Scritto da: Ordine
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È una questione statistica.
Se tu mostri la foto di una persona a 100'000 individui e chiedi loro di dare un voto alla bellezza noterai che i diversi individui daranno voti diversi, però ci sarà quella che in statistica viene chiamata "moda": il valore che compare più frequentemente.
Allontanandoti dalla moda noterai che il numero di votanti è sempre più basso: poche persone danno voti che si allontanano dalla moda, sia verso l'alto che verso il basso.
Vedi per esempio i voti a Star Wars 7:
http://www.imdb.com/title/tt2488496/ratings?ref_=t... 
La moda è 9 e man mano che ti allontani dal 9 la percentuale di votanti cala.
Le preferenze degli umani, se messe in un grafico, formano delle curve di questo genere.


L'espressione "bellezza oggettiva" è priva di senso, perché la bellezza nasce all'interno della percezione degli umani (e degli animali in generale) e la percezione è una cosa soggettiva.
Ci sono cose che piacciono a molte persone e altre che piacciono a poche, quindi esiste la soggettività normale, ma la soggettività normale non equivale all'oggettività, perché l'oggettività è una cosa indiscutibile e che non è legata alla percezione.
Certo, poi possiamo creare dei parametri oggettivi per valutare se una persona è bella o meno... il problema è che questi parametri sarebbero assiomatici.
Cioè, io potrei creare un modello di bellezza all'interno del quale "biondo" equivale a "bello" e all'interno di questo modello le persone bionde tenderebbero perciò a essere considerate belle.
Il problema è che l'equivalenza tra "biondo" e "bello" sarebbe un assioma, privo di un valore oggettivo.
Detto questo, sicuramente esiste una soggettività normale per quanto riguarda la bellezza umana, ma l'espressione "bellezza oggettiva" è un ossimoro.