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Avve, a proposito di RenziScritto daNon Autenticatoil 2017-10-27 21:05:43.0 alle 2017-10-27 21:05:43.0Spiega a gatto perché Renzi è un buon premier.
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Re: Avve, a proposito di RenziScritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2017-10-27 21:24:03.0 alle 2017-10-27 21:24:03.0Trollate totali: 14239Scritto da:
> Spiega a gatto perché Renzi è un buon premier.
Gli altri fanno cacare.I pedoni possono muoversi solo in avanti.-
Re: Avve, a proposito di RenziScritto daNon Autenticatoil 2017-10-28 03:32:29.0 alle 2017-10-28 03:32:29.0Scritto da: avvelenato
> Scritto da:
> > Spiega a gatto perché Renzi è un buon premier.
>
> Gli altri fanno cacare.
Secondo gatto e wakko fanno cagare anche Renzi. E se fosse Di Maio a diventare premier?-
Re: Avve, a proposito di RenziScritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2017-10-28 04:14:06.0 alle 2017-10-28 04:14:06.0Trollate totali: 14239Scritto da:
> Scritto da: avvelenato
> > Scritto da:
> > > Spiega a gatto perché Renzi è un buon premier.
> >
> > Gli altri fanno cacare.
>
> Secondo gatto e wakko fanno cagare anche Renzi.
Non è difficile da capire, gatto è un cacasotto, gli voglio bene ma è un cacasotto. L'idea di qualcuno di polso al governo lo spaventa. Qualcuno che ha avuto il coraggio, da sinistra, di rivedere teorie cardini della vecchia sinistra statalista come l'utilizzo assistenzialistico dei posti pubblici e il modello del posto fisso inamovibile.
Wakko beh, basta vedere la sua tenacia nel perseguire le teorie più assurde.
Comunque il Renzi post-referendum è abbastanza bollito. Avrebbe dovuto davvero ritirarsi e lasciare andare il paese in malora, per poi tornare tra una decina d'anni. Ora come ora non ha nessun progetto o sogno che possa scaturire appeal.
La verità è che siamo nella merda.
> E se fosse Di Maio a diventare premier?
Sarebbe un mezzo disastro, ma il buono sarebbe che in poco tempo si accorgerebbero tutti del flop che sono i cinque stelle.I pedoni possono muoversi solo in avanti.-
Re: Avve, a proposito di RenziScritto daNon Autenticatoil 2017-10-28 04:42:42.0 alle 2017-10-28 04:42:42.0Scritto da: avvelenato
> Scritto da:
> > Scritto da: avvelenato
> > > Scritto da:
> > > > Spiega a gatto perché Renzi è un buon premier.
> > >
> > > Gli altri fanno cacare.
> >
> > Secondo gatto e wakko fanno cagare anche Renzi.
>
> Non è difficile da capire, gatto è un cacasotto, gli voglio bene ma è un cacasotto. L'idea di qualcuno di polso al governo lo spaventa. Qualcuno che ha avuto il coraggio, da sinistra, di rivedere teorie cardini della vecchia sinistra statalista come l'utilizzo assistenzialistico dei posti pubblici e il modello del posto fisso inamovibile.
Secondo me è la sinistra teorica ad andare nella direzione giusta, nel senso che in un contesto lavorativo in cui gli imprenditori hanno il coltello dalla parte del manico perché "se tu non succhi loro il cazzo tanto trovano qualcun'altro che il cazzo glielo succhia", ci vuole un po' di sana sinistra che dice che è illegale che un datore di lavoro possa farsi succhiare il cazzo da te.
Un lavaratore dipendente ha più o meno due possibilità:
a) Diventare uno schiavo forse pagato
b) Votare la sinistra teorica
Detto questo, credo che i motivi fondamentali per cui gatto non ami Renzi e più in generale il PD, è che ritienga che gli manchi il polso nei confronti dell'immigrazione, anche se in realtà Minniti è del PD e quindi ha dimostrato che anche uno del PD può avere polso (polso nel senso che ha fatto qualcosa per ridurre l'immigrazione clandestina, anche se poi ha intenzione di aumentare le spese pubbliche per sostenere gli immigrati.
