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    Proc di Catania
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    Non Autenticato
    il 2016-12-17 22:37:48.0 alle 2016-12-17 22:37:48.0
    Sonetto 1276. I delitti d'oggigiorno
    (it

    (ROM)) « Sonetto 1276. Li dilitti d'oggiggiorno
    Don Marco fu cconvinto d'adurterio,
    e er Papa l'assorvé ccome innoscente.
    Diede in culo a li fijji de Saverio,
    e er Papa disse: «Nun è vvero ggnente».

    Ha ffatto stocchi, 1 {\displaystyle {1}} {1} furti, e un diavolèrio
    de fede farze contro tante ggente,
    e er Papa se n'è usscito 2 {\displaystyle {2}} {2} serio serio:
    «Nun ci vojjamo crede un accidente».

    Arfine jjeri pe vvoler divino
    una spia je soffiò ste du' parole:
    «Santo Padre, don Marco è ggiacubbino».

    E er zanto Padre, in ner momento istesso,
    sentennose 3 {\displaystyle {3}} {3} toccà ddove je dole,
    lo condannò da lui 4 {\displaystyle {4}} {4} senza proscesso. »
    (IT)

    « Sonetto 1276. I delitti d'oggigiorno

    Don Marco fu accusato d'adulterio,
    e il Papa l'assolse come innocente.
    Diede in culo ai figli di Saverio,
    e il Papa disse: «Non è vero niente».

    Ha fatto frodi, furti, e un'infinità
    di inganni contro tante persone,
    e il Papa se ne è uscito serio serio:
    «Non ci vogliamo credere un accidente».

    Infine ieri per voler divino
    una spia gli sussurrò queste due parole:
    «Santo Padre, don Marco è giacobino».

    E il Santo Padre, in quel momento stesso,
    sentendosi toccare dove gli duole,
    lo condannò da se medesimo, senza processo. »
    (Giuseppe Gioacchino Belli, sonetto n. 1276, Li dilitti d'oggiggiorno, 4 giugno 1834)

    Rotola dal ridereRotola dal ridere
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