Qualcuno l'ha già ribattezzata 'la rivolta dello scontrino'. Una 'protesta' partita silenziosamente, dopo l'entrata in vigore delle nuove regole per le rendicontazioni degli stipendi pentastellati, ma col passare dei mesi divenuta sempre più rumorosa. Al punto che - raccontano all'Adnkronos fonti grilline di Montecitorio - alcuni parlamentari sarebbero arrivati a chiedere ai vertici del gruppo, con il placet di molti colleghi, una 'rateizzazione' degli importi che gli eletti sono periodicamente chiamati a restituire alle casse M5S.
E come se non bastasse, a rinfocolare i malumori ci sarebbe anche la richiesta di 2mila euro a testa da versare per l'organizzazione della festa di 'Italia 5 Stelle': una cifra 'indicativa' giudicata però troppo gravosa da non pochi deputati e senatori.
Stando alle nuove regole interne pubblicate sul Blog delle Stelle lo scorso 28 giugno, i parlamentari del M5S hanno dovuto versare - per il periodo che va dal 23 marzo al 30 giugno - un importo forfettario pari a 6.500 euro da destinare al fondo del microcredito e 950 euro come contributo all'Associazione Rousseau, per il mantenimento delle piattaforme tecnologiche 5 Stelle.
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