suono s'avvicinava, i due amanti della notte comunicavano a distanza.
      > Un brivido, un po' di paura, una grande emozione, il puma è vicino, i racconti e la paura di venir sbranati vivi dal felino più grande della foresta tropicale erano fantasie che non poteva non ponderare, poi un dubbio -che il profumo di panettone fosse un afrodisiaco per il puma??-
      > S'affretto a chiudere la fonte di tale profumo, il richiamo del puma smise, impossibilitata dal poter chiamare una voce amica per la mancanza di rete, dopo aver immaginato il puma saltare sulla tenda e giocarci come il gatto fa con la lucertola decise d'accendere lo smartphone e scrivere per distrarsi da fantasie macabre, inoltre mise play alla prima canzone che gli venne in mente, "bole chudiyan" e ne segui un reparto di musica Bollywoodiana, perché qualsiasi essere non predisposto sarebbe fuggito orrorizzato ai primi gridolii stridenti delle cantanti hindú, forse per quello il cugino del puma, ta Tigre indiana sbranava gl'indiani sventurati. I tamburi, il tintinnio dei braccialetti e la voce stridente risonavano nella foresta portando con sé la sicurezza e la tranquillità.
      > Le parole cantavano in hindi: - portami via, portami via, tesoro portami via-.
      > Davanti ad una simile dichiarazione anche un Puma sarebbe fuggito a gambe levate, le canzoni che ne seguivano non erano di meno, parlavano dell'ombra dell'amore e di quanto fosse terribile amare per il cuore.
      > Si sà, il romanticismo stridente farebbe scappare qualunque animale in calore che vuole solo una notte di passione.
      > Verso le due am riuscì a riconcigliare il sonno, dopo che le mucche dei vicini smisero di muggire alla notte. Sognò di capre e pecore zombi che si divoravano tra di loro, capretti strani che nascevano in posizione eretta con un corno solo e con una forza superiore che gli umani non potevano fermare. I cani avevano un attacco di rabbia zombizzante e gli umani dovevano ucciderli tutti e disperati correvano qua e la ad affillare coltelli, cercare dei guanti in latex e delle mascherine, infine la carneficina avveniva senza pietà, il sangue era ovunque.
      > Un ruggito molto vicino la risvegliò alle cinque regalandogli un brivido di nervosismo, il Puma era lì vicino, stavolta era solo, nessuno rispondeva al suo richiamo. Ruggi ancora ma non ricevette risposta e il suono era sempre più vicino e tenebroso, stavolta era necessaria l'artigleria pesante, gli AC/DC dissuasero il Puma, il quale si zitti alle prime note di Hell Bells.
      > Poi un senso di colpa e la consapevolezza che se il Puma fosse stato interessato ad azioni poco amichevoli, non avrebbe ruggito, forse era un piccolo di Puma triste e abbandonato, forse aveva bisogno di aiuto ma purtroppo il suo ruggito faceva gelare il sangue e rizzare i capelli, come se la memoria del DNA ricordasse qualcosa che lei aveva dimenticato.

      Per una foto delle tette Rerun potrebbe postare queste cose per te.
      • Avatar
        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2016-01-23 20:16:47.0 alle 2016-01-23 20:16:47.0
        Re: Una notte di luna piena
        Scritto da:
        > Scritto da: Alienazione
        > > Una notte di luna piena
        > >
        > > Erano le undici di notte e un suono mai udito prima la svegliò di soprassalto.
        > > Quel giorno era iniziato alle quattro del mattino; dopo aver sistemato lo zaino per la gita nella foresta, che anche se s'impegno a prendere il minimo indispensabile era comunque pesante come al solito, nemmeno stavolta era stata in grado di rinunciare al libro.
        > > Alle cinque am era sul taxi che l'avrebbe portata alla fermata delle macchine che partivano verso nord, la macchina partì alle sei, alle otto arrivò al paesotto dove avrebbe comprato le ultime cose prima di prendere un mototaxi che l'avrebbe lasciata alla radura dove poi a piedi avrebbe proseguito per sei chilometri fino a raggiungere la sede della comunità dove una riunione l'attendeva.
        > > Le riunioni comunitarie erano una specie di riunioni condominiali, solo che si parlava spesso in quechua, gl'argomenti erano di terre, fiumi, strade e le incompabilita umane, le scene da telenovela erano al ordine del giorno. Quel giorno si aggiungeva l'elezione dei dirigenti e vari segretari comunitari che avrebbero diretto il progresso della comunità per l'anno in corso.
