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Germania, pre e post EuroScritto daRick SanchezWakkus Horribilisil 2018-06-07 20:57:37.0 alle 2018-06-07 20:57:37.0Trollate totali: 4275https://www.investireoggi.it/obbligazioni/euro-ecc...

Prima della nascita dell’euro, la Germania era considerata la “malata d’Europa”. Il Pil tedesco cresceva meno di quello italiano, il debito di Berlino in rapporto alla ricchezza privata era più alto di quello italiano e la ricchezza delle famiglie tedesche, super indebitate dopo la riunificazione, era di 1.790 miliardi di euro contro gli oltre 2.200 delle famiglie italiane. Nel 1998, il rating attribuito da Standard & Poor’s all’Italia era AA, mentre oggi, dopo quasi 15 anni di moneta unica, di parametri di Maastricht, di austerity, ecc. il rating tricolore è a un passo dal livello spazzatura. Con i rendimenti dei titoli di stato che, però, sono ai minimi storici. Sembra non ci si capisca più nulla e si fatichi a trovare una correlazione fra le due economie. Cosa è successo? L’euro, quando il fine giustifica i mezzi
E’ successo che è stato introdotto l’euro, questa camicia di forza, che ha imbrigliato il nostro paese in un rigido schema finanziario che la Germania ha architettato ad arte per rientrare dai sui debiti derivanti dalla seconda guerra mondiale.
Sono sicuro che il nostro "esperto di economia" Mattia ora si inventerà qualcosa per continuare a negare la realtà ed arrampicarsi sugli specchi.-
Re: Germania, pre e post EuroScritto daNon Autenticatoil 2018-06-07 23:07:10.0 alle 2018-06-07 23:07:10.0Scritto da: Rick Sanchez
> https://www.investireoggi.it/obbligazioni/euro-ecc...
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> Prima della nascita dell’euro, la Germania era considerata la “malata d’Europa”. Il Pil tedesco cresceva meno di quello italiano, il debito di Berlino in rapporto alla ricchezza privata era più alto di quello italiano e la ricchezza delle famiglie tedesche, super indebitate dopo la riunificazione, era di 1.790 miliardi di euro contro gli oltre 2.200 delle famiglie italiane. Nel 1998, il rating attribuito da Standard & Poor’s all’Italia era AA, mentre oggi, dopo quasi 15 anni di moneta unica, di parametri di Maastricht, di austerity, ecc. il rating tricolore è a un passo dal livello spazzatura. Con i rendimenti dei titoli di stato che, però, sono ai minimi storici. Sembra non ci si capisca più nulla e si fatichi a trovare una correlazione fra le due economie. Cosa è successo? L’euro, quando il fine giustifica i mezzi
> E’ successo che è stato introdotto l’euro, questa camicia di forza, che ha imbrigliato il nostro paese in un rigido schema finanziario che la Germania ha architettato ad arte per rientrare dai sui debiti derivanti dalla seconda guerra mondiale.
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> Sono sicuro che il nostro "esperto di economia" Mattia ora si inventerà qualcosa per continuare a negare la realtà ed arrampicarsi sugli specchi.
Prima del'euro c'era il marco, valeva circa mille lire ed era considerato una moneta forte e solida, e la Germania era sinonimo di produzione industriale di qualità. Chi scrive non sa quello che dice sulla Germania.
Purtroppo all'Italia invece è successo qualcosa. Non saprei dire esattamente cosa, ma da un lato l'industria italiana era abituata a un regime di protezionismo (esportazioni favorite dalla lira debole, lo stato che ti soccorre quando le cose vanno male...) che con l'integrazione europea è saltato, dall'altro il sospetto che in sede UE abbiano davvero congegnato provvedimenti a sfavore dell'Italia del nord è forte, vedasi quote latte.
In una frase, l'impoverimento dell'Italia del nord è un caso del più generale impoverimento della classe media ad opera dei grandi soggetti economici. L'Italia del nord è fatta di classe media.
Rifettevo infine oggi che i grandi negozi web sono in genere americani, ma quelli europei sono tedeschi, es. Zalando.-
Re: Germania, pre e post EuroScritto daNon Autenticatoil 2018-06-08 03:47:59.0 alle 2018-06-08 03:47:59.0Scritto da:
> Scritto da: Rick Sanchez
> > https://www.investireoggi.it/obbligazioni/euro-ecc...
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> > Prima della nascita dell’euro, la Germania era considerata la “malata d’Europa”. Il Pil tedesco cresceva meno di quello italiano, il debito di Berlino in rapporto alla ricchezza privata era più alto di quello italiano e la ricchezza delle famiglie tedesche, super indebitate dopo la riunificazione, era di 1.790 miliardi di euro contro gli oltre 2.200 delle famiglie italiane. Nel 1998, il rating attribuito da Standard & Poor’s all’Italia era AA, mentre oggi, dopo quasi 15 anni di moneta unica, di parametri di Maastricht, di austerity, ecc. il rating tricolore è a un passo dal livello spazzatura. Con i rendimenti dei titoli di stato che, però, sono ai minimi storici. Sembra non ci si capisca più nulla e si fatichi a trovare una correlazione fra le due economie. Cosa è successo? L’euro, quando il fine giustifica i mezzi
> > E’ successo che è stato introdotto l’euro, questa camicia di forza, che ha imbrigliato il nostro paese in un rigido schema finanziario che la Germania ha architettato ad arte per rientrare dai sui debiti derivanti dalla seconda guerra mondiale.
