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Storie a margine della II GM: il vero e il falso delle foibeScritto daAlessandrox(XYZ)Trollil 2016-05-01 02:31:59.0 alle 2016-05-01 02:31:59.0Trollate totali: 11553Parto da questo articolo di WuMing che condiviodo solo in parte:
Chi racconta agli studenti che le #foibe sono come la Shoah? 5 domande al presidente della Toscana Enrico Rossi
http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=24814
siucuramente ha pienamente ragione su una cosa: la differenza che sta nei numeri, è ovvio che 6mln contro 5.000 sono eventi che non hanno la stessa dimensione quantitativa ma la dignità di un morto ammazzato ingiustamente la si misura con i NUMERI ?
Preciso che NON sono un sostenitore delle memorie condivise e quanto segue non ha nulla a che fare con questo.
A parte le vendette e le rese dei conti su fascisti che a loro volta avevano ammazzato (è la guerra, chi ammazza per primo poi non ha nessun diritto di lamentarsi se c'è qualcuno che reagisce e magari si vendica) ci sono stati anche altri tipi di uccisioni per motivi non altrettanto comprensibili: casi di persone inermi uccise perchè in qualche modo si opponevano ad un progetto politico alternativo al fascismo ma che NON ritenevano essere veramente alternativo, altre perché legate al partito fascista anche solo da una tessera che consentiva loro di lavorare e mangiare: queste ultime si potranno ccusare di ignavia ma la pena di morte è solo l' altra faccia della stessa medaglia che è sempre la guerra e quando si uccide NON per legittima difesa ma per sfogo... si spende la stessa medaglia e si è sempre COMPLICI dello stesso progetto.
Dal punto di vista ETICO-MORALE non c'è nessuna differenza tra chi ammazza persone inermi (quindi non parlo di soldati, squadristi e nemmeno di collaborazionisti) che sia per volontà di supremazia o per sfogare la rabbia della vendetta.... su persone che non avevano alcuna responsabilità di quella guerra, sebbene avessero la tessera di una parte politica opposta o idee diverse su come progettare il "dopo guerra", anzi a maggior ragione se si uccide qualcuno perchè ha un idea politica diversa si è doppiamente responsabili perchè da una parte si propaganda la Giustizia contro i Nazisti e dall' altra poi ci si comporta allo stesso modo. Il Nazista aveva UNA sola faccia.
Chiaramente stiamo parlando di eventi numericamente molto inferiori rispetto ai delitti inflitti dal nazifascismo, in assoluto non irrilevanti, sono rimasti comunque nelle cronache degli storici, questo lo ammette anche l' articolo.
Per smettere di spendere la stessa moneta, dobbiamo rifiutarne entrambe le facce e non cedendo alla tentazione di defirne una il "danno collaterale" dell' altra: a volte nella schiera dei giusti si infilano anche quelli che semplicemente non avevano i numeri per stare dall' altra parte ma che a parti inverse si sarebbero comportati in modo molto simile.
Quindi bando anche ai tentativi di vittimismo e giustificazionismo per i vinti, i perdenti di quella infame guerra, quando questi erano stati prima gli aguzzini, i persecutori
Tuttavia NOn credo alla giustificazione secondo la quale chi uccide per il discrimine di idee sia moralmente superiore a chi uccide per discrinine di razza, ne mi convince molto il "beh così facevan tutti", "si moriva in tutti i campi di prigionia, in quelli dei nazifascisti e in quelli degli alleati" no perché se mi ritengo (giustamente) moralmente superiore devo fare di tutto per non usare gli stessi mezzi e non spendere la stessa moneta.
Infatti tra i moralmente superiori, molti di quegli alleati che avevano vinto il nazifascismo, a loro volta erano gli artefici di un nazifascismo molto più subdolo, strisciante e purtroppo accettato: quella dello sfruttamento coloniale, a dimostrazione che NON hanno mai smesso di spendere quella stessa moneta, disprezzandone solo un lato, quando faceva loro comodo.
perché non serve a uscire dal circolo vizioso che porta agli orrori della guerra e dello sfruttamento, quindi è una distinzione falsa e pericolosa, per cui SE dei partigiani hanno sbagliato, è bene che sia fatta chiarezza, perchè non si perpetui forzatamente il mito di una purezza, che in qualcuno era falsa, non c'èra.
