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    il 2017-11-14 17:28:37.0 alle 2017-11-14 17:28:37.0
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    Red Pill, il film...
    ...che però da quello che ho capito, non ha molto a che fare con la teoria "Look Money Status" di cui vi avevo parlato. Ad ogni modo è interessante perchè è stato girato da una che all'inizio era una convinta femminista, ma poi man mano che raccoglieva interviste ha aperto gli occhi.

    https://www.enzopennetta.it/2017/06/the-red-pill-i...


    [...]Nella prima parte, vengono messi in evidenza alcuni dati che sono più o meno gli stessi sia negli USA che in Italia (riporterò quindi quelli italiani ).

    Gli uomini sono:

    il 93% dei morti sul lavoro (1200 ogni anno).

    il 79% delle vittime di suicidio (2400 ogni anno).

    il 79% delle vittime di omicidio (350 ogni anno).

    il 99.99% dei morti in servizio militare (1.3 milioni dalla fondazione dell’Italia).

    il 55% delle vittime di violenza domestica (50 mila ogni anno).

    Nessuna di queste problematiche, però, pare degna di diventare un’”emergenza” e nessuno cerca soluzioni.

    Anche nel campo scolastico e universitario i maschi conseguono risultati peggiori delle donne: hanno voti più bassi, ricevono meno borse di studio e hanno un tasso maggiore di abbandono scolastico. Tuttavia, come già denunciato da Christina Hoff Sommers nel libro The War Against Boys, nessuno se ne cura, e anzi tutta l’istruzione è modellata intorno alle ragazze. I bambini, inoltre, hanno molte più probabilità di ricevere una diagnosi per ADHD o altri disturbi correlati, con conseguente prescrizione di farmaci.

    Nel campo della salute le cose non vanno meglio. Gli uomini vivono in media 5 anni meno delle donne, ma invece di colmare questa disparità, pare che ci si preoccupi solo della salute delle donne. Nel documentario, infatti, vengono mostrati dei dati secondo i quali, a parità di mortalità, viene finanziata maggiormente la ricerca sul cancro al seno rispetto a quella sul cancro alla prostata. Qui in Italia, nella settimana dal 18 al 24 aprile, nell’ambito dell’iniziativa Open Week, le donne hanno avuto la possibilità di fare esami medici gratuiti. Poiché si trattava di esami non specificatamente femminili, ci si chiede perché la settimana Open Week non sia stata aperta anche agli uomini.

    Nel documentario viene intervisto anche Warren Farrell, che nel suo libro The Myth of the Male Power (Il mito del potere maschile, purtroppo l’edizione italiana è fuori stampa) sostiene, tra le altre cose, che la società riesce a sopravvivere solo perché da sempre insegna ai suoi uomini che essi sono il sesso sacrificabile: in guerra, sul lavoro, in caso di calamità… Il famoso “prima le donne e i bambini” non è nato perché gli uomini sono magicamente in grado di salvarsi in ogni situazione di emergenza, ma proprio perché si ritiene che essi, a differenza delle donne, possano essere sacrificati, senza grosse conseguenze per la società. Farrell nota anche che nessuna femminista chiede l’uguaglia per lavori faticosi e pericolosi, o percepiti come “di poco valore” (minatore, spazzino, escavatorista, operario in genere, tornitore…). Vogliono la parità solo per ruoli importanti, come ministro, presidente, amministratore delegato, ecc. e sono proprio questi gli ambiti in cui sono state imposte le quote rosa. Cassie ci mostra anche come un gruppo di femministe furiose abbia tentato di impedire l’ingresso a una conferenza di Farrell, gridando a chi entrava a vederla “feccia del cazzo” (fucking scum).
    [...]


    [...]il problema della violenza contro gli uomini è che (come spiega anche la Mancini) essi in genere non si riconoscono come vittime e quindi spesso non denunciano. Essi non denunciano anche perché sanno che o non verranno creduti o verranno derisi. Proprio per questo motivo, quando vengono aggrediti da una donna non reagiscono, perché sanno che, se la donna si fa anche un graffio, saranno loro (gli uomini) che andranno in prigione, non la donna.

