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    il 2016-02-27 21:02:07.0 alle 2016-02-27 21:02:07.0
    Rete neurale artificiale gioca a Mario


    Parte senza sapere nulla... non sa nemmeno in che direzione deve andare o come si gioca... fino ad arrivare al livello di un giocatore esperto dopo 24 ore.

    Non solo mostra come funzionano le reti neurali, ma mostra anche come funziona il concetto di "evoluzione naturale". Qui non c'è infatti un programmatore che "spiega" al computer come giocare a Mario, è il computer che impara da solo in base ad una funzione di "fitness".

    L'unica cosa che sa il computer è che deve aumentare il fitness, quindi una rete neurale che raggiunge un fitness più alto è una rete neurale migliore di una che raggiunge un fitness più basso.

    Le reti neurali che raggiungono un fitness più alto vengono "misciate assieme" (non mi è ancora chiaro come) e infine vengono aggiunte mutazioni casuali. Questo processo apparentemente casuale ed insensato nel corso di abbastanza generazioni produce algoritmi eccezionalmente capaci a risolvere i problemi per cui sono stati "addestrati". Questo processo mima quello che succede in natura con gli organismi biologici arrivando a creare algoritmi che nessun programmatore sarebbe in grado di replicare.

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      il 2016-02-27 21:13:11.0 alle 2016-02-27 21:13:11.0
      Re: Rete neurale artificiale gioca a Mario
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      > Parte senza sapere nulla... non sa nemmeno in che direzione deve andare o come si gioca... fino ad arrivare al livello di un giocatore esperto dopo 24 ore.
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      > Non solo mostra come funzionano le reti neurali, ma mostra anche come funziona il concetto di "evoluzione naturale". Qui non c'è infatti un programmatore che "spiega" al computer come giocare a Mario, è il computer che impara da solo in base ad una funzione di "fitness".
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      > L'unica cosa che sa il computer è che deve aumentare il fitness, quindi una rete neurale che raggiunge un fitness più alto è una rete neurale migliore di una che raggiunge un fitness più basso.
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      > Le reti neurali che raggiungono un fitness più alto vengono "misciate assieme" (non mi è ancora chiaro come) e infine vengono aggiunte mutazioni casuali. Questo processo apparentemente casuale ed insensato nel corso di abbastanza generazioni produce algoritmi eccezionalmente capaci a risolvere i problemi per cui sono stati "addestrati". Questo processo mima quello che succede in natura con gli organismi biologici arrivando a creare algoritmi che nessun programmatore sarebbe in grado di replicare.

      Quando parli di ciò che conosci dici cose interessanti Cylon
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        il 2016-02-27 21:24:56.0 alle 2016-02-27 21:24:56.0
        Re: Rete neurale artificiale gioca a Mario
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        > > Parte senza sapere nulla... non sa nemmeno in che direzione deve andare o come si gioca... fino ad arrivare al livello di un giocatore esperto dopo 24 ore.
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        > > Non solo mostra come funzionano le reti neurali, ma mostra anche come funziona il concetto di "evoluzione naturale". Qui non c'è infatti un programmatore che "spiega" al computer come giocare a Mario, è il computer che impara da solo in base ad una funzione di "fitness".
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        > > L'unica cosa che sa il computer è che deve aumentare il fitness, quindi una rete neurale che raggiunge un fitness più alto è una rete neurale migliore di una che raggiunge un fitness più basso.
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        > > Le reti neurali che raggiungono un fitness più alto vengono "misciate assieme" (non mi è ancora chiaro come) e infine vengono aggiunte mutazioni casuali. Questo processo apparentemente casuale ed insensato nel corso di abbastanza generazioni produce algoritmi eccezionalmente capaci a risolvere i problemi per cui sono stati "addestrati". Questo processo mima quello che succede in natura con gli organismi biologici arrivando a creare algoritmi che nessun programmatore sarebbe in grado di replicare.
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        > Quando parli di ciò che conosci dici cose interessanti Cylon

