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    il 2018-02-15 01:59:43.0 alle 2018-02-15 01:59:43.0
    Trollate totali: 493
    Amici che necessitano di manutenzione
    Ecco, ho 35 anni e non ho capito ancora il concetto di amicizia.
    Nel senso, com'è un vero amico?
    Ripensando alle mie svariate amicizie, alcune necessitavano di manutenzione, nel senso che si offendevano se non gli stavi dietro o non li cercavi ogni tot. E alla fine li ho delusi e ci siamo lasciati anche di sentire.
    Altre amicizie, quelle che preferisco, ognuno fa la sua vita, ogni morte di papa ci si sente, ma anche no. A volte ci si incontra dopo anni e de piacevole passare qualche oretta assieme.
    Ma non ho mai pensato di poter contare con loro, nemmeno per le confidenze,non mi sono mai confidata seriamente con nessuno dei due gruppi e non ho mai preteso di contare su di loro seriamente.

    Credo che Fazz è stato quell'amico sul quale ho fatto affidamento e talvolta su alcune cose mi sono confidata, ovviamente per tanto tempo i miei problemi con lui erano una specie di tabù, tanto ero terrorizzata di perderlo. Già, perdere cosa poi, credo che avevo perso me stessa e perdere lui sarebbe stato come perdere tutto.

    Boh, non so, sta associalita' dove mi porterà?
    La verità è che non sopporto le altre persone, appunto non sopporto più nemmeno Fazz.
    Notare che a malapena sopporto anche me stessa, riesco sempre a litigare anche negli stupidi gruppi sociali online.

    E poi sto serismente pensando d'iscrivermi al poligono e prendere la licenza di possedere un'arma.

    Solo che talvolta ho paura di me stessa, se avessi un arma, cosa mi tratterrebbe dallo spararmi un colpo in testa e così smetterla di sopravvivere per sentire come deludo me stessa, gl'altri, per non parlare delle delusioni continue che noto provenire dal genere umano.

    Speriamo che l'Australia mi día quello schiaffo di vita per smetterla di blaterare e agire seriamente in qualcosa che voglio o desidero. Non lo so, fino a poco fa riuscire a sistemare la Fazenda,vedere gl'animali felici era qualcosa che mi entusiasmava, ora non più di tanto, spesso mi causa angoscia guardare il fallimento dritto negl'occhi di un capretto balordo che adora rubare le crocche dei cani.
    E voi? Che concetto avete delle amicizie?

    **Modificato dall'autore il 15.02.2018 02:28**
    La distancia, nos lleva a otros rumbos, caminos distintos, que no tienen vuelta hacia atrás.
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      avvelenato
      un mezzo cavallo
      il 2018-02-15 03:33:15.0 alle 2018-02-15 03:33:15.0
      Trollate totali: 14239
      Re: Amici che necessitano di manutenzione
      Scritto da: Sole
      > Ecco, ho 35 anni e non ho capito ancora il concetto di amicizia.
      > Nel senso, com'è un vero amico?
      > Ripensando alle mie svariate amicizie, alcune necessitavano di manutenzione, nel senso che si offendevano se non gli stavi dietro o non li cercavi ogni tot. E alla fine li ho delusi e ci siamo lasciati anche di sentire.
      > Altre amicizie, quelle che preferisco, ognuno fa la sua vita, ogni morte di papa ci si sente, ma anche no. A volte ci si incontra dopo anni e de piacevole passare qualche oretta assieme.
      > Ma non ho mai pensato di poter contare con loro, nemmeno per le confidenze,non mi sono mai confidata seriamente con nessuno dei due gruppi e non ho mai preteso di contare su di loro seriamente.
      >
      > Credo che Fazz è stato quell'amico sul quale ho fatto affidamento e talvolta su alcune cose mi sono confidata, ovviamente per tanto tempo i miei problemi con lui erano una specie di tabù, tanto ero terrorizzata di perderlo. Già, perdere cosa poi, credo che avevo perso me stessa e perdere lui sarebbe stato come perdere tutto.
      >
      > Boh, non so, sta associalita' dove mi porterà?
      > La verità è che non sopporto le altre persone, appunto non sopporto più nemmeno Fazz.
      > Notare che a malapena sopporto anche me stessa, riesco sempre a litigare anche negli stupidi gruppi sociali online.
      >
      > E poi sto serismente pensando d'iscrivermi al poligono e prendere la licenza di possedere un'arma.
      >
      > Solo che talvolta ho paura di me stessa, se avessi un arma, cosa mi tratterrebbe dallo spararmi un colpo in testa e così smetterla di sopravvivere per sentire come deludo me stessa, gl'altri, per non parlare delle delusioni continue che noto provenire dal genere umano.
      >
      > Speriamo che l'Australia mi día quello schiaffo di vita per smetterla di blaterare e agire seriamente in qualcosa che voglio o desidero. Non lo so, fino a poco fa riuscire a sistemare la Fazenda,vedere gl'animali felici era qualcosa che mi entusiasmava, ora non più di tanto, spesso mi causa angoscia guardare il fallimento dritto negl'occhi di un capretto balordo che adora rubare le crocche dei cani.
      > E voi? Che concetto avete delle amicizie?
      >
      > **Modificato dall'autore il 15.02.2018 02:28**