    Ecco alcuni dati USA, riportati anche nel documentario:

    A parità di reato gli uomini ricevono pene 63% più severe
    Per violenza domestica vanno in prigione l’83% degli uomini ed il 58% delle donne
    Per possesso di droga vanno in prigione il 34% degli uomini ed il 17% delle donne
    La discriminazione di genere è 6 volte maggiore della discriminazione razziale. Ad esempio, la probabilità che una persona condannata finisca in carcere è: 18% per le donne bianche, 32% per le donne nere, 48% per gli uomini bianchi, 55% per gli uomini neri (dati di Chicago)
    .[...]
    "Se tutti facessero così..."

    "La Romania è ricchissima" cit. Dada
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      avvelenato
      un mezzo cavallo
      il 2017-11-14 17:42:50.0 alle 2017-11-14 17:42:50.0
      Trollate totali: 14239
      Re: Red Pill, il film...
      Scritto da: Ordine
      > ...che però da quello che ho capito, non ha molto a che fare con la teoria "Look Money Status" di cui vi avevo parlato. Ad ogni modo è interessante perchè è stato girato da una che all'inizio era una convinta femminista, ma poi man mano che raccoglieva interviste ha aperto gli occhi.
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      > https://www.enzopennetta.it/2017/06/the-red-pill-i...
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      >
      > [...]Nella prima parte, vengono messi in evidenza alcuni dati che sono più o meno gli stessi sia negli USA che in Italia (riporterò quindi quelli italiani ).
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      > Gli uomini sono:
      >
      > il 93% dei morti sul lavoro (1200 ogni anno).
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      > il 79% delle vittime di suicidio (2400 ogni anno).
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      > il 79% delle vittime di omicidio (350 ogni anno).
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      > il 99.99% dei morti in servizio militare (1.3 milioni dalla fondazione dell’Italia).
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      > il 55% delle vittime di violenza domestica (50 mila ogni anno).
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      > Nessuna di queste problematiche, però, pare degna di diventare un’”emergenza” e nessuno cerca soluzioni.
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      > Anche nel campo scolastico e universitario i maschi conseguono risultati peggiori delle donne: hanno voti più bassi, ricevono meno borse di studio e hanno un tasso maggiore di abbandono scolastico. Tuttavia, come già denunciato da Christina Hoff Sommers nel libro The War Against Boys, nessuno se ne cura, e anzi tutta l’istruzione è modellata intorno alle ragazze. I bambini, inoltre, hanno molte più probabilità di ricevere una diagnosi per ADHD o altri disturbi correlati, con conseguente prescrizione di farmaci.
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      > Nel campo della salute le cose non vanno meglio. Gli uomini vivono in media 5 anni meno delle donne, ma invece di colmare questa disparità, pare che ci si preoccupi solo della salute delle donne. Nel documentario, infatti, vengono mostrati dei dati secondo i quali, a parità di mortalità, viene finanziata maggiormente la ricerca sul cancro al seno rispetto a quella sul cancro alla prostata. Qui in Italia, nella settimana dal 18 al 24 aprile, nell’ambito dell’iniziativa Open Week, le donne hanno avuto la possibilità di fare esami medici gratuiti. Poiché si trattava di esami non specificatamente femminili, ci si chiede perché la settimana Open Week non sia stata aperta anche agli uomini.
      >
      > Nel documentario viene intervisto anche Warren Farrell, che nel suo libro The Myth of the Male Power (Il mito del potere maschile, purtroppo l’edizione italiana è fuori stampa) sostiene, tra le altre cose, che la società riesce a sopravvivere solo perché da sempre insegna ai suoi uomini che essi sono il sesso sacrificabile: in guerra, sul lavoro, in caso di calamità… Il famoso “prima le donne e i bambini” non è nato perché gli uomini sono magicamente in grado di salvarsi in ogni situazione di emergenza, ma proprio perché si ritiene che essi, a differenza delle donne, possano essere sacrificati, senza grosse conseguenze per la società. Farrell nota anche che nessuna femminista chiede l’uguaglia per lavori faticosi e pericolosi, o percepiti come “di poco valore” (minatore, spazzino, escavatorista, operario in genere, tornitore…). Vogliono la parità solo per ruoli importanti, come ministro, presidente, amministratore delegato, ecc. e sono proprio questi gli ambiti in cui sono state imposte le quote rosa. Cassie ci mostra anche come un gruppo di femministe furiose abbia tentato di impedire l’ingresso a una conferenza di Farrell, gridando a chi entrava a vederla “feccia del cazzo” (fucking scum).
      [...]
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      > [...]il problema della violenza contro gli uomini è che (come spiega anche la Mancini) essi in genere non si riconoscono come vittime e quindi spesso non denunciano. Essi non denunciano anche perché sanno che o non verranno creduti o verranno derisi. Proprio per questo motivo, quando vengono aggrediti da una donna non reagiscono, perché sanno che, se la donna si fa anche un graffio, saranno loro (gli uomini) che andranno in prigione, non la donna.
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      > Ecco alcuni dati USA, riportati anche nel documentario:
      >
      > A parità di reato gli uomini ricevono pene 63% più severe
      > Per violenza domestica vanno in prigione l’83% degli uomini ed il 58% delle donne
      > Per possesso di droga vanno in prigione il 34% degli uomini ed il 17% delle donne
      > La discriminazione di genere è 6 volte maggiore della discriminazione razziale. Ad esempio, la probabilità che una persona condannata finisca in carcere è: 18% per le donne bianche, 32% per le donne nere, 48% per gli uomini bianchi, 55% per gli uomini neri (dati di Chicago)
      .[...]