Gli econonmisti spesso dicono che gli immigrati sono un bene per l'economia, ma in una puntata di Matrix hanno mostrato dei calcoli (da verificare meglio) secondo cui i ricavi ottenuti grazie agli immigrati sono inferiori rispetto ai costi.
Ho l'idea però che vengano mischiate cose diverse, nel senso che i costi rigurdano i profughi (che vengono accolti per via di motivi umanitari), mentrei ricavi gli immigrati economici.
Che l'immigrazione umanitaria produca costi è del tutto ovvio... infatti lo scopo non è quello di fare soldi, ma di aiutare persone in difficoltà.
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Re: Avve, a proposito di RenziScritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2017-10-28 11:00:16.0 alle 2017-10-28 11:00:16.0Trollate totali: 14239Scritto da:
>
> Secondo me è la sinistra teorica ad andare nella direzione giusta, nel senso che in un contesto lavorativo in cui gli imprenditori hanno il coltello dalla parte del manico perché "se tu non succhi loro il cazzo tanto trovano qualcun'altro che il cazzo glielo succhia", ci vuole un po' di sana sinistra che dice che è illegale che un datore di lavoro possa farsi succhiare il cazzo da te.
>
> Un lavaratore dipendente ha più o meno due possibilità:
> a) Diventare uno schiavo forse pagato
> b) Votare la sinistra teorica
>
È una cazzata, appena ho tempo vedrò di argomentare meglio. Comunque sfido chiunque (chiunque abbia voglia di lavorare, intrallazzati e fancazzisti no) a farsi 13 anni di poste e non diventare di destra.
Semplicemente la gente se ne approfitta delle tutele. È fisiologico.
> Detto questo, credo che i motivi fondamentali per cui gatto non ami Renzi e più in generale il PD, è che ritienga che gli manchi il polso nei confronti dell'immigrazione, anche se in realtà Minniti è del PD e quindi ha dimostrato che anche uno del PD può avere polso (polso nel senso che ha fatto qualcosa per ridurre l'immigrazione clandestina, anche se poi ha intenzione di aumentare le spese pubbliche per sostenere gli immigrati.
>
> Gli econonmisti spesso dicono che gli immigrati sono un bene per l'economia, ma in una puntata di Matrix hanno mostrato dei calcoli (da verificare meglio) secondo cui i ricavi ottenuti grazie agli immigrati sono inferiori rispetto ai costi.
>
> Ho l'idea però che vengano mischiate cose diverse, nel senso che i costi rigurdano i profughi (che vengono accolti per via di motivi umanitari), mentrei ricavi gli immigrati economici.
>
> Che l'immigrazione umanitaria produca costi è del tutto ovvio... infatti lo scopo non è quello di fare soldi, ma di aiutare persone in difficoltà.
>
>
Non è proprio così (e lo sai), Renzi faceva i suoi calcoli, con i bersaniani dentro andare a stringere sull'immigrazione non era possibile; appena Bersani e compagnia se ne sono andati affanculo infatti hai visto che Minniti ha sistemato in parte le cose.
Sarebbe stato un bel colpo (specialmente per i legaioli) realizzare questa cosa insieme allo Ius Soli, in modo da scardinare l'equazione classica della sinistra pro immigrati senza sé e senza ma. Purtroppo son mancati i numeri.
Ovviamente i legaioli e i pentas giocano sul fatto che Renzi non abbia preso i provvedimenti minnitiani quando era al governo lui, ma per i primi basta vedere cos'hanno fatto loro quando erano al governo: una legge contro il reato di immigrazione clandestina che in realtà rendeva più difficoltosa l'espulsione, oltre a sovraccaricare i nostri già intasati tribunali.I pedoni possono muoversi solo in avanti.-
Re: Avve, a proposito di RenziScritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2017-10-28 11:50:34.0 alle 2017-10-28 11:50:34.0Trollate totali: 14239Scritto da: avvelenato
> Scritto da:
> >
> > Secondo me è la sinistra teorica ad andare nella direzione giusta, nel senso che in un contesto lavorativo in cui gli imprenditori hanno il coltello dalla parte del manico perché "se tu non succhi loro il cazzo tanto trovano qualcun'altro che il cazzo glielo succhia", ci vuole un po' di sana sinistra che dice che è illegale che un datore di lavoro possa farsi succhiare il cazzo da te.
