Il decreto dignità ha ricevuto il via libera del Consiglio dei ministri, che su proposta del premier Giuseppe Conte e del ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio, ha approvato ieri sera il decreto legge che introduce misure urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese. "Avevamo promesso guerra al precariato, alla burocrazia al gioco d'azzardo e alle delocalizzazione, lo abbiamo detto e lo abbiamo fatto" ha detto Di Maio in un video pubblicato su Facebook dopo il cdm. "
"C'è ancora tanto da fare su questi temi - ha spiegato il vicepremier - ma grazie a questo decreto si disattiva il redditometro, lo spesometro prevede solo un adempimento all'anno invece di comunicazioni trimestrali e semestrali e lo split payment non esiste più per i professionisti". "E' la Waterloo del precariato " ha scandito Di Maio, sottolineando: "è finita l'epoca del precariato senza alcun tipo di ragione, abbiamo limitato la possibilità di abusare dei contratti a tempo determinato e aumentato le penali quando ci sono gli ingiusti licenziamenti sul contratto a tempo determinato".
CONTRATTI A TEMPO - Il provvedimento, si legge nella nota di Palazzo Chigi, mira in particolare a limitare l'utilizzo dei contratti di lavoro a tempo determinato, favorendo i rapporti a tempo indeterminato. Si riduce in tal modo il lavoro precario, riservando la contrattazione a termine ai casi di reale necessità da parte del datore di lavoro. A questo scopo, si prevede che, fatta salva la possibilità di libera stipulazione tra le parti del primo contratto a tempo determinato, di durata comunque non superiore a 12 mesi di lavoro in assenza di specifiche causali, l'eventuale rinnovo dello stesso sarà possibile esclusivamente a fronte di esigenze temporanee e limitate.
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