      Lo devo vedere. Anche se per dirla tutta, il femminismo (salvo i deliri delle radicalfemminazi) non ha alcun problema a difendere i diritti maschili laddove c'è disparità. Ho visto molta compassione a riguardo in un gruppo di femministi dove partecipo.
      I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2017-11-14 18:20:14.0 alle 2017-11-14 18:20:14.0
        Re: Red Pill, il film...
        Scritto da: avvelenato
        > Scritto da: Ordine
        > > ...che però da quello che ho capito, non ha molto a che fare con la teoria "Look Money Status" di cui vi avevo parlato. Ad ogni modo è interessante perchè è stato girato da una che all'inizio era una convinta femminista, ma poi man mano che raccoglieva interviste ha aperto gli occhi.
        > >
        > > https://www.enzopennetta.it/2017/06/the-red-pill-i...
        > >
        > >
        > > [...]Nella prima parte, vengono messi in evidenza alcuni dati che sono più o meno gli stessi sia negli USA che in Italia (riporterò quindi quelli italiani ).
        > >
        > > Gli uomini sono:
        > >
        > > il 93% dei morti sul lavoro (1200 ogni anno).
        > >
        > > il 79% delle vittime di suicidio (2400 ogni anno).
        > >
        > > il 79% delle vittime di omicidio (350 ogni anno).
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        > > il 99.99% dei morti in servizio militare (1.3 milioni dalla fondazione dell’Italia).
        > >
        > > il 55% delle vittime di violenza domestica (50 mila ogni anno).
        > >
        > > Nessuna di queste problematiche, però, pare degna di diventare un’”emergenza” e nessuno cerca soluzioni.
        > >
        > > Anche nel campo scolastico e universitario i maschi conseguono risultati peggiori delle donne: hanno voti più bassi, ricevono meno borse di studio e hanno un tasso maggiore di abbandono scolastico. Tuttavia, come già denunciato da Christina Hoff Sommers nel libro The War Against Boys, nessuno se ne cura, e anzi tutta l’istruzione è modellata intorno alle ragazze. I bambini, inoltre, hanno molte più probabilità di ricevere una diagnosi per ADHD o altri disturbi correlati, con conseguente prescrizione di farmaci.
        > >
        > > Nel campo della salute le cose non vanno meglio. Gli uomini vivono in media 5 anni meno delle donne, ma invece di colmare questa disparità, pare che ci si preoccupi solo della salute delle donne. Nel documentario, infatti, vengono mostrati dei dati secondo i quali, a parità di mortalità, viene finanziata maggiormente la ricerca sul cancro al seno rispetto a quella sul cancro alla prostata. Qui in Italia, nella settimana dal 18 al 24 aprile, nell’ambito dell’iniziativa Open Week, le donne hanno avuto la possibilità di fare esami medici gratuiti. Poiché si trattava di esami non specificatamente femminili, ci si chiede perché la settimana Open Week non sia stata aperta anche agli uomini.
        > >
        > > Nel documentario viene intervisto anche Warren Farrell, che nel suo libro The Myth of the Male Power (Il mito del potere maschile, purtroppo l’edizione italiana è fuori stampa) sostiene, tra le altre cose, che la società riesce a sopravvivere solo perché da sempre insegna ai suoi uomini che essi sono il sesso sacrificabile: in guerra, sul lavoro, in caso di calamità… Il famoso “prima le donne e i bambini” non è nato perché gli uomini sono magicamente in grado di salvarsi in ogni situazione di emergenza, ma proprio perché si ritiene che essi, a differenza delle donne, possano essere sacrificati, senza grosse conseguenze per la società. Farrell nota anche che nessuna femminista chiede l’uguaglia per lavori faticosi e pericolosi, o percepiti come “di poco valore” (minatore, spazzino, escavatorista, operario in genere, tornitore…). Vogliono la parità solo per ruoli importanti, come ministro, presidente, amministratore delegato, ecc. e sono proprio questi gli ambiti in cui sono state imposte le quote rosa. Cassie ci mostra anche come un gruppo di femministe furiose abbia tentato di impedire l’ingresso a una conferenza di Farrell, gridando a chi entrava a vederla “feccia del cazzo” (fucking scum).
        [...]
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        > >
        > > [...]il problema della violenza contro gli uomini è che (come spiega anche la Mancini) essi in genere non si riconoscono come vittime e quindi spesso non denunciano. Essi non denunciano anche perché sanno che o non verranno creduti o verranno derisi. Proprio per questo motivo, quando vengono aggrediti da una donna non reagiscono, perché sanno che, se la donna si fa anche un graffio, saranno loro (gli uomini) che andranno in prigione, non la donna.
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        > > Ecco alcuni dati USA, riportati anche nel documentario:
        > >
        > > A parità di reato gli uomini ricevono pene 63% più severe
        > > Per violenza domestica vanno in prigione l’83% degli uomini ed il 58% delle donne
        > > Per possesso di droga vanno in prigione il 34% degli uomini ed il 17% delle donne
        > > La discriminazione di genere è 6 volte maggiore della discriminazione razziale. Ad esempio, la probabilità che una persona condannata finisca in carcere è: 18% per le donne bianche, 32% per le donne nere, 48% per gli uomini bianchi, 55% per gli uomini neri (dati di Chicago)
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        > Lo devo vedere. Anche se per dirla tutta, il femminismo (salvo i deliri delle radicalfemminazi) non ha alcun problema a difendere i diritti maschili laddove c'è disparità. Ho visto molta compassione a riguardo in un gruppo di femministi dove partecipo.

