-
l'uomo che viaggio nel tempocazzo quanto e' bravo,
ripetizioni del ritornello durante la storia
e prese il volo
e vide il vuoto
e' l'uomo solo
che sfida cronos
e qual'e' il modo
(e qual'e' il nodo)
e qual'e'il logos
tu pe-nsa ancora, tu pe-nsa ancora
cambia significato durante lo svolgersi della storia raccontata. la storia e' un po hg wells un po' racconto breve alla clarke, il rovescio che crea nel verso finale e' qualcosa di sublime.
cristo questo e' un genio della narrazione.
[Verse 1: Murubutu]
Guardando le dita muoversi, compose nuovi codici
Il moto degli occhi riflesso nel vetro spesso dei cronografi
Gli ultimi ritocchi alla capsula di vetro
Dentro la sua macchina del tempo
La nuova scienza degli studi storici
L’avvio delle turbine alzò una nube di fogli sparsi e libri
Generò un tunnel di vortici, effigi di antichi miti
Lui deriso dalla accademie, dal loro viavài di dottorastri
Ora divelleva le teorie sul tempo di Einstein e tanti altri
Dopo le teorie sulle cronosfere, stringhe e quanti
Dimensioni parallele, buchi neri e ingerenze di altri campi
La sua teoria andava oltre ogni corpo, ogni wormhole
Quelle che per altri erano congetture, teorie pattume o solo calcoli
Sul contatore di ere ed ore le 9.00 del 4 Gennaio
Il primo viaggio sul vettore in quarzo, rame e acciaio
Scomparve in un attimo e poi fermo con il cuore in mano
Quello che vide sfidò ogni limes plausibile all'intelletto umano
[Verse 2: Il Tenente]
Giudicato come ciarlatano, visionario, mago
Umiliato dai più, dequalificato dallo stato di scienziato
Lo aveva urlato chiaro davanti ai dotti senza paura
Avrebbe portato ai loro occhi prove forti di una civiltà futura
Ore insonni avevano portato consigli nella notte buia
Aveva riempito plichi, sviluppato una nuova curvatura
Un nuovo modo per guardare al tempo, somma diretta
Saetta sull'onda, colonna non più retta
Come procedura azionò l’elica, la mente affetta dall'idea perfetta
Pronta a spostarsi sull'onda elettromagnetica
Ne aveva saldato ogni componente con perizia ascetica
E individuato il propellente in un reagente di acqua fredda
Viaggiava col tempo nel pugno, sfidava l’oblio
Verso il 31° secolo senza permesso di Dio
Un rumore acuto riempì gli spazi in fila dopo l’avvio
In tre istanti sparì dall'anno 2000 come in un balenio
[Hook: Murubutu]
Prese il volo, vide il vuoto, l’uomo solo sfida Cronos
Qual è il modo? E qual è il nodo?
Tu pensa ancora, tu pensa ancora…
Prese il volo, vide il vuoto, l’uomo solo sfida Cronos
Qual è il modo? E qual è il logos?
Tu pensa ancora, tu pensa ancora…
[Verse 3: Muraca]
Quando l’orizzonte si fece nitido aprì gli occhi incredulo
La pressione dell’acqua degli abissi premeva sopra il vetro tremulo
Ora, se tutto il processo aveva avuto un seguito era passato un secolo
Ma quello che vide fu un mondo sommerso in uno scenario epico
Resti di strade, case, chiese, ruderi di grattacieli
Sommersi dalle acque, attraversati da branchi di pesci
Montagne o colline trasformate in dorsali sottomarine
Cimiteri di ossa umane incastrate nelle barriere coralline
Nessuna traccia umana sulla piana dei continenti subacquei
Solo ombre di squali bianchi, calamari, lotte fra granchi giganti
Nel buio luce poca, solo ombre fra i tanti esseri acquatici
Solo qualche luce fioca proveniva dalla bocca di certi cetacei
Solo allora puntando i fari capì che avvenne a terre e mari
I secondi s’erano ingoiati le prime come nell'Olocene
Dopo lo scioglimento dei vari ghiacci polari
Gli uomini sopravvissuti si erano adattati a vivere dentro alle balene
[Verse 4: U.G.O.]
Avevano squame e scaglie sparse sulla superficie del corpo
Alcuni avevano arti come chele, altri tentacoli simili al polpo
Denti come rasoi, irti d’aculei, carapaci impenetrabili
Alcuni mutavano colore, altri emettevano lampi ed archi voltaici
Sottomessi i mansueti cetacei, muovevano guerra ai vicini
Nuotavano in ranghi stretti, branchi immensi negli abissi infiniti
Uno di questi in un punto lo vide e scoccò un dardo in corallo
Che viaggiò rapido, conficcandosi nel quarzo dello scafo incrinandolo
L’acqua inondò l’abitacolo, il braccio spinse la leva inclinandola al massimo
In un lampo si ritrovò sano e salvo nel laboratorio sotterraneo
Si presentò al cospetto degli scettici completamente fradicio
Mostrando a riprova del viaggio lo strano strale in materiale organico
Osservarono increduli il manufatto, il volto sconvolto dello scienziato pazzo
Il corpo madido, lo sguardo torbido come in seguito ad un attacco di panico
Esausto, a chi chiese come fosse il futuro, rispose solenne:
"Il futuro non è per niente diverso dal nostro presente!"
[Hook: Murubutu]
Prese il volo, vide il vuoto, l’uomo solo sfida Cronos
Qual è il modo? E qual è il nodo?
Tu pensa ancora, tu pensa ancora…
Prese il volo, vide il vuoto, l’uomo solo sfida Cronos
Qual è il modo? E qual è il logos?
Tu pensa ancora, tu pensa ancora…
Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!-
Re: l'uomo che viaggio nel tempoScritto daNon Autenticatoil 2017-07-18 15:10:30.0 alle 2017-07-18 15:10:30.0Scritto da: dada216
> cazzo quanto e' bravo,
>
> ripetizioni del ritornello durante la storia
>
>
> e prese il volo
> e vide il vuoto
> e' l'uomo solo
> che sfida cronos
> e qual'e' il modo
> (e qual'e' il nodo)
> e qual'e'il logos
>
> tu pe-nsa ancora, tu pe-nsa ancora
>
>
> cambia significato durante lo svolgersi della storia raccontata. la storia e' un po hg wells un po' racconto breve alla clarke, il rovescio che crea nel verso finale e' qualcosa di sublime.
> cristo questo e' un genio della narrazione.
>
>
>
>
> [Verse 1: Murubutu]
> Guardando le dita muoversi, compose nuovi codici
> Il moto degli occhi riflesso nel vetro spesso dei cronografi
> Gli ultimi ritocchi alla capsula di vetro
> Dentro la sua macchina del tempo
> La nuova scienza degli studi storici
> L’avvio delle turbine alzò una nube di fogli sparsi e libri
> Generò un tunnel di vortici, effigi di antichi miti
> Lui deriso dalla accademie, dal loro viavài di dottorastri
> Ora divelleva le teorie sul tempo di Einstein e tanti altri
> Dopo le teorie sulle cronosfere, stringhe e quanti
> Dimensioni parallele, buchi neri e ingerenze di altri campi
> La sua teoria andava oltre ogni corpo, ogni wormhole
> Quelle che per altri erano congetture, teorie pattume o solo calcoli
> Sul contatore di ere ed ore le 9.00 del 4 Gennaio
> Il primo viaggio sul vettore in quarzo, rame e acciaio
> Scomparve in un attimo e poi fermo con il cuore in mano
> Quello che vide sfidò ogni limes plausibile all'intelletto umano
>
> [Verse 2: Il Tenente]
> Giudicato come ciarlatano, visionario, mago
> Umiliato dai più, dequalificato dallo stato di scienziato
> Lo aveva urlato chiaro davanti ai dotti senza paura
> Avrebbe portato ai loro occhi prove forti di una civiltà futura
> Ore insonni avevano portato consigli nella notte buia
> Aveva riempito plichi, sviluppato una nuova curvatura
> Un nuovo modo per guardare al tempo, somma diretta
> Saetta sull'onda, colonna non più retta
> Come procedura azionò l’elica, la mente affetta dall'idea perfetta
> Pronta a spostarsi sull'onda elettromagnetica
> Ne aveva saldato ogni componente con perizia ascetica
> E individuato il propellente in un reagente di acqua fredda
> Viaggiava col tempo nel pugno, sfidava l’oblio
> Verso il 31° secolo senza permesso di Dio
> Un rumore acuto riempì gli spazi in fila dopo l’avvio
> In tre istanti sparì dall'anno 2000 come in un balenio
>
> [Hook: Murubutu]
> Prese il volo, vide il vuoto, l’uomo solo sfida Cronos
> Qual è il modo? E qual è il nodo?
> Tu pensa ancora, tu pensa ancora…
> Prese il volo, vide il vuoto, l’uomo solo sfida Cronos
> Qual è il modo? E qual è il logos?
