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Re: I nostri valoriScritto daWakko WarnerWakkus Horribilisil 2016-12-28 13:35:38.0 alle 2016-12-28 13:35:38.0Trollate totali: 6779Scritto da: cammarrone
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http://torino.repubblica.it/cronaca/2016/12/22/new...

Mi sembra un'ottima idea che vale la pena di sperimentare.Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia-
Re: I nostri valoriScritto da: Wakko Warner
> Scritto da: cammarrone
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>http://torino.repubblica.it/cronaca/2016/12/22/new...

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> Mi sembra un'ottima idea che vale la pena di sperimentare.
Non avevo dubbi che tu fossi d'accordo. Sicuramente studieranno tutti. Magari dopo creiamo anche i tribunali senza sentenze così i crimini diminuiranno.
**Modificato dall'autore il 28.12.2016 14:11**-
Re: I nostri valoriScritto daWakko WarnerWakkus Horribilisil 2016-12-28 14:21:41.0 alle 2016-12-28 14:21:41.0Trollate totali: 6779Scritto da: cammarrone
> Scritto da: Wakko Warner
> > Scritto da: cammarrone
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> >http://torino.repubblica.it/cronaca/2016/12/22/new...

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> > Mi sembra un'ottima idea che vale la pena di sperimentare.
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> Non avevo dubbi che tu fossi d'accordo.
Mai detto che tu ne avessi.
> Sicuramente studieranno tutti.
Chi se ne frega se studieranno tutti? Perché mai la scuola dovrebbe trascinarsi dietro chi è lì solo per scaldare i banchi e disturbare chi invece è lì per imparare?
Nel mondo reale ti danno voti o compiti per casa? Oppure ti chiedono di portare a termine progetti reali nelle tempistiche stabilite? Nel mondo reale hai una maestrina che ti insegue dicendoti che devi studiare/lavorare/ecc? Nel mondo reale ti dicono che non puoi usare questo o quello strumento per portare a termine i tuoi compiti? (Tipo, chessò, che non puoi usare la calcolatrice, o un libro, o degli appunti?)
Il punto è questo:
- chi non vuole imparare sta a scuola solo per rompere i coglioni agli altri, che se ne vada così ne guadagnano tutti, tanto chi non vuole imparare NON IMPARA
- avere qualcuno che ti obbliga a portare avanti i tuoi progetti, i tuoi compiti e le tue mansioni non insegna il concetto di "responsabilità"
- la scuola deve insegnare come funziona il mondo reale, perciò è bene che insegni come ci si comporta nel mondo reale e il metodo migliore pr farlo è usare gli stessi metri di giudizio usati nel mondo reale
- gli studenti devono capire che studiare serve a loro beneficio, non per fare contenti genitori ed insegnanti e solo mettendosi d'impegno ci si può arrivare
- la scuola non può essere il luogo in cui i genitori parcheggiano i figli durante la giornata... la scuola è lì per insegnarti qualcosa, se ti interessa ci vai, stai attento, partecipi alle attività ed impari... se non ti interessa stattene a casa tua
> Magari dopo creiamo anche i tribunali senza sentenze così i crimini diminuiranno.
C'entra una sega.Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia-
Re: I nostri valoriScritto daNon Autenticatoil 2016-12-28 14:47:34.0 alle 2016-12-28 14:47:34.0Scritto da: Wakko Warner
> Scritto da: cammarrone
> > Scritto da: Wakko Warner
> > > Scritto da: cammarrone
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> > >http://torino.repubblica.it/cronaca/2016/12/22/new...

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> > > Mi sembra un'ottima idea che vale la pena di sperimentare.
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> > Non avevo dubbi che tu fossi d'accordo.
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> Mai detto che tu ne avessi.
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> > Sicuramente studieranno tutti.
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> Chi se ne frega se studieranno tutti? Perché mai la scuola dovrebbe trascinarsi dietro chi è lì solo per scaldare i banchi e disturbare chi invece è lì per imparare?
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> Nel mondo reale ti danno voti o compiti per casa? Oppure ti chiedono di portare a termine progetti reali nelle tempistiche stabilite? Nel mondo reale hai una maestrina che ti insegue dicendoti che devi studiare/lavorare/ecc? Nel mondo reale ti dicono che non puoi usare questo o quello strumento per portare a termine i tuoi compiti? (Tipo, chessò, che non puoi usare la calcolatrice, o un libro, o degli appunti?)
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> Il punto è questo:
> - chi non vuole imparare sta a scuola solo per rompere i coglioni agli altri, che se ne vada così ne guadagnano tutti, tanto chi non vuole imparare NON IMPARA
> - avere qualcuno che ti obbliga a portare avanti i tuoi progetti, i tuoi compiti e le tue mansioni non insegna il concetto di "responsabilità"
> - la scuola deve insegnare come funziona il mondo reale, perciò è bene che insegni come ci si comporta nel mondo reale e il metodo migliore pr farlo è usare gli stessi metri di giudizio usati nel mondo reale
> - gli studenti devono capire che studiare serve a loro beneficio, non per fare contenti genitori ed insegnanti e solo mettendosi d'impegno ci si può arrivare
> - la scuola non può essere il luogo in cui i genitori parcheggiano i figli durante la giornata... la scuola è lì per insegnarti qualcosa, se ti interessa ci vai, stai attento, partecipi alle attività ed impari... se non ti interessa stattene a casa tua
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> > Magari dopo creiamo anche i tribunali senza sentenze così i crimini diminuiranno.
>
> C'entra una sega.
L'ignoranza collettiva non è mai una cosa positiva, coglione.-
Re: I nostri valoriScritto daWakko WarnerWakkus Horribilisil 2016-12-28 15:08:14.0 alle 2016-12-28 15:08:14.0Trollate totali: 6779Scritto da:
> L'ignoranza collettiva non è mai una cosa positiva, coglione.
Possiamo fare delle scuole apposta per ritardati, dove potranno andare tutti assieme tenendosi per mano con il loro grembiulino con su scritto "sono un ritardato, non parlatemi perché potrei confondermi" è ora di finirla con la stronzata del "siamo tutti uguali"... no, non lo siamo e non lo siamo mai stati. Metti un tardo in una classe di normali e rallenterà TUTTI, disturbando, rompendo i coglioni, trascinando con sé anche gli altri.Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia-
Re: I nostri valoriScritto daNon Autenticatoil 2016-12-28 18:47:41.0 alle 2016-12-28 18:47:41.0Scritto da: Wakko Warner
> Scritto da:
> > L'ignoranza collettiva non è mai una cosa positiva, coglione.
>
> Possiamo fare delle scuole apposta per ritardati, dove potranno andare tutti assieme tenendosi per mano con il loro grembiulino con su scritto "sono un ritardato, non parlatemi perché potrei confondermi" è ora di finirla con la stronzata del "siamo tutti uguali"... no, non lo siamo e non lo siamo mai stati. Metti un tardo in una classe di normali e rallenterà TUTTI, disturbando, rompendo i coglioni, trascinando con sé anche gli altri.
Non hai capito un cazzo, perché sei anche tu uno di loro.
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Re: I nostri valoriScritto daNon Autenticatoil 2016-12-28 18:54:51.0 alle 2016-12-28 18:54:51.0Scritto da: Wakko Warner
> Scritto da:
> > L'ignoranza collettiva non è mai una cosa positiva, coglione.
>
> Possiamo fare delle scuole apposta per ritardati, dove potranno andare tutti assieme tenendosi per mano con il loro grembiulino con su scritto "sono un ritardato, non parlatemi perché potrei confondermi" è ora di finirla con la stronzata del "siamo tutti uguali"... no, non lo siamo e non lo siamo mai stati. Metti un tardo in una classe di normali e rallenterà TUTTI, disturbando, rompendo i coglioni, trascinando con sé anche gli altri.
Basta espellerlo come ha detto cammarrone. Se non viene fatto è perchè viene siamo un popolo di buonisti-
Re: I nostri valoriScritto daNon Autenticatoil 2016-12-28 18:56:15.0 alle 2016-12-28 18:56:15.0Scritto da:
> Scritto da: Wakko Warner
> > Scritto da:
> > > L'ignoranza collettiva non è mai una cosa positiva, coglione.
> >
> > Possiamo fare delle scuole apposta per ritardati, dove potranno andare tutti assieme tenendosi per mano con il loro grembiulino con su scritto "sono un ritardato, non parlatemi perché potrei confondermi" è ora di finirla con la stronzata del "siamo tutti uguali"... no, non lo siamo e non lo siamo mai stati. Metti un tardo in una classe di normali e rallenterà TUTTI, disturbando, rompendo i coglioni, trascinando con sé anche gli altri.
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> Basta espellerlo come ha detto cammarrone. Se non viene fatto è perchè siamo un popolo di buonisti
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Re: I nostri valoriScritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da: Wakko Warner
> > > Scritto da:
> > > > L'ignoranza collettiva non è mai una cosa positiva, coglione.
> > >
> > > Possiamo fare delle scuole apposta per ritardati, dove potranno andare tutti assieme tenendosi per mano con il loro grembiulino con su scritto "sono un ritardato, non parlatemi perché potrei confondermi" è ora di finirla con la stronzata del "siamo tutti uguali"... no, non lo siamo e non lo siamo mai stati. Metti un tardo in una classe di normali e rallenterà TUTTI, disturbando, rompendo i coglioni, trascinando con sé anche gli altri.
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> > Basta espellerlo come ha detto cammarrone. Se non viene fatto è perchè siamo un popolo di buonisti
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L'accento di «perché» è ancora sbagliato. Dovresti rileggere quello che scrivi prima di premere Invia e attivare il correttore ortografico del tuo browser.Young professional woman and busy mom.-
Re: I nostri valoriScritto daNon Autenticatoil 2016-12-28 19:06:56.0 alle 2016-12-28 19:06:56.0Scritto da: ::1
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> > Scritto da:
> > > Scritto da: Wakko Warner
> > > > Scritto da:
> > > > > L'ignoranza collettiva non è mai una cosa positiva, coglione.
