"Una norma in più, una in meno... non dobbiamo prendere in giro il popolo, non è mettendo la pena di morte che risolvi i problemi della sicurezza. E' creando meccanismi di comunità partecipata in cui tutte le persone si assumano una parte: i cittadini, gli studenti, le famiglie, i parroci, va promossa una cittadinanza attiva e va data una consapevolezza". Lo dice all'Adnkronos il colonnello Sergio De Caprio, il 'Capitano Ultimo' che arrestò Totò Riina e che oggi è alla guida del Sim (Sindacato italiano militare) carabinieri, commentando il dibattito in corso sull'opportunità di nuove norme in tema di legittima difesa.
"La difesa legittima -osserva- è quando si tolgono le cause della discriminazione, della disuguaglianza, della fame, della povertà, della disperazione che spinge chi non ha a prendere le cose per sopravvivere. Il dramma è che c'è gente che ha fame e che ricorre all'illecito perché non ha altre vie, non ha un lavoro, non ha una sua propria identità, non ha una casa, non ha niente. Il 90% dei cosiddetti criminali sono queste persone, che vanno seguite dalla comunità".
"La difesa possibile è quindi ricreare meccanismi di comunità con le famiglie, con la scuola, facendo partecipare tutti i cittadini alla soluzione dei problemi di sicurezza". In questo senso, assicura De Caprio, il Sindacato militare "avrà una funzione guida e la svolgerà con il massimo impegno possibile".
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