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Re: Invertito invecchiamento nei topiAnche qui ne parla
http://notizie.tiscali.it/feeds/Trovato-il-modo-di...

io ci ho sempre creduto e tutti mi davano del pazzo. Quando voi figli di puttana morirete e io sarò ancora giovane piscerò sulle vostre tombe."Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada-
Re: Invertito invecchiamento nei topiScritto daaltgutente che non utieneil 2017-05-07 21:11:12.0 alle 2017-05-07 21:11:12.0Trollate totali: 11540> Anche qui ne parla
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> io ci ho sempre creduto e tutti mi davano del pazzo. Quando voi figli di puttana morirete e io sarò ancora giovane piscerò sulle vostre tombe.
Fai pure, nella mia ci sara` solo il resto del corpo mentre per il cervello avro` prenotato la crioconservazione presso la Alcor. Attendero` un paio di secoli per fare il respawn tramite un whole-brain-emulator in un organismo clonato, poi verro` anch'io a pisciare sulla MIA tomba.
A ogni modo, penso che sulla mia tomba ci vorrei scritto: "non preoccupatevi, non sentiro` la mia mancanza".
Riguardo allo studio... be', interessante. I mitocontri sono fondamentali per generare energia nelle cellule: sono le loro batterie, senza quelli le cellule proprio non vivono, perche` da quando fagocitarono alcuni batteri primitivi, miliardi di anni fa, le cellule eukariote hanno stabilito un rapporto di simbiosi con quei vecchi batteri, che appunto sono diventati i mitocondri. Pero` immagino si possa RIDURRE il numero di mitocontri, abbassando il metabolismo cellulare e quindi facendo vivere piu` a lungo le cellule, un risultato analogo alla dieta ipocalorica, che infatti da` risultati simili: +30%.
Il modo di ringiovanire le cellule c'e` senz'altro: tutto sta a trovarlo, ed e` una cosa che richiede molti studi, perche` i meccanismi che contribuiscono all'invecchiamento sono piu` d'uno. Volendo prendere una scorciatoia idealmente molto gettonata, si potrebbe stimolare la produzione della trascrittase inversa della telomerase (telomerase-reverse-transcriptase), che e` un complesso che allunga i telomeri ai margini dei geni i quali determinano il cosidetto "Limite di Hayflick". Ma allungare i telomeri ha una controindicazione grave: espone a rischi molto maggiori che si generino tumori metastasici, perche` la morte cellulare a opera dell'esaurimento dei telomeri e` uno dei piu` efficienti meccanismi naturali che limitano lo sviluppo del cancro.
Quindi in parallelo all'allungamento dei telomeri servirebbe una serie di provvedimenti (dei quali alcuni sono noti, ma molti ancora non lo sono) volti a ridurre il danno cellulare (ossidativo, meccanico, da radiazione ionizzante...) accumulato nel tempo. I mitocondri producono indirettamente un danno ossidativo, e quindi riuscire a ridurne il numero sarebbe un passo avanti. Servono piu` studi.
Io personalmente faccio il tifo per il mind uploading, che e` quello che ho detto che permetterebbe il crioconservare il cervello presso la Alcor.-
Re: Invertito invecchiamento nei topiScritto daNon Autenticatoil 2017-05-07 21:23:41.0 alle 2017-05-07 21:23:41.0Scritto da: altg
> > Anche qui ne parlahttp://notizie.tiscali.it/feeds/Trovato-il-modo-di...

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> > io ci ho sempre creduto e tutti mi davano del pazzo. Quando voi figli di puttana morirete e io sarò ancora giovane piscerò sulle vostre tombe.
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> Fai pure, nella mia ci sara` solo il resto del corpo mentre per il cervello avro` prenotato la crioconservazione presso la Alcor. Attendero` un paio di secoli per fare il respawn tramite un whole-brain-emulator in un organismo clonato, poi verro` anch'io a pisciare sulla MIA tomba.
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> A ogni modo, penso che sulla mia tomba ci vorrei scritto: "non preoccupatevi, non sentiro` la mia mancanza".