> > > >
> > > > Possiamo fare delle scuole apposta per ritardati, dove potranno andare tutti assieme tenendosi per mano con il loro grembiulino con su scritto "sono un ritardato, non parlatemi perché potrei confondermi" è ora di finirla con la stronzata del "siamo tutti uguali"... no, non lo siamo e non lo siamo mai stati. Metti un tardo in una classe di normali e rallenterà TUTTI, disturbando, rompendo i coglioni, trascinando con sé anche gli altri.
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> > > Basta espellerlo come ha detto cammarrone. Se non viene fatto è perchè siamo un popolo di buonisti
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> L'accento di «perché» è ancora sbagliato. Dovresti rileggere quello che scrivi prima di premere Invia e attivare il correttore ortografico del tuo browser.
Chissenefrega dell'accento. Pensa a finire di leccarti le ferite dopo la batosta che hai preso su Masini. Capra.-
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> > > > > > L'ignoranza collettiva non è mai una cosa positiva, coglione.
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> > > > > Possiamo fare delle scuole apposta per ritardati, dove potranno andare tutti assieme tenendosi per mano con il loro grembiulino con su scritto "sono un ritardato, non parlatemi perché potrei confondermi" è ora di finirla con la stronzata del "siamo tutti uguali"... no, non lo siamo e non lo siamo mai stati. Metti un tardo in una classe di normali e rallenterà TUTTI, disturbando, rompendo i coglioni, trascinando con sé anche gli altri.
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> > > > Basta espellerlo come ha detto cammarrone. Se non viene fatto è perchè siamo un popolo di buonisti
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> > L'accento di «perché» è ancora sbagliato. Dovresti rileggere quello che scrivi prima di premere Invia e attivare il correttore ortografico del tuo browser.
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> Chissenefrega dell'accento. Pensa a finire di leccarti le ferite dopo la batosta che hai preso su Masini. Capra.
Batosta? Ti ho dimostrato che conosco l'argomento e so di cosa parlo, e che Masini resta oggettivamente una merda. Ora la pianti di rompere i coglioni come fai per qualunque argomento?
Scrivere bene comunica cura e attenzione per il messaggio che si vuole comunicare.Young professional woman and busy mom.-
Re: I nostri valoriScritto daNon Autenticatoil 2016-12-28 20:32:03.0 alle 2016-12-28 20:32:03.0Scritto da: ::1
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> > > > > > > L'ignoranza collettiva non è mai una cosa positiva, coglione.
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> > > > > > Possiamo fare delle scuole apposta per ritardati, dove potranno andare tutti assieme tenendosi per mano con il loro grembiulino con su scritto "sono un ritardato, non parlatemi perché potrei confondermi" è ora di finirla con la stronzata del "siamo tutti uguali"... no, non lo siamo e non lo siamo mai stati. Metti un tardo in una classe di normali e rallenterà TUTTI, disturbando, rompendo i coglioni, trascinando con sé anche gli altri.
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> > > > > Basta espellerlo come ha detto cammarrone. Se non viene fatto è perchè siamo un popolo di buonisti
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> > > L'accento di «perché» è ancora sbagliato. Dovresti rileggere quello che scrivi prima di premere Invia e attivare il correttore ortografico del tuo browser.
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> >
> > Chissenefrega dell'accento. Pensa a finire di leccarti le ferite dopo la batosta che hai preso su Masini. Capra.
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> Batosta? Ti ho dimostrato che conosco l'argomento e so di cosa parlo, e che Masini resta oggettivamente una merda. Ora la pianti di rompere i coglioni come fai per qualunque argomento?
> Scrivere bene comunica cura e attenzione per il messaggio che si vuole comunicare.
Non sono Mattia, ma hai fatto una figura di merda perchè ti sei basato sulle vendite dei dischi salvo poi fare apprezzamenti verso cantanti che vendono poco e che in quanto a voce sono inferiori a Masini. Già il fatto che dici "oggettivamente una merda" ti qualifica per quello che sei, un coglione saccente che pensa di avere la verità in tasca. L'unica cosa oggettiva nella musica è la tecnica e ti è stato dimostrato come tecnicamente Masini sia superiore ai cazzoni che ascolti tu.-
Re: I nostri valoriScritto daWakko WarnerWakkus Horribilisil 2016-12-28 20:33:26.0 alle 2016-12-28 20:33:26.0Trollate totali: 6779Scritto da:
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> > > > > > > > L'ignoranza collettiva non è mai una cosa positiva, coglione.
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> > > > > > > Possiamo fare delle scuole apposta per ritardati, dove potranno andare tutti assieme tenendosi per mano con il loro grembiulino con su scritto "sono un ritardato, non parlatemi perché potrei confondermi" è ora di finirla con la stronzata del "siamo tutti uguali"... no, non lo siamo e non lo siamo mai stati. Metti un tardo in una classe di normali e rallenterà TUTTI, disturbando, rompendo i coglioni, trascinando con sé anche gli altri.
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> > > > > > Basta espellerlo come ha detto cammarrone. Se non viene fatto è perchè siamo un popolo di buonisti
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> > > > L'accento di «perché» è ancora sbagliato. Dovresti rileggere quello che scrivi prima di premere Invia e attivare il correttore ortografico del tuo browser.
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> > > Chissenefrega dell'accento. Pensa a finire di leccarti le ferite dopo la batosta che hai preso su Masini. Capra.
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> > Batosta? Ti ho dimostrato che conosco l'argomento e so di cosa parlo, e che Masini resta oggettivamente una merda. Ora la pianti di rompere i coglioni come fai per qualunque argomento?
> > Scrivere bene comunica cura e attenzione per il messaggio che si vuole comunicare.
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> Non sono Mattia
PIC or it didn't happen.Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia
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> > > > > > > > L'ignoranza collettiva non è mai una cosa positiva, coglione.
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> > > > > > > Possiamo fare delle scuole apposta per ritardati, dove potranno andare tutti assieme tenendosi per mano con il loro grembiulino con su scritto "sono un ritardato, non parlatemi perché potrei confondermi" è ora di finirla con la stronzata del "siamo tutti uguali"... no, non lo siamo e non lo siamo mai stati. Metti un tardo in una classe di normali e rallenterà TUTTI, disturbando, rompendo i coglioni, trascinando con sé anche gli altri.
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> > > > > > Basta espellerlo come ha detto cammarrone. Se non viene fatto è perchè siamo un popolo di buonisti
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> > > > L'accento di «perché» è ancora sbagliato. Dovresti rileggere quello che scrivi prima di premere Invia e attivare il correttore ortografico del tuo browser.
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> > >
> > > Chissenefrega dell'accento. Pensa a finire di leccarti le ferite dopo la batosta che hai preso su Masini. Capra.
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> > Batosta? Ti ho dimostrato che conosco l'argomento e so di cosa parlo, e che Masini resta oggettivamente una merda. Ora la pianti di rompere i coglioni come fai per qualunque argomento?
> > Scrivere bene comunica cura e attenzione per il messaggio che si vuole comunicare.
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> Non sono Mattia, ma hai fatto una figura di merda perchè ti sei basato sulle vendite dei dischi salvo poi fare apprezzamenti verso cantanti che vendono poco e che in quanto a voce sono inferiori a Masini. Già il fatto che dici "oggettivamente una merda" ti qualifica per quello che sei, un coglione saccente che pensa di avere la verità in tasca. L'unica cosa oggettiva nella musica è la tecnica e ti è stato dimostrato come tecnicamente Masini sia superiore ai cazzoni che ascolti tu.
Ok, continua pure a sentire masini e vivere nella bolla. Poi quando ti risvegli mi fai un fischio.Young professional woman and busy mom.-
Re: I nostri valoriScritto daNon Autenticatoil 2016-12-28 23:04:53.0 alle 2016-12-28 23:04:53.0Scritto da: ::1
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> > > > > > > > > L'ignoranza collettiva non è mai una cosa positiva, coglione.
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> > > > > > > > Possiamo fare delle scuole apposta per ritardati, dove potranno andare tutti assieme tenendosi per mano con il loro grembiulino con su scritto "sono un ritardato, non parlatemi perché potrei confondermi" è ora di finirla con la stronzata del "siamo tutti uguali"... no, non lo siamo e non lo siamo mai stati. Metti un tardo in una classe di normali e rallenterà TUTTI, disturbando, rompendo i coglioni, trascinando con sé anche gli altri.
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> > > > > > > Basta espellerlo come ha detto cammarrone. Se non viene fatto è perchè siamo un popolo di buonisti
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> > > > > L'accento di «perché» è ancora sbagliato. Dovresti rileggere quello che scrivi prima di premere Invia e attivare il correttore ortografico del tuo browser.
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> > > >
> > > > Chissenefrega dell'accento. Pensa a finire di leccarti le ferite dopo la batosta che hai preso su Masini. Capra.
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> > > Batosta? Ti ho dimostrato che conosco l'argomento e so di cosa parlo, e che Masini resta oggettivamente una merda. Ora la pianti di rompere i coglioni come fai per qualunque argomento?
> > > Scrivere bene comunica cura e attenzione per il messaggio che si vuole comunicare.
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> > Non sono Mattia, ma hai fatto una figura di merda perchè ti sei basato sulle vendite dei dischi salvo poi fare apprezzamenti verso cantanti che vendono poco e che in quanto a voce sono inferiori a Masini. Già il fatto che dici "oggettivamente una merda" ti qualifica per quello che sei, un coglione saccente che pensa di avere la verità in tasca. L'unica cosa oggettiva nella musica è la tecnica e ti è stato dimostrato come tecnicamente Masini sia superiore ai cazzoni che ascolti tu.
