-
Compagnie d'amiciHo notato che in Italia, la gente spesso ha ste compagnie di amici con cui vivono quando escono.
Mi sembra di capire che ste compagnie sono delle relazioni che vanno mantenute a volte anche svogliatamente, ed esiste una paura vera e propria di rimanerci esclusi o allontanarsi da essa.
Perché è così importante?
Chi ha la pazienza di spiegarmi?La distancia, nos lleva a otros rumbos, caminos distintos, que no tienen vuelta hacia atrás.-
Re: Compagnie d'amiciScritto daNon Autenticatoil 2018-02-05 15:51:29.0 alle 2018-02-05 15:51:29.0Scritto da: Sole
> Ho notato che in Italia, la gente spesso ha ste compagnie di amici con cui vivono quando escono.
> Mi sembra di capire che ste compagnie sono delle relazioni che vanno mantenute a volte anche svogliatamente, ed esiste una paura vera e propria di rimanerci esclusi o allontanarsi da essa.
> Perché è così importante?
> Chi ha la pazienza di spiegarmi?
Non lo so, io non esco con nessuna compagnia. Ho degli amici che risalgono alle medie e ci vediamo qualche volta l'anno.-
Re: Compagnie d'amiciScritto da:
> Scritto da: Sole
> > Ho notato che in Italia, la gente spesso ha ste compagnie di amici con cui vivono quando escono.
> > Mi sembra di capire che ste compagnie sono delle relazioni che vanno mantenute a volte anche svogliatamente, ed esiste una paura vera e propria di rimanerci esclusi o allontanarsi da essa.
> > Perché è così importante?
> > Chi ha la pazienza di spiegarmi?
>
> Non lo so, io non esco con nessuna compagnia. Ho degli amici che risalgono alle medie e ci vediamo qualche volta l'anno.
Dunque potresti allontanarti per anni e la vostra amicizia rimarrebbe invariata?La distancia, nos lleva a otros rumbos, caminos distintos, que no tienen vuelta hacia atrás.-
Re: Compagnie d'amiciScritto daNon Autenticatoil 2018-02-05 17:01:17.0 alle 2018-02-05 17:01:17.0Scritto da: Sole
> Scritto da:
> > Scritto da: Sole
> > > Ho notato che in Italia, la gente spesso ha ste compagnie di amici con cui vivono quando escono.
> > > Mi sembra di capire che ste compagnie sono delle relazioni che vanno mantenute a volte anche svogliatamente, ed esiste una paura vera e propria di rimanerci esclusi o allontanarsi da essa.
> > > Perché è così importante?
> > > Chi ha la pazienza di spiegarmi?
> >
> > Non lo so, io non esco con nessuna compagnia. Ho degli amici che risalgono alle medie e ci vediamo qualche volta l'anno.
> Dunque potresti allontanarti per anni e la vostra amicizia rimarrebbe invariata?
Penso di sì, però si è indubbiamente affievolita. Li rivedo con piacere e se facciamo una cena stiamo tuttora bene insieme, ma non facciamo più niente insieme, non abbiamo interessi in comune. Talvolta mi dà fastidio sentirli ripetere a pappagallo cose sentite su Sky, sto zitto per non guastare l'atmosfera mentre penso a denti stretti "coglione".
È cominciato tutto quando io facevo l'austera vita di stenti dello studente universitario e loro andavano al cinema o in birreria. Poi mi raccontavano i film e mi rendevo conto che non erano quelli che sarei andato a vedere io.
-
-
-
Re: Compagnie d'amiciScritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2018-02-05 16:45:47.0 alle 2018-02-05 16:45:47.0Trollate totali: 14239Scritto da: Sole
> Ho notato che in Italia, la gente spesso ha ste compagnie di amici con cui vivono quando escono.
> Mi sembra di capire che ste compagnie sono delle relazioni che vanno mantenute a volte anche svogliatamente, ed esiste una paura vera e propria di rimanerci esclusi o allontanarsi da essa.
> Perché è così importante?
> Chi ha la pazienza di spiegarmi?
In italia sono tutti stanziali.
La dinamica che si crea è quella di gruppi di amici che partono dalle superiori (a volte anche prima) e durano più o meno finché non inizia la diaspora legata a matrimoni e figliaggi vari.
Diventano come una famiglia allargata.
Chi ne rimane tagliato fuori prima ha difficoltà a crearsi altri amici, perché appunto le altre persone sono quasi tutti in gruppetti. Quelli che non lo sono sono spesso "strani", non sempre in senso cattivo, ma spesso sì.I pedoni possono muoversi solo in avanti.-
Re: Compagnie d'amiciScritto da: avvelenato
> Scritto da: Sole
> > Ho notato che in Italia, la gente spesso ha ste compagnie di amici con cui vivono quando escono.