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> Riguardo allo studio... be', interessante. I mitocontri sono fondamentali per generare energia nelle cellule: sono le loro batterie, senza quelli le cellule proprio non vivono, perche` da quando fagocitarono alcuni batteri primitivi, miliardi di anni fa, le cellule eukariote hanno stabilito un rapporto di simbiosi con quei vecchi batteri, che appunto sono diventati i mitocondri. Pero` immagino si possa RIDURRE il numero di mitocontri, abbassando il metabolismo cellulare e quindi facendo vivere piu` a lungo le cellule, un risultato analogo alla dieta ipocalorica, che infatti da` risultati simili: +30%.
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> Il modo di ringiovanire le cellule c'e` senz'altro: tutto sta a trovarlo, ed e` una cosa che richiede molti studi, perche` i meccanismi che contribuiscono all'invecchiamento sono piu` d'uno. Volendo prendere una scorciatoia idealmente molto gettonata, si potrebbe stimolare la produzione della trascrittase inversa della telomerase (telomerase-reverse-transcriptase), che e` un complesso che allunga i telomeri ai margini dei geni i quali determinano il cosidetto "Limite di Hayflick". Ma allungare i telomeri ha una controindicazione grave: espone a rischi molto maggiori che si generino tumori metastasici, perche` la morte cellulare a opera dell'esaurimento dei telomeri e` uno dei piu` efficienti meccanismi naturali che limitano lo sviluppo del cancro.
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> Quindi in parallelo all'allungamento dei telomeri servirebbe una serie di provvedimenti (dei quali alcuni sono noti, ma molti ancora non lo sono) volti a ridurre il danno cellulare (ossidativo, meccanico, da radiazione ionizzante...) accumulato nel tempo. I mitocondri producono indirettamente un danno ossidativo, e quindi riuscire a ridurne il numero sarebbe un passo avanti. Servono piu` studi.
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> Io personalmente faccio il tifo per il mind uploading, che e` quello che ho detto che permetterebbe il crioconservare il cervello presso la Alcor.
Non è più sicuro crioconservare tutto il corpo?-
Re: Invertito invecchiamento nei topiScritto daaltgutente che non utieneil 2017-05-07 21:46:05.0 alle 2017-05-07 21:46:05.0Trollate totali: 11540> Non è più sicuro crioconservare tutto il corpo?
Forse sarebbe marginalmente piu` sicuro, e molti lo fanno, ma spendi di piu`, occupi piu` spazio nei depositi, ed e` molto improbabile che la tecnologia arrivi a preferire una strada difficilissima come il riparare un organismo degenerato dalla senescenza (e dalla vetrificazione in primo luogo). E` piu` probabile, secondo me, che si arrivi a preferire il microsezionamento del cervello conservato, seguito dalla scansione (digitale) ad altissima risoluzione dell'architettura fisica e chimica al momento della morte, e poi al riavvio dell'insieme una volta riprodotto in un simulatore, realizzando in pratica un'intelligenza artificiale equivalente alla persona originale. Il concetto chiave e` riuscire a immaginare una persona non tanto come un corpo o anche, nello specifico, un cervello, ma come un insieme di dati, di informazioni. In quest'ottica, si muore definitivamente quando avviene la morte dell'informazione, cioe` l'informazione che ti costituiva (la struttura fisica e chimica del cervello) va perduta per decomposizione o danneggiamento fisico. Finche` si conserva l'informazione, non si e` veramente morti in quanto si e` teoricamente "riproducibili".
Gli annessi e connessi filosofici del resuscitare una persona in un whole-brain-emulator (WBE) si possono considerare sofisticati o semplici, a seconda dei gusti. Per me sono semplificabilissimi: a patto che esista una sola copia funzionante della tua mente a un dato momento, quella copia e` TE in tutto e per tutto. Non e` distinguibile in alcun modo certo dal te stesso organico.
