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Questo me lo devo rileggere_______________Scritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2017-06-13 23:06:41.0 alle 2017-06-13 23:06:41.0Trollate totali: 14239I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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Re: Questo me lo devo rileggere_______________Scritto daNon Autenticatoil 2017-06-13 23:08:53.0 alle 2017-06-13 23:08:53.0Scritto da: avvelenato
> https://qz.com/987109/the-purpose-of-life-is-to-be...
Col tuo ego ingombrante la vedo dura.-
Re: Questo me lo devo rileggere_______________Scritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2017-06-14 02:36:43.0 alle 2017-06-14 02:36:43.0Trollate totali: 14239Scritto da:
> Scritto da: avvelenato
> > https://qz.com/987109/the-purpose-of-life-is-to-be...
>
> Col tuo ego ingombrante la vedo dura.
Ho tanto spazio nel mio bucio di cuxo.I pedoni possono muoversi solo in avanti.-
Re: Questo me lo devo rileggere_______________Scritto daNon Autenticatoil 2017-06-14 15:31:44.0 alle 2017-06-14 15:31:44.0Scritto da: avvelenato
> Scritto da:
> > Scritto da: avvelenato
> > > https://qz.com/987109/the-purpose-of-life-is-to-be...
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> > Col tuo ego ingombrante la vedo dura.
>
> Ho tanto spazio nel mio bucio di cuxo.
Te lo assicuro, senza di quello anche fare il barbone sarebbe qualcosa di gioioso.-
Re: Questo me lo devo rileggere_______________Scritto daNon Autenticatoil 2017-06-14 16:33:07.0 alle 2017-06-14 16:33:07.0Scritto da:
> Scritto da: avvelenato
> > Scritto da:
> > > Scritto da: avvelenato
> > > > https://qz.com/987109/the-purpose-of-life-is-to-be...
> > >
> > > Col tuo ego ingombrante la vedo dura.
> >
> > Ho tanto spazio nel mio bucio di cuxo.
>
> Te lo assicuro, senza di quello anche fare il barbone sarebbe qualcosa di gioioso.
Senza buco del culo?
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Re: Questo me lo devo rileggere_______________Scritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2017-06-14 17:11:55.0 alle 2017-06-14 17:11:55.0Trollate totali: 14239Scritto da:
>
> Te lo assicuro, senza di quello anche fare il barbone sarebbe qualcosa di gioioso.
Se vuoi una risposta seria ti dico che "dipende". Certamente l'eccesso d'ego è qualcosa di nocivo, ma l'ambire a pseudofilosofie ascetiche di stampo orientale sovente è più una via di fuga che maschera con un finto abbandono dell'ego il desiderio di rafforzarlo.I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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Re: Questo me lo devo rileggere_______________Scritto daNon Autenticatoil 2017-06-13 23:25:02.0 alle 2017-06-13 23:25:02.0Scritto da: avvelenato
> https://qz.com/987109/the-purpose-of-life-is-to-be...
io penso di vivere così
dopotutto anche Buddha nel discorso di Benares affermava che l'ego non esiste è solo un'illusione
perchè dedicarsi a coltivare qualcosa che non esiste?-
Re: Questo me lo devo rileggere_______________Scritto daNon Autenticatoil 2017-06-13 23:33:01.0 alle 2017-06-13 23:33:01.0Scritto da:
> Scritto da: avvelenato
> > https://qz.com/987109/the-purpose-of-life-is-to-be...
>
> io penso di vivere così
>
> dopotutto anche Buddha nel discorso di Benares
Certo che per le sciocchezze sei una spugna
> affermava che l'ego non esiste è solo un'illusione
>
> perchè dedicarsi a coltivare qualcosa che non esiste?
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Re: Questo me lo devo rileggere_______________Scritto daNon Autenticatoil 2017-06-13 23:48:15.0 alle 2017-06-13 23:48:15.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da: avvelenato
> > > https://qz.com/987109/the-purpose-of-life-is-to-be...
> >
> > io penso di vivere così
> >
> > dopotutto anche Buddha nel discorso di Benares
>
> Certo che per le sciocchezze sei una spugna
eheh
è questa cultura generalista da talk show che a voi manca

>
> > affermava che l'ego non esiste è solo un'illusione
> >
> > perchè dedicarsi a coltivare qualcosa che non esiste?