        Non ho capito una mazza di ciò che dice il tipo in inglese coi scesci in bocca, parla in fretta come la parte sugli efetti collaterali nella pubblicità dei farmaci, ma ho l'impressione che la rete neurale sia divenuta esperta nel giocare quella particoare partita, non Super Mario in generale.
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          Non Autenticato
          il 2016-02-27 21:45:44.0 alle 2016-02-27 21:45:44.0
          Re: Rete neurale artificiale gioca a Mario
          Scritto da:
          > Scritto da:
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          > > > Parte senza sapere nulla... non sa nemmeno in che direzione deve andare o come si gioca... fino ad arrivare al livello di un giocatore esperto dopo 24 ore.
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          > > > Non solo mostra come funzionano le reti neurali, ma mostra anche come funziona il concetto di "evoluzione naturale". Qui non c'è infatti un programmatore che "spiega" al computer come giocare a Mario, è il computer che impara da solo in base ad una funzione di "fitness".
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          > > > L'unica cosa che sa il computer è che deve aumentare il fitness, quindi una rete neurale che raggiunge un fitness più alto è una rete neurale migliore di una che raggiunge un fitness più basso.
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          > > > Le reti neurali che raggiungono un fitness più alto vengono "misciate assieme" (non mi è ancora chiaro come) e infine vengono aggiunte mutazioni casuali. Questo processo apparentemente casuale ed insensato nel corso di abbastanza generazioni produce algoritmi eccezionalmente capaci a risolvere i problemi per cui sono stati "addestrati". Questo processo mima quello che succede in natura con gli organismi biologici arrivando a creare algoritmi che nessun programmatore sarebbe in grado di replicare.
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          > > Quando parli di ciò che conosci dici cose interessanti Cylon
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          > Non ho capito una mazza di ciò che dice il tipo in inglese coi scesci in bocca, parla in fretta come la parte sugli efetti collaterali nella pubblicità dei farmaci, ma ho l'impressione che la rete neurale sia divenuta esperta nel giocare quella particoare partita, non Super Mario in generale.

          Si, in questo caso gli è stato insegnato solo quel livello.

          D'altra parte nella seconda parte del video

          mostra che la rete neurale di MarI/O ha imparato anche altri livelli.

          Prova però a pensare questo... quella rete neurale è semplicissima... puoi visualizzarla nella sua interezza con poche linee che collegano pochi "neuroni" eppure riesce ad imparare a giocare alla perfezione un livello di Mario (magari solo quello, ma non è questo il punto). Il cervello di un qualsiasi insetto è infinitamente più complesso... c'è un sacco di "spazio" in cui "imparare". Un sacco di neuroni da poter collegare a piacere con altri neuroni. Il fatto che il nostro cervello, con questo meccanismo, sia in grado di generalizzare delle soluzioni a questo punto sempre dipendere solo dal numero di neuroni e connessioni disponibili.

          A un certo punto, probabilmente, la rete neurale del nostro cervello smette dal guardare il singolo caso, e comincia a generalizzare una soluzione che possa funzionare in tutti i casi... magari non perfettamente come farebbe imparando caso per caso... ma è in grado di ricavarne regole generali.

          Questo lo si può osservare anche nei bambini... da piccoli imparano una data cosa, e tendono a tenerla in compartimenti stagni... poi crescendo la loro rete neurale diventa più ricca (anche se più rigida con il tempo) e cominciano a vedere correlazioni nelle cose che hanno imparato e ad applicarle a casi che non conoscono direttamente e su cui non si sono "allenati".

          Quello che penso è che i bambini piccoli abbiano una rete neurale molto molto variabile, in grado di cambiare velocemente, di adattarsi velocemente a quello che incontrano nei primi anni di vita. Ma si tratta di adattamenti molto specifici. Poi crescendo quella rete neurale comincia a diventare meno elastica. Per questo ad esempio da piccoli impariamo subito le lingue mentre da grandi abbiamo enormi difficoltà a farlo. È come se, raggiunto un punto di complessità, la nostra rete neurale diventi... più pigra... anziché riadattarsi mille volte per gestire tutti i casi possibili... capisce che una soluzione più generale, anche se meno efficace, è preferibile.

          A questo poi si aggiunge la memoria. Una rete normale come quella di MarI/O non ha memoria. Non è in grado di "guardare" nella sua memoria e dirsi "com'è che avevo risolto il caso di questo mostro che mi sta venendo addosso?"... noi sì. Noi abbiamo una memoria da cui la nostra rete neurale può attingere conoscenze precedentemente memorizzate (o dalla pratica o da quello che ci viene detto o da quello che impariamo sui libri). E quindi la nostra rete neurale può evitare di specializzarsi problema per problema e può cominciare a rovistare nella memoria per vedere se quella determinata situazione (o una situazione simile) si era già presentata ed affrontata con successo.