Il progetto Blue Brain aveva polimerizzato, sezionato, scannerizzato e digitalizzato, e poi riprodotto in un emulatore, una intera colonna neurale della corteccia cerebrale di un topo. Lo studio e` molto promettente: si tratta "solo" di perfezionare la tecnologia di scansione, la memoria disponibile in un involucro relativamente piccolo (tanto da trovare posto in un cranio umano, meno lo spazio per il tronco encefalico, gli annessi e connessi), e la velocita` di emulazione. Pero` la via e` diretta: la tecnologia in nuce esiste gia`, va solo resa migliore.-
Re: Invertito invecchiamento nei topiScritto daNon Autenticatoil 2017-05-07 22:08:33.0 alle 2017-05-07 22:08:33.0Scritto da: altg
> > Non è più sicuro crioconservare tutto il corpo?
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> Forse sarebbe marginalmente piu` sicuro, e molti lo fanno, ma spendi di piu`, occupi piu` spazio nei depositi, ed e` molto improbabile che la tecnologia arrivi a preferire una strada difficilissima come il riparare un organismo degenerato dalla senescenza (e dalla vetrificazione in primo luogo). E` piu` probabile, secondo me, che si arrivi a preferire il microsezionamento del cervello conservato, seguito dalla scansione (digitale) ad altissima risoluzione dell'architettura fisica e chimica al momento della morte, e poi al riavvio dell'insieme una volta riprodotto in un simulatore, realizzando in pratica un'intelligenza artificiale equivalente alla persona originale. Il concetto chiave e` riuscire a immaginare una persona non tanto come un corpo o anche, nello specifico, un cervello, ma come un insieme di dati, di informazioni. In quest'ottica, si muore definitivamente quando avviene la morte dell'informazione, cioe` l'informazione che ti costituiva (la struttura fisica e chimica del cervello) va perduta per decomposizione o danneggiamento fisico. Finche` si conserva l'informazione, non si e` veramente morti in quanto si e` teoricamente "riproducibili".
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> Gli annessi e connessi filosofici del resuscitare una persona in un whole-brain-emulator (WBE) si possono considerare sofisticati o semplici, a seconda dei gusti. Per me sono semplificabilissimi: a patto che esista una sola copia funzionante della tua mente a un dato momento, quella copia e` TE in tutto e per tutto. Non e` distinguibile in alcun modo certo dal te stesso organico.
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> Il progetto Blue Brain aveva polimerizzato, sezionato, scannerizzato e digitalizzato, e poi riprodotto in un emulatore, una intera colonna neurale della corteccia cerebrale di un topo. Lo studio e` molto promettente: si tratta "solo" di perfezionare la tecnologia di scansione, la memoria disponibile in un involucro relativamente piccolo (tanto da trovare posto in un cranio umano, meno lo spazio per il tronco encefalico, gli annessi e connessi), e la velocita` di emulazione. Pero` la via e` diretta: la tecnologia in nuce esiste gia`, va solo resa migliore.
Ah no, così non funziona. Il resuscitato sarai tu solo se a essere ripristinato è il tuo cervello, almeno. Altrimenti sarà una copia con la tua mente ma quel che succederà non sarà che tu riapri gli occhi, chiedi che ora è e ti spiegano che siamo nell'anno diecimila e rotti.-
Re: Invertito invecchiamento nei topiScritto daaltgutente che non utieneil 2017-05-07 22:57:20.0 alle 2017-05-07 22:57:20.0Trollate totali: 11540> Ah no, così non funziona. Il resuscitato sarai tu solo se a essere ripristinato è il tuo cervello, almeno. Altrimenti sarà una copia con la tua mente ma quel che succederà non sarà che tu riapri gli occhi, chiedi che ora è e ti spiegano che siamo nell'anno diecimila e rotti.
Perche`? che differenza ci sarebbe tra lo svegliarsi in un emulatore quando l'originale organico e` andato distrutto, e lo svegliarsi tra una sera e una mattina, quando gran parte della coscienza si spegne nelle ore di sonno?
L'unica differenza che vedo tra il dormire (o l'essere in coma, o l'essere un insieme di informazioni statiche in un modello organico crioconservato) e il non esistere, e` che la prima condizione e` recuperabile, la seconda no.-
Re: Invertito invecchiamento nei topiScritto daNon Autenticatoil 2017-05-08 01:13:28.0 alle 2017-05-08 01:13:28.0Scritto da: altg
> > Ah no, così non funziona. Il resuscitato sarai tu solo se a essere ripristinato è il tuo cervello, almeno. Altrimenti sarà una copia con la tua mente ma quel che succederà non sarà che tu riapri gli occhi, chiedi che ora è e ti spiegano che siamo nell'anno diecimila e rotti.