>
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Re: Questo me lo devo rileggere_______________Scritto daNon Autenticatoil 2017-06-13 23:55:38.0 alle 2017-06-13 23:55:38.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da: avvelenato
> > > > https://qz.com/987109/the-purpose-of-life-is-to-be...
> > >
> > > io penso di vivere così
> > >
> > > dopotutto anche Buddha nel discorso di Benares
> >
> > Certo che per le sciocchezze sei una spugna
>
> eheh
>
> è questa cultura generalista da talk show che a voi manca

Religioni, elucubrazioni e filosofie citrulle, mai logica, scienza e conoscenze obiettive
> > > affermava che l'ego non esiste è solo un'illusione
> > >
> > > perchè dedicarsi a coltivare qualcosa che non esiste?
> >
>
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Re: Questo me lo devo rileggere_______________Scritto daNon Autenticatoil 2017-06-13 23:57:30.0 alle 2017-06-13 23:57:30.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da:
> > > > Scritto da: avvelenato
> > > > > https://qz.com/987109/the-purpose-of-life-is-to-be...
> > > >
> > > > io penso di vivere così
> > > >
> > > > dopotutto anche Buddha nel discorso di Benares
> > >
> > > Certo che per le sciocchezze sei una spugna
> >
> > eheh
> >
> > è questa cultura generalista da talk show che a voi manca

>
> Religioni, elucubrazioni e filosofie citrulle, mai logica, scienza e conoscenze obiettive
eh si sono attratto da quello
>
> > > > affermava che l'ego non esiste è solo un'illusione
> > > >
> > > > perchè dedicarsi a coltivare qualcosa che non esiste?
> > >
> >
>
Perché questi due estremi sono entrambi ignobili, volgari, vani, infimi, volgari? Lo scopo principale di uno che sia entrato nella corrente, che abbia abbandonato le sensualità gratificanti del mondo o le concezioni mortificanti dell’austerità estrema è liberarsi dalle «corruzioni» rappresentate dal desiderio ardente e dalla rabbia. Questo obiettivo non può essere raggiunto indulgendo nei due estremi del piacere mondano e della mortificazione poiché essi, invece che eliminare, promuovono l’accumulo di desiderio ardente e rabbia. Dilettarsi negli oggetti dei sensi, apprezzandoli, è giudicata pratica volgare in quanto questi piaceri conducono alla formazione delle basi del desiderio, tenaci e lussuriose, e promuovono la concezione di un’ ego, gratificandolo e conferendogli estrema importanza. L’ego si crede separato dal mondo, dotato di esistenza reale e questa separatezza fa sorgere pensieri di avarizia, di gelosia, di invidia, di rabbia, di ardente desiderio. Il successo e l'abbondanza di cui questo ego può godere, lo fanno divenire spudorato e privo di scrupoli, aggressivo ed imprudente e fanno sorgere in esso un falso senso di benessere e prosperità e l’errata convinzione che le proprie azioni non abbiano alcun effetto. Questi sono i risultati del deliziarsi e provare godimento nei piaceri sensuali ed è per questo che questi piaceri sono considerati bassi e volgari. Anche il dedicarsi alla mortificazione di se stessi è una pratica estrema che deve essere evitata. Prima della suprema verità raggiunta da Buddha, la mortificazione di sé, la rigida vita ascetica, il dormire sulla nuda terra, cibarsi di radici, rinunciare ad ogni minima comodità della vita materiale era considerata una pratica nobile e sacra seguita da molti. I cinque asceti ai quali il Tathagata predicherà il suo primo Sermone erano tra questi. Tuttavia il Buddha dice chiaramente che tutti coloro che sono entrati nella corrente devono evitare queste pratiche. Le sue parole si rendono necessarie non solo perché la mortificazione di sé era universalmente considerata uno dei mezzi per raggiungere la più alta conoscenza ma anche perché se, ad esempio, i cinque asceti avessero persistito in quella loro visione errata, essa avrebbe impedito loro di comprendere la dottrina del Nobile Ottuplice Sentiero. La mortificazione di sé non costituisce quindi il vero interesse di colui che ricerca che consiste, invece, nel cercare ardentemente la via che conduce all’affrancamento da vecchiaia, malattia, morte raggiungendo la liberazione da ogni forma di sofferenza. Il solo modo per sfuggire a ciò è attraverso lo sviluppo della moralità (sila), della concentrazione mentale (samadhi) e della visione profonda (pañña). Solo sila, samadhi e pañña devono essere ricercati, nel vero ed esclusivo interesse della propria salvezza, e le pratiche estreme di godimento di piaceri sensuali o di mortificazione di sé, non essendo pratiche che promuovono sila, samadhi e pañña, sono quindi da evitarsi.
http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cac...