> > Mi sembra di capire che ste compagnie sono delle relazioni che vanno mantenute a volte anche svogliatamente, ed esiste una paura vera e propria di rimanerci esclusi o allontanarsi da essa.
> > Perché è così importante?
> > Chi ha la pazienza di spiegarmi?
>
> In italia sono tutti stanziali.
> La dinamica che si crea è quella di gruppi di amici che partono dalle superiori (a volte anche prima) e durano più o meno finché non inizia la diaspora legata a matrimoni e figliaggi vari.
> Diventano come una famiglia allargata.
Ho notato,fa impressione, talvolta un cicin paura.
> Chi ne rimane tagliato fuori prima ha difficoltà a crearsi altri amici, perché appunto le altre persone sono quasi tutti in gruppetti. Quelli che non lo sono sono spesso "strani", non sempre in senso cattivo, ma spesso sì.
In effetti in Italia mi sentivo piuttosto esclusa, a volte ho frequentato le compagnie di alcune amiche, ma mi annoiavo sempre a morte e si sentiva che io ero l'intrusa.La distancia, nos lleva a otros rumbos, caminos distintos, que no tienen vuelta hacia atrás.-
Re: Compagnie d'amiciScritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2018-02-05 17:11:29.0 alle 2018-02-05 17:11:29.0Trollate totali: 14239Scritto da: Sole
> Scritto da: avvelenato
> > Scritto da: Sole
> > > Ho notato che in Italia, la gente spesso ha ste compagnie di amici con cui vivono quando escono.
> > > Mi sembra di capire che ste compagnie sono delle relazioni che vanno mantenute a volte anche svogliatamente, ed esiste una paura vera e propria di rimanerci esclusi o allontanarsi da essa.
> > > Perché è così importante?
> > > Chi ha la pazienza di spiegarmi?
> >
> > In italia sono tutti stanziali.
> > La dinamica che si crea è quella di gruppi di amici che partono dalle superiori (a volte anche prima) e durano più o meno finché non inizia la diaspora legata a matrimoni e figliaggi vari.
> > Diventano come una famiglia allargata.
> Ho notato,fa impressione, talvolta un cicin paura.
> > Chi ne rimane tagliato fuori prima ha difficoltà a crearsi altri amici, perché appunto le altre persone sono quasi tutti in gruppetti. Quelli che non lo sono sono spesso "strani", non sempre in senso cattivo, ma spesso sì.
> In effetti in Italia mi sentivo piuttosto esclusa, a volte ho frequentato le compagnie di alcune amiche, ma mi annoiavo sempre a morte e si sentiva che io ero l'intrusa.
E' una delle conseguenze legate alla mancanza di un libero mercato, unito a una politica edilizia e fiscale che incoraggia l'acquisto rispetto all'affitto, e alla stagnazione degli stipendi verso il basso.
All'estero i ragazzi che vogliono studiare si trasferiscono nei campus, imparando fin da subito come star da soli al mondo e a crearsi nuove amicizie.
Sentirsi alienati è una cosa positiva, anche se in linea di massima chi riesce a legare non ha troppi problemi a farlo anche in italia. Rimane sempre una sensazione più o meno sottile di esclusione, legata alla non conoscenza del particolare idioletto parlato dalla compagnia, dei vari riferimenti alle aneddotiche tramandate oralmente dai membri del gruppo, insomma da una sottocultura permeante il gruppo e che lo identifica.I pedoni possono muoversi solo in avanti.-
Re: Compagnie d'amiciScritto da: avvelenato
> Scritto da: Sole
> > Scritto da: avvelenato
> > > Scritto da: Sole
> > > > Ho notato che in Italia, la gente spesso ha ste compagnie di amici con cui vivono quando escono.
> > > > Mi sembra di capire che ste compagnie sono delle relazioni che vanno mantenute a volte anche svogliatamente, ed esiste una paura vera e propria di rimanerci esclusi o allontanarsi da essa.
> > > > Perché è così importante?
> > > > Chi ha la pazienza di spiegarmi?
> > >
> > > In italia sono tutti stanziali.
> > > La dinamica che si crea è quella di gruppi di amici che partono dalle superiori (a volte anche prima) e durano più o meno finché non inizia la diaspora legata a matrimoni e figliaggi vari.
> > > Diventano come una famiglia allargata.
> > Ho notato,fa impressione, talvolta un cicin paura.
> > > Chi ne rimane tagliato fuori prima ha difficoltà a crearsi altri amici, perché appunto le altre persone sono quasi tutti in gruppetti. Quelli che non lo sono sono spesso "strani", non sempre in senso cattivo, ma spesso sì.
> > In effetti in Italia mi sentivo piuttosto esclusa, a volte ho frequentato le compagnie di alcune amiche, ma mi annoiavo sempre a morte e si sentiva che io ero l'intrusa.