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> Perche`? che differenza ci sarebbe tra lo svegliarsi in un emulatore quando l'originale organico e` andato distrutto, e lo svegliarsi tra una sera e una mattina, quando gran parte della coscienza si spegne nelle ore di sonno?
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> L'unica differenza che vedo tra il dormire (o l'essere in coma, o l'essere un insieme di informazioni statiche in un modello organico crioconservato) e il non esistere, e` che la prima condizione e` recuperabile, la seconda no.
La coscienza si spegne - e si spegne eccome: lo fa durante la sedazione profonda, o dopo una botta alla testa - ma la coscienza non è l'individuo, solo una funzione della sua mente. L'individualità (che tempo fa avevo chiamato anima per la corrispondenza del concetto) a quanto pare risiede nella continuazione dell'individuo, la continuità del funzionamento ininterrotto della mente nel corpo.
Due corpi le cui aree cerebrali che coinvolgono la coscienza siano comunicanti sarebbero lo stesso essere pensante.
Se a un essere pensante sostituisci ogni suo organo con una macchina, e infine ogni neurone con un dispositivo artificiale che ne emula le funzioni, ad ogni passo la sua individualità si mantiene - se ti sostituiscono un neurone tu continui a vivere, snetire, vedere, percepire come te stesso, sei sempre tu - alla fine hai lo stesso essere pensante trasferito in una automa.
Se con una macchina duplicatrice - che tecnicamente non è ancora possibile realizzare ma in linea di principio è realizzabile, basta scandire la posizione x di ogni molecola e mettere una molecola uguale nella posizione x + d - crei una copia di un essere pensante, entrambi hanno lo stesso software e la stessa memoria e per un attimo hanno la stessa mente, ma non sono lo stesso individuo, perché non vi è continuità tra l'originale e la copia, né comunicazione. In questo caso continuità e comunicazione hanno effetti che si sovrappongono.
Così come una copia nello spazio non sei tu, non lo è nemmeno una copia nel tempo se viene a mancare la continuità. Noi non siamo mai lo stesso corpo, direbbe Eraclito, e neppure la stessa mente, ma finché sussiste una continuità restiamo lo stesso essere. Se la continuità si interrompe quello che nasce è un altro essere con una mente uguale alla nostra.
Resterebbe da capire per quanto tempo ci si può spegnere senza che la continuità si interrompa, se esista un massimo. Ad esempio fermando in qualche modo il funzionamento del cervello, un minuto o mille anni dovrebbe essere lo stesso, il cervello che riprende a funzionare è lo stesso individuo? Cioè l'individuo che si spegne è lo stesso che si riaccende?
Questi esperimenti ideali per ora non sono effettuabili, ma mi pare intuitivo che debba funzionare così.-
Re: Invertito invecchiamento nei topiScritto daaltgutente che non utieneil 2017-05-08 05:56:03.0 alle 2017-05-08 05:56:03.0Trollate totali: 11540> La coscienza si spegne - e si spegne eccome: lo fa durante la sedazione profonda, o dopo una botta alla testa - ma la coscienza non è l'individuo, solo una funzione della sua mente. L'individualità (che tempo fa avevo chiamato anima per la corrispondenza del concetto) a quanto pare risiede nella continuazione dell'individuo, la continuità del funzionamento ininterrotto della mente nel corpo.
Come sarebbe a dire, "a quanto pare"?
Secondo me la continuita` e` una percezione, non una proprieta` fisica.
> Due corpi le cui aree cerebrali che coinvolgono la coscienza siano comunicanti sarebbero lo stesso essere pensante.
