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    il 2017-04-29 13:30:12.0 alle 2017-04-29 13:30:12.0
    Il sogno di oggi
    Una curiosa variante del sogno dell'università. Sono stato assunto in municipio, un posto ambito da privilegiati, e nel prendere servizio noi neoassunti siamo mandati dal Professor Panassa (primo accenno al fatto che il Municipio è come l'Università) che ci fa fare un test: bisogna individuare e fermare un certo numero di tipi sospetti, appositamente incaricati di comportarsi in modo da attrarre l'attenzione di chi è in grado di cogliere certi comportamenti. Fermo una ragazza che mi pare si comporti in modo sospetto - pieno di dubbi perché ho l'impressione che sia o dovrebbe essere un volto noto, una celebrità? accidenti alla mia incapacità nel distinguere i visi! - che alla fine del test risulta una degli incaricati, e questo è consideato un successo perché nessuno degli altri incaricati, o non tutti, sono stati individuati. Al termine di questo compito si è in pausa pranzo, finita la quale ho perso contatto con il professore-istruttore e gli altri neoassunti, non c'è in giro più nessuno che conosco. Vago per i corridoi preoccupato, presumendo che da qualche parte gli altri stiano continuando l'addestramento e io me lo sto perdendo. Raggiungo l'ufficio del professor Panassa e lo trovo che sta dando istruzioni. Mi unisco al gruppo, ma dopo un po' mi accorgo che sa tenendo una lezione di matematica a giovani studenti (secondo cenno all'univesità, o meglio al sogno dell'università). Non mi pare si ricordi di me, infatti non mi chiede che ci faccio lì o cose simili. Svicolo e riprendo un vagare interminabile tra il labirinto tentacolare di ingressi, corridoi, scale, stanze, uffici, sale riunione che costituisce il municipio, locali in tutta una serie di stili da Legno Anni 70 in poi a seconda di quando sono state costruiti o rimodernati, pieni di fascicoli e pratiche, popolati da una gran quantità di impiegati apparentemente indaffarati nei loro compiti. Ad un certo punto noto che ai piedi ho solo più una ciabatta e osservo che anche altri le perdono, perché i corridoi sono pieni di ciabatte e altri oggetti dimenticati durante il giorno, che dopo la chiusura vengono recuperati da addetti per essere eventualmente ripresi dai proprietari. Non mi è chiaro quale sia il mio ruolo, il mio incarico: chiedo all'ingresso se sanno dirmi qualcosa, ma solo risposte vaghe. Praticamente, dopo il test del mattino non ho più niente da fare ma perché non sembri che non faccio niente, continuo a girare da una parte all'altra, avanti e indietro tra i posti che conosco e altri sconosciuti, in un vagare angoscioso e sempre più ripetitivo e ossessivo.
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      avvelenato
      un mezzo cavallo
      il 2017-04-29 15:33:02.0 alle 2017-04-29 15:33:02.0
      Trollate totali: 14239
      Re: Il sogno di oggi
      Hai mai pensato di riprendere gli studi?