        > > Otto ore di riunione era il minimo, nel quale a turno i comunitari ciondolavano dal sonno, inoltre quel giorno il prete fece una visita sorpresa per rapire un po' di pecorelle smarrite e invitarli a messa, avrebbe anche regalato giocattoli ai bambini; cineserie di plastica, come pistole, soldatini, bombe, manette, un po' un controsenso, ma oggi giorno forse le religioni hanno bisogno d'armarsi per espandere il volere divino.
        > > Dopo la lista di presenze alcuni comunitari si dirigevano in chiesa più per divertimento che per fede. Quando il prete s'affaccio per l'invito i comunitari nemmeno lo salutarono, erano presi dalla lista presnze e dalle multe, il prete fece capolino, conto le pecorelle smarrite e dopo aver visto il malloppo di multe sul tavolo esclamò entusiasta - quanti soldi!- un comunitario ridendo disse - padre qui sono tutti pilcheros - (letto "pilceros", ovvero persone che si dedicano alla produzione di cocaina), per alcuni comunitari si vociferava fosse la verità ma erano in maggioranza contadini, agricoltori e allevatori di mucche, alcuni non disdegnavano seminare piante di coca da cui ricavare le foglie e poi venderle achissachi, 50 libre di foglie valevano mille pesos, circa 150 dollari, potevano trarre anche 20 pacchi da un raccolto, un pacco era composto da 50 libre. Ovviamente era illegale in quella zona, ma in quelle lande di foresta, monti e pascoli la giustizia militare chiudeva un occhio.
        > > Queste informazioni erano facili d'avere, chiaccherando con i comunitari del più e del meno mentre aggrappati e sballottati ad un camion si guardavano le ultime luci del giorno che disegnavano scenari da favola sui monti forestosi.
        > > Quella notte la camminata verso la terra di proprietà fu breve, grazie al passaggio del camion si arrivò alla capanna senza dover camminare 16km ma solo uno.
        > > L'unica pietanza per i prossimi giorni; manghi, panettone e banane.
        > > Dopo aver montato la mini tenda e aver chiamato i cari per avvisare che si era sani e salvi si poté avvolgere nella sua coperta di pile e finalmente abbandonarsi alla notte e alla sua luna splendente.
        > > Il verso del Puma risuonava forte nelle vicinanze, un suono mai udito prima - jjjjjrrrauuu jjjraaauuu- ma lei lo sapeva era il Puma, il richiamo del puma si rivolgeva ad un'altro puma in lontananza che rispondeva col medesimo suono, il suono s'avvicinava, i due amanti della notte comunicavano a distanza.
        > > Un brivido, un po' di paura, una grande emozione, il puma è vicino, i racconti e la paura di venir sbranati vivi dal felino più grande della foresta tropicale erano fantasie che non poteva non ponderare, poi un dubbio -che il profumo di panettone fosse un afrodisiaco per il puma??-
        > > S'affretto a chiudere la fonte di tale profumo, il richiamo del puma smise, impossibilitata dal poter chiamare una voce amica per la mancanza di rete, dopo aver immaginato il puma saltare sulla tenda e giocarci come il gatto fa con la lucertola decise d'accendere lo smartphone e scrivere per distrarsi da fantasie macabre, inoltre mise play alla prima canzone che gli venne in mente, "bole chudiyan" e ne segui un reparto di musica Bollywoodiana, perché qualsiasi essere non predisposto sarebbe fuggito orrorizzato ai primi gridolii stridenti delle cantanti hindú, forse per quello il cugino del puma, ta Tigre indiana sbranava gl'indiani sventurati. I tamburi, il tintinnio dei braccialetti e la voce stridente risonavano nella foresta portando con sé la sicurezza e la tranquillità.
        > > Le parole cantavano in hindi: - portami via, portami via, tesoro portami via-.
        > > Davanti ad una simile dichiarazione anche un Puma sarebbe fuggito a gambe levate, le canzoni che ne seguivano non erano di meno, parlavano dell'ombra dell'amore e di quanto fosse terribile amare per il cuore.
        > > Si sà, il romanticismo stridente farebbe scappare qualunque animale in calore che vuole solo una notte di passione.