        Il femminismo originario era un'ideologia di emancipazione, l'odierno rigurgito neofemminista è un'ideologia bigotta, moralista e coercitiva. Io non parteciperei mai a un gruppo di femministi.
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        il 2017-11-14 18:25:31.0 alle 2017-11-14 18:25:31.0
        Trollate totali: 4032
        Re: Red Pill, il film...
        Scritto da: avvelenato
        > Scritto da: Ordine
        > > ...che però da quello che ho capito, non ha molto a che fare con la teoria "Look Money Status" di cui vi avevo parlato. Ad ogni modo è interessante perchè è stato girato da una che all'inizio era una convinta femminista, ma poi man mano che raccoglieva interviste ha aperto gli occhi.
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        > > https://www.enzopennetta.it/2017/06/the-red-pill-i...
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        > > [...]Nella prima parte, vengono messi in evidenza alcuni dati che sono più o meno gli stessi sia negli USA che in Italia (riporterò quindi quelli italiani ).
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        > > Gli uomini sono:
        > >
        > > il 93% dei morti sul lavoro (1200 ogni anno).
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        > > il 79% delle vittime di suicidio (2400 ogni anno).
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        > > il 79% delle vittime di omicidio (350 ogni anno).
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        > > il 99.99% dei morti in servizio militare (1.3 milioni dalla fondazione dell’Italia).
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        > > il 55% delle vittime di violenza domestica (50 mila ogni anno).
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        > > Nessuna di queste problematiche, però, pare degna di diventare un’”emergenza” e nessuno cerca soluzioni.
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        > > Anche nel campo scolastico e universitario i maschi conseguono risultati peggiori delle donne: hanno voti più bassi, ricevono meno borse di studio e hanno un tasso maggiore di abbandono scolastico. Tuttavia, come già denunciato da Christina Hoff Sommers nel libro The War Against Boys, nessuno se ne cura, e anzi tutta l’istruzione è modellata intorno alle ragazze. I bambini, inoltre, hanno molte più probabilità di ricevere una diagnosi per ADHD o altri disturbi correlati, con conseguente prescrizione di farmaci.
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        > > Nel campo della salute le cose non vanno meglio. Gli uomini vivono in media 5 anni meno delle donne, ma invece di colmare questa disparità, pare che ci si preoccupi solo della salute delle donne. Nel documentario, infatti, vengono mostrati dei dati secondo i quali, a parità di mortalità, viene finanziata maggiormente la ricerca sul cancro al seno rispetto a quella sul cancro alla prostata. Qui in Italia, nella settimana dal 18 al 24 aprile, nell’ambito dell’iniziativa Open Week, le donne hanno avuto la possibilità di fare esami medici gratuiti. Poiché si trattava di esami non specificatamente femminili, ci si chiede perché la settimana Open Week non sia stata aperta anche agli uomini.