NOn ho simpatie per il Donzelli , promotore delal mozione citata nell' articolo e la sua pseudo cultura e non credo nelal sua "condivisione della memoria": lui e la sua compagine stanno costruiendo una storia falsa, ammantandosi di una vera, se pur marginale e questa operazione, molto furba, NON mi piace.
Ma LA questione foibe proprio perchè a margine di un evento molto più ampio (ma moralmente non meno marginale e ripeto quella parte riguardante lo sfogo su persone innocenti) è storia complessa e più difficile da rintracciare ma va chiarita, certamente circoscritta nella sua dimensione reale e NON inserita nella "memoria condivisa" ma nemmeno giustificata, questo proprio per NON alimentare gli artefici della "memoria condivisa", per non lasciare spazio ai giustificazionisti del fascismo.
Quindi credo che questo possa essre un passo non già verso la direzione sperata dal Donzelli ma verso la proposta a conslusione dell' articolo con la quale invece sono assolutamente daccordo: occorre andare a scavare in tutti quegli eventi in cui sono state perseguitate persone, gruppi etnici, popolazioni, solo per il fatto di aver vissuto al loro storia intorno a dei confini... e fare un operazione di ricerca, studio e riflessione globale su una Verità storica ancora troppo divisa e spartita tra fazioni ideologiche e culturali.
Rammento però che TUTTI i confini di tutte le nazioni sono stati tracciati nel sangue, le nazioni esistono (pressoché tutte) proprio grazie ad operazioni di "tracciamento violento dei confini": in questo contesto l' Italia pre unitaria ha avuto l'unico torto di essersi trovata a costruire, buon ultima, una storia, quasi da zero, in un periodo in cui quasi tutte le altre nazioni si erano già da secoli definite, delineate, sempre, tutte, più o meno con gli stessi metodi.
**Modificato dall'autore il 01.05.2016 11:39**Ma smettila di secernere cazzate!-
Re: Storie a margine della II GM: il vero e il falso delle foibeSi beh peraltro anche numericamente non furono affatto 6 milioni, ma 300000."Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada-
Re: Storie a margine della II GM: il vero e il falso delle foibeScritto daNon Autenticatoil 2016-05-01 10:07:34.0 alle 2016-05-01 10:07:34.0Scritto da: Ordine
> Si beh peraltro anche numericamente non furono affatto 6 milioni, ma 300000.
Sicuro? A me risulta che tali persecuzioni non siano mai avvenute.-
Re: Storie a margine della II GM: il vero e il falso delle foibeScritto daAlessandrox(XYZ)Trollil 2016-05-01 11:39:09.0 alle 2016-05-01 11:39:09.0Trollate totali: 11553Scritto da:
> Scritto da: Ordine
> > Si beh peraltro anche numericamente non furono affatto 6 milioni, ma 300000.
>
> Sicuro? A me risulta che tali persecuzioni non siano mai avvenute.
ordine al tappeto!Ma smettila di secernere cazzate!-
Re: Storie a margine della II GM: il vero e il falso delle foibeScritto da: Alessandrox
> Scritto da:
> > Scritto da: Ordine
> > > Si beh peraltro anche numericamente non furono affatto 6 milioni, ma 300000.
> >
> > Sicuro? A me risulta che tali persecuzioni non siano mai avvenute.
>
> ordine al tappeto!
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Re: Storie a margine della II GM: il vero e il falso delle foibeScritto daNon Autenticatoil 2016-05-01 14:06:29.0 alle 2016-05-01 14:06:29.0Scritto da: Alessandrox
> Parto da questo articolo di WuMing che condiviodo solo in parte:
> Chi racconta agli studenti che le #foibe sono come la Shoah? 5 domande al presidente della Toscana Enrico Rossi
> http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=24814
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> siucuramente ha pienamente ragione su una cosa: la differenza che sta nei numeri, è ovvio che 6mln contro 5.000 sono eventi che non hanno la stessa dimensione quantitativa ma la dignità di un morto ammazzato ingiustamente la si misura con i NUMERI ?