> Tu pensa ancora, tu pensa ancora…
>
> [Verse 3: Muraca]
> Quando l’orizzonte si fece nitido aprì gli occhi incredulo
> La pressione dell’acqua degli abissi premeva sopra il vetro tremulo
> Ora, se tutto il processo aveva avuto un seguito era passato un secolo
> Ma quello che vide fu un mondo sommerso in uno scenario epico
> Resti di strade, case, chiese, ruderi di grattacieli
> Sommersi dalle acque, attraversati da branchi di pesci
> Montagne o colline trasformate in dorsali sottomarine
> Cimiteri di ossa umane incastrate nelle barriere coralline
> Nessuna traccia umana sulla piana dei continenti subacquei
> Solo ombre di squali bianchi, calamari, lotte fra granchi giganti
> Nel buio luce poca, solo ombre fra i tanti esseri acquatici
> Solo qualche luce fioca proveniva dalla bocca di certi cetacei
> Solo allora puntando i fari capì che avvenne a terre e mari
> I secondi s’erano ingoiati le prime come nell'Olocene
> Dopo lo scioglimento dei vari ghiacci polari
> Gli uomini sopravvissuti si erano adattati a vivere dentro alle balene
>
> [Verse 4: U.G.O.]
> Avevano squame e scaglie sparse sulla superficie del corpo
> Alcuni avevano arti come chele, altri tentacoli simili al polpo
> Denti come rasoi, irti d’aculei, carapaci impenetrabili
> Alcuni mutavano colore, altri emettevano lampi ed archi voltaici
> Sottomessi i mansueti cetacei, muovevano guerra ai vicini
> Nuotavano in ranghi stretti, branchi immensi negli abissi infiniti
> Uno di questi in un punto lo vide e scoccò un dardo in corallo
> Che viaggiò rapido, conficcandosi nel quarzo dello scafo incrinandolo
> L’acqua inondò l’abitacolo, il braccio spinse la leva inclinandola al massimo
> In un lampo si ritrovò sano e salvo nel laboratorio sotterraneo
> Si presentò al cospetto degli scettici completamente fradicio
> Mostrando a riprova del viaggio lo strano strale in materiale organico
> Osservarono increduli il manufatto, il volto sconvolto dello scienziato pazzo
> Il corpo madido, lo sguardo torbido come in seguito ad un attacco di panico
> Esausto, a chi chiese come fosse il futuro, rispose solenne:
> "Il futuro non è per niente diverso dal nostro presente!"
>
> [Hook: Murubutu]
> Prese il volo, vide il vuoto, l’uomo solo sfida Cronos
> Qual è il modo? E qual è il nodo?
> Tu pensa ancora, tu pensa ancora…
> Prese il volo, vide il vuoto, l’uomo solo sfida Cronos
> Qual è il modo? E qual è il logos?
> Tu pensa ancora, tu pensa ancora…
>
I testi delle canzoni sembrano altissima poesia mentre sono cantati, ma scritti non fanno lo stesso effetto. Ad esempio questi li trovo poeticamente impacciati.-
Re: l'uomo che viaggio nel tempoScritto daNon Autenticatoil 2017-07-18 17:17:02.0 alle 2017-07-18 17:17:02.0Scritto da:
> Scritto da: dada216
> > cazzo quanto e' bravo,
> >
> > ripetizioni del ritornello durante la storia
> >
> >
> > e prese il volo
> > e vide il vuoto
> > e' l'uomo solo
> > che sfida cronos
> > e qual'e' il modo
> > (e qual'e' il nodo)
> > e qual'e'il logos
> >
> > tu pe-nsa ancora, tu pe-nsa ancora
> >
> >
> > cambia significato durante lo svolgersi della storia raccontata. la storia e' un po hg wells un po' racconto breve alla clarke, il rovescio che crea nel verso finale e' qualcosa di sublime.
> > cristo questo e' un genio della narrazione.
> >
> >
> >
> >
> > [Verse 1: Murubutu]
> > Guardando le dita muoversi, compose nuovi codici
> > Il moto degli occhi riflesso nel vetro spesso dei cronografi
> > Gli ultimi ritocchi alla capsula di vetro
> > Dentro la sua macchina del tempo
> > La nuova scienza degli studi storici
> > L’avvio delle turbine alzò una nube di fogli sparsi e libri
> > Generò un tunnel di vortici, effigi di antichi miti
> > Lui deriso dalla accademie, dal loro viavài di dottorastri
> > Ora divelleva le teorie sul tempo di Einstein e tanti altri
> > Dopo le teorie sulle cronosfere, stringhe e quanti
> > Dimensioni parallele, buchi neri e ingerenze di altri campi
> > La sua teoria andava oltre ogni corpo, ogni wormhole
> > Quelle che per altri erano congetture, teorie pattume o solo calcoli
> > Sul contatore di ere ed ore le 9.00 del 4 Gennaio
> > Il primo viaggio sul vettore in quarzo, rame e acciaio
> > Scomparve in un attimo e poi fermo con il cuore in mano
> > Quello che vide sfidò ogni limes plausibile all'intelletto umano
> >
> > [Verse 2: Il Tenente]
> > Giudicato come ciarlatano, visionario, mago
> > Umiliato dai più, dequalificato dallo stato di scienziato
> > Lo aveva urlato chiaro davanti ai dotti senza paura
> > Avrebbe portato ai loro occhi prove forti di una civiltà futura
> > Ore insonni avevano portato consigli nella notte buia
> > Aveva riempito plichi, sviluppato una nuova curvatura
> > Un nuovo modo per guardare al tempo, somma diretta
> > Saetta sull'onda, colonna non più retta
> > Come procedura azionò l’elica, la mente affetta dall'idea perfetta
> > Pronta a spostarsi sull'onda elettromagnetica
> > Ne aveva saldato ogni componente con perizia ascetica
> > E individuato il propellente in un reagente di acqua fredda
> > Viaggiava col tempo nel pugno, sfidava l’oblio
> > Verso il 31° secolo senza permesso di Dio
> > Un rumore acuto riempì gli spazi in fila dopo l’avvio
> > In tre istanti sparì dall'anno 2000 come in un balenio
> >
> > [Hook: Murubutu]
> > Prese il volo, vide il vuoto, l’uomo solo sfida Cronos
> > Qual è il modo? E qual è il nodo?
> > Tu pensa ancora, tu pensa ancora…
> > Prese il volo, vide il vuoto, l’uomo solo sfida Cronos
> > Qual è il modo? E qual è il logos?
> > Tu pensa ancora, tu pensa ancora…
> >
> > [Verse 3: Muraca]
> > Quando l’orizzonte si fece nitido aprì gli occhi incredulo
> > La pressione dell’acqua degli abissi premeva sopra il vetro tremulo
> > Ora, se tutto il processo aveva avuto un seguito era passato un secolo
> > Ma quello che vide fu un mondo sommerso in uno scenario epico
> > Resti di strade, case, chiese, ruderi di grattacieli
> > Sommersi dalle acque, attraversati da branchi di pesci
> > Montagne o colline trasformate in dorsali sottomarine
> > Cimiteri di ossa umane incastrate nelle barriere coralline
> > Nessuna traccia umana sulla piana dei continenti subacquei
> > Solo ombre di squali bianchi, calamari, lotte fra granchi giganti
> > Nel buio luce poca, solo ombre fra i tanti esseri acquatici
> > Solo qualche luce fioca proveniva dalla bocca di certi cetacei
> > Solo allora puntando i fari capì che avvenne a terre e mari
> > I secondi s’erano ingoiati le prime come nell'Olocene
> > Dopo lo scioglimento dei vari ghiacci polari
> > Gli uomini sopravvissuti si erano adattati a vivere dentro alle balene
> >
> > [Verse 4: U.G.O.]
> > Avevano squame e scaglie sparse sulla superficie del corpo
> > Alcuni avevano arti come chele, altri tentacoli simili al polpo
> > Denti come rasoi, irti d’aculei, carapaci impenetrabili
> > Alcuni mutavano colore, altri emettevano lampi ed archi voltaici
> > Sottomessi i mansueti cetacei, muovevano guerra ai vicini
> > Nuotavano in ranghi stretti, branchi immensi negli abissi infiniti
> > Uno di questi in un punto lo vide e scoccò un dardo in corallo
> > Che viaggiò rapido, conficcandosi nel quarzo dello scafo incrinandolo
> > L’acqua inondò l’abitacolo, il braccio spinse la leva inclinandola al massimo
> > In un lampo si ritrovò sano e salvo nel laboratorio sotterraneo
> > Si presentò al cospetto degli scettici completamente fradicio
> > Mostrando a riprova del viaggio lo strano strale in materiale organico
> > Osservarono increduli il manufatto, il volto sconvolto dello scienziato pazzo
> > Il corpo madido, lo sguardo torbido come in seguito ad un attacco di panico
> > Esausto, a chi chiese come fosse il futuro, rispose solenne:
> > "Il futuro non è per niente diverso dal nostro presente!"
> >
> > [Hook: Murubutu]
> > Prese il volo, vide il vuoto, l’uomo solo sfida Cronos
> > Qual è il modo? E qual è il nodo?
> > Tu pensa ancora, tu pensa ancora…
> > Prese il volo, vide il vuoto, l’uomo solo sfida Cronos
> > Qual è il modo? E qual è il logos?
> > Tu pensa ancora, tu pensa ancora…
> >
>
> I testi delle canzoni sembrano altissima poesia mentre sono cantati, ma scritti non fanno lo stesso effetto. Ad esempio questi li trovo poeticamente impacciati.