          Questo anche spiega come mai per una persona sia fondamentale un feedback positivo da parte dei genitori e della società che gli sta attorno. Questo feedback, l'essere incoraggiati, l'essere "premiati"... entra nella nostra "funzione di fitness" e più succede più la nostra rete neurale si rafforza nelle "decisioni" che ha preso. Al contrario una persona con genitori di merda (o esperienze di merda) tenderà ad essere timida, insicura, incapace di affrontare la vita, ecc.

          Cmq, tornando dalle speculazioni, quello che volevo dire è che quella rete neurale è davvero piccola se la confronti con i miliardi di neuroni nel cervello di una zanzara... quindi non è che possiamo prentedere che sia anche in grado di generalizzare le soluzioni. Ma mano a mano che si sperimenterà con queste cose si potrà arrivare magari a circuiti in grado di autoconfigurarsi (non solo software quindi) magari nasceranno nuovi tipi di supporti per questi circuiti in grado di cambiare collegamenti e percorsi... e a quel punto raggiungeremo davvero un'intelligenza artificiale cosciente come quella di un animale o di una persona.
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            Scritto da
            Non Autenticato
            il 2016-02-27 21:51:54.0 alle 2016-02-27 21:51:54.0
            Re: Rete neurale artificiale gioca a Mario
            Scritto da:
            > Il fatto che il nostro cervello, con questo meccanismo, sia in grado di generalizzare delle soluzioni a questo punto sempre dipendere solo dal numero di neuroni e connessioni disponibili.

            A questo poi si aggiunge che nel corso dei millenni il nostro cervello ha anche subito altri tipi di evoluzione, specializzando aree del cervello e ottimizzandole per determinati compiti.

            Quindi anche un bambino appena nato "eredita" dai genitori la forma del cervello di "essere umano" con le sue specializzazioni "di fabbrica" che derivano da una funzione di fitness esterna al cervello stesso (ovvero "devi sopravvivere in questo mondo e più sopravvivi più probabilità di riprodurti hai e quindi di passare modifiche al cervello [casuali] che ti sono state vantaggiose in questa vita") ed ereditando quelle forme... quei "collegamenti base", parte già da un punto avanzato, quindi non da zero come invece fa MarI/O.

            Cioè, è come se in un certo modo, alcune funzioni base siano state preprogrammate già alla nostra nascita dall'evoluzione. Perciò la nostra rete neurale non deve partire da zero quando nasciamo ma ha un set di funzionalità base che sono in grado di "avviarci" nella giusta direzione.
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              Scritto da
              Non Autenticato
              il 2016-02-27 22:02:59.0 alle 2016-02-27 22:02:59.0
              Re: Rete neurale artificiale gioca a Mario
              Scritto da:
              > Scritto da:
              > > Il fatto che il nostro cervello, con questo meccanismo, sia in grado di generalizzare delle soluzioni a questo punto sempre dipendere solo dal numero di neuroni e connessioni disponibili.
              >
              > A questo poi si aggiunge che nel corso dei millenni il nostro cervello ha anche subito altri tipi di evoluzione, specializzando aree del cervello e ottimizzandole per determinati compiti.
              >
              > Quindi anche un bambino appena nato "eredita" dai genitori la forma del cervello di "essere umano" con le sue specializzazioni "di fabbrica" che derivano da una funzione di fitness esterna al cervello stesso (ovvero "devi sopravvivere in questo mondo e più sopravvivi più probabilità di riprodurti hai e quindi di passare modifiche al cervello [casuali] che ti sono state vantaggiose in questa vita") ed ereditando quelle forme... quei "collegamenti base", parte già da un punto avanzato, quindi non da zero come invece fa MarI/O.
              >
              > Cioè, è come se in un certo modo, alcune funzioni base siano state preprogrammate già alla nostra nascita dall'evoluzione. Perciò la nostra rete neurale non deve partire da zero quando nasciamo ma ha un set di funzionalità base che sono in grado di "avviarci" nella giusta direzione.