      Scritto da:
      > Una curiosa variante del sogno dell'università. Sono stato assunto in municipio, un posto ambito da privilegiati, e nel prendere servizio noi neoassunti siamo mandati dal Professor Panassa (primo accenno al fatto che il Municipio è come l'Università) che ci fa fare un test: bisogna individuare e fermare un certo numero di tipi sospetti, appositamente incaricati di comportarsi in modo da attrarre l'attenzione di chi è in grado di cogliere certi comportamenti. Fermo una ragazza che mi pare si comporti in modo sospetto - pieno di dubbi perché ho l'impressione che sia o dovrebbe essere un volto noto, una celebrità? accidenti alla mia incapacità nel distinguere i visi! - che alla fine del test risulta una degli incaricati, e questo è consideato un successo perché nessuno degli altri incaricati, o non tutti, sono stati individuati. Al termine di questo compito si è in pausa pranzo, finita la quale ho perso contatto con il professore-istruttore e gli altri neoassunti, non c'è in giro più nessuno che conosco. Vago per i corridoi preoccupato, presumendo che da qualche parte gli altri stiano continuando l'addestramento e io me lo sto perdendo. Raggiungo l'ufficio del professor Panassa e lo trovo che sta dando istruzioni. Mi unisco al gruppo, ma dopo un po' mi accorgo che sa tenendo una lezione di matematica a giovani studenti (secondo cenno all'univesità, o meglio al sogno dell'università). Non mi pare si ricordi di me, infatti non mi chiede che ci faccio lì o cose simili. Svicolo e riprendo un vagare interminabile tra il labirinto tentacolare di ingressi, corridoi, scale, stanze, uffici, sale riunione che costituisce il municipio, locali in tutta una serie di stili da Legno Anni 70 in poi a seconda di quando sono state costruiti o rimodernati, pieni di fascicoli e pratiche, popolati da una gran quantità di impiegati apparentemente indaffarati nei loro compiti. Ad un certo punto noto che ai piedi ho solo più una ciabatta e osservo che anche altri le perdono, perché i corridoi sono pieni di ciabatte e altri oggetti dimenticati durante il giorno, che dopo la chiusura vengono recuperati da addetti per essere eventualmente ripresi dai proprietari. Non mi è chiaro quale sia il mio ruolo, il mio incarico: chiedo all'ingresso se sanno dirmi qualcosa, ma solo risposte vaghe. Praticamente, dopo il test del mattino non ho più niente da fare ma perché non sembri che non faccio niente, continuo a girare da una parte all'altra, avanti e indietro tra i posti che conosco e altri sconosciuti, in un vagare angoscioso e sempre più ripetitivo e ossessivo.
      I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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        Non Autenticato
        il 2017-04-29 15:49:03.0 alle 2017-04-29 15:49:03.0
        Re: Il sogno di oggi
        Scritto da: avvelenato
        > Hai mai pensato di riprendere gli studi?

        Anche a te è venuta in mente questa interpretazione?
        A me è venuta in mente questa, e un'altra: cioè che vorrei un ruolo nella società (rappresentata dal municipio: mentre negli altri sogni l'edificio labirintico era l'università, e cercavo disperatamente di uscirne, in questo sogno è un municipio, sia pure con ovvi riferimenti ai sogni dell'università, e la disperazione è di non trovare un ruolo).

        A riprendere gli studi ci ho pensato parecchio, ma mi servirebbe un reddito passivo che me consenta di mantenermi a fare lo studente senior, e finora non mi sono dimostrato un drago a procurarmi un reddito passivo né attivo, l'unico mio talento economico consiste nel risparmiare all'osso accontentandomi, senza desiderare auto di lusso, vacanze costore e puttane.
        Inoltre occorrerebbe uno scopo. Certe università estere permettono di conseguire il dottorato anche con la laurea triennale, saltando la laurea di secondo livello, se il lavoro che presenti come tesi vale davvero la pena. Quindi, se mi venisse in mente qualcosa di importante non dovrebbero esserci difficoltà sostanziali per una ripresa sia pure tardiva e atipica. Mentre se non mi viene in mente niente di importante non c'è alcun motivo di cercare un titolo accademico.