      Sei in ansia per il cambiamento, ci sta.

      Per quanto riguarda le amicizie, vanno annaffiate, l'ho imparato tardi e ho imparato a farlo ancora più tardi.

      Alcune sono come le piante grasse, che diluvia una volta l'anno e campano con questo per un sacco di tempo, altre invece se non le rugiadi ogni tot appassiscono subito.

      Ma tendenzialmente sono quest'ultime ad essere le amicizie migliori. Perché subentra l'affetto. E l'affetto cos'è, se non una forma di domesticazione?

      Il Piccolo Principe

      XXI


      In quel momento apparve la volpe.
      "Buon giorno", disse la volpe.
      "Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
      "Sono qui", disse la voce, "sotto al melo..."
      "Chi sei?" domando' il piccolo principe, "sei molto carino..."
      "Sono una volpe", disse la volpe.
      "Vieni a giocare con me", le propose il piccolo principe, sono cosi' triste..."
      "Non posso giocare con te", disse la volpe, "non sono addomestica".
      "Ah! scusa", fece il piccolo principe.
      Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
      "Che cosa vuol dire <addomesticare>?"
      "Non sei di queste parti, tu", disse la volpe, "che cosa cerchi?"
      "Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
      "Che cosa vuol dire <addomesticare>?"
      "Gli uomini" disse la volpe, "hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso! Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?"
      "No", disse il piccolo principe. "Cerco degli amici. Che cosa vuol dire "<addomesticare>?"
      "E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire <creare dei legami>..."
      "Creare dei legami?"
      "Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io saro' per te unica al mondo".
      "Comincio a capire" disse il piccolo principe. "C'e' un fiore... credo che mi abbia addomesticato..."
      "E' possibile", disse la volpe. "Capita di tutto sulla Terra..."
      "Oh! non e' sulla Terra", disse il piccolo principe.
      La volpe sembro' perplessa:
      "Su un altro pianeta?"
      "Si".

      "Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
      "No".
      "Questo mi interessa. E delle galline?"
      "No".
      "Non c'e' niente di perfetto", sospiro' la volpe. Ma la volpe ritorno' alla sua idea:
      "La mia vita e' monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio percio'. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sara' illuminata. Conoscero' un rumore di passi che sara' diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi fara' uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiu' in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me e' inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo e' triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sara' meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che e' dorato, mi fara' pensare a te. E amero' il rumore del vento nel grano..."
      La volpe tacque e guardo' a lungo il piccolo principe:
      "Per favore... addomesticami", disse.
      "Volentieri", disse il piccolo principe, "ma non ho molto tempo, pero'. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose".
      "Non ci conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe. "Gli uomini non hanno piu' tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose gia' fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno piu' amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
      "Che cosa bisogna fare?" domando' il piccolo principe.
      "Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti sederai un po' lontano da me, cosi', nell'erba. Io ti guardero' con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' piu' vicino..."
      Il piccolo principe ritorno' l'indomani.
      "Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
      "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincero' ad essere felice. Col passare dell'ora aumentera' la mia felicita'. Quando saranno le quattro, incomincero' ad agitarmi e ad inquietarmi; scopriro' il prezzo della felicita'! Ma se tu vieni non si sa quando, io non sapro' mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti".
      "Che cos'e' un rito?" disse il piccolo principe.
      "Anche questa e' una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. "E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'e' un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi e' un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
      Cosi' il piccolo principe addomestico' la volpe.
      E quando l'ora della partenza fu vicina:
      "Ah!" disse la volpe, "... piangero'".
      "La colpa e' tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi..."
      "E' vero", disse la volpe.
      "Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
      "E' certo", disse la volpe.
      "Ma allora che ci guadagni?"