        > > Verso le due am riuscì a riconcigliare il sonno, dopo che le mucche dei vicini smisero di muggire alla notte. Sognò di capre e pecore zombi che si divoravano tra di loro, capretti strani che nascevano in posizione eretta con un corno solo e con una forza superiore che gli umani non potevano fermare. I cani avevano un attacco di rabbia zombizzante e gli umani dovevano ucciderli tutti e disperati correvano qua e la ad affillare coltelli, cercare dei guanti in latex e delle mascherine, infine la carneficina avveniva senza pietà, il sangue era ovunque.
        > > Un ruggito molto vicino la risvegliò alle cinque regalandogli un brivido di nervosismo, il Puma era lì vicino, stavolta era solo, nessuno rispondeva al suo richiamo. Ruggi ancora ma non ricevette risposta e il suono era sempre più vicino e tenebroso, stavolta era necessaria l'artigleria pesante, gli AC/DC dissuasero il Puma, il quale si zitti alle prime note di Hell Bells.
        > > Poi un senso di colpa e la consapevolezza che se il Puma fosse stato interessato ad azioni poco amichevoli, non avrebbe ruggito, forse era un piccolo di Puma triste e abbandonato, forse aveva bisogno di aiuto ma purtroppo il suo ruggito faceva gelare il sangue e rizzare i capelli, come se la memoria del DNA ricordasse qualcosa che lei aveva dimenticato.
        >
        > Per una foto delle tette Rerun potrebbe postare queste cose per te.
        Chi è Rerun??
        • Avatar
          ☺
          Scritto da
          Alessandrox
          (XYZ)Troll
          il 2016-01-23 20:38:12.0 alle 2016-01-23 20:38:12.0
          Trollate totali: 11555
          Re: Una notte di luna piena
          Scritto da:
          > Scritto da:
          > > Scritto da: Alienazione
          > > > Una notte di luna piena
          > > >
          > > > Erano le undici di notte e un suono mai udito prima la svegliò di soprassalto.
          > > > Quel giorno era iniziato alle quattro del mattino; dopo aver sistemato lo zaino per la gita nella foresta, che anche se s'impegno a prendere il minimo indispensabile era comunque pesante come al solito, nemmeno stavolta era stata in grado di rinunciare al libro.
          > > > Alle cinque am era sul taxi che l'avrebbe portata alla fermata delle macchine che partivano verso nord, la macchina partì alle sei, alle otto arrivò al paesotto dove avrebbe comprato le ultime cose prima di prendere un mototaxi che l'avrebbe lasciata alla radura dove poi a piedi avrebbe proseguito per sei chilometri fino a raggiungere la sede della comunità dove una riunione l'attendeva.
          > > > Le riunioni comunitarie erano una specie di riunioni condominiali, solo che si parlava spesso in quechua, gl'argomenti erano di terre, fiumi, strade e le incompabilita umane, le scene da telenovela erano al ordine del giorno. Quel giorno si aggiungeva l'elezione dei dirigenti e vari segretari comunitari che avrebbero diretto il progresso della comunità per l'anno in corso.
          > > > Otto ore di riunione era il minimo, nel quale a turno i comunitari ciondolavano dal sonno, inoltre quel giorno il prete fece una visita sorpresa per rapire un po' di pecorelle smarrite e invitarli a messa, avrebbe anche regalato giocattoli ai bambini; cineserie di plastica, come pistole, soldatini, bombe, manette, un po' un controsenso, ma oggi giorno forse le religioni hanno bisogno d'armarsi per espandere il volere divino.
          > > > Dopo la lista di presenze alcuni comunitari si dirigevano in chiesa più per divertimento che per fede. Quando il prete s'affaccio per l'invito i comunitari nemmeno lo salutarono, erano presi dalla lista presnze e dalle multe, il prete fece capolino, conto le pecorelle smarrite e dopo aver visto il malloppo di multe sul tavolo esclamò entusiasta - quanti soldi!- un comunitario ridendo disse - padre qui sono tutti pilcheros - (letto "pilceros", ovvero persone che si dedicano alla produzione di cocaina), per alcuni comunitari si vociferava fosse la verità ma erano in maggioranza contadini, agricoltori e allevatori di mucche, alcuni non disdegnavano seminare piante di coca da cui ricavare le foglie e poi venderle achissachi, 50 libre di foglie valevano mille pesos, circa 150 dollari, potevano trarre anche 20 pacchi da un raccolto, un pacco era composto da 50 libre. Ovviamente era illegale in quella zona, ma in quelle lande di foresta, monti e pascoli la giustizia militare chiudeva un occhio.
