La Camera dei Comuni ha respinto con 321 voti contrari e 298 favorevoli l'emendamento presentato dalla deputata laburista Yvette Cooper per scongiurare la possibilità di 'no deal Brexit'. L'emendamento, in pratica, avrebbe imposto alla premier Theresa May di prorogare l'Articolo 50, di fatto rinviando oltre la data del 29 marzo l'uscita dalla Ue, nel caso il governo non fosse stato in grado di fare approvare un accordo entro il 26 febbraio.
Alla Camera dei Comuni c'è ora una maggioranza per l'uscita dalla Ue con un accordo, ha detto la premier Theresa May, prendendo la parola dopo le votazioni sui vari emendamenti presentati dai banchi della maggioranza e da quelli dell'opposizione. Il governo, ha detto, andrà a Bruxelles per ottenere modifiche all'accordo siglato a novembre, in particolare riguardo alla clausola del backstop per il confine nordirlandese. Il negoziato con la Ue "non sarà facile", ha aggiunto May, ma il Parlamento ha espresso chiaramente quali sono le condizioni per approvare un accordo di uscita. Allo stesso tempo, ha detto, il Parlamento ha ribadito che non intende procedere con una Brexit senza accordo.
La Camera dei Comuni ha infatti approvato (318 favorevoli e 310 contrari) l'emendamento presentato dalla conservatrice Caroline Spelman e dal laburista Jack Dromey, che chiede al governo di escludere la possibilità che il Regno Unito esca dalla Ue senza un accordo.
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