La Farnesina conferma di non essere mai stata messa al corrente delle intenzioni della ministra della Difesa, Elisabetta Trenta, prima delle sue dichiarazioni alla stampa relative alla decisione di ritirare il contingente militare italiano dall’Afghanistan. E' quanto si legge in una nota del ministero degli Esteri.
M5S: CRITICHE A TRENTA INCOMPRENSIBILI - I senatori M5S della Commissione Difesa di Palazzo Madama, che puntano il dito contro "le scomposte reazioni delle opposizioni alla storica notizia del disimpegno italiano", spiegano che "non ci ritiriamo con disonore perché abbiamo perso una guerra, ma che si torna a casa perché finalmente - ci auguriamo - la guerra finisce grazie a un accordo di pace che garantisce gli obiettivi di sicurezza dell'Occidente". "Le critiche al ministro della Difesa Elisabetta Trenta risultano incomprensibili - dichiarano i parlamentari M5S delle Commissioni Difesa di Camera e Senato - perché sarebbe stato gravemente irresponsabile da parte sua, una volta informata della svolta politico-militare in corso, non attivare subito le procedure formali interne - per le quali, va detto, non c'è bisogno di informare la Farnesina - che sono necessarie per iniziare a preparare il piano di rientro delle nostre truppe dall'Afghanistan: quasi mille soldati, centinaia di mezzi e tonnellate di attrezzature che non si riportano a casa dalla sera alla mattina".
GENERALE DEL VECCHIO - Il rientro del contingente italiano dall'Afghanistan "è un'operazione delicata, che ha bisogno di tempo per essere organizzata, in cui bisogna garantire la sicurezza del personale e dei mezzi" afferma in un'intervista all'Adnkronos il generale Mauro Del Vecchio, comandante delle forze Nato in Afghanistan nell'ambito dell'operazione Isaf dal 2005 al 2006. "L'annuncio del presidente Trump di ritirare i soldati statunitensi non consente una via di uscita diversa alle altre nazioni dell'alleanza - chiarisce - L'impegno statunitense nella missione è molto più forte di quello delle altre nazioni coinvolte e nessuna può farsi carico da sola sia dell'impegno del personale che delle risorse finanziarie. Però, se questo era l'intendimento degli Usa, sarebbe stato opportuno concordarlo con gli altri Paesi".
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