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Le radici dell'UEScritto daRick SanchezWakkus Horribilisil 2018-12-21 02:08:06.0 alle 2018-12-21 02:08:06.0Trollate totali: 4275Jean Omer Marie Gabriel Monnet (9 November 1888 – 16 March 1979) is regarded by many as a chief architect of European Unity. Never elected to public office, Monnet worked behind the scenes of American and European governments as a well-connected pragmatic internationalist.
[CUT]
The following quote is often misascribed to Jean Monnet — in fact it is a paraphrase of a characterization of Monnet's intentions by British Conservative Adrian Hilton:
"Europe's nations should be guided towards a super state without their people understanding what is happening. This can be accomplished by successive steps each disguised as having an economic purpose, but which will eventually and irreversibly lead to federation."
Monnet is reported to have expressed somewhat similar sentiments, but without the notion of intentional deception, saying "Via money Europe could become political in five years" and "... the current communities should be completed by a Finance Common Market which would lead us to European economic unity. Only then would ... the mutual commitments make it fairly easy to produce the political union which is the goal."
La parte in grassetto è spesso usata come citazione diretta di Monnet, in realtà _sembra_ sia solo un riassunto della sua ideologia in base a quello che aveva detto in altre occasioni.
Un po' come la frase "non sono d'accordo con quello che dici ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di farlo" è spesso usata come citazione diretta di Voltaire quando invece è solo un riassunto della sua ideologia.
Comunque citazione diretta o meno, mostra qual'è l'obiettivo vero dell'UE come intesa dai suoi fondatori... ovvero la completa distruzione delle nazioni europee e di conseguenza dei popoli che la compongono... e per arrivare a questo risultato, che nessuna persona sana di mente vorrebbe, si cerca di spacciare la cosa come un accordo economico finché non sarà troppo tardi per fare marcia indietro.
Dimenticavo il belink: https://www.hs-pforzheim.de/international/europe/j...
**Modificato dall'autore il 21.12.2018 02:08**-
Re: Le radici dell'UEScritto da: Rick Sanchez
> Jean Omer Marie Gabriel Monnet (9 November 1888 – 16 March 1979) is regarded by many as a chief architect of European Unity. Never elected to public office, Monnet worked behind the scenes of American and European governments as a well-connected pragmatic internationalist.
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> The following quote is often misascribed to Jean Monnet — in fact it is a paraphrase of a characterization of Monnet's intentions by British Conservative Adrian Hilton:
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> "Europe's nations should be guided towards a super state without their people understanding what is happening. This can be accomplished by successive steps each disguised as having an economic purpose, but which will eventually and irreversibly lead to federation."
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> Monnet is reported to have expressed somewhat similar sentiments, but without the notion of intentional deception, saying "Via money Europe could become political in five years" and "... the current communities should be completed by a Finance Common Market which would lead us to European economic unity. Only then would ... the mutual commitments make it fairly easy to produce the political union which is the goal."
>
Come si può essere così cattivi da voler creare una nazione?? Brr... che paura!!
> La parte in grassetto è spesso usata come citazione diretta di Monnet, in realtà _sembra_ sia solo un riassunto della sua ideologia in base a quello che aveva detto in altre occasioni.
Si, una citazione che cerca di farlo passare come un personaggio diabolico di Batman, cosa che i tuoi amici fanno sempre con le persone che sono talmente cattive da voler creare una nuova nazione... brrr, che paura!
> Un po' come la frase "non sono d'accordo con quello che dici ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di farlo" è spesso usata come citazione diretta di Voltaire quando invece è solo un riassunto della sua ideologia
Che però non è ideologizzata, cioè scritta in modo tale da farlo sembrare cattivo.
> Comunque citazione diretta o meno, mostra qual'è l'obiettivo vero dell'UE come intesa dai suoi fondatori... ovvero la completa distruzione delle nazioni europee e di conseguenza dei popoli che la compongono... e per arrivare a questo risultato, che nessuna persona sana di mente vorrebbe
Sai a me che cazzo me ne frega dei popoli?
Nessuno piange per via del fatto che il latino è una lingua morta.
Credo che se gli europei dovessero diventare un popolo unico, con una sola lingua, per le future generazioni sarà molto più facile, perché potranno spostarsi liberamente, non avendo la paura di sentirsi spaesati/isolati perché non riescono a parlare la lingua.
Te lo dice uno che vive dentro una gabbia: il Canton Ticino.
I ticinesi hanno difficoltà molto più grandi rispetto a persone che vivono in grandi nazioni tipo gli USA, perché gran parte degli studenti ticinesi per ottenere la laurea che gli interessa devono uscire dal Ticino... e appena esci dal Ticino (una gabbia di qualche kilometro quadrato) nessuno parla più la tua lingua.
Perciò ti ritrovi a dover seguire le lezioni universitarie in una lingua straniera. Già l'università è impegnativa, se poi devi pure studiare con il dizionario e a lezione capisci la metà delle cose è molto peggio.
Non è così improbabile poi che tu subisca atti di passiva aggressività dagli studenti autoctoni, come è successo a mia sorella che all'università di Berna, in qualche occasione, è stata esclusa dagli studenti svizzero-tedeschi.
Potresti fare l'università in Italia, se ti accontenti di una laurea di serie B, ma anche lì verresti trattato come uno straniero dagli italiani provincialotti che sono così aperti di mente.
Stesso discorso vale per le opportunità lavorative.
Molto meglio un'Europa unificata, con una sola lingua e la libertà di movimento: darebbe un senso di libertà molto più grande, renderebbe tutto più facile alle future generazioni!
