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    Non Autenticato
    il 2018-08-28 23:41:42.0 alle 2018-08-28 23:41:42.0
    Mentre l'idea sta nel dimenticatoio, il problema continua ad aggravarsi
    Problema che in termini globali può esser descritto come segue.

    In seguito all'incremento demografico dei secoli scorsi, l'Europa è sovrappopolata. In un ipotetico regime di autosufficienza il suo territorio non basterebbe a produrre tutto il cibo, i materiali, i biocarburanti, eccetera, che servono a mantenerne la popolazione all'attuale tenore d vita.

    Come faccio a dirlo? L'ho letto tempo fa in un articolo che riguardava la Francia, e la Francia è meno popolata di altri paesi europei. Noi nella banana blu siamo mesi peggio.

    Parlare di ridurre il tenore di vita è politicamente un suicidio: per cui, se effettivamente qualcosa si fa per risparmiare risorse, nei proclami politici si continua a inneggiare allo sviluppo, all'economia in perpetua crescita.

    In queste condizioni, le teste d'uovo che il sistema democratico mette al potere ritengono che aumentare ulteriormente la popolazione con l'immigrazione sia una soluzione al problema.

    Certi paesi invece hanno altre soluzioni. Da diversi decenni ad esempio la Cina, smessa per ragioni di pianificazione demografica la politica del figlio unico. sta spalmando il proprio attuale eccesso di popolazione per il resto del mondo. L'India invece non si è mai preoccupata di dotarsi di una politica di contenimento demografico.
    Come abbiamo del resto fatto noi europei nei secoli passati, occupando territori e sopprimendone le popolazioni. Ma allora non si era nell'era della ragione, oggi sì: quindi ciò che gli europei hanno fatto in passato oggi non è accettabile, né da parte degli europei, come la fine dl colonialismo ha stabilito, né da parte di altri.

    Non bastando all'Europa le proprie risorse, insieme agli altri paesi industrializzati si serve di quelle del resto del mondo, facendo tutto il possibile per mettere al potere governi fantoccio che, in cambio di potere locale e ricchezze per i loro componenti, permettano l'uso delle risorse dei loro paesi da parte dei paesi industrializzati.

    In conseguenza di questo, i paesi non industrializzati sono poveri, e anche più sovrappopolati dell'Europa. L'intero pianeta, nel complesso, è sovrappopolato.

    Coloro che in questi paesi sfruttati sono in grado di ragionare perciò ce l'hanno con i paesi sfruttatori. Con noi. E noi intanto li lasciamo entrare nei nostri paesi.

    Come se ne esce?

    Ovviamente vorrei soluzioni efficaci ma anche ragionevoli e rispettose dei diritti umani, ma non vedo nessuna soluzione che non comporti un qualche grado di coercizione. La sovrappopolazione mi preoccupa all'incirca dai tempi delle medie, quando se ne parlava e la popolazione mondiale era QUATTRO miliardi. Oggi non se ne parla e siamo SETTE miliardi. Non vedo nessuna soluzione e non vedo la volontà politica di cercarne una.

    Sperando che la tecnologia e l'ingegneria genetica permettano di ricavare più risorse dagli stessi metri quadri di terreno? Sicuramente è o sarà possibile, ma se dalla stessa superficie spremi di più, impoverisci il suolo. Già adesso molte colture richiedono fertilizzanti chimici, ad esempio fosfati... importati dall'Europa da altri paesi.
    La tecnologia risolverà molti problemi, ma non quello di alimentare una popolazione in crescita. Per un po' forse ce la farà, ma non per sempre.

    Riducendo la popolazione nei paesi dove cresce di più? Ma questo rignifica chiedere, o obbligare, altri al figlio unico mentre noi bianchi e i giapponesi, che siamo già in regresso, per evitare il collasso demografico e i conseguenti problemi sociali dovremmo fare più figli attestandosi poco sotto una media di due per coppia. Non è discriminatorio imporre il figlio unico ad altri e non a noi? Piuttosto che discriminare, non è meglio suicidarci per fare posto ad altri?