>
> Ok, continua pure a sentire masini e vivere nella bolla. Poi quando ti risvegli mi fai un fischio.
In realtà non l'ho mai seguito più di tanto, così come non ho mai seguito Tiziano Ferro e Renga e quel poco che ho sentito non mi piace, ma non serve farseli piacere per capire che hanno una voce dieci volte meglio di Gazzè, Caposella ecc.
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Re: I nostri valoriScritto daNon Autenticatoil 2016-12-29 05:31:32.0 alle 2016-12-29 05:31:32.0Scritto da: ::1
> > Non sono Mattia, ma hai fatto una figura di merda perchè ti sei basato sulle vendite dei dischi salvo poi fare apprezzamenti verso cantanti che vendono poco e che in quanto a voce sono inferiori a Masini. Già il fatto che dici "oggettivamente una merda" ti qualifica per quello che sei, un coglione saccente che pensa di avere la verità in tasca. L'unica cosa oggettiva nella musica è la tecnica e ti è stato dimostrato come tecnicamente Masini sia superiore ai cazzoni che ascolti tu.
>
> Ok, continua pure a sentire masini e vivere nella bolla. Poi quando ti risvegli mi fai un fischio.
Io invece sono Mattia e quello sopra ha riassunto bene il concetto al posto mio.
Io però voglio trattare la questione in maniera più filosofica e ribadire che "Degustibus non est dispuntandum", e proprio perché "Degustibus non est dispuntandum" io cerco sempre di evitare di dire che un'artista è una merda, a meno che non sia veramente incapace.
Se parliamo di comporre melodie, le regole da rispettare sono le scale: ci sono sequenze di note che suonano bene tra loro e altre che non suonano bene.
La scala più conosciuta è la scala di DO e se, facendo la scala di DO, suoni una nota sbagliata (che sul piano forte significa schiacciare un tasto nero) allora la scala risulterà stonata.
Morale della favola: ci sono delle semplici regole da rispettare quando componi una melodia, ma al di fuori di questo regole TUTTO resta altamente soggettivo e cioè legato alla soggettività che ognuno di noi, avendo cervelli diversi possiede.
Lo stesso vale naturalmente per determinate preferenze in termini di stili: c'è chi preferisce la chitarra, chi il pianoforte, chi il violino e anche questo tipo di preferenze è soggettivo, così come è soggettiva la preferenza che uno può avere rispetto a cosa sia meglio tra musica classica, rock, pop-rock, pop e rap.
Quindi se parliamo di composizione melodica, ritmica ecc ecc... la questione in generale è molto soggettiva.
Discorso un po' meno soggettivo è invece la valutazione di un cantante: il cantante deve prendere le note (che sono oggettive) e rispettare il timing (che è oggettivo) e se riesci a fare ciò a livello di canto hai la sufficienza.
Poi però subentrano altri fattori, che ti portano dall'essere un cantante sufficiente a buon/ottimo cantante: l'estensione vocale (saper cantare tante note, da basse a alte) senza rompere il registro vocale (cioè mantenendo una continuità a livello di timbro tra le note basse e quelle alte), la potenza dell'emissione (e cioè, riuscire a cantare le diverse note a un numero di decibel che va da basso a molto alto), riuscire a variare il timbro della voce per cambiare il colore.
Da tutti questi punti di vista, Masini non era una certamente una merda negli anni '90, benché abbia fatto alti e bassi successivamente e perdendo globalmente colpi dagli anni '90 fino a oggi.
Ecco perché, e lo ripeto per l'n-esima volta, il tuo giudizio su Masini resta una giudizio soggettivo che non ha nessun valore su un piano oggettivo.
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Re: I nostri valoriScritto da: Wakko Warner
> Chi se ne frega se studieranno tutti? Perché mai la scuola dovrebbe trascinarsi dietro chi è lì solo per scaldare i banchi e disturbare chi invece è lì per imparare?
>
> Nel mondo reale ti danno voti o compiti per casa? Oppure ti chiedono di portare a termine progetti reali nelle tempistiche stabilite? Nel mondo reale hai una maestrina che ti insegue dicendoti che devi studiare/lavorare/ecc? Nel mondo reale ti dicono che non puoi usare questo o quello strumento per portare a termine i tuoi compiti? (Tipo, chessò, che non puoi usare la calcolatrice, o un libro, o degli appunti?)
>
> Il punto è questo:
> - chi non vuole imparare sta a scuola solo per rompere i coglioni agli altri, che se ne vada così ne guadagnano tutti, tanto chi non vuole imparare NON IMPARA
> - avere qualcuno che ti obbliga a portare avanti i tuoi progetti, i tuoi compiti e le tue mansioni non insegna il concetto di "responsabilità"
> - la scuola deve insegnare come funziona il mondo reale, perciò è bene che insegni come ci si comporta nel mondo reale e il metodo migliore pr farlo è usare gli stessi metri di giudizio usati nel mondo reale
> - gli studenti devono capire che studiare serve a loro beneficio, non per fare contenti genitori ed insegnanti e solo mettendosi d'impegno ci si può arrivare
> - la scuola non può essere il luogo in cui i genitori parcheggiano i figli durante la giornata... la scuola è lì per insegnarti qualcosa, se ti interessa ci vai, stai attento, partecipi alle attività ed impari... se non ti interessa stattene a casa tua
>
>
> C'entra una sega.
Stai mischiando cose che non c'entrano niente. Il voto serve apposta per insegnarti cosa vuol dire sacrificarsi per qualcosa, serve apposta per darti lo stimolo per studiare. Parlo per esperienza personale visto che a scuola non sono mai stato un genio, ma GRAZIE al fatto di dover essere promosso e di non dover deludere i miei genitori alla fine riuscivo a prender la sufficienza in tutte le materie. Probabilmente se non fossi stato sotto esame non avrei fatto un cazzo per 10 anni campando sulle spalle dei miei.
Il discorso di "quelli che non vogliono imparare" è vero, ma ti faccio presente che già oggi c'è la possibilità o di espellerlo o da parte loro di abbandonare gli studi a 15 anni (mi pare sia questa l'età della scuola dell'obbligo), se non viene fatto allora bisogna intervenire lì e non certo abolendo i voti. Insomma quello che voglio dire è che alla maggior parte dei bambini/adolescenti la scuola NON piace e se potessero scegliere A QUELL'ETÀ farebbero di tutto per studiare il meno possibile e non stiamo parlando solo degli asini cronici, ma anche di chi potenzialmente sarebbe un discreto studente, ma non lo potrà essere a causa del fatto che si può permettere di non esserlo.
I tuoi discorsi sono giusti in linea di principio, ma nei fatti sono pure utopie. A chi non piacerebbe un mondo dove si studia solo per piacere personale e NON per i voti? A chi non piacerebbe un mondo dove ci si comporta bene per senso del dovere etico e NON per finire in galera? Peccato che nella realtà non sia così e quindi sia voti che galere vengono mantenuti.-
Re: I nostri valoriScritto daWakko WarnerWakkus Horribilisil 2016-12-28 20:32:50.0 alle 2016-12-28 20:32:50.0Trollate totali: 6779Scritto da: cammarrone
> Stai mischiando cose che non c'entrano niente.
Non vedo perché dici questo.
> Il voto serve apposta per insegnarti cosa vuol dire sacrificarsi per qualcosa, serve apposta per darti lo stimolo per studiare.
Nel mondo reale non importa se sai ripetere a pappagallo una definizione, o un mero fatto... non importa se hai studiato qualcosa 5 minuti prima giusto per "passare un'interrogazione" per poi dimenticarla per sempre... quello che importa è che tu sappia applicare quello che in teoria hai imparato. Questo è vero in qualunque mestiere, anche il mestiere della prostituta.
Non vedo perché nella scuola debbano valere altri metri di giudizio che tendono a favorire chi impara giusto per il voto. Questo snatura l'intero scopo della scuola che non è, o non dovrebbe essere, quello di metterti in testa un sacco di nozioni del tutto inutili che poi sei autorizzato a buttare nel cesso... ma ad insegnarti qualcosa che poi resta con te per il resto della tua esistenza.
Invece cosa succede? Succede che lo studente impara quella data cosa senza nemmeno capire a che razzo serve... tendi quindi a far passare un'idea di istruzione fallata in cui l'unico obiettivo è quello di prendere un bel voto all'interrogazione e dimenticare tutto 5 minuti dopo. Ovvero quello di imparare a memoria dei fatti asettici su cui non ti viene chiesto niente altro che ribadirli a macchinetta. Non sai perché lo stai facendo, sai solo che se lo fai ti danno un bel voto.
> Probabilmente se non fossi stato sotto esame non avrei fatto un cazzo per 10 anni campando sulle spalle dei miei.
Oppure saresti stato sbattuto fuori e non avresti dovuto campare sulle spalle dei tuoi perché una volta capito che la scuola non è per te avresti potuto dedicarti a trovarti un mestiere cosa per la quale magari sei più portato, oppure ancora vedendo che a scuola non si scherza ti saresti impegnato di più, o magari non ti sarebbe nemmeno servito impegnarti di più perché avresti capito il motivo per cui i professori stavano lì a fracassarti i coglioni. Se non hai un motivo per imparare qualcosa, quel qualcosa ti sarà molto difficile da capire/imparare.
> Il discorso di "quelli che non vogliono imparare" è vero, ma ti faccio presente che già oggi c'è la possibilità o di espellerlo o da parte loro di abbandonare gli studi a 15 anni (mi pare sia questa l'età della scuola dell'obbligo), se non viene fatto allora bisogna intervenire lì e non certo abolendo i voti.