        > > Una curiosa variante del sogno dell'università. Sono stato assunto in municipio, un posto ambito da privilegiati, e nel prendere servizio noi neoassunti siamo mandati dal Professor Panassa (primo accenno al fatto che il Municipio è come l'Università) che ci fa fare un test: bisogna individuare e fermare un certo numero di tipi sospetti, appositamente incaricati di comportarsi in modo da attrarre l'attenzione di chi è in grado di cogliere certi comportamenti. Fermo una ragazza che mi pare si comporti in modo sospetto - pieno di dubbi perché ho l'impressione che sia o dovrebbe essere un volto noto, una celebrità? accidenti alla mia incapacità nel distinguere i visi! - che alla fine del test risulta una degli incaricati, e questo è consideato un successo perché nessuno degli altri incaricati, o non tutti, sono stati individuati. Al termine di questo compito si è in pausa pranzo, finita la quale ho perso contatto con il professore-istruttore e gli altri neoassunti, non c'è in giro più nessuno che conosco. Vago per i corridoi preoccupato, presumendo che da qualche parte gli altri stiano continuando l'addestramento e io me lo sto perdendo. Raggiungo l'ufficio del professor Panassa e lo trovo che sta dando istruzioni. Mi unisco al gruppo, ma dopo un po' mi accorgo che sa tenendo una lezione di matematica a giovani studenti (secondo cenno all'univesità, o meglio al sogno dell'università). Non mi pare si ricordi di me, infatti non mi chiede che ci faccio lì o cose simili. Svicolo e riprendo un vagare interminabile tra il labirinto tentacolare di ingressi, corridoi, scale, stanze, uffici, sale riunione che costituisce il municipio, locali in tutta una serie di stili da Legno Anni 70 in poi a seconda di quando sono state costruiti o rimodernati, pieni di fascicoli e pratiche, popolati da una gran quantità di impiegati apparentemente indaffarati nei loro compiti. Ad un certo punto noto che ai piedi ho solo più una ciabatta e osservo che anche altri le perdono, perché i corridoi sono pieni di ciabatte e altri oggetti dimenticati durante il giorno, che dopo la chiusura vengono recuperati da addetti per essere eventualmente ripresi dai proprietari. Non mi è chiaro quale sia il mio ruolo, il mio incarico: chiedo all'ingresso se sanno dirmi qualcosa, ma solo risposte vaghe. Praticamente, dopo il test del mattino non ho più niente da fare ma perché non sembri che non faccio niente, continuo a girare da una parte all'altra, avanti e indietro tra i posti che conosco e altri sconosciuti, in un vagare angoscioso e sempre più ripetitivo e ossessivo.
        >
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          avvelenato
          un mezzo cavallo
          il 2017-04-29 17:30:13.0 alle 2017-04-29 17:30:13.0
          Trollate totali: 14239
          Re: Il sogno di oggi
          Scritto da:
          > Scritto da: avvelenato
          > > Hai mai pensato di riprendere gli studi?
          >
          > Anche a te è venuta in mente questa interpretazione?
          > A me è venuta in mente questa, e un'altra: cioè che vorrei un ruolo nella società (rappresentata dal municipio: mentre negli altri sogni l'edificio labirintico era l'università, e cercavo disperatamente di uscirne, in questo sogno è un municipio, sia pure con ovvi riferimenti ai sogni dell'università, e la disperazione è di non trovare un ruolo).
          >
          > A riprendere gli studi ci ho pensato parecchio, ma mi servirebbe un reddito passivo che me consenta di mantenermi a fare lo studente senior, e finora non mi sono dimostrato un drago a procurarmi un reddito passivo né attivo, l'unico mio talento economico consiste nel risparmiare all'osso accontentandomi, senza desiderare auto di lusso, vacanze costore e puttane.
          > Inoltre occorrerebbe uno scopo. Certe università estere permettono di conseguire il dottorato anche con la laurea triennale, saltando la laurea di secondo livello, se il lavoro che presenti come tesi vale davvero la pena. Quindi, se mi venisse in mente qualcosa di importante non dovrebbero esserci difficoltà sostanziali per una ripresa sia pure tardiva e atipica. Mentre se non mi viene in mente niente di importante non c'è alcun motivo di cercare un titolo accademico.
          >
          > > > Una curiosa variante del sogno dell'università. Sono stato assunto in municipio, un posto ambito da privilegiati, e nel prendere servizio noi neoassunti siamo mandati dal Professor Panassa (primo accenno al fatto che il Municipio è come l'Università) che ci fa fare un test: bisogna individuare e fermare un certo numero di tipi sospetti, appositamente incaricati di comportarsi in modo da attrarre l'attenzione di chi è in grado di cogliere certi comportamenti. Fermo una ragazza che mi pare si comporti in modo sospetto - pieno di dubbi perché ho l'impressione che sia o dovrebbe essere un volto noto, una celebrità? accidenti alla mia incapacità nel distinguere i visi! - che alla fine del test risulta una degli incaricati, e questo è consideato un successo perché nessuno degli altri incaricati, o non tutti, sono stati individuati. Al termine di questo compito si è in pausa pranzo, finita la quale ho perso contatto con il professore-istruttore e gli altri neoassunti, non c'è in giro più nessuno che conosco. Vago per i corridoi preoccupato, presumendo che da qualche parte gli altri stiano continuando l'addestramento e io me lo sto perdendo. Raggiungo l'ufficio del professor Panassa e lo trovo che sta dando istruzioni. Mi unisco al gruppo, ma dopo un po' mi accorgo che sa tenendo una lezione di matematica a giovani studenti (secondo cenno all'univesità, o meglio al sogno dell'università). Non mi pare si ricordi di me, infatti non mi chiede che ci faccio lì o cose simili. Svicolo e riprendo un vagare interminabile tra il labirinto tentacolare di ingressi, corridoi, scale, stanze, uffici, sale riunione che costituisce il municipio, locali in tutta una serie di stili da Legno Anni 70 in poi a seconda di quando sono state costruiti o rimodernati, pieni di fascicoli e pratiche, popolati da una gran quantità di impiegati apparentemente indaffarati nei loro compiti. Ad un certo punto noto che ai piedi ho solo più una ciabatta e osservo che anche altri le perdono, perché i corridoi sono pieni di ciabatte e altri oggetti dimenticati durante il giorno, che dopo la chiusura vengono recuperati da addetti per essere eventualmente ripresi dai proprietari. Non mi è chiaro quale sia il mio ruolo, il mio incarico: chiedo all'ingresso se sanno dirmi qualcosa, ma solo risposte vaghe. Praticamente, dopo il test del mattino non ho più niente da fare ma perché non sembri che non faccio niente, continuo a girare da una parte all'altra, avanti e indietro tra i posti che conosco e altri sconosciuti, in un vagare angoscioso e sempre più ripetitivo e ossessivo.
          > >
          >


