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    il 2018-05-28 07:13:34.0 alle 2018-05-28 07:13:34.0
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    E' saltato tutto  
    La domenica più lunga della XVIII legislatura si chiude drammaticamente poco dopo le 20, quando il premier incaricato Giuseppe Conte scioglie negativamente la riserva, rinunciando all'incarico di formare un governo giallo-verde. "Ho profuso il massimo sforzo, la massima attenzione per adempiere a questo compito" dice il professore dopo circa un'ora di colloquio con il Presidente Mattarella. Ma è ormai chiaro che tutto è saltato: il "governo del cambiamento" non si farà.

    I tentativi di Matteo Salvini e Luigi Di Maio, saliti al Colle prima di Conte per sbloccare l'impasse, falliscono. Il no di Mattarella all'economista euroscettico Paolo Savona al Tesoro è il nodo sul quale si blocca la partita pentaleghista, aprendo una delle crisi istituzionali più gravi della storia della Repubblica. "Ho condiviso e accettato tutte le proposte per i ministri" presentate da Giuseppe Conte, precisa il Capo dello Stato "tranne quella del ministro per l'Economia", la cui designazione "costituisce sempre un messaggio immediato, di fiducia o di allarme, per gli operatori economici e finanziari".

    Il presidente Mattarella, che pure ha assicurato di aver "agevolato in ogni modo la nascita del governo" viene minacciato di impeachment. Prima dalla leader di FdI, Giorgia Meloni, poi dal capo grillino, Luigi Di Maio, che attacca Mattarella con una diretta Facebook: "Sono stato un profondo estimatore del Presidente della Repubblica Mattarella ma questa scelta per me è incomprensibile perché ce l'abbiamo messa tutta".

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