Tipico commento di un morto di seghe lobotomizzato dalle litanie di branduardi.-
Re: l'uomo che viaggio nel tempoScritto daNon Autenticatoil 2017-07-18 18:24:00.0 alle 2017-07-18 18:24:00.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da: dada216
> > > cazzo quanto e' bravo,
> > >
> > > ripetizioni del ritornello durante la storia
> > >
> > >
> > > e prese il volo
> > > e vide il vuoto
> > > e' l'uomo solo
> > > che sfida cronos
> > > e qual'e' il modo
> > > (e qual'e' il nodo)
> > > e qual'e'il logos
> > >
> > > tu pe-nsa ancora, tu pe-nsa ancora
> > >
> > >
> > > cambia significato durante lo svolgersi della storia raccontata. la storia e' un po hg wells un po' racconto breve alla clarke, il rovescio che crea nel verso finale e' qualcosa di sublime.
> > > cristo questo e' un genio della narrazione.
> > >
> > >
> > >
> > >
> > > [Verse 1: Murubutu]
> > > Guardando le dita muoversi, compose nuovi codici
> > > Il moto degli occhi riflesso nel vetro spesso dei cronografi
> > > Gli ultimi ritocchi alla capsula di vetro
> > > Dentro la sua macchina del tempo
> > > La nuova scienza degli studi storici
> > > L’avvio delle turbine alzò una nube di fogli sparsi e libri
> > > Generò un tunnel di vortici, effigi di antichi miti
> > > Lui deriso dalla accademie, dal loro viavài di dottorastri
> > > Ora divelleva le teorie sul tempo di Einstein e tanti altri
> > > Dopo le teorie sulle cronosfere, stringhe e quanti
> > > Dimensioni parallele, buchi neri e ingerenze di altri campi
> > > La sua teoria andava oltre ogni corpo, ogni wormhole
> > > Quelle che per altri erano congetture, teorie pattume o solo calcoli
> > > Sul contatore di ere ed ore le 9.00 del 4 Gennaio
> > > Il primo viaggio sul vettore in quarzo, rame e acciaio
> > > Scomparve in un attimo e poi fermo con il cuore in mano
> > > Quello che vide sfidò ogni limes plausibile all'intelletto umano
> > >
> > > [Verse 2: Il Tenente]
> > > Giudicato come ciarlatano, visionario, mago
> > > Umiliato dai più, dequalificato dallo stato di scienziato
> > > Lo aveva urlato chiaro davanti ai dotti senza paura
> > > Avrebbe portato ai loro occhi prove forti di una civiltà futura
> > > Ore insonni avevano portato consigli nella notte buia
> > > Aveva riempito plichi, sviluppato una nuova curvatura
> > > Un nuovo modo per guardare al tempo, somma diretta
> > > Saetta sull'onda, colonna non più retta
> > > Come procedura azionò l’elica, la mente affetta dall'idea perfetta
> > > Pronta a spostarsi sull'onda elettromagnetica
> > > Ne aveva saldato ogni componente con perizia ascetica
> > > E individuato il propellente in un reagente di acqua fredda
> > > Viaggiava col tempo nel pugno, sfidava l’oblio
> > > Verso il 31° secolo senza permesso di Dio
> > > Un rumore acuto riempì gli spazi in fila dopo l’avvio
> > > In tre istanti sparì dall'anno 2000 come in un balenio
> > >
> > > [Hook: Murubutu]
> > > Prese il volo, vide il vuoto, l’uomo solo sfida Cronos
> > > Qual è il modo? E qual è il nodo?
> > > Tu pensa ancora, tu pensa ancora…
> > > Prese il volo, vide il vuoto, l’uomo solo sfida Cronos
> > > Qual è il modo? E qual è il logos?
> > > Tu pensa ancora, tu pensa ancora…
> > >
> > > [Verse 3: Muraca]
> > > Quando l’orizzonte si fece nitido aprì gli occhi incredulo
> > > La pressione dell’acqua degli abissi premeva sopra il vetro tremulo
> > > Ora, se tutto il processo aveva avuto un seguito era passato un secolo
> > > Ma quello che vide fu un mondo sommerso in uno scenario epico
> > > Resti di strade, case, chiese, ruderi di grattacieli
> > > Sommersi dalle acque, attraversati da branchi di pesci
> > > Montagne o colline trasformate in dorsali sottomarine
> > > Cimiteri di ossa umane incastrate nelle barriere coralline
> > > Nessuna traccia umana sulla piana dei continenti subacquei
> > > Solo ombre di squali bianchi, calamari, lotte fra granchi giganti
> > > Nel buio luce poca, solo ombre fra i tanti esseri acquatici
> > > Solo qualche luce fioca proveniva dalla bocca di certi cetacei
> > > Solo allora puntando i fari capì che avvenne a terre e mari
> > > I secondi s’erano ingoiati le prime come nell'Olocene
> > > Dopo lo scioglimento dei vari ghiacci polari
> > > Gli uomini sopravvissuti si erano adattati a vivere dentro alle balene
> > >
> > > [Verse 4: U.G.O.]
> > > Avevano squame e scaglie sparse sulla superficie del corpo
> > > Alcuni avevano arti come chele, altri tentacoli simili al polpo
> > > Denti come rasoi, irti d’aculei, carapaci impenetrabili
> > > Alcuni mutavano colore, altri emettevano lampi ed archi voltaici
> > > Sottomessi i mansueti cetacei, muovevano guerra ai vicini
> > > Nuotavano in ranghi stretti, branchi immensi negli abissi infiniti
> > > Uno di questi in un punto lo vide e scoccò un dardo in corallo
> > > Che viaggiò rapido, conficcandosi nel quarzo dello scafo incrinandolo
> > > L’acqua inondò l’abitacolo, il braccio spinse la leva inclinandola al massimo
> > > In un lampo si ritrovò sano e salvo nel laboratorio sotterraneo
> > > Si presentò al cospetto degli scettici completamente fradicio
> > > Mostrando a riprova del viaggio lo strano strale in materiale organico
> > > Osservarono increduli il manufatto, il volto sconvolto dello scienziato pazzo
> > > Il corpo madido, lo sguardo torbido come in seguito ad un attacco di panico
> > > Esausto, a chi chiese come fosse il futuro, rispose solenne:
> > > "Il futuro non è per niente diverso dal nostro presente!"
> > >
> > > [Hook: Murubutu]
> > > Prese il volo, vide il vuoto, l’uomo solo sfida Cronos
> > > Qual è il modo? E qual è il nodo?
> > > Tu pensa ancora, tu pensa ancora…
> > > Prese il volo, vide il vuoto, l’uomo solo sfida Cronos
> > > Qual è il modo? E qual è il logos?
> > > Tu pensa ancora, tu pensa ancora…
> > >
> >
> > I testi delle canzoni sembrano altissima poesia mentre sono cantati, ma scritti non fanno lo stesso effetto. Ad esempio questi li trovo poeticamente impacciati.
>
> Tipico commento di un morto di seghe lobotomizzato dalle litanie di branduardi.
Ora ti tocca mostrare un testo di una canzone che sia letterariamente alla pari con una poesia.-
Re: l'uomo che viaggio nel tempoScritto daNon Autenticatoil 2017-07-18 18:30:43.0 alle 2017-07-18 18:30:43.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da: dada216
> > > > cazzo quanto e' bravo,
> > > >
> > > > ripetizioni del ritornello durante la storia
> > > >
> > > >
> > > > e prese il volo
> > > > e vide il vuoto
> > > > e' l'uomo solo
> > > > che sfida cronos
> > > > e qual'e' il modo
> > > > (e qual'e' il nodo)
> > > > e qual'e'il logos
> > > >
> > > > tu pe-nsa ancora, tu pe-nsa ancora
> > > >
> > > >
> > > > cambia significato durante lo svolgersi della storia raccontata. la storia e' un po hg wells un po' racconto breve alla clarke, il rovescio che crea nel verso finale e' qualcosa di sublime.
> > > > cristo questo e' un genio della narrazione.