Poter andare a vivere e lavorare nel luogo dei tuoi sogni, senza aver paura di sentirti spaesato, eternamente straniero.
Anche un imbranato come me troverebbe il coraggio di andarsene dal Ticino.
**Modificato dall'autore il 21.12.2018 12:49**-
Re: Le radici dell'UEScritto daRick SanchezWakkus Horribilisil 2018-12-21 12:49:13.0 alle 2018-12-21 12:49:13.0Trollate totali: 4275
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Re: Le radici dell'UEScritto da: Rick Sanchez
> Scritto da: Mattia
> > * Mattia che come al solito difende i globalisti perché è uno stupido *
>
>
Per Wakko se non sei un provincialotto con la testa quadrata sei stupido. Prendere nota.-
Re: Le radici dell'UEScritto daRick SanchezWakkus Horribilisil 2018-12-21 12:52:33.0 alle 2018-12-21 12:52:33.0Trollate totali: 4275Scritto da: Mattia
> Scritto da: Rick Sanchez
> > Scritto da: Mattia
> > > * Mattia che come al solito difende i globalisti perché è uno stupido *
> >
> >
>
> Per Wakko se non sei un provincialotto con la testa quadrata sei stupido. Prendere nota.
È proprio così.
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Re: Le radici dell'UEScritto daNon Autenticatoil 2018-12-21 13:34:55.0 alle 2018-12-21 13:34:55.0Scritto da: Mattia
> Scritto da: Rick Sanchez
> > Jean Omer Marie Gabriel Monnet (9 November 1888 – 16 March 1979) is regarded by many as a chief architect of European Unity. Never elected to public office, Monnet worked behind the scenes of American and European governments as a well-connected pragmatic internationalist.
> >
> > [CUT]
> >
> > The following quote is often misascribed to Jean Monnet — in fact it is a paraphrase of a characterization of Monnet's intentions by British Conservative Adrian Hilton:
> >
> > "Europe's nations should be guided towards a super state without their people understanding what is happening. This can be accomplished by successive steps each disguised as having an economic purpose, but which will eventually and irreversibly lead to federation."
> >
> > Monnet is reported to have expressed somewhat similar sentiments, but without the notion of intentional deception, saying "Via money Europe could become political in five years" and "... the current communities should be completed by a Finance Common Market which would lead us to European economic unity. Only then would ... the mutual commitments make it fairly easy to produce the political union which is the goal."
> >
>
> Come si può essere così cattivi da voler creare una nazione?? Brr... che paura!!
Se creare una nazione comporta distruggere nazioni esistenti, è probabile che chi si identifica in queste non sia d'accordo.
> > La parte in grassetto è spesso usata come citazione diretta di Monnet, in realtà _sembra_ sia solo un riassunto della sua ideologia in base a quello che aveva detto in altre occasioni.
>
> Si, una citazione che cerca di farlo passare come un personaggio diabolico di Batman, cosa che i tuoi amici fanno sempre con le persone che sono talmente cattive da voler creare una nuova nazione... brrr, che paura!
>
> > Un po' come la frase "non sono d'accordo con quello che dici ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di farlo" è spesso usata come citazione diretta di Voltaire quando invece è solo un riassunto della sua ideologia
>
> Che però non è ideologizzata, cioè scritta in modo tale da farlo sembrare cattivo.
Se sei d'accordo con ciò che dice, neppure la frase di Monnet è cattiva. La differenza è però che la frase attribuita a Voltaire esprime un principio, quella che riassume Monnet un programma, da attuare tramite manipolazioni senza che le persone manipolate ne siano al corrente e possano esprimere consenso o dissenso.
Come ho iniziato a scrivere qualche tempo fa, il progresso è un miglioramento così universale e assoluto da poter, e dover, essere imposto con qualsiasi mezzo.
> > Comunque citazione diretta o meno, mostra qual'è l'obiettivo vero dell'UE come intesa dai suoi fondatori... ovvero la completa distruzione delle nazioni europee e di conseguenza dei popoli che la compongono... e per arrivare a questo risultato, che nessuna persona sana di mente vorrebbe
>
> Sai a me che cazzo me ne frega dei popoli?
Frega a me. Importa del mio e per estensione di quelli altrui.
> Nessuno piange per via del fatto che il latino è una lingua morta.
In realtà molti se ne sono dispiaciuti e qualcuno se ne dispiace tuttora, soprattutto del fatto che sia stata rimpiazzata dall'inglese. Newton ed Eulero scrivevano i loro articoli scientifici in latino.
> Credo che se gli europei dovessero diventare un popolo unico, con una sola lingua, per le future generazioni sarà molto più facile, perché potranno spostarsi liberamente, non avendo la paura di sentirsi spaesati/isolati perché non riescono a parlare la lingua.
A fusione avvenuta i popoli che sono stati fusi assieme non esistono più, e gli individui si sentono parte di un nuovo popolo. Però sono stati distrutti dei popoli.
> Te lo dice uno che vive dentro una gabbia: il Canton Ticino.
Per te è una gabbia, per qualcun altro un luogo sicuro in cui vivere insieme ai propri simili. Dipende dalle proprie aspirazioni e dal grado di condivisione per la società in cui si vive. Però è un errore da parte tua biasimare il paesello natio per le ragioni per cui ti ci trovi male: quel che lo rende una gabbia è ovunque, lo trovi nei villaggi come nelle metropoli, senza scampo, probabilmente persino nelle società dei selvaggi esiste qualcosa di simile. In questo ciò che ti fa sentire ingabbiato ha una proprietà in comune con ciò che ingabbia me.