IMO i voti non sono necessari. Ti do un progetto da completare in cui devi mostrarmi che non solo hai imparato a memoria quello che ti ho insegnato, ma sai anche metterlo in pratica... se non lo sai fare significa che non hai imparato abbastanza. I voti semmai ti portano a pensare che l'obiettivo dell'imparare quella data cosa sia, appunto, quello di prendere un voto ma non è così... serve ad insegnarti qualcosa che poi ti dovrebbe essere utile anche fuori dalla scuola (altrimenti la scuola non serve a un cazzo).
Ti faccio un esempio in cui il sistema dei voti ha fallito miseramente.
In classe mia c'erano tante capre, ma lasciamo perdere le capre, prendiamo invece due tizi che erano, diciamo, nella norma. Nessuno di loro due era lì perché gli interessava quello che veniva insegnato... erano lì solo per il diploma dopo i 5 anni. Uno aveva scelto quella scuola probabilmente tirando i dadi, l'altro, o meglio, l'altra, era venuta nella nostra scuola solo perché c'era andato il suo amico.
Non erano due stupidi, per niente, e nemmeno di quello che vanno a scuola per fare casino... anzi, mi piacevano pure, ma non erano lì perché l'argomento li interessasse... prendevano voti a volte buoni, a volte modesti, quasi mai insufficienti. Arrivati al quinto anno ci veniva chiesto di creare qualcosa, un progetto appunto, in cui dovevamo sintetizzare quello che avremmo dovuto imparare durante i 5 anni e dare prova che non eravamo stati lì a girarci i pollici.
Io il mio progetto l'avevo ideato, studiato, progettato e avevo persino già fatto il prototipo con un anno di anticipo... ma loro non sapevano nemmeno da dove iniziare. Così li ho aiutati io (tanto mi avanzava tempo e mi divertiva fare queste cose) mentre li aiutavo ho capito che nessuno dei due aveva IDEA di cosa stessi facendo. Dopo 5 anni non sapevano neanche le basi nonostante nei singoli compitini/interrogazioni andassero discretamente. Questo perché? Perché appunto studiavano solo per il voto. Una volta dato l'esamino o l'interrogazione svuotavano il buffer di memoria nel cestino ed era quindi come se tutte quelle ore perse dall'insegnante a cercare di spiegare loro le cose fossero ore buttate nel cesso. Ti pare giusto che un insegnante debba stare lì ad insegnarti cose sapendo bene che ti entrano da un orecchio solo per uscire dall'altro? Prova a pensare di essere nei panni di quell'insegnante, di impegnarti, di tenerti aggiornato, di presentarti ogni giorno a scuola... quando vedi che quello per cui stai lavorando non serve a nulla e anzi, viene trascinato nel fango dal solito gruppetto di perditempo in fondo all'aula? Tutti vogliono avere delle soddisfazioni nel lavoro che fanno, professori inclusi... e se non succede, dai oggi, dai domani, quelli perdono interesse in quello che stanno facendo, finisce che non si impegnano più, che si scoraggiano e alla fine a pagarne le conseguenze sono anche quelli che invece vorrebbero imparare.
Quello che con questo esperimento si vuole provare ad aggiustare IMO è questo. Si vuole riportare uno scopo nell'imparare.
> Insomma quello che voglio dire è che alla maggior parte dei bambini/adolescenti la scuola NON piace e se potessero scegliere A QUELL'ETÀ farebbero di tutto per studiare il meno possibile e non stiamo parlando solo degli asini cronici, ma anche di chi potenzialmente sarebbe un discreto studente, ma non lo potrà essere a causa del fatto che si può permettere di non esserlo.
>
> I tuoi discorsi sono giusti in linea di principio, ma nei fatti sono pure utopie. A chi non piacerebbe un mondo dove si studia solo per piacere personale e NON per i voti? A chi non piacerebbe un mondo dove ci si comporta bene per senso del dovere etico e NON per finire in galera? Peccato che nella realtà non sia così e quindi sia voti che galere vengono mantenuti.
Evidentemente non sono tutti d'accordo con te se si cerca altri metodi di insegnamento. Le sperimentazioni servono a questo, a capire se qualcosa è possibile e se i risultati sono migliori di quelli precedenti. Tu hai la pretesa di sapere in anticipo che l'unico modo corretto di insegnare sia quello tradizionale (voti, compiti per casa, ecc) senza però provare a fare qualcosa di diverso. Io dico di provare, magari salta fuori che il metodo non funziona, ma potrebbe anche saltar fuori che il metodo invece funziona ed è migliore di quello attuale.
Ripeto poi che uno degli insegnamenti che la scuola dovrebbe darti è quello di responsabilizzarti. Sono molte le persone che escono dalle superiori, vanno all'università e si trovano completamente spiazzati (e spesso falliscono ritirandosi)... perché all'università non hai la maestrina che ti rincorre dicendoti di studiare, non hai interrogazioni o compiti per casa... hai solo esami a fine o metà corso.
Se hai studiato, se hai fatto gli esercizi che ti avevano consigliato... passi l'esame, altrimenti no. In altre parole, se sei stato _responsabile_ passi l'esame, altrimenti no... ma hai imparato lo stesso una lezione importante: nel mondo reale sei tu che devi prenderti cura di te stesso (della tua istruzione in questo caso), non lo farà qualcun altro al tuo posto. Penso che prima si insegna questo principio e meglio è.Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia-
Re: I nostri valoriScritto da: Wakko Warner
>
> Ripeto poi che uno degli insegnamenti che la scuola dovrebbe darti è quello di responsabilizzarti. Sono molte le persone che escono dalle superiori, vanno all'università e si trovano completamente spiazzati (e spesso falliscono ritirandosi)... perché all'università non hai la maestrina che ti rincorre dicendoti di studiare, non hai interrogazioni o compiti per casa... hai solo esami a fine o metà corso.
> Se hai studiato, se hai fatto gli esercizi che ti avevano consigliato... passi l'esame, altrimenti no. In altre parole, se sei stato _responsabile_ passi l'esame, altrimenti no... ma hai imparato lo stesso una lezione importante: nel mondo reale sei tu che devi prenderti cura di te stesso (della tua istruzione in questo caso), non lo farà qualcun altro al tuo posto. Penso che prima si insegna questo principio e meglio è.
Se vuoi anticipare il sistema universitario alle superiori io sono d'accordo, se invece vuoi abolire le valutazioni no. Sono d'accordo poi sul fatto che nella scuola attuale si pensa troppo ai "nozionismi" e poco alla "sostanza" di ciò che s'insegna.
Io avevo un professore di filosofia, una brava persona, ti spiegava anche bene le cose, ma aveva un terribile difetto: ti faceva fare le verifiche scritte con le domande chiuse a crocette A-B-C, Vero o Falso . Apparentemente potrebbero sembrare più facili visto che si tratta solo di mettere una X, ma nel suo caso specifico no perchè si capiva poco e nulla di come era formulata la domanda "filosofica" e le risposte opzionali spesso erano molto simili tra di loro, scritte con delle nozioni assurde quindi anche agendo per esclusione ne rimaneva sempre il dubbio tra due. In compenso invece durante le interrogazioni orali era molto buono, ti permetteva pure di dare un occhiata al libro mentre eri in piedi alla lavagna.
Risultato: la maggior parte della classe nelle verifiche scritte prendeva l'insufficienza (gli altri copiavano perchè con le risposte chiuse è molto più facile copiare), mentre nelle interrogazioni orali SULLO STESSO ARGOMENTO dove eri più libero di esporre quello che avevi studiato senza troppo nozionismi e giri di parole inutili, quasi nessuno prendeva meno di 6.
Altra cosa che mi faceva irritare è che aveva un modo di valutazione delle crocette estremamente matematico, ogni domanda aveva un valore che andava dallo 0,25 all' 1, lui partiva dal massimo voto, cioè il 10 e scalava i punti ad ogni errore. Il problema è che magari tu eri preparato su quasi tutto, ti capitava proprio la domanda su un argomento che non sapevi bene oppure lo sapevi ma non capivi la domanda (vedi sopra) e perdevi punti, altri magari che avevano studiato meno di me, la sparavano a caso (a volte erano solo 2-3 opzioni quindi la percentuale di azzeccarla non era così bassa) o la copiavano e prendevano un voto superiore al mio. Il bello che glielo abbiamo fatto più volte presente, ma quel testone si era fissato con ste cazzo di crocette e da lì non lo schiodavi."Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada-
Re: I nostri valoriScritto daNon Autenticatoil 2016-12-29 00:23:11.0 alle 2016-12-29 00:23:11.0Scritto da: Ordine
> Scritto da: Wakko Warner
> >
> > Ripeto poi che uno degli insegnamenti che la scuola dovrebbe darti è quello di responsabilizzarti. Sono molte le persone che escono dalle superiori, vanno all'università e si trovano completamente spiazzati (e spesso falliscono ritirandosi)... perché all'università non hai la maestrina che ti rincorre dicendoti di studiare, non hai interrogazioni o compiti per casa... hai solo esami a fine o metà corso.
> > Se hai studiato, se hai fatto gli esercizi che ti avevano consigliato... passi l'esame, altrimenti no. In altre parole, se sei stato _responsabile_ passi l'esame, altrimenti no... ma hai imparato lo stesso una lezione importante: nel mondo reale sei tu che devi prenderti cura di te stesso (della tua istruzione in questo caso), non lo farà qualcun altro al tuo posto. Penso che prima si insegna questo principio e meglio è.
>
> Se vuoi anticipare il sistema universitario alle superiori io sono d'accordo,
Io no, il sistema universitario fa schifo. le superiori prendono una classe di venticinque persone e ne portano venti alla maturità in cinque anni, l'università prende una classe di cento persone e ne porta due o tre alla laurea nei cinque anni previsti.
(può darsi che con il nuovo sistema 3+2 le cose siano cambiate, non so)
> se invece vuoi abolire le valutazioni no. Sono d'accordo poi sul fatto che nella scuola attuale si pensa troppo ai "nozionismi" e poco alla "sostanza" di ciò che s'insegna.