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > > [Verse 1: Murubutu]
> > > > Guardando le dita muoversi, compose nuovi codici
> > > > Il moto degli occhi riflesso nel vetro spesso dei cronografi
> > > > Gli ultimi ritocchi alla capsula di vetro
> > > > Dentro la sua macchina del tempo
> > > > La nuova scienza degli studi storici
> > > > L’avvio delle turbine alzò una nube di fogli sparsi e libri
> > > > Generò un tunnel di vortici, effigi di antichi miti
> > > > Lui deriso dalla accademie, dal loro viavài di dottorastri
> > > > Ora divelleva le teorie sul tempo di Einstein e tanti altri
> > > > Dopo le teorie sulle cronosfere, stringhe e quanti
> > > > Dimensioni parallele, buchi neri e ingerenze di altri campi
> > > > La sua teoria andava oltre ogni corpo, ogni wormhole
> > > > Quelle che per altri erano congetture, teorie pattume o solo calcoli
> > > > Sul contatore di ere ed ore le 9.00 del 4 Gennaio
> > > > Il primo viaggio sul vettore in quarzo, rame e acciaio
> > > > Scomparve in un attimo e poi fermo con il cuore in mano
> > > > Quello che vide sfidò ogni limes plausibile all'intelletto umano
> > > >
> > > > [Verse 2: Il Tenente]
> > > > Giudicato come ciarlatano, visionario, mago
> > > > Umiliato dai più, dequalificato dallo stato di scienziato
> > > > Lo aveva urlato chiaro davanti ai dotti senza paura
> > > > Avrebbe portato ai loro occhi prove forti di una civiltà futura
> > > > Ore insonni avevano portato consigli nella notte buia
> > > > Aveva riempito plichi, sviluppato una nuova curvatura
> > > > Un nuovo modo per guardare al tempo, somma diretta
> > > > Saetta sull'onda, colonna non più retta
> > > > Come procedura azionò l’elica, la mente affetta dall'idea perfetta
> > > > Pronta a spostarsi sull'onda elettromagnetica
> > > > Ne aveva saldato ogni componente con perizia ascetica
> > > > E individuato il propellente in un reagente di acqua fredda
> > > > Viaggiava col tempo nel pugno, sfidava l’oblio
> > > > Verso il 31° secolo senza permesso di Dio
> > > > Un rumore acuto riempì gli spazi in fila dopo l’avvio
> > > > In tre istanti sparì dall'anno 2000 come in un balenio
> > > >
> > > > [Hook: Murubutu]
> > > > Prese il volo, vide il vuoto, l’uomo solo sfida Cronos
> > > > Qual è il modo? E qual è il nodo?
> > > > Tu pensa ancora, tu pensa ancora…
> > > > Prese il volo, vide il vuoto, l’uomo solo sfida Cronos
> > > > Qual è il modo? E qual è il logos?
> > > > Tu pensa ancora, tu pensa ancora…
> > > >
> > > > [Verse 3: Muraca]
> > > > Quando l’orizzonte si fece nitido aprì gli occhi incredulo
> > > > La pressione dell’acqua degli abissi premeva sopra il vetro tremulo
> > > > Ora, se tutto il processo aveva avuto un seguito era passato un secolo
> > > > Ma quello che vide fu un mondo sommerso in uno scenario epico
> > > > Resti di strade, case, chiese, ruderi di grattacieli
> > > > Sommersi dalle acque, attraversati da branchi di pesci
> > > > Montagne o colline trasformate in dorsali sottomarine
> > > > Cimiteri di ossa umane incastrate nelle barriere coralline
> > > > Nessuna traccia umana sulla piana dei continenti subacquei
> > > > Solo ombre di squali bianchi, calamari, lotte fra granchi giganti
> > > > Nel buio luce poca, solo ombre fra i tanti esseri acquatici
> > > > Solo qualche luce fioca proveniva dalla bocca di certi cetacei
> > > > Solo allora puntando i fari capì che avvenne a terre e mari
> > > > I secondi s’erano ingoiati le prime come nell'Olocene
> > > > Dopo lo scioglimento dei vari ghiacci polari
> > > > Gli uomini sopravvissuti si erano adattati a vivere dentro alle balene
> > > >
> > > > [Verse 4: U.G.O.]
> > > > Avevano squame e scaglie sparse sulla superficie del corpo
> > > > Alcuni avevano arti come chele, altri tentacoli simili al polpo
> > > > Denti come rasoi, irti d’aculei, carapaci impenetrabili
> > > > Alcuni mutavano colore, altri emettevano lampi ed archi voltaici
> > > > Sottomessi i mansueti cetacei, muovevano guerra ai vicini
> > > > Nuotavano in ranghi stretti, branchi immensi negli abissi infiniti
> > > > Uno di questi in un punto lo vide e scoccò un dardo in corallo
> > > > Che viaggiò rapido, conficcandosi nel quarzo dello scafo incrinandolo
> > > > L’acqua inondò l’abitacolo, il braccio spinse la leva inclinandola al massimo
> > > > In un lampo si ritrovò sano e salvo nel laboratorio sotterraneo
> > > > Si presentò al cospetto degli scettici completamente fradicio
> > > > Mostrando a riprova del viaggio lo strano strale in materiale organico
> > > > Osservarono increduli il manufatto, il volto sconvolto dello scienziato pazzo
> > > > Il corpo madido, lo sguardo torbido come in seguito ad un attacco di panico
> > > > Esausto, a chi chiese come fosse il futuro, rispose solenne:
> > > > "Il futuro non è per niente diverso dal nostro presente!"
> > > >
> > > > [Hook: Murubutu]
> > > > Prese il volo, vide il vuoto, l’uomo solo sfida Cronos
> > > > Qual è il modo? E qual è il nodo?
> > > > Tu pensa ancora, tu pensa ancora…
> > > > Prese il volo, vide il vuoto, l’uomo solo sfida Cronos
> > > > Qual è il modo? E qual è il logos?
> > > > Tu pensa ancora, tu pensa ancora…
> > > >
> > >
> > > I testi delle canzoni sembrano altissima poesia mentre sono cantati, ma scritti non fanno lo stesso effetto. Ad esempio questi li trovo poeticamente impacciati.
> >
> > Tipico commento di un morto di seghe lobotomizzato dalle litanie di branduardi.
>
> Ora ti tocca mostrare un testo di una canzone che sia letterariamente alla pari con una poesia.
Tipica risposta senza senso di chi non distingue cavoli e rape.
-
Re: l'uomo che viaggio nel tempoScritto daNon Autenticatoil 2017-07-18 18:51:07.0 alle 2017-07-18 18:51:07.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da: dada216
> > > > cazzo quanto e' bravo,
> > > >
> > > > ripetizioni del ritornello durante la storia
> > > >
> > > >
> > > > e prese il volo
> > > > e vide il vuoto
> > > > e' l'uomo solo
> > > > che sfida cronos
> > > > e qual'e' il modo
> > > > (e qual'e' il nodo)
> > > > e qual'e'il logos
> > > >
> > > > tu pe-nsa ancora, tu pe-nsa ancora
> > > >
> > > >
> > > > cambia significato durante lo svolgersi della storia raccontata. la storia e' un po hg wells un po' racconto breve alla clarke, il rovescio che crea nel verso finale e' qualcosa di sublime.
> > > > cristo questo e' un genio della narrazione.
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > > [Verse 1: Murubutu]
> > > > Guardando le dita muoversi, compose nuovi codici
> > > > Il moto degli occhi riflesso nel vetro spesso dei cronografi
> > > > Gli ultimi ritocchi alla capsula di vetro
> > > > Dentro la sua macchina del tempo
> > > > La nuova scienza degli studi storici
> > > > L’avvio delle turbine alzò una nube di fogli sparsi e libri
> > > > Generò un tunnel di vortici, effigi di antichi miti
> > > > Lui deriso dalla accademie, dal loro viavài di dottorastri
> > > > Ora divelleva le teorie sul tempo di Einstein e tanti altri
> > > > Dopo le teorie sulle cronosfere, stringhe e quanti
> > > > Dimensioni parallele, buchi neri e ingerenze di altri campi
> > > > La sua teoria andava oltre ogni corpo, ogni wormhole
> > > > Quelle che per altri erano congetture, teorie pattume o solo calcoli
> > > > Sul contatore di ere ed ore le 9.00 del 4 Gennaio
> > > > Il primo viaggio sul vettore in quarzo, rame e acciaio
> > > > Scomparve in un attimo e poi fermo con il cuore in mano
> > > > Quello che vide sfidò ogni limes plausibile all'intelletto umano
> > > >
> > > > [Verse 2: Il Tenente]
> > > > Giudicato come ciarlatano, visionario, mago
> > > > Umiliato dai più, dequalificato dallo stato di scienziato
> > > > Lo aveva urlato chiaro davanti ai dotti senza paura
> > > > Avrebbe portato ai loro occhi prove forti di una civiltà futura
> > > > Ore insonni avevano portato consigli nella notte buia
> > > > Aveva riempito plichi, sviluppato una nuova curvatura
> > > > Un nuovo modo per guardare al tempo, somma diretta
> > > > Saetta sull'onda, colonna non più retta
> > > > Come procedura azionò l’elica, la mente affetta dall'idea perfetta
> > > > Pronta a spostarsi sull'onda elettromagnetica
> > > > Ne aveva saldato ogni componente con perizia ascetica
> > > > E individuato il propellente in un reagente di acqua fredda
> > > > Viaggiava col tempo nel pugno, sfidava l’oblio
> > > > Verso il 31° secolo senza permesso di Dio
> > > > Un rumore acuto riempì gli spazi in fila dopo l’avvio
> > > > In tre istanti sparì dall'anno 2000 come in un balenio
> > > >
> > > > [Hook: Murubutu]
> > > > Prese il volo, vide il vuoto, l’uomo solo sfida Cronos
> > > > Qual è il modo? E qual è il nodo?
> > > > Tu pensa ancora, tu pensa ancora…
> > > > Prese il volo, vide il vuoto, l’uomo solo sfida Cronos
> > > > Qual è il modo? E qual è il logos?