> >
> > Un lavaratore dipendente ha più o meno due possibilità:
> > a) Diventare uno schiavo forse pagato
> > b) Votare la sinistra teorica
> >
>
> È una cazzata, appena ho tempo vedrò di argomentare meglio. Comunque sfido chiunque (chiunque abbia voglia di lavorare, intrallazzati e fancazzisti no) a farsi 13 anni di poste e non diventare di destra.
> Semplicemente la gente se ne approfitta delle tutele. È fisiologico.
>
Ci provo ora nella mezz'ora di treno.
Allora tutto nasce dalla globalizzazione e dalle nuove tecnologie.
La globalizzazione non si può fermare. Solo gli illusi, i falliti e i teorici della decrescita felice pensavano che si potesse bloccare. Questo perché come dice il termine stesso è un fenomeno globale, e quindi concertare tra tutti i paesi del mondo (o per lo meno i più rilevanti) un blocco a questo fenomeno è qualcosa di fantascientifico. Per metterla più rigorosamente non esiste un equilibrio di nash che consenta lo stop delle evoluzioni tecniche ed economiche che hanno portato all'accorciamento delle distanze e alla diminuzione dei vincoli di ingresso e uscita delle merci. Perché è facile immaginare che bastano solo un paio di stati a starne fuori e gli altri rimarrebbero a guardarli crescere.
Detto questo, la cosa poteva esser gestita meglio. Ma lo stato non può farlo. Lo stato è un'organizzazione macchinosa e farraginosa. Non ha la velocità sufficiente a prevedere cose come la gig economy, l'impatto dei social sulle fake news, le criptovalute, il machine learning, ecc.
La sinistra tradizionale italiana si rifà al modello industriale bolscelvico. Grosse industrie, stato ipertrofico, e le assunzioni vengono ora dalle prime ora dalle seconde.
Ma se più della metà delle imprese italiane sta sotto i 15 dipendenti, puoi capire che la cosa non funziona.
In più tutte le leggi e le tasse e la burocrazia e i lacciuoli previsti in teoria per tutelare la parte debole, i dipendenti, dalla parte forte, i "padroni", in realtà sono venuti solo buoni per questi ultimi: perché creano uno scalino di ingresso troppo alto per avviare attività. Così, chi le ha consolida rendite di posizione, non deve competere e innovarsi (ma poi ad una certa se la prende nel culo con la competizione estera, e comincia a lagnarsi che vuole i dazi).
Qua la cosa la si risolve non con un'iniezione di sinistra, che in italia non è mai mancata. Quel che è mancata in italia è una vera destra liberale (non mi si dica che Berlusconi era di quest'orientamento).
Noi le uniche destre che abbiamo sperimentato sono quelle più o meno fasce e quella di B. che predicava la libertà per lui di fare il cazzo che vuole (cit. Guzzanti).
Questo significa creare un sistema in cui il dipendente che si trova un padrone che gli dice "o succhi o trovo qualcun altro" lui gli possa fare il gesto dell'ombrello e aprire la sua attività, facendo concorrenza all'imprenditore. Però perché questo succeda bisogna consentire competitività di impresa, e di certo tutto il meccanismo italiano non aiuta.
Comunque sia bisogna accettare che in una certa misura chi lavora da dipendente è uno che deve succhiare, ci sarà chi si attacca a copiose mammelle e chi a uccelloni puzzolenti e pieni di smegma. Cazzi loro, si svegliassero. Così quando e se faranno figli non suggeriranno loro di fare il liceo scientifico anche se sono brocchi nello studio per poi prendersi una laurea triennale in 10 anni.
Alla fine questo può creare uno sviluppo molto veloce, quasi esponenziale, perché ogni singolo individuo può contribuire contemporaneamente.
La visione sinistra della lotta di classe invece a cosa può condurre? Ad aziende già poco competitive che si trovano contro i loro dipendenti, yodizzati in una spirale di recriminazioni e passivoaggressività. E ci credo che gli stati esteri ci bagnano il naso.
> > Detto questo, credo che i motivi fondamentali per cui gatto non ami Renzi e più in generale il PD, è che ritienga che gli manchi il polso nei confronti dell'immigrazione, anche se in realtà Minniti è del PD e quindi ha dimostrato che anche uno del PD può avere polso (polso nel senso che ha fatto qualcosa per ridurre l'immigrazione clandestina, anche se poi ha intenzione di aumentare le spese pubbliche per sostenere gli immigrati.