> Io avevo un professore di filosofia, una brava persona, ti spiegava anche bene le cose, ma aveva un terribile difetto: ti faceva fare le verifiche scritte con le domande chiuse a crocette A-B-C, Vero o Falso . Apparentemente potrebbero sembrare più facili visto che si tratta solo di mettere una X, ma nel suo caso specifico no perchè si capiva poco e nulla di come era formulata la domanda "filosofica" e le risposte opzionali spesso erano molto simili tra di loro, scritte con delle nozioni assurde quindi anche agendo per esclusione ne rimaneva sempre il dubbio tra due. In compenso invece durante le interrogazioni orali era molto buono, ti permetteva pure di dare un occhiata al libro mentre eri in piedi alla lavagna.
> Risultato: la maggior parte della classe nelle verifiche scritte prendeva l'insufficienza (gli altri copiavano perchè con le risposte chiuse è molto più facile copiare), mentre nelle interrogazioni orali SULLO STESSO ARGOMENTO dove eri più libero di esporre quello che avevi studiato senza troppo nozionismi e giri di parole inutili, quasi nessuno prendeva meno di 6.
> Altra cosa che mi faceva irritare è che aveva un modo di valutazione delle crocette estremamente matematico, ogni domanda aveva un valore che andava dallo 0,25 all' 1, lui partiva dal massimo voto, cioè il 10 e scalava i punti ad ogni errore. Il problema è che magari tu eri preparato su quasi tutto, ti capitava proprio la domanda su un argomento che non sapevi bene oppure lo sapevi ma non capivi la domanda (vedi sopra) e perdevi punti, altri magari che avevano studiato meno di me, la sparavano a caso (a volte erano solo 2-3 opzioni quindi la percentuale di azzeccarla non era così bassa) o la copiavano e prendevano un voto superiore al mio. Il bello che glielo abbiamo fatto più volte presente, ma quel testone si era fissato con ste cazzo di crocette e da lì non lo schiodavi.
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Re: I nostri valoriScritto da:
> Scritto da: Ordine
> > Scritto da: Wakko Warner
> > >
> > > Ripeto poi che uno degli insegnamenti che la scuola dovrebbe darti è quello di responsabilizzarti. Sono molte le persone che escono dalle superiori, vanno all'università e si trovano completamente spiazzati (e spesso falliscono ritirandosi)... perché all'università non hai la maestrina che ti rincorre dicendoti di studiare, non hai interrogazioni o compiti per casa... hai solo esami a fine o metà corso.
> > > Se hai studiato, se hai fatto gli esercizi che ti avevano consigliato... passi l'esame, altrimenti no. In altre parole, se sei stato _responsabile_ passi l'esame, altrimenti no... ma hai imparato lo stesso una lezione importante: nel mondo reale sei tu che devi prenderti cura di te stesso (della tua istruzione in questo caso), non lo farà qualcun altro al tuo posto. Penso che prima si insegna questo principio e meglio è.
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> > Se vuoi anticipare il sistema universitario alle superiori io sono d'accordo,
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> Io no, il sistema universitario fa schifo. le superiori prendono una classe di venticinque persone e ne portano venti alla maturità in cinque anni
si ma come le portano? Io sinceramente non mi ricordo nulla o quasi di quello che ho portato alla maturità.
>l'università prende una classe di cento persone e ne porta due o tre alla laurea nei cinque anni previsti.
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> (può darsi che con il nuovo sistema 3+2 le cose siano cambiate, non so)
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> > se invece vuoi abolire le valutazioni no. Sono d'accordo poi sul fatto che nella scuola attuale si pensa troppo ai "nozionismi" e poco alla "sostanza" di ciò che s'insegna.
> > Io avevo un professore di filosofia, una brava persona, ti spiegava anche bene le cose, ma aveva un terribile difetto: ti faceva fare le verifiche scritte con le domande chiuse a crocette A-B-C, Vero o Falso . Apparentemente potrebbero sembrare più facili visto che si tratta solo di mettere una X, ma nel suo caso specifico no perchè si capiva poco e nulla di come era formulata la domanda "filosofica" e le risposte opzionali spesso erano molto simili tra di loro, scritte con delle nozioni assurde quindi anche agendo per esclusione ne rimaneva sempre il dubbio tra due. In compenso invece durante le interrogazioni orali era molto buono, ti permetteva pure di dare un occhiata al libro mentre eri in piedi alla lavagna.
> > Risultato: la maggior parte della classe nelle verifiche scritte prendeva l'insufficienza (gli altri copiavano perchè con le risposte chiuse è molto più facile copiare), mentre nelle interrogazioni orali SULLO STESSO ARGOMENTO dove eri più libero di esporre quello che avevi studiato senza troppo nozionismi e giri di parole inutili, quasi nessuno prendeva meno di 6.
> > Altra cosa che mi faceva irritare è che aveva un modo di valutazione delle crocette estremamente matematico, ogni domanda aveva un valore che andava dallo 0,25 all' 1, lui partiva dal massimo voto, cioè il 10 e scalava i punti ad ogni errore. Il problema è che magari tu eri preparato su quasi tutto, ti capitava proprio la domanda su un argomento che non sapevi bene oppure lo sapevi ma non capivi la domanda (vedi sopra) e perdevi punti, altri magari che avevano studiato meno di me, la sparavano a caso (a volte erano solo 2-3 opzioni quindi la percentuale di azzeccarla non era così bassa) o la copiavano e prendevano un voto superiore al mio. Il bello che glielo abbiamo fatto più volte presente, ma quel testone si era fissato con ste cazzo di crocette e da lì non lo schiodavi.
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**Modificato dall'autore il 29.12.2016 02:05**"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada-
Re: I nostri valoriScritto daNon Autenticatoil 2016-12-29 15:29:31.0 alle 2016-12-29 15:29:31.0Scritto da: Ordine
> Scritto da:
> > Scritto da: Ordine
> > > Scritto da: Wakko Warner
> > > >
> > > > Ripeto poi che uno degli insegnamenti che la scuola dovrebbe darti è quello di responsabilizzarti. Sono molte le persone che escono dalle superiori, vanno all'università e si trovano completamente spiazzati (e spesso falliscono ritirandosi)... perché all'università non hai la maestrina che ti rincorre dicendoti di studiare, non hai interrogazioni o compiti per casa... hai solo esami a fine o metà corso.
> > > > Se hai studiato, se hai fatto gli esercizi che ti avevano consigliato... passi l'esame, altrimenti no. In altre parole, se sei stato _responsabile_ passi l'esame, altrimenti no... ma hai imparato lo stesso una lezione importante: nel mondo reale sei tu che devi prenderti cura di te stesso (della tua istruzione in questo caso), non lo farà qualcun altro al tuo posto. Penso che prima si insegna questo principio e meglio è.
> > >
> > > Se vuoi anticipare il sistema universitario alle superiori io sono d'accordo,
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> > Io no, il sistema universitario fa schifo. le superiori prendono una classe di venticinque persone e ne portano venti alla maturità in cinque anni
>
>
> si ma come le portano? Io sinceramente non mi ricordo nulla o quasi di quello che ho portato alla maturità.
Io sì. Ci avevano detto di preparare un argomento in modo particolare, e mi ero preparato sui ghiacciai, sapevo tutto sui ghiacciai, vita morte e miracoli dei ghiacciai. All'esame quello che era passato prima di me era stato interrogato sui ghiacciai, così l'esaminatrice mi chiede quale argomento avevo preparato e rispondo: i ghiacciai.
Oh. Mi parli dei vulcani.
> > l'università prende una classe di cento persone e ne porta due o tre alla laurea nei cinque anni previsti.
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> > (può darsi che con il nuovo sistema 3+2 le cose siano cambiate, non so)
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> > > se invece vuoi abolire le valutazioni no. Sono d'accordo poi sul fatto che nella scuola attuale si pensa troppo ai "nozionismi" e poco alla "sostanza" di ciò che s'insegna.
> > > Io avevo un professore di filosofia, una brava persona, ti spiegava anche bene le cose, ma aveva un terribile difetto: ti faceva fare le verifiche scritte con le domande chiuse a crocette A-B-C, Vero o Falso . Apparentemente potrebbero sembrare più facili visto che si tratta solo di mettere una X, ma nel suo caso specifico no perchè si capiva poco e nulla di come era formulata la domanda "filosofica" e le risposte opzionali spesso erano molto simili tra di loro, scritte con delle nozioni assurde quindi anche agendo per esclusione ne rimaneva sempre il dubbio tra due. In compenso invece durante le interrogazioni orali era molto buono, ti permetteva pure di dare un occhiata al libro mentre eri in piedi alla lavagna.
> > > Risultato: la maggior parte della classe nelle verifiche scritte prendeva l'insufficienza (gli altri copiavano perchè con le risposte chiuse è molto più facile copiare), mentre nelle interrogazioni orali SULLO STESSO ARGOMENTO dove eri più libero di esporre quello che avevi studiato senza troppo nozionismi e giri di parole inutili, quasi nessuno prendeva meno di 6.
> > > Altra cosa che mi faceva irritare è che aveva un modo di valutazione delle crocette estremamente matematico, ogni domanda aveva un valore che andava dallo 0,25 all' 1, lui partiva dal massimo voto, cioè il 10 e scalava i punti ad ogni errore. Il problema è che magari tu eri preparato su quasi tutto, ti capitava proprio la domanda su un argomento che non sapevi bene oppure lo sapevi ma non capivi la domanda (vedi sopra) e perdevi punti, altri magari che avevano studiato meno di me, la sparavano a caso (a volte erano solo 2-3 opzioni quindi la percentuale di azzeccarla non era così bassa) o la copiavano e prendevano un voto superiore al mio. Il bello che glielo abbiamo fatto più volte presente, ma quel testone si era fissato con ste cazzo di crocette e da lì non lo schiodavi.