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> > Sono sicuro che il nostro "esperto di economia" Mattia ora si inventerà qualcosa per continuare a negare la realtà ed arrampicarsi sugli specchi.
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> Prima del'euro c'era il marco, valeva circa mille lire ed era considerato una moneta forte e solida, e la Germania era sinonimo di produzione industriale di qualità. Chi scrive non sa quello che dice sulla Germania.
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> Purtroppo all'Italia invece è successo qualcosa. Non saprei dire esattamente cosa, ma da un lato l'industria italiana era abituata a un regime di protezionismo (esportazioni favorite dalla lira debole, lo stato che ti soccorre quando le cose vanno male...) che con l'integrazione europea è saltato, dall'altro il sospetto che in sede UE abbiano davvero congegnato provvedimenti a sfavore dell'Italia del nord è forte, vedasi quote latte.
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> In una frase, l'impoverimento dell'Italia del nord è un caso del più generale impoverimento della classe media ad opera dei grandi soggetti economici. L'Italia del nord è fatta di classe media.
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> Rifettevo infine oggi che i grandi negozi web sono in genere americani, ma quelli europei sono tedeschi, es. Zalando.
E se la Germania ha fatto e continua a fare i suoi interessi nell'UE, mentre l'Italia no, che cosa possiamo concludere? Forse che i politici germanici sono migliori di quelli italiani... e che la Merkel è una risorsa per la Germania più di quanto lo sia Renusconi per l'Italia.-
Re: Germania, pre e post EuroScritto daRick SanchezWakkus Horribilisil 2018-06-08 11:12:30.0 alle 2018-06-08 11:12:30.0Trollate totali: 4275Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da: Rick Sanchez
> > > https://www.investireoggi.it/obbligazioni/euro-ecc...
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> > > Prima della nascita dell’euro, la Germania era considerata la “malata d’Europa”. Il Pil tedesco cresceva meno di quello italiano, il debito di Berlino in rapporto alla ricchezza privata era più alto di quello italiano e la ricchezza delle famiglie tedesche, super indebitate dopo la riunificazione, era di 1.790 miliardi di euro contro gli oltre 2.200 delle famiglie italiane. Nel 1998, il rating attribuito da Standard & Poor’s all’Italia era AA, mentre oggi, dopo quasi 15 anni di moneta unica, di parametri di Maastricht, di austerity, ecc. il rating tricolore è a un passo dal livello spazzatura. Con i rendimenti dei titoli di stato che, però, sono ai minimi storici. Sembra non ci si capisca più nulla e si fatichi a trovare una correlazione fra le due economie. Cosa è successo? L’euro, quando il fine giustifica i mezzi
> > > E’ successo che è stato introdotto l’euro, questa camicia di forza, che ha imbrigliato il nostro paese in un rigido schema finanziario che la Germania ha architettato ad arte per rientrare dai sui debiti derivanti dalla seconda guerra mondiale.
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> > > Sono sicuro che il nostro "esperto di economia" Mattia ora si inventerà qualcosa per continuare a negare la realtà ed arrampicarsi sugli specchi.
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> > Prima del'euro c'era il marco, valeva circa mille lire ed era considerato una moneta forte e solida, e la Germania era sinonimo di produzione industriale di qualità. Chi scrive non sa quello che dice sulla Germania.
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> > Purtroppo all'Italia invece è successo qualcosa. Non saprei dire esattamente cosa, ma da un lato l'industria italiana era abituata a un regime di protezionismo (esportazioni favorite dalla lira debole, lo stato che ti soccorre quando le cose vanno male...) che con l'integrazione europea è saltato, dall'altro il sospetto che in sede UE abbiano davvero congegnato provvedimenti a sfavore dell'Italia del nord è forte, vedasi quote latte.
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> > In una frase, l'impoverimento dell'Italia del nord è un caso del più generale impoverimento della classe media ad opera dei grandi soggetti economici. L'Italia del nord è fatta di classe media.
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> > Rifettevo infine oggi che i grandi negozi web sono in genere americani, ma quelli europei sono tedeschi, es. Zalando.
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> E se la Germania ha fatto e continua a fare i suoi interessi nell'UE, mentre l'Italia no, che cosa possiamo concludere? Forse che i politici germanici sono migliori di quelli italiani... e che la Merkel è una risorsa per la Germania più di quanto lo sia Renusconi per l'Italia.
Direi più che altro che siamo stati ingannati ad arte dalla Germania che ci ha convinti che l'Europa era una cosa buona per noi. La Merdkel non c'entra nulla, così come non c'entrano nulla (o quasi nulla) i vari Renzi e Berlusconi. La Germania non era un'economia forte, non come l'Italia, e allora sono saltati fuori con questo piano il cui scopo non era quello di migliorare la propria produzione e i propri prodotti, bensì quello di azzoppare le possibilità economiche degli altri.
Ora dimmi, secondo quale principio liberale andarsene in giro ad azzoppare la concorrenza sabotandola anziché competere in modo corretto sarebbe un merito? Semmai, la colpa dell'Italia, è quella di non aver agito in mala-fede come la Germania... aver davvero creduto che il progetto europeo fosse lì per il bene di tutta l'Europa... aver agito in buona fede... ma immagino che per i liberali queste così anziché meriti siano colpe gravi.
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