      "Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".
      Poi soggiunse:
      "Va' a rivedere le rose. Capirai che la tua e' unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalero' un segreto".
      Il piccolo principe se ne ando' a rivedere le rose.
      "Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. "Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora e' per me unica al mondo".
      E le rose erano a disagio.
      "Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si puo' morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, e' piu' importante di tutte voi, perche' e' lei che ho innaffiata. Perche' e' lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perche' e' lei che ho riparata col paravento. Perche' su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perche' e' lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perche' e' la mia rosa".
      E ritorno' dalla volpe.
      "Addio", disse.

      "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale e' invisibile agli occhi".
      "L'essenziale e' invisibile agli occhi", ripete' il piccolo principe, per ricordarselo.
      "E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi' importante".
      "E' il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurro' il piccolo principe per ricordarselo.
      "Gli uomini hanno dimenticato questa verita'. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa..."
      "Io sono responsabile della mia rosa..." ripete' il piccolo principe per ricordarselo.
      I pedoni possono muoversi solo in avanti.
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        il 2018-02-15 10:05:53.0 alle 2018-02-15 10:05:53.0
        Trollate totali: 493
        Re: Amici che necessitano di manutenzione
        Scritto da: avvelenato
        > Scritto da: Sole
        > > Ecco, ho 35 anni e non ho capito ancora il concetto di amicizia.
        > > Nel senso, com'è un vero amico?
        > > Ripensando alle mie svariate amicizie, alcune necessitavano di manutenzione, nel senso che si offendevano se non gli stavi dietro o non li cercavi ogni tot. E alla fine li ho delusi e ci siamo lasciati anche di sentire.
        > > Altre amicizie, quelle che preferisco, ognuno fa la sua vita, ogni morte di papa ci si sente, ma anche no. A volte ci si incontra dopo anni e de piacevole passare qualche oretta assieme.
        > > Ma non ho mai pensato di poter contare con loro, nemmeno per le confidenze,non mi sono mai confidata seriamente con nessuno dei due gruppi e non ho mai preteso di contare su di loro seriamente.
        > >
        > > Credo che Fazz è stato quell'amico sul quale ho fatto affidamento e talvolta su alcune cose mi sono confidata, ovviamente per tanto tempo i miei problemi con lui erano una specie di tabù, tanto ero terrorizzata di perderlo. Già, perdere cosa poi, credo che avevo perso me stessa e perdere lui sarebbe stato come perdere tutto.
        > >
        > > Boh, non so, sta associalita' dove mi porterà?
        > > La verità è che non sopporto le altre persone, appunto non sopporto più nemmeno Fazz.
        > > Notare che a malapena sopporto anche me stessa, riesco sempre a litigare anche negli stupidi gruppi sociali online.
        > >
        > > E poi sto serismente pensando d'iscrivermi al poligono e prendere la licenza di possedere un'arma.
        > >
        > > Solo che talvolta ho paura di me stessa, se avessi un arma, cosa mi tratterrebbe dallo spararmi un colpo in testa e così smetterla di sopravvivere per sentire come deludo me stessa, gl'altri, per non parlare delle delusioni continue che noto provenire dal genere umano.
        > >
        > > Speriamo che l'Australia mi día quello schiaffo di vita per smetterla di blaterare e agire seriamente in qualcosa che voglio o desidero. Non lo so, fino a poco fa riuscire a sistemare la Fazenda,vedere gl'animali felici era qualcosa che mi entusiasmava, ora non più di tanto, spesso mi causa angoscia guardare il fallimento dritto negl'occhi di un capretto balordo che adora rubare le crocche dei cani.
        > > E voi? Che concetto avete delle amicizie?
        > >
        > > **Modificato dall'autore il 15.02.2018 02:28**
        >
        > Sei in ansia per il cambiamento, ci sta.
        >
        > Per quanto riguarda le amicizie, vanno annaffiate, l'ho imparato tardi e ho imparato a farlo ancora più tardi.
        >
        > Alcune sono come le piante grasse, che diluvia una volta l'anno e campano con questo per un sacco di tempo, altre invece se non le rugiadi ogni tot appassiscono subito.
        >
        > Ma tendenzialmente sono quest'ultime ad essere le amicizie migliori. Perché subentra l'affetto. E l'affetto cos'è, se non una forma di domesticazione?
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        > Il Piccolo Principe
        >
        > XXI
        >
        >
        > In quel momento apparve la volpe.
        > "Buon giorno", disse la volpe.
        > "Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
        > "Sono qui", disse la voce, "sotto al melo..."
        > "Chi sei?" domando' il piccolo principe, "sei molto carino..."
        > "Sono una volpe", disse la volpe.
        > "Vieni a giocare con me", le propose il piccolo principe, sono cosi' triste..."
        > "Non posso giocare con te", disse la volpe, "non sono addomestica".
        > "Ah! scusa", fece il piccolo principe.
        > Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
        > "Che cosa vuol dire <addomesticare>?"