> I ticinesi hanno difficoltà molto più grandi rispetto a persone che vivono in grandi nazioni tipo gli USA, perché gran parte degli studenti ticinesi per ottenere la laurea che gli interessa devono uscire dal Ticino... e appena esci dal Ticino (una gabbia di qualche kilometro quadrato) nessuno parla più la tua lingua.
Il problema del Ticino è che è una regione piccola, leggo su Wikipedia che ha 350 mila abitanti. Probabilmente soffre di problemi analoghi a quelli della Val d'Aosta, cioè dell'impossibilità di mettere insieme abbastanza persone intellettualmente eminenti da formare una massa critica che trascini l'insieme fuori da una mentalità provinciale.
Tuttavia con la stessa popolazione, l'Islanda non soffre di questi problemi e la ragione, secondo me, è che è una nazione indipendente, mentre la Val d'Aosta è una regione autonoma ma pur sempre soggetta a uno stato che la soffoca, e il Ticino è il meridione della Svizzera.
Quando sei indipendente devi realizzare da te ciò che ti serve e le persone si danno da fare per farlo, per discutere e decidere, se sei subordinato le decisioni calano dall'alto prese da lontano e questo genera, fra le persone intellettualmente eminenti, malcontento, scetticismo, passività. Se hai delle idee e queste idee devono trovare obbligatoriamente posto in un quadro precostituito, o restare inespresse, è probabile restino inespresse se aspirano a un sistema diverso.
Un cantone elvetico però, pur nell'ambito delle Svizzera e perciò oppresso dalla predominanza dell'orizzonte culturale di lingua tedesca, è quando più simile a un paese indipendente possa esistere senza esserlo de iure. Quel che dovete fare è mettere insieme questa massa critica.
Riferendomi al caso piemontese, che presumibilmente vale anche per il Ticino e i cantoni romandi, mettere insieme una massa critica locale è difficile. Se vuoi restare locale non hai strumenti intellettuali per uscire da un ambito provinciale, ma se ne esci non formi più una massa critica locale in grado di cambiare le cose localmente. In Piemonte non appena uno emerge lascia il Piemonte: gli intellettuali diventano italiani, ragionano in italiano di cose da italiani e cessano di avere interessi piemontesi, le veline si spostano a Milano, modelle e attrici sposano dei francesi. Se chiunque esca dal provincialismo libera solo se stesso e va altrove, è impossibile liberare una regione dal provincialismo perché vi restano solo i provinciali.
Se ti trovi invece in un sistema isolato, come è per certi versi l'Islanda, sei obbligato a restare lì e a migliorare il paese in cui ti trovi.
> Perciò ti ritrovi a dover seguire le lezioni universitarie in una lingua straniera. Già l'università è impegnativa, se poi devi pure studiare con il dizionario e a lezione capisci la metà delle cose è molto peggio.
>
> Non è così improbabile poi che tu subisca atti di passiva aggressività dagli studenti autoctoni, come è successo a mia sorella che all'università di Berna, in qualche occasione, è stata esclusa dagli studenti svizzero-tedeschi.
La soluzione è farvi una università in Ticino


> Potresti fare l'università in Italia, se ti accontenti di una laurea di serie B, ma anche lì verresti trattato come uno straniero dagli italiani provincialotti che sono così aperti di mente.
Istintivamente mi verrebbe da reagire rispondendo che hai un'idea riduttiva dell'università italiana luogo di eccellenza siamo come la Baviera, ma...
> Stesso discorso vale per le opportunità lavorative.
In che senso? Se dalla Lombardia vengono a lavorare in Ticino il problema sono i lombardi che vi fregano il lavoro, non il Ticino in sé.
> Molto meglio un'Europa unificata, con una sola lingua e la libertà di movimento: darebbe un senso di libertà molto più grande, renderebbe tutto più facile alle future generazioni!
> Poter andare a vivere e lavorare nel luogo dei tuoi sogni, senza aver paura di sentirti spaesato, eternamente straniero.
Un individuo privo di radici però, come i cinesi usciti dalla rivoluzione culturale. Una tabula rasa intellettuale.
> Anche un imbranato come me troverebbe il coraggio di andarsene dal Ticino.
Exsinistro citava un fumetto di Linus dove un bambino vorrebbe andare dall'altra parte di una collina, e probabilmente dall'altra parte un altro bambino pensa la stessa cosa.
Ovunque tu possa andare trovi lo stesso posto, esattamente come me, anche se ciò che cerchiamo è diverso.-
Re: Le radici dell'UEScritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Come si può essere così cattivi da voler creare una nazione?? Brr... che paura!!
>
> Se creare una nazione comporta distruggere nazioni esistenti, è probabile che chi si identifica in queste non sia d'accordo.
Ogni cosa nuova rimpiazza ciò che c'era prima, ma non si può gettare l'assioma che non si può rinnovare niente per paura che qualcuno si metta a piangere, altrimenti tanto vale che consegniamo le chiavi del mondo ai conservatori e tutti zitti.
È un principio che metti spesso sul tavolo per autodifenderti quello del "il vecchio ha precedenza sul nuovo", ma la trovo una cosa un po' yodesca, che cerca di far impietosire... "distruggi qualcosa che esiste da tanto tempo, non ti vergogni?
".
E tu non proveresti nessuna vergogna nel distruggere l'UE, sapendo che molti europeisti si chiuderanno in bagno a piangere?
Io non mi vergognerei di distruggere le nazioni, perché so che DIO è con me.
I conservatori parlano spesso degli stati nazionali come se avessero qualche forma di legittimazione divina che nessuno può mettere in discussione, ma in realtà il loro DIO buono e amorevole, se davvero esistesse, avrebbe già lanciato una meteorite su tanti di questi stati, perché molti stati nazionali sono fondati su versamenti di tanti ettolitri di sangue.