>
> E' una delle conseguenze legate alla mancanza di un libero mercato, unito a una politica edilizia e fiscale che incoraggia l'acquisto rispetto all'affitto, e alla stagnazione degli stipendi verso il basso.
>
> All'estero i ragazzi che vogliono studiare si trasferiscono nei campus, imparando fin da subito come star da soli al mondo e a crearsi nuove amicizie.
>
> Sentirsi alienati è una cosa positiva, anche se in linea di massima chi riesce a legare non ha troppi problemi a farlo anche in italia. Rimane sempre una sensazione più o meno sottile di esclusione, legata alla non conoscenza del particolare idioletto parlato dalla compagnia, dei vari riferimenti alle aneddotiche tramandate oralmente dai membri del gruppo, insomma da una sottocultura permeante il gruppo e che lo identifica.
Idioletto, mi è nuovo sto termine ma azzeccato direi.
In effetti non mi hanno mai più richiamato ad uscire con le loro compagnie.
**Modificato dall'autore il 05.02.2018 17:26**La distancia, nos lleva a otros rumbos, caminos distintos, que no tienen vuelta hacia atrás.-
Re: Compagnie d'amiciScritto daNon Autenticatoil 2018-02-05 18:31:16.0 alle 2018-02-05 18:31:16.0Scritto da: Sole
> Scritto da: avvelenato
> > Scritto da: Sole
> > > Scritto da: avvelenato
> > > > Scritto da: Sole
> > > > > Ho notato che in Italia, la gente spesso ha ste compagnie di amici con cui vivono quando escono.
> > > > > Mi sembra di capire che ste compagnie sono delle relazioni che vanno mantenute a volte anche svogliatamente, ed esiste una paura vera e propria di rimanerci esclusi o allontanarsi da essa.
> > > > > Perché è così importante?
> > > > > Chi ha la pazienza di spiegarmi?
> > > >
> > > > In italia sono tutti stanziali.
> > > > La dinamica che si crea è quella di gruppi di amici che partono dalle superiori (a volte anche prima) e durano più o meno finché non inizia la diaspora legata a matrimoni e figliaggi vari.
> > > > Diventano come una famiglia allargata.
> > > Ho notato,fa impressione, talvolta un cicin paura.
> > > > Chi ne rimane tagliato fuori prima ha difficoltà a crearsi altri amici, perché appunto le altre persone sono quasi tutti in gruppetti. Quelli che non lo sono sono spesso "strani", non sempre in senso cattivo, ma spesso sì.
> > > In effetti in Italia mi sentivo piuttosto esclusa, a volte ho frequentato le compagnie di alcune amiche, ma mi annoiavo sempre a morte e si sentiva che io ero l'intrusa.
> >
> > E' una delle conseguenze legate alla mancanza di un libero mercato, unito a una politica edilizia e fiscale che incoraggia l'acquisto rispetto all'affitto, e alla stagnazione degli stipendi verso il basso.
> >
> > All'estero i ragazzi che vogliono studiare si trasferiscono nei campus, imparando fin da subito come star da soli al mondo e a crearsi nuove amicizie.
> >
> > Sentirsi alienati è una cosa positiva, anche se in linea di massima chi riesce a legare non ha troppi problemi a farlo anche in italia. Rimane sempre una sensazione più o meno sottile di esclusione, legata alla non conoscenza del particolare idioletto parlato dalla compagnia, dei vari riferimenti alle aneddotiche tramandate oralmente dai membri del gruppo, insomma da una sottocultura permeante il gruppo e che lo identifica.
> Idioletto, mi è nuovo sto termine ma azzeccato direi.
> In effetti non mi hanno mai più richiamato ad uscire con le loro compagnie.
Sarai stata bollata come SFIGATA³.
>
> **Modificato dall'autore il 05.02.2018 17:26**
-
Re: Compagnie d'amiciScritto da:
> Scritto da: Sole
> > Scritto da: avvelenato
> > > Scritto da: Sole
> > > > Scritto da: avvelenato
> > > > > Scritto da: Sole
> > > > > > Ho notato che in Italia, la gente spesso ha ste compagnie di amici con cui vivono quando escono.
> > > > > > Mi sembra di capire che ste compagnie sono delle relazioni che vanno mantenute a volte anche svogliatamente, ed esiste una paura vera e propria di rimanerci esclusi o allontanarsi da essa.
> > > > > > Perché è così importante?
> > > > > > Chi ha la pazienza di spiegarmi?
> > > > >
> > > > > In italia sono tutti stanziali.
> > > > > La dinamica che si crea è quella di gruppi di amici che partono dalle superiori (a volte anche prima) e durano più o meno finché non inizia la diaspora legata a matrimoni e figliaggi vari.
> > > > > Diventano come una famiglia allargata.