          > > > Queste informazioni erano facili d'avere, chiaccherando con i comunitari del più e del meno mentre aggrappati e sballottati ad un camion si guardavano le ultime luci del giorno che disegnavano scenari da favola sui monti forestosi.
          > > > Quella notte la camminata verso la terra di proprietà fu breve, grazie al passaggio del camion si arrivò alla capanna senza dover camminare 16km ma solo uno.
          > > > L'unica pietanza per i prossimi giorni; manghi, panettone e banane.
          > > > Dopo aver montato la mini tenda e aver chiamato i cari per avvisare che si era sani e salvi si poté avvolgere nella sua coperta di pile e finalmente abbandonarsi alla notte e alla sua luna splendente.
          > > > Il verso del Puma risuonava forte nelle vicinanze, un suono mai udito prima - jjjjjrrrauuu jjjraaauuu- ma lei lo sapeva era il Puma, il richiamo del puma si rivolgeva ad un'altro puma in lontananza che rispondeva col medesimo suono, il suono s'avvicinava, i due amanti della notte comunicavano a distanza.
          > > > Un brivido, un po' di paura, una grande emozione, il puma è vicino, i racconti e la paura di venir sbranati vivi dal felino più grande della foresta tropicale erano fantasie che non poteva non ponderare, poi un dubbio -che il profumo di panettone fosse un afrodisiaco per il puma??-
          > > > S'affretto a chiudere la fonte di tale profumo, il richiamo del puma smise, impossibilitata dal poter chiamare una voce amica per la mancanza di rete, dopo aver immaginato il puma saltare sulla tenda e giocarci come il gatto fa con la lucertola decise d'accendere lo smartphone e scrivere per distrarsi da fantasie macabre, inoltre mise play alla prima canzone che gli venne in mente, "bole chudiyan" e ne segui un reparto di musica Bollywoodiana, perché qualsiasi essere non predisposto sarebbe fuggito orrorizzato ai primi gridolii stridenti delle cantanti hindú, forse per quello il cugino del puma, ta Tigre indiana sbranava gl'indiani sventurati. I tamburi, il tintinnio dei braccialetti e la voce stridente risonavano nella foresta portando con sé la sicurezza e la tranquillità.
          > > > Le parole cantavano in hindi: - portami via, portami via, tesoro portami via-.
          > > > Davanti ad una simile dichiarazione anche un Puma sarebbe fuggito a gambe levate, le canzoni che ne seguivano non erano di meno, parlavano dell'ombra dell'amore e di quanto fosse terribile amare per il cuore.
          > > > Si sà, il romanticismo stridente farebbe scappare qualunque animale in calore che vuole solo una notte di passione.
          > > > Verso le due am riuscì a riconcigliare il sonno, dopo che le mucche dei vicini smisero di muggire alla notte. Sognò di capre e pecore zombi che si divoravano tra di loro, capretti strani che nascevano in posizione eretta con un corno solo e con una forza superiore che gli umani non potevano fermare. I cani avevano un attacco di rabbia zombizzante e gli umani dovevano ucciderli tutti e disperati correvano qua e la ad affillare coltelli, cercare dei guanti in latex e delle mascherine, infine la carneficina avveniva senza pietà, il sangue era ovunque.
          > > > Un ruggito molto vicino la risvegliò alle cinque regalandogli un brivido di nervosismo, il Puma era lì vicino, stavolta era solo, nessuno rispondeva al suo richiamo. Ruggi ancora ma non ricevette risposta e il suono era sempre più vicino e tenebroso, stavolta era necessaria l'artigleria pesante, gli AC/DC dissuasero il Puma, il quale si zitti alle prime note di Hell Bells.
          > > > Poi un senso di colpa e la consapevolezza che se il Puma fosse stato interessato ad azioni poco amichevoli, non avrebbe ruggito, forse era un piccolo di Puma triste e abbandonato, forse aveva bisogno di aiuto ma purtroppo il suo ruggito faceva gelare il sangue e rizzare i capelli, come se la memoria del DNA ricordasse qualcosa che lei aveva dimenticato.
          > >
          > > Per una foto delle tette Rerun potrebbe postare queste cose per te.
          > Chi è Rerun??

          aparapa

          detto anche

          aparapa al contrario
          Ma smettila di secernere cazzate!
<softv>

Pagina generata in 78 millisecondi

Utenti attivi: 11 nell'ultimo minuto, 25 negli ultimi cinque minuti, 48 negli ultimi 15 minuti