Mi sentirei moralmente in colpa a creare democraticamente (senza versare neanche una goccia di sangue) uno stato chiamato Stati Uniti D'Europa che riduce le nazioni (fondate sul sangue) a regioni? A doversi sentire in colpa è chi queste nazioni le ha create, perché sappiamo tutti che la loro creazione non è avvenuta in maniera democratica.
Inoltre questi processi storici sanguinari sono relativi... cioè, siccome le cose sono andate in un certo modo io sono Svizzero, ma in un universo parallelo io sono Italiano.
Ci sono infiniti universi ognuno dei quali contiene confini nazionali tracciati in modo diverso.
È comunque importante capire che essere favorevoli agli Stati Uniti d'Europa non significa necessariamente essere favorevoli all'UE, perché ci sono diverse idee su come si debbano implementare gli Stati Uniti d'Europa... e molte persone che odiano l'UE non sono nazionaliste, ma persone che sono deluse della piega che ha preso un progetto in cui inizialmente credevano.
In effetti questa cosa chiamata "Unione Europea" sembra un po' una forzatura, tipo "creiamo in quattro e quattrotto una specie di nazione fatta a metà e fondata sul liberismo".
Fatta a metà, perché una vera nazione si comporta diversamente dall'UE. Non lascia una propria regione nella merda e non crea guerre tra regioni.
Fondata sul liberismo, anziché sul liberalismo. Del resto tutto è partito da un'unione economica e non da un'associazione per i diritti dell'uomo.
> Se sei d'accordo con ciò che dice, neppure la frase di Monnet è cattiva. La differenza è però che la frase attribuita a Voltaire esprime un principio, quella che riassume Monnet un programma, da attuare tramite manipolazioni senza che le persone manipolate ne siano al corrente e possano esprimere consenso o dissenso.
No, perché le parole originali di Monnet probabilmente non contengono l'idea di un inganno, cosa che invece contiene la falsa citazione.
Da quel che ho capito, questo Monnet avrebbe semplicemente affermato che si poteva cominciare a creare un un'unione economica e che con il tempo sarebbe potuta diventare una nazione, ma non ha detto che questo doveva essere fatto senza interrogare il popolo europeo, quindi su questo c'è libera interpretazione.
In ogni caso, chiarisco che invece secondo me SE si fa, bisogna farlo attraverso la democrazia diretta. Ogni popolo deve decidere liberamente se aderire agli Stati Uniti d'Europa.
> > Credo che se gli europei dovessero diventare un popolo unico, con una sola lingua, per le future generazioni sarà molto più facile, perché potranno spostarsi liberamente, non avendo la paura di sentirsi spaesati/isolati perché non riescono a parlare la lingua.
>
> A fusione avvenuta i popoli che sono stati fusi assieme non esistono più, e gli individui si sentono parte di un nuovo popolo. Però sono stati distrutti dei popoli.
E Chieri ha rimpiazzato probabilmente un bosco che c'era prima.
La tu casa magari ha rimpiazzato un albero.
> > I ticinesi hanno difficoltà molto più grandi rispetto a persone che vivono in grandi nazioni tipo gli USA, perché gran parte degli studenti ticinesi per ottenere la laurea che gli interessa devono uscire dal Ticino... e appena esci dal Ticino (una gabbia di qualche kilometro quadrato) nessuno parla più la tua lingua.
>
> Il problema del Ticino è che è una regione piccola, leggo su Wikipedia che ha 350 mila abitanti.
Non è solo piccola, è anche chiusa.
Siamo chiusi in mezzo alle valli.
Se vuoi fare un giro in bici tranquillo (senza scalare i monti), le opzioni sono due: o vai nella direzione X o nella direzione opposta.
Io ho la fortuna di vivere in un luogo in cui le valli si aprono un po' rispetto alla media ticinese, ma molti ticinesi persino in estate hanno il sole soltanto per qualche ora... figurati in inverno.
Certi posti qui in Ticino sembrano dimenticati da DIO.
La prima cosa che dicono i ticinesi quando vanno in vacanza è: "Finalmente fuori dalle valli" e "Guarda come tutto sembra grande qui", un senso di libertà che solo chi vive in mezzo alle valli può provare, soprattutto quando si mette seduto in riva al mare e vede l'orizzonte e il tramonto, questo sconosciuto.
Lavorare in Ticino significa lavorare in qualche noiosa azienda che fa cose noiose in qualche noiosa valle, insieme a persone annoiate proprio come te.
Gli Stati Uniti d'Europa (che non si possono fare in maniera forzata da un giorno all'altro) non obbligherebbero i ticinesi a cui piace vivere e lavorare in noiose valli con noiose aziende che fanno cose noiose ad andarsene, ma renderebbe le cose più facili a chi, per sua scelta, vuole andarsene da un'altra parte.
> > Perciò ti ritrovi a dover seguire le lezioni universitarie in una lingua straniera. Già l'università è impegnativa, se poi devi pure studiare con il dizionario e a lezione capisci la metà delle cose è molto peggio.
> >
> > Non è così improbabile poi che tu subisca atti di passiva aggressività dagli studenti autoctoni, come è successo a mia sorella che all'università di Berna, in qualche occasione, è stata esclusa dagli studenti svizzero-tedeschi.
>
> La soluzione è farvi una università in Ticino


Le università ci sono già in Ticino.
https://www.usi.ch/it
http://www.supsi.ch/home.html
Però quelli con la puzza sotto il naso (tipo google) se mostri la laurea dell'USI ti rispondono: "Cosa è l'USI?".
