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    il 2017-12-22 18:12:11.0 alle 2017-12-22 18:12:11.0
    Trollate totali: 493
    Conclusione (menate femminili)
    Ora che mi sento libera da quel appannamento mentale posso finalmente trarre una conclusione.
    È dal 2011 che ci sto lavorando, ma avevo tante altre menate in corso che gli ho dedicato proprio poco tempo, ho iniziato solo da qualche anno ad accorgermi che vivevo in una gabbia di vetro e che solo io potevo rompere il vetro.
    È de questa la cosa più terribile da capire, che la gabbia me la sono costruita da sola, ho sempre saputo d'avere un istinto masochista, ed ero consapevole d'essere terrorizzata da una relazione con un maschio, per quello l'ho sempre evitata terrorizzandoli e mantenendo le distanze, finché ho sbagliato qualche calcolo, previsione e sono cascata dentro a sto vortice, a volte piacevole e pieno di novità, ma spesso mi sono ritrovata ad essere una vera paranoica, pazza femmina iperterrorizzata che sbatteva la testa sulle pareti della sua gabbia di vetro, lanciando tazze a terra per vedere quanto fosse spezzata, non vedevo un minimo di logica, solo la follia assurda dell'istinto rincretinito di una femmina che crede d'essere innamorata ed invece è solo una psicopatica triste che si fa schifo, e più si comporta da stupida rincretinita più si odia.
    A, volte avevo momenti di lucidità e consapevolezza, era chiaro che non stavo bene, eppure continuavo nella mia gabbia ad aspettare che qualcuno mi salvasse, quando l'unica che poteva salvarmi ero solo io. Penso che avevo troppa paura di vedermi e pensavo che non sarei stata in grado di perdonarmi.

    Sicuramente l'esempio dei miei non ha aiutato, per loro l'amore era sofferenza. Fino alla fine hanno giocato a ferirsi, quando uno provava a sventolare la bandiera bianca, l'altro non capiva/o non voleva capire e sfoderava una lama di cattiveria, fino all'ultimo respiro si sono feriti e hanno sofferto. Ero forse l'unica che aveva visto che in realtà si amavano ma erano talmente stupidi da nascondersi dietro a tutte quelle cicatrici che si erano causati per tret'anni di puro egoismo, e avevano troppo orgoglio per ammettere che a volte avevano sbagliato.

    Ora posso finalmente guardare e analizzare la "me" di quest'ultimi quattordici anni. Ho passato l'ultimo mese in una specie di limbo, dove a momenti volevo chiudere gl'occhi e ritornare nella mia gabbia conosciuta, in altri momenti ero talmente felice di sentirmi così libera senza nessuna pressione ne obblighi e col mondo aperto dinanzi a me (sensazione che avevo a 20anni).
    Ora che ci penso, credo che il morso del cane è stato utile a tirarmi fuori da quel limbo, perché mi sono ritrovata da sola, ferita e con la testa offuscata, stavo male veramente. Ho passato quattro giorni a letto ad ascoltare musica, dormire e prendermi cura solo di me stessa.
    È stato come risvegliarsi da un sogno e stranamente mi sono accorta d'essermi finalmente perdonata. Due settimane fa pensavo fosse una strada lunga raggiungere sto obbiettivo del autoperdono. È strano come le cose si sistemano da sole.

    Spero sto libro mi sia utile a vedere un'altra prospettiva della "me" degl'ultimi decenni.
    https://www.lafeltrinelli.it/libri/robin-norwood/d...
    La distancia, nos lleva a otros rumbos, caminos distintos, que no tienen vuelta hacia atrás.
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      Non Autenticato
      il 2017-12-22 20:09:47.0 alle 2017-12-22 20:09:47.0
      Re: Conclusione (menate femminili)
      Scritto da: Sole
      > Ora che mi sento libera da quel appannamento mentale posso finalmente trarre una conclusione.
      > È dal 2011 che ci sto lavorando, ma avevo tante altre menate in corso che gli ho dedicato proprio poco tempo, ho iniziato solo da qualche anno ad accorgermi che vivevo in una gabbia di vetro e che solo io potevo rompere il vetro.
      > È de questa la cosa più terribile da capire, che la gabbia me la sono costruita da sola, ho sempre saputo d'avere un istinto masochista,

      Mai pensato di lavorare per kink.com? Cylon

      > ed ero consapevole d'essere terrorizzata da una relazione con un maschio, per quello l'ho sempre evitata terrorizzandoli e mantenendo le distanze, finché ho sbagliato qualche calcolo, previsione e sono cascata dentro a sto vortice, a volte piacevole e pieno di novità, ma spesso mi sono ritrovata ad essere una vera paranoica, pazza femmina iperterrorizzata che sbatteva la testa sulle pareti della sua gabbia di vetro, lanciando tazze a terra per vedere quanto fosse spezzata, non vedevo un minimo di logica, solo la follia assurda dell'istinto rincretinito di una femmina che crede d'essere innamorata ed invece è solo una psicopatica triste che si fa schifo, e più si comporta da stupida rincretinita più si odia.
      > A, volte avevo momenti di lucidità e consapevolezza, era chiaro che non stavo bene, eppure continuavo nella mia gabbia ad aspettare che qualcuno mi salvasse, quando l'unica che poteva salvarmi ero solo io. Penso che avevo troppa paura di vedermi e pensavo che non sarei stata in grado di perdonarmi.
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      > Sicuramente l'esempio dei miei non ha aiutato, per loro l'amore era sofferenza. Fino alla fine hanno giocato a ferirsi, quando uno provava a sventolare la bandiera bianca, l'altro non capiva/o non voleva capire e sfoderava una lama di cattiveria, fino all'ultimo respiro si sono feriti e hanno sofferto. Ero forse l'unica che aveva visto che in realtà si amavano ma erano talmente stupidi da nascondersi dietro a tutte quelle cicatrici che si erano causati per tret'anni di puro egoismo, e avevano troppo orgoglio per ammettere che a volte avevano sbagliato.
      >
      > Ora posso finalmente guardare e analizzare la "me" di quest'ultimi quattordici anni. Ho passato l'ultimo mese in una specie di limbo, dove a momenti volevo chiudere gl'occhi e ritornare nella mia gabbia conosciuta, in altri momenti ero talmente felice di sentirmi così libera senza nessuna pressione ne obblighi e col mondo aperto dinanzi a me (sensazione che avevo a 20anni).
      > Ora che ci penso, credo che il morso del cane è stato utile a tirarmi fuori da quel limbo, perché mi sono ritrovata da sola, ferita e con la testa offuscata, stavo male veramente. Ho passato quattro giorni a letto ad ascoltare musica, dormire e prendermi cura solo di me stessa.
      > È stato come risvegliarsi da un sogno e stranamente mi sono accorta d'essermi finalmente perdonata. Due settimane fa pensavo fosse una strada lunga raggiungere sto obbiettivo del autoperdono. È strano come le cose si sistemano da sole.
      >
      > Spero sto libro mi sia utile a vedere un'altra prospettiva della "me" degl'ultimi decenni.
      > https://www.lafeltrinelli.it/libri/robin-norwood/d...

      Non ho capito cos'hai concluso Triste
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