        > "Non sei di queste parti, tu", disse la volpe, "che cosa cerchi?"
        > "Cerco gli uomini", disse il piccolo principe.
        > "Che cosa vuol dire <addomesticare>?"
        > "Gli uomini" disse la volpe, "hanno dei fucili e cacciano. E' molto noioso! Allevano anche delle galline. E' il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?"
        > "No", disse il piccolo principe. "Cerco degli amici. Che cosa vuol dire "<addomesticare>?"
        > "E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire <creare dei legami>..."
        > "Creare dei legami?"
        > "Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io saro' per te unica al mondo".
        > "Comincio a capire" disse il piccolo principe. "C'e' un fiore... credo che mi abbia addomesticato..."
        > "E' possibile", disse la volpe. "Capita di tutto sulla Terra..."
        > "Oh! non e' sulla Terra", disse il piccolo principe.
        > La volpe sembro' perplessa:
        > "Su un altro pianeta?"
        > "Si".
        >
        > "Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?"
        > "No".
        > "Questo mi interessa. E delle galline?"
        > "No".
        > "Non c'e' niente di perfetto", sospiro' la volpe. Ma la volpe ritorno' alla sua idea:
        > "La mia vita e' monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio percio'. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sara' illuminata. Conoscero' un rumore di passi che sara' diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi fara' uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiu' in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me e' inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo e' triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sara' meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che e' dorato, mi fara' pensare a te. E amero' il rumore del vento nel grano..."
        > La volpe tacque e guardo' a lungo il piccolo principe:
        > "Per favore... addomesticami", disse.
        > "Volentieri", disse il piccolo principe, "ma non ho molto tempo, pero'. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose".
        > "Non ci conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe. "Gli uomini non hanno piu' tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose gia' fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno piu' amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!"
        > "Che cosa bisogna fare?" domando' il piccolo principe.
        > "Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti sederai un po' lontano da me, cosi', nell'erba. Io ti guardero' con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' piu' vicino..."
        > Il piccolo principe ritorno' l'indomani.
        > "Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe.
        > "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincero' ad essere felice. Col passare dell'ora aumentera' la mia felicita'. Quando saranno le quattro, incomincero' ad agitarmi e ad inquietarmi; scopriro' il prezzo della felicita'! Ma se tu vieni non si sa quando, io non sapro' mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti".
        > "Che cos'e' un rito?" disse il piccolo principe.
        > "Anche questa e' una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. "E' quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'e' un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi e' un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza".
        > Cosi' il piccolo principe addomestico' la volpe.
        > E quando l'ora della partenza fu vicina:
        > "Ah!" disse la volpe, "... piangero'".
        > "La colpa e' tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi..."
        > "E' vero", disse la volpe.
        > "Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
        > "E' certo", disse la volpe.
        > "Ma allora che ci guadagni?"
        >
        > "Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano".
        > Poi soggiunse:
        > "Va' a rivedere le rose. Capirai che la tua e' unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalero' un segreto".
        > Il piccolo principe se ne ando' a rivedere le rose.
        > "Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. "Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora e' per me unica al mondo".
        > E le rose erano a disagio.
        > "Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si puo' morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, e' piu' importante di tutte voi, perche' e' lei che ho innaffiata. Perche' e' lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perche' e' lei che ho riparata col paravento. Perche' su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perche' e' lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perche' e' la mia rosa".
        > E ritorno' dalla volpe.
        > "Addio", disse.
        >
        > "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale e' invisibile agli occhi".
        > "L'essenziale e' invisibile agli occhi", ripete' il piccolo principe, per ricordarselo.
        > "E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi' importante".
        > "E' il tempo che ho perduto per la mia rosa..." sussurro' il piccolo principe per ricordarselo.
        > "Gli uomini hanno dimenticato questa verita'. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa..."
        > "Io sono responsabile della mia rosa..." ripete' il piccolo principe per ricordarselo.