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> Preciso che NON sono un sostenitore delle memorie condivise e quanto segue non ha nulla a che fare con questo.
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> A parte le vendette e le rese dei conti su fascisti che a loro volta avevano ammazzato (è la guerra, chi ammazza per primo poi non ha nessun diritto di lamentarsi se c'è qualcuno che reagisce e magari si vendica) ci sono stati anche altri tipi di uccisioni per motivi non altrettanto comprensibili: casi di persone inermi uccise perchè in qualche modo si opponevano ad un progetto politico alternativo al fascismo ma che NON ritenevano essere veramente alternativo, altre perché legate al partito fascista anche solo da una tessera che consentiva loro di lavorare e mangiare: queste ultime si potranno ccusare di ignavia ma la pena di morte è solo l' altra faccia della stessa medaglia che è sempre la guerra e quando si uccide NON per legittima difesa ma per sfogo... si spende la stessa medaglia e si è sempre COMPLICI dello stesso progetto.
>
Ci sono stati anche casi di soldati congedati e disarmati ammazzati sulla via del ritorno a casa e il loro unico delitto era di essere coscritti
> Dal punto di vista ETICO-MORALE non c'è nessuna differenza tra chi ammazza persone inermi (quindi non parlo di soldati, squadristi e nemmeno di collaborazionisti) che sia per volontà di supremazia o per sfogare la rabbia della vendetta.... su persone che non avevano alcuna responsabilità di quella guerra, sebbene avessero la tessera di una parte politica opposta o idee diverse su come progettare il "dopo guerra", anzi a maggior ragione se si uccide qualcuno perchè ha un idea politica diversa si è doppiamente responsabili perchè da una parte si propaganda la Giustizia contro i Nazisti e dall' altra poi ci si comporta allo stesso modo. Il Nazista aveva UNA sola faccia.
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> Chiaramente stiamo parlando di eventi numericamente molto inferiori rispetto ai delitti inflitti dal nazifascismo, in assoluto non irrilevanti, sono rimasti comunque nelle cronache degli storici, questo lo ammette anche l' articolo.
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> Per smettere di spendere la stessa moneta, dobbiamo rifiutarne entrambe le facce e non cedendo alla tentazione di defirne una il "danno collaterale" dell' altra: a volte nella schiera dei giusti si infilano anche quelli che semplicemente non avevano i numeri per stare dall' altra parte ma che a parti inverse si sarebbero comportati in modo molto simile.
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> Quindi bando anche ai tentativi di vittimismo e giustificazionismo per i vinti, i perdenti di quella infame guerra, quando questi erano stati prima gli aguzzini, i persecutori
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> Tuttavia NOn credo alla giustificazione secondo la quale chi uccide per il discrimine di idee sia moralmente superiore a chi uccide per discrinine di razza, ne mi convince molto il "beh così facevan tutti", "si moriva in tutti i campi di prigionia, in quelli dei nazifascisti e in quelli degli alleati" no perché se mi ritengo (giustamente) moralmente superiore devo fare di tutto per non usare gli stessi mezzi e non spendere la stessa moneta.
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> Infatti tra i moralmente superiori, molti di quegli alleati che avevano vinto il nazifascismo, a loro volta erano gli artefici di un nazifascismo molto più subdolo, strisciante e purtroppo accettato: quella dello sfruttamento coloniale, a dimostrazione che NON hanno mai smesso di spendere quella stessa moneta, disprezzandone solo un lato, quando faceva loro comodo.
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> perché non serve a uscire dal circolo vizioso che porta agli orrori della guerra e dello sfruttamento, quindi è una distinzione falsa e pericolosa, per cui SE dei partigiani hanno sbagliato, è bene che sia fatta chiarezza, perchè non si perpetui forzatamente il mito di una purezza, che in qualcuno era falsa, non c'èra.