> >
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>
> **Modificato dall'autore il 29.12.2016 02:05**
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Re: I nostri valoriScritto daWakko WarnerWakkus Horribilisil 2016-12-29 12:53:18.0 alle 2016-12-29 12:53:18.0Trollate totali: 6779Scritto da:
> Io no, il sistema universitario fa schifo. le superiori prendono una classe di venticinque persone e ne portano venti alla maturità in cinque anni, l'università prende una classe di cento persone e ne porta due o tre alla laurea nei cinque anni previsti.
>
> (può darsi che con il nuovo sistema 3+2 le cose siano cambiate, non so)
Non sono d'accordo. Il sistema universitario è il sistema giusto perché è quello più simile a quello che incontri nel mondo "lì fuori". Sei tu che ti devi impegnare a seguire le lezioni, sei tu che decidi quanto e come studiare, ecc.
Semmai il fallimento è proprio del sistema che viene prima che non prepara i ragazzi ad essere responsabili. Tu dici che le superiori prendono 25 ragazzi e ne portano 20 alla maturità... io ti dico che le superiori ne TRASCINANO 20 alla maturità. Di questi 20 forse 5 meriterebbero di diplomarsi, gli altri escono dalle superiori senza avere idea di che hanno fatto lì per 5 anni (cazzeggiare a parte).
Chiaro che poi quando si trovano all'università si aspettano di continuare a venire promossi per "presenza"... e ovviamente sbattono il muso sulla realtà. Non è colpa dell'università se le superiori gli consegnano 15 persone di troppo (su quei 20 che si diceva), non è colpa dell'università se quelle 15 persone non non sufficientemente responsabili da studiare per conto proprio ed impegnarsi a seguire con costanza le lezioni.
Ti faccio un esempio di uno di quei 15... al primo anno di università ho reincontrato un mio ex compagno delle medie che non vedevo più da 5 anni... all'università avevamo un grosso laboratorio di informatica che aveva il vantaggio di avere una connessione ad internet che ti permetteva di scaricare a 200KByte/s, cosa che per quegli anni era una velocità pazzesca considerando che con un modem 56k riuscivi a scaricare a 6-7KByte/s al massimo.
Ecco, quando lui ha scoperto questa cosa, veniva all'università al mattino, entrava nel laboratorio, ci stava più o meno fino all'una del pomeriggio, e poi tornava a casa sua. Che faceva nel laboratorio tutto quel tempo, ogni singolo giorno? Scaricava porno che salvava prima sui floppy, e quando ha visto che i floppy erano troppo lenti e troppo numerosi, sui dischi ZIP che si portava da casa con tanto di lettore parallelo.
In altre parole si era iscritto all'università per scaricare porno.
Che colpa ne ha l'università se individui del genere hanno, presumibilmente, raggiunto la maturità? Che colpa ne ha l'università se chi arriva a 19 anni non è ancora abbastanza responsabile da impegnarsi senza avere qualcuno dietro di lui con la bacchetta?
È proprio qui che la scuola precedente ha fallito. Non ha insegnato ad essere responsabili. Quindi ben vengano esperimenti atti a cambiare questo stato di cose.
Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia-
Re: I nostri valoriScritto daNon Autenticatoil 2016-12-29 15:53:11.0 alle 2016-12-29 15:53:11.0Scritto da: Wakko Warner
> Scritto da:
> > Io no, il sistema universitario fa schifo. le superiori prendono una classe di venticinque persone e ne portano venti alla maturità in cinque anni, l'università prende una classe di cento persone e ne porta due o tre alla laurea nei cinque anni previsti.
> >
> > (può darsi che con il nuovo sistema 3+2 le cose siano cambiate, non so)
>
> Non sono d'accordo. Il sistema universitario è il sistema giusto perché è quello più simile a quello che incontri nel mondo "lì fuori". Sei tu che ti devi impegnare a seguire le lezioni, sei tu che decidi quanto e come studiare, ecc.
Sarò prevenuto, ma il sistema universitario non ha fatto niente di buono per me, nonostante non abbia fatto che studiare, sempre studiare, solo studiare dal giorno in cui vi sono entrato a quello in cui vi sono uscito. L'università mi ha rovinato la vita e ho impiegato anni a concludere che l'università fa schifo invece di colpevolizzarmi. Invece alle elementari, alle medie, alle superiori ho trovato lezioni spiegate bene e un metodo efficiente ed efficace per verificare la preparazione.
L'esame universitario non è un modo efficace ed efficiente per verificare la preparazione: è come l'esame di maturità: un terno al lotto in cui metti tutto in discussione in un assurdo ballottaggio, tant'è che i selezionatori del personale non ne tengono conto tranne per i voti alti (alla maturità ai primi della classe viene dato 60 - oggi 100, come se esistesse un metodo di misura con la precisione del centesimo - ai secondi 58 e a tutti gli altri un voto a casaccio). Studiare nel modo richiesto dagli esami è persino un ostacolo per capire.
Che poi il sistema universitario sia quello che più corrisponde al "mondo reale" è solo un'indicazione di quanto faccia pure schifo il mondo reale, di che razza di naia sia la società che ci siamo costruiti addosso.
> Semmai il fallimento è proprio del sistema che viene prima che non prepara i ragazzi ad essere responsabili. Tu dici che le superiori prendono 25 ragazzi e ne portano 20 alla maturità... io ti dico che le superiori ne TRASCINANO 20 alla maturità. Di questi 20 forse 5 meriterebbero di diplomarsi, gli altri escono dalle superiori senza avere idea di che hanno fatto lì per 5 anni (cazzeggiare a parte).
>
> Chiaro che poi quando si trovano all'università si aspettano di continuare a venire promossi per "presenza"... e ovviamente sbattono il muso sulla realtà. Non è colpa dell'università se le superiori gli consegnano 15 persone di troppo (su quei 20 che si diceva), non è colpa dell'università se quelle 15 persone non non sufficientemente responsabili da studiare per conto proprio ed impegnarsi a seguire con costanza le lezioni.
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> Ti faccio un esempio di uno di quei 15... al primo anno di università ho reincontrato un mio ex compagno delle medie che non vedevo più da 5 anni... all'università avevamo un grosso laboratorio di informatica che aveva il vantaggio di avere una connessione ad internet che ti permetteva di scaricare a 200KByte/s, cosa che per quegli anni era una velocità pazzesca considerando che con un modem 56k riuscivi a scaricare a 6-7KByte/s al massimo.
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> Ecco, quando lui ha scoperto questa cosa, veniva all'università al mattino, entrava nel laboratorio, ci stava più o meno fino all'una del pomeriggio, e poi tornava a casa sua. Che faceva nel laboratorio tutto quel tempo, ogni singolo giorno? Scaricava porno che salvava prima sui floppy, e quando ha visto che i floppy erano troppo lenti e troppo numerosi, sui dischi ZIP che si portava da casa con tanto di lettore parallelo.
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> In altre parole si era iscritto all'università per scaricare porno.
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> Che colpa ne ha l'università se individui del genere hanno, presumibilmente, raggiunto la maturità? Che colpa ne ha l'università se chi arriva a 19 anni non è ancora abbastanza responsabile da impegnarsi senza avere qualcuno dietro di lui con la bacchetta?
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> È proprio qui che la scuola precedente ha fallito. Non ha insegnato ad essere responsabili. Quindi ben vengano esperimenti atti a cambiare questo stato di cose.
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Re: I nostri valoriScritto daNon Autenticatoil 2016-12-28 20:49:09.0 alle 2016-12-28 20:49:09.0Scritto da: cammarrone
> Scritto da: Wakko Warner
> > Chi se ne frega se studieranno tutti? Perché mai la scuola dovrebbe trascinarsi dietro chi è lì solo per scaldare i banchi e disturbare chi invece è lì per imparare?
> >
> > Nel mondo reale ti danno voti o compiti per casa? Oppure ti chiedono di portare a termine progetti reali nelle tempistiche stabilite? Nel mondo reale hai una maestrina che ti insegue dicendoti che devi studiare/lavorare/ecc? Nel mondo reale ti dicono che non puoi usare questo o quello strumento per portare a termine i tuoi compiti? (Tipo, chessò, che non puoi usare la calcolatrice, o un libro, o degli appunti?)
> >
> > Il punto è questo:
> > - chi non vuole imparare sta a scuola solo per rompere i coglioni agli altri, che se ne vada così ne guadagnano tutti, tanto chi non vuole imparare NON IMPARA
> > - avere qualcuno che ti obbliga a portare avanti i tuoi progetti, i tuoi compiti e le tue mansioni non insegna il concetto di "responsabilità"
> > - la scuola deve insegnare come funziona il mondo reale, perciò è bene che insegni come ci si comporta nel mondo reale e il metodo migliore pr farlo è usare gli stessi metri di giudizio usati nel mondo reale
> > - gli studenti devono capire che studiare serve a loro beneficio, non per fare contenti genitori ed insegnanti e solo mettendosi d'impegno ci si può arrivare
> > - la scuola non può essere il luogo in cui i genitori parcheggiano i figli durante la giornata... la scuola è lì per insegnarti qualcosa, se ti interessa ci vai, stai attento, partecipi alle attività ed impari... se non ti interessa stattene a casa tua
> >
> >
> > C'entra una sega.
>
>
>
> Stai mischiando cose che non c'entrano niente. Il voto serve apposta per insegnarti cosa vuol dire sacrificarsi per qualcosa, serve apposta per darti lo stimolo per studiare. Parlo per esperienza personale visto che a scuola non sono mai stato un genio, ma GRAZIE al fatto di dover essere promosso e di non dover deludere i miei genitori alla fine riuscivo a prender la sufficienza in tutte le materie. Probabilmente se non fossi stato sotto esame non avrei fatto un cazzo per 10 anni campando sulle spalle dei miei.