> > > > Ho notato,fa impressione, talvolta un cicin paura.
> > > > > Chi ne rimane tagliato fuori prima ha difficoltà a crearsi altri amici, perché appunto le altre persone sono quasi tutti in gruppetti. Quelli che non lo sono sono spesso "strani", non sempre in senso cattivo, ma spesso sì.
> > > > In effetti in Italia mi sentivo piuttosto esclusa, a volte ho frequentato le compagnie di alcune amiche, ma mi annoiavo sempre a morte e si sentiva che io ero l'intrusa.
> > >
> > > E' una delle conseguenze legate alla mancanza di un libero mercato, unito a una politica edilizia e fiscale che incoraggia l'acquisto rispetto all'affitto, e alla stagnazione degli stipendi verso il basso.
> > >
> > > All'estero i ragazzi che vogliono studiare si trasferiscono nei campus, imparando fin da subito come star da soli al mondo e a crearsi nuove amicizie.
> > >
> > > Sentirsi alienati è una cosa positiva, anche se in linea di massima chi riesce a legare non ha troppi problemi a farlo anche in italia. Rimane sempre una sensazione più o meno sottile di esclusione, legata alla non conoscenza del particolare idioletto parlato dalla compagnia, dei vari riferimenti alle aneddotiche tramandate oralmente dai membri del gruppo, insomma da una sottocultura permeante il gruppo e che lo identifica.
> > Idioletto, mi è nuovo sto termine ma azzeccato direi.
> > In effetti non mi hanno mai più richiamato ad uscire con le loro compagnie.
>
> Sarai stata bollata come SFIGATA³.
Sicuramente.La distancia, nos lleva a otros rumbos, caminos distintos, que no tienen vuelta hacia atrás.
-
-
Re: Compagnie d'amiciScritto daNon Autenticatoil 2018-02-05 18:37:06.0 alle 2018-02-05 18:37:06.0Scritto da: Sole
> Scritto da: avvelenato
> > Scritto da: Sole
> > > Scritto da: avvelenato
> > > > Scritto da: Sole
> > > > > Ho notato che in Italia, la gente spesso ha ste compagnie di amici con cui vivono quando escono.
> > > > > Mi sembra di capire che ste compagnie sono delle relazioni che vanno mantenute a volte anche svogliatamente, ed esiste una paura vera e propria di rimanerci esclusi o allontanarsi da essa.
> > > > > Perché è così importante?
> > > > > Chi ha la pazienza di spiegarmi?
> > > >
> > > > In italia sono tutti stanziali.
> > > > La dinamica che si crea è quella di gruppi di amici che partono dalle superiori (a volte anche prima) e durano più o meno finché non inizia la diaspora legata a matrimoni e figliaggi vari.
> > > > Diventano come una famiglia allargata.
> > > Ho notato,fa impressione, talvolta un cicin paura.
> > > > Chi ne rimane tagliato fuori prima ha difficoltà a crearsi altri amici, perché appunto le altre persone sono quasi tutti in gruppetti. Quelli che non lo sono sono spesso "strani", non sempre in senso cattivo, ma spesso sì.
> > > In effetti in Italia mi sentivo piuttosto esclusa, a volte ho frequentato le compagnie di alcune amiche, ma mi annoiavo sempre a morte e si sentiva che io ero l'intrusa.
> >
> > E' una delle conseguenze legate alla mancanza di un libero mercato, unito a una politica edilizia e fiscale che incoraggia l'acquisto rispetto all'affitto, e alla stagnazione degli stipendi verso il basso.
> >
> > All'estero i ragazzi che vogliono studiare si trasferiscono nei campus, imparando fin da subito come star da soli al mondo e a crearsi nuove amicizie.
> >
> > Sentirsi alienati è una cosa positiva, anche se in linea di massima chi riesce a legare non ha troppi problemi a farlo anche in italia. Rimane sempre una sensazione più o meno sottile di esclusione, legata alla non conoscenza del particolare idioletto parlato dalla compagnia, dei vari riferimenti alle aneddotiche tramandate oralmente dai membri del gruppo, insomma da una sottocultura permeante il gruppo e che lo identifica.
> Idioletto, mi è nuovo sto termine ma azzeccato direi.
È un termine usato in linguistica, notevole che avve lo conosca
> In effetti non mi hanno mai più richiamato ad uscire con le loro compagnie.
>
> **Modificato dall'autore il 05.02.2018 17:26**
-
Re: Compagnie d'amiciScritto daavvelenatoun mezzo cavalloil 2018-02-05 18:48:40.0 alle 2018-02-05 18:48:40.0Trollate totali: 14239Scritto da:
>
> È un termine usato in linguistica, notevole che avve lo conosca
>
>
Fare tutti ha i suoi indubbi vantaggi.I pedoni possono muoversi solo in avanti.
-
-
-
-
-
-