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> > E' un provocatore il negro. L'insulto è una diretta conseguenza della provocazione, anche a me se un ciccione mi facesse incazzare lo perculerei per il peso, idem uno basso per l'altezza. Sono cose che si dicono quando sei incazzato. Entrando nel merito della questione, non so se sia concesso andare in skateboard in quella piazza (che peraltro conosco bene essendo della mia città, ci passa brutta gente e non è la prima volta che capitano questi episodi), probabilmente anche si, resta il fatto che se un gestore di un'attività mi chiedesse di non saltare perchè ha paura per l'incolumità dei suoi clienti io per educazione me ne andrei al primo parco più vicino anche se non c'è una legge scritta che me lo vieta. Invece dalla frase del barista finale "mi avevi chiesto se potevi fare l'ultimo salto e ti ho detto di sì" si capisce bene che era già stato richiamato in precedenza e chissà, magari aveva già creato qualche danno oppure qualche cliente si era lamentato, noi non possiamo saperlo perchè vediamo solo l'ultima parte della vicenda quindi il titolo è super fazioso ed è stato scritto o dallo stesso negro o da qualche zecca sinistroide.
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> 1) Il negro non è un provocatore... è uno skater. Il provocatore è il cameriere che gli ha messo le mani addosso.
> Se l'esercizio della mia libertà (come ad esempio andare in skateboard) per te è una provocazione sono affari tuoi.
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Sfidare qualcuno a metterti le mani addosso vedendolo nervoso e pronto a farlo da un momento all'altro è una provocazione. Ed è quello che ha fatto il negro "dai mettimi le mani addosso".
> 2) La tua autorità inizia e finisce all'interno della tua proprietà privata. Nel suolo pubblico l'autorità spetta al comune e solo il comune può emettere un ordinanza che proibisce di andare in skateboard in determinati luoghi e solo la polizia è legittimata a intervenire e metterti le mani addosso.
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Cominciamo col dire che in alcuni Paesi è espressamente vietato andare sugli skateboard nei luoghi pubblici tanto che esistono delle aree riservate solo per quello. Facendo una breve ricerca su google in Italia non c'è un divieto esplicito, tuttavia l'art. 190 comma 9 del codice della strada...
http://www.aci.it/i-servizi/normative/codice-della...
Sugli spazi riservati ai pedoni è vietato usare tavole, pattini od altri acceleratori di andatura che possano creare situazioni di pericolo per gli altri utenti. Ora per chi conosce Brescia come me sa bene che quella è Piazza Vittoria e di macchine non ne passano quindi è una zona pedonale.
Ad ogni modo ribadisco quanto detto sopra: se anche non ci fosse un divieto si tratta semplicemente di educazione e buon senso; se so che c'è gente che cammina o ha un'attività commerciale in corso non sto a rompere i coglioni. Paradossalmente stando al tuo ragionamento potrei pure mettermi a fare tutto il giorno slalom tra le persone perchè tanto non c'è una legge che me lo vieta. Comunque la legge c'è, discorso chiuso.
> 3) Dato il punto 1 e 2, lo skater ha fatto bene a non farsi sottomettere. Nota bene, lui non ha messo le mani addossi al camniere. È successo il contrario... e lo skater si è limitato semplicemente a fargli capire che non si doveva permettere.
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Potrei essere d'accordo se si fosse trattato del primo richiamo, ma dalla frase del barista "mi avevi chiesto se potevi fare l'ultimo salto e ti ho detto di sì" è chiaro che c'era già stato qualcosa tra quei due e che il negro non è stato di parola. Aggiungo che è stata una fortuna che il barista abbia pronunciato quella frase altrimenti molti sarebbero potuti arrivare all'errata conclusione che si trattasse della prima volta.
Per quanto riguarda il "mettere le mani addosso" noto che è un espressione che viene da molti abusata. Quello che si vede nel video non è "mettere le mani addosso" se non in senso strettamente letterale, infatti gli trattiene il braccio per un attimo, non c'è violenza o danno fisico, insomma è la classica scusa per fare la vittima.
> 4) In ogni caso quando litighi e discuti con un INDIVIDUO gli insulti li rivolgi al massimo all'INDIVIDUO, utilizzando insulti che colpiscono lui come individuo e non un'intera categoria.
> Se gli avesse dato dello stupido, del testa di minchiao quant'altro avrebbe insultato solo LUI, ma chiamandolo "negro di merda" ha insultato un'intera categoria... compresi i neri che magari prima dell'insulto potevano dar ragione al cameriere.
> Lo stesso vale naturalmente con qualsiasi insulto di natura categorica e non individuale.
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> Per dire, è come se tu mi facessi un torto e anziché prendermela con te me la prendessi con i napoletani.
Questo ci può stare a livello teorico, ma quando sei incazzato nero perdi la razionalità, dici le peggiori cose e non stai a badare a tutti questi bei principi. Il meccanismo è molto semplice: sei incazzato e di conseguenza poco lucido e allora cerchi di ferire a parole il tuo interlocutore con l'aggettivo che più potrebbe fargli male secondo la caratteristica o "difetto" fisico che spicca in lui. In un negro la prima caratteristica che spicca è molto banalmente il fatto che abbia la pelle nera. Io stesso anni fai litigai con un uomo anziano che mi stava rimproverando per una cosa che NON avevo fatto e gli dissi "vecchio di merda". Sono cose che si dicono...
In Brunetta la prima caratteristica che spicca è che sia molto basso al limite del nanismo e infatti viene perculato da tutti, comici compresi, eppure non ho mai sentito questi bei discorsi sulle categorie che potrebbero offendersi. Nota bene: il nanismo è una malattia genetica e molte persone effettivamente nane potrebbero rimanere offese. Stessa cosa con Giuliano Ferrara che viene preso di mira per il peso nonostante ci siano molte persone, specie i ragazzini delle scuole che vengono bullizzate per questo motivo.
Nota bene: questi ultimi casi che ho citato sono anche peggiori perchè non c'è una provocazione che ti fa perdere lucidità, c'è solo la volontà di ferire il tuo avversario politico. La verità è che i negri (ma anche gli ebrei) approfittano delle discriminazioni che hanno subito in passato per poter far le vittime OGGI.
Secondo me il razzismo non esiste o comunque è fortemente sopravvalutato. Infatti a parte dei limitatissimi casi sparsi per il mondo nessuno va a rompere i coglioni ad un negro solo perchè è negro. Tutt'al più ci possono essere dei pregiudizi verso una determinata persona che appartiene ad una categoria che ti portano ad adottare un certo comportamento (senza fare del male a quella persona) e non è detto che questo comportamento sia sempre sbagliato, infatti a volte coi pregiudizi ci salviamo anche la vita.
**Modificato dall'autore il 01.10.2017 19:50**