di Mara Montanari
Nicola Zingaretti ha vinto le primarie una settimana fa con numeri solidi e, soprattutto, un'affluenza inaspettata. Oltre un milione e 600mila votanti. Risultati che, di fatto, hanno chiuso l'era del Pd renziano. Non solo nella linea del nuovo segretario ma anche negli equilibri interni ai dem. L'assemblea nazionale, la nuova direzione, i gruppi dirigenti saranno tutti saldamente 'zingarettiani'. Compreso il nuovo gruppo in Europa, visto che le liste per il 26 maggio saranno scelte dal neo leader dem. Restano i gruppi parlamentari. Lì c'è la vera eredità del passato renziano. E, almeno per il momento, non si sono ancora visti eclatanti passaggi sul carro del vincitore.
ASSEMBLEA - Domenica 17 ci sarà la prima riunione dell'assemblea nazionale eletta con le primarie del 3 marzo. La maggioranza è schiacciante per Zingaretti. Le percentuali dei tre sfidanti si aggirano tra il 66% e il 66,5% dei consensi per il nuovo segretario, tra il 22,5% e 23% per Maurizio Martina e fra il 12,5% e il 13% per Roberto Giachetti. Su mille delegati, quindi, circa 666 per Zingaretti, 220 per Martina e 120 per Giachetti. Insomma, una maggioranza molto ampia.
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