              E ora che mi viene in mente, un altro vantaggio che abbiamo noi rispetto a MarI/O è l'autocoscienza e la capacità di fare "autocritica costruttiva" nei nostri stessi confronti. Possiamo per esempio catalogare le memorie che abbiamo appreso come "importanti" o "non importanti" o "cazzate", ecc. Questo ci da un grosso vantaggio perché se è vero che una parte di noi reagisce per istinto, una parte molto rilevante invece reagisce in base a questa funzione di autoaggiustamento delle informazioni apprese.

              MarI/O non è in grado di farlo, la sua rete neurale è troppo semplice. Non sa generalizzare le cose, non sa "parlarsi" come invece facciamo noi quando parliamo a noi stessi e quindi ragioniamo sulle cose fino a raggiungere una decisione e memorizziamo quella decisione nella memoria (che poi sarà usata per affrontare casi simili). Non solo, ma questa stessa capacità ci permette anche di confrontarci con quello che è stato appreso da altre reti neurali (gli altri) e apprendere da esse (quando si legge un libro ad esempio o si va a scuola).

              In altre parole, più una rete neurale diventa complessa e ricca, più "inventa" nuovi modi per affrontare problemi (la memoria, l'autocoscienza, l'autocritica, il ragionamento, il confronto con gli altri, la lettura, ecc)... diventando sempre più potente nel corso delle generazioni... sempre più in grado di trovare soluzioni creative a problemi sempre più complessi.

              Però, almeno nelle reti biologiche, c'è un costo. Più una rete è grossa... più un segnale impiega tempo a passare da un punto all'altro della rete neurale... più lento il "tempo" appare scorrere a quell'essere. Forse è per questo che gli insetti hanno reazioni tanto rapide rispetto a noi. Con reti neurali più piccole e semplici gli impulsi si diffondono da neurone a neurone molto più velocemente... probabilmente per loro noi siamo giganti che si muovono a rallentatore.

              Vabbé, altre speculazioni, ma tanto non costano nulla.
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                Scritto da
                Non Autenticato
                il 2016-02-27 22:15:23.0 alle 2016-02-27 22:15:23.0
                Re: Rete neurale artificiale gioca a Mario
                Scritto da:
                > Scritto da:
                > > Scritto da:
                > > > Il fatto che il nostro cervello, con questo meccanismo, sia in grado di generalizzare delle soluzioni a questo punto sempre dipendere solo dal numero di neuroni e connessioni disponibili.
                > >
                > > A questo poi si aggiunge che nel corso dei millenni il nostro cervello ha anche subito altri tipi di evoluzione, specializzando aree del cervello e ottimizzandole per determinati compiti.
                > >
                > > Quindi anche un bambino appena nato "eredita" dai genitori la forma del cervello di "essere umano" con le sue specializzazioni "di fabbrica" che derivano da una funzione di fitness esterna al cervello stesso (ovvero "devi sopravvivere in questo mondo e più sopravvivi più probabilità di riprodurti hai e quindi di passare modifiche al cervello [casuali] che ti sono state vantaggiose in questa vita") ed ereditando quelle forme... quei "collegamenti base", parte già da un punto avanzato, quindi non da zero come invece fa MarI/O.
                > >
                > > Cioè, è come se in un certo modo, alcune funzioni base siano state preprogrammate già alla nostra nascita dall'evoluzione. Perciò la nostra rete neurale non deve partire da zero quando nasciamo ma ha un set di funzionalità base che sono in grado di "avviarci" nella giusta direzione.
                >
                > E ora che mi viene in mente, un altro vantaggio che abbiamo noi rispetto a MarI/O è l'autocoscienza e la capacità di fare "autocritica costruttiva" nei nostri stessi confronti. Possiamo per esempio catalogare le memorie che abbiamo appreso come "importanti" o "non importanti" o "cazzate", ecc. Questo ci da un grosso vantaggio perché se è vero che una parte di noi reagisce per istinto, una parte molto rilevante invece reagisce in base a questa funzione di autoaggiustamento delle informazioni apprese.
                >
                > MarI/O non è in grado di farlo, la sua rete neurale è troppo semplice. Non sa generalizzare le cose, non sa "parlarsi" come invece facciamo noi quando parliamo a noi stessi e quindi ragioniamo sulle cose fino a raggiungere una decisione e memorizziamo quella decisione nella memoria (che poi sarà usata per affrontare casi simili). Non solo, ma questa stessa capacità ci permette anche di confrontarci con quello che è stato appreso da altre reti neurali (gli altri) e apprendere da esse (quando si legge un libro ad esempio o si va a scuola).
                >
                > In altre parole, più una rete neurale diventa complessa e ricca, più "inventa" nuovi modi per affrontare problemi (la memoria, l'autocoscienza, l'autocritica, il ragionamento, il confronto con gli altri, la lettura, ecc)... diventando sempre più potente nel corso delle generazioni... sempre più in grado di trovare soluzioni creative a problemi sempre più complessi.
                >
                > Però, almeno nelle reti biologiche, c'è un costo. Più una rete è grossa... più un segnale impiega tempo a passare da un punto all'altro della rete neurale... più lento il "tempo" appare scorrere a quell'essere. Forse è per questo che gli insetti hanno reazioni tanto rapide rispetto a noi. Con reti neurali più piccole e semplici gli impulsi si diffondono da neurone a neurone molto più velocemente... probabilmente per loro noi siamo giganti che si muovono a rallentatore.
                >
                > Vabbé, altre speculazioni, ma tanto non costano nulla.