        Che brutto termine "addomesticare", non mi è mai piaciuto quel termine.
        Quando mio padre mi lesse il piccolo principe, trovavo il piccolo principe assai antipatico, forse dovrei rileggerlo dopo trent'anni.
        La distancia, nos lleva a otros rumbos, caminos distintos, que no tienen vuelta hacia atrás.
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          avvelenato
          un mezzo cavallo
          il 2018-02-15 13:31:24.0 alle 2018-02-15 13:31:24.0
          Trollate totali: 14239
          Re: Amici che necessitano di manutenzione
          Scritto da: Sole
          >
          > Che brutto termine "addomesticare", non mi è mai piaciuto quel termine.

          Non mi sorprende non ti piaccia.

          Addomesticare: rendere domestico, quindi adatto alla "domus". Tu e il tuo odio gattoselvaggesco per le congregazioni urbane non puoi che aborrire il concetto.

          Però la casa intesa come simbolo, come sineddoche di "regole", o di "limiti", in qualche modo va accettata.

          Oppure no, ma si rischia di incappare in delusioni yodesche (infatti lui i limiti li detesta).

          Perché le amicizie hanno le loro regole e i loro limiti. Se si vogliono ottenere amicizie, van rispettati questi.

          Ad esempio l'affetto. Cercare qualcuno solo quando serve non lo dimostra. Attendersi che l'altro sia disposto ad accettarci in qualsiasi momento, anche dopo lunga assenza, è egoistico.

          Solo quando e se accetti di stare alle regole della "casa" altrui, puoi essergli amico. Chiaramente poi la cosa richiede reciprocità: anche tu hai le tue regole che un potenziale amico deve rispettare per diventarti amico in atto. Ad esempio, a te non piacciono le fotografie, un amico deve rispettare ciò.

          > Quando mio padre mi lesse il piccolo principe, trovavo il piccolo principe assai antipatico, forse dovrei rileggerlo dopo trent'anni.
          >

          Dovresti, ha più chiavi di lettura, è un libro meraviglioso.
          I pedoni possono muoversi solo in avanti.
          • Avatar
            Scritto da
            Non Autenticato
            il 2018-02-15 14:14:47.0 alle 2018-02-15 14:14:47.0
            Re: Amici che necessitano di manutenzione
            Scritto da: avvelenato
            > Scritto da: Sole
            > >
            > > Che brutto termine "addomesticare", non mi è mai piaciuto quel termine.
            >
            > Non mi sorprende non ti piaccia.
            >
            > Addomesticare: rendere domestico, quindi adatto alla "domus". Tu e il tuo odio gattoselvaggesco per le congregazioni urbane non puoi che aborrire il concetto.
            >
            > Però la casa intesa come simbolo, come sineddoche di "regole", o di "limiti", in qualche modo va accettata.
            >
            > Oppure no, ma si rischia di incappare in delusioni yodesche (infatti lui i limiti li detesta).
            >
            > Perché le amicizie hanno le loro regole e i loro limiti. Se si vogliono ottenere amicizie, van rispettati questi.
            >
            > Ad esempio l'affetto. Cercare qualcuno solo quando serve non lo dimostra. Attendersi che l'altro sia disposto ad accettarci in qualsiasi momento, anche dopo lunga assenza, è egoistico.
            >
            > Solo quando e se accetti di stare alle regole della "casa" altrui, puoi essergli amico. Chiaramente poi la cosa richiede reciprocità: anche tu hai le tue regole che un potenziale amico deve rispettare per diventarti amico in atto. Ad esempio, a te non piacciono le fotografie, un amico deve rispettare ciò.

            E se al tuo amico piace prenderlo in culo?

            >
            > > Quando mio padre mi lesse il piccolo principe, trovavo il piccolo principe assai antipatico, forse dovrei rileggerlo dopo trent'anni.
            > >
            >
            > Dovresti, ha più chiavi di lettura, è un libro meraviglioso.
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      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2018-02-15 12:59:53.0 alle 2018-02-15 12:59:53.0
      Re: Amici che necessitano di manutenzione
      Scritto da: Sole
      > Ecco, ho 35 anni e non ho capito ancora il concetto di amicizia.
      > Nel senso, com'è un vero amico?

      Le femmine non hano amici.

      > E poi sto serismente pensando d'iscrivermi al poligono e prendere la licenza di possedere un'arma.

      Licchione approved Cylon

      > E voi? Che concetto avete delle amicizie?

      A volte sono poco più che un comune interesse per la stessa birra, a volte molto di più.
      • Avatar
        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2018-02-15 18:43:02.0 alle 2018-02-15 18:43:02.0
        Re: Amici che necessitano di manutenzione
        Scritto da:
        > Scritto da: Sole
        > > Ecco, ho 35 anni e non ho capito ancora il concetto di amicizia.
        > > Nel senso, com'è un vero amico?
        >
        > Le femmine non hano amici.
        ?
        >
        > > E poi sto seriamente pensando d'iscrivermi al poligono e prendere la licenza di possedere un'arma.
        >
        > Licchione approved Cylon
        Fiuu
        >
        > > E voi? Che concetto avete delle amicizie?
        >
        > A volte sono poco più che un comune interesse per la stessa birra, a volte molto di più.
        La birra è interesse di molti.
<softv>

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