La SUPSI ancora peggio.
Ovviamente queste scuole ti aprono delle porte, non è impossibile finire alla google con una laurea USI, ma quelli dell'ETHZ sembrano molto più fighi... quindi ovviamente molte persone dicono "se devo spendere migliaia di franchi, è meglio che li spendo bene"... la tassa di iscrizione alla SUPSI non è molto alta, ma quella dell'USI...
Non è che l'USI sia un'università del terzo mondo... qualche professore col cazzo duro credo che ce l'abbiano anche lì, ma il punto è che uscito dall'USI sei comunque uno sfigato che vive in mezzo a qualche valle con aziende noiose che fanno cose noiose con dipendenti annoiati.
Meglio andare da qualche altra parte a spendere il diploma... e gli Stati Uniti D'Europa lo renderebbero più facile.
> > Potresti fare l'università in Italia, se ti accontenti di una laurea di serie B, ma anche lì verresti trattato come uno straniero dagli italiani provincialotti che sono così aperti di mente.
>
> Istintivamente mi verrebbe da reagire rispondendo che hai un'idea riduttiva dell'università italiana luogo di eccellenza siamo come la Baviera, ma...
Non sono cose che decidiamo io e te... le università italiane non vengono considerate da quelli che fanno le liste delle migliori università e le aziende si fidano di loro.
La laurea è un pezzo di carta che ti serve per andare in giro "guarda qui, sono un figo", quindi se vuoi investire seriamente nel tuo futuro è meglio che prendi una laurea che ti permette di farlo credere.
Poi io delle università italiane non so niente, ma l'idea che il Nord Italia sia generalmente come la Baviera è una cazzata facilmente smentibile.
Ci credono solo i norditalici patrioti che non hanno mai visto nulla fuori dal paesello.
> > Stesso discorso vale per le opportunità lavorative.
>
> In che senso? Se dalla Lombardia vengono a lavorare in Ticino il problema sono i lombardi che vi fregano il lavoro, non il Ticino in sé.
Io non la vedo come una cosa così semplice... il Wakko in versione ticinese forse la vede così, "terroni di merda che ci rubano il lavoro", ma io la vedo in maniera più complessa.
Il problema non sta nel fatto che i lombardi lavorano in Ticino, ma nel fatto che i lombardi lavorano in Ticino e i ticinesi non se ne fanno niente di un lavoro in Italia.
Quindi non è che se un lombardo si prende il lavoro sotto casa tua, poi tu ti puoi prendere quello sotto casa sua, perché in Ticino degli stipendi italiani non te ne fai niente.
Quindi i ticinesi si ritrovano spesso a dover cercare lavoro in altre parti della Svizzera, dove però si parla una lingua straniera... un bel guaio per gli imbranati!
Perciò i cosiddetti "accordi bilaterali" tra la Svizzera e l'UE hanno solo vantaggi unilaterali nel caso della realtà ticinese, cioè a gudagnarci sono solo i lavoratori italiani (e gli imprenditori svizzeri).
Per questo dico che l'UE è una cosa "fatta male e fatta a metà".
Se fossimo sotto gli Stati Uniti d'Europa, la Lombardia e il Ticino avrebbero la stessa moneta e sarebbero economicamente simili, perché uno dei compiti fondamentali di uno stato è creare un equilibrio fra le sue regioni costituenti, cosa che però l'UE fa in modo molto limitato e solo quando gli gira.
(Secondo Borghi, l'UE dovrebbe fare qualcosa per abbassare lo spread italiano, cioè comprare titoli di stato italiano come ha fatto ai tempi di Monti... però non lo fa... una vera nazione invece non lascerebbe una propria regione nella merda, perché la regione rientra negli interessi nazionali).
Quindi ciò che hanno in mente coloro che credono negli Stati Uniti d'Europa è una grande e potente nazione che non manda a fare in culo gli italiani (in una maniera che ricorda i vecchi nazionalismi), ma che chiama gli italiani "europei" e li tratta come tali, cioè come parte della nazione.
Infine, normalmente una nazione ha anche una lingua nazionale e secondo me questa è una cosa molto importante (infatti il problema dei ticinesi è anche quella di essere una minoranza linguistica in una nazione con 4 lingue), quindi prima di fondare gli Stati Uniti d'Europa, bisognerebbe creare una semplice associazione tra stati in cui si decide una lingua comune da insegnare fin dalla prima elementare a tutti i bambini di tutti gli stati.
L'esperanto (una lingua artificiale grammaticalmente semplice, senza verbi irregolari e tutte ste cazzate) potrebbe prestarsi bene.https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_esperanto

Diverse persone la stanno imparando, ma fintanto che non viene considerata uno standard ufficiale serve a poco.
> > Molto meglio un'Europa unificata, con una sola lingua e la libertà di movimento: darebbe un senso di libertà molto più grande, renderebbe tutto più facile alle future generazioni!
> > Poter andare a vivere e lavorare nel luogo dei tuoi sogni, senza aver paura di sentirti spaesato, eternamente straniero.
>
> Un individuo privo di radici però, come i cinesi usciti dalla rivoluzione culturale. Una tabula rasa intellettuale.
Non è vero, sei troppo inflessibile mentalmente.
Le radici le hai nel paesello in cui sei nato e cresciuto, in cui ci sono tutti i tuoi ricordi.
Che questo paesello sia
Chieri, della provincia di Torino, della nazione italia
oppure
Chieri, della frazione di Torino, della regione Italia, della nazionale Stati Uniti d'Europa
non fa cambiare l'essenza della cosa.
