L'Italia ha fissato una linea rossa per il Consiglio Europeo di oggi, che discuterà il tema dei flussi migratori in serata. Nelle conclusioni dei capi di Stato e di governo, a quanto si apprende da alcune fonti, dovrà esserci una chiara apertura verso un meccanismo di 'burden sharing', cioè di condivisione degli oneri, per quanto riguarda gli arrivi dei migranti via mare, tramite operazioni di ricerca e soccorso in mare (Sar, Search and Rescue). Per le genti arrivate via mare, è la richiesta dell'Italia, dovrà esserci un meccanismo di responsabilità condivisa, per dividere gli oneri almeno tra i Paesi con frontiere marittime.
Se questo riferimento non dovesse esserci nel 'wording' delle conclusioni, allora l'Italia potrebbe decidere di non approvarle, facendo di fatto fallire il vertice. Il Paese sta cercando di ottenere un linguaggio adeguato che possa codificare questo impegno nelle conclusioni del Consiglio Europeo, l'istituzione dell'Ue che riunisce i capi di Stato e di governo e che stabilisce gli indirizzi generali della politica comunitaria.
Roma riconosce il legame che esiste tra movimenti primari e secondari dei richiedenti asilo, il nodo politico che sta a cuore alla cancelliera tedesca Angela Merkel per motivi di politica interna (ha un grosso problema con la Cdu del ministro dell'Interno Horst Seehofer), ma osserva anche che, se prima dei movimenti secondari non vengono regolati i movimenti primari, cioè gli arrivi di migranti sulle coste italiane, allora trovare un accordo sarà difficile. Le due cose, insomma, devono essere contestuali, in un rapporto di do ut des, necessario per mediare tra i diversi interessi nazionali.
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