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> > Qualcuno dice che per spiegarla ci vuole l'evoluzione intelligente (qualcosa tipo Lamarck).
> > Immagino che sostenga lo stesso riguardo a quei pesci che avrebbero perso le branchie per arrivare sulla terraferma.
> >
> > Come si spiegano queste cose darwinisticamente?
>
> Boh, l'ippopotamo era già bello grasso, quando si è tuffato in mare ha funzionato subito come balena 

La questione si compone di sottoquestioni:
- come la selezione naturale modifica un organo (gli arti anteriori dell'ippopotamo che diventano pinne nella balena)
- come la selezione naturale sviluppa organi o parti di organi prima assenti (la formazione della coda della balena, con pinne caudali)
- come la selezione naturale elimina un organo (gli arti posteriori dell'ippopotamo nella balena si riducono a tracce vestigiali)
In tutti i casi, in ogni passaggio della catena di organismi in trasformazione, la selezione interviene su un organo in questo modo:
- l'individuo che possiede l'organo ha un vantaggio sugli altri, che si traduce in maggior probabilità di sopravvivenza e riproduzione;
- l'individuo che possiede l'organo ha uno svantaggio, che si traduce in minor probabilità di sopravvivenza e riproduzione;
- l'individuo che possiede l'organo non ne ricava né un vantaggio né uno svantaggio.
Il lavoro del naturalista consiste nel cercare di capire quali sono questi vantaggi e svantaggi portati dall'avere o non avere un dato organo, ad ogni passaggio della catena. In passaggi diversi i vantaggi/svantaggi possono essere diversi, non è detto che siano sempre gli stessi.