Quel cazzo di ciliegio su cui ti arrampicavi da bambino e quel cazzo di parco in cui i pedoni ti fissavano dietro i cespugli non è che sparisce solo perché fai parte di una nazione più grande... e poi potrebbe essere proprio l'Italia a farlo sparire, o magari il comune di Chieri.
Facendo zoom indietro, le tua radici saranno la frazione di Torino, la regione Italia e la nazione Europa.
Che problema ti crea aggiungere qualcosa in più alle tue radici?
Perché una persona del 2300 non dovrebbe poter dire "le mia radici sono l'Europa?". Perché dire questo dovrebbe fare così schifo?
>
> > Anche un imbranato come me troverebbe il coraggio di andarsene dal Ticino.
>
> Exsinistro citava un fumetto di Linus dove un bambino vorrebbe andare dall'altra parte di una collina, e probabilmente dall'altra parte
... c'è Mattia con le antenne alzate.
> un altro bambino pensa la stessa cosa
Bhe, insomma...
... un mio amico chattava con una di Santo Domingo e un giorno, quando eravamo in una delle nostre fantastiche spiaggie ticinesi, le ha inviato una foto della spiaggia e la tipa gli ha risposto: "Quella cosa lì la chiami spiaggia?".
Agli italiani piace venire in Ticino a prendere i soldini, ma molti di loro dicono che il Ticino è una noia mortale e che l'Italia è molto meglio... che è quello che pensano molti ticinesi.
**Modificato dall'autore il 21.12.2018 18:30**-
Re: Le radici dell'UEScritto daNon Autenticatoil 2018-12-21 23:30:02.0 alle 2018-12-21 23:30:02.0Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > Scritto da: Mattia
> > > Come si può essere così cattivi da voler creare una nazione?? Brr... che paura!!
> >
> > Se creare una nazione comporta distruggere nazioni esistenti, è probabile che chi si identifica in queste non sia d'accordo.
>
> Ogni cosa nuova rimpiazza ciò che c'era prima, ma non si può gettare l'assioma che non si può rinnovare niente per paura che qualcuno si metta a piangere, altrimenti tanto vale che consegniamo le chiavi del mondo ai conservatori e tutti zitti.
>
> È un principio che metti spesso sul tavolo per autodifenderti quello del "il vecchio ha precedenza sul nuovo", ma la trovo una cosa un po' yodesca, che cerca di far impietosire... "distruggi qualcosa che esiste da tanto tempo, non ti vergogni?
".
>
> E tu non proveresti nessuna vergogna nel distruggere l'UE, sapendo che molti europeisti si chiuderanno in bagno a piangere?
>
> Io non mi vergognerei di distruggere le nazioni, perché so che DIO è con me.
>
> I conservatori parlano spesso degli stati nazionali come se avessero qualche forma di legittimazione divina che nessuno può mettere in discussione, ma in realtà il loro DIO buono e amorevole, se davvero esistesse, avrebbe già lanciato una meteorite su tanti di questi stati, perché molti stati nazionali sono fondati su versamenti di tanti ettolitri di sangue.
>
> Mi sentirei moralmente in colpa a creare democraticamente (senza versare neanche una goccia di sangue) uno stato chiamato Stati Uniti D'Europa che riduce le nazioni (fondate sul sangue) a regioni? A doversi sentire in colpa è chi queste nazioni le ha create, perché sappiamo tutti che la loro creazione non è avvenuta in maniera democratica.
>
> Inoltre questi processi storici sanguinari sono relativi... cioè, siccome le cose sono andate in un certo modo io sono Svizzero, ma in un universo parallelo io sono Italiano.
> Ci sono infiniti universi ognuno dei quali contiene confini nazionali tracciati in modo diverso.
>
> È comunque importante capire che essere favorevoli agli Stati Uniti d'Europa non significa necessariamente essere favorevoli all'UE, perché ci sono diverse idee su come si debbano implementare gli Stati Uniti d'Europa... e molte persone che odiano l'UE non sono nazionaliste, ma persone che sono deluse della piega che ha preso un progetto in cui inizialmente credevano.
>
> In effetti questa cosa chiamata "Unione Europea" sembra un po' una forzatura, tipo "creiamo in quattro e quattrotto una specie di nazione fatta a metà e fondata sul liberismo".
>
> Fatta a metà, perché una vera nazione si comporta diversamente dall'UE. Non lascia una propria regione nella merda e non crea guerre tra regioni.
>
> Fondata sul liberismo, anziché sul liberalismo. Del resto tutto è partito da un'unione economica e non da un'associazione per i diritti dell'uomo.
>
>
> > Se sei d'accordo con ciò che dice, neppure la frase di Monnet è cattiva. La differenza è però che la frase attribuita a Voltaire esprime un principio, quella che riassume Monnet un programma, da attuare tramite manipolazioni senza che le persone manipolate ne siano al corrente e possano esprimere consenso o dissenso.
>
> No, perché le parole originali di Monnet probabilmente non contengono l'idea di un inganno, cosa che invece contiene la falsa citazione.
>
> Da quel che ho capito, questo Monnet avrebbe semplicemente affermato che si poteva cominciare a creare un un'unione economica e che con il tempo sarebbe potuta diventare una nazione, ma non ha detto che questo doveva essere fatto senza interrogare il popolo europeo, quindi su questo c'è libera interpretazione.
>
> In ogni caso, chiarisco che invece secondo me SE si fa, bisogna farlo attraverso la democrazia diretta. Ogni popolo deve decidere liberamente se aderire agli Stati Uniti d'Europa.