> >
> > Gli econonmisti spesso dicono che gli immigrati sono un bene per l'economia, ma in una puntata di Matrix hanno mostrato dei calcoli (da verificare meglio) secondo cui i ricavi ottenuti grazie agli immigrati sono inferiori rispetto ai costi.
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> > Ho l'idea però che vengano mischiate cose diverse, nel senso che i costi rigurdano i profughi (che vengono accolti per via di motivi umanitari), mentrei ricavi gli immigrati economici.
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> > Che l'immigrazione umanitaria produca costi è del tutto ovvio... infatti lo scopo non è quello di fare soldi, ma di aiutare persone in difficoltà.
> >
> >
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> Non è proprio così (e lo sai), Renzi faceva i suoi calcoli, con i bersaniani dentro andare a stringere sull'immigrazione non era possibile; appena Bersani e compagnia se ne sono andati affanculo infatti hai visto che Minniti ha sistemato in parte le cose.
> Sarebbe stato un bel colpo (specialmente per i legaioli) realizzare questa cosa insieme allo Ius Soli, in modo da scardinare l'equazione classica della sinistra pro immigrati senza sé e senza ma. Purtroppo son mancati i numeri.
>
> Ovviamente i legaioli e i pentas giocano sul fatto che Renzi non abbia preso i provvedimenti minnitiani quando era al governo lui, ma per i primi basta vedere cos'hanno fatto loro quando erano al governo: una legge contro il reato di immigrazione clandestina che in realtà rendeva più difficoltosa l'espulsione, oltre a sovraccaricare i nostri già intasati tribunali.
I pedoni possono muoversi solo in avanti.-
Re: Avve, a proposito di RenziScritto daNon Autenticatoil 2017-10-28 13:19:25.0 alle 2017-10-28 13:19:25.0> Allora tutto nasce dalla globalizzazione e dalle nuove tecnologie.
> La globalizzazione non si può fermare. Solo gli illusi, i falliti e i teorici della decrescita felice pensavano che si potesse bloccare.
Allora si può.
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Re: Avve, a proposito di RenziScritto daNon Autenticatoil 2017-10-28 19:23:53.0 alle 2017-10-28 19:23:53.0Scritto da: avvelenato
> Allora tutto nasce dalla globalizzazione e dalle nuove tecnologie.
> La globalizzazione non si può fermare. Solo gli illusi, i falliti e i teorici della decrescita felice pensavano che si potesse bloccare. Questo perché come dice il termine stesso è un fenomeno globale, e quindi concertare tra tutti i paesi del mondo (o per lo meno i più rilevanti) un blocco a questo fenomeno è qualcosa di fantascientifico. Per metterla più rigorosamente non esiste un equilibrio di nash che consenta lo stop delle evoluzioni tecniche ed economiche che hanno portato all'accorciamento delle distanze e alla diminuzione dei vincoli di ingresso e uscita delle merci. Perché è facile immaginare che bastano solo un paio di stati a starne fuori e gli altri rimarrebbero a guardarli crescere.
>
> Detto questo, la cosa poteva esser gestita meglio. Ma lo stato non può farlo. Lo stato è un'organizzazione macchinosa e farraginosa. Non ha la velocità sufficiente a prevedere cose come la gig economy, l'impatto dei social sulle fake news, le criptovalute, il machine learning, ecc.
>
> La sinistra tradizionale italiana si rifà al modello industriale bolscelvico. Grosse industrie, stato ipertrofico, e le assunzioni vengono ora dalle prime ora dalle seconde.
> Ma se più della metà delle imprese italiane sta sotto i 15 dipendenti, puoi capire che la cosa non funziona.
In pratica stai dicendo che serve immigrazione per far funzionare le aziende?
In USA per assumere un non americano devi dimostrare che non sei riuscito a trovare un autoctono in grado di fare il lavoro.
Non vedo perché non si possa fare anche da noi.
In più, si potrebbe stabilire che solo gli stranieri che hanno trovato un lavoro (sulla base della regola sopra) possano avere un permesso di soggiorno.
