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The Rise of the Outrageously Long CommuteScritto daNon Autenticatoil 2019-01-18 17:33:42.0 alle 2019-01-18 17:33:42.0https://www.theatlantic.com/business/archive/2015/...

wakes up at 3:30am to catch either the train or shuttle to New York, heads to the office, and takes the 6:00pm train home, arriving at 10:00pm
Mi ricorda quando lavoravo all'Eudida, azienda produttrice corsi multimediali.-
Re: The Rise of the Outrageously Long CommuteScritto daRick SanchezWakkus Horribilisil 2019-01-18 20:28:57.0 alle 2019-01-18 20:28:57.0Trollate totali: 4275Scritto da:
> https://www.theatlantic.com/business/archive/2015/...
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> wakes up at 3:30am to catch either the train or shuttle to New York, heads to the office, and takes the 6:00pm train home, arriving at 10:00pm
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> Mi ricorda quando lavoravo all'Eudida, azienda produttrice corsi multimediali.
Bella vita fa. Per cosa poi? Un lavoro che magari può fare pure da casa con sporadici collegamenti skype in ufficio?-
Re: The Rise of the Outrageously Long CommuteScritto daNon Autenticatoil 2019-01-19 00:47:57.0 alle 2019-01-19 00:47:57.0Scritto da: Rick Sanchez
> Scritto da:
> > https://www.theatlantic.com/business/archive/2015/...
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> > wakes up at 3:30am to catch either the train or shuttle to New York, heads to the office, and takes the 6:00pm train home, arriving at 10:00pm
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> > Mi ricorda quando lavoravo all'Eudida, azienda produttrice corsi multimediali.
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> Bella vita fa. Per cosa poi? Un lavoro che magari può fare pure da casa con sporadici collegamenti skype in ufficio?
L'articolo parla di gente che regolarmente va a lavorare molto lontano da casa propria per non sradicare la famiglia dal luogo in cui è cresciuta. Il tizio della frase lo fa "two or three times a week" e mi ha fatto venire in mente che mi svegliavo alle 6:30 e spesso ero di ritorno a casa alle nove o anche alle dieci e mezza di sera. Quasi come lui cioè, ma tutti i giorni e per uno stipendio da fame. È lì che è cominciato il tarlo di mettermi a far soldi a palate mettendomi in proprio.
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