> Il discorso di "quelli che non vogliono imparare" è vero, ma ti faccio presente che già oggi c'è la possibilità o di espellerlo o da parte loro di abbandonare gli studi a 15 anni (mi pare sia questa l'età della scuola dell'obbligo), se non viene fatto allora bisogna intervenire lì e non certo abolendo i voti. Insomma quello che voglio dire è che alla maggior parte dei bambini/adolescenti la scuola NON piace e se potessero scegliere A QUELL'ETÀ farebbero di tutto per studiare il meno possibile e non stiamo parlando solo degli asini cronici, ma anche di chi potenzialmente sarebbe un discreto studente, ma non lo potrà essere a causa del fatto che si può permettere di non esserlo.
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> I tuoi discorsi sono giusti in linea di principio, ma nei fatti sono pure utopie. A chi non piacerebbe un mondo dove si studia solo per piacere personale e NON per i voti? A chi non piacerebbe un mondo dove ci si comporta bene per senso del dovere etico e NON per finire in galera? Peccato che nella realtà non sia così e quindi sia voti che galere vengono mantenuti.
Mentre facevo le medie non solo è stato abolito il latino, ma sono stati sostituiti i voti con i giudizi. Presto si è capito che ottimo significava 10 e così via, per ogni voto di prima c'era una parolina moderna e progressista che lo sostituiva. Con la differenza che ora il giudizio era accompagnato da un pistolotto tipo "sta attento in classe e segue con interesse le lezioni" e mutatis mutandis.
Il voto è più onesto, dice quanto sei stato bravo nel compito di matematica e lì si ferma, senza pretendere di fare affermazioni e assunzioni su di te e sulla tua persona nel complesso. Il voto è un numero, in certe materie viene calcolato in modo piuttosto preciso e incontestabile, in altre meno, ma i voti comunque servono a formare una media su cui emettere i voti finali. Quindi i voti nei singoli compiti e interrogazioni rendono meno arbitrario il risultato che ti troverai sulla pagella. Rinunciare a voti, compiti e interrogazioni finisce per premiare quelli che sono più svelti ad alzare la mano, come nelle scuole americane nei film.
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Re: I nostri valoriScritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2016-12-28 22:28:39.0 alle 2016-12-28 22:28:39.0Trollate totali: 14239Scritto da: Wakko Warner
> Scritto da: cammarrone
> >
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>http://torino.repubblica.it/cronaca/2016/12/22/new...

>
> Mi sembra un'ottima idea che vale la pena di sperimentare.
Già, ci sono ampi studi psicologici che dimostrano come i bambini, messi in un contesto adeguato alla creativitità e all'apprendimento, interagiscono e apprendono da soli o con lievi incoraggiamenti da parte degli adulti, senza nessuna necessità coercitiva.
**Modificato dall'autore il 28.12.2016 22:28**I pedoni possono muoversi solo in avanti.-
Re: I nostri valoriScritto da: avvelenato
> Scritto da: Wakko Warner
> > Scritto da: cammarrone
> > >
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> >http://torino.repubblica.it/cronaca/2016/12/22/new...

> >
> > Mi sembra un'ottima idea che vale la pena di sperimentare.
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> Già, ci sono ampi studi psicologici che dimostrano come i bambini, messi in un contesto adeguato alla creativitità e all'apprendimento, interagiscono e apprendono da soli o con lievi incoraggiamenti da parte degli adulti, senza nessuna necessità coercitiva.
>
> **Modificato dall'autore il 28.12.2016 22:28**
Peccato che stiamo parlando di scuola e non di semplice "creatività" alla Art Attack; a quell'età non hai voglia di fare un cazzo, vuoi solo divertirti, uscire con gli amici, giocare alla play station e trasgredire; ti rompi i coglioni di alzarti alle 7 del mattino per 6 volte alla settimana, ti rompi i coglioni di stare per 5 ore in aula a sentire una deficiente che parla, ti rompi i coglioni di tornare a casa dover studiare per ore poichè, presumo, anche se in questo nuovo metodo insegnamento non ci sono i compiti dovrai comunque ripassare a casa quello che la prof hai insegnato. Rendere tutto questo facoltativo e non obbligatorio significherà passare da "tanti studenti che studiano solo per il voto" a "tanti studenti che non studiano affatto". Sia chiaro che anche io cambierei parecchie cose del metodo d'insegnamento scolastico che fa veramente pena, a partire dai professori, ma non vedo come abolendo i voti le cose possano migliorare.
Ma infatti io del discorso di Wakko non ho ben capito se lui vuole abolire in toto le valutazioni o semplicemente vuole lasciare un'autonomia di studio analoga all'università anche PRIMA della medesima; in questo secondo caso io sono favorevole perchè comunque all'Uni gli esami scritti e orali con relativi voti rimangono, se dopo un anno tu non porti gli esami che tu e i tuoi genitori vi siete prestabiliti a quel punto saranno i tuoi genitori a dirti "Allora? vuoi studiare o vuoi andare a lavorare? Noi non possiamo mantenerti senza che tu non faccia nulla". Alla fine sono i genitori i veri educatori, i professori devono limitarsi solo al loro lavoro d'insegnamento.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada-
Re: I nostri valoriScritto daNon Autenticatoil 2016-12-28 23:59:33.0 alle 2016-12-28 23:59:33.0> "Allora? vuoi studiare o vuoi andare a lavorare? Noi non possiamo mantenerti senza che tu non faccia nulla".
Minaccia che funzionerebbe se non ci fosse la disoccupazione.
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Re: I nostri valoriScritto daWakko WarnerWakkus Horribilisil 2016-12-29 00:22:42.0 alle 2016-12-29 00:22:42.0Trollate totali: 6779Scritto da: Ordine
> Peccato che stiamo parlando di scuola e non di semplice "creatività" alla Art Attack; a quell'età non hai voglia di fare un cazzo, vuoi solo divertirti, uscire con gli amici, giocare alla play station e trasgredire; ti rompi i coglioni di alzarti alle 7 del mattino per 6 volte alla settimana, ti rompi i coglioni di stare per 5 ore in aula a sentire una deficiente che parla, ti rompi i coglioni di tornare a casa dover studiare per ore poichè, presumo, anche se in questo nuovo metodo insegnamento non ci sono i compiti dovrai comunque ripassare a casa quello che la prof hai insegnato.
Delle elementari non ricordo quasi nulla, salvo il fatto che a me la scuola non disturbava affatto, anzi, mi piaceva ed imparare mi dava soddisfazione. Per il resto ho solo delle brevi immagini di quel periodo della mia vita. Alle medie ricordo che mi alzavo alle 5 del mattino e ripassavo finché non era ora di prendere il bus per andare a scuola dove rimanevo fino alle 5 del pomeriggio ogni giorno. C'erano materie che mi interessavano di più e altre di meno, ma in generale non l'ho mai vissuta come un'imposizione. Alle superiori addirittura mi divertivo, c'erano un sacco di materie interessantissime come chimica, biologia, fisica (a fisica ho imparato ad usare Excel grazie al professore che avevamo che a tutt'oggi è uno dei migliori professori che abbia mai avuto), ecc che alle medie non si facevano e che trovavo eccitanti.
Quando non ero a scuola me ne stavo per lo più a casa a leggere libri, e fare esperimenti vari con i mezzi di fortuna che avevo, ad imparare a programmare e quando ero alle elementari mi divertivo di tanto in tanto a leggere l'enciclopedia per scoprire cose nuove (è così che ho scoperto come si fanno i bambini quando ero alle elementari, ed è così che dopo 5 minuti l'ha scoperto pure mio cugino al quale ho spifferato tutto... non voleva credermi, ha preso l'enciclopedia ed è andato a chiedere conferma da sua mamma... non so perché ma sua mamma non ha dimostrato di apprezzare la cosa).
[Wakko la prima volta che ha visto un pene entrare in una vagina sull'enciclopedia di casa]
Quando andavo in vacanza al mare (di solito Lignano) ne approfittavo per saccheggiare la loro biblioteca che, al contrario di quella della mia città, aveva dei libri davvero interessanti come un libro di chimica che spiegava passo passo come creare esplosivi, cristalli, composti vari, ecc ecc ecc.
Sarò stato pure un caso su mille ma tant'è.
> Rendere tutto questo facoltativo e non obbligatorio significherà passare da "tanti studenti che studiano solo per il voto" a "tanti studenti che non studiano affatto". Sia chiaro che anche io cambierei parecchie cose del metodo d'insegnamento scolastico che fa veramente pena, a partire dai professori, ma non vedo come abolendo i voti le cose possano migliorare.
Semplicemente chi non studia non merita il diploma... avere un diploma non è un tuo diritto naturale, te lo devi guadagnare. D'altra parte io non ho detto che non ci devono più essere valutazioni, ma che devi dimostrare di saper applicare le cose che ti hanno insegnato. Come diceva il mio ex-professore di matematica delle superiori (che è famoso per aver bocciato un'intera classe i primi anni in cui insegnava) "capire è solo la prima parte dell'imparare"... e aveva ragione, ci ho sbattuto il muso sopra più e più volte.
> Ma infatti io del discorso di Wakko non ho ben capito se lui vuole abolire in toto le valutazioni o semplicemente vuole lasciare un'autonomia di studio analoga all'università anche PRIMA della medesima; in questo secondo caso io sono favorevole perchè comunque all'Uni gli esami scritti e orali con relativi voti rimangono, se dopo un anno tu non porti gli esami che tu e i tuoi genitori vi siete prestabiliti a quel punto saranno i tuoi genitori a dirti "Allora? vuoi studiare o vuoi andare a lavorare? Noi non possiamo mantenerti senza che tu non faccia nulla". Alla fine sono i genitori i veri educatori, i professori devono limitarsi solo al loro lavoro d'insegnamento.