    Per il momento una buona soluzione è azzerare l'immigrazione o limitarla fortemente, ma non funzionerà per sempre se nei paesi poveri la popolazione continuerà a crescere e se gli immigrati come arrivano qui si mettono a figliare e a crescere di numero.
    Obbligare i non autoctoni al figlio unico ne ottiene una costante dimunuzione, che all'occorrenza può permettere anche di fare posto ad altri immigrati: altrimenti, ad un certo punto occorre chiudere definitivamente gli ingressi. Discriminatorio? Certo. Anticostituzionale? Forse. Antipatico? Indubbiamente. Tuttavia potrebbe essere un lusso rispetto alle soluzioni che occorrerà attuare quando il problema sarà troppo grave.
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      ☺
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      il 2018-08-31 03:37:15.0 alle 2018-08-31 03:37:15.0
      Trollate totali: 9902
      Re: Mentre l'idea sta nel dimenticatoio, il problema continua ad aggravarsi
      Scritto da:
      > Problema che in termini globali può esser descritto come segue.
      >
      > In seguito all'incremento demografico dei secoli scorsi, l'Europa è sovrappopolata. In un ipotetico regime di autosufficienza il suo territorio non basterebbe a produrre tutto il cibo, i materiali, i biocarburanti, eccetera, che servono a mantenerne la popolazione all'attuale tenore d vita.
      >
      > Come faccio a dirlo? L'ho letto tempo fa in un articolo che riguardava la Francia, e la Francia è meno popolata di altri paesi europei. Noi nella banana blu siamo mesi peggio.
      >
      > Parlare di ridurre il tenore di vita è politicamente un suicidio: per cui, se effettivamente qualcosa si fa per risparmiare risorse, nei proclami politici si continua a inneggiare allo sviluppo, all'economia in perpetua crescita.
      >
      > In queste condizioni, le teste d'uovo che il sistema democratico mette al potere ritengono che aumentare ulteriormente la popolazione con l'immigrazione sia una soluzione al problema.
      >
      > Certi paesi invece hanno altre soluzioni. Da diversi decenni ad esempio la Cina, smessa per ragioni di pianificazione demografica la politica del figlio unico. sta spalmando il proprio attuale eccesso di popolazione per il resto del mondo. L'India invece non si è mai preoccupata di dotarsi di una politica di contenimento demografico.
      > Come abbiamo del resto fatto noi europei nei secoli passati, occupando territori e sopprimendone le popolazioni. Ma allora non si era nell'era della ragione, oggi sì: quindi ciò che gli europei hanno fatto in passato oggi non è accettabile, né da parte degli europei, come la fine dl colonialismo ha stabilito, né da parte di altri.
      >
      > Non bastando all'Europa le proprie risorse, insieme agli altri paesi industrializzati si serve di quelle del resto del mondo, facendo tutto il possibile per mettere al potere governi fantoccio che, in cambio di potere locale e ricchezze per i loro componenti, permettano l'uso delle risorse dei loro paesi da parte dei paesi industrializzati.
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      > In conseguenza di questo, i paesi non industrializzati sono poveri, e anche più sovrappopolati dell'Europa. L'intero pianeta, nel complesso, è sovrappopolato.
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      > Coloro che in questi paesi sfruttati sono in grado di ragionare perciò ce l'hanno con i paesi sfruttatori. Con noi. E noi intanto li lasciamo entrare nei nostri paesi.
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      > Come se ne esce?
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      > Ovviamente vorrei soluzioni efficaci ma anche ragionevoli e rispettose dei diritti umani, ma non vedo nessuna soluzione che non comporti un qualche grado di coercizione. La sovrappopolazione mi preoccupa all'incirca dai tempi delle medie, quando se ne parlava e la popolazione mondiale era QUATTRO miliardi. Oggi non se ne parla e siamo SETTE miliardi. Non vedo nessuna soluzione e non vedo la volontà politica di cercarne una.
      >
      > Sperando che la tecnologia e l'ingegneria genetica permettano di ricavare più risorse dagli stessi metri quadri di terreno? Sicuramente è o sarà possibile, ma se dalla stessa superficie spremi di più, impoverisci il suolo. Già adesso molte colture richiedono fertilizzanti chimici, ad esempio fosfati... importati dall'Europa da altri paesi.
      > La tecnologia risolverà molti problemi, ma non quello di alimentare una popolazione in crescita. Per un po' forse ce la farà, ma non per sempre.
      >
      > Riducendo la popolazione nei paesi dove cresce di più? Ma questo rignifica chiedere, o obbligare, altri al figlio unico mentre noi bianchi e i giapponesi, che siamo già in regresso, per evitare il collasso demografico e i conseguenti problemi sociali dovremmo fare più figli attestandosi poco sotto una media di due per coppia. Non è discriminatorio imporre il figlio unico ad altri e non a noi? Piuttosto che discriminare, non è meglio suicidarci per fare posto ad altri?
      >
      > Per il momento una buona soluzione è azzerare l'immigrazione o limitarla fortemente, ma non funzionerà per sempre se nei paesi poveri la popolazione continuerà a crescere e se gli immigrati come arrivano qui si mettono a figliare e a crescere di numero.
      > Obbligare i non autoctoni al figlio unico ne ottiene una costante dimunuzione, che all'occorrenza può permettere anche di fare posto ad altri immigrati: altrimenti, ad un certo punto occorre chiudere definitivamente gli ingressi. Discriminatorio? Certo. Anticostituzionale? Forse. Antipatico? Indubbiamente. Tuttavia potrebbe essere un lusso rispetto alle soluzioni che occorrerà attuare quando il problema sarà troppo grave.

      Il problema è che affrontare la sovrappopolazione richiede leggi antiliberali.

      Cose succede se qualcuno fa più figli di quanti consentiti? Vengono negati diritti al figlio?

      Soprattutto: la famiglia è una questione privata, quindi lo stato che mette il becco è una cosa troppo invasiva.

      Potrei al massimo tollerare un'assenza dello stato: dare assegni per i figli solo per un numero massimo di figli. Poi però i genitori irresponsabili farebbero cadere le loro scelte sui propri figli.
<softv>

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