Eh boh. Sarebbero un essere che si percepisce come unico, immagino. Ma la vedo dura ottenere una cosa del genere: nel mio panorama, uso i dati estrapolati dalla struttura del cervello cosi` come sono, senza chiedermi esattamente come funzioni o quali siano le aree deputate alla coscienza (tra l'altro, si sa che gli anestetici funzionano smorzando i segnali tra aree distanti del cervello, quindi la coscienza probabilmente e` qualcosa che e` "diffuso" nel cervello quando i segnali sono liberi di propagarsi su qualsiasi distanza, e non ha aree dedicate: sarebbe un fenomeno emergente). Pero` insomma che c'entra? QUI STIAMO DIVAGANDO!
> Se a un essere pensante sostituisci ogni suo organo con una macchina, e infine ogni neurone con un dispositivo artificiale che ne emula le funzioni, ad ogni passo la sua individualità si mantiene - se ti sostituiscono un neurone tu continui a vivere, snetire, vedere, percepire come te stesso, sei sempre tu - alla fine hai lo stesso essere pensante trasferito in una automa.
Umm... si`. Ma che differenza ci sarebbe tra sostituire cellula per cellula, e sostituire una versione "inattiva" (quella crioconservata) con una digitale (di nuovo animata dal programma di simulazione fisico-chimica del WBE) dopo aver fatto a fettine sottili sottili il cervello originale?
Una fettina per volta o un neurone per volta, che ti cambia? Se si potesse scandire tutto insieme, si potrebbe anche digitalizzare tutto insieme senza fare a fettine nulla, pero` e` molto improbabile, forse impossibile per via del famoso principio d'indeterminazione: per ottenere una risoluzione sufficiente, cioe` altissima, attraverso un oggetto tridimensionale cosi` massiccio, devi usare delle radiazioni "sondanti" talmente potenti che distruggono il resto dei tessuti mentre lavorano. Anche farlo a fettine lo distrugge, per carita`, ma comunque l'originale non sarebbe considerato riparabile: esiste solo per fare da modello, e la sua disintegrazione procede in modo ordinato, lasciando intatti i dati ricavabili dalle sezioni trasversali.
> Se con una macchina duplicatrice - che tecnicamente non è ancora possibile realizzare ma in linea di principio è realizzabile, basta scandire la posizione x di ogni molecola e mettere una molecola uguale nella posizione x + d - crei una copia di un essere pensante, entrambi hanno lo stesso software e la stessa memoria e per un attimo hanno la stessa mente, ma non sono lo stesso individuo, perché non vi è continuità tra l'originale e la copia, né comunicazione. In questo caso continuità e comunicazione hanno effetti che si sovrappongono.
Non e` un fatto di continuita`, e` proprio il fatto di duplicare la persona: se ne metti in funzione due copie, divergono subito e devono essere considerate persone diverse, con annessi e connessi diritti all'esistenza.
> Così come una copia nello spazio non sei tu, non lo è nemmeno una copia nel tempo se viene a mancare la continuità. Noi non siamo mai lo stesso corpo, direbbe Eraclito, e neppure la stessa mente, ma finché sussiste una continuità restiamo lo stesso essere. Se la continuità si interrompe quello che nasce è un altro essere con una mente uguale alla nostra.
Macche`. Che differenza ci sarebbe mai tra una copia che si spegne a un dato momento, viene duplicata e distrutta nel frattempo, e un'altra che prende vita? La nuova copia "attivata" e` uguale alla precedente, in tutto e per tutto. In effetti, di per se` non percepirebbe alcuna discontinuita`: una copia spenta istantaneamente, duplicata, distrutta nella sua istanza originale, e rimessa in funzione come nuova copia, per quel che ne sa passa istantaneamente dal momento in cui viene disattivata la copia precedente al momento in cui viene attivata quella nuova.
> Resterebbe da capire per quanto tempo ci si può spegnere senza che la continuità si interrompa, se esista un massimo. Ad esempio fermando in qualche modo il funzionamento del cervello, un minuto o mille anni dovrebbe essere lo stesso, il cervello che riprende a funzionare è lo stesso individuo? Cioè l'individuo che si spegne è lo stesso che si riaccende?