Così di immigrati vengono presi esattamente quelli che servono: non di più, non di meno.
Ah, un'altra cosa: l'obbiettivo politico primario non deve essere per forza aumentare il PIL e avere grandi industrie.
Noi umani dobbiamo cominciare a mettere il benessere psicologico davanti a quello economico.
La mentaltà consumista dei paesi industrializzati è: lavorare come robottini per poi comprare un sacco di cose inutili.
Una schifezza.
> In più tutte le leggi e le tasse e la burocrazia e i lacciuoli previsti in teoria per tutelare la parte debole, i dipendenti, dalla parte forte, i "padroni", in realtà sono venuti solo buoni per questi ultimi: perché creano uno scalino di ingresso troppo alto per avviare attività. Così, chi le ha consolida rendite di posizione, non deve competere e innovarsi (ma poi ad una certa se la prende nel culo con la competizione estera, e comincia a lagnarsi che vuole i dazi).
Sono d'accordo, ma infatti sinistra non deve significare "metterlo nel culo agli imprenditori", significa trovare un equilibrio fra gli interessi dei lavoratori e quelli degli imprenditori, cosa che nel liberismo pure viene a mancare perché gli imprenditori hanno il coltello dalla parte del manico.
Con diritti dei lavoratori io non intendo dire delle leggi che permettano ai dipendenti di approfittarsene, ma:
- Salari minimi
- Tetto massimo sulle ore di lavoro giornaliere (se vengono accedute, vanno pagati gli straordinari)
- Diritto a vacanze pagate
- Diritto alle pause
- Diritto a stare in malattia
Più in generale, non deve essere possibile fare il ragionamento "prendo 20 africani che lavorano 12 ore, senza pause per 2 euro all'ora"... e dire a un italiano "tanto se tu non accetti queste condizioni, trovo un africano che il lavoro lo prende".
Detto questo, poi è ovvio che se il tuo contratto di lavoro prevede 8 ore giornaliere, tu in quelle 8 ore ci devi essere e devi lavorare come si deve.
Tu ti impegni a fare quello che devi fare durante l'orario di lavoro, ma il capo non ti deve rompere il cazzo fuori dall'orario di lavoro e non deve pretendere che tu salti quotidinamente le pause perché così produci di più.
> Questo significa creare un sistema in cui il dipendente che si trova un padrone che gli dice "o succhi o trovo qualcun altro" lui gli possa fare il gesto dell'ombrello e aprire la sua attività, facendo concorrenza all'imprenditore. Però perché questo succeda bisogna consentire competitività di impresa, e di certo tutto il meccanismo italiano non aiuta.
Per aprire un'azienda devi avere capitale... quindi è una cosa da figli di papà. Il lavoratori possono pensare di aprirne una mettendo da parte un paio di soldini, ma se non ci sono i giusti salari non ti basta una vita per mettere da parte i soldi.
Nel liberismo puro un imprenditore potrebbe fare il ragionamento di pagarti solo il minimo esistenziale, così non avrai il capitale per poter creare un'impresa e fargli concorrenza.
> Alla fine questo può creare uno sviluppo molto veloce, quasi esponenziale, perché ogni singolo individuo può contribuire contemporaneamente.
Dello sviluppo molto veloce a me non frega niente, il benessere di uno stato non va misurato in base al PIL, ma in base a quello che io chiamerei "happiness index". Ci sono paesi con poco PIL ma con "happiness index" superiore agli stati industrializzati. In Svizzera c'è un tasso di suicidi alto e in Giappone alle stelle.
Se lo scopo della vita deve essere quello di comprarsi un fotutto Iphone, mi tiro fuori. Preferisco godermi una giornata di sole con in tasca un Nokia 3330 e una bicicletta arrugginita.
> La visione sinistra della lotta di classe invece a cosa può condurre? Ad aziende già poco competitive che si trovano contro i loro dipendenti, yodizzati in una spirale di recriminazioni e passivoaggressività. E ci credo che gli stati esteri ci bagnano il naso.
Ci vuole il giusto equilibrio, come in ogni cosa. I lavoratori hanno diritti ma anche doveri, questa è una cosa del tutto ovvia.
Hai diritto a prenderti un giorno di riposo quando hai l'influenza annuale, ma non è che ogni volta che ti svegli col piede sbagliato puoi stare a casa.