> > > > Tu pensa ancora, tu pensa ancora…
> > > >
> > > > [Verse 3: Muraca]
> > > > Quando l’orizzonte si fece nitido aprì gli occhi incredulo
> > > > La pressione dell’acqua degli abissi premeva sopra il vetro tremulo
> > > > Ora, se tutto il processo aveva avuto un seguito era passato un secolo
> > > > Ma quello che vide fu un mondo sommerso in uno scenario epico
> > > > Resti di strade, case, chiese, ruderi di grattacieli
> > > > Sommersi dalle acque, attraversati da branchi di pesci
> > > > Montagne o colline trasformate in dorsali sottomarine
> > > > Cimiteri di ossa umane incastrate nelle barriere coralline
> > > > Nessuna traccia umana sulla piana dei continenti subacquei
> > > > Solo ombre di squali bianchi, calamari, lotte fra granchi giganti
> > > > Nel buio luce poca, solo ombre fra i tanti esseri acquatici
> > > > Solo qualche luce fioca proveniva dalla bocca di certi cetacei
> > > > Solo allora puntando i fari capì che avvenne a terre e mari
> > > > I secondi s’erano ingoiati le prime come nell'Olocene
> > > > Dopo lo scioglimento dei vari ghiacci polari
> > > > Gli uomini sopravvissuti si erano adattati a vivere dentro alle balene
> > > >
> > > > [Verse 4: U.G.O.]
> > > > Avevano squame e scaglie sparse sulla superficie del corpo
> > > > Alcuni avevano arti come chele, altri tentacoli simili al polpo
> > > > Denti come rasoi, irti d’aculei, carapaci impenetrabili
> > > > Alcuni mutavano colore, altri emettevano lampi ed archi voltaici
> > > > Sottomessi i mansueti cetacei, muovevano guerra ai vicini
> > > > Nuotavano in ranghi stretti, branchi immensi negli abissi infiniti
> > > > Uno di questi in un punto lo vide e scoccò un dardo in corallo
> > > > Che viaggiò rapido, conficcandosi nel quarzo dello scafo incrinandolo
> > > > L’acqua inondò l’abitacolo, il braccio spinse la leva inclinandola al massimo
> > > > In un lampo si ritrovò sano e salvo nel laboratorio sotterraneo
> > > > Si presentò al cospetto degli scettici completamente fradicio
> > > > Mostrando a riprova del viaggio lo strano strale in materiale organico
> > > > Osservarono increduli il manufatto, il volto sconvolto dello scienziato pazzo
> > > > Il corpo madido, lo sguardo torbido come in seguito ad un attacco di panico
> > > > Esausto, a chi chiese come fosse il futuro, rispose solenne:
> > > > "Il futuro non è per niente diverso dal nostro presente!"
> > > >
> > > > [Hook: Murubutu]
> > > > Prese il volo, vide il vuoto, l’uomo solo sfida Cronos
> > > > Qual è il modo? E qual è il nodo?
> > > > Tu pensa ancora, tu pensa ancora…
> > > > Prese il volo, vide il vuoto, l’uomo solo sfida Cronos
> > > > Qual è il modo? E qual è il logos?
> > > > Tu pensa ancora, tu pensa ancora…
> > > >
> > >
> > > I testi delle canzoni sembrano altissima poesia mentre sono cantati, ma scritti non fanno lo stesso effetto. Ad esempio questi li trovo poeticamente impacciati.
> >
> > Tipico commento di un morto di seghe lobotomizzato dalle litanie di branduardi.
>
> Ora ti tocca mostrare un testo di una canzone che sia letterariamente alla pari con una poesia.
Eri fin da piccolo il più brutto del quartiere
ti chiamavi Franco detto anche Frankenstein
io ti prendevo in giro con quel gusto un po' crudele
dei ragazzi che hanno tutto e non gli basta mai.
Rosso di capelli e con i brufoli sul viso
verso i sedici anni eri già due metri e tre
uno spilungone che scopriva col sorriso
l'apparecchio ai denti e un cuore pieno di perché.
Tu mi difendevi roteando come pale
quelle mani enormi che non hai usato mai
per picchiare gli altri per paura di far male
e ora che la vita ti ha fregato e non lo sai...
Come stai
vecchio Frankenstein
in un letto di ospedale troppo piccolo
tutti al bar ti salutano
e tu piangi grande e grosso come sei
Frankenstein
quando guarirai
ti prometto compreremo quella zattera
e col mare la ferita si richiuderà vedrai
e t'insegnerò a nuotare nella vita
Frankenstein
Franco torneremo la domenica allo stadio
poi la sera tardi finiremo in pizzeria
e saranno i sogni come sempre il nostro video
perché abbiamo dentro un sangue di periferia.
Perché abbiamo perso tutti quanti un ragazza
che ha sposato un altro bello e ricco più di noi
e Francesca non ha visto mai la tua bellezza
Franco perché l'anima è invisibile lo sai.
Ci ributteremo come pazzi nello studio
perché l'ignoranza è la peggiore malattia
piccolo anatroccolo più grosso di un armadio
che nascondi un cigno che vorrebbe volar via...
Frankenstein
ora svegliati
non lasciarmi qui da solo come un bischero
Franco dai non arrenderti
dimmi che t'incazzi e questa volta ti difenderai
Frankenstein quando guarirai
verrò a prenderti con due puttane in macchina
e spenderemo in una notte
tutti i soldi miei e tuoi
prenderemo ancora a botte
questa vita
Frankenstein
-
Re: l'uomo che viaggio nel tempoScritto da:
>
> Eri fin da piccolo il più brutto del quartiere
> ti chiamavi Franco detto anche Frankenstein
> io ti prendevo in giro con quel gusto un po' crudele
> dei ragazzi che hanno tutto e non gli basta mai.
>
> Rosso di capelli e con i brufoli sul viso
> verso i sedici anni eri già due metri e tre
> uno spilungone che scopriva col sorriso
> l'apparecchio ai denti e un cuore pieno di perché.
>
> Tu mi difendevi roteando come pale
> quelle mani enormi che non hai usato mai
> per picchiare gli altri per paura di far male
> e ora che la vita ti ha fregato e non lo sai...
>
> Come stai
> vecchio Frankenstein
> in un letto di ospedale troppo piccolo
> tutti al bar ti salutano
> e tu piangi grande e grosso come sei
>
> Frankenstein
> quando guarirai
> ti prometto compreremo quella zattera
> e col mare la ferita si richiuderà vedrai
> e t'insegnerò a nuotare nella vita
> Frankenstein
>
>
> Franco torneremo la domenica allo stadio
> poi la sera tardi finiremo in pizzeria
> e saranno i sogni come sempre il nostro video
> perché abbiamo dentro un sangue di periferia.
>
> Perché abbiamo perso tutti quanti un ragazza
> che ha sposato un altro bello e ricco più di noi
> e Francesca non ha visto mai la tua bellezza
> Franco perché l'anima è invisibile lo sai.
>
> Ci ributteremo come pazzi nello studio
> perché l'ignoranza è la peggiore malattia
> piccolo anatroccolo più grosso di un armadio
> che nascondi un cigno che vorrebbe volar via...
>
>
> Frankenstein
> ora svegliati
> non lasciarmi qui da solo come un bischero
> Franco dai non arrenderti
> dimmi che t'incazzi e questa volta ti difenderai
>
> Frankenstein quando guarirai
> verrò a prenderti con due puttane in macchina
> e spenderemo in una notte
> tutti i soldi miei e tuoi
> prenderemo ancora a botte
> questa vita
> Frankenstein
>
>
>
>
>
>
>
il serio problema che ho con masini e' che lui parla ad un mondo che non mi appartiene, io la gente dei quartieri di periferia italici che saluta frankenstein al bar e poi va allo stadio ed in pizzeria non me li inculo nemmeno di striscio, al massimo ci piscio sopra.
Io appartengo ad un mondo di freak, di estremi, di scelte difficili, di gente che dalla periferia se ne e' andata, di prospettive completamente differenti.
btw ho 32 anni, un lavoro internazionale che farebbe gola a moltissimi e domenica mattina sono dovuto scappare dalla digos che e' venuta a sgomberare lo tsunami a bologna, sono arrivati con la camionetta e i carabinieri in assetto anti-sommossa, sono dovuto saltare oltre il filo spinato per non farmi fare foto e prendere i documenti e mi sono ben tagliato facendolo, lunedi mattina al lavoro in ufficio a trattare contratti internazionali e in pausa pranzo a farmi fare una antitetanica.
a me della periferia e delle persone limitate di cui (ed a cui) canta masini proprio non mi frega un cazzo, viviamo in due pianeti diversi, per me sono fantasmi quelli li, manco li vedo e ci passo attraverso.
btw ora ne ho ascoltate un po, ho cercato pure quella sul babbo che mi postasti tempo fa, e' bravo a cantare ed interpretare, gli arrangiamenti sono da periferia italiana, da rock alla vasco rossi (
), la metrica e' inesistente, nel senso che lui canta una linea melodica e parole non in metrica, usa le vocali sostenute per mantenere la "musicalita'" dell'andamento delle parole rispetto a quello della musica, e' completamente diverso dalla metrica dell'hip hop (ed anche dalla poesia in termini stretti se e' per questo, visto che appunto metrica qui non ce n'e' manco un po).
Ad ogni modo sento l'emozione che canta, ma di cio che canta non riconosco nulla, non mi appartiene nulla di tutte le sue esperienze.