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Re: Questo me lo devo rileggere_______________Scritto daNon Autenticatoil 2017-06-14 00:18:56.0 alle 2017-06-14 00:18:56.0Scritto da:
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> > > > > io penso di vivere così
> > > > >
> > > > > dopotutto anche Buddha nel discorso di Benares
> > > >
> > > > Certo che per le sciocchezze sei una spugna
> > >
> > > eheh
> > >
> > > è questa cultura generalista da talk show che a voi manca

> >
> > Religioni, elucubrazioni e filosofie citrulle, mai logica, scienza e conoscenze obiettive
>
> eh si sono attratto da quello
Sei attratto da quel che Popper chiamava il fumoso e il falsamente profondo, in una parola dall'inconcludente. Alle stesse domande diverse correnti di pensiero hanno risposto in modi diversi, spesso una risposta definitiva non esiste ma a te sembra interessare più che altro di evitarla. Insomma: ti interessano i discorsi da bar e da talk show in cui poter dare aria alla bocca perché gli astanti ne sanno ancor meno e fai la figura di quello che ha studiato, mentre di fronte a un esperto per far bella figura occorre aver studiato davvero.
> > > > > affermava che l'ego non esiste è solo un'illusione
> > > > >
> > > > > perchè dedicarsi a coltivare qualcosa che non esiste?
> > > >
> > >
> >
>
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> Perché questi due estremi sono entrambi ignobili, volgari, vani, infimi, volgari? Lo scopo principale di uno che sia entrato nella corrente, che abbia abbandonato le sensualità gratificanti del mondo o le concezioni mortificanti dell’austerità estrema è liberarsi dalle «corruzioni» rappresentate dal desiderio ardente e dalla rabbia. Questo obiettivo non può essere raggiunto indulgendo nei due estremi del piacere mondano e della mortificazione poiché essi, invece che eliminare, promuovono l’accumulo di desiderio ardente e rabbia. Dilettarsi negli oggetti dei sensi, apprezzandoli, è giudicata pratica volgare in quanto questi piaceri conducono alla formazione delle basi del desiderio, tenaci e lussuriose, e promuovono la concezione di un’ ego, gratificandolo e conferendogli estrema importanza. L’ego si crede separato dal mondo, dotato di esistenza reale e questa separatezza fa sorgere pensieri di avarizia, di gelosia, di invidia, di rabbia, di ardente desiderio. Il successo e l'abbondanza di cui questo ego può godere, lo fanno divenire spudorato e privo di scrupoli, aggressivo ed imprudente e fanno sorgere in esso un falso senso di benessere e prosperità e l’errata convinzione che le proprie azioni non abbiano alcun effetto. Questi sono i risultati del deliziarsi e provare godimento nei piaceri sensuali ed è per questo che questi piaceri sono considerati bassi e volgari. Anche il dedicarsi alla mortificazione di se stessi è una pratica estrema che deve essere evitata. Prima della suprema verità raggiunta da Buddha, la mortificazione di sé, la rigida vita ascetica, il dormire sulla nuda terra, cibarsi di radici, rinunciare ad ogni minima comodità della vita materiale era considerata una pratica nobile e sacra seguita da molti. I cinque asceti ai quali il Tathagata predicherà il suo primo Sermone erano tra questi. Tuttavia il Buddha dice chiaramente che tutti coloro che sono entrati nella corrente devono evitare queste pratiche. Le sue parole si rendono necessarie non solo perché la mortificazione di sé era universalmente considerata uno dei mezzi per raggiungere la più alta conoscenza ma anche perché se, ad esempio, i cinque asceti avessero persistito in quella loro visione errata, essa avrebbe impedito loro di comprendere la dottrina del Nobile Ottuplice Sentiero. La mortificazione di sé non costituisce quindi il vero interesse di colui che ricerca che consiste, invece, nel cercare ardentemente la via che conduce all’affrancamento da vecchiaia, malattia, morte raggiungendo la liberazione da ogni forma di sofferenza. Il solo modo per sfuggire a ciò è attraverso lo sviluppo della moralità (sila), della concentrazione mentale (samadhi) e della visione profonda (pañña). Solo sila, samadhi e pañña devono essere ricercati, nel vero ed esclusivo interesse della propria salvezza, e le pratiche estreme di godimento di piaceri sensuali o di mortificazione di sé, non essendo pratiche che promuovono sila, samadhi e pañña, sono quindi da evitarsi.
