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disoccupazione in USAScritto daNon Autenticatoil 2018-01-17 15:47:13.0 alle 2018-01-17 15:47:13.0
http://www.huffingtonpost.it/2018/01/13/in-america...

Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è così basso che un numero sempre maggiore di imprese sta assumendo forza lavoro tra i detenuti. Lo scrive il New York Times, che spiega come in alcune zone del Paese – dove la disoccupazione arriva a malapena al 2% - le aziende stiano fornendo opportunità a persone che per molto tempo sono rimaste escluse dal mercato del lavoro, come chi ha precedenti penali, chi è affetto da qualche forma di disabilità e chi è stato a lungo disoccupato.
divertente che lo metta dopo, cioè prima vengono i criminali poi i disabili e poi forse alla fine dei gironi infernali gli inoccupati tardivi


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Re: disoccupazione in USAScritto daNon Autenticatoil 2018-01-17 16:52:11.0 alle 2018-01-17 16:52:11.0Scritto da:
>http://www.huffingtonpost.it/2018/01/13/in-america...

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> Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è così basso che un numero sempre maggiore di imprese sta assumendo forza lavoro tra i detenuti. Lo scrive il New York Times, che spiega come in alcune zone del Paese – dove la disoccupazione arriva a malapena al 2% - le aziende stiano fornendo opportunità a persone che per molto tempo sono rimaste escluse dal mercato del lavoro, come chi ha precedenti penali, chi è affetto da qualche forma di disabilità e chi è stato a lungo disoccupato.
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> divertente che lo metta dopo, cioè prima vengono i criminali poi i disabili e poi forse alla fine dei gironi infernali gli inoccupati tardivi



Quello che interessa ai datori di lavoro è che tu produca. Un carcerato professionista produce di più rispetto a uno che non ha esperienza lavorativa. Non è una questione di morale, ma di business.-
Re: disoccupazione in USAScritto daNon Autenticatoil 2018-01-17 17:34:29.0 alle 2018-01-17 17:34:29.0Scritto da:
> Scritto da:
> >http://www.huffingtonpost.it/2018/01/13/in-america...

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> > Il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è così basso che un numero sempre maggiore di imprese sta assumendo forza lavoro tra i detenuti. Lo scrive il New York Times, che spiega come in alcune zone del Paese – dove la disoccupazione arriva a malapena al 2% - le aziende stiano fornendo opportunità a persone che per molto tempo sono rimaste escluse dal mercato del lavoro, come chi ha precedenti penali, chi è affetto da qualche forma di disabilità e chi è stato a lungo disoccupato.
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> > divertente che lo metta dopo, cioè prima vengono i criminali poi i disabili e poi forse alla fine dei gironi infernali gli inoccupati tardivi



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> Quello che interessa ai datori di lavoro è che tu produca. Un carcerato professionista produce di più rispetto a uno che non ha esperienza lavorativa. Non è una questione di morale, ma di business.
e il disabile allora? un disabile che biascica non può parlare nè camminare viene prima dell'inoccupato tardivo perchè quest'ultimo è odiato per via dell'invidia sociale
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