Il bello e' che pare che gli artisti nascono dovunque, e raccontano attraverso i vari medium di un po tutte le esperienze possibili, per me ascoltare masini e' piu' come osservare qualcun'altro, che non conosco e che non capisco, e ricevere una piccola visione delle sue emozioni ed esperienze nella forma delle canzoni di questo cantore che a quel mondo evidentemente appartiene.Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!-
Re: l'uomo che viaggio nel tempoScritto daNon Autenticatoil 2017-07-18 22:10:24.0 alle 2017-07-18 22:10:24.0Scritto da: dada216
> Scritto da:
> >
> > Eri fin da piccolo il più brutto del quartiere
> > ti chiamavi Franco detto anche Frankenstein
> > io ti prendevo in giro con quel gusto un po' crudele
> > dei ragazzi che hanno tutto e non gli basta mai.
> >
> > Rosso di capelli e con i brufoli sul viso
> > verso i sedici anni eri già due metri e tre
> > uno spilungone che scopriva col sorriso
> > l'apparecchio ai denti e un cuore pieno di perché.
> >
> > Tu mi difendevi roteando come pale
> > quelle mani enormi che non hai usato mai
> > per picchiare gli altri per paura di far male
> > e ora che la vita ti ha fregato e non lo sai...
> >
> > Come stai
> > vecchio Frankenstein
> > in un letto di ospedale troppo piccolo
> > tutti al bar ti salutano
> > e tu piangi grande e grosso come sei
> >
> > Frankenstein
> > quando guarirai
> > ti prometto compreremo quella zattera
> > e col mare la ferita si richiuderà vedrai
> > e t'insegnerò a nuotare nella vita
> > Frankenstein
> >
> >
> > Franco torneremo la domenica allo stadio
> > poi la sera tardi finiremo in pizzeria
> > e saranno i sogni come sempre il nostro video
> > perché abbiamo dentro un sangue di periferia.
> >
> > Perché abbiamo perso tutti quanti un ragazza
> > che ha sposato un altro bello e ricco più di noi
> > e Francesca non ha visto mai la tua bellezza
> > Franco perché l'anima è invisibile lo sai.
> >
> > Ci ributteremo come pazzi nello studio
> > perché l'ignoranza è la peggiore malattia
> > piccolo anatroccolo più grosso di un armadio
> > che nascondi un cigno che vorrebbe volar via...
> >
> >
> > Frankenstein
> > ora svegliati
> > non lasciarmi qui da solo come un bischero
> > Franco dai non arrenderti
> > dimmi che t'incazzi e questa volta ti difenderai
> >
> > Frankenstein quando guarirai
> > verrò a prenderti con due puttane in macchina
> > e spenderemo in una notte
> > tutti i soldi miei e tuoi
> > prenderemo ancora a botte
> > questa vita
> > Frankenstein
> >
> >
> >
> >
> >
> >
> >
>
> il serio problema che ho con masini e' che lui parla ad un mondo che non mi appartiene, io la gente dei quartieri di periferia italici che saluta frankenstein al bar e poi va allo stadio ed in pizzeria non me li inculo nemmeno di striscio, al massimo ci piscio sopra.
Si ma la canzone è dedicata a un vecchio compagno di scuola che stava morendo di Leucemia e il messaggio della canzone si divide in due punti essenziali:
- Il primo punto è il pentimento rispetto al fatto di non essere sempre stati gentili con quella persona e di averla giudicata in maniera superficiale (in base all'aspetto fisico)
- Il secondo punto è l'incoraggiamento a lottare per guarire
Se invece che concentrarti sul singolo verso ti concentri sull'intera canzone, penso che molti di noi si possono identificare (o si potranno identificare in futuro) perché prima o poi tutti dovremmo assistere a nostri cari che saranno sul letto di un ospedale tra la vita e la morte e tutti noi prima o poi dovremmo affrontare il problema in maniera personale.
Inoltre a molti di noi è probabilmente successo di aver trattato male e preso in giro dei ragazzini a scuola, oppure di aver subito queste cose.
Quindi mi sembra davvero difficile che una persona non riesca identificarsi con la canzone: è una di quelle canzoni in cui in teoria dovremmo riuscire a identificarci tutti.
C'è poi anche quest'altra canzone, Lontano dai tuoi angeli, in cui invece si possono idetnificare coloro che hanno perso la propria madre o una persona amata.
Comunque il punto forte di Masini ê la voce: potente e piena di sonorità.
L'altra sera alla televisione c'era una serata dedicata a Bigazzi (il tipo con cui lavorava anche Masini) e c'erano un tipo e una tipa che cantavano tutte le canzoni scritte da Bigazzi.
Tralsciando il fatto che Bigazzi secondo me ha scritto un sacco di canzoni brutte (e che qualcosa di buono è venuto fuori praticamente solo lavorando con Masini), questi qua avevano veramente una voce fastidiosa... quando raggiungevano gli alti sembravano delle galline.
Molti cantanti negli alti hanno una voce fastidiosa. Masini invece negli alti ha una voce piena, forte, piacevole... con la sua interpretazione di "Ci vorrebbe il mare" ha secondo me salvato una serata che per il resto era secondo me piuttosto imbarazzante... e questo nonostante anche Masini si sia parecchio arruginito da un paio di anni (non ha più al voce che aveva negli anni '90).
-
Re: l'uomo che viaggio nel tempoScritto daNon Autenticatoil 2017-07-18 22:12:40.0 alle 2017-07-18 22:12:40.0Scritto da: dada216
> Scritto da:
> >
> > Eri fin da piccolo il più brutto del quartiere
> > ti chiamavi Franco detto anche Frankenstein
> > io ti prendevo in giro con quel gusto un po' crudele
> > dei ragazzi che hanno tutto e non gli basta mai.
> >
> > Rosso di capelli e con i brufoli sul viso
> > verso i sedici anni eri già due metri e tre
> > uno spilungone che scopriva col sorriso
> > l'apparecchio ai denti e un cuore pieno di perché.
> >
> > Tu mi difendevi roteando come pale
> > quelle mani enormi che non hai usato mai
> > per picchiare gli altri per paura di far male
> > e ora che la vita ti ha fregato e non lo sai...
> >
> > Come stai
> > vecchio Frankenstein
> > in un letto di ospedale troppo piccolo
> > tutti al bar ti salutano
> > e tu piangi grande e grosso come sei
> >
> > Frankenstein
> > quando guarirai
> > ti prometto compreremo quella zattera
> > e col mare la ferita si richiuderà vedrai
> > e t'insegnerò a nuotare nella vita
> > Frankenstein
> >
> >
> > Franco torneremo la domenica allo stadio
> > poi la sera tardi finiremo in pizzeria
> > e saranno i sogni come sempre il nostro video
> > perché abbiamo dentro un sangue di periferia.
> >
> > Perché abbiamo perso tutti quanti un ragazza
> > che ha sposato un altro bello e ricco più di noi
> > e Francesca non ha visto mai la tua bellezza
> > Franco perché l'anima è invisibile lo sai.
> >
> > Ci ributteremo come pazzi nello studio
> > perché l'ignoranza è la peggiore malattia
> > piccolo anatroccolo più grosso di un armadio
> > che nascondi un cigno che vorrebbe volar via...
> >
> >
> > Frankenstein
> > ora svegliati
> > non lasciarmi qui da solo come un bischero
> > Franco dai non arrenderti
> > dimmi che t'incazzi e questa volta ti difenderai
> >
> > Frankenstein quando guarirai
> > verrò a prenderti con due puttane in macchina
> > e spenderemo in una notte
> > tutti i soldi miei e tuoi
> > prenderemo ancora a botte
> > questa vita
> > Frankenstein
> >
> >
> >
> >
> >
> >
> >
>
> il serio problema che ho con masini e' che lui parla ad un mondo che non mi appartiene, io la gente dei quartieri di periferia italici che saluta frankenstein al bar e poi va allo stadio ed in pizzeria non me li inculo nemmeno di striscio, al massimo ci piscio sopra.
> Io appartengo ad un mondo di freak, di estremi, di scelte difficili, di gente che dalla periferia se ne e' andata, di prospettive completamente differenti.
>
> btw ho 32 anni, un lavoro internazionale che farebbe gola a moltissimi e domenica mattina sono dovuto scappare dalla digos che e' venuta a sgomberare lo tsunami a bologna, sono arrivati con la camionetta e i carabinieri in assetto anti-sommossa, sono dovuto saltare oltre il filo spinato per non farmi fare foto e prendere i documenti e mi sono ben tagliato facendolo, lunedi mattina al lavoro in ufficio a trattare contratti internazionali e in pausa pranzo a farmi fare una antitetanica.
Ci mandi la foto della ferita.
>
> a me della periferia e delle persone limitate di cui (ed a cui) canta masini proprio non mi frega un cazzo, viviamo in due pianeti diversi, per me sono fantasmi quelli li, manco li vedo e ci passo attraverso.
>
> btw ora ne ho ascoltate un po, ho cercato pure quella sul babbo che mi postasti tempo fa, e' bravo a cantare ed interpretare, gli arrangiamenti sono da periferia italiana, da rock alla vasco rossi (
), la metrica e' inesistente, nel senso che lui canta una linea melodica e parole non in metrica, usa le vocali sostenute per mantenere la "musicalita'" dell'andamento delle parole rispetto a quello della musica, e' completamente diverso dalla metrica dell'hip hop (ed anche dalla poesia in termini stretti se e' per questo, visto che appunto metrica qui non ce n'e' manco un po).
