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poverino sto quaScritto daNon Autenticatoil 2016-03-19 19:57:52.0 alle 2016-03-19 19:57:52.0A volte a distanza di anni continuano a tornarmi certe domande e certi pensieri che pensavo di avere allontanato ma che evidentemente sono radicati in me e forse non mi abbandoneranno più (devo imparare a conviverci?).
Insomma, questa vita vale davvero la pena di essere vissuta? Ho la sensazione di svegliarmi non dico in un incubo ma in un qualcosa che mi sta stretto e che non ho voglia né forze mentali per affrontare. Ho 32 anni e anni fa dicevo che avrei voluto essere morto esattamente 10 anni fa (non so proprio perché a 22 anni, forse perché idealmente rappresentano la fine dell'adolescenza).
A 32 anni pur vivendo poco mi par di percepire che la vita non abbia più niente da offrirmi e che sono troppo vecchio (e stanco) per andare avanti. Passati gli anni migliori sembra aspettarmi solo la miseria. Senza famiglia, senza affetti, fino ad ora ho conosciuto e percepito solo l'odio, il fastidio e il nervoso...sono tormentato e non riesco a trovare una pace interiore, che mi porta ad esser perennemente teso; percepisco chiaramente il netto stacco fra la forma mentis che avevo in adolescenza e questo senso di confusione mentale che non mi dà tregua, una difficoltà a trovare una direzione nella vita e un senso di generale inadeguatezza che mi porta a vergognarmi di me stesso nelle occasioni sociali.
Se gli anni migliori sono andati, perché dovrei affrontare il futuro? Non ho mai avuto una relazione sociale sana o comunque sono lontanissimo anche solo da poterla pensare...mi alzo, vado a lavoro, esco che sono mentalmente scarico , mangio, vado a letto..è tutto qua? I miei avevano già mia sorella e 15 anni dopo che son nato si son separati..cazzo mi hanno fatto a fare?!
Mi da fastidio vedere le foto di gente sempre sorridente, mi chiedo cos'abbiano da essere così contenti in questo misero mondo...
Pensieri del venerdì sera...meglio che vada a letto...http://www.fobiasociale.com/vale-la-pena-vivere-53...
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Re: poverino sto quaScritto da:
> A volte a distanza di anni continuano a tornarmi certe domande e certi pensieri che pensavo di avere allontanato ma che evidentemente sono radicati in me e forse non mi abbandoneranno più (devo imparare a conviverci?).
> Insomma, questa vita vale davvero la pena di essere vissuta? Ho la sensazione di svegliarmi non dico in un incubo ma in un qualcosa che mi sta stretto e che non ho voglia né forze mentali per affrontare. Ho 32 anni e anni fa dicevo che avrei voluto essere morto esattamente 10 anni fa (non so proprio perché a 22 anni, forse perché idealmente rappresentano la fine dell'adolescenza).
> A 32 anni pur vivendo poco mi par di percepire che la vita non abbia più niente da offrirmi e che sono troppo vecchio (e stanco) per andare avanti. Passati gli anni migliori sembra aspettarmi solo la miseria. Senza famiglia, senza affetti, fino ad ora ho conosciuto e percepito solo l'odio, il fastidio e il nervoso...sono tormentato e non riesco a trovare una pace interiore, che mi porta ad esser perennemente teso; percepisco chiaramente il netto stacco fra la forma mentis che avevo in adolescenza e questo senso di confusione mentale che non mi dà tregua, una difficoltà a trovare una direzione nella vita e un senso di generale inadeguatezza che mi porta a vergognarmi di me stesso nelle occasioni sociali.
> Se gli anni migliori sono andati, perché dovrei affrontare il futuro? Non ho mai avuto una relazione sociale sana o comunque sono lontanissimo anche solo da poterla pensare...mi alzo, vado a lavoro, esco che sono mentalmente scarico , mangio, vado a letto..è tutto qua? I miei avevano già mia sorella e 15 anni dopo che son nato si son separati..cazzo mi hanno fatto a fare?!
> Mi da fastidio vedere le foto di gente sempre sorridente, mi chiedo cos'abbiano da essere così contenti in questo misero mondo...
> Pensieri del venerdì sera...meglio che vada a letto...
>http://www.fobiasociale.com/vale-la-pena-vivere-53...

Quel thread mi mette voglia di intervenire a correggere tutti gli errori di grammatica a mo' di cimice. Raccontano i loro casi e non sanno scrivere, senza rendersi conto che una cosa implica l'altra.
Grammar macht frei
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