                A me quel che fa fare sta faccia Ö è che la rete neurale di Google che cerca le immagini simili restituisce immagini non solo con un soggetto simile, ma anche con uno stile simile.
    • Avatar
      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2016-02-28 18:34:22.0 alle 2016-02-28 18:34:22.0
      Re: Rete neurale artificiale gioca a Mario
      Scritto da:
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      > Parte senza sapere nulla... non sa nemmeno in che direzione deve andare o come si gioca... fino ad arrivare al livello di un giocatore esperto dopo 24 ore.
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      > Non solo mostra come funzionano le reti neurali, ma mostra anche come funziona il concetto di "evoluzione naturale". Qui non c'è infatti un programmatore che "spiega" al computer come giocare a Mario, è il computer che impara da solo in base ad una funzione di "fitness".
      >
      > L'unica cosa che sa il computer è che deve aumentare il fitness, quindi una rete neurale che raggiunge un fitness più alto è una rete neurale migliore di una che raggiunge un fitness più basso.
      >
      > Le reti neurali che raggiungono un fitness più alto vengono "misciate assieme" (non mi è ancora chiaro come) e infine vengono aggiunte mutazioni casuali. Questo processo apparentemente casuale ed insensato nel corso di abbastanza generazioni produce algoritmi eccezionalmente capaci a risolvere i problemi per cui sono stati "addestrati". Questo processo mima quello che succede in natura con gli organismi biologici arrivando a creare algoritmi che nessun programmatore sarebbe in grado di replicare.
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      >

      Super Mario World!! Grande gioco, il mio preferito da bambino!

      Quello che non capisco però è se il programma impara a memoria il livello o se lo affronta con cognizione.
      • Avatar
        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2016-02-28 19:14:42.0 alle 2016-02-28 19:14:42.0
        Re: Rete neurale artificiale gioca a Mario
        Scritto da:
        > Scritto da:
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        > > Parte senza sapere nulla... non sa nemmeno in che direzione deve andare o come si gioca... fino ad arrivare al livello di un giocatore esperto dopo 24 ore.
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        > > Non solo mostra come funzionano le reti neurali, ma mostra anche come funziona il concetto di "evoluzione naturale". Qui non c'è infatti un programmatore che "spiega" al computer come giocare a Mario, è il computer che impara da solo in base ad una funzione di "fitness".
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        > > L'unica cosa che sa il computer è che deve aumentare il fitness, quindi una rete neurale che raggiunge un fitness più alto è una rete neurale migliore di una che raggiunge un fitness più basso.
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        > > Le reti neurali che raggiungono un fitness più alto vengono "misciate assieme" (non mi è ancora chiaro come) e infine vengono aggiunte mutazioni casuali. Questo processo apparentemente casuale ed insensato nel corso di abbastanza generazioni produce algoritmi eccezionalmente capaci a risolvere i problemi per cui sono stati "addestrati". Questo processo mima quello che succede in natura con gli organismi biologici arrivando a creare algoritmi che nessun programmatore sarebbe in grado di replicare.
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        > Super Mario World!! Grande gioco, il mio preferito da bambino!
        >
        > Quello che non capisco però è se il programma impara a memoria il livello o se lo affronta con cognizione.

