"Di Maio bugiardo o sciacallo", "la parola di Renzi vale zero". Duro botta e risposta, ieri, fra il ministro del Lavoro e l'ex segretario dem. Motivo dello scontro, le affermazioni del pentastellato che, senza riferirsi direttamente al Pd, aveva parlato di finanziamenti della famiglia Benetton per le "campagne elettorali di tutti i partiti del passato, di tutti i partiti del governo del passato". Parole che hanno scatenato l'ira di Renzi, autore nel pomeriggio di un lungo post contro il vicepremier.
Per il dem, Di Maio "è tecnicamente parlando un bugiardo" e politicamente "uno sciacallo". Il motivo? "Il mio governo - scrive Renzi - non ha preso un centesimo da questi signori, che non hanno pagato la mia campagna elettorale, né quella del Pd, né la Leopolda". Per il senatore del Pd, inammissibili non sono solo le accuse di finanziamenti ma anche le dichiarazioni su Autostrade: "'Revochiamo la concessione' - attacca - fa aumentare i like e fa esultare chi non conosce le carte. Ma governare è più complicato che scrivere post su Facebook".
A stretto giro, la replica al vetriolo di Di Maio, che raccoglie il guanto di sfida: per il vicepremier, Renzi diventa "uno che vergognosamente compra un aereo gigante inutile sprecando i soldi degli italiani", quello che "aveva detto che si sarebbe ritirato dalla politica dopo la vittoria del no al referendum e che oggi siede sulla poltrona da senatore", motivo per il quale "non ha nessuna credibilità".
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