Non esiste nessun massimo o minimo perche` la continuita` non e` necessaria a fornire la sensazione d'individualita`. Se svieni per 10 secondi, per te quei 10 secondi non esistono ma non e` che non ti senti piu` te stesso, quando riprendi conoscenza.
> Questi esperimenti ideali per ora non sono effettuabili, ma mi pare intuitivo che debba funzionare così.
A me no, a me pare che l'individualita` non sia una proprieta` fisica irriproducibile dell'originale. L'individualita` e` il fatto che tu sei tu in questo momento, e di te ce n'e` uno solo. E la continuita` e` meramente una sensazione, garantita a tutte le copie comunque.
**Modificato dall'autore il 08.05.2017 05:56**
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Re: Invertito invecchiamento nei topiScritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2017-05-07 22:46:42.0 alle 2017-05-07 22:46:42.0Trollate totali: 14239Scritto da: altg
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> Forse sarebbe marginalmente piu` sicuro, e molti lo fanno, ma spendi di piu`, occupi piu` spazio nei depositi, ed e` molto improbabile che la tecnologia arrivi a preferire una strada difficilissima come il riparare un organismo degenerato dalla senescenza (e dalla vetrificazione in primo luogo). E` piu` probabile, secondo me, che si arrivi a preferire il microsezionamento del cervello conservato, seguito dalla scansione (digitale) ad altissima risoluzione dell'architettura fisica e chimica al momento della morte, e poi al riavvio dell'insieme una volta riprodotto in un simulatore, realizzando in pratica un'intelligenza artificiale equivalente alla persona originale. Il concetto chiave e` riuscire a immaginare una persona non tanto come un corpo o anche, nello specifico, un cervello, ma come un insieme di dati, di informazioni. In quest'ottica, si muore definitivamente quando avviene la morte dell'informazione, cioe` l'informazione che ti costituiva (la struttura fisica e chimica del cervello) va perduta per decomposizione o danneggiamento fisico. Finche` si conserva l'informazione, non si e` veramente morti in quanto si e` teoricamente "riproducibili".
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> Gli annessi e connessi filosofici del resuscitare una persona in un whole-brain-emulator (WBE) si possono considerare sofisticati o semplici, a seconda dei gusti. Per me sono semplificabilissimi: a patto che esista una sola copia funzionante della tua mente a un dato momento, quella copia e` TE in tutto e per tutto. Non e` distinguibile in alcun modo certo dal te stesso organico.
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> Il progetto Blue Brain aveva polimerizzato, sezionato, scannerizzato e digitalizzato, e poi riprodotto in un emulatore, una intera colonna neurale della corteccia cerebrale di un topo. Lo studio e` molto promettente: si tratta "solo" di perfezionare la tecnologia di scansione, la memoria disponibile in un involucro relativamente piccolo (tanto da trovare posto in un cranio umano, meno lo spazio per il tronco encefalico, gli annessi e connessi), e la velocita` di emulazione. Pero` la via e` diretta: la tecnologia in nuce esiste gia`, va solo resa migliore.
Ma se fosse possibile fare più copie di una persona, cosa ne impedirebbe l'eliminazione?I pedoni possono muoversi solo in avanti.-
Re: Invertito invecchiamento nei topiScritto daaltgutente che non utieneil 2017-05-07 22:52:47.0 alle 2017-05-07 22:52:47.0Trollate totali: 11540> Ma se fosse possibile fare più copie di una persona, cosa ne impedirebbe l'eliminazione?
Nulla impedisce di farne e di distruggerne, pero` distruggerle equivale a un omicidio, a quel punto. Direi che per legge dovrebbe esserci una sola copia in vita, piu` varie di back-up aggiornate periodicamente, se si vuole stare sicuri. Se fai piu` copie, essenzialmente generi cloni mentali di te stesso che si differenziano subito in persone diverse, anche se con una stessa base composta di personalita` ed esperienze. Avendo tutte tutto il diritto di essere vive quanto le altre, non si possono piu` eliminare senza commettere omicidio, per cui semplicemente non va fatto. Si deve conservare l'immagine digitalizzata, l'insieme di informazioni, e magari se ne possono fare piu` copie per sicurezza, ma MAI metterne in emulazione piu` di una per volta.