Naturalmente se uno sta a casa ogni 2 per 3 il ragionamento "che cazzo mi serve un dipendente così" diventa valido, ma queste non deve tradursi nella pretesa che tu debba andare a lavorare con 40 di febbre... e se ti capita una volta "guai, trovo un negretto che lavora anche con un tumore terminale".
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Re: Avve, a proposito di RenziScritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2017-10-28 22:48:11.0 alle 2017-10-28 22:48:11.0Trollate totali: 14239Scritto da:
>
> In pratica stai dicendo che serve immigrazione per far funzionare le aziende?
>
Non capisco davvero da dove tu abbia tratto questa conclusione
> In USA per assumere un non americano devi dimostrare che non sei riuscito a trovare un autoctono in grado di fare il lavoro.
> Non vedo perché non si possa fare anche da noi.
>
> In più, si potrebbe stabilire che solo gli stranieri che hanno trovato un lavoro (sulla base della regola sopra) possano avere un permesso di soggiorno.
>
> Così di immigrati vengono presi esattamente quelli che servono: non di più, non di meno.
>
Non voglio aprire il discorso immigrazione perché già è abbastanza vasto questo. Dico solo che per me esistono i margini per rispettare gli accordi internazionali e i valori a cui si riferiscono documenti come la carta dei diritti dell'uomo, senza far annegare i poveri cristi o sparargli contro, ma disincentivandone la partenza in prima battuta. E' quello che ha fatto Minniti, e i risultati si sono visti immediatamente.
Ovviamente poi non basta e si può fare di meglio, si possono fare interventi più strutturati sul lungo termine e meno rivolto a risolvere le contingenze. Comunque non vedo di buon occhio l'immigrazione a cazzo sciortino, anche se capisco che entro certi termini è inevitabile e bisogna smazzarsela.
> Ah, un'altra cosa: l'obbiettivo politico primario non deve essere per forza aumentare il PIL e avere grandi industrie.
>
> Noi umani dobbiamo cominciare a mettere il benessere psicologico davanti a quello economico.
> La mentaltà consumista dei paesi industrializzati è: lavorare come robottini per poi comprare un sacco di cose inutili.
>
> Una schifezza.
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Astrattamente sarei anche d'accordo, ma dal punto di vista pratico bisogna capire "come" e "quanto". Io penso che lo stato debba offrire opportunità quanto più possibile uguali per tutti, ma poi sta ai singoli coglierle. Mi piace il concetto americano del diritto alla "ricerca della felicità". E' una cosa estremamente importante. Non ti dice che si ha il diritto ad essere felici. Ma si dovrebbe avere il diritto di cercarla. E di trovarla, se uno non è proprio gnucco.
Ma appunto ci vuole anche responsabilità individuale, ed è giusto che se uno è gnucco vive come uno stronzo e muore come uno stronzo. Specialmente se parliamo di persone normodotate e non di disabili fisici o mentali o di categorie svantaggiate di altro tipo.
>
>
> Sono d'accordo, ma infatti sinistra non deve significare "metterlo nel culo agli imprenditori", significa trovare un equilibrio fra gli interessi dei lavoratori e quelli degli imprenditori, cosa che nel liberismo pure viene a mancare perché gli imprenditori hanno il coltello dalla parte del manico.
>
> Con diritti dei lavoratori io non intendo dire delle leggi che permettano ai dipendenti di approfittarsene, ma:
> - Salari minimi
> - Tetto massimo sulle ore di lavoro giornaliere (se vengono accedute, vanno pagati gli straordinari)
> - Diritto a vacanze pagate
> - Diritto alle pause
> - Diritto a stare in malattia
>
> Più in generale, non deve essere possibile fare il ragionamento "prendo 20 africani che lavorano 12 ore, senza pause per 2 euro all'ora"... e dire a un italiano "tanto se tu non accetti queste condizioni, trovo un africano che il lavoro lo prende".
>
Mah, anche qua, astrattamente potrei essere d'accordo ma bisogna capire come strutturare la cosa. Perché se uno è in grado di lavorare 12 ore ne può fare solo 8? Perché se uno è disposto a fare solo 2 settimane di vacanza l'anno deve farsene 4? Perché se una persona è disposta a farsi pagare 500 euro al mese non può proporsi?