>
>
> > > Credo che se gli europei dovessero diventare un popolo unico, con una sola lingua, per le future generazioni sarà molto più facile, perché potranno spostarsi liberamente, non avendo la paura di sentirsi spaesati/isolati perché non riescono a parlare la lingua.
> >
> > A fusione avvenuta i popoli che sono stati fusi assieme non esistono più, e gli individui si sentono parte di un nuovo popolo. Però sono stati distrutti dei popoli.
>
> E Chieri ha rimpiazzato probabilmente un bosco che c'era prima.
>
> La tu casa magari ha rimpiazzato un albero.
>
>
> > > I ticinesi hanno difficoltà molto più grandi rispetto a persone che vivono in grandi nazioni tipo gli USA, perché gran parte degli studenti ticinesi per ottenere la laurea che gli interessa devono uscire dal Ticino... e appena esci dal Ticino (una gabbia di qualche kilometro quadrato) nessuno parla più la tua lingua.
> >
> > Il problema del Ticino è che è una regione piccola, leggo su Wikipedia che ha 350 mila abitanti.
>
> Non è solo piccola, è anche chiusa.
>
> Siamo chiusi in mezzo alle valli.
>
> Se vuoi fare un giro in bici tranquillo (senza scalare i monti), le opzioni sono due: o vai nella direzione X o nella direzione opposta.
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> Io ho la fortuna di vivere in un luogo in cui le valli si aprono un po' rispetto alla media ticinese, ma molti ticinesi persino in estate hanno il sole soltanto per qualche ora... figurati in inverno.
>
> Certi posti qui in Ticino sembrano dimenticati da DIO.
>
> La prima cosa che dicono i ticinesi quando vanno in vacanza è: "Finalmente fuori dalle valli" e "Guarda come tutto sembra grande qui", un senso di libertà che solo chi vive in mezzo alle valli può provare, soprattutto quando si mette seduto in riva al mare e vede l'orizzonte e il tramonto, questo sconosciuto.
>
> Lavorare in Ticino significa lavorare in qualche noiosa azienda che fa cose noiose in qualche noiosa valle, insieme a persone annoiate proprio come te.
>
> Gli Stati Uniti d'Europa (che non si possono fare in maniera forzata da un giorno all'altro) non obbligherebbero i ticinesi a cui piace vivere e lavorare in noiose valli con noiose aziende che fanno cose noiose ad andarsene, ma renderebbe le cose più facili a chi, per sua scelta, vuole andarsene da un'altra parte.
>
> > > Perciò ti ritrovi a dover seguire le lezioni universitarie in una lingua straniera. Già l'università è impegnativa, se poi devi pure studiare con il dizionario e a lezione capisci la metà delle cose è molto peggio.
> > >
> > > Non è così improbabile poi che tu subisca atti di passiva aggressività dagli studenti autoctoni, come è successo a mia sorella che all'università di Berna, in qualche occasione, è stata esclusa dagli studenti svizzero-tedeschi.
> >
> > La soluzione è farvi una università in Ticino


>
> Le università ci sono già in Ticino.
>
> https://www.usi.ch/it
>
> http://www.supsi.ch/home.html
>
> Però quelli con la puzza sotto il naso (tipo google) se mostri la laurea dell'USI ti rispondono: "Cosa è l'USI?".
>
> La SUPSI ancora peggio.
>
> Ovviamente queste scuole ti aprono delle porte, non è impossibile finire alla google con una laurea USI, ma quelli dell'ETHZ sembrano molto più fighi... quindi ovviamente molte persone dicono "se devo spendere migliaia di franchi, è meglio che li spendo bene"... la tassa di iscrizione alla SUPSI non è molto alta, ma quella dell'USI...
>
> Non è che l'USI sia un'università del terzo mondo... qualche professore col cazzo duro credo che ce l'abbiano anche lì, ma il punto è che uscito dall'USI sei comunque uno sfigato che vive in mezzo a qualche valle con aziende noiose che fanno cose noiose con dipendenti annoiati.
>
> Meglio andare da qualche altra parte a spendere il diploma... e gli Stati Uniti D'Europa lo renderebbero più facile.
>
> > > Potresti fare l'università in Italia, se ti accontenti di una laurea di serie B, ma anche lì verresti trattato come uno straniero dagli italiani provincialotti che sono così aperti di mente.
> >
> > Istintivamente mi verrebbe da reagire rispondendo che hai un'idea riduttiva dell'università italiana luogo di eccellenza siamo come la Baviera, ma...
>
> Non sono cose che decidiamo io e te... le università italiane non vengono considerate da quelli che fanno le liste delle migliori università e le aziende si fidano di loro.
>
> La laurea è un pezzo di carta che ti serve per andare in giro "guarda qui, sono un figo", quindi se vuoi investire seriamente nel tuo futuro è meglio che prendi una laurea che ti permette di farlo credere.
>
> Poi io delle università italiane non so niente, ma l'idea che il Nord Italia sia generalmente come la Baviera è una cazzata facilmente smentibile.
> Ci credono solo i norditalici patrioti che non hanno mai visto nulla fuori dal paesello.
>
> > > Stesso discorso vale per le opportunità lavorative.
> >
> > In che senso? Se dalla Lombardia vengono a lavorare in Ticino il problema sono i lombardi che vi fregano il lavoro, non il Ticino in sé.
>
> Io non la vedo come una cosa così semplice... il Wakko in versione ticinese forse la vede così, "terroni di merda che ci rubano il lavoro", ma io la vedo in maniera più complessa.
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> Il problema non sta nel fatto che i lombardi lavorano in Ticino, ma nel fatto che i lombardi lavorano in Ticino e i ticinesi non se ne fanno niente di un lavoro in Italia.