**Modificato dall'autore il 07.05.2017 22:53**-
Re: Invertito invecchiamento nei topiScritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2017-05-08 02:02:43.0 alle 2017-05-08 02:02:43.0Trollate totali: 14239Scritto da: altg
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> Nulla impedisce di farne e di distruggerne, pero` distruggerle equivale a un omicidio, a quel punto. Direi che per legge dovrebbe esserci una sola copia in vita, piu` varie di back-up aggiornate periodicamente, se si vuole stare sicuri. Se fai piu` copie, essenzialmente generi cloni mentali di te stesso che si differenziano subito in persone diverse, anche se con una stessa base composta di personalita` ed esperienze. Avendo tutte tutto il diritto di essere vive quanto le altre, non si possono piu` eliminare senza commettere omicidio, per cui semplicemente non va fatto. Si deve conservare l'immagine digitalizzata, l'insieme di informazioni, e magari se ne possono fare piu` copie per sicurezza, ma MAI metterne in emulazione piu` di una per volta.
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> **Modificato dall'autore il 07.05.2017 22:53**
No aspetta, applicando la metafora per esteso il backup è qualcosa di statico. Una serie di dati memorizzati per il futuro, e tenuti fermi.
Se duplichi una persona non è viva, se la fai interagire diventa viva. Se poi la sua personalità cambia è come creare un fork.
Ma se a un certo punto decidessi di bloccarla (avendone le possibilità tecnologiche) non la staresti uccidendo. Anche se comunque sarebbe un torto di livello disumano secondo i nostri attuali standard etici.
Possibile che si evolvano nel futuro.
I pedoni possono muoversi solo in avanti.-
Re: Invertito invecchiamento nei topiScritto daaltgutente che non utieneil 2017-05-08 05:20:41.0 alle 2017-05-08 05:20:41.0Trollate totali: 11540> No aspetta, applicando la metafora per esteso il backup è qualcosa di statico. Una serie di dati memorizzati per il futuro, e tenuti fermi.
Certo, e questi sono i dati nella loro forma "passiva". Equivalenti al cervello crioconservato: rappresenta i suoi dati in un formato codificato da proprieta` fisiche e chimiche come l'interconnessione e la conduttivita` delle sinapsi, i vari tipi di neuroni, i neurotrasmettitori lasciati in ogni vescicola al momento della morte biologica, e altri fattori tra cui alcuni che potrebbero non essere ancora noti. Tutto sta ad estrarre questi dati e digitalizzarli, al che ne ottieni una rappresentazione numerica che puo` essere elaborata da una macchina di Turing.
Quando metti in funzione il WBE caricando i dati di quella persona, il WBE ricostruisce nella sua memoria di lavoro una versione virtuale del cervello originale, e conoscendo le leggi chimiche e fisiche che determinano il generarsi di potenziali d'azione (i segnali elettrici fra i neuroni), il loro propagarsi, il metabolismo dei neuroni simulati, e cosi` via, "anima" la versione ricostruita, che viene interfacciata al mondo esterno tramite un connettore con un numero enorme di linee che si riallacciano alle fibre nervose dell'organismo ospite.
Questo e` quel che e` stato fatto con una singola colonna della corteccia del topo: e` stata scansionata, sono stati ricostruiti i percorsi delle sinapsi, la tipologia dei neuroni, la "portata" e l'eccitabilita` dei dendriti. Un processo del genere naturalmente non e` pensabile farlo "a mano", partendo dalle singole microsezioni ("fettine" del cervello originale), ma puo` essere di certo automatizzato, un po' come Google Earth estrapola il profilo degli edifici di una citta` a partire dai dati ipsometrici del satellite e da foto aeree. Poi nel simulatore sono stati eccitati neuroni che erano stati eccitati anche nella corteccia originale, e verificarono che gia` quei dati bastavano a ottenere risposte, in termini di propagazione dei segnali, simili a quelle di quella parte della corteccia originaria. Certo e` che questo non significa che se la stessa cosa la fai con l'intero cervello, tu ottenga un topo perfettamente funzionante, e che a maggior ragione sia trasferibile cosi` com'e` a un cervello umano molto piu` sofisticato. Ma io sarei ottimista: si parte dalle cose semplici. Anche cosi` gli servi` un supercomputer per simulare quel frammento, ma anche li` vabbe', e` questione di migliorare la potenza di calcolo, cosa che facciamo ormai da decenni e probabilmente continueremo a fare.