>
> Ad ogni modo sento l'emozione che canta, ma di cio che canta non riconosco nulla, non mi appartiene nulla di tutte le sue esperienze.
> Il bello e' che pare che gli artisti nascono dovunque, e raccontano attraverso i vari medium di un po tutte le esperienze possibili, per me ascoltare masini e' piu' come osservare qualcun'altro, che non conosco e che non capisco, e ricevere una piccola visione delle sue emozioni ed esperienze nella forma delle canzoni di questo cantore che a quel mondo evidentemente appartiene.
-
Re: l'uomo che viaggio nel tempoScritto daNon Autenticatoil 2017-07-19 00:35:10.0 alle 2017-07-19 00:35:10.0Scritto da:
> Ci mandi la foto della ferita.
>
https://unsee.cc/surazego
sotto il braccio mi ha pinzato sotto l'ascella ed e' uscito sul braccio con un graffio, la gamba una cosa analoga, un punto era abbastanza profondo da far uscire un po di sangue e il resto e' un graffio, ho altri graffi sulla schiena, niente di che in realtaa', mal li per li e' uscito un po di sangue quindi una antitetanica male non ci stava visto che era tutto arrugginitissimo.
-
Re: l'uomo che viaggio nel tempoScritto daNon Autenticatoil 2017-07-19 00:43:31.0 alle 2017-07-19 00:43:31.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Ci mandi la foto della ferita.
> >
>
> https://unsee.cc/surazego
>
> sotto il braccio mi ha pinzato sotto l'ascella ed e' uscito sul braccio con un graffio, la gamba una cosa analoga, un punto era abbastanza profondo da far uscire un po di sangue e il resto e' un graffio, ho altri graffi sulla schiena, niente di che in realtaa', mal li per li e' uscito un po di sangue quindi una antitetanica male non ci stava visto che era tutto arrugginitissimo.
Interessante sto Unsee, ma non previene l'uso del tasto STAMP.-
Re: l'uomo che viaggio nel tempoScritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Ci mandi la foto della ferita.
> > >
> >
> > https://unsee.cc/surazego
> >
> > sotto il braccio mi ha pinzato sotto l'ascella ed e' uscito sul braccio con un graffio, la gamba una cosa analoga, un punto era abbastanza profondo da far uscire un po di sangue e il resto e' un graffio, ho altri graffi sulla schiena, niente di che in realtaa', mal li per li e' uscito un po di sangue quindi una antitetanica male non ci stava visto che era tutto arrugginitissimo.
>
> Interessante sto Unsee, ma non previene l'uso del tasto STAMP.
non esiste modo di prevenire il download dell'immagine se visualizzata sullo schermo, almeno non che io sappia, unsee pero' fornisce un minimo di controllo che puo limitare molti utenti.Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!-
Re: l'uomo che viaggio nel tempoScritto daNon Autenticatoil 2017-07-19 00:50:06.0 alle 2017-07-19 00:50:06.0Scritto da: dada216
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da:
> > > > Ci mandi la foto della ferita.
> > > >
> > >
> > > https://unsee.cc/surazego
> > >
> > > sotto il braccio mi ha pinzato sotto l'ascella ed e' uscito sul braccio con un graffio, la gamba una cosa analoga, un punto era abbastanza profondo da far uscire un po di sangue e il resto e' un graffio, ho altri graffi sulla schiena, niente di che in realtaa', mal li per li e' uscito un po di sangue quindi una antitetanica male non ci stava visto che era tutto arrugginitissimo.
> >
> > Interessante sto Unsee, ma non previene l'uso del tasto STAMP.
>
> non esiste modo di prevenire il download dell'immagine se visualizzata sullo schermo, almeno non che io sappia, unsee pero' fornisce un minimo di controllo che puo limitare molti utenti.
Non credo neppure io che esista un modo per evitarlo. Per questo non vedrete mai sul web una mia foto.-
Re: l'uomo che viaggio nel tempoScritto da:
> Scritto da: dada216
> > Scritto da:
> > > Scritto da:
> > > > Scritto da:
> > > > > Ci mandi la foto della ferita.
> > > > >
> > > >
> > > > https://unsee.cc/surazego
> > > >
> > > > sotto il braccio mi ha pinzato sotto l'ascella ed e' uscito sul braccio con un graffio, la gamba una cosa analoga, un punto era abbastanza profondo da far uscire un po di sangue e il resto e' un graffio, ho altri graffi sulla schiena, niente di che in realtaa', mal li per li e' uscito un po di sangue quindi una antitetanica male non ci stava visto che era tutto arrugginitissimo.
> > >
> > > Interessante sto Unsee, ma non previene l'uso del tasto STAMP.
> >
> > non esiste modo di prevenire il download dell'immagine se visualizzata sullo schermo, almeno non che io sappia, unsee pero' fornisce un minimo di controllo che puo limitare molti utenti.
>
> Non credo neppure io che esista un modo per evitarlo. Per questo non vedrete mai sul web una mia foto.
adesso che ci penso il drm dovrebbe funzionare, esiste qualche host che utilizzi i drm?Please consider the environment before printing this message, 50% of the above is useless!-
Re: l'uomo che viaggio nel tempoScritto daNon Autenticatoil 2017-07-19 00:55:17.0 alle 2017-07-19 00:55:17.0Scritto da: dada216
> Scritto da:
> > Scritto da: dada216
> > > Scritto da:
> > > > Scritto da:
> > > > > Scritto da:
> > > > > > Ci mandi la foto della ferita.
> > > > > >
> > > > >
> > > > > https://unsee.cc/surazego
> > > > >
> > > > > sotto il braccio mi ha pinzato sotto l'ascella ed e' uscito sul braccio con un graffio, la gamba una cosa analoga, un punto era abbastanza profondo da far uscire un po di sangue e il resto e' un graffio, ho altri graffi sulla schiena, niente di che in realtaa', mal li per li e' uscito un po di sangue quindi una antitetanica male non ci stava visto che era tutto arrugginitissimo.
> > > >
> > > > Interessante sto Unsee, ma non previene l'uso del tasto STAMP.
> > >
> > > non esiste modo di prevenire il download dell'immagine se visualizzata sullo schermo, almeno non che io sappia, unsee pero' fornisce un minimo di controllo che puo limitare molti utenti.
> >
> > Non credo neppure io che esista un modo per evitarlo. Per questo non vedrete mai sul web una mia foto.
>
> adesso che ci penso il drm dovrebbe funzionare, esiste qualche host che utilizzi i drm?
Non so come funzionano.
-
-
-
Re: l'uomo che viaggio nel tempoScritto daAlienazioneAlcune galline sono felici.il 2017-07-19 13:15:01.0 alle 2017-07-19 13:15:01.0Trollate totali: 3508Scritto da: dada216
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da:
> > > > Ci mandi la foto della ferita.
> > > >
> > >
> > > https://unsee.cc/surazego
> > >
> > > sotto il braccio mi ha pinzato sotto l'ascella ed e' uscito sul braccio con un graffio, la gamba una cosa analoga, un punto era abbastanza profondo da far uscire un po di sangue e il resto e' un graffio, ho altri graffi sulla schiena, niente di che in realtaa', mal li per li e' uscito un po di sangue quindi una antitetanica male non ci stava visto che era tutto arrugginitissimo.
> >
> > Interessante sto Unsee, ma non previene l'uso del tasto STAMP.
>
> non esiste modo di prevenire il download dell'immagine se visualizzata sullo schermo, almeno non che io sappia, unsee pero' fornisce un minimo di controllo che puo limitare molti utenti.
Puoi sempre usare lo screenshot e salvare l'immagine. Adesso mi metto come sfondo i graffi di Dada.
**Modificato dall'autore il 19.07.2017 13:16**
-
-
-
Re: l'uomo che viaggio nel tempoScritto daNon Autenticatoil 2017-07-19 13:11:20.0 alle 2017-07-19 13:11:20.0Scritto da:
> Scritto da:
> > Ci mandi la foto della ferita.
> >
>
> https://unsee.cc/surazego
>
> sotto il braccio mi ha pinzato sotto l'ascella ed e' uscito sul braccio con un graffio, la gamba una cosa analoga, un punto era abbastanza profondo da far uscire un po di sangue e il resto e' un graffio, ho altri graffi sulla schiena, niente di che in realtaa', mal li per li e' uscito un po di sangue quindi una antitetanica male non ci stava visto che era tutto arrugginitissimo.
>
Ah! Però,
-
-
-
Re: l'uomo che viaggio nel tempoScritto daNon Autenticatoil 2017-07-18 23:32:43.0 alle 2017-07-18 23:32:43.0Scritto da: dada216
> Scritto da:
> >
> > Eri fin da piccolo il più brutto del quartiere
> > ti chiamavi Franco detto anche Frankenstein
> > io ti prendevo in giro con quel gusto un po' crudele
> > dei ragazzi che hanno tutto e non gli basta mai.
> >
> > Rosso di capelli e con i brufoli sul viso
> > verso i sedici anni eri già due metri e tre
> > uno spilungone che scopriva col sorriso
> > l'apparecchio ai denti e un cuore pieno di perché.