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Re: Questo me lo devo rileggere_______________Scritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2017-06-14 02:39:20.0 alle 2017-06-14 02:39:20.0Trollate totali: 14239Scritto da:
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> > > > > io penso di vivere così
> > > > >
> > > > > dopotutto anche Buddha nel discorso di Benares
> > > >
> > > > Certo che per le sciocchezze sei una spugna
> > >
> > > eheh
> > >
> > > è questa cultura generalista da talk show che a voi manca

> >
> > Religioni, elucubrazioni e filosofie citrulle, mai logica, scienza e conoscenze obiettive
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> eh si sono attratto da quello
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> > > > > affermava che l'ego non esiste è solo un'illusione
> > > > >
> > > > > perchè dedicarsi a coltivare qualcosa che non esiste?
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> Perché questi due estremi sono entrambi ignobili, volgari, vani, infimi, volgari? Lo scopo principale di uno che sia entrato nella corrente, che abbia abbandonato le sensualità gratificanti del mondo o le concezioni mortificanti dell’austerità estrema è liberarsi dalle «corruzioni» rappresentate dal desiderio ardente e dalla rabbia. Questo obiettivo non può essere raggiunto indulgendo nei due estremi del piacere mondano e della mortificazione poiché essi, invece che eliminare, promuovono l’accumulo di desiderio ardente e rabbia. Dilettarsi negli oggetti dei sensi, apprezzandoli, è giudicata pratica volgare in quanto questi piaceri conducono alla formazione delle basi del desiderio, tenaci e lussuriose, e promuovono la concezione di un’ ego, gratificandolo e conferendogli estrema importanza. L’ego si crede separato dal mondo, dotato di esistenza reale e questa separatezza fa sorgere pensieri di avarizia, di gelosia, di invidia, di rabbia, di ardente desiderio. Il successo e l'abbondanza di cui questo ego può godere, lo fanno divenire spudorato e privo di scrupoli, aggressivo ed imprudente e fanno sorgere in esso un falso senso di benessere e prosperità e l’errata convinzione che le proprie azioni non abbiano alcun effetto. Questi sono i risultati del deliziarsi e provare godimento nei piaceri sensuali ed è per questo che questi piaceri sono considerati bassi e volgari. Anche il dedicarsi alla mortificazione di se stessi è una pratica estrema che deve essere evitata. Prima della suprema verità raggiunta da Buddha, la mortificazione di sé, la rigida vita ascetica, il dormire sulla nuda terra, cibarsi di radici, rinunciare ad ogni minima comodità della vita materiale era considerata una pratica nobile e sacra seguita da molti. I cinque asceti ai quali il Tathagata predicherà il suo primo Sermone erano tra questi. Tuttavia il Buddha dice chiaramente che tutti coloro che sono entrati nella corrente devono evitare queste pratiche. Le sue parole si rendono necessarie non solo perché la mortificazione di sé era universalmente considerata uno dei mezzi per raggiungere la più alta conoscenza ma anche perché se, ad esempio, i cinque asceti avessero persistito in quella loro visione errata, essa avrebbe impedito loro di comprendere la dottrina del Nobile Ottuplice Sentiero. La mortificazione di sé non costituisce quindi il vero interesse di colui che ricerca che consiste, invece, nel cercare ardentemente la via che conduce all’affrancamento da vecchiaia, malattia, morte raggiungendo la liberazione da ogni forma di sofferenza. Il solo modo per sfuggire a ciò è attraverso lo sviluppo della moralità (sila), della concentrazione mentale (samadhi) e della visione profonda (pañña). Solo sila, samadhi e pañña devono essere ricercati, nel vero ed esclusivo interesse della propria salvezza, e le pratiche estreme di godimento di piaceri sensuali o di mortificazione di sé, non essendo pratiche che promuovono sila, samadhi e pañña, sono quindi da evitarsi.