        No, lo impara a tentativi successivi. Siccome quel livello è sempre uguale, con le stesse tempistiche, l'unica cosa che deve imparare la rete neurale è quando è necessario saltare/premere avanti/indietro/su o giù per poter arrivare fino alla fine dello schema.

        È un processo che mima la selezione naturale.
        • Avatar
          Scritto da
          Non Autenticato
          il 2016-02-28 19:25:42.0 alle 2016-02-28 19:25:42.0
          Re: Rete neurale artificiale gioca a Mario
          Scritto da:
          > Scritto da:
          > > Scritto da:
          > > >
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          > > > Parte senza sapere nulla... non sa nemmeno in che direzione deve andare o come si gioca... fino ad arrivare al livello di un giocatore esperto dopo 24 ore.
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          > > > Non solo mostra come funzionano le reti neurali, ma mostra anche come funziona il concetto di "evoluzione naturale". Qui non c'è infatti un programmatore che "spiega" al computer come giocare a Mario, è il computer che impara da solo in base ad una funzione di "fitness".
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          > > > L'unica cosa che sa il computer è che deve aumentare il fitness, quindi una rete neurale che raggiunge un fitness più alto è una rete neurale migliore di una che raggiunge un fitness più basso.
          > > >
          > > > Le reti neurali che raggiungono un fitness più alto vengono "misciate assieme" (non mi è ancora chiaro come) e infine vengono aggiunte mutazioni casuali. Questo processo apparentemente casuale ed insensato nel corso di abbastanza generazioni produce algoritmi eccezionalmente capaci a risolvere i problemi per cui sono stati "addestrati". Questo processo mima quello che succede in natura con gli organismi biologici arrivando a creare algoritmi che nessun programmatore sarebbe in grado di replicare.
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          > > Super Mario World!! Grande gioco, il mio preferito da bambino!
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          > > Quello che non capisco però è se il programma impara a memoria il livello o se lo affronta con cognizione.
          >
          > No, lo impara a tentativi successivi. Siccome quel livello è sempre uguale, con le stesse tempistiche, l'unica cosa che deve imparare la rete neurale è quando è necessario saltare/premere avanti/indietro/su o giù per poter arrivare fino alla fine dello schema.
          >
          > È un processo che mima la selezione naturale.
          >

          Appunto, non è molto intelligente perché alla fine impara il livello a memoria e non ad affrontare diverse situazioni (giocare a mario).
          • Avatar
            Scritto da
            Non Autenticato
            il 2016-02-28 19:28:10.0 alle 2016-02-28 19:28:10.0
            Re: Rete neurale artificiale gioca a Mario
            Scritto da:
            > Scritto da:
            > > Scritto da:
            > > > Scritto da:
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            > > > > Parte senza sapere nulla... non sa nemmeno in che direzione deve andare o come si gioca... fino ad arrivare al livello di un giocatore esperto dopo 24 ore.
            > > > >
            > > > > Non solo mostra come funzionano le reti neurali, ma mostra anche come funziona il concetto di "evoluzione naturale". Qui non c'è infatti un programmatore che "spiega" al computer come giocare a Mario, è il computer che impara da solo in base ad una funzione di "fitness".
            > > > >
            > > > > L'unica cosa che sa il computer è che deve aumentare il fitness, quindi una rete neurale che raggiunge un fitness più alto è una rete neurale migliore di una che raggiunge un fitness più basso.
            > > > >
            > > > > Le reti neurali che raggiungono un fitness più alto vengono "misciate assieme" (non mi è ancora chiaro come) e infine vengono aggiunte mutazioni casuali. Questo processo apparentemente casuale ed insensato nel corso di abbastanza generazioni produce algoritmi eccezionalmente capaci a risolvere i problemi per cui sono stati "addestrati". Questo processo mima quello che succede in natura con gli organismi biologici arrivando a creare algoritmi che nessun programmatore sarebbe in grado di replicare.
            > > > >
            > > > >
            > > >
            > > > Super Mario World!! Grande gioco, il mio preferito da bambino!
            > > >
            > > > Quello che non capisco però è se il programma impara a memoria il livello o se lo affronta con cognizione.
            > >
            > > No, lo impara a tentativi successivi. Siccome quel livello è sempre uguale, con le stesse tempistiche, l'unica cosa che deve imparare la rete neurale è quando è necessario saltare/premere avanti/indietro/su o giù per poter arrivare fino alla fine dello schema.
            > >
            > > È un processo che mima la selezione naturale.
            > >
            >
            > Appunto, non è molto intelligente perché alla fine impara il livello a memoria e non ad affrontare diverse situazioni (giocare a mario).