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        > > Nel documentario viene intervisto anche Warren Farrell, che nel suo libro The Myth of the Male Power (Il mito del potere maschile, purtroppo l’edizione italiana è fuori stampa) sostiene, tra le altre cose, che la società riesce a sopravvivere solo perché da sempre insegna ai suoi uomini che essi sono il sesso sacrificabile: in guerra, sul lavoro, in caso di calamità… Il famoso “prima le donne e i bambini” non è nato perché gli uomini sono magicamente in grado di salvarsi in ogni situazione di emergenza, ma proprio perché si ritiene che essi, a differenza delle donne, possano essere sacrificati, senza grosse conseguenze per la società. Farrell nota anche che nessuna femminista chiede l’uguaglia per lavori faticosi e pericolosi, o percepiti come “di poco valore” (minatore, spazzino, escavatorista, operario in genere, tornitore…). Vogliono la parità solo per ruoli importanti, come ministro, presidente, amministratore delegato, ecc. e sono proprio questi gli ambiti in cui sono state imposte le quote rosa. Cassie ci mostra anche come un gruppo di femministe furiose abbia tentato di impedire l’ingresso a una conferenza di Farrell, gridando a chi entrava a vederla “feccia del cazzo” (fucking scum).
        [...]
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        > > [...]il problema della violenza contro gli uomini è che (come spiega anche la Mancini) essi in genere non si riconoscono come vittime e quindi spesso non denunciano. Essi non denunciano anche perché sanno che o non verranno creduti o verranno derisi. Proprio per questo motivo, quando vengono aggrediti da una donna non reagiscono, perché sanno che, se la donna si fa anche un graffio, saranno loro (gli uomini) che andranno in prigione, non la donna.
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        > > Ecco alcuni dati USA, riportati anche nel documentario:
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        > > A parità di reato gli uomini ricevono pene 63% più severe
        > > Per violenza domestica vanno in prigione l’83% degli uomini ed il 58% delle donne
        > > Per possesso di droga vanno in prigione il 34% degli uomini ed il 17% delle donne
        > > La discriminazione di genere è 6 volte maggiore della discriminazione razziale. Ad esempio, la probabilità che una persona condannata finisca in carcere è: 18% per le donne bianche, 32% per le donne nere, 48% per gli uomini bianchi, 55% per gli uomini neri (dati di Chicago)
        .[...]
        >
        > Lo devo vedere. Anche se per dirla tutta, il femminismo (salvo i deliri delle radicalfemminazi) non ha alcun problema a difendere i diritti maschili laddove c'è disparità. Ho visto molta compassione a riguardo in un gruppo di femministi dove partecipo.

        Se così fosse non dovrebbero chiamarsi "femministi", ma semplicemente "antisessisti". Io ho capito di chi parli, stai per caso parlando di quelle femministe/i che ti dicono che anche i maschi sono vittime del patriarcato? No, mi dispiace, quelli non difendono i diritti maschili, ma cercano semplicemente di ricondurre le discriminazioni degli uomini agli uomini stessi in maniera del tutto fallacee e misandrica

        Per approfondimento: https://antisessismo.wordpress.com/2016/11/07/la-t...

        **Modificato dall'autore il 14.11.2017 18:26**
        "Se tutti facessero così..."

        "La Romania è ricchissima" cit. Dada
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