          Ti manca la rabbia. Io mi sto ingattendo e si vede. Ti fai piccolo perché ti senti un vaso di coccio tra vasi di ferro. Così cerchi di occupare meno spazio possibile, e non vuoi l'auto costosa e la villa lussuosa, perché sarebbe come dire "voglio esistere, sucatemi il cazzo imbecilli". Poi razionalizzi con l'ecoscemismo, che se fosse vero diresti "sì vaffanculo della ferrari non mi fotte ma di avere qualche ettaro di alberidimmerda sì". E per farlo devi stabilire che il tuo diritto ad avere quegli ettari e quegli alberi è superiore a quello degli altri di costruirci case, centri commerciali e altre robe che ti stanno in culo.

          Tu prova a alzarti la mattina e dire "sucatemi il cazzo imbecilli", inizia ad arrabbiarti un po'. Altrimenti vengo a costruirti un centro commerciale dietro casa tua.
          I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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            Scritto da
            Non Autenticato
            il 2017-04-29 23:05:02.0 alle 2017-04-29 23:05:02.0
            Re: Il sogno di oggi
            Scritto da: avvelenato
            > Scritto da:
            > > Scritto da: avvelenato
            > > > Hai mai pensato di riprendere gli studi?
            > >
            > > Anche a te è venuta in mente questa interpretazione?
            > > A me è venuta in mente questa, e un'altra: cioè che vorrei un ruolo nella società (rappresentata dal municipio: mentre negli altri sogni l'edificio labirintico era l'università, e cercavo disperatamente di uscirne, in questo sogno è un municipio, sia pure con ovvi riferimenti ai sogni dell'università, e la disperazione è di non trovare un ruolo).
            > >
            > > A riprendere gli studi ci ho pensato parecchio, ma mi servirebbe un reddito passivo che me consenta di mantenermi a fare lo studente senior, e finora non mi sono dimostrato un drago a procurarmi un reddito passivo né attivo, l'unico mio talento economico consiste nel risparmiare all'osso accontentandomi, senza desiderare auto di lusso, vacanze costore e puttane.
            > > Inoltre occorrerebbe uno scopo. Certe università estere permettono di conseguire il dottorato anche con la laurea triennale, saltando la laurea di secondo livello, se il lavoro che presenti come tesi vale davvero la pena. Quindi, se mi venisse in mente qualcosa di importante non dovrebbero esserci difficoltà sostanziali per una ripresa sia pure tardiva e atipica. Mentre se non mi viene in mente niente di importante non c'è alcun motivo di cercare un titolo accademico.
            > >
            > > > > Una curiosa variante del sogno dell'università. Sono stato assunto in municipio, un posto ambito da privilegiati, e nel prendere servizio noi neoassunti siamo mandati dal Professor Panassa (primo accenno al fatto che il Municipio è come l'Università) che ci fa fare un test: bisogna individuare e fermare un certo numero di tipi sospetti, appositamente incaricati di comportarsi in modo da attrarre l'attenzione di chi è in grado di cogliere certi comportamenti. Fermo una ragazza che mi pare si comporti in modo sospetto - pieno di dubbi perché ho l'impressione che sia o dovrebbe essere un volto noto, una celebrità? accidenti alla mia incapacità nel distinguere i visi! - che alla fine del test risulta una degli incaricati, e questo è consideato un successo perché nessuno degli altri incaricati, o non tutti, sono stati individuati. Al termine di questo compito si è in pausa pranzo, finita la quale ho perso contatto con il professore-istruttore e gli altri neoassunti, non c'è in giro più nessuno che conosco. Vago per i corridoi preoccupato, presumendo che da qualche parte gli altri stiano continuando l'addestramento e io me lo sto perdendo. Raggiungo l'ufficio del professor Panassa e lo trovo che sta dando istruzioni. Mi unisco al gruppo, ma dopo un po' mi accorgo che sa tenendo una lezione di matematica a giovani studenti (secondo cenno all'univesità, o meglio al sogno dell'università). Non mi pare si ricordi di me, infatti non mi chiede che ci faccio lì o cose simili. Svicolo e riprendo un vagare interminabile tra il labirinto tentacolare di ingressi, corridoi, scale, stanze, uffici, sale riunione che costituisce il municipio, locali in tutta una serie di stili da Legno Anni 70 in poi a seconda di quando sono state costruiti o rimodernati, pieni di fascicoli e pratiche, popolati da una gran quantità di impiegati apparentemente indaffarati nei loro compiti. Ad un certo punto noto che ai piedi ho solo più una ciabatta e osservo che anche altri le perdono, perché i corridoi sono pieni di ciabatte e altri oggetti dimenticati durante il giorno, che dopo la chiusura vengono recuperati da addetti per essere eventualmente ripresi dai proprietari. Non mi è chiaro quale sia il mio ruolo, il mio incarico: chiedo all'ingresso se sanno dirmi qualcosa, ma solo risposte vaghe. Praticamente, dopo il test del mattino non ho più niente da fare ma perché non sembri che non faccio niente, continuo a girare da una parte all'altra, avanti e indietro tra i posti che conosco e altri sconosciuti, in un vagare angoscioso e sempre più ripetitivo e ossessivo.
            > > >
            > >
            >
            >
            > Ti manca la rabbia. Io mi sto ingattendo e si vede.