            Re: Rete neurale artificiale gioca a Mario
            • Avatar
              Scritto da
              Non Autenticato
              il 2016-02-28 20:30:43.0 alle 2016-02-28 20:30:43.0
              Re: Rete neurale artificiale gioca a Mario
              Scritto da:
              > Scritto da:
              > > Scritto da:
              > > > Scritto da:
              > > > > Scritto da:
              > > > > >
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              > > > > > Parte senza sapere nulla... non sa nemmeno in che direzione deve andare o come si gioca... fino ad arrivare al livello di un giocatore esperto dopo 24 ore.
              > > > > >
              > > > > > Non solo mostra come funzionano le reti neurali, ma mostra anche come funziona il concetto di "evoluzione naturale". Qui non c'è infatti un programmatore che "spiega" al computer come giocare a Mario, è il computer che impara da solo in base ad una funzione di "fitness".
              > > > > >
              > > > > > L'unica cosa che sa il computer è che deve aumentare il fitness, quindi una rete neurale che raggiunge un fitness più alto è una rete neurale migliore di una che raggiunge un fitness più basso.
              > > > > >
              > > > > > Le reti neurali che raggiungono un fitness più alto vengono "misciate assieme" (non mi è ancora chiaro come) e infine vengono aggiunte mutazioni casuali. Questo processo apparentemente casuale ed insensato nel corso di abbastanza generazioni produce algoritmi eccezionalmente capaci a risolvere i problemi per cui sono stati "addestrati". Questo processo mima quello che succede in natura con gli organismi biologici arrivando a creare algoritmi che nessun programmatore sarebbe in grado di replicare.
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              > > > > >
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              > > > > Super Mario World!! Grande gioco, il mio preferito da bambino!
              > > > >
              > > > > Quello che non capisco però è se il programma impara a memoria il livello o se lo affronta con cognizione.
              > > >
              > > > No, lo impara a tentativi successivi. Siccome quel livello è sempre uguale, con le stesse tempistiche, l'unica cosa che deve imparare la rete neurale è quando è necessario saltare/premere avanti/indietro/su o giù per poter arrivare fino alla fine dello schema.
              > > >
              > > > È un processo che mima la selezione naturale.
              > > >
              > >
              > > Appunto, non è molto intelligente perché alla fine impara il livello a memoria e non ad affrontare diverse situazioni (giocare a mario).
              >
              > Re: Rete neurale artificiale gioca a Mario