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Sì ma sai produrre qualcosa?
I pedoni possono muoversi solo in avanti.-
Re: Questo me lo devo rileggere_______________Scritto daNon Autenticatoil 2017-06-14 11:38:32.0 alle 2017-06-14 11:38:32.0Scritto da: avvelenato
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> > > > > > dopotutto anche Buddha nel discorso di Benares
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> > > > > Certo che per le sciocchezze sei una spugna
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> > > > è questa cultura generalista da talk show che a voi manca

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> > > Religioni, elucubrazioni e filosofie citrulle, mai logica, scienza e conoscenze obiettive
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> > eh si sono attratto da quello
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> > > > > > affermava che l'ego non esiste è solo un'illusione
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> > > > > > perchè dedicarsi a coltivare qualcosa che non esiste?
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> > Perché questi due estremi sono entrambi ignobili, volgari, vani, infimi, volgari? Lo scopo principale di uno che sia entrato nella corrente, che abbia abbandonato le sensualità gratificanti del mondo o le concezioni mortificanti dell’austerità estrema è liberarsi dalle «corruzioni» rappresentate dal desiderio ardente e dalla rabbia. Questo obiettivo non può essere raggiunto indulgendo nei due estremi del piacere mondano e della mortificazione poiché essi, invece che eliminare, promuovono l’accumulo di desiderio ardente e rabbia. Dilettarsi negli oggetti dei sensi, apprezzandoli, è giudicata pratica volgare in quanto questi piaceri conducono alla formazione delle basi del desiderio, tenaci e lussuriose, e promuovono la concezione di un’ ego, gratificandolo e conferendogli estrema importanza. L’ego si crede separato dal mondo, dotato di esistenza reale e questa separatezza fa sorgere pensieri di avarizia, di gelosia, di invidia, di rabbia, di ardente desiderio. Il successo e l'abbondanza di cui questo ego può godere, lo fanno divenire spudorato e privo di scrupoli, aggressivo ed imprudente e fanno sorgere in esso un falso senso di benessere e prosperità e l’errata convinzione che le proprie azioni non abbiano alcun effetto. Questi sono i risultati del deliziarsi e provare godimento nei piaceri sensuali ed è per questo che questi piaceri sono considerati bassi e volgari. Anche il dedicarsi alla mortificazione di se stessi è una pratica estrema che deve essere evitata. Prima della suprema verità raggiunta da Buddha, la mortificazione di sé, la rigida vita ascetica, il dormire sulla nuda terra, cibarsi di radici, rinunciare ad ogni minima comodità della vita materiale era considerata una pratica nobile e sacra seguita da molti. I cinque asceti ai quali il Tathagata predicherà il suo primo Sermone erano tra questi. Tuttavia il Buddha dice chiaramente che tutti coloro che sono entrati nella corrente devono evitare queste pratiche. Le sue parole si rendono necessarie non solo perché la mortificazione di sé era universalmente considerata uno dei mezzi per raggiungere la più alta conoscenza ma anche perché se, ad esempio, i cinque asceti avessero persistito in quella loro visione errata, essa avrebbe impedito loro di comprendere la dottrina del Nobile Ottuplice Sentiero. La mortificazione di sé non costituisce quindi il vero interesse di colui che ricerca che consiste, invece, nel cercare ardentemente la via che conduce all’affrancamento da vecchiaia, malattia, morte raggiungendo la liberazione da ogni forma di sofferenza. Il solo modo per sfuggire a ciò è attraverso lo sviluppo della moralità (sila), della concentrazione mentale (samadhi) e della visione profonda (pañña). Solo sila, samadhi e pañña devono essere ricercati, nel vero ed esclusivo interesse della propria salvezza, e le pratiche estreme di godimento di piaceri sensuali o di mortificazione di sé, non essendo pratiche che promuovono sila, samadhi e pañña, sono quindi da evitarsi.
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>
>
> Sì ma sai produrre qualcosa?