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> NOn ho simpatie per il Donzelli , promotore delal mozione citata nell' articolo e la sua pseudo cultura e non credo nelal sua "condivisione della memoria": lui e la sua compagine stanno costruiendo una storia falsa, ammantandosi di una vera, se pur marginale e questa operazione, molto furba, NON mi piace.
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> Ma LA questione foibe proprio perchè a margine di un evento molto più ampio (ma moralmente non meno marginale e ripeto quella parte riguardante lo sfogo su persone innocenti) è storia complessa e più difficile da rintracciare ma va chiarita, certamente circoscritta nella sua dimensione reale e NON inserita nella "memoria condivisa" ma nemmeno giustificata, questo proprio per NON alimentare gli artefici della "memoria condivisa", per non lasciare spazio ai giustificazionisti del fascismo.
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> Quindi credo che questo possa essre un passo non già verso la direzione sperata dal Donzelli ma verso la proposta a conslusione dell' articolo con la quale invece sono assolutamente daccordo: occorre andare a scavare in tutti quegli eventi in cui sono state perseguitate persone, gruppi etnici, popolazioni, solo per il fatto di aver vissuto al loro storia intorno a dei confini... e fare un operazione di ricerca, studio e riflessione globale su una Verità storica ancora troppo divisa e spartita tra fazioni ideologiche e culturali.
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> Rammento però che TUTTI i confini di tutte le nazioni sono stati tracciati nel sangue, le nazioni esistono (pressoché tutte) proprio grazie ad operazioni di "tracciamento violento dei confini": in questo contesto l' Italia pre unitaria ha avuto l'unico torto di essersi trovata a costruire, buon ultima, una storia, quasi da zero, in un periodo in cui quasi tutte le altre nazioni si erano già da secoli definite, delineate, sempre, tutte, più o meno con gli stessi metodi.
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> **Modificato dall'autore il 01.05.2016 11:39**
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Re: Storie a margine della II GM: il vero e il falso delle foibeScritto daAlessandrox(XYZ)Trollil 2016-05-03 11:46:41.0 alle 2016-05-03 11:46:41.0Trollate totali: 11553Scritto da:
> Scritto da: Alessandrox
> > Parto da questo articolo di WuMing che condiviodo solo in parte:
> > Chi racconta agli studenti che le #foibe sono come la Shoah? 5 domande al presidente della Toscana Enrico Rossi
> > http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=24814
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> > siucuramente ha pienamente ragione su una cosa: la differenza che sta nei numeri, è ovvio che 6mln contro 5.000 sono eventi che non hanno la stessa dimensione quantitativa ma la dignità di un morto ammazzato ingiustamente la si misura con i NUMERI ?
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> > Preciso che NON sono un sostenitore delle memorie condivise e quanto segue non ha nulla a che fare con questo.
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> > A parte le vendette e le rese dei conti su fascisti che a loro volta avevano ammazzato (è la guerra, chi ammazza per primo poi non ha nessun diritto di lamentarsi se c'è qualcuno che reagisce e magari si vendica) ci sono stati anche altri tipi di uccisioni per motivi non altrettanto comprensibili: casi di persone inermi uccise perchè in qualche modo si opponevano ad un progetto politico alternativo al fascismo ma che NON ritenevano essere veramente alternativo, altre perché legate al partito fascista anche solo da una tessera che consentiva loro di lavorare e mangiare: queste ultime si potranno ccusare di ignavia ma la pena di morte è solo l' altra faccia della stessa medaglia che è sempre la guerra e quando si uccide NON per legittima difesa ma per sfogo... si spende la stessa medaglia e si è sempre COMPLICI dello stesso progetto.
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> Ci sono stati anche casi di soldati congedati e disarmati ammazzati sulla via del ritorno a casa e il loro unico delitto era di essere coscritti
Interessante, hai qualche belink?
Ma smettila di secernere cazzate!
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