L'organismo ospite verrebbe ingegnerizzato perche` nasca senza sviluppare la corteccia cerebrale (il che e` anche abbastanza concepibile: gia` ai nostri tempi, si sa parecchio sui geni che ne permettono lo straordinario sviluppo nella nostra specie), ma con un tronco encefalico (lo chiamo cosi` per semplificare, ma nel quale concetto includo anche le relative strutture limitrofe) che fa da tramite col resto del corpo, una volta che ne siano mappate le numerosissime vie nervose. Al complicatissimo "connettore" del WBE si dovrebbero collegare tutti i fasci nervosi presenti: ottici, sensoriali, motori volontari e involontari, olfattivi, uditivi, propriocettivi...
> Se duplichi una persona non è viva, se la fai interagire diventa viva. Se poi la sua personalità cambia è come creare un fork.
Non e` tanto il fatto che interagisca (con chi? con l'ambiente o in particolare con persone? puo` essere viva anche se e` in solitudine), ma il fatto che i dati vengano animati dal simulatore (dal WBE). Direi che l'analogia piu` diretta e` quella con un file eseguibile: il programma "e` vivo" quando viene eseguito dal microprocessore. Ne possono altresi` esistere forme "non vive", copie su una chiavetta USB che non ha un processore o l'energia per eseguirlo.
La mia condizione per rendere confortevole (legalmente, eticamente, ontologicamente, e in molti altri sensi) un tale panorama si traduce nella necessita` di consentire a una sola istanza del "programma-persona" di essere "eseguito". Se si infrange questa regola (che penso dovrebbe essere legge, in un mondo dove una cosa del genere diventa possibile), non e` che finisca il mondo: e` possibile mettere in esecuzione piu` copie della stessa persona nello stesso momento, in organismi diversi, ma cacchio, a quel punto hai uno spreco di risorse e una situazione imbarazzante per la persona che si ritrova duplicata.
> Ma se a un certo punto decidessi di bloccarla (avendone le possibilità tecnologiche) non la staresti uccidendo. Anche se comunque sarebbe un torto di livello disumano secondo i nostri attuali standard etici.
> Possibile che si evolvano nel futuro.
Appunto: dovranno!
Se si arrivera` a una tecnologia del genere, dovra` essere affiancata da una legislazione appropriata. Se si permette a piu` copie di una stessa persona di esistere nello stesso momento, poi dobbiamo tenerci tutte le copie (come Riker in quell'episodio dove il teletrasporto lo sdoppio`, lasciando una sua copia sulla superficie di una colonia in evacuazione) e farci i conti, oppure macchiarci di omicidio se vogliamo eliminare le copie in piu` DOPO l'attivazione del loro WBE.
Nell'episodio, si risolve tutto sacrificando il secondo Riker in qualche incidente che opportunamente lo ammazza, mi pare in una scena eroica che piace anche di piu`, quando bisogna che qualucno muoia. Hehe. Un po' come quando qualcuno in un film scopre Atlantide e sei certo che alla fine del film sara` tutto di nuovo distrutto o perduto.
Ma la realta` non avrebbe opportuni "plot twists" del genere: se metti in funzione due o piu` gemelli mentali, poi te li devi mantenere tutti, e non penso che ciascuno di loro sarebbe neanche molto contento di sentirsi identico a qualcun'altro, anche se da quel momento in poi tenderebbero certamente a "forkare", a sviluppare differenze tra loro in base a esperienze piccole e grandi (anche solo guardare una stessa stanza da un punto di vista diverso e` un'incongruenza tra le esperienze).
**Modificato dall'autore il 08.05.2017 05:22**
**Modificato dall'autore il 08.05.2017 05:24**
**Modificato dall'autore il 08.05.2017 05:30**
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