Tzé, produrre è volgare. Il Budda non ha mai prodotto nulla, viveva di elemosine.-
Re: Questo me lo devo rileggere_______________Scritto daNon Autenticatoil 2017-06-14 15:32:43.0 alle 2017-06-14 15:32:43.0Scritto da:
> Scritto da: avvelenato
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> > > > > > > io penso di vivere così
> > > > > > >
> > > > > > > dopotutto anche Buddha nel discorso di Benares
> > > > > >
> > > > > > Certo che per le sciocchezze sei una spugna
> > > > >
> > > > > eheh
> > > > >
> > > > > è questa cultura generalista da talk show che a voi manca

> > > >
> > > > Religioni, elucubrazioni e filosofie citrulle, mai logica, scienza e conoscenze obiettive
> > >
> > > eh si sono attratto da quello
> > >
> > >
> > > >
> > > > > > > affermava che l'ego non esiste è solo un'illusione
> > > > > > >
> > > > > > > perchè dedicarsi a coltivare qualcosa che non esiste?
> > > > > >
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> > > Perché questi due estremi sono entrambi ignobili, volgari, vani, infimi, volgari? Lo scopo principale di uno che sia entrato nella corrente, che abbia abbandonato le sensualità gratificanti del mondo o le concezioni mortificanti dell’austerità estrema è liberarsi dalle «corruzioni» rappresentate dal desiderio ardente e dalla rabbia. Questo obiettivo non può essere raggiunto indulgendo nei due estremi del piacere mondano e della mortificazione poiché essi, invece che eliminare, promuovono l’accumulo di desiderio ardente e rabbia. Dilettarsi negli oggetti dei sensi, apprezzandoli, è giudicata pratica volgare in quanto questi piaceri conducono alla formazione delle basi del desiderio, tenaci e lussuriose, e promuovono la concezione di un’ ego, gratificandolo e conferendogli estrema importanza. L’ego si crede separato dal mondo, dotato di esistenza reale e questa separatezza fa sorgere pensieri di avarizia, di gelosia, di invidia, di rabbia, di ardente desiderio. Il successo e l'abbondanza di cui questo ego può godere, lo fanno divenire spudorato e privo di scrupoli, aggressivo ed imprudente e fanno sorgere in esso un falso senso di benessere e prosperità e l’errata convinzione che le proprie azioni non abbiano alcun effetto. Questi sono i risultati del deliziarsi e provare godimento nei piaceri sensuali ed è per questo che questi piaceri sono considerati bassi e volgari. Anche il dedicarsi alla mortificazione di se stessi è una pratica estrema che deve essere evitata. Prima della suprema verità raggiunta da Buddha, la mortificazione di sé, la rigida vita ascetica, il dormire sulla nuda terra, cibarsi di radici, rinunciare ad ogni minima comodità della vita materiale era considerata una pratica nobile e sacra seguita da molti. I cinque asceti ai quali il Tathagata predicherà il suo primo Sermone erano tra questi. Tuttavia il Buddha dice chiaramente che tutti coloro che sono entrati nella corrente devono evitare queste pratiche. Le sue parole si rendono necessarie non solo perché la mortificazione di sé era universalmente considerata uno dei mezzi per raggiungere la più alta conoscenza ma anche perché se, ad esempio, i cinque asceti avessero persistito in quella loro visione errata, essa avrebbe impedito loro di comprendere la dottrina del Nobile Ottuplice Sentiero. La mortificazione di sé non costituisce quindi il vero interesse di colui che ricerca che consiste, invece, nel cercare ardentemente la via che conduce all’affrancamento da vecchiaia, malattia, morte raggiungendo la liberazione da ogni forma di sofferenza. Il solo modo per sfuggire a ciò è attraverso lo sviluppo della moralità (sila), della concentrazione mentale (samadhi) e della visione profonda (pañña). Solo sila, samadhi e pañña devono essere ricercati, nel vero ed esclusivo interesse della propria salvezza, e le pratiche estreme di godimento di piaceri sensuali o di mortificazione di sé, non essendo pratiche che promuovono sila, samadhi e pañña, sono quindi da evitarsi.
> > > http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cac...
> >
> >
> > Sì ma sai produrre qualcosa?
>
> Tzé, produrre è volgare. Il Budda non ha mai prodotto nulla, viveva di elemosine.
Gesù era più avanti e maometto un fallito (almeno da vivo).