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> Quindi non è che se un lombardo si prende il lavoro sotto casa tua, poi tu ti puoi prendere quello sotto casa sua, perché in Ticino degli stipendi italiani non te ne fai niente.
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> Quindi i ticinesi si ritrovano spesso a dover cercare lavoro in altre parti della Svizzera, dove però si parla una lingua straniera... un bel guaio per gli imbranati!
>
> Perciò i cosiddetti "accordi bilaterali" tra la Svizzera e l'UE hanno solo vantaggi unilaterali nel caso della realtà ticinese, cioè a gudagnarci sono solo i lavoratori italiani (e gli imprenditori svizzeri).
>
> Per questo dico che l'UE è una cosa "fatta male e fatta a metà".
>
> Se fossimo sotto gli Stati Uniti d'Europa, la Lombardia e il Ticino avrebbero la stessa moneta e sarebbero economicamente simili, perché uno dei compiti fondamentali di uno stato è creare un equilibrio fra le sue regioni costituenti, cosa che però l'UE fa in modo molto limitato e solo quando gli gira.
> (Secondo Borghi, l'UE dovrebbe fare qualcosa per abbassare lo spread italiano, cioè comprare titoli di stato italiano come ha fatto ai tempi di Monti... però non lo fa... una vera nazione invece non lascerebbe una propria regione nella merda, perché la regione rientra negli interessi nazionali).
>
> Quindi ciò che hanno in mente coloro che credono negli Stati Uniti d'Europa è una grande e potente nazione che non manda a fare in culo gli italiani (in una maniera che ricorda i vecchi nazionalismi), ma che chiama gli italiani "europei" e li tratta come tali, cioè come parte della nazione.
>
> Infine, normalmente una nazione ha anche una lingua nazionale e secondo me questa è una cosa molto importante (infatti il problema dei ticinesi è anche quella di essere una minoranza linguistica in una nazione con 4 lingue), quindi prima di fondare gli Stati Uniti d'Europa, bisognerebbe creare una semplice associazione tra stati in cui si decide una lingua comune da insegnare fin dalla prima elementare a tutti i bambini di tutti gli stati.
>
> L'esperanto (una lingua artificiale grammaticalmente semplice, senza verbi irregolari e tutte ste cazzate) potrebbe prestarsi bene.
>
>https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_esperanto

>
> Diverse persone la stanno imparando, ma fintanto che non viene considerata uno standard ufficiale serve a poco.
>
> > > Molto meglio un'Europa unificata, con una sola lingua e la libertà di movimento: darebbe un senso di libertà molto più grande, renderebbe tutto più facile alle future generazioni!
> > > Poter andare a vivere e lavorare nel luogo dei tuoi sogni, senza aver paura di sentirti spaesato, eternamente straniero.
> >
> > Un individuo privo di radici però, come i cinesi usciti dalla rivoluzione culturale. Una tabula rasa intellettuale.
>
> Non è vero, sei troppo inflessibile mentalmente.
>
> Le radici le hai nel paesello in cui sei nato e cresciuto, in cui ci sono tutti i tuoi ricordi.
>
> Che questo paesello sia
>
> Chieri, della provincia di Torino, della nazione italia
>
> oppure
>
> Chieri, della frazione di Torino, della regione Italia, della nazionale Stati Uniti d'Europa
>
> non fa cambiare l'essenza della cosa.
>
> Quel cazzo di ciliegio su cui ti arrampicavi da bambino e quel cazzo di parco in cui i pedoni ti fissavano dietro i cespugli non è che sparisce solo perché fai parte di una nazione più grande... e poi potrebbe essere proprio l'Italia a farlo sparire, o magari il comune di Chieri.
>
> Facendo zoom indietro, le tua radici saranno la frazione di Torino, la regione Italia e la nazione Europa.
>
> Che problema ti crea aggiungere qualcosa in più alle tue radici?
>
> Perché una persona del 2300 non dovrebbe poter dire "le mia radici sono l'Europa?". Perché dire questo dovrebbe fare così schifo?
> >
> > > Anche un imbranato come me troverebbe il coraggio di andarsene dal Ticino.
> >
> > Exsinistro citava un fumetto di Linus dove un bambino vorrebbe andare dall'altra parte di una collina, e probabilmente dall'altra parte
>
> ... c'è Mattia con le antenne alzate.
>
> > un altro bambino pensa la stessa cosa
>
> Bhe, insomma...
>
> ... un mio amico chattava con una di Santo Domingo e un giorno, quando eravamo in una delle nostre fantastiche spiaggie ticinesi, le ha inviato una foto della spiaggia e la tipa gli ha risposto: "Quella cosa lì la chiami spiaggia?".
>
> Agli italiani piace venire in Ticino a prendere i soldini, ma molti di loro dicono che il Ticino è una noia mortale e che l'Italia è molto meglio... che è quello che pensano molti ticinesi.
In un documentario, mi pare di Desmond Morris, si diceva che non a tutti piace vivere in un paese così

perché nei paesi la vita è codificata dal controllo sociale mentre le città sono un laboratorio. In effetti a Londra puoi andare vestito come vuoi
e se è questo che uno vuole, le grandi città sono lì per quello.
Io non ho niente in contrario a che esistano posti come Londra - a parte il fatto che una bella città è stata deturpata distruggendo edifici storici per rimpiazzarli coi grattacieli, quando dico genocidio intendo anche questo - purché i progressisti e i modernisti non pretendano di esportare ciò che a loro piace in ogni posto del mondo, il che è esattamente quello che fanno.
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