Quello che dico io è che è bene che si sperimentino altre strade. Fosse per me ci sarebbero scuole di difficoltà varia... per una persona intelligente una scuola "normale" è di una noia mortale e rischia davvero di scoraggiare quella persona e di farle sparire la voglia di imparare. Allo stesso modo un tardo ha bisogno di un passo più lento... perciò non è giusto metterli tutti nella stessa classe perché da un lato finisci per danneggiare le persone più produttive ed intelligenti che finiranno per fregarsene, dall'altro non fai un piacere ai tardi che non capiranno un cazzo, e dall'altro ancora danneggi pure i "normali" che devono adattarsi ad un passo più lento di quello che potrebbero affrontare per colpa dei tardi. Non considero nemmeno poi quelli che vanno a scuola solo per fare casino che danneggiano tutti.
Non tutte le persone sono adatte a studiare, alcuni preferiscono i lavori manuali altri quelli intellettuali. È inutile imporre a qualcuno uno stile di vita che non gli serve a nulla, è molto più utile incoraggiare le loro tendenze naturali. Se tuo figlio preferisce imparare a fare il falegname allora è molto più utile che anziché perdere tempo a scuola disturbando tutti vada a fare l'apprendista presso qualche falegname. Lui si divertirà di più e imparerà pure qualcosa di utile per vivere.Gli Svizzeri non sono tutti ricchi - Mattia-
Re: I nostri valoriScritto daNon Autenticatoil 2016-12-29 00:27:25.0 alle 2016-12-29 00:27:25.0Scritto da: Wakko Warner
> Scritto da: Ordine
> > Peccato che stiamo parlando di scuola e non di semplice "creatività" alla Art Attack; a quell'età non hai voglia di fare un cazzo, vuoi solo divertirti, uscire con gli amici, giocare alla play station e trasgredire; ti rompi i coglioni di alzarti alle 7 del mattino per 6 volte alla settimana, ti rompi i coglioni di stare per 5 ore in aula a sentire una deficiente che parla, ti rompi i coglioni di tornare a casa dover studiare per ore poichè, presumo, anche se in questo nuovo metodo insegnamento non ci sono i compiti dovrai comunque ripassare a casa quello che la prof hai insegnato.
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> Delle elementari non ricordo quasi nulla,
Io ricordo F. con i capelli biondo scuro, gli occhi nocciola, la gonna scozzese
> salvo il fatto che a me la scuola non disturbava affatto, anzi, mi piaceva ed imparare mi dava soddisfazione. Per il resto ho solo delle brevi immagini di quel periodo della mia vita. Alle medie ricordo che mi alzavo alle 5 del mattino e ripassavo finché non era ora di prendere il bus per andare a scuola dove rimanevo fino alle 5 del pomeriggio ogni giorno. C'erano materie che mi interessavano di più e altre di meno, ma in generale non l'ho mai vissuta come un'imposizione. Alle superiori addirittura mi divertivo, c'erano un sacco di materie interessantissime come chimica, biologia, fisica (a fisica ho imparato ad usare Excel grazie al professore che avevamo che a tutt'oggi è uno dei migliori professori che abbia mai avuto), ecc che alle medie non si facevano e che trovavo eccitanti.
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> Quando non ero a scuola me ne stavo per lo più a casa a leggere libri, e fare esperimenti vari con i mezzi di fortuna che avevo, ad imparare a programmare e quando ero alle elementari mi divertivo di tanto in tanto a leggere l'enciclopedia per scoprire cose nuove (è così che ho scoperto come si fanno i bambini quando ero alle elementari, ed è così che dopo 5 minuti l'ha scoperto pure mio cugino al quale ho spifferato tutto... non voleva credermi, ha preso l'enciclopedia ed è andato a chiedere conferma da sua mamma... non so perché ma sua mamma non ha dimostrato di apprezzare la cosa).
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> [Wakko la prima volta che ha visto un pene entrare in una vagina sull'enciclopedia di casa]
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> Quando andavo in vacanza al mare (di solito Lignano) ne approfittavo per saccheggiare la loro biblioteca che, al contrario di quella della mia città, aveva dei libri davvero interessanti come un libro di chimica che spiegava passo passo come creare esplosivi, cristalli, composti vari, ecc ecc ecc.
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> Sarò stato pure un caso su mille ma tant'è.
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> > Rendere tutto questo facoltativo e non obbligatorio significherà passare da "tanti studenti che studiano solo per il voto" a "tanti studenti che non studiano affatto". Sia chiaro che anche io cambierei parecchie cose del metodo d'insegnamento scolastico che fa veramente pena, a partire dai professori, ma non vedo come abolendo i voti le cose possano migliorare.
>
> Semplicemente chi non studia non merita il diploma... avere un diploma non è un tuo diritto naturale, te lo devi guadagnare. D'altra parte io non ho detto che non ci devono più essere valutazioni, ma che devi dimostrare di saper applicare le cose che ti hanno insegnato. Come diceva il mio ex-professore di matematica delle superiori (che è famoso per aver bocciato un'intera classe i primi anni in cui insegnava) "capire è solo la prima parte dell'imparare"... e aveva ragione, ci ho sbattuto il muso sopra più e più volte.
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> > Ma infatti io del discorso di Wakko non ho ben capito se lui vuole abolire in toto le valutazioni o semplicemente vuole lasciare un'autonomia di studio analoga all'università anche PRIMA della medesima; in questo secondo caso io sono favorevole perchè comunque all'Uni gli esami scritti e orali con relativi voti rimangono, se dopo un anno tu non porti gli esami che tu e i tuoi genitori vi siete prestabiliti a quel punto saranno i tuoi genitori a dirti "Allora? vuoi studiare o vuoi andare a lavorare? Noi non possiamo mantenerti senza che tu non faccia nulla". Alla fine sono i genitori i veri educatori, i professori devono limitarsi solo al loro lavoro d'insegnamento.
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> Quello che dico io è che è bene che si sperimentino altre strade. Fosse per me ci sarebbero scuole di difficoltà varia... per una persona intelligente una scuola "normale" è di una noia mortale e rischia davvero di scoraggiare quella persona e di farle sparire la voglia di imparare. Allo stesso modo un tardo ha bisogno di un passo più lento... perciò non è giusto metterli tutti nella stessa classe perché da un lato finisci per danneggiare le persone più produttive ed intelligenti che finiranno per fregarsene, dall'altro non fai un piacere ai tardi che non capiranno un cazzo, e dall'altro ancora danneggi pure i "normali" che devono adattarsi ad un passo più lento di quello che potrebbero affrontare per colpa dei tardi. Non considero nemmeno poi quelli che vanno a scuola solo per fare casino che danneggiano tutti.
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> Non tutte le persone sono adatte a studiare, alcuni preferiscono i lavori manuali altri quelli intellettuali. È inutile imporre a qualcuno uno stile di vita che non gli serve a nulla, è molto più utile incoraggiare le loro tendenze naturali. Se tuo figlio preferisce imparare a fare il falegname allora è molto più utile che anziché perdere tempo a scuola disturbando tutti vada a fare l'apprendista presso qualche falegname. Lui si divertirà di più e imparerà pure qualcosa di utile per vivere.
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Re: I nostri valoriScritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2016-12-29 03:40:32.0 alle 2016-12-29 03:40:32.0Trollate totali: 14239Scritto da: Ordine
> Scritto da: avvelenato
> > Scritto da: Wakko Warner
> > > Scritto da: cammarrone
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> > >http://torino.repubblica.it/cronaca/2016/12/22/new...

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> > > Mi sembra un'ottima idea che vale la pena di sperimentare.
> >
> > Già, ci sono ampi studi psicologici che dimostrano come i bambini, messi in un contesto adeguato alla creativitità e all'apprendimento, interagiscono e apprendono da soli o con lievi incoraggiamenti da parte degli adulti, senza nessuna necessità coercitiva.
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> > **Modificato dall'autore il 28.12.2016 22:28**
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> Peccato che stiamo parlando di scuola e non di semplice "creatività" alla Art Attack; a quell'età non hai voglia di fare un cazzo, vuoi solo divertirti, uscire con gli amici, giocare alla play station e trasgredire; ti rompi i coglioni di alzarti alle 7 del mattino per 6 volte alla settimana, ti rompi i coglioni di stare per 5 ore in aula a sentire una deficiente che parla, ti rompi i coglioni di tornare a casa dover studiare per ore poichè, presumo, anche se in questo nuovo metodo insegnamento non ci sono i compiti dovrai comunque ripassare a casa quello che la prof hai insegnato. Rendere tutto questo facoltativo e non obbligatorio significherà passare da "tanti studenti che studiano solo per il voto" a "tanti studenti che non studiano affatto". Sia chiaro che anche io cambierei parecchie cose del metodo d'insegnamento scolastico che fa veramente pena, a partire dai professori, ma non vedo come abolendo i voti le cose possano migliorare.
> Ma infatti io del discorso di Wakko non ho ben capito se lui vuole abolire in toto le valutazioni o semplicemente vuole lasciare un'autonomia di studio analoga all'università anche PRIMA della medesima; in questo secondo caso io sono favorevole perchè comunque all'Uni gli esami scritti e orali con relativi voti rimangono, se dopo un anno tu non porti gli esami che tu e i tuoi genitori vi siete prestabiliti a quel punto saranno i tuoi genitori a dirti "Allora? vuoi studiare o vuoi andare a lavorare? Noi non possiamo mantenerti senza che tu non faccia nulla". Alla fine sono i genitori i veri educatori, i professori devono limitarsi solo al loro lavoro d'insegnamento.
>
Oh ma che palle che sei Ordine, io volevo cortocircuitare trollicamente la wakka dandogli ragione usando come argomentazione la psicologia, che contesta!
Ma che ci fai su sto forum...
I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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