Dei limiti ci devono essere, ma a mio avviso ci vuole un modo diverso e più elastico di strutturarli. I voucher ad esempio erano un buon sistema, e sono stati affossati dalla combriccola di bersaniani, cgil e comunisti vari.
Anziché risolvere eventualmente gli eventuali problemi legati ad abusi e utilizzi non convenzionali del sistema.
> Detto questo, poi è ovvio che se il tuo contratto di lavoro prevede 8 ore giornaliere, tu in quelle 8 ore ci devi essere e devi lavorare come si deve.
> Tu ti impegni a fare quello che devi fare durante l'orario di lavoro, ma il capo non ti deve rompere il cazzo fuori dall'orario di lavoro e non deve pretendere che tu salti quotidinamente le pause perché così produci di più.
>
Anche qua. Stiam parlando di teoria. Se le leggi son troppo stringenti rispetto alle condizioni reali, quel che succede è che rimangono solo su carta. Per me lo stato dovrebbe mettere i lavoratori nelle condizioni di mandare affanculo un datore di lavoro che pretenda rese e attività non adeguate dal punto di vista della salute e della qualità della vita. Però anche qua, è molto astratto. Come lo coniughi con dei lavori dove la pausa pranzo diventa una pausa panino? Vogliamo raccontarci che mangiare panini ogni giorno sia umanamente accettabile?
E' giusto che si lavori di notte? Eppure certi lavori sono notturni, e vanno svolti. Dal pronto soccorso alla guardia giurata, finendo con l'operaio.
Io non ho assolutamente la benché minima idea di come realizzare ciò, ma secondo me ci vuole un sistema dove chi è in gamba può scegliersi quel che vuole, chi è medio si prende il resto è chi è malamente si prende lo scarto dello scarto. Così magari una frazione di quelli malamente decide di darsi una svegliata. Poi ovviamente ci vogliono tanti interventi a sostegno di ciò, tra cui istruzione, formazione postscolastica, incentivi, cazzy e mazzy.
Non so, io guardo a idee come il basic income (avevo postato un ted a riguardo?) detto anche reddito di cittadinanza, per me potrebbe essere un punto di partenza per definire ciò che è minimo minimo e dovrebbe spettare a un cittadino solo per il fatto di essere cittadino, ma con incentivi vari a seconda di quel che uno fa del suo tempo. Se si forma, se si impegna a cercar impieghi o a tentare di crearne, se si dà una mossa insomma.
>
> Per aprire un'azienda devi avere capitale... quindi è una cosa da figli di papà. Il lavoratori possono pensare di aprirne una mettendo da parte un paio di soldini, ma se non ci sono i giusti salari non ti basta una vita per mettere da parte i soldi.
> Nel liberismo puro un imprenditore potrebbe fare il ragionamento di pagarti solo il minimo esistenziale, così non avrai il capitale per poter creare un'impresa e fargli concorrenza.
>
E' vero fino a un certo punto. Il capitale può essere trovato, e lo stato deve avere un suo ruolo in questo. In parte già lo fa, con finanziamenti per l'imprenditoria a fondo perduto e a interessi agevolati/zero.
Secondo me i due ostacoli maggiori sono #1 la burocrazia e #2 la scarsa mentalità imprenditoriale.
Tutto il resto si tratta solo di far quadrare i conti (ad esempio, le tasse sono alte, ma se fossero alte uguali pur non richiedendo di assumere un commercialista per un mese solo per capire cosa bisogna pagare, questo renderebbe molto più facile stimare il potenziale dell'impresa).
>
> Dello sviluppo molto veloce a me non frega niente, il benessere di uno stato non va misurato in base al PIL, ma in base a quello che io chiamerei "happiness index". Ci sono paesi con poco PIL ma con "happiness index" superiore agli stati industrializzati. In Svizzera c'è un tasso di suicidi alto e in Giappone alle stelle.
>
Dello sviluppo molto veloce in senso stretto frega poco anche a me, ma parlando dell'Italia o si dà una svegliata in fretta oppure siamo nella cacca.
> Se lo scopo della vita deve essere quello di comprarsi un fotutto Iphone, mi tiro fuori. Preferisco godermi una giornata di sole con in tasca un Nokia 3330 e una bicicletta arrugginita.