            Una volta ero sempre arrabbiato - e le cose non andavano meglio - ma dopo la botta del 2009 non ho più fiato per arrabbiarmi.

            > Ti fai piccolo perché ti senti un vaso di coccio tra vasi di ferro. Così cerchi di occupare meno spazio possibile, e non vuoi l'auto costosa e la villa lussuosa, perché sarebbe come dire "voglio esistere, sucatemi il cazzo imbecilli".

            Non è che non voglia l'auto costosa, non vivo per averne una.

            > Poi razionalizzi con l'ecoscemismo, che se fosse vero diresti "sì vaffanculo della ferrari non mi fotte ma di avere qualche ettaro di alberidimmerda sì". E per farlo devi stabilire che il tuo diritto ad avere quegli ettari e quegli alberi è superiore a quello degli altri di costruirci case, centri commerciali e altre robe che ti stanno in culo.

            Non fa una piega Cylon
            del resto anche il tipo con la Ferrari vuole una pista e stabilisce che il suo diritto ad avere una pista è superiore a quello di chi invece vuole gerbidi, paludi ed alberi.

            > Tu prova a alzarti la mattina e dire "sucatemi il cazzo imbecilli", inizia ad arrabbiarti un po'. Altrimenti vengo a costruirti un centro commerciale dietro casa tua.
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              Scritto da
              il 2017-04-30 00:51:04.0 alle 2017-04-30 00:51:04.0
              Trollate totali: 481
              Re: Il sogno di oggi
              Scritto da:
              > Scritto da: avvelenato
              > > Scritto da:
              > > > Scritto da: avvelenato
              > > > > Hai mai pensato di riprendere gli studi?
              > > >
              > > > Anche a te è venuta in mente questa interpretazione?
              > > > A me è venuta in mente questa, e un'altra: cioè che vorrei un ruolo nella società (rappresentata dal municipio: mentre negli altri sogni l'edificio labirintico era l'università, e cercavo disperatamente di uscirne, in questo sogno è un municipio, sia pure con ovvi riferimenti ai sogni dell'università, e la disperazione è di non trovare un ruolo).
              > > >
              > > > A riprendere gli studi ci ho pensato parecchio, ma mi servirebbe un reddito passivo che me consenta di mantenermi a fare lo studente senior, e finora non mi sono dimostrato un drago a procurarmi un reddito passivo né attivo, l'unico mio talento economico consiste nel risparmiare all'osso accontentandomi, senza desiderare auto di lusso, vacanze costore e puttane.
              > > > Inoltre occorrerebbe uno scopo. Certe università estere permettono di conseguire il dottorato anche con la laurea triennale, saltando la laurea di secondo livello, se il lavoro che presenti come tesi vale davvero la pena. Quindi, se mi venisse in mente qualcosa di importante non dovrebbero esserci difficoltà sostanziali per una ripresa sia pure tardiva e atipica. Mentre se non mi viene in mente niente di importante non c'è alcun motivo di cercare un titolo accademico.
              > > >
              > > > > > Una curiosa variante del sogno dell'università. Sono stato assunto in municipio, un posto ambito da privilegiati, e nel prendere servizio noi neoassunti siamo mandati dal Professor Panassa (primo accenno al fatto che il Municipio è come l'Università) che ci fa fare un test: bisogna individuare e fermare un certo numero di tipi sospetti, appositamente incaricati di comportarsi in modo da attrarre l'attenzione di chi è in grado di cogliere certi comportamenti. Fermo una ragazza che mi pare si comporti in modo sospetto - pieno di dubbi perché ho l'impressione