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Re: Questo me lo devo rileggere_______________Scritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2017-06-14 16:29:00.0 alle 2017-06-14 16:29:00.0Trollate totali: 14239Scritto da:
> Scritto da: avvelenato
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> > > > > > > Scritto da: avvelenato
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> > > > > > >
> > > > > > > io penso di vivere così
> > > > > > >
> > > > > > > dopotutto anche Buddha nel discorso di Benares
> > > > > >
> > > > > > Certo che per le sciocchezze sei una spugna
> > > > >
> > > > > eheh
> > > > >
> > > > > è questa cultura generalista da talk show che a voi manca

> > > >
> > > > Religioni, elucubrazioni e filosofie citrulle, mai logica, scienza e conoscenze obiettive
> > >
> > > eh si sono attratto da quello
> > >
> > >
> > > >
> > > > > > > affermava che l'ego non esiste è solo un'illusione
> > > > > > >
> > > > > > > perchè dedicarsi a coltivare qualcosa che non esiste?
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> > > Perché questi due estremi sono entrambi ignobili, volgari, vani, infimi, volgari? Lo scopo principale di uno che sia entrato nella corrente, che abbia abbandonato le sensualità gratificanti del mondo o le concezioni mortificanti dell’austerità estrema è liberarsi dalle «corruzioni» rappresentate dal desiderio ardente e dalla rabbia. Questo obiettivo non può essere raggiunto indulgendo nei due estremi del piacere mondano e della mortificazione poiché essi, invece che eliminare, promuovono l’accumulo di desiderio ardente e rabbia. Dilettarsi negli oggetti dei sensi, apprezzandoli, è giudicata pratica volgare in quanto questi piaceri conducono alla formazione delle basi del desiderio, tenaci e lussuriose, e promuovono la concezione di un’ ego, gratificandolo e conferendogli estrema importanza. L’ego si crede separato dal mondo, dotato di esistenza reale e questa separatezza fa sorgere pensieri di avarizia, di gelosia, di invidia, di rabbia, di ardente desiderio. Il successo e l'abbondanza di cui questo ego può godere, lo fanno divenire spudorato e privo di scrupoli, aggressivo ed imprudente e fanno sorgere in esso un falso senso di benessere e prosperità e l’errata convinzione che le proprie azioni non abbiano alcun effetto. Questi sono i risultati del deliziarsi e provare godimento nei piaceri sensuali ed è per questo che questi piaceri sono considerati bassi e volgari. Anche il dedicarsi alla mortificazione di se stessi è una pratica estrema che deve essere evitata. Prima della suprema verità raggiunta da Buddha, la mortificazione di sé, la rigida vita ascetica, il dormire sulla nuda terra, cibarsi di radici, rinunciare ad ogni minima comodità della vita materiale era considerata una pratica nobile e sacra seguita da molti. I cinque asceti ai quali il Tathagata predicherà il suo primo Sermone erano tra questi. Tuttavia il Buddha dice chiaramente che tutti coloro che sono entrati nella corrente devono evitare queste pratiche. Le sue parole si rendono necessarie non solo perché la mortificazione di sé era universalmente considerata uno dei mezzi per raggiungere la più alta conoscenza ma anche perché se, ad esempio, i cinque asceti avessero persistito in quella loro visione errata, essa avrebbe impedito loro di comprendere la dottrina del Nobile Ottuplice Sentiero. La mortificazione di sé non costituisce quindi il vero interesse di colui che ricerca che consiste, invece, nel cercare ardentemente la via che conduce all’affrancamento da vecchiaia, malattia, morte raggiungendo la liberazione da ogni forma di sofferenza. Il solo modo per sfuggire a ciò è attraverso lo sviluppo della moralità (sila), della concentrazione mentale (samadhi) e della visione profonda (pañña). Solo sila, samadhi e pañña devono essere ricercati, nel vero ed esclusivo interesse della propria salvezza, e le pratiche estreme di godimento di piaceri sensuali o di mortificazione di sé, non essendo pratiche che promuovono sila, samadhi e pañña, sono quindi da evitarsi.
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> > Sì ma sai produrre qualcosa?
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> Tzé, produrre è volgare. Il Budda non ha mai prodotto nulla, viveva di elemosine.
Sì ma poteva contare su sua moglie Buddana.I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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