              Ma come funziona? Avevo letto che in pratica i neuroni sono funzioni che fanno sempre la stessa cosa e che vengono dinamicamente collegate.
              Ci sono esempi concreti di codice non troppo difficili da qualche parte?
              • Avatar
                Scritto da
                Non Autenticato
                il 2016-02-28 22:14:50.0 alle 2016-02-28 22:14:50.0
                Re: Rete neurale artificiale gioca a Mario
                Scritto da:
                > Scritto da:
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                > > > > > > Parte senza sapere nulla... non sa nemmeno in che direzione deve andare o come si gioca... fino ad arrivare al livello di un giocatore esperto dopo 24 ore.
                > > > > > >
                > > > > > > Non solo mostra come funzionano le reti neurali, ma mostra anche come funziona il concetto di "evoluzione naturale". Qui non c'è infatti un programmatore che "spiega" al computer come giocare a Mario, è il computer che impara da solo in base ad una funzione di "fitness".
                > > > > > >
                > > > > > > L'unica cosa che sa il computer è che deve aumentare il fitness, quindi una rete neurale che raggiunge un fitness più alto è una rete neurale migliore di una che raggiunge un fitness più basso.
                > > > > > >
                > > > > > > Le reti neurali che raggiungono un fitness più alto vengono "misciate assieme" (non mi è ancora chiaro come) e infine vengono aggiunte mutazioni casuali. Questo processo apparentemente casuale ed insensato nel corso di abbastanza generazioni produce algoritmi eccezionalmente capaci a risolvere i problemi per cui sono stati "addestrati". Questo processo mima quello che succede in natura con gli organismi biologici arrivando a creare algoritmi che nessun programmatore sarebbe in grado di replicare.
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                > > > > > Super Mario World!! Grande gioco, il mio preferito da bambino!
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                > > > > > Quello che non capisco però è se il programma impara a memoria il livello o se lo affronta con cognizione.
                > > > >
                > > > > No, lo impara a tentativi successivi. Siccome quel livello è sempre uguale, con le stesse tempistiche, l'unica cosa che deve imparare la rete neurale è quando è necessario saltare/premere avanti/indietro/su o giù per poter arrivare fino alla fine dello schema.
                > > > >
                > > > > È un processo che mima la selezione naturale.
                > > > >
                > > >
                > > > Appunto, non è molto intelligente perché alla fine impara il livello a memoria e non ad affrontare diverse situazioni (giocare a mario).
                > >
                > > Re: Rete neurale artificiale gioca a Mario
                >
                > Ma come funziona? Avevo letto che in pratica i neuroni sono funzioni che fanno sempre la stessa cosa e che vengono dinamicamente collegate.

                Qui ci sono macchine che fanno in modo relativamente facile ciò che in un uomo richiede un grande talento. Prevedo disoccupazione anche per gli artisti.

                > Ci sono esempi concreti di codice non troppo difficili da qualche parte?

                Ovviamente gli esempi di codice non servono a nulla se prima non sono chiari i concetti. Le reti neurali sono un campo a sé, sicuramente sassofono ne sa quel che si deve sapere.
          • Avatar
            Scritto da
            Non Autenticato
            il 2016-02-28 19:34:42.0 alle 2016-02-28 19:34:42.0
            Re: Rete neurale artificiale gioca a Mario
            Scritto da:
            > Scritto da:
            > > Scritto da:
            > > > Scritto da:
            > > > >
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            > > > > Parte senza sapere nulla... non sa nemmeno in che direzione deve andare o come si gioca... fino ad arrivare al livello di un giocatore esperto dopo 24 ore.
            > > > >
            > > > > Non solo mostra come funzionano le reti neurali, ma mostra anche come funziona il concetto di "evoluzione naturale". Qui non c'è infatti un programmatore che "spiega" al computer come giocare a Mario, è il computer che impara da solo in base ad una funzione di "fitness".
            > > > >
            > > > > L'unica cosa che sa il computer è che deve aumentare il fitness, quindi una rete neurale che raggiunge un fitness più alto è una rete neurale migliore di una che raggiunge un fitness più basso.
            > > > >
            > > > > Le reti neurali che raggiungono un fitness più alto vengono "misciate assieme" (non mi è ancora chiaro come) e infine vengono aggiunte mutazioni casuali. Questo processo apparentemente casuale ed insensato nel corso di abbastanza generazioni produce algoritmi eccezionalmente capaci a risolvere i problemi per cui sono stati "addestrati". Questo processo mima quello che succede in natura con gli organismi biologici arrivando a creare algoritmi che nessun programmatore sarebbe in grado di replicare.
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            > > > Super Mario World!! Grande gioco, il mio preferito da bambino!
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            > > > Quello che non capisco però è se il programma impara a memoria il livello o se lo affronta con cognizione.
            > >
            > > No, lo impara a tentativi successivi. Siccome quel livello è sempre uguale, con le stesse tempistiche, l'unica cosa che deve imparare la rete neurale è quando è necessario saltare/premere avanti/indietro/su o giù per poter arrivare fino alla fine dello schema.
            > >
            > > È un processo che mima la selezione naturale.
            > >
            >
            > Appunto, non è molto intelligente perché alla fine impara il livello a memoria e non ad affrontare diverse situazioni (giocare a mario).

            Bisognerebbe vedere cosa succede facendo giocare alla rete neurale più livelli, se e come affronta livelli a cui non ha mai giocato.
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