che sia o dovrebbe essere un volto noto, una celebrità? accidenti alla mia incapacità nel distinguere i visi! - che alla fine del test risulta una degli incaricati, e questo è consideato un successo perché nessuno degli altri incaricati, o non tutti, sono stati individuati. Al termine di questo compito si è in pausa pranzo, finita la quale ho perso contatto con il professore-istruttore e gli altri neoassunti, non c'è in giro più nessuno che conosco. Vago per i corridoi preoccupato, presumendo che da qualche parte gli altri stiano continuando l'addestramento e io me lo sto perdendo. Raggiungo l'ufficio del professor Panassa e lo trovo che sta dando istruzioni. Mi unisco al gruppo, ma dopo un po' mi accorgo che sa tenendo una lezione di matematica a giovani studenti (secondo cenno all'univesità, o meglio al sogno dell'università). Non mi pare si ricordi di me, infatti non mi chiede che ci faccio lì o cose simili. Svicolo e riprendo un vagare interminabile tra il labirinto tentacolare di ingressi, corridoi, scale, stanze, uffici, sale riunione che costituisce il municipio, locali in tutta una serie di stili da Legno Anni 70 in poi a seconda di quando sono state costruiti o rimodernati, pieni di fascicoli e pratiche, popolati da una gran quantità di impiegati apparentemente indaffarati nei loro compiti. Ad un certo punto noto che ai piedi ho solo più una ciabatta e osservo che anche altri le perdono, perché i corridoi sono pieni di ciabatte e altri oggetti dimenticati durante il giorno, che dopo la chiusura vengono recuperati da addetti per essere eventualmente ripresi dai proprietari. Non mi è chiaro quale sia il mio ruolo, il mio incarico: chiedo all'ingresso se sanno dirmi qualcosa, ma solo risposte vaghe. Praticamente, dopo il test del mattino non ho più niente da fare ma perché non sembri che non faccio niente, continuo a girare da una parte all'altra, avanti e indietro tra i posti che conosco e altri sconosciuti, in un vagare angoscioso e sempre più ripetitivo e ossessivo.
              > > > >
              > > >
              > >
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              > > Ti manca la rabbia. Io mi sto ingattendo e si vede.
              >
              > Una volta ero sempre arrabbiato - e le cose non andavano meglio - ma dopo la botta del 2009 non ho più fiato per arrabbiarmi.
              >

              Ma per sparare minchiate si a quanto vedo.

              > > Ti fai piccolo perché ti senti un vaso di coccio tra vasi di ferro. Così cerchi di occupare meno spazio possibile, e non vuoi l'auto costosa e la villa lussuosa, perché sarebbe come dire "voglio esistere, sucatemi il cazzo imbecilli".
              >
              > Non è che non voglia l'auto costosa, non vivo per averne una.
              >

              Non vivi per nulla in quanto nullità.

              > > Poi razionalizzi con l'ecoscemismo, che se fosse vero diresti "sì vaffanculo della ferrari non mi fotte ma di avere qualche ettaro di alberidimmerda sì". E per farlo devi stabilire che il tuo diritto ad avere quegli ettari e quegli alberi è superiore a quello degli altri di costruirci case, centri commerciali e altre robe che ti stanno in culo.
              >
              > Non fa una piega Cylon
              >

              La tua piega è a 90 gradi da sempre

              >
              > > Tu prova a alzarti la mattina e dire "sucatemi il cazzo imbecilli", inizia ad arrabbiarti un po'. Altrimenti vengo a costruirti un centro commerciale dietro casa tua.
              >
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