>
Sì certo, ma quando poi ti devi fare una tac e l'ospedale ha il macchinario rotto e al privato ti costa 2000 sacchi, fidati che ti piacerebbe avere qualche spicciolo in tasca.
>
> Ci vuole il giusto equilibrio, come in ogni cosa. I lavoratori hanno diritti ma anche doveri, questa è una cosa del tutto ovvia.
>
> Hai diritto a prenderti un giorno di riposo quando hai l'influenza annuale, ma non è che ogni volta che ti svegli col piede sbagliato puoi stare a casa.
Mah per me no. Hai tutto il diritto di startene a casa ogni volta che ti svegli con la luna storta. E parimenti il datore di lavoro deve aver il diritto di dirti "stattene a casa" se la cosa non gli sta bene. Se ci fossero delle reti di salvataggio in termini di welfare ad attutire il colpo, la cosa non creerebbe problemi.
Solo che in italia si vuol fare welfare col culo degli altri. Si dice agli imprenditori di non licenziare. Si impedisce al proprietario di sfrattare l'inquilino inadempiente. Si obbligano le aziende ad assumere questo o quello.
Tutto perché non si riesce a far welfare con le casse statali.
>
> Naturalmente se uno sta a casa ogni 2 per 3 il ragionamento "che cazzo mi serve un dipendente così" diventa valido, ma queste non deve tradursi nella pretesa che tu debba andare a lavorare con 40 di febbre... e se ti capita una volta "guai, trovo un negretto che lavora anche con un tumore terminale".
>
>
Te l'ho detto, per me se ci fosse un welfare più efficiente alla base il problema non si porrebbe.I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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Re: Avve, a proposito di RenziScritto daNon Autenticatoil 2017-10-28 16:35:17.0 alle 2017-10-28 16:35:17.0Scritto da:
> Scritto da: avvelenato
> > Scritto da:
> > > Spiega a gatto perché Renzi è un buon premier.
> >
> > Gli altri fanno cacare.
>
> Secondo gatto e wakko fanno cagare anche Renzi. E se fosse Di Maio a diventare premier?
Ciò che non mi piace di Renzi deriva da come si comporta, da cosa fa, da cosa dice, da come lo dice.
Il depotenziamento delle soprintendenze, l'unico organo ad arginare, seppure in modo limitato, frammentario e sconsolatamente inefficace, la trasformazione dei beni architettonici in ciarpame. Le soprintendenze sono state rese un carrozzone burocratico apposta per renderle inefficaci e per alimentare ostilità verso di esse, quindi è giunto il depotenziamento.
Le tentate riforme autoritarie della costituzione.
Il modo di fare da imbonitore, da cazzaro dell'ufficio in fondo.
L'atteggiamento arrogantello e decisionista. Ad avve piace proprio questo, chissà perché, mentre a me è la cosa principale che non piace del tipo. Il decisionismo sottintende l'idea che noi governati non siamo capaci di volere cosa è meglio per noi, siamo come dei bambini, dei minorati e a qualcun altro spetta decidere al posto nostro per il nostro bene. Questo è un atteggiamento che striscia nella mentalità della dirigenza del PD.
Almeno chi si propone come elite decisionale fosse intelligente. Renzi ha due neuroni, uno pensa per slogan e il secondo traduce in un inglese approssimativo.
Quanto allo smantellamento della legislazione sul lavoro, è una tendenza in atto da molto prima di Renzi. Renzi si trova semplicemente nel momento in cui essa è possibile, essendosi il PD sbarazzato della sinistra laburista e vedendosi qualche segno di ripresa economica. Difatti Renzi a fatto tutto il possibile per mettersi al posto di Letta per prendersi il merito della "ripresa".
La situazione esistente non va bene, la situazione che si prospetta non andrà bene ugualmente. Probabilmente è inevitabile, ma teniamo conto che viviamo in un momento segnato dalla crescente concentrazione della produzione, della distribuzione e della ricchezza nelle mani di pochi grandi soggetti (che in soldoni significa che non puoi aprire un negozio perché la concorrenza dei grandi operatori lo renderà irredditizio), dalla transizione dalla democrazia al governo delle "elite illuminate". I governi sono al servizio di questa transizione, ogni loro riforma non porta che in questa direzione.
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