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per wakkoScritto daNon Autenticatoil 2018-06-16 15:51:34.0 alle 2018-06-16 15:51:34.0un caricatore che deve alimentare un dispositivo a 19 e 19.5 V ma ha output di 20 V è tollerato?
io ricordo che la tolleranza fosse di 0.5 V-
Re: per wakkoScritto daNon Autenticatoil 2018-06-16 16:54:48.0 alle 2018-06-16 16:54:48.0> un caricatore che deve alimentare un dispositivo a 19 e 19.5 V ma ha output di 20 V è tollerato?
>
> io ricordo che la tolleranza fosse di 0.5 V
Secondo me ti cimisce giù tutto.
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Re: per wakkoScritto daRick SanchezWakkus Horribilisil 2018-06-16 22:51:45.0 alle 2018-06-16 22:51:45.0Trollate totali: 4275Scritto da:
> un caricatore che deve alimentare un dispositivo a 19 e 19.5 V ma ha output di 20 V è tollerato?
>
> io ricordo che la tolleranza fosse di 0.5 V
Come faccio a saperlo?
Dipende da come è costruito quel dispositivo... per esempio, se uso un 7805 per alimentare un mio circuito posso tranquillamente scrivere sull'etichetta "alimentare a 12V" anche se quel chip funzionerà da 7 fino anche a oltre i 20V (a seconda di chi l'ha costruito)... quindi in realtà quello che c'è scritto sull'etichetta è solo indicativo, finché stai attorno a quel voltaggio non dovrebbe succedere nulla di brutto.
È presumibile che se sull'etichetta c'è scritto 19.5 e tu glie ne dai 20 non dovrebbe accadere nulla (dopotutto 0.5V su 20 sono pochini)... ma ancora, dipende dai chip che hanno usato. Comunque se si tratta di un dispositivo sensibile e costoso... allora è meglio non rischiare.-
Re: per wakkoScritto daNon Autenticatoil 2018-06-16 23:22:46.0 alle 2018-06-16 23:22:46.0Scritto da: Rick Sanchez
> Scritto da:
> > un caricatore che deve alimentare un dispositivo a 19 e 19.5 V ma ha output di 20 V è tollerato?
> >
> > io ricordo che la tolleranza fosse di 0.5 V
>
> Come faccio a saperlo?
>
> Dipende da come è costruito quel dispositivo... per esempio, se uso un 7805 per alimentare un mio circuito posso tranquillamente scrivere sull'etichetta "alimentare a 12V" anche se quel chip funzionerà da 7 fino anche a oltre i 20V (a seconda di chi l'ha costruito)... quindi in realtà quello che c'è scritto sull'etichetta è solo indicativo, finché stai attorno a quel voltaggio non dovrebbe succedere nulla di brutto.
>
> È presumibile che se sull'etichetta c'è scritto 19.5 e tu glie ne dai 20 non dovrebbe accadere nulla (dopotutto 0.5V su 20 sono pochini)... ma ancora, dipende dai chip che hanno usato. Comunque se si tratta di un dispositivo sensibile e costoso... allora è meglio non rischiare.
Curiosità: se l'alimentatore dà 20 V e sul dispositivo c'è scritto di alimentare a 19 V, una opportuna resistenza in serie a monte del dispositivo può abbassare la tensione al valore desiderato?-
Re: per wakkoScritto daRick SanchezWakkus Horribilisil 2018-06-16 23:27:34.0 alle 2018-06-16 23:27:34.0Trollate totali: 4275Scritto da:
> Scritto da: Rick Sanchez
> > Scritto da:
> > > un caricatore che deve alimentare un dispositivo a 19 e 19.5 V ma ha output di 20 V è tollerato?
> > >
> > > io ricordo che la tolleranza fosse di 0.5 V
> >
> > Come faccio a saperlo?
> >
> > Dipende da come è costruito quel dispositivo... per esempio, se uso un 7805 per alimentare un mio circuito posso tranquillamente scrivere sull'etichetta "alimentare a 12V" anche se quel chip funzionerà da 7 fino anche a oltre i 20V (a seconda di chi l'ha costruito)... quindi in realtà quello che c'è scritto sull'etichetta è solo indicativo, finché stai attorno a quel voltaggio non dovrebbe succedere nulla di brutto.
> >
> > È presumibile che se sull'etichetta c'è scritto 19.5 e tu glie ne dai 20 non dovrebbe accadere nulla (dopotutto 0.5V su 20 sono pochini)... ma ancora, dipende dai chip che hanno usato. Comunque se si tratta di un dispositivo sensibile e costoso... allora è meglio non rischiare.
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> Curiosità: se l'alimentatore dà 20 V e sul dispositivo c'è scritto di alimentare a 19 V, una opportuna resistenza in serie a monte del dispositivo può abbassare la tensione al valore desiderato?
In generale è una cattiva idea... può funzionare se l'assorbimento in corrente è fisso (chessò: 1A) ma se varia, come varia sempre nei dispositivi digitali perché dipende da quale parte del circuito è attiva, allora la tensione che cade su quella resistenza ora potrebbe essere 1V, fra 1 secondo porebbe essere 0.2V, fra un altro secondo potrebbe essere 5V, ecc.
Per questo non si usano partitori di tensione per alimentare circuiti ma si usano invece regolatori di tensione (chip che regolano la tensione di output a seconda dell'assorbimento in modo da ottenere un voltaggio fisso).-
Re: per wakkoScritto daRick SanchezWakkus Horribilisil 2018-06-16 23:29:29.0 alle 2018-06-16 23:29:29.0Trollate totali: 4275Scritto da: Rick Sanchez
> In generale è una cattiva idea... può funzionare se l'assorbimento in corrente è fisso (chessò: 1A) ma se varia, come varia sempre nei dispositivi digitali perché dipende da quale parte del circuito è attiva, allora la tensione che cade su quella resistenza ora potrebbe essere 1V, fra 1 secondo porebbe essere 0.2V, fra un altro secondo potrebbe essere 5V, ecc.
Spiegazione:
La caduta di tensione su una resistenza si calcola con la legge di ohm:
ΔV = R*I
Se R è fissa, ma I (la corrente) varia, allora anche ΔV (la caduta di tensione su quella resistenza) varia.-
Re: per wakkoScritto daNon Autenticatoil 2018-06-17 01:16:33.0 alle 2018-06-17 01:16:33.0Scritto da: Rick Sanchez
> Scritto da: Rick Sanchez
> > In generale è una cattiva idea... può funzionare se l'assorbimento in corrente è fisso (chessò: 1A) ma se varia, come varia sempre nei dispositivi digitali perché dipende da quale parte del circuito è attiva, allora la tensione che cade su quella resistenza ora potrebbe essere 1V, fra 1 secondo porebbe essere 0.2V, fra un altro secondo potrebbe essere 5V, ecc.
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> Spiegazione:
> La caduta di tensione su una resistenza si calcola con la legge di ohm:
> ΔV = R*I
>
> Se R è fissa, ma I (la corrente) varia, allora anche ΔV (la caduta di tensione su quella resistenza) varia.
Ho capito anche senza spiegazione. Nella domanda pensavo a una corrente fosse fissa, cosa che invece non è.
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