> >
> > Tu mi difendevi roteando come pale
> > quelle mani enormi che non hai usato mai
> > per picchiare gli altri per paura di far male
> > e ora che la vita ti ha fregato e non lo sai...
> >
> > Come stai
> > vecchio Frankenstein
> > in un letto di ospedale troppo piccolo
> > tutti al bar ti salutano
> > e tu piangi grande e grosso come sei
> >
> > Frankenstein
> > quando guarirai
> > ti prometto compreremo quella zattera
> > e col mare la ferita si richiuderà vedrai
> > e t'insegnerò a nuotare nella vita
> > Frankenstein
> >
> >
> > Franco torneremo la domenica allo stadio
> > poi la sera tardi finiremo in pizzeria
> > e saranno i sogni come sempre il nostro video
> > perché abbiamo dentro un sangue di periferia.
> >
> > Perché abbiamo perso tutti quanti un ragazza
> > che ha sposato un altro bello e ricco più di noi
> > e Francesca non ha visto mai la tua bellezza
> > Franco perché l'anima è invisibile lo sai.
> >
> > Ci ributteremo come pazzi nello studio
> > perché l'ignoranza è la peggiore malattia
> > piccolo anatroccolo più grosso di un armadio
> > che nascondi un cigno che vorrebbe volar via...
> >
> >
> > Frankenstein
> > ora svegliati
> > non lasciarmi qui da solo come un bischero
> > Franco dai non arrenderti
> > dimmi che t'incazzi e questa volta ti difenderai
> >
> > Frankenstein quando guarirai
> > verrò a prenderti con due puttane in macchina
> > e spenderemo in una notte
> > tutti i soldi miei e tuoi
> > prenderemo ancora a botte
> > questa vita
> > Frankenstein
> >
> >
> >
> >
> >
> >
> >
>
> il serio problema che ho con masini e' che lui parla ad un mondo che non mi appartiene, io la gente dei quartieri di periferia italici che saluta frankenstein al bar e poi va allo stadio ed in pizzeria non me li inculo nemmeno di striscio, al massimo ci piscio sopra.
> Io appartengo ad un mondo di freak, di estremi, di scelte difficili, di gente che dalla periferia se ne e' andata, di prospettive completamente differenti.
>
> btw ho 32 anni, un lavoro internazionale che farebbe gola a moltissimi e domenica mattina sono dovuto scappare dalla digos che e' venuta a sgomberare lo tsunami a bologna, sono arrivati con la camionetta e i carabinieri in assetto anti-sommossa, sono dovuto saltare oltre il filo spinato per non farmi fare foto e prendere i documenti e mi sono ben tagliato facendolo, lunedi mattina al lavoro in ufficio a trattare contratti internazionali e in pausa pranzo a farmi fare una antitetanica.
>
> a me della periferia e delle persone limitate di cui (ed a cui) canta masini proprio non mi frega un cazzo, viviamo in due pianeti diversi, per me sono fantasmi quelli li, manco li vedo e ci passo attraverso.
>
> btw ora ne ho ascoltate un po, ho cercato pure quella sul babbo che mi postasti tempo fa, e' bravo a cantare ed interpretare, gli arrangiamenti sono da periferia italiana, da rock alla vasco rossi (
), la metrica e' inesistente, nel senso che lui canta una linea melodica e parole non in metrica, usa le vocali sostenute per mantenere la "musicalita'" dell'andamento delle parole rispetto a quello della musica, e' completamente diverso dalla metrica dell'hip hop (ed anche dalla poesia in termini stretti se e' per questo, visto che appunto metrica qui non ce n'e' manco un po).
>
> Ad ogni modo sento l'emozione che canta, ma di cio che canta non riconosco nulla, non mi appartiene nulla di tutte le sue esperienze.
> Il bello e' che pare che gli artisti nascono dovunque, e raccontano attraverso i vari medium di un po tutte le esperienze possibili, per me ascoltare masini e' piu' come osservare qualcun'altro, che non conosco e che non capisco, e ricevere una piccola visione delle sue emozioni ed esperienze nella forma delle canzoni di questo cantore che a quel mondo evidentemente appartiene.
Il mondo è proprio piccolo, o forse di piccolo c'è qualcos altro.
-
Re: l'uomo che viaggio nel tempoScritto daNon Autenticatoil 2017-07-19 00:02:35.0 alle 2017-07-19 00:02:35.0Scritto da:
> Scritto da: dada216
> > Scritto da:
> > >
> > > Eri fin da piccolo il più brutto del quartiere
> > > ti chiamavi Franco detto anche Frankenstein
> > > io ti prendevo in giro con quel gusto un po' crudele
> > > dei ragazzi che hanno tutto e non gli basta mai.
> > >
> > > Rosso di capelli e con i brufoli sul viso
> > > verso i sedici anni eri già due metri e tre
> > > uno spilungone che scopriva col sorriso
> > > l'apparecchio ai denti e un cuore pieno di perché.
> > >
> > > Tu mi difendevi roteando come pale
> > > quelle mani enormi che non hai usato mai
> > > per picchiare gli altri per paura di far male
> > > e ora che la vita ti ha fregato e non lo sai...
> > >
> > > Come stai
> > > vecchio Frankenstein
> > > in un letto di ospedale troppo piccolo
> > > tutti al bar ti salutano
> > > e tu piangi grande e grosso come sei
> > >
> > > Frankenstein
> > > quando guarirai
> > > ti prometto compreremo quella zattera
> > > e col mare la ferita si richiuderà vedrai
> > > e t'insegnerò a nuotare nella vita
> > > Frankenstein
> > >
> > >
> > > Franco torneremo la domenica allo stadio
> > > poi la sera tardi finiremo in pizzeria
> > > e saranno i sogni come sempre il nostro video
> > > perché abbiamo dentro un sangue di periferia.
> > >
> > > Perché abbiamo perso tutti quanti un ragazza
> > > che ha sposato un altro bello e ricco più di noi
> > > e Francesca non ha visto mai la tua bellezza
> > > Franco perché l'anima è invisibile lo sai.
> > >
> > > Ci ributteremo come pazzi nello studio
> > > perché l'ignoranza è la peggiore malattia
> > > piccolo anatroccolo più grosso di un armadio
> > > che nascondi un cigno che vorrebbe volar via...
> > >
> > >
> > > Frankenstein
> > > ora svegliati
> > > non lasciarmi qui da solo come un bischero
> > > Franco dai non arrenderti
> > > dimmi che t'incazzi e questa volta ti difenderai
> > >
> > > Frankenstein quando guarirai
> > > verrò a prenderti con due puttane in macchina
> > > e spenderemo in una notte
> > > tutti i soldi miei e tuoi
> > > prenderemo ancora a botte
> > > questa vita
> > > Frankenstein
> > >
> > >
> > >
> > >
> > >
> > >
> > >
> >
> > il serio problema che ho con masini e' che lui parla ad un mondo che non mi appartiene, io la gente dei quartieri di periferia italici che saluta frankenstein al bar e poi va allo stadio ed in pizzeria non me li inculo nemmeno di striscio, al massimo ci piscio sopra.
> > Io appartengo ad un mondo di freak, di estremi, di scelte difficili, di gente che dalla periferia se ne e' andata, di prospettive completamente differenti.
> >
> > btw ho 32 anni, un lavoro internazionale che farebbe gola a moltissimi e domenica mattina sono dovuto scappare dalla digos che e' venuta a sgomberare lo tsunami a bologna, sono arrivati con la camionetta e i carabinieri in assetto anti-sommossa, sono dovuto saltare oltre il filo spinato per non farmi fare foto e prendere i documenti e mi sono ben tagliato facendolo, lunedi mattina al lavoro in ufficio a trattare contratti internazionali e in pausa pranzo a farmi fare una antitetanica.
> >
> > a me della periferia e delle persone limitate di cui (ed a cui) canta masini proprio non mi frega un cazzo, viviamo in due pianeti diversi, per me sono fantasmi quelli li, manco li vedo e ci passo attraverso.
> >
> > btw ora ne ho ascoltate un po, ho cercato pure quella sul babbo che mi postasti tempo fa, e' bravo a cantare ed interpretare, gli arrangiamenti sono da periferia italiana, da rock alla vasco rossi (
), la metrica e' inesistente, nel senso che lui canta una linea melodica e parole non in metrica, usa le vocali sostenute per mantenere la "musicalita'" dell'andamento delle parole rispetto a quello della musica, e' completamente diverso dalla metrica dell'hip hop (ed anche dalla poesia in termini stretti se e' per questo, visto che appunto metrica qui non ce n'e' manco un po).
> >
> > Ad ogni modo sento l'emozione che canta, ma di cio che canta non riconosco nulla, non mi appartiene nulla di tutte le sue esperienze.
> > Il bello e' che pare che gli artisti nascono dovunque, e raccontano attraverso i vari medium di un po tutte le esperienze possibili, per me ascoltare masini e' piu' come osservare qualcun'altro, che non conosco e che non capisco, e ricevere una piccola visione delle sue emozioni ed esperienze nella forma delle canzoni di questo cantore che a quel mondo evidentemente appartiene.
>
>
Il mondo è proprio piccolo, o forse di piccolo c'è qualcos altro.
Il tuo belin?
-
-
-
-
-
-
-