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"peccati di culo"Scritto daNon Autenticatoil 2016-02-20 21:36:20.0 alle 2016-02-20 21:36:20.0Impalamento e altro
La morte per impalamento, una delle torture più indicibili utilizzate per punire, tra l'altro, i cosiddetti "peccati di culo": la vittima viene attaccata in cima ad un palo che, appuntito, gli perfora il sedere; più il tempo passa e più il palo gli sprofonda dentro, lasciandola agonizzare a lungo prima della morte liberatrice. Ma se il palo veniva fatto penetrare un po' obliquamente, evitando in tal modo la gabbia toracica, il supplizio poteva anche durare giorni interi, finché il palo non usciva dall'ascella: questo capitò a Edoardo II d'Inghilterra (secondo la tradizione con un attizzatoio rovente conficcato nell'ano), che aveva continuato a frequentare dei bei ragazzi anche dopo essersi sposato.
Non è però ancora questo il più terrificante supplizio fatto subire al sedere, bensì "quello del topo" descritto ne Il giardino dei supplizi (1899) di Octave Mirbeau: al didietro del giovane condannato incatenato viene avvicinato un grosso topo affamato, tenuto appositamente a digiuno; l'animale, col muso affondato tra natiche del ragazzo, comincia a rosicchiare e a farsi strada dentro di lui. Penetratolo in tal modo, si mette a scavare con le zampe e con i denti. La conclusione a cui giunge il carnefice cinese nel romanzo è questa: "In ogni caso, milady, qualunque sia la causa finale della morte (emorragia, sofferenza insostenibile o congestione da follia), è uno spettacolo stupendo, mi creda."
o Madonna roba per i sadici del fdt
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Re: "peccati di culo"Scritto daNon Autenticatoil 2016-02-20 21:56:50.0 alle 2016-02-20 21:56:50.0Scritto da:
> Impalamento e altro
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> La morte per impalamento, una delle torture più indicibili utilizzate per punire, tra l'altro, i cosiddetti "peccati di culo": la vittima viene attaccata in cima ad un palo che, appuntito, gli perfora il sedere; più il tempo passa e più il palo gli sprofonda dentro, lasciandola agonizzare a lungo prima della morte liberatrice. Ma se il palo veniva fatto penetrare un po' obliquamente, evitando in tal modo la gabbia toracica, il supplizio poteva anche durare giorni interi, finché il palo non usciva dall'ascella: questo capitò a Edoardo II d'Inghilterra (secondo la tradizione con un attizzatoio rovente conficcato nell'ano), che aveva continuato a frequentare dei bei ragazzi anche dopo essersi sposato.
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> Non è però ancora questo il più terrificante supplizio fatto subire al sedere, bensì "quello del topo" descritto ne Il giardino dei supplizi (1899) di Octave Mirbeau: al didietro del giovane condannato incatenato viene avvicinato un grosso topo affamato, tenuto appositamente a digiuno; l'animale, col muso affondato tra natiche del ragazzo, comincia a rosicchiare e a farsi strada dentro di lui. Penetratolo in tal modo, si mette a scavare con le zampe e con i denti. La conclusione a cui giunge il carnefice cinese nel romanzo è questa: "In ogni caso, milady, qualunque sia la causa finale della morte (emorragia, sofferenza insostenibile o congestione da follia), è uno spettacolo stupendo, mi creda."
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